A GIUDICARE DALL'ARTICOLO DE LASTAMPA SI SCOPRE CHE IL RITIRO ANNUNCIATO DA BERLUSCONI PRIMA E DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE DI APRILE FOSSE "FINTO".
NON LO SI VEDE SOLO DALLA REAZIONE SCOMPOSTA DELLA CDL ALL'AZIONE DEL GOVERNO PRODI E DI D’ALEMA PER IL RITIRO DI TUTTI I SOLDATI DALL’IRAQ, MA ANCHE DAI COLLOQUI AVUTI CON GLI INTERLOCUTORI AMERICANI CHE AVREBBERO FATTO EMERGERE “ACCORDI SEGRETI” PER MANTENERE UNA PRESENZA MILITARE DI ALMENO 1000 UOMINI COME SCORTA AI CIVILI DEL PRT-PROVINCIAL RECONSTRUCTION TEAM.
LA CDL DI BERLUSCONI INSOMMA SI PREPARAVA AD UN ALTRO “INGANNO” CONTRO GLI ELETTORI E SULLA PELLE DEI NOSTRI SOLDATI. PER FORTUNA SEPPURE DI MISURA, HA PERSO LE ELEZIONI.
Raffaele B.
LASTAMPA
«Iraq, era finto il ritiro di Berlusconi»
D’Alema: alla Rice dirò che parteciperemo solo a missioni con l’Onu. La Cdl: politica estera allo sbando
Francesco Grignetti
13/6/2006
ROMA. Con l’amministrazione statunitense erano stati stipulati impegni segreti, o quantomeno riservati, all’insegna della diplomazia da caminetto che tanto piaceva a Berlusconi, per far restare mille soldati in Iraq anche dopo lo sbandierato «ritiro» da Nassiriya? E’ quanto denuncia Massimo D’Alema, vicepremier e ministro degli Esteri, polemico con la «virulenza» dell’opposizione: «L’annuncio del ritiro entro l’anno - sostiene D’Alema, dal Lussemburgo - era stato dato dallo stesso governo Berlusconi. Salvo che poi erano stati presi impegni non discussi in Parlamento, né resi pubblici, che contrastavano con le dichiarazioni pubbliche». A che si riferisce? L’ex governo Berlusconi, come si ricorderà, era stato chiaro: dimezzeremo il numero di soldati in estate, e poi tutti via entro la fine dell’anno.
Ma c’era una postilla, ovvero una seconda fase affidata a esperti civili. Diceva all’epoca Antonio Martino: «Trasformeremo la missione da prevalentemente militare a prevalentemente civile». C’era pronta anche una sigla per la missione: Prt-Provincial Reconstruction Team. Sennonché il nuovo governo ha scoperto che in quei vecchi piani c’era una consistente aliquota militare. Molto consistente. «Mantenere mille soldati - dice infatti D’Alema - non è un ritiro. Noi ci siamo dunque trovati di fronte a impegni che sono in chiara contraddizione con quanto dichiarato pubblicamente dal governo Berlusconi». La prima esperienza di questi cosiddetti Prt sta avvenendo in Afghanistan...CONTINUA
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mercoledì, giugno 14, 2006
sabato, giugno 10, 2006
REFERENDUM - FURBESCA AZIONE TATTICA DEL SI
IL PROSSIMO 25 GIUGNO SI TORNA ALLE URNE PER IL REFERENDUM CONFERMATIVO SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE FATTA A MAGGIORANZA DAL GOVERNO BERLUSCONI IN CUI LA LEGA DI BOSSI VI HA IMPRESSO IL SUO MARCHIO “ANTI-NAZIONALE”.
COME FANNO BERLUSCONI E I SUOI ALLEATI A CHIEDERE AI CITTADINI DI VOTARE "SI" AL REFERENDUM PER CONFERMARE LA RIFORMA E POI DIRE DI ESSERE DISPOSTI A SEDERSI AD UN TAVOLO PER "CAMBIARLA"? SE LA SI VUOLE CAMBIARE, PERCHE “APPROVARLA” COSÌ?
È UN “CONTROSENSO” CHE FA A PUGNI CON LA INTELLIGENZA DEGLI ELETTORI.
UNA VOLTA "APPROVATO" DAL REFERENDUM, DIVENTA POI DIFFICILE "VOLERLA" CAMBIARE SIA PER RAGIONI DI OPPORTUNITÀ POLITICA DA PARTE DELLA EX-MAGGIORANZA CHE PER RAGIONI SQUISITAMENTE GIURIDICHE: NON SI MODIFICA UNA LEGGE APPROVATA DA UN REFERENDUM.
SE SIAMO TUTTI VERAMENTE "INTENZIONATI" A MODIFICARE LA RIFORMA PER MIGLIORARLA, LA LOGICA E LA CORRETTEZZA RECLAMANO UN VOTO "NO" AL REFERENDUM PER “DISAPPROVARLA” PROPRIO PER POTER RIFARE LA "NUOVA RIFORMA" QUESTA VOLTA "INSIEME".
INFATTI AL CONTRARIO DEL "SI", LA VITTORIA DEL "NO" NON PONE NESSUN TIPO DI “IMPEDIMENTO” ALLE “MODIFICHE” CHE ANCHE IL CENTROSINISTRA VUOLE PER MODERNIZZARE LO STATO.
AFFERMARE IL CONTRARIO "RIVELA" UNA “FURBESCA AZIONE TATTICA” AL SOLO SCOPO DI “CARPIRE” QUEI VOTI IN PIÙ PER “VINCERE”.
PER FORTUNA GLI ITALIANI NON SONO STUPIDI E AL REFERENDUN VOTERANNO “NO” A GRANDE MAGGIORANZA CONTRO LA RIFORMA DELLA LEGA.
Raffaele B.
ADNKRONOS
REFERENDUM: BERLUSCONI, SE VINCE SI' PRONTI A DIALOGO SU RIFORME
Roma, 10 giu. (Adnkronos) - Solo in caso di vittoria del si' al referendum sara' possibile aprire un tavolo di confronto con la maggioranza. Parola di Silvio Berlusconi, che in una intervista a 'Telecamere' apre all'Unione sul fronte delle riforme.
Il Cavaliere premette che ''una modifica della Costituzione e' indispensabile perche' la sinistra negli ultimi giorni della passata Legislatura ha modificato il Titolo V della seconda parte della Costituzione creando un caos incredibile nelle competenze tra lo Stato e le Regioni''.
Pero', precisa il presidente di Fi, ''ci dichiariamo dispostissimi dopo l'approvazione di questa modifica costituzionale a sederci intorno ad un tavolo e discutere di eventuali correzioni perche' tutte le disposizioni previste dalla riforma costituzionale andranno in vigore tra cinque anni quindi avremo ancora cinque anni di tempo per poterle migliorare''.
COME FANNO BERLUSCONI E I SUOI ALLEATI A CHIEDERE AI CITTADINI DI VOTARE "SI" AL REFERENDUM PER CONFERMARE LA RIFORMA E POI DIRE DI ESSERE DISPOSTI A SEDERSI AD UN TAVOLO PER "CAMBIARLA"? SE LA SI VUOLE CAMBIARE, PERCHE “APPROVARLA” COSÌ?
È UN “CONTROSENSO” CHE FA A PUGNI CON LA INTELLIGENZA DEGLI ELETTORI.
UNA VOLTA "APPROVATO" DAL REFERENDUM, DIVENTA POI DIFFICILE "VOLERLA" CAMBIARE SIA PER RAGIONI DI OPPORTUNITÀ POLITICA DA PARTE DELLA EX-MAGGIORANZA CHE PER RAGIONI SQUISITAMENTE GIURIDICHE: NON SI MODIFICA UNA LEGGE APPROVATA DA UN REFERENDUM.
SE SIAMO TUTTI VERAMENTE "INTENZIONATI" A MODIFICARE LA RIFORMA PER MIGLIORARLA, LA LOGICA E LA CORRETTEZZA RECLAMANO UN VOTO "NO" AL REFERENDUM PER “DISAPPROVARLA” PROPRIO PER POTER RIFARE LA "NUOVA RIFORMA" QUESTA VOLTA "INSIEME".
INFATTI AL CONTRARIO DEL "SI", LA VITTORIA DEL "NO" NON PONE NESSUN TIPO DI “IMPEDIMENTO” ALLE “MODIFICHE” CHE ANCHE IL CENTROSINISTRA VUOLE PER MODERNIZZARE LO STATO.
AFFERMARE IL CONTRARIO "RIVELA" UNA “FURBESCA AZIONE TATTICA” AL SOLO SCOPO DI “CARPIRE” QUEI VOTI IN PIÙ PER “VINCERE”.
PER FORTUNA GLI ITALIANI NON SONO STUPIDI E AL REFERENDUN VOTERANNO “NO” A GRANDE MAGGIORANZA CONTRO LA RIFORMA DELLA LEGA.
Raffaele B.
ADNKRONOS
REFERENDUM: BERLUSCONI, SE VINCE SI' PRONTI A DIALOGO SU RIFORME
Roma, 10 giu. (Adnkronos) - Solo in caso di vittoria del si' al referendum sara' possibile aprire un tavolo di confronto con la maggioranza. Parola di Silvio Berlusconi, che in una intervista a 'Telecamere' apre all'Unione sul fronte delle riforme.
Il Cavaliere premette che ''una modifica della Costituzione e' indispensabile perche' la sinistra negli ultimi giorni della passata Legislatura ha modificato il Titolo V della seconda parte della Costituzione creando un caos incredibile nelle competenze tra lo Stato e le Regioni''.
