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Cominciano a venire al pettine i 'nodi irrisolti' e per la verità neppure affrontati i problemi della città e della sua ricostruzione. Il fiato corto della propaganda mediatica del governo mostra così la 'corda' cui nemmeno i telegiornali che finora hanno taciuto su questo aspetto, riescono più a tacere. http://www.youtube.com/watch?v=493Lm7LPQBc cioccolatoevaniglia
21 febbraio 2010 Contestata troupe del Tg1: ''Scodinzolini!''
I media principali i TG (ad eccezione del TG3) e Mediaset e alcuni quotidiani di maggiore diffusione hanno dato un immagine completamente diversa dell’Aquila. La Protezione Civile si è occupata esclusivamente di fare le case nelle ‘new town’ (non per tutti ancora) e d’altronde si tratta di appalti milionari (fuori controllo) ai soliti costruttori-affaristi di 'corte' che ‘ridono’ delle disgrazie altrui nel motto: mors tua vita mea. Come le inchieste in corso stanno rivelando!
Sulla ricostruzione della città non si è ancora incominciato! Su questo aspetto si è taciuto ed è purtroppo molto grave perché per ricostruire il centro storico è cosa molto più difficile e richiede altissima qualità e professionalità, secondo me, sconosciuta a questi costruttori-affaristi, oltre ad ingenti risorse ‘indisponibili’ per questo governo. .
Infine se la città ‘muore’ cesseranno molte attività compresa l’università che è la risorsa maggiore. Di conseguenza molti saranno costretti a traslocare altrove per procacciarsi un reddito ed a lasciare le “nuove case” costruite in tempi record come 'strombazzate' con grande fragore propagandistico dai media sotto il controllo del governo e dallo stesso.
21 febbraio 2010 L'Aquila, mille chiavi per riaprire la città
L’emergenza delle case andava bene ma bisognava incominciare in parallelo anche la ricostruzione della città, ma è stato deciso di non farlo per motivi politici e mediatici e si è perso molto tempo.
Adesso i cittadini si sono stancati e cominciano ad aprire gli occhi ed agiscono. Capiscono che se non se ne occupano loro né il governo né la Protezione Civile lo farà nel modo che serve per far rivivere la città, ma solo per fare propaganda per guadagnare consensi e per consentire alla loro ‘corte’ illeciti guadagni milionari sulla loro pelle.
In “Presadiretta” su RaiTre di stasera 21-febbraio-2010 ore 21:30 andrà in onda “La ricostruzione” che invito a vedere. Raffaele B.
RAINEWS24 La protesta dell’Aquila A dieci mesi di distanza dal sisma, il centro storico dell'Aquila è una città dimenticata, per la quale la parola ricostruzione è semplicemente impronunciabile. I cittadini hanno manifestato per chiedere interventi concreti, contestando il sindaco Cialente e il TG1 perchè - dicono- tratteggia una verità irreale. Enzo Cappucci, giornalista di Rainews24, racconta nel suo libro perchè il centro storico dell'aquila rischia di restare una città morta e perchè vengono contestate le scelte del Governo. Vi offriamo un'anteprima… CONTINUA Clicca anche Riprendiamoci la città
La notizia è fresca e viene riportata, al momento, solo dal quotidiano abruzzese ILCENTRO. Secondo questo giornale esiste una intercettazione di cui è venuto in possesso e che dimostra al di la di ogni ragionevole dubbio che “chi rideva del sisma dell’Aquila” lavora effettivamente nella città “smentendo” clamorosamente Gianni Letta che all’ANSA dichiara “indignato” che “nessuna di quelle persone, nessuna di quelle imprese, ha messo mai piede a l'Aquila né ha avuto un euro di lavori nella prima fase e né l'avrà nella seconda”. E Bertolaso si dichiara ora perfino ‘vittima’.
Quindi, agli aquilani che hanno manifestato in questi giorni all’insegna del “noi non ridiamo” si aggiunge un ulteriore beffa perché chi “rideva” del sisma già lavora e lucra a L'Aquila, con buona pace di chi nel governo ‘indignato’ si è affrettato dire il contrario forse per ‘tenere’ buona la città.
Adesso il Procuratore dell'Aquila chiede gli atti dell’inchiesta sugli appalti (vedi REUTERS) e vuole vederci chiaro.
