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martedì, marzo 23, 2010

IL CAVALIERE E IL RIFIUTO DEL FACCIA A FACCIA

Il rifiuto di Berlusconi (leader del PDL) del faccia a faccia con Bersani (leader del PD) è rivelatore del tipo di 'democrazia' entro la quale siamo scivolati. Il cavaliere rifiuta anche quelli richiesti da Casini (UDC) e Di Pietro (IDV). In una democrazia vera qualsiasi giustificazione che denigra l'avversario al punto da valere il rifiuto è inaccettabile. Il Cavaliere, "non c'è nessuna possibilità di confronto - ha detto - con una sinistra che insulta, offende, deride, delegittima, calunnia.

Semplicemente sono tutte scuse patetiche che mascherano una gran paura di confrontarsi con chi non la pensa come lui. Perché è con chi la pensa diversamente che si fa il faccia a faccia non con chi ovviamente la pensa uguale. Il cavaliere preferisce confrontarsi o con chi 'controlla' oppure, meglio ancora, fare continui monologhi in comizi (senza domande scomode) a cui ci ha abituati da anni.


ItalianSpot
22 marzo 2010
RAINEWS24
Travaglio 'Rai per una notte' Berlusconi è alla frutta ha paura

In qualunque altro paese democratico, il leader che rifiuta il faccia a faccia farebbe 'scalpore' e deciderebbe per la fine elettorale del leader medesimo per scelta degli stessi cittadini. Da noi nemmeno questo triplice rifiuto sembra faccia 'rumore'. Cosa se ne può dedurre, se non che il nostro Paese sia ormai pericolosamente inclinato verso un sistema da repubblica delle banane (populistico) almeno per quanto riguarda i giornali e i media di cui gran parte sotto il controllo diretto ed indiretto del Cavaliere.

Ai cittadini (in fondo siamo europei, lo spero), credo che per la maggior parte di loro faccia 'scalpore' ed orienta il voto a prescindere dalla giustezza o meno delle posizioni del leader che rifiuta. Penso anche che faccia scalpore ad una buona parte dello stesso elettorato del centrodestra disorientandolo, come minimo! Vedremo se sarà così!
Raffaele B.

ADNKRONOS
Berlusconi: non sono un monarca.
Successione? Offensivo parlarne

ultimo aggiornamento: 23 marzo, ore 14:19
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il presidente del Consiglio: "Il mio gradimento è al 62 per cento''. Sulle regionali: ''Campagna snaturata, il partito delle procure è entrato pesantemente in campo". Ronchi: ''Nessuno mette in discussione la sua leadership, ma il contributo di Fini è fondamentale''. Bersani: ''Ci sarà inversione di tendenza''. I vescovi dettano la linea per il voto.

Roma, 23 mar. (Adnkronos/Ign) - Il Popolo della libertà ''è un partito assolutamente democratico che assume ogni decisione non da parte di un monarca, che sarei io, come indicato da qualcuno. E' esattamente il contrario''. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, intervistato da Unomattina. ''All'interno del partito - ha spiegato il premier - abbiamo un forma di democrazia assoluta che abbiamo applicato in questo primo anno di lavoro''.

''C'è chi dice che il partito sia da migliorare. Tutto si può migliorare, ma io sono assolutamente contento e soddisfatto degli organi che ci siamo dati e del modo in cui hanno lavorato quest'anno'', ha aggiunto Berlusconi che oggi dalle colonne della 'Stampa' è tornato a dire di è ''offensivo'' porre il problema del futuro della leadership del Pdl ''con un leader che è in piena forma e con un indice di apprezzamento al 62 per cento''.

Sulla questione del ricambio ai vertici è intervenuto anche il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, che ha precisato: "Nessuno mette in discussione la leadership di Berlusconi, ovviamente. Dico che al Pdl - ha aggiunto però - serve il contributo fondamentale di Gianfranco Fini".

A Uno mattina il premier ha parlato anche di regionali. La campagna elettorale "si è snaturata perché il partito delle procure è entrato pesantemente in campo", ha detto. "Con gli interventi della loro magistratura - ha aggiunto il premier - la sinistra ci ha impedito di svolgere una campagna elettorale di informazione nei confronti dei cittadini".

Il "partito delle procure", ha aggiunto il presidente del Consiglio, ''ha inventato un mese e mezzo fa una nuova tangentopoli e che poi ha tentato di distruggere il miracolo che abbiamo fatto a L'Aquila dopo il terremoto, che ha gettato fango su Bertolaso e sulla Protezione Civile. Quindi è intervenuto con il rigetto delle nostre liste dando la colpa a nostri delegati, e infine con un'inchiesta risibile con le intercettazioni al presidente del Consiglio ''. ''Una campagna elettorale basata sui fatti e i progetti - ha osservato Berlusconi - sarebbe stata dannosa per loro. Nel confronto ne sarebbero usciti distrutti''.