Pero', precisa il presidente di Fi, ''ci dichiariamo dispostissimi dopo l'approvazione di questa modifica costituzionale a sederci intorno ad un tavolo e discutere di eventuali correzioni perche' tutte le disposizioni previste dalla riforma costituzionale andranno in vigore tra cinque anni quindi avremo ancora cinque anni di tempo per poterle migliorare''.
BERTOLINI E LO SLOGAN CONTRO LE TASSE
SE QUESTO È LO STILE DELLA NUOVA "OPPOSIZIONE" C'È DA PREOCCUPARSI NON POCO. SI PUNTA AI MESSAGGI AD EFFETTO E DELIBERATAMENTE "INFONDATI" AL SOLO SCOPO DI RACCATTARE "CONSENSO" NEGANDO QUANTO GIÀ DETTO PIÙ VOLTE E RIAFFERMATO DA PRODI NELL'ARTICOLO AL FONDO.
LA SIG.RA BERTOLINI DI (FI) GRIDA INDIGNATA CHE IL GOVERNO PRODI, SUPERANDO IL RECORD DI VICEMINISTRI E SOTTOSEGRETARI DI TUTTI I GOVERNI FIN QUI SUCCEDUTI, AFFERMA CHE "AUMENTERA" I COSTI E CHE QUINDI "AUMENTERÀ" LE TASSE.
IL GOVERNO HA INVECE "DICHIARATO" CHE GARANTIRÀ LA "INVARIANZA DELLA SPESA" LADDOVE DOVESSE ESSERCI UNA TENDENZA ALL'AUMENTO. VALE A DIRE CHE I 10 VICEMINISTRI IN PIÙ NON INCIDERANNO SULLA SPESA COMPLESSIVA PERCHÈ IL BUDGET NON AUMENTERÀ, ANZI VIENE RIDOTTO DEL 10% SECONDO LA DIRETTIVA DEL GOVERNO MEDESIMO NONOSTANTE IL MAGGIOR NUMERO DI MINISTERI.
QUESTA DISPOSIZIONE ERA NOTA AI POLITICI, ALLA STAMPA ED AI MEDIA CHE PER LA VERITÀ HANNO DATO POCO RISALTO A QUESTO ASPETTO ENFATIZZANDO INVECE QUELLO DEL RECORD DEL NUMERO DEI MEMBRI COME SE QUESTO FOSSE IL PROBLEMA E NON INVECE LA SPESA COMPLESSIVA.
LA SIG.RA BERTOLINI NON POTEVA NON SAPERE (COME SI DICE IN QUESTI CASI) E NONOSTANTE CIÒ HA FATTO LA SUA BRAVA E SEMPLICISTICA "DENUNCIA" CONTANDO SOLO SU UNA PLATEA DI CITTADINI "NON INFORMATI" E AGGIUNGO TIMOROSI DELLE “TASSE”.
SU QUESTO VERSANTE LO SLOGAN SULLE TASSE DEL GOVERNO BERLUSCONI "MENO TASSE PER MENO EVASIONE" CHE HA PRODOTTO SOLO “MAGGIORE DEBITO PUBBLICO”, VIENE COSI ROVESCIATO, CON QUESTO GOVERNO, IN "MENO EVASIONE PER MENO TASSE" PERCHÈ SOLO UNA VERA LOTTA ALLA EVASIONE PERMETTERÀ ALLO STATO DI “RIDURRE” LE TASSE PER TUTTI.
Raffaele B.
NOTIZIE.ALICE
GOVERNO/ BERTOLINI: PIU' SOTTOSEGRETARI, PIU' TASSE
"Esecutivo Prodi è trionfo lottizzazione selvaggia"
09-06-2006 19:32
Roma, 9 giu. (Apcom) - "Governo Prodi: altri tre nuovi sottosegretari? Roba da vergognarsi. E' il trionfo della lottizzazione più selvaggia e partitocratrica. Tanto pagano i cittadini. In compenso, il Professore aumenta le tasse. Il governo dell'Unione è il simbolo della peggior prima repubblica. Questa è la vecchia italietta prodiana" . Lo afferma in una nota Isabella Bertolini (Fi).
NOTIZIE.ALICE
GOVERNO/ FONDI INVARIATI: MINISTRI E VICEMINISTRI DIVIDERANNO
Ogni ministero avrà un budget complessivo da ripartire
09-06-2006 21:10
Roma, 9 giu. (Apcom) - Un budget complessivo da ripartire tra il ministro e i suoi vice, in modo da garantire la invarianza della spesa nonostante la nomina dei dieci viceministri. Sarebbe l'indicazione contenuta nel maxiemendamento al decreto che ridisegna l'assetto del Governo, con la creazione di nuovi ministeri e l'assegnazione di deleghe precise ai vari viceministri.
Secondo quanto si apprende in ambienti del governo, ogni ministero avrà a disposizione un suo budget per i gabinetti e gli staff di ministro e vice: all'interno di questo budget, i vari responsabili del dicastero si ripartiranno le risorse per i collaboratori. Una misura che non comporterà 'sacrifici' per vice di ministeri come l'Economia, che accorpa diverse strutture già esistenti. Ma laddove la presenza di vice ministri "è potenzialmente portatrice di un aumento dei costi", fanno notare da ambienti di governo, la disposizione garantirà appunto la "invarianza di spesa", per tenere fede alla linea del rigore impostata da Prodi e Padoa-Schioppa con la direttiva che taglia del 10% le spese dei ministeri ma al tempo stesso permettere ai vice di contare su propri collaboratori.
LA SIG.RA BERTOLINI DI (FI) GRIDA INDIGNATA CHE IL GOVERNO PRODI, SUPERANDO IL RECORD DI VICEMINISTRI E SOTTOSEGRETARI DI TUTTI I GOVERNI FIN QUI SUCCEDUTI, AFFERMA CHE "AUMENTERA" I COSTI E CHE QUINDI "AUMENTERÀ" LE TASSE.
IL GOVERNO HA INVECE "DICHIARATO" CHE GARANTIRÀ LA "INVARIANZA DELLA SPESA" LADDOVE DOVESSE ESSERCI UNA TENDENZA ALL'AUMENTO. VALE A DIRE CHE I 10 VICEMINISTRI IN PIÙ NON INCIDERANNO SULLA SPESA COMPLESSIVA PERCHÈ IL BUDGET NON AUMENTERÀ, ANZI VIENE RIDOTTO DEL 10% SECONDO LA DIRETTIVA DEL GOVERNO MEDESIMO NONOSTANTE IL MAGGIOR NUMERO DI MINISTERI.
QUESTA DISPOSIZIONE ERA NOTA AI POLITICI, ALLA STAMPA ED AI MEDIA CHE PER LA VERITÀ HANNO DATO POCO RISALTO A QUESTO ASPETTO ENFATIZZANDO INVECE QUELLO DEL RECORD DEL NUMERO DEI MEMBRI COME SE QUESTO FOSSE IL PROBLEMA E NON INVECE LA SPESA COMPLESSIVA.
LA SIG.RA BERTOLINI NON POTEVA NON SAPERE (COME SI DICE IN QUESTI CASI) E NONOSTANTE CIÒ HA FATTO LA SUA BRAVA E SEMPLICISTICA "DENUNCIA" CONTANDO SOLO SU UNA PLATEA DI CITTADINI "NON INFORMATI" E AGGIUNGO TIMOROSI DELLE “TASSE”.
SU QUESTO VERSANTE LO SLOGAN SULLE TASSE DEL GOVERNO BERLUSCONI "MENO TASSE PER MENO EVASIONE" CHE HA PRODOTTO SOLO “MAGGIORE DEBITO PUBBLICO”, VIENE COSI ROVESCIATO, CON QUESTO GOVERNO, IN "MENO EVASIONE PER MENO TASSE" PERCHÈ SOLO UNA VERA LOTTA ALLA EVASIONE PERMETTERÀ ALLO STATO DI “RIDURRE” LE TASSE PER TUTTI.
Raffaele B.
NOTIZIE.ALICE
GOVERNO/ BERTOLINI: PIU' SOTTOSEGRETARI, PIU' TASSE
"Esecutivo Prodi è trionfo lottizzazione selvaggia"
09-06-2006 19:32
Roma, 9 giu. (Apcom) - "Governo Prodi: altri tre nuovi sottosegretari? Roba da vergognarsi. E' il trionfo della lottizzazione più selvaggia e partitocratrica. Tanto pagano i cittadini. In compenso, il Professore aumenta le tasse. Il governo dell'Unione è il simbolo della peggior prima repubblica. Questa è la vecchia italietta prodiana" . Lo afferma in una nota Isabella Bertolini (Fi).
NOTIZIE.ALICE
GOVERNO/ FONDI INVARIATI: MINISTRI E VICEMINISTRI DIVIDERANNO
Ogni ministero avrà un budget complessivo da ripartire
09-06-2006 21:10
Roma, 9 giu. (Apcom) - Un budget complessivo da ripartire tra il ministro e i suoi vice, in modo da garantire la invarianza della spesa nonostante la nomina dei dieci viceministri. Sarebbe l'indicazione contenuta nel maxiemendamento al decreto che ridisegna l'assetto del Governo, con la creazione di nuovi ministeri e l'assegnazione di deleghe precise ai vari viceministri.