Con le intercettazioni diventa difficile ed arduo continuare a ‘mentire’ senza cadere nel ridicolo. Se non ci fossero, tutto questo non sarebbe stato possibile. A noi non resta che vedere i prossimi sviluppi dell’inchiesta e se altri giornali e media pubblicheranno questa notizia. Raffaele B.
In questo filmato da REPUBBLICA RADIOTV viene intervistato il direttore de ILCENTRO che conferma e arricchisce di dettagli di questa parte della vicenda. kobrakhan74 17 febbraio 2010 Chi rideva del sisma lavora a L'Aquila Le rivelazioni del quotidiano Il Centro che smentiscono le dichiarazioni di Gianni Letta. Il commento del direttore Luigi Vicinanza. Conduce Tiziana Testa
ANSA Gianni Letta: speculatori non hanno mai messo piede all'Aquila 12 febbraio, 15:48
L'AQUILA - "Tutti abbiamo sentito un brivido di orrore" rispetto a "quelle brutte persone che stavano a lucrare qualcosa sulla disgrazia dell'Aquila. Nessuna di quelle persone, nessuna di quelle imprese, ha messo mai piede a l'Aquila né ha avuto un euro di lavori nella prima fase e né l'avrà nella seconda". Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, in occasione del premio innovazione di Finmeccanica a L'Aquila, aggiungendo che "questo grazie alla gestione oculata di Guido Bertolaso".
REUTERS PERUGIA (Reuters) - Il procuratore capo dell'Aquila, Alfredo Rossini, chiede ai magistrati fiorentini di avere accesso agli atti dell'inchiesta sui cosiddetti "grandi eventi", tra cui il G8 della Maddalena, per poter verificare l'esistenza di ipotesi di infiltrazioni mafiose negli appalti…CONTINUA
ILCENTRO G8, l'inchiesta sul terremoto Chi rideva del sisma lavora all’Aquila
Quelli che ridevano, la notte del terremoto, in Abruzzo ci sono stati e ci hanno lavorato. Dall’inchiesta sul G8 riemergono le intercettazioni che smentiscono le dichiarazioni di Gianni Letta. Piscicelli e altri imprenditori indagati operano nella ricostruzione. La toscana Btp sbarca in città grazie al consorzio Federico II di Barattelli, Marinelli e Vittorini L'INTERCETTAZIONE "Vinto il primo appalto, gli altri a breve. Ferie all'Aquila" (All’articolo successivo oppure in web) di Enrico Nardecchia (17 febbraio 2010)
L’AQUILA. Ridevano e lavoravano, coronando il loro sogno. «Qua possiamo piglia’ quello che ci pare». «Qua c’è da fare per 10 anni». Le intercettazioni svelano che gli imprenditori-sciacalli non solo hanno riso nel letto, la notte del terremoto, ma hanno anche raggiunto l’obiettivo di prendere soldi, pubblici e privati, dalla grande torta degli affari della ricostruzione in Abruzzo. Il comizio di Gianni Letta («Nessuna di quelle persone e imprese ha messo mai piede all’Aquila e non hanno avuto e non avranno un euro») è di 5 giorni fa. Ma pare lontanissimo. AL LAVORO. Sciacalli al lavoro nel cratere, nonostante quella che Letta ha definito «la gestione oculata di Bertolaso». Francesco Maria De Vito Piscicelli, l’imprenditore che avrebbe riso la notte del terremoto parlando col cognato Pierfrancesco Gagliardi pensando agli affari che avrebbe potuto realizzare, tre giorni dopo il terremoto rincara la dose quando afferma che già gli sono stati chiesti «sei escavatori e venti camion». L’intercettazione è inserita nell’inchiesta di Firenze sui grandi appalti in cui Piscicelli è indagato. FEDERICO II. Porta il nome del leggendario fondatore della città il consorzio attraverso il quale la toscana Btp (Baldassini-Tognozzi-Pontello), i cui vertici sono indagati per i presunti rapporti di favore con il coordinatore del Pdl Denis Verdini, per il quale si ipotizza la corruzione, ha messo radici in città. Il colosso dell’edilizia, tra i primi 10 in Italia, ha sposato i Barattelli (Ettore e