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domenica, gennaio 25, 2009

SICUREZZA - GAFFE DEL CAVALIERE SUGLI STUPRI

Berlusconi è come al solito incontenibile! Ancora una volta si abbandona ad una gaffe che supera ogni limite di decenza perché fatta da un Capo di Governo a danno dei propri cittadini, in primo luogo le donne e poi gli uomini.

Con la frase “dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze, credo che non ce la faremo mai”, egli in realtà “confessa” più cose di quanto sembrerebbe in un primo momento, e poi con il “chiarimento” di
Capezzone si va oltre il “ridicolo” al punto che ribadisce la solita solfa che è colpa degli altri che stravolgono le parole del Cavaliere (vedere il filmato per questo).

La gaffe consiste nel fatto che secondo Berlusconi lo stupro avverrebbe perché la vittima è “bella”. E questo vorrebbe anche dire che gli uomini, di fronte ad una bella donna non sanno “resistere”. Suona come una tetra “giustificazione” per gli uomini (stupratori) a ”violentare” le donne (vittime) perché hanno la colpa di essere “belle”.

Essa rivela una “mentalità” del vecchio costume maschilista dei tempi andati che addossa solo alla “donna” la colpa della “violenza carnale” che subisce, perché è proprio lei a “provocarla” con il suo corpo. L’uomo è maschio e cacciatore e non ha colpa alcuna. Il Cavaliere si identifica spesso con questo modello, quindi senz’altro ci vede se stesso.

Oltre alla gaffe, il Cavaliere, con quella frase, “confessa” inconsapevolmente che il problema della sicurezza non si può affrontare con i militari, come avevano “tuonato” nella campagna elettorale e tanto da volere moltiplicare per dieci i soldati già impiegati nelle città. Ce ne vorrebbero milioni che non ci sono! In nessun paese democratico ed avanzato si affronta la sicurezza interna con l’Esercito. Non si possono certo acchiappare ladri e stupratori con i carri armati, è ridicolo!

Hanno fatto e continuano a fare solo “demagogia” e tanti “annunci” vani “ingannando” facilmente tutti quei milioni cittadini la cui opinione viene costantemente “manipolata” e “costruita” dalle televisioni di Berlusconi medesimo (conflitto d’interessi) e dalla grande stampa asservita allo stesso quale dispensatore di quote di pubblicità (finanziamenti).

Quello che serve è un insieme di politiche della “sicurezza” e della “immigrazione” che rimettono al centro le forze di polizia con finanziamenti adeguati per pattugliamenti frequenti e capacità d’intervento rapido che non ci sono, l’efficacia della giustizia più giusta e rapida che non è, il rifinanziamento dei comuni “depotenziati” per rimetterli in condizioni di affrontare i bisogni veri delle città tra cui l’illuminazione, la viabilità, servizi sociali, i controlli del territorio comprese le stazioni con videocamere e quant’altro possa servire per aumentare la sicurezza a tutte le ore ed in tutti i luoghi.
Raffaele B.


Berlusconi sugli stupri
«Anche in uno Stato il più militarizzato e poliziesco possibile, una cosa del genere può sempre capitare. Non è che si può pensare di mettere in campo una forza tale, dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze, credo che non ce la faremo mai» - Silvio Berlusconi - 25 Gennaio 2009

CORRIERE DELLA SERA
Stupri e donne, Berlusconi sotto accusa
Veltroni: «Offende le donne». Il leader del Pd: «Quella del premier è l'ennesima battuta su un dramma e dimostra scarsa sensibilità»
25 Gennaio 2009

MILANO - Hanno suscitato non poche polemiche le parole del premier Silvio Berlusconi
sull'allarme sicurezza e in particolare sulla vicenda degli stupri nella Capitale e a Guidonia. «Anche in uno Stato il più militarizzato e poliziesco possibile, una cosa del genere può sempre capitare. Non è che si può pensare di mettere in campo una forza tale, dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze, credo che non ce la faremo mai» ha detto il Cavaliere. Pd e Udc hanno immediatamente replicato alle dichiarazioni del presidente del Consiglio, apostrofandole come «offensive e volgari». «L'ennesima battuta del premier di fronte al dramma delle tante donne violentate in questi giorni - ha sottolineato il segretario del Pd Walter Veltroni in una nota - è una dimostrazione ulteriore di scarsa responsabilità e di scarsa sensibilità per una forma di violenza che segna la vita delle persone che la subiscono». Per Veltroni Berlusconi «ignora il dramma della violenza sessuale, offende le donne italiane e smentisce se stesso sull'utilità dell'impiego dei militari».

«SI EVITINO LE BATTUTACCE» - «Berlusconi farebbe meglio a tacere invece di dire cose offensive nei confronti delle donne» ha detto Vittoria Franco, ministro delle Pari Opportunità nel governo ombra, secondo la quale «in buona sostanza, stando alle sue parole, se le donne escono di casa da sole devono mettere in conto di poter essere violentate o aggredite perché non è possibile presidiare il territorio». «Il premier straparla» gli fa eco Roberta Pinotti, ministro ombra della Difesa. «Un soldato per ogni bella donna? Forse Berlusconi pensa che tutti uomini italiani siano incontinenti e irresponsabili o forse è una autodenuncia di incapacità a governare in sicurezza» ha dichiarato Luca Volonté, dell'Udc, in una nota. «Si evitino battutacce e, senza polemiche, si affrontino veri nodi» è l'invito di Volonté. «La battuta sui soldati e le belle donne, Berlusconi se la poteva risparmiare, essendo di pessimo gusto ed offensiva in un momento in cui le italiane sono fatte oggetto di violenze quotidiane» è il punto di vista del segretario ed eurodeputato di Forza Nuova, Roberto Fiore.

