mercoledì, novembre 12, 2008

G8 GENOVA – GRAVI RESPONSABILITÀ DELLA POLIZIA

Domani 13 novembre 2008 è attesa la sentenza contro alcuni poliziotti tra cui importanti dirigenti che si sarebbero resi responsabili di “mattanza” e di “tortura” alla scuola Diaz contro studenti italiani e stranieri a sera tarda. A giustificazione di questo assalto al dormitorio, tale era adibita la struttura, fu il ritrovamento di due bottiglie molotov come prova poi risultata essere “falsa” come i video della BBC dimostrano. Le molotov sembrano essere state messe li dai poliziotti medesimi proprio per costruirsi la giustificazione dell’intervento.

Una strategia analoga avvenne nel pomeriggio dello stesso giorno. Le forze dell’ordine, intervennero pesantemente contro i pacifici manifestanti dopo che la città di Genova venne devastata e messa a ferro e fuoco da gruppi cosiddetti “Black Block” estranei ai cortei ma che guarda un po’ “parlavano” e davano persino “ordini” ai poliziotti schierati che ubbidivano!
Raffaele B.

Genoa G8 secret police in action. Why?
Questo video titolato in inglese ma l'audio in italiano, testimonia chiaramente l'azione devastatrice dei "Black Block" senza alcun intervento della polizia. La polizia e i carabinieri sono invece intervenuti più tardi, dopo che i “Black Block” se ne erano andati, attaccando ingiustificatamente i pacifici manifestanti. I black block sono risultati "estranei" ai manifestanti, ma risultano invece collegati in modo inquietante con la polizia schierata a cui danno perfino “ordini” che vengono eseguiti! Infiltrati della polizia medesima? Che altro se no?

G8 Genova 2001- Testimonianza di una ragazza arrestata
Arianna Subri studentessa da Blu Notte - Misteri Italiani (RaiTre) il 20 luglio 2008
Il racconto è una denuncia di comportamenti violenti con espressioni volgari di agenti di polizia ai suoi danni e quelli di altri studenti. Picchiavano e minacciavano di violentare le donne continuamente per ore anche in presenza di poliziotte. Costretti a fare ciò che i poliziotti “ordinavano” loro di fare, in particolare il saluto romano ripetutamente. Un fatto inaudito ed inquietante per una democrazia.

ASCA
G8: DOMANI SENTENZA DIAZ, NUOVO FOTOGRAMMA DELL'UOMO DELLE MOLOTOV

(ASCA) - Roma, 12 nov - E' prevista per domani mattina a Genova la sentenza del collegio presieduto dal dottor Gabrio Barone sul pestaggio avvenuto nel luglio 2008 all'interno della scuola Diaz. A giudizio ci sono a vario titolo per falso, calunnia e lesioni i poliziotti coinvolti nell'irruzione in quello che all'epoca era il dormitorio del movimento riunito a Genova per manifestare contro il vertice G8. Alcuni importanti dirigenti di Polizia, tra cui Francesco Gratteri, Giovanni Luperi e Gilberto Calderozzi, sono accusati di essere stato coinvolti nella vicenda contribuendo alla falsificazione delle presunte armi trovate all'interno della scuola. In particolare i poliziotti presenti avrebbero arbitrariamente deciso di aggiungere al materiale ritrovato due bottiglie molotov. A quest'ultimo particolare e' dedicata l'ultima perizia consegnata questa mattina dal pm Francesco Cardona Albini e Enrico Zucca che hanno rintracciato su un
documentario della BBC un fotogramma in cui si distingue con chiarezza il volto di un dirigente della Digos di Napoli che avrebbe portato le due bottiglie all'interno della scuola. sar/mcc/alf

KATAWEB
G8, ecco la foto del poliziotto che portò le molotov dentro la Diaz
12 novembre 2008 alle 09:21

Ecco l´immagine-simbolo della notte dell'irruzione alla Diaz: un poliziotto in borghese che indossa un casco blu e porta all´interno l´istituto il sacchetto azzurro con le due molotov, la «regina» delle prove false. Si tratta del fantomatico ispettore della Digos di Napoli che introduce materialmente nella scuola le molotov della vergogna, una della prove fasulle con cui la Polizia di Stato avrebbe voluto "giustificare" le violenze e le manette ai 93 no-global. L'immagine è stata estrapolata da un filmato girato da un operatore Rai e depositato dalle parti civili il mese scorso e fa parte di un´inchiesta giornalistica della Bbc di prossima pubblicazione.
Leggi l'articolo di Massimo Calandri su REPUBBLICA.

