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domenica, dicembre 17, 2006

CDL - I SENATORI A VITA SONO DI SERIE B

DAI BANCHI DEL CENTRODESTRA ORA SI GRIDA CONTRO I SENATORI A VITA “REI” DI AVERE “IMPEDITO” LA CADUTA DEL GOVERNO PRODI SULLA FINANZIARIA SOSTENENDOLO CON IL LORO VOTO NON PROPRIAMENTE “DEMOCRATICO” PERCHÉ NON ELETTI DAI CITTADINI.
APPARENTEMENTE LA DENUNCIA SEMBRA RAGIONEVOLE MA SE SI CONSIDERANO I SEGUENTI FATTI LA QUESTIONE CAMBIA PROFONDAMENTE:

1) IL PRIMO GOVERNO BERLUSCONI, NEL 1994, OTTENNE LA FIDUCIA GRAZIE ALL´APPORTO DETERMINANTE DEI SENATORI A VITA E NESSUNO PROTESTÒ.
2) POCHI MESI FA LO STESSO SENATORE A VITA ANDREOTTI FU PROPOSTO COME PRESIDENTE DEL SENATO DAL CENTRODESTRA.
3) I SENATORI A VITA SONO SENATORI A TUTTI GLI EFFETTI COME PREVEDE QUELLA PARTE DELLA COSTITUZIONE CHE NESSUNO HA ANCORA MODIFICATO.
4) LO SCANDALO È UN ALTRO: È DE GREGORIO CHE HA PRESO I VOTI DEL CENTROSINISTRA NELL’IDV ED È PASSATO DALL´ALTRA PARTE.
5) INOLTRE COME GIUSTAMENTE OSSERVA L’ON. MASTELLA I PRESIDENTI DELLE DUE CAMERE CHE NON VOTANO DOVREBBERO INVECE VOTARE PERCHÉ DA PIÙ DI UNA DECADE SONO ESPRESSIONE DELLA MAGGIORANZA. SAREBBERO ALTRI DUE VOTI.

INFINE, IL CENTRODESTRA, NON PAGO DELLA RESPONSABILITÀ DI AVER FATTO UNA LEGGE ELETTORALE “ANOMALA” CHE HA PENALIZZATO PRODI AL SENATO, CERCA INVANO DI “SPINGERE” PROPRIO IN QUELLA SEDE PER FARLO “CADERE”, PER “REGALARE” COSÌ AL PAESE UN ALTRO BEL PERIODO DI CAMPAGNA ELETTORALE DI CUI NON HA ASSOLUTAMENTE BISOGNO.
Raffaele B.

CORRIERE DELLA SERA
Fini all'Assemblea generale del partito "Non democratico reggersi su senatori a vita"
17 dicembre 2006
Il leader di An: «Gravissimo che il governo non abbia la fiducia se non con il voto determinate dei senatori a vita»

«Non contestiamo il diritto dei senatori a vita di votare, ma il fatto che senza quel voto il governo non avrebbe la maggioranza e quel voto non è espressione del mandato popolare. Siamo quindi al di fuori della logica democratica se si sta al governo senza rappresentare la maggioranza di coloro che sono stati eletti». Lo ha detto il leader di An, Gianfranco Fini all'Assemblea nazionale del partito.
«È gravissimo - ha proseguito Fini - che il governo non abbia la fiducia se non con il voto determinate dei senatori a vita». «È un problema - ha concluso Fini - di opportunità politica e per chi rimane in carica con quel voto è un problema di delegittimazione politica».

ILTEMPO
Cdl furiosa per il voto a palazzo Madama Matteoli: «Solo così riescono a salvarsi»
domenica 17 dicembre 2006

IL GIORNO dopo il via libera del Senato alla Finanziaria non si placano le polemiche sul ruolo dei senatori a vita che hanno consentito al governo di incassare la fiducia al maxiemendamento. Il centrodestra va all'attacco, mentre l'Unione li difende compatta. Taglia corto il presidente del Consiglio: «I senatori a vita sono senatori. Punto».

Berlusconi ha preferito il «no comment» e la Cdl ha puntato tutte le sue polemiche sul pareggio evitato ieri a Palazzo Madama solo grazie al voto di cinque dei sette dei senatori a vita. È la dimostrazione che la maggioranza politica e dunque la sua autosufficienza «non c'è piu», dice il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi, mentre Giulio Tremonti ribalta le critiche che per anni sono piovute sul centrodestra: «È una cosa unica nelle democrazie europee». Un voto, quello dei senatori a vita, che ha consentito a Prodi — ha sottolineato il capogruppo di An al Senato Altero Matteoli — «di non andare a casa».

È ora, rivendica Francesco Storace, che il presidente della Repubblica nomini «senatori a vita che non stanno necessariamente con la sinistra». Si appella «al buonsenso», ma anche «alla nuova legge elettorale», l'ex ministro delle Riforme Roberto Calderoli, convinto che la partecipazione al voto dei senatori a vita «è censurabile e condannabile». Dure le parole dell'Udc Francesco Pionati: da padri nobili della patria «sono diventati dei peones del centrosinistra».