IL CHIARIMENTO DI CAPEZZONE - D'altro canto il portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone spiega che «il premier ha detto una verità evidente e di buon senso: purtroppo non basterebbero milioni di militari per evitare alcuni fatti criminali e sciagurati, che vorremmo non avvenissero mai, ma invece a volte accadono, procurando dolore e indignazione». «Tutti gli italiani - ha aggiunto Capezzone - capiscono questo concetto, tranne i dirigenti della sinistra. È davvero avvilente che una sinistra allo sbando provi a stravolgere il senso delle parole dette da Silvio Berlusconi».

domenica, aprile 20, 2008

BALLOTTAGGI E STRUMENTALIZZAZIONI SULLA SICUREZZA

L’ENNESIMO E TERRIBILE FATTO DI VIOLENZA A ROMA CONTRO UNA RAGAZZA STRANIERA HA “SCATENATO” TUTTA LA DESTRA ED IL CANDIDATO DELLA PDL ALEMANNO CHE “CORRE” PER LA POLTRONA DEL SINDACO DI ROMA A “PROFITTARE” A MAN BASSA DELL’EVENTO PUNTANDO SULLA PAURA CON LA SOLITA STRUMENTALIZZAZIONE E SPICCIOLA PROPAGANDA CONTRO GLI IMMIGRATI, I ROM E LE “INADEMPIENZE” DEL COMUNE.

UN FATTO ANALOGO È SUCCESSO ANCHE MILANO EPPURE L’OPPOSIZIONE NON SE L’È PRESA CON IL SINDACO MORATTI. QUESTI PERÒ HA ACCUSATO LO STATO DI ESSERE LATITANTE.

AD ALEMANNO RISPONDE FRANCESCO RUTELLI CHE ESORTA A NON FARE STRUMENTALIZZAZIONI PERCHÉ NON AIUTA LA LOTTA AL CRIMINE E PROPONENDO NUOVE ED ULTERIORI MISURE PER FRONTEGGIARE IL TERRIBILE FENOMENO OLTRE A QUELLE GIÀ FATTE. NON SI FA MAI ABBASTANZA PERCHÉ IL CRIMINE AGISCE SEMPRE IN MODO IMPREVEDIBILE.

ALLA MORATTI RISPONDE IL MINISTRO DEGLI INTERNI AMATO CHE “RESPINGE” L’ACCUSA DI LATITANZA DELLO STATO PERCHÉ IL PRONTO INTERVENTO DELLE FORZE DELL’ORDINE HA ASSICURATO I COLPEVOLI ALLA GIUSTIZIA IN ENTRAMBI I CASI SALVANDO LA VITA DELLE VITTIME. INFINE, CONTRARIAMENTE A QUANTO AVVENNE CON IL PRECEDENTE GOVERNO DI CENTRODESTRA, I DELITTI SONO COMPLESSIVAMENTE DIMINUITI DOPO I PATTI SULLA SICUREZZA.

LA BATTAGLIA CONTRO IL CRIMINE È DIFFICILE E RICHIEDE MOLTI MEZZI. NON PUÒ ESSERE NÉ DI DESTRA NÉ DI SINISTRA PERCHÉ APPARTIENE ALLE ISTITUZIONI E DEVE ESSERE SOSTENUTA DA TUTTI I CITTADINI ONESTI DI QUALUNQUE PARTITO E NON.

SE CI SI DIVIDE ANCHE SU QUESTO È PROPRIO FINITA PER TUTTI FUORCHÉ PER I CRIMINALI, BENINTESO!
Raffaele B.

CORRIERE DELLA SERA
Violenza a Roma, è scontro sulla sicurezza
19 aprile 2008
Lega: «Fermare i barbari». Alemanno accusa la sinistra: «Troppo campi rom». Rutelli: «No strumentalizzazioni»
il ministro amato: «Episodi gravi ma lo stato non è latitante»


ROMA - La violenza sessuale compiuta da un romeno su una ragazza straniera all'uscita della stazione romana La Storta scatena la polemica sulla sicurezza, a pochi giorni dal ballottaggio per l'elezione del nuovo sindaco della capitale. Ed è proprio il candidato del Pdl, Gianni Alemanno, a recarsi sul luogo dove è avvenuta l'aggressione, ricordando la violenza su Giovanna Reggiani, uccisa a Tor di Quinto nel novembre 2007 e accusando la sinistra.
CAMPI NOMADI - Dunque secondo Alemanno «l'aggressione alla ragazza, così drammaticamente simile a quella che ha visto vittima la signora Reggiani, riporta in primo piano il problema della sicurezza a Roma, ignorato dall'amministrazione di centrosinistra. Fortunatamente l'esito in questo caso è stato diverso ma non per questo si è trattato di qualcosa di meno grave e violento. Veltroni e Rutelli, invece di offendere chi si candida con un progetto diverso dal loro a guidare Roma, farebbero bene a interrogarsi sulle loro responsabilità in merito al proliferare dei campi nomadi».
«DENUNCIA A COMUNE» - «Ci sono gli elementi per citare in giudizio per danni l'amministrazione comunale o le Ferrovie dello Stato per la mancanza di sicurezza - attacca ancora Alemanno -. La stazione è totalmente incustodita, non vi è nessuna forma di vigilanza, non si vede personale ferroviario, non ci sono videocamere, l'illuminazione è incerta: la situazione è evidente priva di qualsiasi forma di sicurezza. Il 10 dicembre il Consiglio straordinario del XX Municipio aveva chiesto all'unanimità che venissero fatti degli interventi presso la stazione. Il Campidoglio si era impegnato a garantire la sicurezza, ma non è stato fatto nulla». Alemanno ha detto che in segno di lutto è stata sospesa la musica nelle piazze, organizzata per i festeggiamenti in vista del ballottaggio.
RUTELLI: «NO STRUMENTALIZZAZIONI» - Replica a breve giro il candidato sindaco del Pd. Rutelli parla di «un episodio terribile» ma esorta a evitare «strumentalizzazioni e propagande che non aiutano la lotta al crimine». «Nella conclusiva legislatura avevo proposto, ed è passato, un Ddl sull’istituzione della Banca del Dna; purtroppo, la conclusione della legislatura non ha reso esecutivo il provvedimento che, in altri Paesi come la Gran Bretagna, ha permesso di risolvere moltissimi casi. Si tratta di una modalità decisiva per il contrasto e l’identificazione dei responsabili». «A Milano, l’opposizione non se l’è presa col sindaco. Cerchiamo di guardare un po' oltre» ha concluso Rutelli. Per il futuro, parla di «un impegno fortissimo per la tutela della sicurezza in questa città. Credo che sia prioritaria difendere le donne da questa escalation di violenza». Tra i provvedimenti concerti, Rutelli cita maggiore sicurezza nel trasporto pubblico, una rete di «colonnine Sos» per lanciare l'allarme nelle aree più isolate e a rischio, il potenziamento della copertura della rete dei cellulari nelle stazioni (e in tutti i tragitti di metro e treni) e una «sperimentazione calibrata» di «braccialetti di segnalazione del pericolo destinati a donne che percorrono da sole zone isolate»...
CONTINUA