Secondo quanto si apprende in ambienti del governo, ogni ministero avrà a disposizione un suo budget per i gabinetti e gli staff di ministro e vice: all'interno di questo budget, i vari responsabili del dicastero si ripartiranno le risorse per i collaboratori. Una misura che non comporterà 'sacrifici' per vice di ministeri come l'Economia, che accorpa diverse strutture già esistenti. Ma laddove la presenza di vice ministri "è potenzialmente portatrice di un aumento dei costi", fanno notare da ambienti di governo, la disposizione garantirà appunto la "invarianza di spesa", per tenere fede alla linea del rigore impostata da Prodi e Padoa-Schioppa con la direttiva che taglia del 10% le spese dei ministeri ma al tempo stesso permettere ai vice di contare su propri collaboratori.
venerdì, giugno 09, 2006
GIUSTIZIA – EREDITATO BUCO DI 240 MLN
IN ITALIA SI SA I PROCESSI SONO TALMENTE LUNGHI CHE È STATA CONDANNATA PIÙ VOLTE DALLA CORTE EUROPEA. LA GIUSTIZIA LENTA È MENO GIUSTA E CONSENTE SPESSO AI DISONESTI E CRIMINALI DI FARLA FRANCA. QUESTA “INEFFICIENZA” SI RIFLETTE IN MODO PESANTE ANCHE SUL VERSANTE DELL'ECONOMIA PERCHÈ ALLONTANA GLI INVESTIMENTI PROPRIO PER L'ASSOLUTA INCERTEZZA DI OTTENERE GIUSTIZIA IN PARTICOLARE PER REATI FINANZIARI.
LE LEGGI AD-PERSONAM E RIFORME SBAGLIATE PEGGIORANO LA CONDIZIONE DELLA GIUSTIZIA. UN ALTRO DEI MODI PIÙ EFFICACI PER OSTACOLARNE L'ESERCIZIO È QUELLO DI FARLE MANCARE LE RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE AL PROPRIO FUNZIONAMENTO. A GIUDICARE DALL'ARTICOLO DELL'ANSA IL NUOVO MINISTRO MASTELLA HA EREDITATO PURE QUESTO "BUCO" CHE COSTITUISCE UN VERO “HANDICAP” PER L'AMMINISTRAZIONE DELLA NOSTRA GIÀ “SCADENTE” GIUSTIZIA.
Raffaele B.
ANSA
Giustizia: 240 mln di debiti
Per grave situazione finanziaria impossibile la gestione
(ANSA)- ROMA, 8 GIU - E' di 239,9 mln di euro il 'buco' del ministero della Giustizia causato dai tagli delle leggi finanziarie degli ultimi 5 anni di governo. 'La grave situazione non consente il regolare andamento della gestione dell'esercizio amministrativo'. A lanciare l'allarme e' lo stesso dicastero di Via Arenula che, in una nota, entra nel dettaglio del debito che ha trovato al suo arrivo il neo guardasigilli Clemente Mastella.
LE LEGGI AD-PERSONAM E RIFORME SBAGLIATE PEGGIORANO LA CONDIZIONE DELLA GIUSTIZIA. UN ALTRO DEI MODI PIÙ EFFICACI PER OSTACOLARNE L'ESERCIZIO È QUELLO DI FARLE MANCARE LE RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE AL PROPRIO FUNZIONAMENTO. A GIUDICARE DALL'ARTICOLO DELL'ANSA IL NUOVO MINISTRO MASTELLA HA EREDITATO PURE QUESTO "BUCO" CHE COSTITUISCE UN VERO “HANDICAP” PER L'AMMINISTRAZIONE DELLA NOSTRA GIÀ “SCADENTE” GIUSTIZIA.
Raffaele B.
ANSA
Giustizia: 240 mln di debiti
Per grave situazione finanziaria impossibile la gestione
(ANSA)- ROMA, 8 GIU - E' di 239,9 mln di euro il 'buco' del ministero della Giustizia causato dai tagli delle leggi finanziarie degli ultimi 5 anni di governo. 'La grave situazione non consente il regolare andamento della gestione dell'esercizio amministrativo'. A lanciare l'allarme e' lo stesso dicastero di Via Arenula che, in una nota, entra nel dettaglio del debito che ha trovato al suo arrivo il neo guardasigilli Clemente Mastella.
giovedì, giugno 08, 2006
LA CHIESA – DIVIETO DI RICERCA SUGLI EMBRIONI
IL VATICANO INTERVIENE ANCHE SULL’EUROPA PER IMPEDIRE CHE SI “FINANZI” LA RICERCA SULLE STAMINALI EMBRIONALI CHE GLI SCIENZIATI DI TUTTO IL MONDO “CONSIDERANO” AD “ALTO POTENZIALE” PER LA CURA DI MOLTE MALATTIE GENETICHE PRIVE DI SPERANZA.
L’ON. MUSSI È STATO ATTACCATO PER AVER RITIRATO LA FIRMA DELL’ITALIA CHE “IMPEDIVA” QUESTO “FINANZIAMENTO” AGLI ALTRI PAESI CHE INVECE LA VOGLIONO FARE.
ALLA BASE DEL DIVIETO POSTO DALLA CHIESA VI È LA CONVINZIONE CHE L’EMBRIONE SIA “PERSONA” E CHE QUINDI DEBBA GODERE DI TUTTI I DIRITTI INVIOLABILI ALLA VITA.
MA LA COMUNITÀ SCIENTIFICA DI TUTTO IL MONDO NON LA PENSA ALLO STESSO MODO. SI PUÒ ESSERE D’ACCORDO CHE È VITA COME LO È UNA FOGLIA O AL LIMITE AFFERMARE CHE SIA “POTENZIALE DI VITA UMANA” PERCHÉ MOLTI EMBRIONI NON SI SVILUPPANO DURANTE IL PROCESSO E QUINDI MUOIONO, MA AFFERMARE CHE SIA PERSONA È TROPPO. QUESTA È UNA AFFERMAZIONE “DOGMATICA” CHE SERVE SOLO A GIUSTIFICARE L’IMPEDIMENTO ALLA “RICERCA” CHE INVECE RAPPRESENTA OGGI L’UNICA SPERANZA PER TANTI MALATI INCURABILI. IL MEDIOEVO DELLA NUOVA INQUISIZIONE SOPRAVVIVE AI TEMPI MODERNI.
Raffaele B.
REPUBBLICA
Staminali, vescovi europei all'attacco
"Contro la distruzione degli embrioni"
1 giugno 2006
CITTA' DEL VATICANO - "Ribadiamo la nostra obiezione contro il finanziamento da parte dell'Ue della ricerca che implichi la distruzione di embrioni umani". Dopo il sì al ritiro della pregiudiziale etica del ministro Fabio Mussi ecco arrivare sull'argomento una nuova presa di posizione dell'Episcopato Europeo. "Ribadiamo - afferma una nota della Comece, l'organismo che li rappresenta - la nostra obiezione contro il finanziamento da parte dell'Ue della ricerca che implichi la distruzione di embrioni umani"...CONTINUA
Plauso degli scienziati, insorge la Cdl
30 maggio 2006
ROMA - L'Italia cambia linea in merito alla sperimentazione sugli embrioni, apre alla ricerca e scoppiano le polemiche. Il dibattito si rianima dopo la decisione del ministro per la Ricerca, Fabio Mussi, di ritirare, a Bruxelles, la pregiudiziale etica italiana sulla ricerca, voluta da Germania, Polonia, Slovenia, Austria e Malta. Con il precedente governo, l'Italia aveva firmato una dichiarazione contraria alla ricerca sulle staminali, mentre Mussi ha annunciato che il nostro Paese "su questo ha cambiato posizione. Naturalmente - ha aggiunto - la legge resta in vigore" anche se "spero che venga cambiata"...CONTINUA
RAINEWS24
Scienza. Harvard: embrioni umani in laboratorio per sconfiggere mali incurabili
Boston, 7 giugno 2006
Alcuni ricercatori dell'università di Harvard stanno mettendo a punto un progetto di ricerca per creare in laboratorio embrioni umani da cellule staminali, in modo da poter curare malattie come il diabete, la leucemia e l'anemia.
Attraverso una tecnica chiamata Somatic Cell Nuclear Trasfert (SCNT), il DNA di una cellula uovo (che corrisponde alla metà del patrimonio genetico di una normale cellula) viene sostituito dal DNA prelevato da una cellula adulta, come ad esempio una cellula della pelle. In tal modo, spiegano i ricercatori, la cellula uovo si trova ad avere un patrimonio genetico completo, e può dare il via a "cambiamenti chimici ed elettrici che innescano la divisione della cellula uovo, e quindi la creazione di un embrione geneticamente identico alla cellula che ha donato il DNA completo".
Per creare le diverse linee di cellule staminali embrionali, verranno infatti usate cellule della pelle donate proprio da malati, così che ciascuna linea di cellule avrà le stesse caratteristiche genetiche del malato.
Gli scienziati avvertono che la ricerca non è esente da controversie, poichè estrarre queste staminali dagli embrioni "richiede la distruzione dell'embrione stesso. Chi si oppone a questo genere di ricerche sostiene che nessun potenziale beneficio medico può giustificare la distruzione di quello che loro considerano già una vita umana, se non già una persona".
"La questione 'del quando inizia la vita' è teologicamente e filosoficamente rilevante, ma dal punto di vista scientifico questo lavoro ha l'enorme potenziale di salvare vite, curare malattie croniche e migliorare la salute di milioni di persone" - ha affermato Douglas Melton, co-direttore dell'Harvard Stem Cell Institute.