Una valanga di critiche che però per l'Unione sono solo strumentalizzazioni. È così per il segretario Ds Piero Fassino, che sul ruolo chiave svolto dai senatori a vita mette i puntini sulle «i»: «Lo sono stati anche in altre legislature, anche in quelle in cui ha governato il centrodestra». Per uscire dall'impasse in cui si trova la maggioranza, l'Udeur invece lancia una proposta: «Secondo me — dice il Guardasigilli Clemente Mastella — ora devono iniziare a votare anche i presidenti delle Assemblee», perché dal 1994 ormai «sono espressione della maggioranza»…
CONTINUA

ADNKRONOS
Prodi: ''Finanziaria di svolta. Ci guadagnano gli italiani''
17 Dicembre 2006 ore 22:07
Il premier dopo il via libera della Manovra al Senato: ''Non è vero che ci sono tasse e oppressioni''. E sui senatori a vita sottolinea: ''Sono senatori. Punto''

Reggio Emilia, 16 dic. (Adnkronos/Ign) -Con la manovra Finanziaria ''ci guadagnano tutti gli italiani''. Lo assicura il presidente del Consiglio, Romano Prodi, a margine della inangurazione oggi a Reggio Emilia del Museo Diocesano. ''Abbiamo fatto una Finanziaria molto particolare: 15 mld per il risanamento e 20 mld per lo sviluppo. Allora è chiaro - insiste Il premier - che è la Finanziaria della svolta''.

''Non è vero, e fortunatamente giorno per giorno si scopre che non è vero, che ci sono tasse e oppressioni''. Piuttosto, sottolinea il Professore, ''si stanno mettendo a posto tante tessere che prima andavano ognuna per conto suo''. ''Ci vorrà ancora qualche tempo per capire gli effetti. Ma la Finanziaria - conclude - è uscita senza essere distorta dal lavoro del Parlamento''.

Prodi torna quindi sulle polemiche che che hanno coinvolto i senatori a vita, il cui voto è stato determinante ieri a Palazzo Madama per l'approvazione della Finanziaria del governo di centrosinistra, riuscita ad ottenere la fiducia proprio grazie ai loro voti. ''I senatori a vita sono senatori. Punto'', taglia corto il presidente del Consiglio…
CONTINUA

giovedì, novembre 30, 2006

LA FINANZIARIA E LE FINTE BANDIERE DELLA UDC

FRA TUTTI GLI INGANNI POSSIBILI, QUESTA DELLE “BANDIERE FINTE” È UNA NOVITÀ ASSOLUTA ED INQUIETANTE.

IL CORRIERE DELLA SERA "RIVELA" NELL'ARTICOLO SOTTO RIPORTATO E CON GRANDE RICCHEZZA DI DETTAGLI, CHE FORZA ITALIA HA ORDINATO 1.500 BANDIERE DELLA UDC PER LA MANIFESTAZIONE CONTRO LA FINANZIARIA PREVISTA SABATO 2 DICEMBRE A CUI PERÒ LA UDC MEDESIMA NON PARTECIPA!

FORZA ITALIA NATURALMENTE "SMENTISCE" MA IN MODO MOLTO "AMBIGUO" PERCHÈ PREVEDE LA PARTECIPAZIONE DI SINGOLE ADESIONI DI MILITANTI DELLA UDC OVVIAMENTE CON LE "LORO" BANDIERE!

I DIRIGENTI DELLA UDC SONO FURIOSI E PRETENDONO "SCUSE" CHE PERÒ NON ARRIVONO. UN MALCOSTUME POLITICO CHE SI STA CONSUMANDO AI DANNI DELL'ALLEATO REO DI NON ADERIRE ALLA MANIFESTAZIONE VOLUTA DA FI.

SULL'UNITÀ SI EVIDENZIA CHE "L'OPPOSIZIONE METTE IN PIAZZA LE SUE DIVISIONI", CHE "GIOCANO A "RUBA BANDIERA" E CHE IN MERITO ALLA PROTESTA IL CENTRODESTRA CAVALCA IL "DISSENSO" E LE "OPPOSIZIONI SOCIALI" MA NON FANNO PROPOSTE SU UNA FINANZIARIA ALTERNATIVA, SE NE GUARDANO BENE, SI LIMITANO SOLO A DIRE CHE CI SONO "TROPPE TASSE" E "POCHI TAGLI". NOTATE BENE, LO FANNO CON UNA CERTA INSISTENZA.

IN QUESTO MOMENTO NON CONVIENE LORO DIRE CHE LA LORO LEGGE FINANZIARIA SAREBBE STATA DI "MENO TASSE" PER I RICCHI E DI TAGLI SULLA SANITÀ, PENSIONI E PUBBLICO IMPIEGO PER TUTTI GLI ALTRI (CUI INVECE ADESSO SI VUOLE "SFRUTTARNE" IL CONSENSO).
Raffaele B.