CORRIERE DELLA SERA
Americana violentata fuori dalla discoteca
19 aprile 2008
Lo stupratore, un egiziano 25enne, è stato arrestato
Una studentessa di 21 anni, alla Bocconi con il progetto Erasmus, è stata aggredita giovedì notte da un ragazzo appena conosciuto
MILANO - Un'americana di 21 anni è stata violentata giovedì sera fuori dalla discoteca «The Club», in Largo la Foppa a Milano. La ragazza era in Italia per un periodo di studio: frequentava la Bocconi, con il progetto Erasmus. La polizia ha arrestato un egiziano, Mohammed El Sheimi, 25 anni, clandestino e già noto alle forze dell'ordine per violazione della legge sull'immigrazione. Si tratta della terza violenza in pochi giorni: una decina di giorni fa un minorenne disabile era stato stuprato in Stazione Centrale da un algerino, poi arrestato, e pochi giorni dopo un italiano di 38 anni avrebbe tentato di violentare una minorenne, salvata dall'intervento di un clochard...
CONTINUA

venerdì, ottobre 13, 2006

BIMBA BIELORUSSA – CASO SOTTO ESAME

IL CASO DELLA BIMBA VIKA (EX-MARIA) DELLA BIELORUSSIA VIENE, COME GIÀ DETTO NELL’ARTICOLO PRECEDENTE, PORTATO DAVANTI AL TRIBUNALE DELL’AJA CON UNA RICUSAZIONE DELLE PSICOLOGHE ITALIANE RIENTRATE A GENOVA RITENUTE NON LEGITTIMTE A RAPPRESENTARE GLI INTERESSI DELLA BAMBINA PROPRIO PERCHÉ SI SONO PRESTATE AD UNA PROCEDURA NON DEONTOLOGICA A CUI AVREBBERO DOVUTO INVECE OPPORSI.

NEL FRATTEMPO SI È COSTITUITO UN GRUPPO TRASVERSALE DI PARLAMENTARI IN UN COMITATO PER "FARE CHIAREZZA": FRANCA RAME ED EGIDIO PETRINI DI (IVD); FURIO COLOMBO DEI (DS); STEFANIA PRESTIGIACOMO DI (FI) E L´EX DEPUTATO MARIO SEGNI (CON LORO È ANCHE GIORGIO BORNACIN, (AN), CUGINO DI CHIARA) SOSTENGONO CHE IL GOVERNO ITALIANO HA “VIOLATO” LE CONVENZIONI INTERNAZIONALI, FACENDO "PREVALERE LA RAGION DI STATO".

ORA DOBBIAMO AUGURARCI CHE IL GOVERNO PRODI FACCIA CHIAREZZA AL PIÙ PRESTO E SENZA INDUGI SU QUESTA VICENDA ANCHE PER DISSIPARE INQUIETANTI E LEGITTIMI SOSPETTI SUL REALE STATO DI SALUTE DELLA BAMBINA E CHE ELLA NON SIA INVECE SOTTOPOSTA AD UNA PROBABILISSIMA  PUNIZIONE POLITICAPER LE SUE DENUNCE CONTRO” L’ISTITUTO DEL SUO PAESE!  VI SONO MOLTI SEGNALI CHE LO RIVELANO!
Raffaele B.


AGI
BIMBA BIELORUSSA: IL CASO SOTTOPOSTO ESAME TRIBUNALE DELL'AJA
121942 OTT 06
(AGI) - Genova, 12 ott. - Presentata dal Presidente del Comitato Internazionale Diritti umani, Yasmin von Hohenstaufen, una denuncia per l'ostinata resistenza a dare prova dello stato di salute della piccola Vika, la bimba bielorussa al centro di un contenzioso, nato dal rifiuto della famiglia Giusto, di consegnare alle autorità bielorusse, secondo un accordo consolidato, la piccola Vika in attesa del completamento dell'iter per l'affido.

Destinatari della denuncia sono il Presidente del CSM e il Presidente della Repubblica, On. Napolitano. La denuncia e' stata depositata al Tribunale dell'Aja e a Strasburgo, per presunto sequestro di persona nei confronti di minore, presunta violenza psicologica e concorso in istigazione al suicidio o presunto omicidio colposo della piccola Vika, presunto concorso in ricorso a tecniche di lavaggio del cervello.