Il progetto sarà interamente finanziato da fondi privati, dato che negli Stati Uniti le leggi federali ostacolano i finanziamenti pubblici per la ricerca sulle staminali embrionali.
L’ON. MUSSI È STATO ATTACCATO PER AVER RITIRATO LA FIRMA DELL’ITALIA CHE “IMPEDIVA” QUESTO “FINANZIAMENTO” AGLI ALTRI PAESI CHE INVECE LA VOGLIONO FARE.
ALLA BASE DEL DIVIETO POSTO DALLA CHIESA VI È LA CONVINZIONE CHE L’EMBRIONE SIA “PERSONA” E CHE QUINDI DEBBA GODERE DI TUTTI I DIRITTI INVIOLABILI ALLA VITA.
MA LA COMUNITÀ SCIENTIFICA DI TUTTO IL MONDO NON LA PENSA ALLO STESSO MODO. SI PUÒ ESSERE D’ACCORDO CHE È VITA COME LO È UNA FOGLIA O AL LIMITE AFFERMARE CHE SIA “POTENZIALE DI VITA UMANA” PERCHÉ MOLTI EMBRIONI NON SI SVILUPPANO DURANTE IL PROCESSO E QUINDI MUOIONO, MA AFFERMARE CHE SIA PERSONA È TROPPO. QUESTA È UNA AFFERMAZIONE “DOGMATICA” CHE SERVE SOLO A GIUSTIFICARE L’IMPEDIMENTO ALLA “RICERCA” CHE INVECE RAPPRESENTA OGGI L’UNICA SPERANZA PER TANTI MALATI INCURABILI. IL MEDIOEVO DELLA NUOVA INQUISIZIONE SOPRAVVIVE AI TEMPI MODERNI.
Raffaele B.
REPUBBLICA
Staminali, vescovi europei all'attacco
"Contro la distruzione degli embrioni"
1 giugno 2006
CITTA' DEL VATICANO - "Ribadiamo la nostra obiezione contro il finanziamento da parte dell'Ue della ricerca che implichi la distruzione di embrioni umani". Dopo il sì al ritiro della pregiudiziale etica del ministro Fabio Mussi ecco arrivare sull'argomento una nuova presa di posizione dell'Episcopato Europeo. "Ribadiamo - afferma una nota della Comece, l'organismo che li rappresenta - la nostra obiezione contro il finanziamento da parte dell'Ue della ricerca che implichi la distruzione di embrioni umani"...CONTINUA
Plauso degli scienziati, insorge la Cdl
30 maggio 2006
ROMA - L'Italia cambia linea in merito alla sperimentazione sugli embrioni, apre alla ricerca e scoppiano le polemiche. Il dibattito si rianima dopo la decisione del ministro per la Ricerca, Fabio Mussi, di ritirare, a Bruxelles, la pregiudiziale etica italiana sulla ricerca, voluta da Germania, Polonia, Slovenia, Austria e Malta. Con il precedente governo, l'Italia aveva firmato una dichiarazione contraria alla ricerca sulle staminali, mentre Mussi ha annunciato che il nostro Paese "su questo ha cambiato posizione. Naturalmente - ha aggiunto - la legge resta in vigore" anche se "spero che venga cambiata"...CONTINUA
RAINEWS24
Scienza. Harvard: embrioni umani in laboratorio per sconfiggere mali incurabili
Boston, 7 giugno 2006
Alcuni ricercatori dell'università di Harvard stanno mettendo a punto un progetto di ricerca per creare in laboratorio embrioni umani da cellule staminali, in modo da poter curare malattie come il diabete, la leucemia e l'anemia.
Attraverso una tecnica chiamata Somatic Cell Nuclear Trasfert (SCNT), il DNA di una cellula uovo (che corrisponde alla metà del patrimonio genetico di una normale cellula) viene sostituito dal DNA prelevato da una cellula adulta, come ad esempio una cellula della pelle. In tal modo, spiegano i ricercatori, la cellula uovo si trova ad avere un patrimonio genetico completo, e può dare il via a "cambiamenti chimici ed elettrici che innescano la divisione della cellula uovo, e quindi la creazione di un embrione geneticamente identico alla cellula che ha donato il DNA completo".
Per creare le diverse linee di cellule staminali embrionali, verranno infatti usate cellule della pelle donate proprio da malati, così che ciascuna linea di cellule avrà le stesse caratteristiche genetiche del malato.
Gli scienziati avvertono che la ricerca non è esente da controversie, poichè estrarre queste staminali dagli embrioni "richiede la distruzione dell'embrione stesso. Chi si oppone a questo genere di ricerche sostiene che nessun potenziale beneficio medico può giustificare la distruzione di quello che loro considerano già una vita umana, se non già una persona".
"La questione 'del quando inizia la vita' è teologicamente e filosoficamente rilevante, ma dal punto di vista scientifico questo lavoro ha l'enorme potenziale di salvare vite, curare malattie croniche e migliorare la salute di milioni di persone" - ha affermato Douglas Melton, co-direttore dell'Harvard Stem Cell Institute.
Il progetto sarà interamente finanziato da fondi privati, dato che negli Stati Uniti le leggi federali ostacolano i finanziamenti pubblici per la ricerca sulle staminali embrionali.
mercoledì, giugno 07, 2006
LA MORALE CATTOLICA DA IMPORRE A TUTTI
CON IL PAPA RATZINGER LA CHIESA FA UN SALTO INDIETRO "RIAFFERMANDO" NON SOLO COME VALORI E PRINCIPII DEI CRISTIANI CATTOLICI LA "NEGAZIONE" DELLA “CONTRACCEZIONE”, DEL “SESSO FUORI DAL MATRIMONIO”, “DELL'ABORTO” E DEI “PACS”, ETC.., MA ANCHE COME "NORME" DA IMPORRE A TUTTI PER "LEGGE", CATTOLICI E NON.
È CHIARO CHE NEMMENO I "CATTOLICI" CREDONO PIÙ A QUESTE COSE DA MOLTI LUSTRI E COLORO CHE "PUNTANO" AD ASSECONDARE QUESTO "DISEGNO" SONO SEMPLICEMENTE DEGLI "IPOCRITI OPPORTUNISTI" CHE LO FANNO SOLO PER PURO DISEGNO "POLITICO", DI POTERE “TEMPORALE”.
IL CATTOLICO "PRATICANTE" E "FERVENTE" NON PUÒ CHE "APPLICARE" QUESTI PRINCIPI A SE STESSO, MA ALLO STESSO TEMPO NON PUÒ "IMPORRE" PER LEGGE E QUINDI A TUTTI, GLI STESSI PRINCIPI. CIÒ SAREBBE INTEGRALISTA, MEDIOEVALE E PROFONDAMENTE ANTIDEMOCRATICO.
IL COMPORTAMENTO DEL NUOVO PAPA QUINDI, SAREBBE "LEGITTIMO" SE SI RIFERISSE AI SOLI "CATTOLICI" A LIVELLO PERSONALE, MA DIVENTEREBBE "PREVARICANTE" SE CON QUESTO ATTO VOLESSE "SPINGERE" TUTTI I CATTOLICI A FARE "MODIFICARE" LE LEGGI DELLO STATO ITALIANO PER "OBBLIGARE" TUTTI I CITTADINI CATTOLICI E NON A QUEI PRINCIPII.
A GIUDICARE DALLA NOTIZIA SI DIREBBE PROPRIO QUESTA SECONDA IPOTESI.
Raffaele B.
ADNKRONOS
Ribadite le posizioni della Chiesa anche su pacs e unioni omosessuali
Papa: ''Contraccezione e aborto eclissi di Dio''
Il documento diffuso oggi dal Vaticano: ''Tecnici e scienza vogliono fabbricare la vita''
Città del Vaticano, 6 giu. - (Adnkronos/Ign) - Una vera e propria ''eclissi di Dio'' alla base di quell'''oscuramento del valore della procreazione'' che ispira ''tutti i mezzi a cui si ricorre per evitare di aver figli''. Mezzi che ''includono non solo la contraccezione, ma anche l'aborto'': appare chiara, quindi, ''l'eclissi a ogni riferimento a Dio nella visione predominante sulla procreazione responsabile''.
E' quanto si afferma in 'Famiglia e procreazione umana', il documento del Pontificio Consiglio per la famiglia diffuso oggi dal Vaticano. Nel testo in questione le posizioni della Chiesa vengono ribadite, oltre che appunto su aborto, contraccezione e ricerca su cellule embrionali, anche su famiglia, pacs e unioni omosessuali.
Il modello di famiglia, secondo quanto si afferma nel documento, sta dunque cambiando: la maggior parte dei coniugi sceglie di fare un figlio, due al massimo, il che significa che l'atto procreativo non è più al centro della vita della coppia sposata, che, anzi, preferisce una vita coniugale ''volutamente resa sterile''...CONTINUA
È CHIARO CHE NEMMENO I "CATTOLICI" CREDONO PIÙ A QUESTE COSE DA MOLTI LUSTRI E COLORO CHE "PUNTANO" AD ASSECONDARE QUESTO "DISEGNO" SONO SEMPLICEMENTE DEGLI "IPOCRITI OPPORTUNISTI" CHE LO FANNO SOLO PER PURO DISEGNO "POLITICO", DI POTERE “TEMPORALE”.