Carlo), storici costruttori aquilani, e le imprese di Emidio Vittorini; Marinelli ed Equizi. Nomi, questi, estranei all’inchiesta fiorentina. Vittorini e Marinelli sono noti per il loro impegno nell’Aquila rugby. Battesimo del «Federico II» il 15 maggio. Un mese e 9 giorni dopo la catastrofe nasce un consorzio che «non ha fini di lucro» anche se è composto da società di capitali, e si prefigge «la promozione delle integrazioni e l’aggregazione tra i soggetti consorziati». Al di là dei propositi, il consorzio prende appalti pubblici e incarichi di natura privatistica. «Com’è facile immaginare», sostiene la Procura, «il terremoto ha momentaneamente spostato gli interessi dei soggetti coinvolti, tutti ben consapevoli che l’evento sismico potrà tradursi in commesse di lavori edili e, dunque, in profitti». Il consorzio avrebbe intascato, finora, circa 12 milioni dalla prima fase della ricostruzione. Ha lavorato alla costruzione di moduli scolastici provvisori; al restauro di alcuni alloggi della caserma Pasquali da destinare agli sfollati; alla messa in sicurezza (700mila euro) e al recupero di opere d’arte (578mila euro) nella sede della direzione generale della Cassa di risparmio della Provincia dell’A quila, in corso Vittorio Emanuele e a palazzo Branconi-Farinosi, di proprietà dell’istituto di credito, e già sede di rappresentanza della Regione. Barattelli è anche componente del Consiglio di amministrazione della Carispaq che ha confermato di aver affidato i lavori. DI NARDO E I CASALESI. L’altro binario, inquietante, è quello che indaga sui rapporti tra imprese, funzionari pubblici ed esponenti del clan dei Casalesi. In un’indagine dei Ros il funzionario ministeriale Antonio Di Nardo, nato a Giugliano (Napoli) ma residente a Mentana (Roma) viene descritto come «in rapporti» con esponenti della camorra. Di Nardo, dal Provveditorato Opere pubbliche con competenza su Lazio e Abruzzo, si sarebbe attivato con Piscicelli per «partecipare alle gare d’appalto». SCUOLA DA 7 MILIONI. Scuola media Carducci, sede provvisoria al Torrione. Appalto da 7,3 milioni, la cifra più alta tra quelle destinate ai Musp. L’appalto è stato aggiudicato da un’associazione temporanea d’impresa Cmp-Btp-Vittorini Emidio costruzioni. Lotto 12, aggiudicato il 22 luglio. La sera stessa, il direttore tecnico-consigliere del consorzio Federico II, Liborio Fracassi, marsicano di Avezzano, 62 anni, scrive un sms a Riccardo Fusi della Btp. «Vinto il primo appalto. È il primo, gli altri a breve. Ferie all’Aquila».
Dopo gli sciacalli gli avvoltoi? Il commento di Giustino Parisse de ILCENTRO Questi personaggi hanno tradito anche i giovani volontari
*** L'INTERCETTAZIONE *** ILCENTRO “Vinto il primo appalto, gli altri a breve. Ferie all'Aquila” (17 febbraio 2010) Telefonate tra referenti locali e imprese coinvolte: "Tanta roba" L’AQUILA. «Primo appalto ok, ferie all’Aquila». Le risate proseguono via sms, quando l’imprenditore abruzzese comunica al suo corrispondente toscano che, sì, la prima bandierina è stata piazzata. E ora ne seguiranno delle altre. Tanto che le ferie toccherà passarle all’Aquila. Questi i contenuti di alcune intercettazioni inserite nel procedimento della procura di Firenze nell’inchiesta su appalti e corruzione. Imprenditori e funzionari pubblici parlano costantemente del sisma in Abruzzo e delle sue opportunità.