In relazione alle dichiarazioni delle due psicologhe italiane che sono rientrate in Italia, senza dare alcuna prova pubblica ed ufficiale dell'esistenza in vita della piccola Viki o delle sue condizioni, il Comitato Internazionale diritti umani ha dichiarato che le stesse non hanno alcuna legittimazione nel dare assicurazioni o a decidere quale sia il bene di Maria essendo state parte attiva di una procedura pedagogicamente opinabile che avrebbero dovuto deontologicamente ricusare.

lunedì, ottobre 02, 2006

MARIA - A STRASBURGO L'ULTIMA PAROLA

DECISAMENTE UNA BRUTTA E DIFFICILE STORIA CHE PARE ABBIA SPACCATO L'ITALIA IN DUE. DIFFICILE ANCHE PERCHÈ SIA IL TRIBUNALE DEI MINORI CHE LA CORTE D'APPELLO SI SONO PRONUNCIATI CONTRO I CONIUGI E A FAVORE DEL RIMPATRIO DELLA BIMBA ANCHE SE CON LE NECESSARIE GARANZIE. BRUTTA PERCHÈ RICEVE CRITICHE PESANTI DA PARTE DI ALTRE FAMIGLIE AFFIDATARIE DELL'AZIONE DEI CONIUGI GIUSTI. È EVIDENTE CHE QUI SIAMO DI FRONTE AD UN CASO UMANO E ALLO STESSO TEMPO GIURIDICO-INTERNAZIONALE. PERSINO GLI SCHIERAMENTI POLITICI DI MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE SONO DELLO STESSO AVVISO. ORA SI TRATTA DI VEDERE QUALE DOVRÀ PREVALERE OVVIAMENTE CON TUTTE LE DOVUTE GARANZIE PER LA BAMBINA INNANZITUTTO.
CREDO CHE IL TRIBUNALE DI STRASBURGO POSSA E DEBBA SVOLGERE UN GRANDE RUOLO SIA PER QUESTO CASO CHE PER I PROSSIMI E CHE SI FACCIA VERAMENTE QUALCOSA DI EFFETTIVAMENTE VALIDO PER DIFENDERE I BAMBINI DI QUALSIASI PAESE. A STRASBURGO DUNQUE L'ULTIMA PAROLA, IL CASO NON È ANCORA CHIUSO!
Raffaele B.


CORRIERE DELLA SERA
Maria in una casa-famiglia I misteri della trattativa
Erika Dellacasa, Mario Porqueddu
02 ottobre 2006
GENOVA — Ora che non è più qui, a Cogoleto hanno deciso di chiamarla con il suo vero nome: Vika. Come se continuare a parlare di Maria allontanasse ancora di più la bimba tornata in Bielorussia. O forse, chissà, piangere uno pseudonimo è impossibile. E nella piazza della chiesa le "nonne" piangono: «L'hanno portata via di notte, come una ladra». Alessandro Giusto e la moglie Chiara accusano: «È un rapimento di Stato. La regia è del governo italiano»...CONTINUA
...Ma i Giusto non si danno pace, vogliono sapere perché Vika è andata via prima che la corte d'Appello comunicasse la sua decisione sul rimpatrio. Parlano di pressioni ricevute, «da martedì scorso», da parte del ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Sostengono che è stato protagonista di una trattativa mai andata in porto, condotta a loro nome dal vescovo di Savona, Domenico Calcagno. «Mastella ci proponeva una mediazione verbale senza garanzia da parte bielorussa — dicono —. Gli abbiamo scritto un protocollo, non l'ha presentato all'ambasciatore Skripko per la firma. Ha detto: «Andrà a finire come Dio vorrà». Il ministro replica quasi sconsolato: «Non ho mai parlato con queste persone. Capisco il loro stato d'animo, ma non c'è motivo di alzare il tiro verso di me, visto che mi sono tenuto fuori da questa vicenda. CONTINUA
...I Giusto hanno denunciato l'Italia alla Corte europea umani di Strasburgo per violazioni di diritti fondamentali della piccola. Non è ancora finita



ESPRESSO
"L´unica speranza rimasta è che sia con il suo fratellino"
Raffaella Griggi
02 ottobre 2006

Il verdetto dei giudici sull´atteggiamento della coppia: "Giuridicamente insostenibile ma umanamente spiegabile

«Ci aspettiamo che la bambina sia ora in una struttura insieme a suo fratello, questa è la nostra unica speranza». La voce, increspata dal pianto, è quella di Chiara Bornacin, la «mamma» di Vika, rimpatriata venerdì sera in Bielorussia dopo la decisione del Tribunale dei Minori di Genova. «Mi aspetto solo che la trattino bene e che sia stata accolta la nostra richiesta di inserirla in una struttura famiglia dove c´è anche il fratello. Ecco, questo sarebbe importantissimo»...CONTINUA
...Intanto il «caso» di Vika apre ulteriori polemiche: «La coppia di Genova ha messo a rischio le adozioni per 1200 famiglie italiane e i soggiorni terapeutici di trentamila bambini bielorussi all´anno», è la nota della senatrice e responsabile nazionale famiglie e minori di Forza Italia, Maria Burani Procaccini, che ha presentato un provvedimento di decreto legge per riformare l´istituto dell´adozione internazionale. «Ciò che è successo è comprensibile in parte sul piano umano, ma indifendibile giuridicamente».