Il presidente del Consiglio ha quindi ribadito il proprio 'no' ad un faccia a faccia con il segretario del Pd Pierluigi Bersani: "non c'è nessuna possibilità di confronto - ha detto - con una sinistra che insulta, offende, deride, delegittima, calunnia". Il premier ha anche ripetuto quanto sia importante recarsi alle urne domenica e lunedì prossimi: "Occorre andare a votare perché ogni voto non dato avvantaggia la sinistra. Ho fiducia nel buonsenso degli italiani che non si riconoscono in questa sinistra ammanettata a Di Pietro".

Dopo il voto del 28 e 29 marzo, ha affermato tra l'altro il premier, "ci potremo attendere tre anni ulteriori di governo, nei quali metteremo mano alla riforma istituzionale, alla grande modernizzazione del fisco, alla grande riforma della giustizia, e a tantissime altre cose previste dai nostri programmi".

E a proposito dell'evoluzione che il cammino delle riforme potrà avere in tema di forma di governo, Berlusconi ha spiegato che "dobbiamo rivolgerci ai cittadini e sentire da loro qual è la cosa che preferiscono, se l'elezione diretta del presidente della Repubblica o l'elezione diretta del presidente del Consiglio".

Quanto alla possibilità di un dialogo con l'opposizione sulle riforme, il presidente del Consiglio ha detto "sarebbe meglio farle con l'opposizione, se volesse dialogare, se si dimostrasse credibile". Il

sabato, giugno 06, 2009

INTERNET - PRIVACY E LIBERTÀ D’INFORMAZIONE

La sacralità della vita privata delle persone va rispettata e perciò mai violata, giustamente! Ma se si tratta di una persona pubblica quale un capo di un Governo di una Nazione quale Berlusconi è, la questione cambia e pure di molto.

Questa figura dovrebbe rappresentare l’esempio positivo di una morale di condotta scevra da comportamenti ritenuti in genere “scorretti” e “moralmente” degradati dal pubblico che ha tutto il diritto di essere informato sul suo comportamento anche nella sua vita privata tanto più se trapelano notizie di scandali.

Il pubblico, attraverso la stampa e la tv, vuole sapere e conoscere i fatti per capire cosa avviene veramente e se il Capo del Governo ne è responsabile o meno.

D’altronde lo stesso Berlusconi ha “messo in piazza” in tv tramite Porta a Porta del compiacente Bruno Vespa una penosa e patetica “difesa” contro la propria moglie Veronica Lario, vittima del solito inganno della sinistra, per avere chiesto pubblicamente il divorzio da lui perché frequenta le minorenni e perché malato e bisognoso di aiuto. A Veronica invece non le fu data la stessa possibilità di andare a Porta a Porta il giorno dopo. Niente par condicio!

Dopo le foto di Villa Certosa si comprende meglio il significato di quelle parole. Ella era a conoscenza di quella condotta da tempo, altro che essere “inforcata” dalla sinistra la quale invece certamente non poteva sapere.

Adesso il solerte avvocato di Berlusconi, Ghedini, con la scusa della privacy “querela” i giornali e i siti web che riportano le foto e le notizie, anziché “rispondere” nel merito per “smentire” con i propri argomenti.

Ciò per fare in modo che le foto medesime diventino “corpo di reato” per fare scattare la CENSURA. Si, la censura per “impedire” al pubblico di informarsi, per evitare che si vedano le immagini specialmente durante le elezioni. Poi si vedrà.

In nessun paese civile e democratico il Governo “attacca” la Stampa con la querela e la censura. Peggio ancora se una delle parti: il Capo del Governo è “immune” alla giustizia e l’altra: la Stampa no!

Nei paesi civili e democratici la Stampa è libera e può dire ciò che vuole e risponde solo alla sua opinione pubblica e il Governo se vuole, risponde alla stampa se no lascia perdere.

Cosa vuole fare ora Ghedini visto che è solo riuscito a FERMARE la Stampa Italiana e le televisioni ma non è riuscito a fermare INTERNET perché nella RETE MONDIALE quelle foto imperversano a tutta birra.
Cosa vorrà fare ora?

NON POTRÀ CERTO QUERELARE TUTTO IL MONDO PER FERMARE INTERNET!

Fermare internet è impossibile! L’unica cosa che potrebbe fare è richiedere l’isolamento dell’Italia IMPEDENDO così l’accesso ai SITI ESTERI. Se il Governo facesse questo butterebbe veramente la maschera e si rivelerebbe per quello che è: ANTIDEMOCRATICO, ILLIBERALE e CENSORIO. Insomma proprio come la Cina e similari.
Raffaele B.