Si riconoscono (
nelle 8 foto dalla BBC) il cortile della Diaz, le sagome dei funzionari di polizia che si allontanano. Sullo sfondo le finestre dell´istituto, le stanze illuminate. E a sinistra - piccolino, cerchiato di rosso - il profilo di un uomo sulla soglia dell´ingresso laterale. È di spalle, in borghese, indossa un casco protettivo. Nella mano sinistra stringe qualcosa. È il sacchetto azzurro delle molotov… CONTINUA

sabato, novembre 08, 2008

LA CHIESA E LA CANONIZZAZIONE DI PIO XII

È stato lo stesso ministro israeliano per gli Affari sociali, Isaac Herzog, affiancato da altri esponenti della comunità ebraica, a contestare duramente il percorso verso la beatificazione di Papa Pacelli, accusato quantomeno di aver “taciuto” dinanzi ai crimini nazisti, denunciando con forza che “durante il periodo dell’olocausto il Vaticano sapeva molto bene quello che stava accadendo in Europa e non vi è alcuna prova, per ora, di alcun provvedimento preso dal Papa”. Eppure, come Santa Sede, “avrebbe potuto esigerlo”.

Dunque, ha proseguito il ministro israeliano, “il tentativo di far diventare santo Pio XII è una forma di ‘sfruttamento dell’oblio’ rispetto a quei fatti e testimonia una assenza di consapevolezza. Invece di essere coerente con il verso biblico nel quale si afferma ‘Tu non permetterai che si versi il sangue del vicino’, il Papa rimase in silenzio e forse fece anche peggio”. Vedere a questo proposito l’articolo dell’ANSA su
Pio XII nell'ottobre '43: tedeschi corretti con Vaticano riportato in fondo.

Solo l’apertura degli
archivi del Vaticano potrebbe diradare tutte le ombre su questo Papa (se veramente ci fossero quelle prove), ma purtroppo resteranno chiusi ancora per 6 – 7 anni e non pare che lo vogliono anticipare!

Certamente la chiesa è libera di canonizzare chi vuole ma sarebbe più saggio rimandare la canonizzazione alla apertura degli archivi se non altro per evitare di procedere ad una “indegna” santificazione contro la memoria dei nostri fratelli ebrei della Shoah.
Raffaele B.


Il vaticano: alleato del nazismo e del fascismo
Questo filmato è una raccolta di foto e di eventi che dimostrano la totale adesione del Vaticano al nazi-fascismo e alla loro ideologia a partire da Pio XI fino a tutto il papato di Pio XII. Il Vaticano era il più grande alleato dell'asse che di fatto sostenne fino all'ultimo con il piano segreto Odessa nel 1945. Tale piano permise la fuga in Argentina di molti gerarchi nazisti cattolici ricercati per crimini di guerra e grazie al Papa mai processati. Il nemico del Vaticano era invece il bolscevismo sovietico, comunista e ateo, contro cui il nazismo e il fascismo combattevano fuori e dentro le nazioni.

Pio XII e gli Ebrei
Dal filmato (fonte Vaticana) seguente viene si confermato l'aiuto che la chiesa cattolica ha dato agli ebrei in quegli anni bui di deportazioni, ma che il Papa Pio XII ha agito di "nascosto" tanto che si sarebbe guadagnato l'odio di Hitler (sic). In conclusione, lo stesso filmato “conferma” che mentre ci fu l'impegno della chiesa cattolica (in questo caso di base), non ci fu mai una presa di posizione aperta e diretta né del Vaticano né di Pio XII contro la Shoah e quindi contro il Nazi-Fascismo che avrebbe potuto fermare gli eccidi in tutta Europa non solo in Italia. Si disse che non lo fece per accorta diplomazia (paura dei nazisti). Una codardia riprovevole, non degna di una chiesa millenaria che ne ha visti tanti nei secoli precedenti. Altri capi di Stato (pure collaborazionisti) ebbero più coraggio. Si opposero alla deportazione dei loro cittadini ebrei e questi si salvarono.


RAINEWS24
Roma 8 novembre 2008
Il Papa: basta polemiche su Pio XII, è stato un dono di Dio
Benedetto XVI respinge nuovamente le accuse rivolte alla memoria di Papa Pacelli, al quale, come e' noto, viene rimproverato un presunto silenzio sull'Olocausto.

"Negli ultimi anni - afferma Ratzinger - quando si e' parlato di Pio XII, l'attenzione si e' concentrata in modo eccessivo su una sola problematica, trattata per di piu' in maniera piuttosto unilaterale. A parte ogni altra considerazione, cio' ha impedito un approccio adeguato ad una figura di grande spessore storico-teologico qual e' quella del Papa Pio XII".

"Prova eloquente" di tale spessore, secondo Benedetto XVI, sono invece, "l'insieme della imponente attività svolta da questo Pontefice e, in modo del tutto speciale, il suo magistero" che "si qualifica per la vasta e benefica ampiezza, come anche per la sua eccezionale qualità, così che può ben dirsi che esso costituisca una preziosa eredità di cui la Chiesa ha fatto e continua a fare tesoro".