REPUBBLICA
Maria riportata in Bielorussia con un blitz
1 ottobre 2006
GENOVA - Adesso è rabbia e disperazione per la famiglia Giusto. La piccola Maria (il vero nome è Victoria), la bambina bielorussa, è stata riportata nel suo Paese con una specie di blitz: è già arrivata a Minsk ed è stata accolta in una struttura nuova e più piccola rispetto all'orfanatrofio di Vileika dal quale proveniva e dove sembra aver subito violenze...CONTINUA
...Sulla vicenda e nei confronti dei Giusto, anche l'opinione pubblica italiana si è divisa. Completo sostegno dalla comunità di Cogoleto dove abita la famiglia e della parrocchia. Comprensione e pena sul piano umano, da parte di tutti. Ma anche pesanti critiche dalle organizzazioni che seguono da anni le vacanze in Italia di bambini da Ucraina e Bielorussia e, soprattutto, dalle altre famiglie "affidatarie" che giudicano molto negativamente l'azione dei Giusto e il loro tentativo di nascondere la bambina e di evitarne il reimpatrio.

sabato, settembre 30, 2006

MARIA – PRELEVATA E RIMPATRIATA

CIÒ CHE SI TEMEVA PURTROPPO È AVVENUTO CON IL COMPLICE SILENZIO DELLA STAMPA E DELLA TV TESI IN GENERALE A RASSICURARE LA OPINIONE PUBBLICA ITALIANA SENSIBILE AL CASO, CON UN SERVIZIO DI CONFERENZA STAMPA DEL NOTEVOLE AMBASCIATORE DELLA BIELORUSSIA. È STATA QUI VIOLATA IN MODO EVIDENTE ANCHE LA LEGGE PERCHÉ LA BAMBINA È STATA SOTTRATTA ALLA DECISIONE DEI GIUDICI DELLA CORTE DI APPELLO CHE A QUESTO PUNTO DIVENTA ININFLUENTE.
COSA SUCCEDERÀ IN CASO DI SENTENZA FAVOREVOLE AI GENITORI AFFIDATARI PREVISTA LA PROSSIMA SETTIMANA VISTO CHE ORMAI LA BAMBINA È STATA FATTA TORNARE IN PATRIA? INTERVERRÀ ANCHE IL GOVERNO ITALIANO OLTRE ALLA CORTE DI STRASBURGO?
IL CASO APPRODA A STRASBURGO INFATTI E IL PRESIDENTE DEL COMITATO INTERNAZIONALE DEI DIRITTI UMANI, YASMIN VON HOHENSTAUFEN, SI È RIVOLTA ALL'AJA, ALL'UNICEF E AL TRIBUNALE DI STRASBURGO PER DENUNCIARE LA BIELORUSSIA PER ABUSO DI POTERE E DI CRUDELTÀ MENTALE E ASSOCIAZIONE A DELINQUERE IN OMISSIONE DI PRESUNTI ABUSI CONTRO L'INFANZIA.
Raffaele B.


RAINEWS24
Cronaca. Rimpatriata la bambina bielorussa
Genova, 30 settembre 2006
Maria la bambina bambina bielorussa di 10 anni e' stata rimpatriata. I carabinieri hanno accompagnato la bambina all'areoporto dopo la sentenza del tribunale dei minori.
La bambina, che ha denunciato di aver subito violenze fisiche e psicologiche, era accompagnata da due psicologi, uno italiano e uno bielorusso che resteranno con lei per un po di tempo.
La struttura dove ora si trova la piccola, a quanto assicurano le autorita' locali, non e' la stessa dove la piccola avrebbe subito violenze.
I coniugi Giusto, la famiglia affidataria della bambina, ha duramente criticato l'azione «E' una vergogna - ha dichiarato Alessandro Giusto - ha 10 anni, ha subito violenze e ha tentato il suicidio, ma che democrazia siamo se non riusciamo a difendere una bambina di 10 anni?"
Si attende ora la sentenza della Corte di appello di Genova, sentenza che se fosse favorevole ai coniugi Giusto sarebbe difficilmente eseguibile.


ADN KRONOS - SAB 30 SET, 12:53
La piccola Maria torna in Bielorussia. Alessandro Giusto: ''Me l'avete uccisa''
Roma, 30 set . (Ign) - Prelevata al buio per volare verso l'inferno dal quale non voleva più tornare. Si è chiuso così il caso della piccola Maria, tornata in Bielorussia. In gran segreto un areo lha riportata a casa ieri sera verso le 21. La bambina, 10 anni, ora dovrà tornare nell'istituto del suo Paese dove - è stata lei stessa a denunciarlo - avrebbe subito violenze.
La decisione ha colto tutti di sorpresa, perché sul caso della bambina contesa divenuto ormai internazionale si attendeva il verdetto dei giudici della Corte dappello di Genova , chiamati lunedì a deciderne il rimpatrio. E invece una macchina con i vetri scuri lha scortata in aeroporto, fino alla conferma arrivata verso le 22: Maria è in volo per Minsk…CONTINUA

venerdì, settembre 29, 2006

ASILO IN ITALIA PER MARIA

NON HA VOCE IN CAPITOLO MARIA, LA BAMBINA DELLA BIELORUSSIA DI 10 ANNI CHE “RACCONTA” DI AVERE SUBITO VIOLENZE NELL’0RFANATOFRIO DEL SUO PAESE. L’AMBASCIATORE BIELORUSSO NON RISULTA AFFATTO CREDIBILE QUANDO PROMETTE CON FINTA BONARIETÀ CHE LA BAMBINA NON SARÀ RICONSEGNATA ALLO STESSO ISTITUTO PERCHÉ NON HA PROCEDUTO A METTERLO SOTTO INCHIESTA DOPO LE GRAVISSIME ACCUSE. CIÒ DIMOSTRA CHE LA VERITÀ NON FA PARTE DEL SUO INTERESSE NÉ TANTOMENO QUELLA DELLA BAMBINA.