«SEI ESCAVATORI». L’imprenditore Francesco De Vito Piscicelli parla con il cognato Pierfrancesco Gagliardi. La telefonata è del 9 aprile. Gagliardi: «...Senti un po’ ma... tu vuoi fare... un bel... un bell’ appalto sul lago di Garda... da 7 milioni... o è troppo lontano... è una rottura di c...» Piscicelli: «... No... lascia perdere... mò c’é il terremoto da seguire...» G.: «...Sì, giusto, bisogna concentrarsi lì...» P.: «...Capito?» G.: «...Perché lì partono a duemila all’ora adesso...» P.: «...Ma già mi hanno chiamato a me...» G.: «...ma veramente?» P.: «...Sì, la prossima settimana devo dare sei escavatori... venti camion...» G.: «...Li devi dare...?» P.: «...Sì...» G.: «...così...» P.: «...Sì così funziona nelle emergenze... tutto in economia...» G.: «...Ah!...glieli dai e poi dopo si fa in economia... cioè tot ore, tot al giorno...» P.: «...Sì...sì, sì...» G.: «...Ah...» P.: «...Questo per le emergenze...» G.: «...Uhm, uhm... certo lì adesso ci fanno carne da porco lì...» P.: «...Eh là c’è da ricostruire dieci anni...». DI NARDO. Il 16 aprile il funzionario ministeriale Antonio Di Nardo informa l’imprenditore Piscicelli che un incontro con Denis Verdini coordinatore Pdl si può organizzare al Circolo della caccia in piazza Fontanella Borghese, a Roma, per restare al riparo da occhi indiscreti. Di Nardo: «...Senti io penso martedì facciamo quell’incontro... quello con Denis... con questo però andiamo al Circolo o no... hai detto così?... non vuole gente che vede...». Piscicelli: «E allora ce ne andiamo al Circolo... noi tre». SMS: FERIE ALL’AQUILA. Questa l’intercettazione dell’sms che Liborio Fracassi, di Avezzano, direttore tecnico del consorzio «Federico II», il 22 luglio 2009 spedisce all’ indagato Riccardo Fusi presidente della toscana Btp: «Abbiamo vinto il primo appalto: una scuola per 7,3 milioni da consegnare chiavi in mano il 10 settembre. È il primo, gli altri a breve. Ferie all’Aquila».«LÌ TI CONOSCONO». Fra i politici in contatto con Fusi c’è anche Riccardo Nencini, presidente del consiglio regionale della Toscana, che subito dopo una visita all’Aquila, il 16 luglio, nella quale consegna 500mila euro della sua Regione a Gianni Chiodi, chiama al telefono l’imprenditore. Nencini: «Ascolta bello sto venendo via ora dall’Aquila... ho parlato di te... ma lì sei conosciuto...». Fusi: «Sono conosciuto però murano quegli altri, capito... sì. sì... ma se tu ci metti le mani te è meglio». Nencini fa capire che s’impegnerà per promuovere un incontro.«TANTA ROBA». Ecco il contenuto di un colloquio tra Liborio Fracassi (Consorzio Federico II) e l’i mprenditore toscano Riccardo Fusi considerato, insieme a Piscicelli e a Vincenzo Di Nardo, tra i «favoriti» del coordinatore nazionale Pdl Denis Verdini. I due parlano dei lavori all’Aquila e in particolare negli immobili Carispaq. Fusi: «Scusi, si è visto con quella persona di Vasto?». Fracassi: «Sì, sono andato, l’ho incontrato, l’ho sentito, ma era impegnato con le elezioni e l’ho richiamato». Fusi: «Va bene, ma lì come va?». Fracassi: «Bene benissimo dico no bene, benissimo». Fusi: «Ah». Fracassi: «Già gliel’ho detto. L’ingegnere Marchetti ci ha firmato il nulla osta». Fusi: «Eh». Fracassi: «Stiamo già preparando tutti i preventivi adesso con la banca. Per cui abbiamo predisposto un po’ tutto... venerdì prossimo il consiglio d’amministrazione ci dà il via a fare sia l’opera dentro a palazzo Branconio che è quella della messa in salvaguardia di tutti i monumenti dentro a quel palazzo tutti affreschi, tutti decori... poi tutti i ponteggi sia del palazzo della banca sia del palazzo Branconio». Fusi: «La perdo, va via la voce». Fracassi: «Comunque c’è tanta roba. Stiamo facendo tanta roba». Fusi: «Bravo».
Invito a seguire il video TG3 qui sotto sulle “Intercettazioni Choc” che fornisce un quadro completo, a mio avviso, dell’intera vicenda fino a questo momento sullo scandalo che riguarda la Protezione Civile. Il servizio da spazio a tutte le voci comprese quelle degli inquisiti.