QUESTA CENSURA
di Giovanni Maria Bellu
05 giugno 2009

C’è qualcosa di grandioso e di struggente nella duplice guerra dichiarata dall’avvocato Nicolò Ghedini alla Spagna e al Web. I cittadini iberici ne saranno entusiasti perché somiglia molto a quella combattuta dal loro don Chisciotte contro i mulini a vento. D’altra parte l’hidalgo della Mancha era descritto da Cervantes come “Il Cavaliere della triste figura”.
Nel disperato tentativo di limitare i danni causati dalla “triste figura” del suo Cavaliere, lo scudiero Ghedini ha annunciato che non solo denuncerà El Pais per aver pubblicato le immagini del party a Villa Certosa del club di Topolanek ma intenterà una “azione civile contro chiunque ri-pubblichi in Italia le fotografie pubblicate dal quotidiano spagnolo”.
L’annuncio di una azione finalmente “civile” da parte dei sostenitori di Berlusconi ci sorprende a ci rassicura. Al punto che, grati, riveliamo a Sancho Ghedini un piccolo segreto: Web è l’abbreviazione di World wide web che significa “Grande ragnatela mondiale” . Mondiale, avvocato. Questo vuol dire che se anche lei riuscisse a intimidire la stampa e i siti Internet italiani fino al punto di indurli a non pubblicare niente, i lettori italiani potrebbero con un semplice clic andare sul sito Internet di
El Pais, e vedere quelle foto “innocenti”, come il suo datore di lavoro le ha definite.
E questo accadrà sempre, anche in futuro, perché censurare il Web è molto complicato. E’ proprio come combattere contro i mulini a vento. A meno che, in un aggiornamento del “pacchetto sicurezza” o in qualche piega della futura legge anti-intercettazioni, non non pensiate di inserire un codicillo che consenta alla presidenza del Consiglio di bloccare l’accesso dall’Italia ai siti esteri. Ma un’azione di questo genere non sarebbe affatto “civile” e siamo certi che non la metterete mai in atto.

mercoledì, novembre 19, 2008

BALLARÒ - INCREDIBILE IRRUZIONE TELEFONICA DEL CAPO DEL GOVERNO

A nessuno sarebbe stato permesso “irrompere” telefonicamente in una trasmissione TV come ha fatto ieri sera a Ballarò (pure altre volte) Berlusconi, violando tutte le regole di un regolare dibattito fra tutti gli attori di ambedue le parti che rispondono alle domande del conduttore. No, lui si comporta da “padrone” e fa quindi sostanzialmente il suo intervento e quando ritiene di avere finito chiude la comunicazione bruscamente. Una “irruzione” in piena regola (si fa per dire), non degna di un Capo di Governo di un Paese democratico.

In nessun altro paese democratico sarebbe potuto succedere lo stesso senza una forte penalizzazione in termini di consensi da parte dei cittadini. Ma da noi è “diverso”’? Nel commento di Roberto Cotroneo sull’UNITÀ Berlusconi viene definito “soltanto una parentesi storica” e che dopo si tornerà alla normalità. Sarà vero? Speriamolo!

Come dicevo, con quella incredibile irruzione telefonica a Ballarò di ieri sera, Berlusconi “minaccia” di querelare DI PIETRO che l’aveva definito un “corruttore” ma lui ha L'IMMUNITÀ e può fare quello che vuole e non rispondere delle sue parole, mentre “minaccia” gli altri che possono essere denunciati? Grandioso, il nostro Presidente del Consiglio che vuole denunciare gli altri e poi lui non si fa “processare”.

Poi “ammette” l’incontro informale (segreto) con Cisl e Uil che Bonanni e Angeletti hanno sempre "negato" e tuttora “negano” con indignazione. Leggi l’intervista a Bonanni su Repubblica dello scorso 14/11/2008: In quell’intervista ha dichiarato:"Io a quella cena non c'ero. Questa vicenda è tutta una messinscena di Epifani che usa una vecchia tecnica: di una “falsa notizia” fa un fatto. Ma la verità è un'altra: è che lui sta commettendo un errore capitale perseguendo una politica velleitaria e senza sbocco".


Berlusconi irrompe a Ballaro' e annuncia querela a Di Pietro

Ha ammesso di aver ricevuto a casa sua, la settimana scorsa, i leader di Cisl e Uil (e questo è un fatto che Luigi Angeletti dell'Uil ancora oggi nega) ma ha fatto capire di averli trovati a casa sua quasi per caso e di aver dialogato con loro solo per dovere di ospitalità. Insomma Bonanni e Angeletti si sarebbero invitati da soli a casa Berlusconi! In questo filmato in una precedente puntata di Ballarò, Angeletti "nega" (senza troppa convinzione) l'incontro segreto.