NEWS.YAHOO
Corteo Cdl, Fi ordina 'finte' bandiere Udc. Cesa: ''Si vergognino''
ADN Kronos - Gio 30 Nov, 14:53
Roma, 30 nov . - (Adnkronos/Ign) - ''Mi aspettavo una telefonata di smentita, di scuse. Non ha chiamato nessuno, si vergognino''. Così il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa commenta la notizia di 1.500 bandiere dell'Udc ordinate dallo stato maggiore di Forza Italia per la manifestazione della Cdl contro la Finanziaria in programma sabato. Secondo il segretario centrista siamo di fronte ''ad un gravissimo inquinamento politico''. ''Sono indignato'', scandisce Cesa.
Rincara la dose il portavoce dell'Udc, Michele Vietti. "Ci aspettavamo smentite serie e tempestive, altrimenti dovremmo constatare che ci troviamo di fronte ad un vero e proprio atto di pirateria politica. Anziché essere uniti nella lotta contro Prodi, si gioca a fare lo sgambetto agli alleati".
Secondo il deputato centrista Maurizio Ronconi ''l'iniziativa di stampare surrettiziamente le bandiere dell'Udc se non fosse ridicola assumerebbe il senso di un grave sgarbo politico verso un partito alleato. Taroccare i simboli di altri rappresenta sempre una trovata almeno sgradevole e che comunque dimostra quanto preziosa e necessaria viene considerata la presenza dell'Udc nel centrodestra''.
Ma Forza Italia smentisce l'acquisto dei vessilli. ''Non abbiamo mai ordinato bandiere dell'Udc'', dice Aldo Brancher a nome del comitato organizzatore della manifestazione del 2 dicembre. Anche se, prima da Cicchitto poi dallo stesso Brancher, è stato fatto notare che non sono da escludere singole adesioni di militanti Udc al corteo. "Ho ricevuto segnalazioni -ha detto Brancher - di pullman dell'Udc che verranno a Roma. Credo che la miglior verifica potrà essere fatta dai giornalisti andando a verificare chi sara' bordo di questi pullman e chi sfilera' sotto le bandiere dell'Udc''.
Da parte sua il vicecoordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto sottolinea che ''non possono esistere equivoci in materia. Né il Comitato per la manifestazione né Forza Italia hanno commissionato l'acquisto di alcune bandiere dell'Udc per cui si sta creando un caso sul nulla. Abbiamo fin dall'inizio affermato che non volevamo aprire o sviluppare polemiche con l'Udc. Questa è stata e rimane la nostra linea in questa vicenda''.
(Adnkronos)


UNITA
Fi ordina bandiere Udc per il corteo. Cesa: offensivo
Pubblicato il: 30.11.06
I centristi, forse, non aspettavano altro. L’occasione per ribadire che la manifestazione della Cdl sabato a Roma è sì contro il governo, ma soprattutto contro di loro. La dimostrazione è arrivata nel modo più sfacciato. Perché ordinare 1500 bandiere dell´Udc da portare in piazza nonostante la mancata adesione alla protesta del partito di Casini, è davvero troppo. «È un fatto che riteniamo offensivo, l'Udc non è in vendita», denuncia senza mezzi termini il segretario Lorenzo Cesa, dopo ave letto sul Corriere della Sera che l’ordine è partito direttamente da Forza Italia. Le parole sono pesantissime, insieme alla richiesta di scuse immediate, pubbliche e chiare quanto le accuse: «È un tentativo di inquinamento della vita democratica del Paese, un fatto di una gravità totale»…
CONTINUA
…«L'opposizione mette in piazza le sue divisioni», commenta Antonello Soro della Margherita. «L'opposizione gioca a ruba bandiera» ironizza il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi. Quanto al merito della protesta, «il centrodestra cerca legittimamente di cavalcare i dissensi e le opposizioni sociali. Sarebbe apprezzabile se contemporaneamente offrissero proposte costruttive per migliorare la qualità della manovra, nel rispetto dei saldi». Anche per Franco Giordano, segretario di Rifondazione Comunista, «sarebbe bene che le destre potessero dire qual è la loro legge finanziaria». Perché «la loro legge finanziaria sarebbe stata quella di tagliare le pensioni, la sanità e il pubblico impiego. E questo è bene che lo si sappia».


CORRIERE DELLA SERA
Il caso Fi ordina anche 1.500 bandiere dell'Udc
30 novembre 2006
Il titolare dell'azienda: me le hanno richieste loro. Ma i centristi non parteciperanno a quel corteo
I pacchi stanno arrivando al primo piano di via Uffici del Vicario 49, sede del Comitato contro il governo delle tasse. Dentro, tutto il materiale che ci si può attendere in questi casi: gagliardetti stampati e ricamati, pettorine, magliette evocative («Forza Silvio, leone della libertà»), striscioni e «oggetti utili e di qualità», secondo la rispettosa definizione data dal sito del Comitato. Naturalmente, nel kit del buon manifestante per la libertà non possono mancare bandiere, labari e pavesi. Alcune con il logo «Scendo in piazza» e la scritta «Contro il governo delle tasse». In altre si riconoscono i vessilli ondulati e tricolori di Forza Italia, ordinati per salutare degnamente il ritorno in campo del premier. Ma uno dei pacchi prenatalizi, inviato con il corriere Bartolini, contiene la sorpresa: dentro ci sono ben 1.500 bandiere sulle quali campeggia un simbolo antico e moderno: lo scudo crociato. Al centro del logo, l'immortale scritta «Libertas». Bandiere, insomma, dell'Udc. Ma che ci fanno 1.500 bandiere dell'Udc, nella sede di un Comitato che organizza una manifestazione alla quale l'Udc non aderisce e che non sono state ordinate dall'Udc?
Già, che ci fanno? Perché una cosa è sicura: al partito di Casini questa manifestazione non piace proprio e l'ha detto in tutti i modi. Tanto che lo stato maggiore ha invitato i suoi militanti al completo a confluire, il 2 dicembre, nel Palasport di Palermo, con un gesto plateale di dissociazione. Perché, come dice il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, «la nostra opposizione è seria e si fa in Parlamento». E se è pur vero che «il premier sparge veleni», è anche vero che «questa manifestazione non servirà a niente». Eppure, devono aver pensato nel comitato organizzatore, ci sarà pure qualche elettore sperduto dell'Udc che, magari perché in disaccordo con la linea del partito, o perché rimasto inopinatamente a Roma, finirà per ingrossare la folla dei manifestanti. E allora non lo si può lasciare solo soletto, senza bandiere e gagliardetti del suo amato partito. E visto che non ci pensano da via dei Due Macelli, qualcuno ci si dovrà pur occupare di questi elettori dispersi per le vie della Capitale...
CONTINUA