IL CATTOLICO "PRATICANTE" E "FERVENTE" NON PUÒ CHE "APPLICARE" QUESTI PRINCIPI A SE STESSO, MA ALLO STESSO TEMPO NON PUÒ "IMPORRE" PER LEGGE E QUINDI A TUTTI, GLI STESSI PRINCIPI. CIÒ SAREBBE INTEGRALISTA, MEDIOEVALE E PROFONDAMENTE ANTIDEMOCRATICO.
IL COMPORTAMENTO DEL NUOVO PAPA QUINDI, SAREBBE "LEGITTIMO" SE SI RIFERISSE AI SOLI "CATTOLICI" A LIVELLO PERSONALE, MA DIVENTEREBBE "PREVARICANTE" SE CON QUESTO ATTO VOLESSE "SPINGERE" TUTTI I CATTOLICI A FARE "MODIFICARE" LE LEGGI DELLO STATO ITALIANO PER "OBBLIGARE" TUTTI I CITTADINI CATTOLICI E NON A QUEI PRINCIPII.
A GIUDICARE DALLA NOTIZIA SI DIREBBE PROPRIO QUESTA SECONDA IPOTESI.
Raffaele B.
ADNKRONOS
Ribadite le posizioni della Chiesa anche su pacs e unioni omosessuali
Papa: ''Contraccezione e aborto eclissi di Dio''
Il documento diffuso oggi dal Vaticano: ''Tecnici e scienza vogliono fabbricare la vita''
Città del Vaticano, 6 giu. - (Adnkronos/Ign) - Una vera e propria ''eclissi di Dio'' alla base di quell'''oscuramento del valore della procreazione'' che ispira ''tutti i mezzi a cui si ricorre per evitare di aver figli''. Mezzi che ''includono non solo la contraccezione, ma anche l'aborto'': appare chiara, quindi, ''l'eclissi a ogni riferimento a Dio nella visione predominante sulla procreazione responsabile''.
E' quanto si afferma in 'Famiglia e procreazione umana', il documento del Pontificio Consiglio per la famiglia diffuso oggi dal Vaticano. Nel testo in questione le posizioni della Chiesa vengono ribadite, oltre che appunto su aborto, contraccezione e ricerca su cellule embrionali, anche su famiglia, pacs e unioni omosessuali.
Il modello di famiglia, secondo quanto si afferma nel documento, sta dunque cambiando: la maggior parte dei coniugi sceglie di fare un figlio, due al massimo, il che significa che l'atto procreativo non è più al centro della vita della coppia sposata, che, anzi, preferisce una vita coniugale ''volutamente resa sterile''...CONTINUA
IRAQ – RITIRO DELLA MISSIONE AL PIÙ PRESTO
DOPO QUESTO ULTIMO SACRIFICIO ORMAI LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEL POPOLO ITALIANO L’HA CAPITO. PERFINO “BOSSI” DELLA LEGA SI RENDE CONTO ORA CHE LA MISSIONE DI “PACE” IN IRAQ È “VIZIATA” DA UN EQUIVOCO CHE ALIMENTA LA “INCOMPRENSIONE” DEGLI IRACHENI E NON SOLO.
INDUBBIAMENTE I NOSTRI SOLDATI SONO STATI INVIATI IN QUEL PAESE PER OPERARE IN QUALITÀ DI “PEACE KEEPING”, MA NON BISOGNA “DIMENTICARE” E NEPPURE “OMETTERE” CHE SONO ANDATI LA AL SEGUITO DELL’INTERVENTO “PREVENTIVO” DEGLI AMERICANI E “POSTI” SOTTO IL LORO COMANDO.
LA NOSTRA MISSIONE INFATTI “AGISCE” SOTTO COMANDO DIRETTO “INGLESE” CHE A LORO VOLTA PRENDONO ORDINI DAGLI AMERICANI.
QUINDI È EVIDENTE CHE I NOSTRI SOLDATI NON “OPERANO” COME UNA FORZA “NEUTRALE” NONOSTANTE LA LORO “BUONA VOLONTÀ”.
UNA FORZA DI PACE CHE ARRIVA AL SEGUITO DI CHI “INVADE” E SI METTE AI SUOI ORDINI, È UN “CONTROSENSO” ALTRO CHE INCOMPRENSIONE!
È STATO COMMESSO UN GRAVE “ERRORE” POLITICO E STRATEGICO INSIEME: LA NOSTRA MISSIONE È DI PACE MA È STATA MESSA AGLI ORDINI DI UNA FORZA DI “GUERRA” IN UNO SCENARIO DI “GUERRA” E I NOSTRI SOLDATI STANNO CORRENDO DEI “RISCHI INUTILI” SIN DAL PRIMO GIORNO DELLE OPERAZIONI.
FINO A QUANDO DOBBIAMO ANCORA ATTENDERE PERCHÉ LO CAPISCANO TUTTI GLI ALTRI CHE ANCORA LO “DEVONO” CAPIRE?
DOBBIAMO SOLO SPERARE DI FARE PRESTO A FARLI TORNARE COSI COME CHIEDE IL PADRE DI ALESSANDRO E TUTTI GLI ITALIANI CHE HANNO CAPITO.
Raffaele B.
LASTAMPA
Il papà di Alessandro: «Ora devono tornare subito tutti a casa»
7/6/2006
CAGLIARI. Marco Pibiri racconta quel suo figlio morto lontano che rientrerà oggi dentro una bara avvolta nel tricolore, e pensa agli altri ragazzi: «Devono tornare, devono tornare subito. Lì non ci fanno nulla, non ha più senso lasciare i nostri soldati in Iraq, ci sono troppe concas maccas (teste matte) in giro». Il padre di Alessandro, direttore del coro di Selargius, apre con dignità la sua casa alle porte di Cagliari: «Lui è partito a gennaio perché non poteva farne a meno – racconta – visto che l’intera Brigata era impegnata nell’operazione. Stavamo contando i giorni, il 28 sarebbe tornato e avevamo diversi progetti. Finalmente aveva uno stipendio»...CONTINUA
ILRESTODELCARLINO
BOSSI PER IL RITIRO
"L'Iraq è pericoloso, tornino a casa'
ROMA, 7 giugno 2006 - « Ma tornino indietro, cosa ci stanno a fare lì? È troppo pericoloso». In un'intervista al 'Corriere della Sera, il leader della Lega, Umberto Bossi, parla di ritiro del Contingente italiano, all'indomani del tragico attentato, in cui ha perso la vita un nostro militare.
«Visto quello che succede - aggiunge - dico che sarebbe meglio tornare a casa. Naturalmente, se civsono accordi internazionali da rispettare, è giusto rispettarli. Però non posso non vedere quanto sia pericoloso mandare i nostri ragazzi in una zona dove c'è la guerra».
Il fatto che i nostri soldati non sono in Iraq per fare la guerra, dice Bossi, « purtroppo non è chiaro a tutti. Bisognerebbe fare una campagna informativa per spiegare che i nostri ragazzi sono lì per dare una mano - conclude il leader del Carroccio - ci scambiano per truppe occupanti. E dato che ci vedono così, si sentono legittimati ad ammazzarci».
INDUBBIAMENTE I NOSTRI SOLDATI SONO STATI INVIATI IN QUEL PAESE PER OPERARE IN QUALITÀ DI “PEACE KEEPING”, MA NON BISOGNA “DIMENTICARE” E NEPPURE “OMETTERE” CHE SONO ANDATI LA AL SEGUITO DELL’INTERVENTO “PREVENTIVO” DEGLI AMERICANI E “POSTI” SOTTO IL LORO COMANDO.
LA NOSTRA MISSIONE INFATTI “AGISCE” SOTTO COMANDO DIRETTO “INGLESE” CHE A LORO VOLTA PRENDONO ORDINI DAGLI AMERICANI.
QUINDI È EVIDENTE CHE I NOSTRI SOLDATI NON “OPERANO” COME UNA FORZA “NEUTRALE” NONOSTANTE LA LORO “BUONA VOLONTÀ”.
UNA FORZA DI PACE CHE ARRIVA AL SEGUITO DI CHI “INVADE” E SI METTE AI SUOI ORDINI, È UN “CONTROSENSO” ALTRO CHE INCOMPRENSIONE!
È STATO COMMESSO UN GRAVE “ERRORE” POLITICO E STRATEGICO INSIEME: LA NOSTRA MISSIONE È DI PACE MA È STATA MESSA AGLI ORDINI DI UNA FORZA DI “GUERRA” IN UNO SCENARIO DI “GUERRA” E I NOSTRI SOLDATI STANNO CORRENDO DEI “RISCHI INUTILI” SIN DAL PRIMO GIORNO DELLE OPERAZIONI.
FINO A QUANDO DOBBIAMO ANCORA ATTENDERE PERCHÉ LO CAPISCANO TUTTI GLI ALTRI CHE ANCORA LO “DEVONO” CAPIRE?
DOBBIAMO SOLO SPERARE DI FARE PRESTO A FARLI TORNARE COSI COME CHIEDE IL PADRE DI ALESSANDRO E TUTTI GLI ITALIANI CHE HANNO CAPITO.
Raffaele B.