Angeletti a Ballarò cerca di mentire su incontro senza CGIL

A questo punto Pier Luigi Bersani, ministro ombra del Pd, anche lui invitato a Ballarò, ha chiesto a Berlusconi se non è il caso - davanti a una crisi che si annuncia durissima - interrompere gli atti di ostilità con l'opposizione e cercare su alcune scelte le convergenze più larghe possibili.

Berlusconi ha risposto che questa sarebbe la cosa giusta da fare se l'opposizione fosse quella di un partito socialdemocratico. Invece è un'opposizione “irresponsabile” che lo attacca tutti i giorni e gli impedisce di dialogare.

Nel bel mezzo del suo acceso “monologo” e, ritenendo di aver detto tutto quello che voleva dire ai telespettatori di Ballarò, ha chiuso bruscamente la telefonata a Floris tra i brusii di protesta dello studio televisivo. Floris voleva chiedergli chiarimenti su una sua battuta infelice contro il TG3 a cui vorrebbe togliere il canone TV.
Raffaele B.

UNITA
Undicietrenta: Se telefonando
di Roberto Cotroneo COMMENTI
19 Nov 2008

Devo dire che questo modo del presidente Berlusconi di apparire in voce nelle trasmissioni televisive mi ha sempre incuriosito. Ogni tanto accade, lui vede le trasmissioni politiche, si arrabbia alza il telefono e chiama. Mi domando come faccia, se è la sua segretaria ad avere i numeri delle redazioni, o se invece ha personalmente i telefonini dei conduttori, che a rigore dovrebbero essere spenti. E se chiama la redazione come fa, che in Rai prima che ti risponde un centralino o un interno è finita la trasmissione? Lui ci riesce: chiama e dice che vuole intervenire. Immagino che venga messa in piedi una sorta di tecnostruttura per fare in modo che la voce del presidente appaia forte, chiara e soprattutto giovane. Dopodiché, mentre tutti in studio fissano il pavimento, lui comincia a dire cose varie, ogni tanto minaccia qualche querela, ed esprime tutto per “punti” come fosse a un consiglio di amministrazione o a una riunione di condominio (primo, secondo, terzo…).

E il punto vero è che Berlusconi parla come un capo azienda, non come un capo del governo. Il suo modo di esprimersi è affettato - di chi non è abituato all’idea del potere - e nello stesso tempo aggressivo e senza un vero controllo dei nervi e delle parole. Ieri a Ballarò ha perso ancora una volta le staffe con Guglielmo Epifani, il segretario generale della Cgil.

Che cosa vuol dire? Talvolta nei dettagli si capiscono molte cose, la prima fra tutte, che è la più paradossale, sta in questo: Berlusconi è un uomo di potere che non si sente un uomo di potere. Nel senso che non si comporta in questo modo. Un uomo di potere, un uomo che ha il senso delle istituzioni, non parla in televisione al telefono, non perde le staffe, non dice “dottor Di Pietro”, quando Di Pietro è un deputato e un membro del Parlamento, semmai dice “l’onorevole Di Pietro”. Non è una strategia come tendono a pensare in molti. È una cultura precisa, una cultura che mal si adatta alle regole del Palazzo, e non perché sono vecchie o antiquate mentre lui è “moderno”, ma perché non le capisce, non le conosce, e non sa farle funzionare.

La telefonata di ieri è l’ennesima di un uomo lontanissimo dalla sua carica e dal mondo a cui ormai appartiene. La telefonata di ieri, e lo scherzo dietro la tenda al Cancelliere tedesco, e Obama abbronzato ci dicono soltanto che la sua è, e rimarrà, una parentesi. Dopo Berlusconi le istituzioni, il potere, il modo formale di gestire la dialettica politica tornerà a essere qualcosa di diverso. E Berlusconi, soltanto una parentesi storica. Non un cambiamento delle regole in una direzione da cui non si può tornare indietro.

mercoledì, aprile 05, 2006

IL GARANTE FERMA BERLUSCONI

SFRUTTANDO LA PROPRIA TV DI CAN5, BERLUSCONI DAVA CORSO AD UN ULTERIORE ED IGNOBILE TENTATIVO DI CAMUFFARE UNA PLATEALE VIOLAZIONE DELLE REGOLE DELLA “PAR CONDICIO”.

È LO STESSO GARANTE A "SMENTIRE" IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, ORMAI SENZA RITEGNO E SENZA VERGOGNA, INVENTANDO UNA PARTECIPAZIONE MAI ESISTITA DEL DIRETTORE DI LIBERAZIONE, PIERO SANSONETTI PER COPRIRE UNA INDUBBIA VIOLAZIONE DELLA LEGGE.