mercoledì, novembre 15, 2006

FINANZIARIA - SPESE MILITARI

GIUNGE QUESTA NOTIZIA SULLA FINANZIARIA, PERALTRO ANCORA IN DISCUSSIONE IN PARLAMENTO, CHE LE SPESE MILITARI AUMENTANO NONOSTANTE NEL PROGRAMMA DELL'UNIONE CI SIANO TRE RIFERIMENTI ALLA NECESSITÀ DI POLITICHE DI DISARMO (PAGINE 90, 91, 109).
IL SOTTOSEGRETARO GIOVANNI LORENZO FORCIERI (DS) DICE CHE SONO A FRONTE DEGLI INVESTIMENTI GIÀ PREVISTI E CHE SERVONO NÉ PIÙ E NE MENO CHE A COPRIRE IMPEGNI DI SPESA GIÀ ASSUNTI NEGLI ULTIMI ANNI E DUNQUE AD ONORARE DEI DEBITI GIÀ CONTRATTI. INOLTRE LA DIFESA CEDERÀ AL DEMANIO BENI PER CIRCA 4 MILIARDI DI EURO NEI PROSSIMI DUE ANNI. IN QUESTO MODO IL SALDO TRA ENTRATE E USCITE È IN EQUILIBRIO.
TUTTAVIA 16 SENATORI DELL'UNIONE HANNO SCRITTO A PRODI CHE L'ITALIA È AL 7^ POSTO NEL MONDO PER SPESE MILITARI CON “INGIUSTIFICATI” ACQUISTI DI ARMAMENTI E CHE SONO QUINDI CONTRARI AGLI AUMENTI.
INOLTRE BISOGNA ANCHE DIRE CHE FORSE L'INDUSTRIA DEGLI ARMAMENTI INSIEME AGLI STATI MAGGIORI COSTITUISCONO UNA LOBBY FORTISSIMA. UN DATO DI FATTO È CHE MOLTI GENERALI DI STATO MAGGIORE SONO PASSATI, IN BARBA ALLA LEGGE, AL TOP MANAGEMENT DELLA FINMECCANICA, (VEDI: VITROCISET, MARCONI, OTO MELARA, AMS) GLI STESSI CHE HANNO FIRMATO (DA GENERALI) GLI IMPEGNI DI SPESA.
INSOMMA SEMBRANO ESSERCI VALIDI MOTIVI DA AMBEDUE LE PARTI MA ANCHE GRANDI PROBLEMI. VEDREMO COME SI RISOLVERÀ ALLA FINE DELLA DISCUSSIONE IN CORSO FRA ALCUNI GIORNI.
Raffaele B.


ESPRESSONLINE
Sorpresa tra la selva dei tagli: le spese militari si impennano
14/11/2006 - 07:45

DICONO i numeri che in una Finanziaria che a tutti toglie, c'è una voce di spesa che sale. Quella militare. Cinque punti percentuali in più rispetto all'ultima legge di bilancio licenziata dal governo di centrodestra. 12 miliardi 437 milioni di euro per Esercito, Marina, Aeronautica. se è vero che il 72 per cento di questa somma andrà a coprire i "costi del personale" e dunque la spesa corrente per i salari e il mantenimento dei 193 mila uomini delle nostre forze armate (sono esclusi i costi delle missioni all'estero, per le quali è prevista un'ulteriore voce di spesa di 1 miliardo di euro).