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Finora non si può sapere se Bertolaso sia colpevole, anzi spero per lui che non lo sia. Ma non si può accettare il sistema di corruzione, di appalti, di benefici che gravita intorno a lui. Allora i casi sono due o lo sapeva e allora è connivente oppure non lo sapeva e allora è un'incapace che non si è accorto di quello che accadeva sotto il suo naso. Il totale asservimento di una istituzione pubblica ad interessi privati di alcuni! Ma vediamo il video. *** Video TG3 *** Giustizia168
13 febbraio 2010 INTERCETTAZIONI CHOC - INCHIESTA PROTEZIONE CIVILE – BERTOLASO Lavori alla Maddalena per il G8 costo totale € 600.000.000 alla faccia della crisi.. vedi da 4:02
Bertolaso dice: ”Non ho tradito gli italiani, morirei per dimostrarlo!". Allora che aspetta Bertolaso a “dimostrarlo” difendendosi nel processo e non dal processo come fa Berlusconi che attacca i magistrati dicendo “che dovrebbero vergognarsi”. Perché dovrebbero? I magistrati fanno il loro “lavoro”. Poi questo magistrato Roberto Lupo della procura di Firenze è lo stesso che aveva “assolto” Mediaset sul Lodo Mondadori, e il Cavaliere non può dire che anche questi è un'altra toga rossa politicizzata che lo “discrimina”.
L’unico modo che ha Bertolaso per farlo è quello intanto di 'dimettersi' e poi 'difendersi' all’interno del processo come un comune cittadino. Con le dimissioni irrevocabili egli restituirebbe alla istituzione della Protezione Civile l'alta reputazione rappresentata dai suoi compiti e dalle molte persone per bene e volontari che vi lavorano con grande serietà e senso di responsabilità.
Se invece al contrario Bertolaso non lo fa, seguendo i suggerimenti del Cavaliere e della sua maggioranza, compatti a difenderlo dalla giustizia come fosse al di sopra delle leggi (vedi Berlusconi) ‘difendendosi’ in TV e nei giornali, allora non va bene e a nulla valgono le ‘solenni frasi’ e ‘nuove promesse’ di riparare a certi errori, per scacciare i dubbi su di lui e sull’intera istituzione che opera, ricordiamolo, al di fuori di tutte le regole e controlli, quindi con un enorme potere!
Le accuse, le intercettazioni, tutto il quadro di prove ed indizi e con le prime ammissioni di Bertolaso che “non si occupa direttamente degli appalti” e che “ha riposto fiducia in persone che non lo meritavano” lo mette in una posizione molto difficile perché allora di che cosa si deve occupare? Specialmente ora che il Governo si appresta a trasformare la Protezione Civile in una S.p.A. Cosa grave cui anche parte della maggioranza comincia a prenderne le distanze.
Infine, una chicca: riguarda la ‘smentitafarsa’ sulle risate di Piscicelli apparsa sull’ANSA. Una smentita che non smentisce nulla, anzi conferma! Raffaele B.
ANSA Piscicelli si scusa: non ridevo sul terremoto (LA SMENTITA FARSA CHE NON SMENTISCE) 13 febbraio, 11:11 ROMA - "Non ridevo, ho solo detto vabbuo". Si difende così Francesco Maria De Vito Piscicelli, l'imprenditore intercettato al telefono mentre parlava degli affari possibili subito dopo il terremoto dell'Aquila. In alcuni colloqui con i quotidiani l'imprenditore afferma che è stato il cognato a pronunciare la frase "alle tre e mezza ridevo nel letto" riferita al terremoto e che lui era "inorridito". "Quell'uomo - dice - è la metastasi della mia vita. I carabinieri devono aver fatto confusione"."Ho la coscienza a posto" ha ribadito intanto il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, indagato nell'inchiesta che ha portato in carcere il presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci, Mauro Della Giovampaola, l'imprenditore Diego Anemone e Fabio De Santis. Per Bertolaso se un errore c'é stato è quello di "un eccesso di fiducia" e di non "essere stato in grado di controllare tutto".
COMMENTI TV - REPUBBLICA Caso Bertolaso, il commento di Ezio Mauro del 12 febbraio 2010 Il direttore di Repubblica sullo scandalo che ha investito la Protezione civile: "Non si può liquidare con le promesse"
CORRIERE DELLA SERA Appalti, soldi, feste e massaggi. Il caso Bertolaso tra certezze e dubbi Di Lorenzo Salvia 13 del febbraio 2010
LA REPUBBLICA La difesa fragile del Grande Capo che sapeva tutto di GIUSEPPE D'AVANZO del 13 febbraio 2010