SOLO LA “PAURA DELLA SCONFITTA” PUÒ SPIEGARE MA NON GIUSTIFICARE TALE COMPORTAMENTO ORMAI FUORI DAI LIMITI DELLA DEMOCRAZIA.

QUESTA VOLTA IL GARANTE È RIUSCITO A FERMARLO. DOMANI, SE NON LO FARANNO GLI ELETTORI STANCHI DI LUI, CHI LO FERMERÀ?
Raffaele

ANSA
Fassino e Rutelli, no a 'Matrix'
05/04/2006 16:51
Poi ci ripensano, ma Casini e Fini se ne vanno

(ANSA) - ROMA, 5 APR - Piero Fassino e Francesco Rutelli hanno deciso di disertare la registrazione della puntata di stasera di 'Matrix'. La decisione era legata all'annunciata presenza di Berlusconi alla trasmissione 'Terra' su Canale 5, presenza alla quale il premier ha poi rinunciato. A questo punto Fassino e Rutelli ci hanno ripensato, ma Fini e Casini, stanchi di aspettare negli studi di Matrix, se ne sono andati. Mentana commenta: 'un clima troppo surriscaldato'

ANSA
TRASMISSIONE DA SOLO SU MEDIASET, BERLUSCONI RINUNCIA
05/04/2006 16:18

ROMA - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, secondo quanto si è appreso, ha rinunciato a partecipare alla trasmissione Mediaset "Terra" di stasera.
La decisione dopo che l'Authority ha smentito di aver concesso alcuna autorizzazione in merito e di averne avuto richiesta. Lo stesso premier aveva annunciato la sua partecipazione alla trasmissione 'Terra', scatenando la reazione contraria dei leader dell'Unione...
CONTINUA

mercoledì, febbraio 01, 2006

LO SCHIACCIA SASSI E IL POLITICO

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROCEDE NELLA CAMPAGNA ELETTORALE COME UNO SCHIACCIA SASSI SENZA CURARSI MINIMAMENTE DI CALPESTARE I SUOI STESSI ALLEATI. IN QUESTO CASO EGLI HA DATO LA COLPA A CASINI DI AVERGLI IMPEDITO DI “RIFORMARE” LA PAR CONDICIO COME AVREBBE VOLUTO, E CIOÈ “CANCELLARLA”. MA CASINI, QUALE POLITICO CONSUMATO HA COLTO AL VOLO LA “CRITICA” RIGIRANDOLA COME “MERITO” A SUO VANTAGGIO NASCONDENDO CON UNA PUNGENTE IRONIA LA POLEMICA CONTRO BERLUSCONI SUO CAPO DI COALIZIONE.
Raffaele


Par condicio: Casini replica
2006-02-01 13:36  

Colpa mia se non fatta riforma? Premier mi riconosce merito

(ANSA) - ROMA, 1 FEB - Casini risponde al premier che lo ha criticato per non aver permesso la riforma della par condicio. 'Berlusconi dice che e' colpa mia se non si e' riformata, lo ringrazio per il merito che mi riconosce'. Casini parla anche di campionato della politica ancora aperto:'Ci sono 3-4 punti di distacco e questo vuol dire che il risultato puo' cambiare' e aggiunge: 'non so come Bertinotti governera' con Prodi'. Poi conclude:'Nella mia vita mai stato a sinistra'.  
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martedì, gennaio 31, 2006

BERLUSCONI E IL SUO SHOW ELETTORALE

UN BERLUSCONI CHE PROMETTE DI APPLICARE LA LEGGE DELLA “PAR CONDICIO” RISULTA POCO CREDIBILE SIA PER LA SUA NOTA ANTIPATIA PER LE REGOLE IN GENERALE E SIA PERCHÉ QUESTA LA VORREBBE ADDIRITTURA CANCELLARE PERCHÉ  “LIBERTICIDA”, SUE PAROLE. A MENO CHE INTENDA CHE LA SUA APPLICAZIONE SIGNIFICHI CHE ESSA SCATTA DALL’11 FEBBRAIO, QUINDI NON APPLICAZIONE!  GENIALE!
NEL FRATTEMPO IL CAPO DEL GOVERNO PENSA CHE NON VI SIANO REGOLE PER CUI CHI PUÒ (ED EGLI PUÒ TANTO…) FA COME GLI PARE.
ALLORA NON SOLO INVADE I MEDIA CON LA SUA PRESENZA ANCHE DOVE NON È RICHIESTA, MA CI VA ADDIRITTURA CON IL SUO REGISTA PERSONALE A SOSTITUZIONE DEL TITOLARE DEL PROGRAMMA.
INSOMMA DIRIGE SE STESSO NELLA CAMPAGNA ELETTORALE! NON SI ERA MAI VISTA UNA COSA SIMILE AL MONDO.
MA SI SA, LA DISPERAZIONE INSIEME CON I GRANDI MEZZI SPINGE A FARE GRANDI SHOW DEBORDANTI FINO AL RIDICOLO! GLI ITALIANI SE NE SONO ACCORTI A GIUDICARE ANCHE DAL SONDAGGIO ULTIMO EKMA DALL’ANSA. QUINDI NONOSTANTE TUTTO, IL CAVALIERE RICOMINCIA A CALARE!
CONTINUA COSÌ, PRESIDENTE!
Raffaele            