E' altrettanto vero che, spalmati nel prossimo triennio, altri 4 miliardi e rotti di euro andranno a finanziare un "Fondo per il sostegno dell'industria nazionale ad alto contenuto tecnologico". Dove per alto contenuto tecnologico, si deve leggere "ricerca militare" e per "industria nazionale" Finmeccanica, azienda per un terzo di proprietà dello Stato, con un core business che, concentrato nel settore degli armamenti, è spinto e alimentato da un mercato domestico in cui opera in regime di sostanziale monopolio...
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...Sedici senatori dell'Unione hanno scritto una lettera a Prodi. Si legge: "Caro Presidente, l'Italia è al settimo posto nel mondo come spesa militare con ingiustificati acquisti di armamenti come la portaerei Cavour (quasi 1 miliardo di euro, sistema d'arma esclusi), dieci nuove fregate (3,5 miliardi di euro), 121 caccia eurofighter (oltre 6,5 miliardi di euro). Da soli rappresentano l'1 per cento del nostro Pil...
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...Giovanni Lorenzo Forcieri, 57 anni, diessino di La Spezia, senatore nelle ultime quattro legislature, è arrivato sei mesi fa a "Palazzo Marina" come sottosegretario alla Difesa. Dice: "Con questa Finanziaria non facciamo altro che riportare la spesa militare al livello del 2004. Prima cioè che il governo di centrodestra tagliasse di fatto la spesa militare di 2 miliardi e mezzo di euro. Per altro, a fronte degli investimenti che abbiamo previsto e che servono né più e ne meno che a coprire impegni di spesa già assunti negli ultimi anni e dunque ad onorare dei debiti già contratti, la Difesa cederà al demanio beni per circa 4 miliardi di euro nei prossimi due anni. Come si vede, dunque, il saldo tra entrate e uscite è in equilibrio. Con il vantaggio di smobilizzare risorse necessarie a portare avanti un programma di ammodernamento delle nostre forze armate. E' evidente infatti che non stiamo parlando soltanto di numeri. Se vogliamo che l'Italia possa efficacemente svolgere il ruolo internazionale che si è conquistata in questi anni, non possiamo rinunciare a investire su una forza armata efficiente e moderna"...
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...Ce n'è abbastanza per chiedersi se a decidere della qualità e dell'entità della nostra spesa militare siano i ministri e il parlamento. O non invece gli stati maggiori. O, ancora, se a portare per mano gli uni e gli altri non sia l'industria degli armamenti. Per dirla con le parole di un addetto del settore, "se in Italia il vero ministro della difesa sia Parisi o non l'amministratore delegato di Finmeccanica Guarguaglini". Un fatto è certo. Negli anni, i capi di Stato maggiore delle nostre tre forze armate hanno tolto l'uniforme per entrare senza soluzione di continuità nel top management delle società di Finmeccanica. Una legge dello Stato lo vieterebbe. Aggirarla è diventata una prassi. E' successo con il generale Mario Arpino (da capo di stato maggiore della Difesa alla "Vitrociset"), con l'ammiraglio Guido Venturoni (da capo di stato maggiore della Difesa alla "Marconi"), con il generale Giulio Fraticelli (da capo di stato maggiore dell'Esercito alla "Oto Melara"), con il generale Sandro Ferracuti (da capo di stato maggiore dell'Aeronautica alla Ams). Gli impegni di spesa con Finmeccanica che questa e le prossime finanziarie andranno ad onorare portano anche le loro firme. Da generali, naturalmente.

TICKET SANITARI E DISINFORMAZIONE

DIVERSI MEDIA E GIORNALI DI VARIE TENDENZE POLITICHE (IN PARTICOLARE MEDIASET) RIPORTANO NOTIZIA CHE QUESTA FINANZIARIA STIA PER AUMENTARE I TICKET SANITARI DI PRONTO SOCCORSO A CARICO DI TUTTI I CITTADINI DA 23 A 27 EURO.
LA PRECISAZIONE DELLO STESSO MINISTRO DELLA SALUTE TURCO IN QUESTO ARTICOLO RIVELA CHE IL PRELIEVO PASSA DA 100 MILIONI A 65 MILIONI PREVISTI CON UNA RIDUZIONE DEL 35%. È VERO CHE VIENE AUMENTATO IL TICKET DA 23 EURO A 27 (SEMPRE ESCLUSI TRAUMI E AVVELENAMENTI) MA È ANCHE VERO CHE DIMINUISCE QUELLO DA 41 EURO ED IN PIÙ L'ETÀ ESENTE PASSA DA 6 A 14 ANNI.
LA FINANZIARIA È IN CORSO D'OPERA E FINORA SONO STATI APPROVATI SOLO 4 ARTICOLI SU 200. RIMANGONO 4 GIORNI PER L'APPROVAZIONE CONCLUSIVA E CREDO PER QUESTO CHE SOLO ALLORA SI POTRÀ VALUTARE E GIUDICARE.
Raffaele B.


ILRESTODELCARLINO
Ticket più cari? Non è vero.
ROMA, 13 novembre 2006

Con l'emendamento alla Finanziaria votato ieri alla Camera « non si è elevato il carico del ticket sulle famiglie, ma si è drasticamente ridotto, sia intervenendo sulla quota fissa (ora unica a 27 euro), sia ampliando la fascia degli esenti a tutti i cittadini fino a 14 anni».
Lo precisa una nota del ministero della Salute a seguito delle notizie apparse oggi sulla stampa. « Prima dell'emendamento votato ieri - prosegue la nota - le quote a carico dei non esenti erano così articolate:
23 euro per le prestazioni non urgenti contrassegnate dal codice bianco,
41 euro per le prestazioni non urgenti contrassegnate dal codice verde (con l'esclusione dei traumi e degli avvelenamenti).
Con l'emendamento approvato ieri viene unificata a 27 euro la quota a carico dei non esenti, sia per i codici bianchi che per quelli verdi (sempre esclusi traumi e avvelenamenti).
Vengono inoltre esentati tutti i cittadini fino a 14 anni di età,indipendentemente dal reddito della famiglia (mentre prima erano esenti solo i bambini fino a 6 anni e con reddito familiare inferiore a 36.151,98 euro).
La prova che non ci sia stato nessun aumento con l'emendamento votato ieri, conclude il ministero, è data dal fatto che le entrate della manovra legate al ticket» passeranno dai 100 milioni di euro contemplati dal ddl finanziaria originale ai 65 milioni previsti a seguito di questo emendamento, con una diminuzione del gettito pari al 35%«.