NEL NOSTRO PAESE NON È ANCORA PREVISTA, IN CASO DI CONTROVERSIA, LA NOMINA DI UN LEGALE CHE RAPPRESENTI IL BAMBINO COME AUSPICHEREBBE LA CONVENZIONE DI NEW YORK SUI DIRITTI DEL FANCIULLO. QUESTA LEGGE È GIÀ STATA PROPOSTA E RESPINTA FIN DALLA TREDICESIMA LEGISLATURA.

CIÒ CHE DICE MARIA, CHE SE SI ESPRIME BENISSIMO E CON PUNTUALE PRECISIONE ANCHE IN ITALIANO, NON VIENE TENUTO IN CONTO E, FORSE BONTÀ LORO, QUESTA VOLTA I GIUDICI “POTREBBERO” SENTIRLA FINALMENTE PRIMA DI DECIDERE SE RISPEDIRLA ALL’ORFANATOFRIO DEL SUO PAESE STRAPPANDOLA ALL’AFFETTO DAI SUOI GENITORI “ADOTTIVI”. COSTORO HANNO AVUTO IL SOLO TORTO DI “ASCOLTARLA” E QUINDI “AGITO DI CONSEGUENZA COME AVREBBE FATTO CHIUNQUE.

SE MARIA FOSSE STATA UN’ADULTA AVREBBE “BENEFICIATO” DEL DIRITTO DI ASILO COME PREVEDE LA LEGGE. L’INTERESSE DEL FANCIULLO È PRIORITARIO E PREMINENTE RISPETTO AD ALTRI INTERESSI, LO PREVEDONO TUTTE LE CONVENZIONI E LEGGI DI PAESI CIVILI E DEMOCRATICI. IN QUESTO CASO PERÒ NON È ANCORA AVVENUTO.

SI VUOLE FORSE “RECUPERARE” I BUONI RAPPORTI CON LA GIÀ “IRRITATA” BIELORUSSIA E IL SUO ATTIVISSIMO AMBASCIATORE CHE HANNO PER QUESTO SOSPESO TUTTE LE ADOZIONI? SE FOSSE COSÌ MARIA DIVENTEREBBE UNA “MERCE DI SCAMBIO”, INDEGNO PER UN PAESE CIVILE COME IL NOSTRO.

APPRENDIAMO CHE LA BIELORUSSIA NON È FIRMATARIA, COME INVECE È L'ITALIA, DELLA CONVENZIONE DELL'AJA DEL 5 OTTOBRE DEL 1961, UNO DEI FONDAMENTI DELLE GARANZIE STABILITE PER IL FANCIULLO DAL TRIBUNALE PER I MINORI».

SPERIAMO SOLO CHE I GIUDICI “DECIDANO” IN FAVORE DI MARIA PERCHÈ RESTI IN ITALIA CON I SUOI GENITORI ADOTTIVI ANZICHÉ TORNARE IN UN ORFANATROFIO IN BIELORUSSIA SENZA ALCUNA GARANZIA.
Raffaele B.


IL TEMPO
Maria non partirà per la Bielorussia
venerdì 29 settembre 2006

GENOVA — Il destino di Maria si saprà tra qualche giorno. I giudici della Corte d'appello di Genova, dopo un'ora di dibattimento, si sono infatti riservati di decidere. L'udienza, che si è tenuta ieri mattina, davanti al collegio presieduto da Luigi Rovelli, era incentrata sul reclamo dei coniugi Giusto-Bornacin contro il provvedimento del tribunale per i minori che ordinava il ritorno in patria di Maria. Maria è la bambina bielorussa, di 10 anni, ritrovata due giorni fa dai carabinieri in Valle d'Aosta dopo una ventina di giorni di «latitanza» insieme alle due «nonne».
La bambina potrebbe anche venire sentita dai giudici, come hanno chiesto i difensori della famiglia, avvocato Giovanni Ricco e avvocato Alberto Figone nel corso del dibattimento. I legali hanno sostenuto infatti la mancata osservanza dei principi fondamentali previsti dalla convenzione di New York sui diritti del fanciullo. «Nella decisione del Tribunale per i minorenni - hanno commentato - non è stato tenuto adeguatamente in considerazione l'interesse preminente del fanciullo, nella fattispecie di Maria, e soprattutto non è stato dato modo alla bambina di far sentire la sua voce».
«Maria deve ascoltata, curata e seguita laddove chiede di stare, così come avverrebbe per un adulto straniero, che avesse denunciato sofferenza, violenza e abusi e chiedesse asilo nel nostro Paese», ha sostenuto ieri la psicologa Maria Rita Parsi insieme con la Fondazione Movimento Bambino…
CONTINUA

mercoledì, giugno 28, 2006

GIU’ LE MANI DAI BAMBINI

RACCOLGO LA RICHIESTA DI INSERIRE NEL BLOG PRINCIPALE LA GRAVE NOTIZIA SUL PROZAC AI BAMBINI SUGGERITA DA MARCO. LO FACCIO VOLENTIERI PRENDENDOLO DAL SUO COMMENTO.
Raffaele B.