LASTAMPA
Il papà di Alessandro: «Ora devono tornare subito tutti a casa»
7/6/2006
CAGLIARI. Marco Pibiri racconta quel suo figlio morto lontano che rientrerà oggi dentro una bara avvolta nel tricolore, e pensa agli altri ragazzi: «Devono tornare, devono tornare subito. Lì non ci fanno nulla, non ha più senso lasciare i nostri soldati in Iraq, ci sono troppe concas maccas (teste matte) in giro». Il padre di Alessandro, direttore del coro di Selargius, apre con dignità la sua casa alle porte di Cagliari: «Lui è partito a gennaio perché non poteva farne a meno – racconta – visto che l’intera Brigata era impegnata nell’operazione. Stavamo contando i giorni, il 28 sarebbe tornato e avevamo diversi progetti. Finalmente aveva uno stipendio»...CONTINUA
ILRESTODELCARLINO
BOSSI PER IL RITIRO
"L'Iraq è pericoloso, tornino a casa'
ROMA, 7 giugno 2006 - « Ma tornino indietro, cosa ci stanno a fare lì? È troppo pericoloso». In un'intervista al 'Corriere della Sera, il leader della Lega, Umberto Bossi, parla di ritiro del Contingente italiano, all'indomani del tragico attentato, in cui ha perso la vita un nostro militare.
«Visto quello che succede - aggiunge - dico che sarebbe meglio tornare a casa. Naturalmente, se civsono accordi internazionali da rispettare, è giusto rispettarli. Però non posso non vedere quanto sia pericoloso mandare i nostri ragazzi in una zona dove c'è la guerra».
Il fatto che i nostri soldati non sono in Iraq per fare la guerra, dice Bossi, « purtroppo non è chiaro a tutti. Bisognerebbe fare una campagna informativa per spiegare che i nostri ragazzi sono lì per dare una mano - conclude il leader del Carroccio - ci scambiano per truppe occupanti. E dato che ci vedono così, si sentono legittimati ad ammazzarci».
domenica, giugno 04, 2006
REFERENDUM - NO A QUESTA RIFORMA PASTICCIATA
IL PROSSIMO 25 GIUGNO SI VOTERÀ AL REFERENDUM PER LA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE VARATA A MAGGIORANZA DAL GOVERNO BERLUSCONI E IMPOSTA DALLA LEGA COME È DOVEROSO RICORDARE. INFATTI IL PARTITO DELLA LEGA CIRCOSCRITTO SOLO ALLA "PADANIA" RAPPRESENTA UN GRUPPO CHE PUR ESSENDO "ITALIANO" SI CONSIDERA "STRANIERO" E DISPREZZA SIA LA BANDIERA NAZIONALE (LA VORREBBERO NEL CESSO…) CHE I CONNAZIONALI MEDESIMI IN PARTICOLARE QUELLI DEL SUD. COSTORO ASSURDAMENTE HANNO PRETESO E PROPOSTO UNA RIFORMA COSTITUZIONALE MODIFICANDO BEN 50 ARTICOLI, (DIECI VOLTE LA MODIFICA NEL TITOLO V VOTATA DAL CENTROSINISTRA MA APPROVATA DA TUTTI NELLA BICAMERALE), CHE "SCONVOLGE" LA STRUTTURA DEI POTERI DELLO STATO E L'EGUAGLIANZA DI TUTTI I CITTADINI FRA LE REGIONI.
UNA LEGGE FONDAMENTALE NAZIONALE COSÌ FATTA PRESENTA “DIFETTI” DA TUTTE LE PARTI COME LO RICONOSCE PERFINO IL CAPO DELLA LEGA BOSSI QUANDO PARLA DI MIGLIORARLA NELL’ARTICOLO AL FONDO.
CERTO DALLA LEVATURA ANTINAZIONALE DELLA "LEGA DELLA PADANIA" NON POTEVA CHE VENIRE UN "PASTICCIO" CONTROPRODUCENTE, È COME SE LA "VOLPE" AVESSE DETTATO LE REGOLE CHE LE GALLINE DEVONO RISPETTARE. EPPURE IL GOVERNO BERLUSCONI L'HA FATTO E PORTATO AVANTI.
ORA ANCHE TREMONTI RICONOSCE L'ERRORE E CORRE AI RIPARI PROPONENDO ASSURDAMENTE UNA MODIFICA PRIMA DEL REFERENDUM.
È CHIARO CHE LA PROPOSTA COSÌ FORMULATA È PURA "TATTICA FURBESCA” PERCHÈ QUALSIASI MODIFICA CONDIVISA NON PUÒ PRESCINDERE DAL REFERENDUM ED UNA EVENTUALE VITTORIA DEI "SI" RENDEREBBE LA NUOVA COSTITUZIONE "IMMODIFICABILE" VANIFICANDO QUALSIASI "ACCORDO".
SE INVECE SI AFFRONTA IL TEMA DOPO, SGOMBRANDO IL CAMPO DAL REFERENDUM A CUI AVRANNO VINTO I "NO" BOCCIANDO LA RIFORMA DELLA LEGA, ALLORA POSSIAMO COMINCIARE E FINIRE BENE NEL REALIZZARE UN TESTO VALIDO PER TUTTI E PER LA DEMOCRAZIA DI QUESTO PAESE.
Raffaele B.
CORRIERE
Il segretario dei Ds risponde al'ex ministro Giulio Tremonti
Fassino: «Prima il referendum, poi dialogo» «Il confronto sulla riforma costituzionale può partire solo dopo il voto dei cittadini.
04 giugno 2006
Segretario Fassino, l'ex ministro Tremonti propone un patto tra i Poli per migliorare la riforma costituzionale prima del referendum. Lei che cosa risponde?
«Apprezzo il tono di Tremonti, e anche l'intenzione. Ma mi pare che la soluzione indicata sia contraddittoria. Trovo significativo che Tremonti riconosca che la revisione costituzionale proposta agli elettori dalla destra sia da modificare: questo indica che pure loro sono consapevoli che la riforma elaborata da Calderoli e altri è un brutto pasticcio, che non garantisce né il federalismo vero né più efficienza a chi governa. Per questo non si può chiedere ai cittadini: approvatela così com'è, poi noi la cambiamo»... CONTINUA
CORRIERE
Tremonti: favorevoli a una mozione parlamentare aperta sui punti da ritoccare Presentiamola prima del sì al referendum. Poi via libera anche a una Convenzione
03 giugno 2006
ROMA - Angelo Panebianco ha indicato la strada: votare sì al referendum per non interrompere il cammino delle riforme. I leader della Cdl, e con loro Umberto Bossi, hanno accolto il suggerimento, e hanno abbandonato l’idea di trasformare il 25 giugno nel giorno della possibile spallata al governo. Ora è Giulio Tremonti, che in questo percorso ha avuto un ruolo cruciale, a compiere un passo decisivo. Partendo dalla convinzione che «sul fronte del referendum si confrontano due schieramenti, ma paradossalmente ciò che unisce è più di ciò che divide», il vicepresidente di Forza Italia propone una prospettiva diversa alla contrapposizione tra sì e no su un referendum che potrebbe ulteriormente dividere le forze politiche e bloccare il cammino delle riforme: una «mozione parlamentare aperta» a tutti i partiti in cui, prima del voto, si indicano «i punti da cambiare» della riforma istituzionale e si scelgono gli strumenti per farlo. In alternativa, un giorno di «libero e pubblico dibattito tra persone di buona volontà». L’obiettivo «ideale»? Svelenire il clima, «pacificare» il Paese e aprire una nuova stagione di dialogo. Non «sull’attività di governo: faremo opposizione dura e pura», ma sulla Costituzione...CONTINUA
ADNKRONOS
REFERENDUM: BOSSI, VOTARE SI' PER POI MIGLIORARE RIFORMA
4 Giugno 2006 ore 15:06
Roma, 1 giu (Adnkronos) - Si' al referendum costituzionale in programma il prossimo 25 giugno, per poi migliorare e completare la riforma approvata nella scorsa legislatura. Lo dice Umberto Bossi, in un'intervista a 'La Padania' che verra' pubblicata domani.
UNA LEGGE FONDAMENTALE NAZIONALE COSÌ FATTA PRESENTA “DIFETTI” DA TUTTE LE PARTI COME LO RICONOSCE PERFINO IL CAPO DELLA LEGA BOSSI QUANDO PARLA DI MIGLIORARLA NELL’ARTICOLO AL FONDO.
CERTO DALLA LEVATURA ANTINAZIONALE DELLA "LEGA DELLA PADANIA" NON POTEVA CHE VENIRE UN "PASTICCIO" CONTROPRODUCENTE, È COME SE LA "VOLPE" AVESSE DETTATO LE REGOLE CHE LE GALLINE DEVONO RISPETTARE. EPPURE IL GOVERNO BERLUSCONI L'HA FATTO E PORTATO AVANTI.
ORA ANCHE TREMONTI RICONOSCE L'ERRORE E CORRE AI RIPARI PROPONENDO ASSURDAMENTE UNA MODIFICA PRIMA DEL REFERENDUM.
È CHIARO CHE LA PROPOSTA COSÌ FORMULATA È PURA "TATTICA FURBESCA” PERCHÈ QUALSIASI MODIFICA CONDIVISA NON PUÒ PRESCINDERE DAL REFERENDUM ED UNA EVENTUALE VITTORIA DEI "SI" RENDEREBBE LA NUOVA COSTITUZIONE "IMMODIFICABILE" VANIFICANDO QUALSIASI "ACCORDO".
SE INVECE SI AFFRONTA IL TEMA DOPO, SGOMBRANDO IL CAMPO DAL REFERENDUM A CUI AVRANNO VINTO I "NO" BOCCIANDO LA RIFORMA DELLA LEGA, ALLORA POSSIAMO COMINCIARE E FINIRE BENE NEL REALIZZARE UN TESTO VALIDO PER TUTTI E PER LA DEMOCRAZIA DI QUESTO PAESE.
Raffaele B.