LE FERROVIE AL COLLASSO FINANZIARIO

QUESTI DUE ARTICOLI RACCOLTI EVIDENZIANO DUE GRANDI QUESTIONI LEGATI FRA LORO:
PRIMO - VIENE COSÌ CONFERMATA L'EREDITÀ DEL GOVERNO BERLUSCONI DEL BUCO NASCOSTO E SEMPRE NEGATO DI 6 MILIARDI DI EURO SULLE FERROVIE TRA NON FINANZIAMENTI DI SPESE CORRENTI E INVESTIMENTI DA FARE.
SECONDO – SI CONTINUA CON LA GESTIONE “IRRESPONSABILE” E “SPERPERATRICE” DEL DENARO PUBBLICO. IL PRECEDENTE AMMNISTRATORE DELLE FFSS ELIO CATANIA, NOMINATO DA BERLUSCONI. ESEMPIO: COSTUI SI È DIMESSO LO SCORSO SETTEMBRE CON UNA LIQUIDAZIONE SPROPOSITATA DI 7 MILIONI EURO PURE PREVISTA DAL SUO CONTRATTO DI LAVORO.

AD UN INTERROGAZIONE DEL ON. DONATELLA PORETTI (ROSA NEL PUGNO), L’ATTUALE SOTTOSEGRETARIO MASSIMO TONONI HA DATO RISPOSTE CONSIDERATE “DISCUTIBILI” ED “INACCETTABILI”.
L’ON. BRUTTI (DS) VUOLE CHE IL GOVERNO FACCIA PIENA LUCE SUI CONTI, SULLE SCELTE MANAGERIALI E PER AVERE “TACIUTO” PER ANNI LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE.
BENE CHE SI PENSI A RIFINANZIARE LE FERROVIE MA A PATTO CHE SI FACCIA PULIZIA DEI “PRIVILEGI” E DEGLI “SPERPERI” CON NUOVE NORME SE NECESSARIO, E CHE FINALMENTE SI POSSA AVERE UN SERVIZIO DEGNO DI QUESTO PAESE.
Raffaele B.


LIBERTÀONLINE
Le Ferrovie sono vicine al collasso
Gigi Furini 15 novembre 2006
MILANO - «Le ferrovie sono sull'orlo del fallimento», dice Mauro Moretti, amministratore delegato delle Fs durante un'audizione al Senato. Le parole provocano l'ennesimo terremoto politico e, in serata, risponde Romano Prodi: «Dobbiamo provvedere; è un rischio grosso. Lavoreremo anche in questa direzione. Abbiamo lasciato apposta 6 miliardi per le strutture ferroviarie». Le parole del premier vanno incontro alle richieste dei vertici delle Fs. Poi, sui modi e sui tempi si vedrà. Resta il fatto che la denuncia è pesante: «Non ci sono più risorse (gli immobili sono stati tutti venduti) e i debiti sono tanti». Che la situazione fosse grave era noto a tutti, ma Moretti che di ferrovie se ne intende, adesso cita addirittura il codice civile, all'articolo 2447: «Riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale».
Come dire che un'azienda privata avrebbe già portato i libri in tribunale. La relazione al Parlamento è dettagliata. Moretti parla di «eccedenze di manodopera», di zone di «non lavoro», e di clientelismo. Questo suscita reazioni politiche. La maggioranza punta il dito contro Elio Catania, il manager sostituito nel settembre scorso e che era stato messo alle Fs dal governo Berlusconi. «Che cosa ci aveva raccontato?», dicono gli esponenti del governo…
...Il segretario della Commissione, Paolo Brutti (Ds), dice che serve un piano del governo per far luce sui conti e sulle scelte manageriali. «E' singolare - spiega - che siano diminuite le manutenzioni sulle tratte e sui treni, con casi di notevoli disagi, mentre sono aumentati i costi per la manutenzione. Come è possibile?».
«La cura che era stata prevista dal governo Berlusconi per le Fs, ha messo l'azienda in enorme difficoltà, ma perchè il management per anni ha taciuto la gravità della situazione?», si domanda Brutti…
CONTINUA


VOCEDITALIA
Ferrovie Spa: liquidazione da 7ml di euro per il Presidente Catania
Massimo Benvenuti 24/10/2006 14.30.05
In un intervento, l´On. Donatella Poretti (Rosa nel Pugno) mette in risalto l’iperbolica cifra percepita come liquidazione dal Presidente delle Ferrovie Spa, Elio Catania, e si domanda “non sono uno sproposito?"
L’On. Poretti ha sottoposto il quesito, con l’Aduc (associazione di difesa dei consumatori), al Ministero dell’Economia, il quale – per bocca del sottosegretario Massimo Tononi – fa sapere che la cifra della liquidazione “è relativa sia al rapporto di amministrazione che a quello di lavoro subordinato; non è possibile fornire ulteriori dettagli in quanto una clausola di riservatezza contenuta nel contratto di lavoro, stipulato in sede di assunzione dell´incarico, ne impedisce la diffusione”.
Nella risposta si precisa anche che, per quanto riguarda gli emolumenti, "in aggiunta alla remunerazione fissa, è sempre prevista la corresponsione di una remunerazione variabile... che si attesta nel 50% della parte fissa. La quota variabile è collegata al raggiungimento di obiettivi economico-finanziari o di qualità del servizio, ricavati dagli strumenti di pianificazione strategica ed operativa dell´azienda"...
CONTINUA

giovedì, ottobre 26, 2006

VIA IL COMPENSO DALLE RASSEGNE STAMPA

QUESTA NORMA DELL’ART. 32 SAREBBE FORSE "PASSATA" NEL SILENZIO DI TUTTA LA STAMPA, SE NON FOSSE STATA PER LA "PETIZIONE" VIA WEB ORGANIZZATA DA PEACELINK E DA ALTRI BLOGGERS INDYMEDIA CRITICI VERSO IL GOVERNO E ALTRI TRA CUI QUELLO DEI GIOVANI DEL CENTROSINISTRA DI AREA DI GOVERNO.