DA REPUBBLICA
E Berlusconi arrivò in tv con il regista ad personam
31 gennaio 2006

ROMA - Berlusconi non si accontenta più di decidere quando andare in onda, dove andare in onda e con chi andare in onda. Non si accontenta più di portarsi dietro un truccatore personale, un consigliere-suggeritore e un "curatore dell'immagine" che dà istruzioni tassative sulle inquadrature consentite e su quelle vietate. No, adesso il presidente del Consiglio arriva in studio con il suo regista personale. Che non affianca il titolare della trasmissione, ma semplicemente lo sostituisce: prende il comando dello studio, dirige la puntata e poi va via insieme al Cavaliere.
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DALL'ANSA
Voto: Ekma, Cdl 46% e Unione 53,6%
31 gennaio 2006

ANSA)-ROMA, 31 GEN- Sale di ben due punti in una settimana il gap che separa Berlusconi da Prodi: la Cdl scende dal 47 al 46%; l'Unione dal 52,6 al 53,6. E' quanto si evince dal sondaggio di Ekma Ricerche effettuato il 30 gennaio su un campione di 1.000 intervistati. Speculari la perdita di consensi di Fi e la crescita della Lista Unitaria, entrambe di 1,5 punti. Aumentano le schede bianche/nulle (dall'1,5 al 3,5) ma calano gli astenuti (dal 14 all'8). In lievissimo aumento gli indecisi (dal 20 al 20,5).
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sabato, gennaio 28, 2006

PAR CONDICIO - UN NO TRAVESTITO DA SÌ

MENTRE FINGE DI ACCETTARE IL RICHIAMO DI CIAMPI SULLA “PAR CONDICIO” IL CAVALIERE IN REALTÀ LO RESPINGE. IL SUO È UN NO TRAVESTITO DA SÌ. « RISPETTEREMO LA LEGGE». IL CHE SIGNIFICA CHE SI ATTERRRÀ ALLE REGOLE SOLO DA QUANDO SCATTERÀ LA PAR CONDICIO PER LEGGE, LEGATA ALLO SCIOGLIMENTO DELLE CAMERE E ALL'INIZIO UFFICIALE DELLA CAMPAGNA ELETTORALE. ESATTAMENTE QUELLO CHE LUI HA VOLUTO. RITARDARE LA PAR CONDICIO FINO AL’11 FEBBRAIO.
IL MONITO DEL PRESIDENTE CIAMPI PERÒ È CHIARO: LA PAR CONDICIO NELLE TRASMISSIONI RADIOTELEVISIVE DEL SERVIZIO PUBBLICO DEVE ESSERE RISPETTATA FIN DA ORA E SENZA ATTENDERE LO SCIOGLIMENTO DELLE CAMERE. CIÒ DIMOSTRA SENZA ALCUN DUBBIO CHE I GIORNI EXTRA NON SERVONO SOLO PER APPROVARE LE ULTIME LEGGI IN PARLAMENTO.
L’ALIBI DELLA NECESSITÀ CHE IL PARLAMENTO LAVORI FINO ALL’ULTIMO GIORNO UTILE È COSI SALTATO!  
Raffaele


Par condicio. Berlusconi: rispetteremo la legge.
Prodi obbedire al richiamo di Ciampi
Roma, 28 gennaio 2006

"Cosa devo dire: sulla par condicio rispetteremo la legge. Quello che dice la legge quello sara"'. E' il commento del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi."Penso che si debba assolutamente obbedire". Cosi' Romano Prodi ha risposto a Forli' ai cronisti che gli hanno chiesto cosa pensasse del monito di Ciampi sulla par condicio. "E mi auguro - ha aggiunto riferendosi all'invito di Ciampi - che dalla commissione di vigilanza passi alla presidenza della Rai a tutte le reti e mi auguro che anche le altre catene televisive seguano la stessa logica e lo stesso principio"...CONTINUA
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Berlusconi: rispetteremo la par condicio
sabato, 28 gennaio 2006    
  