CORRIERE
Il segretario dei Ds risponde al'ex ministro Giulio Tremonti
Fassino: «Prima il referendum, poi dialogo» «Il confronto sulla riforma costituzionale può partire solo dopo il voto dei cittadini.
04 giugno 2006
Segretario Fassino, l'ex ministro Tremonti propone un patto tra i Poli per migliorare la riforma costituzionale prima del referendum. Lei che cosa risponde?
«Apprezzo il tono di Tremonti, e anche l'intenzione. Ma mi pare che la soluzione indicata sia contraddittoria. Trovo significativo che Tremonti riconosca che la revisione costituzionale proposta agli elettori dalla destra sia da modificare: questo indica che pure loro sono consapevoli che la riforma elaborata da Calderoli e altri è un brutto pasticcio, che non garantisce né il federalismo vero né più efficienza a chi governa. Per questo non si può chiedere ai cittadini: approvatela così com'è, poi noi la cambiamo»... CONTINUA
CORRIERE
Tremonti: favorevoli a una mozione parlamentare aperta sui punti da ritoccare Presentiamola prima del sì al referendum. Poi via libera anche a una Convenzione
03 giugno 2006
ROMA - Angelo Panebianco ha indicato la strada: votare sì al referendum per non interrompere il cammino delle riforme. I leader della Cdl, e con loro Umberto Bossi, hanno accolto il suggerimento, e hanno abbandonato l’idea di trasformare il 25 giugno nel giorno della possibile spallata al governo. Ora è Giulio Tremonti, che in questo percorso ha avuto un ruolo cruciale, a compiere un passo decisivo. Partendo dalla convinzione che «sul fronte del referendum si confrontano due schieramenti, ma paradossalmente ciò che unisce è più di ciò che divide», il vicepresidente di Forza Italia propone una prospettiva diversa alla contrapposizione tra sì e no su un referendum che potrebbe ulteriormente dividere le forze politiche e bloccare il cammino delle riforme: una «mozione parlamentare aperta» a tutti i partiti in cui, prima del voto, si indicano «i punti da cambiare» della riforma istituzionale e si scelgono gli strumenti per farlo. In alternativa, un giorno di «libero e pubblico dibattito tra persone di buona volontà». L’obiettivo «ideale»? Svelenire il clima, «pacificare» il Paese e aprire una nuova stagione di dialogo. Non «sull’attività di governo: faremo opposizione dura e pura», ma sulla Costituzione...CONTINUA
ADNKRONOS
REFERENDUM: BOSSI, VOTARE SI' PER POI MIGLIORARE RIFORMA
4 Giugno 2006 ore 15:06
Roma, 1 giu (Adnkronos) - Si' al referendum costituzionale in programma il prossimo 25 giugno, per poi migliorare e completare la riforma approvata nella scorsa legislatura. Lo dice Umberto Bossi, in un'intervista a 'La Padania' che verra' pubblicata domani.
sabato, giugno 03, 2006
IRAQ - MILITARI USA SCAGIONATI PER ISHAQI
A QUANTO PARE IN IRAQ LA SITUAZIONE TRA AMERICANI ED IRACHENI SI "AGGRAVA" A CAUSA DELL'INSENSIBILITÀ DEI MILITARI E GIUDICI AMERICANI E DELLA LORO “INTRANSIGENZA” A NON TENERE IN NESSUN CONTO DEL “VIDEO DENUNCIA” PRESENTATO DAGLI IRACHENI SUNNITI ATTRAVERSO LA BBC.
ANZI GLI AMERICANI INSISTONO NELLA LORO VERSIONE E NON SONO DISPOSTI A "CEDERE" SUL PIANO DELLE RESPONSABILITÀ DEI LORO SOLDATI A NESSUNO STATO (VEDI ITALIA SUL CASO CALIPARI), TANTO MENO ALL'IRAQ CHE IN QUESTO MODO "DIMOSTRA" DI ESSERE MERO TERRITORIO DI CONQUISTA.
IL GOVERNO IRACHENO, BONTÀ SUA, AFFERMA DI "NON CREDERE" ALLA INCHIESTA AMERICANA CHE "ASSOLVE" I SUOI SOLDATI E VUOLE PROSEGUIRE L'INDAGINE E CHIEDERE COSÌ RISARCIMENTI E SCUSE DA LORO.
MA IL GOVERNO IRACHENO È “IMPOTENTE” CON GLI "OCCUPANTI" E IN MODO PARTICOLARE CON GLI AMERICANI. E QUESTA CONDIZIONE DI “IMPOTENZA” NON FA CHE PORTARE ACQUA AL MULINO DELL’ODIO DEGLI IRACHENI CONTRO GLI OCCUPANTI E AI TERRORISTI FONDAMENTALISTI DI BIN LADEN.
Raffaele B.
ESTENSE
Iraq, scagionati militari Usa sotto accusa per raid a Ishaqi
3/6/2006
Baghdad. I militari statunitensi messi sotto accusa per il raid del 15 marzo scorso a Ishaqi, nelle vicinanze di Samarra, a circa 100 chilometri a nord della capitale, sono stati scagionati. Un video consegnato all'emittente Bbc da un gruppo radicale sunnita contestava il numero delle vittime civili dell'operazione, ma secondo le conclusioni dell'inchiesta i militari hanno seguito le normali procedure, alzando il livello dello scontro quando sono diventati obiettivo dei colpi mentre si avvicinavano all'edificio in cui ritenevano si nascondesse un militante di al-Qaeda. E' quanto ha sostenuto un portavoce militare, il generale William Caldwell. In un primo momento, le vittime dell'operazione dei militari della 101ma Divisione aviostrasportata erano state indicate in due donne, un bambino e il presunto terrorista di al Qaeda, morti per il crollo della casa. Per la polizia irachena, invece, le vittime civili deliberatamente uccise erano 11, sei adulti e cinque ragazzi. Caldwell ha ammesso che ci sono state "fino a 11 possibili vittime collaterali", oltre alle quattro annunciate subito dopo il raid.
ANSA
Ishaqi:l'Iraq non crede all'America
2006-06-03
Baghdad:proseguiremo nostra inchiesta.Vogliamo scuse da Usa
(ANSA)-BAGHDAD, 3 GIU-L'Iraq non crede all'inchiesta Usa che ha assolto le truppe americane dall'accusa di aver ucciso civili a Ishaqi e proseguira' l'indagine. Lo ha annunciato il collaboratore del premier iracheno definendo l'inchiesta Usa 'non corretta' e annunciando che Baghdad chiedera' le scuse degli Usa e l'indennizzo per le vittime di massacri come quello commesso ad Haditha ('05). Il portavoce militare Usa ha ribadito che i soldati Usa 'agirono correttamente rispettando le regole d'ingaggio'.
ANZI GLI AMERICANI INSISTONO NELLA LORO VERSIONE E NON SONO DISPOSTI A "CEDERE" SUL PIANO DELLE RESPONSABILITÀ DEI LORO SOLDATI A NESSUNO STATO (VEDI ITALIA SUL CASO CALIPARI), TANTO MENO ALL'IRAQ CHE IN QUESTO MODO "DIMOSTRA" DI ESSERE MERO TERRITORIO DI CONQUISTA.
IL GOVERNO IRACHENO, BONTÀ SUA, AFFERMA DI "NON CREDERE" ALLA INCHIESTA AMERICANA CHE "ASSOLVE" I SUOI SOLDATI E VUOLE PROSEGUIRE L'INDAGINE E CHIEDERE COSÌ RISARCIMENTI E SCUSE DA LORO.
MA IL GOVERNO IRACHENO È “IMPOTENTE” CON GLI "OCCUPANTI" E IN MODO PARTICOLARE CON GLI AMERICANI. E QUESTA CONDIZIONE DI “IMPOTENZA” NON FA CHE PORTARE ACQUA AL MULINO DELL’ODIO DEGLI IRACHENI CONTRO GLI OCCUPANTI E AI TERRORISTI FONDAMENTALISTI DI BIN LADEN.
Raffaele B.
ESTENSE
Iraq, scagionati militari Usa sotto accusa per raid a Ishaqi
3/6/2006
Baghdad. I militari statunitensi messi sotto accusa per il raid del 15 marzo scorso a Ishaqi, nelle vicinanze di Samarra, a circa 100 chilometri a nord della capitale, sono stati scagionati. Un video consegnato all'emittente Bbc da un gruppo radicale sunnita contestava il numero delle vittime civili dell'operazione, ma secondo le conclusioni dell'inchiesta i militari hanno seguito le normali procedure, alzando il livello dello scontro quando sono diventati obiettivo dei colpi mentre si avvicinavano all'edificio in cui ritenevano si nascondesse un militante di al-Qaeda. E' quanto ha sostenuto un portavoce militare, il generale William Caldwell. In un primo momento, le vittime dell'operazione dei militari della 101ma Divisione aviostrasportata erano state indicate in due donne, un bambino e il presunto terrorista di al Qaeda, morti per il crollo della casa. Per la polizia irachena, invece, le vittime civili deliberatamente uccise erano 11, sei adulti e cinque ragazzi. Caldwell ha ammesso che ci sono state "fino a 11 possibili vittime collaterali", oltre alle quattro annunciate subito dopo il raid.