E' POSSIBILE CHE LA NORMA SERVISSE, NELLE INTENZIONI, A PROTEGGERE IL DIRITTO D'AUTORE DA FORME DI COPIATURA A SCOPO DI LUCRO. MA IL RISULTATO È UN ATTENTATO ALLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE E DI COMUNICAZIONE.

IL WEB DEI BLOGGERS (TRASVERSALE AI PARTITI) HA DUNQUE PRODOTTO IL “RIPENSAMENTO” E QUINDI LA “SOPPRESSIONE” DELLA NORMA. CI AUGURIAMO CHE IL PERICOLO SIA SCONGIURATO IN MODO DEFINITIVO PER LA LIBERTÀ DI COMUNICAZIONE E D’INFORMAZIONE IN PARTICOLARE NEL WEB CHE DIMOSTRA IN QUESTO CASO TUTTA LA SUA VITALITÀ E ATTENZIONE A QUESTO PROBLEMA.
Raffaele B.

N.B. PENSATE, AVREI DOVUTO “PAGARE” PER QUESTO COMMENTO AGLI EDITORI DI PEACELINK, ANSA, UNITÀ, GIOVANI DEL CENTROSINISTRA, ANCHE SE LO FACCIO SENZA LUCRO. MA DATA L’IMPOSSIBILITÀ DI ESEGUIRE I PAGAMENTI:, QUALE PREZZO? COME FARLO? QUANDO? ALLORA AVREI COMMESSO UN ABUSO E QUINDI SAREI STATO CONDANNABILE!

Alcuni significati delle parole utilizzate
COPYRIGHT; DIRITTO D'AUTORE; COPYLEFT


PEACELINK
------------------ PETIZIONE VIA WEB ------------------
NO alla tassa sulle rassegne stampa
Sono contrario all'imposizione di una tassa sulle rassegne stampa realizzate senza scopo di lucro. Chiedo pertanto che il Parlamento abolisca con un opportuno provvedimento il primo comma dell'articolo 32 del capo IX del decreto legge 3 ottobre 2006 n. 262, recante "Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria", con cui sono state anticipate alcune delle misure previste dal disegno di legge finanziaria 2007.
Questa tassa non aggiungerebbe niente al lavoro dei giornalisti e degli scrittori, ma sarebbe solo un ingiusto guadagno per i gruppi editoriali a cui questi autori hanno ceduto la gestione dei loro diritti.
Chiedo che la legge sul
diritto d'autore venga ripristinata nella sua precedente formulazione, in base alla quale "gli articoli di attualità di carattere economico, politico o religioso, pubblicati nelle riviste o nei giornali, oppure radiodiffusi o messi a disposizione del pubblico, e gli altri materiali dello stesso carattere possono essere liberamente riprodotti o comunicati al pubblico in altre riviste o giornali, anche radiotelevisivi, se la riproduzione o l'utilizzazione non è stata espressamente riservata, purché si indichino la fonte da cui sono tratti, la data e il nome dell'autore, se riportato"…CONTINUA
Adesioni dal 4 ottobre 2006: 4018 persone


ILCENTROSINISTRADEIGIOVANI
di Giulietto Chiesa da Bruxelles sul copyleft
DALLA FINANZIARIA NUOVE MINACCE ALLA LIBERA INFORMAZIONE
Bruxelles 18 Ottobre 2006
Leggo, con stupore e sbalordimento, il decreto legge 262 del 3 ottobre 2006, aggregato alla finanziaria, che in un articolo di sole dieci righe ("Riproduzione di articoli di riviste o giornali"), travolge alla chetichella la legge del 1941 sul
diritto d'autore.
La nuova norma, in vigore appunto dal 3 ottobre, stabilisce che ogni riproduzione, anche parziale, di articoli di riviste o giornali, venga pagata agli editori.
La formulazione precedente prevedeva, come unico obbligo per chi riproduceva l'articolo, la citazione della fonte e dell'autore…
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ANSA
No diritto autore articoli giornali
ROMA 17 OTT - Nel decreto fiscale via libera all'abolizione di 'una sorta di
diritto d'autore'' per la riproduzione di articoli di riviste e giornali. Che di fatto ''avrebbe fatto saltare il sistema Internet'', spiega il verde Bonelli al termine della riunione dell'Unione sul decreto fiscale. L'articolo in esame prevede infatti che i soggetti che realizzano con qualsiasi mezzo la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste e giornali debbano corrispondere un compenso agli editori.