CAGLIARI (Reuters) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto oggi che la sua coalizione rispetterà la legge sulla par condicio, dopo che oggi è stato reso noto un messaggio del capo dello Stato alla Commissione di vigilanza parlamentare sulla Rai in cui Carlo Azeglio Ciampi chiede che il servizio pubblico garantisca subito il "principio di equità" tra forze politiche.
"Che devo dire, rispetteremo la legge, quello che è detto dalla legge, questo sarà", ha detto Berlusconi, che oggi partecipa a Cagliari a una assemblea di Forza Italia.
Il premier ha anche detto che i sondaggi in suo possesso sono positivi per il centrodestra: "Andiamo bene, abbiamo ridotto di molto la distanza".
Gli ultimi sondaggi elettorali, in vista del rinnovo del Parlamento previsto per il 9 e 10 aprile, danno l'alleanza di centrosinistra in vantaggio di 5,5 punti rispetto alla Casa delle Libertà.
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lunedì, ottobre 24, 2005

"PAR CONDICIO", NORMA SENZA SANZIONE

MENTRE SI LANCIANO AVVERTIMENTI ALLA MAGGIORANZA A NON TOCCARE LA PAR CONDICIO, QUESTA È STATA IN EFFETTI GIÀ RIDOTTA A SOLA NORMA PERCHÉ LA SANZIONE È STATA AZZERATA DALLA FINANZIARIA APPROVATA ALLA CAMERA ED ORA AL VAGLIO DEL SENATO.
A CAUSA DELLA NOTEVOLE RIDUZIONE DEI FONDI “INDIPENDENTI” PER IL SUO FUNZIONAMENTO, L’AUTORITY PREPOSTA AL CONTROLLO, È STATA RIDOTTA ALLA “DIPENDENZA ECONOMICA”  DAGLI  ORGANI CHE DEVE CONTROLLARE E QUINDI AL SILENZIO ED INOPERATIVITÀ ANCHE PER LE ALTRE ATTIVITÀ DEL SUO UFFICIO. IN PRATICA LA “PAR CONDICIO”, UNA VOLTA CONFERMATA LA FINANZIARIA AL SENATO, DIVENTA UNA NORMA SENZA SANZIONE!  MA A QUESTO LA MAGGIORANZA TENTA DI RIMEDIARE SUBITO: CANCELLANDO ANCHE LA NORMA!
Raffaele  

DA L’UNITÀ
Par condicio già fuori controllo
di Wanda Marra  23.10.2005

Nonostante l'impegno della CdL,sembra proprio che Berlusconi in realtà non abbia bisogno di una legge per cancellare la par condicio: questa di fatto risulta già abolita dai tagli previsti all’Authority per le garanzie nelle comunicazioni nella nuova Finanziaria.

I fatti. L’articolo 14 della legge Finanziaria prevede per il 2006 uno stanziamento per l’Authority di 6 milioni di euro. Ovvero, ben 16 in meno dei 22 milioni del 2005. Non basta. La previsione per il 2007 è che il contributo statale venga del tutto cancellato, a favore dei finanziamenti privati da parte delle imprese del settore. È intuitivo come questo significhi praticamente disarmare completamente l’Autorità, che si troverebbe non solo con fondi insufficienti per svolgere i suoi compiti, ma anche dipendente da quelle stesse imprese sul lavoro delle quali è chiamata a svolgere un ruolo di garanzia.
Senza contare che si aprono anche dei dubbi di legalità, visto che la Legge Istitutiva (249/97), proprio a salvaguardia dell’indipendenza dell’Ente, ne prevede una modalità di finanziamento mista pubblico-privato. E infatti, nonostante i tagli già ingenti al contributo statale all’Autorità nel 2005, questo rappresenta circa il 60% del totale, mentre il contributo dei privati è il 40% (versato in misura del 0,65 per mille del fatturato delle imprese, mentre il massimo previsto dalla legge è l’1 per mille).

Una mancanza di indipendenza, peraltro, in contrasto con le normative europee (direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 marzo 2002).
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Su Repubblica
Par condicio: Rutelli, non si tocca
Su legge elettorale ci rimettiamo a valutazione Ciampi
(ANSA) - ROMA, 21 OTT - Il tema di una riforma della legge sulla par condicio 'non puo' neanche essere messo sul tavolo', afferma Francesco Rutelli. Per il leader di Dl un'eventuale modifica 'sarebbe palesemente anticostituzionale'. Sulla legge elettorale, invece, Rutelli si rimette a Ciampi: 'abbiamo votato una pregiudiziale di costituzionalita', ci rimettiamo alla valutazione di chi dovra' assumerla in base alla Costituzione, per cio' che riguarda la promulgazione, una volta che fosse approvata'.
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sabato, ottobre 22, 2005