ANSA
Ishaqi:l'Iraq non crede all'America
2006-06-03
Baghdad:proseguiremo nostra inchiesta.Vogliamo scuse da Usa
(ANSA)-BAGHDAD, 3 GIU-L'Iraq non crede all'inchiesta Usa che ha assolto le truppe americane dall'accusa di aver ucciso civili a Ishaqi e proseguira' l'indagine. Lo ha annunciato il collaboratore del premier iracheno definendo l'inchiesta Usa 'non corretta' e annunciando che Baghdad chiedera' le scuse degli Usa e l'indennizzo per le vittime di massacri come quello commesso ad Haditha ('05). Il portavoce militare Usa ha ribadito che i soldati Usa 'agirono correttamente rispettando le regole d'ingaggio'.
venerdì, giugno 02, 2006
LA GUERRA DI BUSH CONTRO GLI IRACHENI
NUOVE ACCUSE A MILITARI USA PER L’UCCISIONE DEI CIVILI IN UN VIDEO FILMATO CONSIDERATO “GENUINO” E CONSEGNATO ALLA BBC DA UN GRUPPO RADICALE SUNNITA.
COSÌ MENTRE MONTA LO SCANDALO PER LA STRAGE DI 24 CIVILI IRACHENI AD HADITA LO SCORSO NOVEMBRE 2005, UN VIDEO DIFFUSO DALLA BBC DIMOSTREREBBE CHE, IN UN'OPERAZIONE CONDOTTA IL 15 MARZO 2006, ALTRE 11 PERSONE, AD ISHAQI, SONO STATE UCCISE ''DELIBERATAMENTE'' DAI SOLDATI AMERICANI.
IL VIDEO “SMENTIREBBE” CLAMOROSAMENTE LA VERSIONE UFFICIALE AMERICANA. ORMAI EVENTI SIMILI SI RIPETONO CONTINUAMENTE E STANNO A “CONFERMARE”, NEL CASO CE NE FOSSE ANCORA BISOGNO, CHE GLI AMERICANI NON “DISTINGUONO” I “TERRORISTI” DAI “CIVILI INERMI” DONNE E BAMBINI COMPRESI.
Raffaele B.
CORRIERE
Iraq, nuove accuse in un video ai marines
Forze Usa accusate dell’omicidio di altri 11 civili a Ishaqi: messa in dubbio la versione dei fatti fornita dal comando Usa.
02 giugno 2006
Le immagini del video circolato nei giorni scorsi che mostrano i corpi di civili iracheni uccisi dalle truppu USa nella città di Haditha. Oggi la Bbc ha messo on line un nuovo video Ishaqi footage che accusa gli Usa di altre stragi di civili (Ansa)
ROMA - Oggi, la Bbc ha annunciato di essere entrata in possesso di un video che accuserebbe le forze americane dell’omicidio di altri 11 civili nella città di Ishaqi e metterebbe in dubbio la versione dei fatti fornita dal comando Usa. All’epoca dei fatti, gli Usa sostennero che quattro persone erano morte nel corso di una operazione militare, mentre la polizia irachena affermò che le 11 vittime erano state deliberatamente uccise dai soldati americani.
Secondo il racconto degli americani, lo scorso 15 marzo a Ishaqi i soldati rimasero coinvolti in un duro scontro a fuoco, dopo aver ricevuto una soffiata sulla presenza in città di una persona vicina all’organizzazione terroristica di al Qaida. Stando alla versione Usa, i militari circondarono l’edificio dove pensavano si nascondesse il sospetto e aprirono il fuoco, facendo crollare lo stabile e uccidendo quattro persone: un sospetto, due donne e un bambino. Diversa la versione fornita allora dalla polizia irachena: i soldati Usa avrebbero circondato l’edificio e aperto il fuoco, uccidendo le 11 persone che si trovavano all’interno, tra cui cinque bambini e quattro donne, prima di far saltare in aria l’edificio…CONTINUA
NEWS.BBC (english)
Iraqi PM angry at 'US violence'
Last Updated: Friday, 2 June 2006, 10:52 GMT 11:52 UK
Ishaqi footage
Iraqi PM Nouri Maliki has criticised the US military for what he described as habitual attacks against civilians. His comments came as his government launched an investigation into an alleged massacre by US marines of up to 24 Iraqi civilians in Haditha.
Mr Maliki told reporters violence against civilians was "common among many of the multinational forces". He said many troops had "no respect for citizens, smashing civilian cars and killing on a suspicion or a hunch". Mr Maliki said on Friday he would ask the US for the investigative files into the Haditha incident, which took place last November.
New claims
The US military has also told the BBC that it is investigating new claims that 11 civilians may have been deliberately killed by US troops in the town of Ishaqi in March.
Video footage Ishaqi footage obtained by the BBC appears to challenge the US account of the events in Ishaqi, about 100km (60 miles) north of Baghdad. The US said at the time that four people died during a raid, but Iraqi police said 11 were shot by US troops.
The US authorities said they were involved in a firefight after a tip-off that an al-Qaeda supporter was visiting the house. According to the Americans, the building collapsed under heavy fire killing four people - a suspect, two women and a child.
But a report filed by Iraqi police accused US troops of rounding up and deliberately shooting 11 people in the house, including five children and four women, before blowing up the building.
The video material obtained by the BBC shows a number of dead adults and children at the site with what our world affairs editor John Simpson says were clearly gunshot wounds. The pictures came from a hardline Sunni group opposed to coalition forces.
It has been cross-checked with other images taken at the time of events and is believed to be genuine.
COSÌ MENTRE MONTA LO SCANDALO PER LA STRAGE DI 24 CIVILI IRACHENI AD HADITA LO SCORSO NOVEMBRE 2005, UN VIDEO DIFFUSO DALLA BBC DIMOSTREREBBE CHE, IN UN'OPERAZIONE CONDOTTA IL 15 MARZO 2006, ALTRE 11 PERSONE, AD ISHAQI, SONO STATE UCCISE ''DELIBERATAMENTE'' DAI SOLDATI AMERICANI.
IL VIDEO “SMENTIREBBE” CLAMOROSAMENTE LA VERSIONE UFFICIALE AMERICANA. ORMAI EVENTI SIMILI SI RIPETONO CONTINUAMENTE E STANNO A “CONFERMARE”, NEL CASO CE NE FOSSE ANCORA BISOGNO, CHE GLI AMERICANI NON “DISTINGUONO” I “TERRORISTI” DAI “CIVILI INERMI” DONNE E BAMBINI COMPRESI.
Raffaele B.
CORRIERE
Iraq, nuove accuse in un video ai marines
Forze Usa accusate dell’omicidio di altri 11 civili a Ishaqi: messa in dubbio la versione dei fatti fornita dal comando Usa.
02 giugno 2006
Le immagini del video circolato nei giorni scorsi che mostrano i corpi di civili iracheni uccisi dalle truppu USa nella città di Haditha. Oggi la Bbc ha messo on line un nuovo video Ishaqi footage che accusa gli Usa di altre stragi di civili (Ansa)
ROMA - Oggi, la Bbc ha annunciato di essere entrata in possesso di un video che accuserebbe le forze americane dell’omicidio di altri 11 civili nella città di Ishaqi e metterebbe in dubbio la versione dei fatti fornita dal comando Usa. All’epoca dei fatti, gli Usa sostennero che quattro persone erano morte nel corso di una operazione militare, mentre la polizia irachena affermò che le 11 vittime erano state deliberatamente uccise dai soldati americani.
Secondo il racconto degli americani, lo scorso 15 marzo a Ishaqi i soldati rimasero coinvolti in un duro scontro a fuoco, dopo aver ricevuto una soffiata sulla presenza in città di una persona vicina all’organizzazione terroristica di al Qaida. Stando alla versione Usa, i militari circondarono l’edificio dove pensavano si nascondesse il sospetto e aprirono il fuoco, facendo crollare lo stabile e uccidendo quattro persone: un sospetto, due donne e un bambino. Diversa la versione fornita allora dalla polizia irachena: i soldati Usa avrebbero circondato l’edificio e aperto il fuoco, uccidendo le 11 persone che si trovavano all’interno, tra cui cinque bambini e quattro donne, prima di far saltare in aria l’edificio…CONTINUA
NEWS.BBC (english)
Iraqi PM angry at 'US violence'
Last Updated: Friday, 2 June 2006, 10:52 GMT 11:52 UK
Ishaqi footage
Iraqi PM Nouri Maliki has criticised the US military for what he described as habitual attacks against civilians. His comments came as his government launched an investigation into an alleged massacre by US marines of up to 24 Iraqi civilians in Haditha.
Mr Maliki told reporters violence against civilians was "common among many of the multinational forces". He said many troops had "no respect for citizens, smashing civilian cars and killing on a suspicion or a hunch". Mr Maliki said on Friday he would ask the US for the investigative files into the Haditha incident, which took place last November.
New claims
The US military has also told the BBC that it is investigating new claims that 11 civilians may have been deliberately killed by US troops in the town of Ishaqi in March.
Video footage Ishaqi footage obtained by the BBC appears to challenge the US account of the events in Ishaqi, about 100km (60 miles) north of Baghdad. The US said at the time that four people died during a raid, but Iraqi police said 11 were shot by US troops.
The US authorities said they were involved in a firefight after a tip-off that an al-Qaeda supporter was visiting the house. According to the Americans, the building collapsed under heavy fire killing four people - a suspect, two women and a child.
But a report filed by Iraqi police accused US troops of rounding up and deliberately shooting 11 people in the house, including five children and four women, before blowing up the building.
The video material obtained by the BBC shows a number of dead adults and children at the site with what our world affairs editor John Simpson says were clearly gunshot wounds. The pictures came from a hardline Sunni group opposed to coalition forces.
It has been cross-checked with other images taken at the time of events and is believed to be genuine.
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