UNITA
Diritto d'autore, l'emendamento che venne dal web
Pierluigi Regoli 25.10.06
Tra le modifiche introdotte al testo della Legge Finanziaria, una in particolare ha visto il popolo del web in prima linea. Si tratta della soppressione dell'articolo 32 del decreto fiscale collegato. L'articolo 32 prevedeva che "i soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali, devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti". La soppressione definitiva di tale articolo sarà adesso rimessa al voto dell'Aula.
Questa decisione arriva dopo una campagna di sensibilizzazione che ha coinvolto diversi attori, tra cui molti blogger del centrosinistra.
Appena uscito il testo del collegato, infatti, si è diffuso in rete il timore che questo provvedimento avrebbe potuto limitare la circolazione di notizie e informazioni sul web. Alcuni hanno evidenziato come questa modifica della legge (n. 633 del 1941) sul
diritto d´autore avrebbe avuto conseguenze principalmente per le rassegne stampa, mentre altri hanno paventato l´ipotesi che questo provvedimento avrebbe potuto fare da "apripista" ad altre restrizioni alla libera circolazione delle notizie on line...CONTINUA


INDYMEDIA
Resta allarme sull'art. 32 del diritto d'autore
by viviana vivarelli Sunday, Oct. 22, 2006 at 8:18 AM
Resta vivo l'allarme sul decreto che sottopone ogni riferimento ad articolo di stampa a previo pagamento di una gabella agli editori, tuttora vigente, malgrado il suo stralcio dalla Finanziaria. Oltre all'impossibilita' materiale di applicarlo, esso costituisce una incredibile attentato alla libertà del web, al diritto di informazione, alla possibilità di fare ricerche, denunce, tesi di laurea, libri, siti, rassegne stampa, analisi...
Un decreto e' in vigore per 60 giorni, dopo di che viene convertito in legge. Dunque il pericolo non e' stato scongiurato, ma solo rimandato…
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venerdì, ottobre 20, 2006

FINANZIARIA - BERLUSCONI E LA MEMORIA CORTA DEGLI ITALIANI

SOLO CHI HA MEMORIA CORTA PUÒ CREDERE ALLE PAROLE DI BERLUSCONI SULLA FINANZIARIA CHE IL GOVERNO PRODI SI APPRESTA A VARARE DOPO GRANDI DIFFICOLTÀ DI CUI IL GOVERNO PRECEDENTE NON PUÒ CERTO ESSERE ESTRANEO.

SE INVECE ABBIAMO UNA BUONA MEMORIA RICORDIAMO AGEVOLMENTE CHE PROPRIO IL CAVALIERE PROCEDEVA A FINANZIARIE “FACILI” E “CREATIVE” CON TANTO DI FIDUCIE POSTE NONOSTANTE AVESSE MAGGIORANZE SCIACCIANTI NELLE DUE CAMERE.

INOLTRE, DOBBIAMO SEMPRE FARCI ASSISTERE DALLA MEMORIA, FINO AD UN MESE FA IL CENTRODESTRA NEGAVA L'ESISTENZA DI UNA GRAVE SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE TANTO DA NON RITENERE GIUSTIFICATA LA FINANZIARIA MEDESIMA CHE NON FOSSE PER UNA “RIDUZIONE DELLE TASSE”.

INVECE A SEGUITO DEL DECLASSAMENTO DELL'ITALIA DALLE AGENZIE DI RATINGS, BERLUSCONI E COMPANY "GRIDANO" ORA ALLA FINANZIARIA DI PRODI COME NON "SUFFICIENTE" AI BISOGNI DEL PAESE. SOLO QUESTO FA INTENDERE IL GRADO DI "STRUMENTALIZZAZIONE" A CUI SONO ARRIVATI MA ANCHE DI "SMARRIMENTO".

LO SCOPO DELLA FINANZIARIA È QUELLA DI RIACCENDERE LO SVILUPPO ECONOMICO E RIPORTARE IL DEBITO PUBBLICO SOTTO IL 3% COME PREVEDONO GLI IMPEGNI INTERNAZIONALI ED ANCHE PER RIDURRE L'ENORME COSTO DEGLI INTERESSI, TUTTO QUI.

ESSA NON VOLEVA E NON POTEVA CERTAMENTE FARE LA RIDUZIONE DELLE TASSE, COME VOLEVANO OVVIAMENTE COLORO CHE NON CREDEVANO AFFATTO ALLA GRAVE SITUAZIONE ECONOMICA. IL MINISTRO PADOA SCHIOPPA HA DETTO CHE LA RIDUZIONE DELLE TASSE CI SARÀ NELLA MISURA IN CUI SI RECUPERA LA EVASIONE. SEMPLICE, NO?    
Raffaele B.


ADNKRONOS
FINANZIARIA: FINOCCHIARO, BERLUSCONI NON E' CREDIBILE
OPPOSIZIONE SCELGA SE VUOLE CONFRONTO O PREFERISCE OSTRUZIONISMO

Roma, 20 ott. (Adnkronos) - ''Berlusconi, con le sue dichiarazioni sulla Finanziaria, dimostra soltanto di non essere credibile. Per cinque anni il suo governo ha fatto dell'artifizio contabile il pane quotidiano nella gestione dei conti pubblici e negli ultimi tre anni e' stata sempre posta la fiducia sulla legge finanziaria. Chi detiene un simile curriculum dovrebbe astenersi dal pronunciare alcun tipo di giudizio. La maggioranza sta ora costruendo una Finanziaria dove vengono mantenute le promesse di equità e sviluppo annunciate in campagna elettorale, ma al contempo abbiamo il compito di risanare e ridurre un debito che il governo della Cdl ha saputo soltanto far crescere in modo “incontrollato”. Lo afferma la presidente del gruppo dell'Ulivo al Senato, Anna Finocchiaro.