GIU’ LE MANI DAI BAMBINI® CAMPAGNA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL DIRITTO ALLA SALUTE DEI BAMBINI
Comunicato stampa del 09/06/2006 Prozac ai bambini di 8 anni: via libera da Bruxelles,. Sentenzia l’autorità di controllo U.E.: Possono suicidarsi, ma basterà vigilare
L’EMEA, l’ente di controllo sanitario U.E., ha autorizzato la somministrazione di Fluoxetina (nome commerciale Prozac®) anche ai minori ed ai bambini di almeno 8 anni di età.
Luca Poma - Portavoce Nazionale di Giù le Mani dai Bambini®, la più visibile campagna di farmacovigilanza per l’età pediatrica in Italia (vedi il portale www.giulemanidaibambini.org) – dichiara: “pochi sanno che l’iniziativa non è delle autorità sanitarie pubbliche, ma della Ely Lilly Co., il produttore del farmaco, che ha avanzato richiesta in tal senso ed ha attivato i propri potenti mezzi di lobby. In effetti ottenere l’autorizzazione alla somministrazione per fasce d’età così basse significa aumentare significativamente il loro giro d’affari.
Non vogliamo demonizzare il farmaco, ma duole constatare che la tutela della salute dei bambini sia subordinata ad interessi meramente commerciali.”Il Prozac è stato al centro di roventi polemiche negli Stati Uniti, per i suoi 907 (novecentosette) effetti collaterali e per essere stato posto in relazione con numerosi casi di suicidio del paziente, ed atteggiamenti violenti, inclusi i noti episodi di cronaca quali le stragi scolastiche ad opera di adolescenti che abusarono del prodotto.
Nella nota dell’EMEA si legge anche un’avvertenza circa la possibile induzione al suicidio dei bambini in terapia con il Prozac, pericolo questo che l’EMEA ritiene di porre sotto controllo banalmente invitando i genitori “a vigilare con attenzione nelle prime settimane di terapia”.“
È davvero gravissimo perdere così di vista il principio di responsabilità – ha dichiarato Paolo Roberti, dirigente di psichiatria a Bologna e membro del Comitato Scientifico di Giù le Mani dai Bambini® – è un pessimo modo di festeggiare il 150° anniversario della nascita di Sigmund Freud. Ma non siamo stupiti, dal momento che ormai su scala mondiale, il 95% delle ricerche sono finanziate delle industrie farmaceutiche e non dallo Stato”.
Il Comitato Giù le Mani dai Bambini®, ritenendo del tutto insufficente la misura precauzionale suggerita dall’EMEA della maggiore vigilanza da parte dei genitori, auspica immediate misure restrittive da parte delle autorità di controllo nazionali, per evitare l’utilizzo indiscriminato di questa delicata molecola sui bambini italiani.


Per media relations +39/337/415305 -

domenica, febbraio 19, 2006

SCONTI DI PENA PER STUPRATORI DI MINORENNI ESPERTE

VOGLIAMO SPERARE CHE LA SUPREMA CORTE CORREGGA AL PIÙ PRESTO QUESTA ASSURDA SENTENZA CHE VIOLA I PRINCIPI DI UGUAGLIANZA DI TUTTE LE PERSONE ED IN PARTICOLARE I PIÙ DEBOLI E INDIFESI. LA NORMA È ANCHE TECNICAMENTE SBAGLIATA OLTRE CHE INDEGNA DI UN PAESE CIVILE. PERMETTE ALLO STUPRATORE DI OTTENERE “SCONTI” DI PENA SE LA “VITTIMA” MINORENNE HA GIÀ AVUTO “RAPPORTI SESSUALI”, VALE A DIRE SUBITO GIÀ ALTRI STUPRI (SENZA DENUNCIA), MAGARI DAL MEDESIMO VIOLENTATORE. IL MASSIMO DELL’INGIUSTIZIA. GLI STUPRATORI ORA RISCHIANO DI MENO.
Raffaele


RAINEWS24
Giustizia. Cassazione: la sentenza sullo stupro e' da seppellire. Ippolito: la Corte puo' sbagliare
Roma, 18 febbraio 2006

"Questa sentenza, come avvenne per quella dello stupro e i jeans, sarà 'seppellita con ignominia dalla stessa Corte di Cassazione: ossia non troverà mai spazio nel 'Massimario' e, anzi, verrà citata come esempio negativo di come una sentenza non dovrebbe mai essere scritta nè motivata". Questa l'assicurazione che viene direttamente dai 'piani alti' della Suprema Corte che non condividono assolutamente il verdetto - emesso dalla Terza sezione penale della Cassazione -  favorevole a considerare come caso di "minor gravità" quello della violenza sessuale ai danni di una minorenne che ha gia avuto rapporti.
La Costituzione garantisce la pari dignità di tutti i cittadini e questo significa valorizzazione delle persone più deboli, come una quattordicenne che vive una situazione difficile"…CONTINUA


ADNKRONOS
Cassazione, già 'esperta' a 13 anni meno grave l'abuso
La Suprema Corte ha accolto la richiesta di attenuanti di un 40enne di Cagliari accusato di aver avuto un rapporto 'dietro consenso' con la figlia della convivente

Roma, 17 feb. (Adnkronos) - A 13 anni ha già avuto ''numerosi rapporti sessuali'', pertanto l'abuso avvenuto ''dietro il suo consenso'' è meno grave. Dal momento che la personalità ''dal punto di vista sessuale'' è già ''sviluppata''. E' la considerazione con la quale la Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di attenuanti come fatto di minore gravità di un 40enne di Cagliari, Marco T., allevatore, condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione per violenza sessuale nei confronti della figlia minorenne della convivente, Valentina, di 13 anni, con la quale aveva avuto un rapporto orale. Per la suprema Corte, nonostante la condotta dell'uomo sia ''riprovevole'', il rapporto, scelto dalla ragazzina che aveva rifiutato un rapporto completo con il patrigno in forma cautelativa a causa dei precedenti da tossicodipendente dell'uomo, è meno grave in quanto ''la ragazza già a partire dall'età di 13 anni aveva avuto numerosi rapporti sessuali con uomini di ogni età'', così che ''è lecito ritenere che già al momento dell'incontro con l'imputato la sua personalità dal punto di vista sessuale fosse molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente aspettare da una ragazza della sua età''...CONTINUA

martedì, dicembre 06, 2005

GLI STUPRI E L’ASSENZA DELLA DENUNCIA

GLI ULTIMI NOTIZIARI RIFERISCONO DI UN ALTRO EPISODIO AVVENUTO SEMPRE A LANCIANO LO SCORSO GIOVEDI OLTRE A QUELLO RIPORTATO DI RECENTE.  UNA RAGAZZA VENNE TRASCINATA FUORI DA UNA DISCOTECA DAVANTI AD ALTRI COETANEI  E STUPRATA. NESSUNO È INTERVENUTO O CHIAMATO LA POLIZIA (113).  