LA BASSA CUCINA DELLA “PAR CONDICIO”

VISTE LE DIFFICOLTÀ A CANCELLARE TOUT-COURT LA “PAR CONDICIO” SI PENSA INVECE DI “RIFORMARLA” ADDOLCENDOLA IN MODO DA SUPERARE GLI OSTACOLI INTERNI ALLA STESSA MAGGIORANZA VEDI CASINI E ALCUNI SETTORI DEL CENTROSINISTRA. STANNO IN ALTRE PAROLE PREPARANDO UN “BUON SUGO” PER RENDERE APPETIBILE LA “CARNE GUASTA”.
LA SOSTANZA NON CAMBIA PERÒ E IN PIÙ VOGLIONO CANCELLARE ANCHE IL DIVIETO DI AFFISSIONE DEI MANIFESTI A UN MESE DALLE ELEZIONI.
OLTRE AI DUBBI DI COSTITUZIONALITÀ, VE LO IMMAGINATE A CHE LIVELLO SCADRÀ LA COMPETIZIONE ELETTORALE SE PASSASSE ANCHE QUESTA LEGGE?
Raffaele

Berlusconi rilancia sugli spot. Pronta la nuova par condicio
Ma Rutelli avverte: "Ricordatevi il monito di Ciampi sul pluralismo"
di FRANCESCO BEI

22 ottobre 2005
ROMA - Il progetto non è ancora distillato in articoli e commi ma c'è. Nero su bianco. E' la riforma (meglio, la cancellazione) della legge del 2000 sulla par condicio che, nelle intenzioni di Silvio Berlusconi, dovrebbe "americanizzare" la campagna elettorale del 2006. Ci stanno lavorando da tempo Lucio Malan e Antonio Palmieri, gli uomini che in Forza Italia si occupano di comunicazione e propaganda. Un'ipotesi più raffinata rispetto alla semplice liberalizzazione "selvaggia" degli spot che teme il centrosinistra, studiata apposta per risultare meno indigesta sia agli alleati del Cavaliere sia all'opposizione. La novità consiste nell'individuare una quota protetta di messaggi promozionali da dividere equamente tra tutte le liste in gara alle elezioni. E applicare sul resto il principio di suddivisione proporzionale, sulla base del risultato elettorale conseguito alle ultime elezioni. Nel caso specifico, le politiche del 2001. Il copyright dell'idea appartiene all'aennino Alessio Butti, che diversi mesi fa fece circolare tra gli alleati una bozza di riforma, ora ripresa in mano con interesse e integrata dagli uomini di Berlusconi.
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Le News di Articolo 21
22/10/2005, ore 18:26
CANCELLARE LA PAR CONDICIO E' UN ULTERIORE PASSO VERSO LA SVOLTA AUTORITARIA

di Vincenzo VITA
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mercoledì, ottobre 19, 2005

L’OSTACOLO DELLA “PAR CONDICIO”

L’OSTACOLO DELLA “PAR CONDICIO”

ECCO CI SIAMO. CE LO ASPETTAVAMO. COMINCIA UN NUOVO PROCEDIMENTO CHE NELLE INTENZIONI DEL CAVALIERE DOVREBBE PORTARE ALLA CANCELLAZIONE DELLA LEGGE SULLA “PAR CONDICIO”.
PER COMPLETARE L’OPERA DELLA RIFORMA ELETTORALE NON RIMANE CHE QUESTO OSTACOLO. LA “PAR CONDICIO” LIMITA L’UTILIZZO DELLE TV PER LE CAMPAGNE ELETTORALI HA CHI HA I MEZZI E LE TV NE GARANTISCE INVECE L’USO A CHI NON NE HA.
LA NUOVA LEGGE ELETTORALE HA ALLARGATO LE CIRCOSCRIZIONI ELETTORALI ALLE DIMENSIONI DELLE REGIONI E PER QUESTO MOTIVO LA TV E’ INDISPENSABILE PER FARSI CONOSCERE E PER PARLARE AGLI ELETTORI.
E’ CHIARO ORA CHE SENZA LA “PAR CONDICIO” SI TROVERANNO AVANTAGGIATI SOLO COLORO CHE HANNO I MEZZI E LE TV! MA GUARDA PO’, INDOVINATE CHI?
Raffaele

Berlusconi contro la par condicio "Legge ad personam contro di me"
(2005-10-19 13:18:33)

ROMA - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è tornato ad attaccare la par condicio definendola una "legge su misura" e "ad personam" fatta dalla sinistra contro di lui. "Ne ho cominciato a parlare in questi giorni con i leader - ha detto il premier - e ora vediamo se si esce dagli egoismi di partito".
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