A BOLOGNA ABBIAMO UN CASO ANALOGO IN CUI GLI ALTRI CITTADINI NON INTERVENGONO E/O NON DENUNCIANO! INSOMMA LA GENTE NON SI VUOLE IMMISCHIARE, VIGE LA REGOLA DI FARSI GLI AFFARI PROPRI PER VARIE RAGIONI TRA LE QUALI LA INEFFICIENZA E LENTEZZA DELLA GIUSTIZIA, LA PAURA DI VENIRNE COINVOLTI E QUELLA DELLE RITORSIONI DA PARTE DEI VIOLENTI. IN QUESTO MODO PERÒ SI SMETTE DI ESSERE UNA COMUNITÀ ED OGNUNO È A RISCHIO.

LA LEGGE E L’INSIEME DELLE REGOLE DEL VIVERE CIVILE VIENE ESCLUSA COSÌ DALLA COMUNITÀ CHE DIVENTA PREDA DEI SOPRAFFATTORI E VIOLENTI DI TURNO. IL PRIMO BALUARDO CONTRO L’ILLEGALITÀ E LA VIOLENZA SONO PROPRIO I CITTADINI CHE DENUNCIANO E CHIEDONO L’APPLICAZIONE DELLA LEGGE CONTRO QUESTI REATI OVUNQUE QUESTI AVVENGANO.

SE NON SI FA QUESTO ELEMENTARE DOVERE LE ISTITUZIONI NON POSSONO INTERVENIRE. L’IMPUNITÀ CHE NE DERIVA PER I DELINQUENTI DIVENTA UN INCENTIVO A CONTINUARE LE LORO SOPRAFFAZIONI CONTRO I DEBOLI DELLA SOCIETÀ CIOÈ GLI ANZIANI, LE DONNE E I BAMBINI.

COMUNQUE ORA TUTTO QUESTO VIENE DENUNCIATO ANCHE SE TARDIVAMENTE E I FATTI SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI. SI SPERA CHE QUESTO POSSA ESSERE LA PREMESSA PER LA SOLUZIONE DEFINITIVA DEL PROBLEMA E CIOÈ NON DOBBIAMO AVERE PAURA A DENUNCIARE ALTRIMENTI GLI IMPUNITI SI COSTITUIRANNO IN BANDE PIÙ GRANDI PER MEGLIO IMPERVERSARE NELLA CITTÀ. BASTA LA DENUNCIA, FERMIAMOLI!
Raffaele (nativo di Lanciano)


Stupro di gruppo, arrestati 4 minorenni
04 dicembre 2005
Hanno sequestrato nel centro di Lanciano una ragazzina di 14 anni che si trovava in compagnia di amici. Poi ne hanno abusato a turno.

LANCIANO (Chieti) - Erano conosciuti come bulli di paese e secondo gli investigatori avrebbero molestato più volte ragazzine minorenni. Ma, in particolare, sono accusati di avere abusato di una quattrodicenne con un'aggressione avvenuta in pieno giorno. Loro stessi non hanno ancora raggiunto la maggiore età. La polizia di Lanciano li ha arrestati con l'accusa di violenza sessuale di gruppo.

Il questore ha definito «gravissimo» che sia stato possibile impossessarsi della vittima davanti agli amici, che non hanno reagito perchè terrorizzati.
Gli inquirenti hanno sottolineato che praticamente tutta la fascia adolescenziale di Lanciano era a conoscenza dell'attività di questi bulli ma i giovani sono terrorizzati e non denunciano le prepotenze. La polizia di quartiere aveva avuto un sospetto sull' episodio e per un mese ci sono state indagini, ma gli inquirenti hanno trovato «notevole resistenza» a far luce sull'episodio, ha detto Monnanni. Solo con difficoltà è stato possibile ottenere la fiducia della vittima e dei suoi amici, che poi hanno confermato le accuse…
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«Gridavo aiuto ma le auto acceleravano»
Il racconto della donna stuprata a Bologna: mi tirava pugni e calci, sembrava drogato

BOLOGNA—«Hanno addirittura rischiato di investirmi, ma non si sono fermati. Lui mi trascinava, io puntavo i piedi, gridavo, facevo ampi gesti con il braccio e con la mano... Niente, nessuno s’è fermato, nessuno mi ha aiutata... Passavano le automobili e io gridavo ancora più forte... mi dicevo, "dai, coraggio, adesso è finita, adesso questa si ferma e lui scappa, ti lascia andare e tu sei salva, resisti ancora...". Ma mentre mi ripetevo tutto questo, sentivo i motori accelerare, vedevo i fari sparire... Le sue botte mi stordivano ad ogni passo, e a quel punto ho capito che ero davvero sola, che lui m’avrebbe fatto del male.. Solo allora ho iniziato ad avere davvero paura... M’ha scaraventata a terra, mi ha preso a pugni e a calci...»…
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