Benedetto XVI, concludendo oggi un importante convegno vaticano su Pio XII, ha detto che papa Pacelli e' stato per la Chiesa un eccezionale dono di Dio.

NOTIZIE.ALICE
Pio XII/ Pressing ebrei su archivi, Vaticano ancora non li apre
Papa: Basta equivoci. E pensa a rinviare apertura canonizzazione
Città del Vaticano, 30 ott. (Apcom) - Aprire gli archivi per fare chiarezza una volta per tutte sul passato e intrecciare rapporti più sereni, in futuro, tra figli dello stesso padre Abramo. Corre lungo il filo della riconciliazione storica l'ultima vampata di polemiche tra il Vaticano e gli ebrei sul pontificato di Pio XII. Un periodo storico (1939-1958) che copre gli anni della seconda guerra mondiale e della shoah. Papa Pacelli fece abbastanza per contrastare la furia nazista? Fu silente, ma perché? Come si comportò dietro le quinte?

Interrogativi che hanno spinto il rabbino David Rosen a chiedere direttamente, apertamente, al Papa di aprire gli archivi vaticani. "Ringraziamo i cristiani che, fedeli al più sublime degli insegnamenti della loro fede, hanno salvato tanti ebrei durante quel tempo terribile", ha detto oggi il presidente dell'International Jewish Committee for Interreligious Consultations durante l'udienza concessa da Benedetto XVI. Poi l'affondo: "A questo proposito ribadiamo il nostro rispettoso appello per un pieno e trasparente accesso degli studiosi a tutto il materiale d'archivio di quel periodo". Più esplicito un altro membro della delegazione. "Santità, non faccia avanzare la beatificazione di Pio XII prima che siano stati aperti gli archivi", ha detto al Papa al momento dei saluti. "Ci sto pensano seriamente, è un'idea che sto prendendo in considerazione" è stata, a quanto riferito da Rosen, la risposta di Ratzinger. La causa di canonizzazione, del resto, è "oggetto di approfondimento e di riflessione" da parte del Papa, come ha riferito di recente il suo portavoce. Motivo per cui, nonostante il via libera della Congregazione per la causa dei santi, Benedetto XVI ancora non ha apposto la sua firma sul decreto relativo alle eroiche virtù di Pacelli.

Gli archivi, ad ogni modo, non verranno aperti né oggi né prossimamente. Ci vorranno "almeno sei o sette anni", ha spiegato mons. Sergio Pagano, prefetto dell'Archivio segreto vaticano. I motivi sono tecnici: la biblioteca sta ultimando l'apertura dei fondi d'archivio relativi a Pio XI e gli archivisti si dedicheranno solo dopo al pontificato del suo successore. Un lavoro minuzioso, svolto con risorse limitate, che richiederà, appunto, diversi anni. E poco importa che, per volontà di Paolo VI, tutti i documenti relativi agli ebrei e alla seconda guerra mondiale durante il pontificato di Pio XII siano già stati pubblicati in dodici volumi col titolo 'Actes et documents de Pie XII pendant la deuxieme guerre mondiale', poco importa che gli storici, con grande probabilità, non troveranno su Pacelli nulla di nuovo di quanto già si sa. E poco importa, ancora, che i dossier - già declassificati - relativi a Pio XI, al sorgere del totalitarismo, alle leggi razziali del fascismo, siano ancora poco consultati da parte degli storici. Gli "archivi segreti" di Pio XII sono diventati un fatto simbolico. "Siamo rimasti impressionati dalla spiegazione e dalla sincerità di mons. Pagano", ha commentato il Rosen, "ma naturalmente siamo delusi che ci voglia così tanto tempo".

Una franchezza che fa pendant a quella dispiegata dal Papa durante l'udienza odierna. Il primo appuntamento con una sigla ebraica dopo settimane di polemiche tra Roma e Gerusalemme, tra membri del governo israeliano e difensori della causa di beatificazione di Pacelli, tra recriminazioni e precisazioni. La "capacità di accettarsi e rispettarsi reciprocamente e di dire la verità con amore - ha scandito Ratzinger - è essenziale per superare le differenze, prevenire gli equivoci ed evitare inutili scontri".

ANSA
2008-10-18 14:37
Pio XII nell'ottobre '43: tedeschi corretti con Vaticano
di Paolo Cucchiarelli
ROMA - C'è un nuovo tassello da inserire nel cangiante e spesso contraddittorio mosaico del rapporto tra Pio XII e gli ebrei nell'autunno del 1943, quando le Ss di Herbert Kappler arrestarono poco più di mille romani nel ghetto e nei quartieri della "città aperta" e li spedirono ad Auschwitz.

Si tratta di documenti che arrivano dagli archivi inglesi e americani, visto che quelli vaticani sono tuttora inaccessibili. Uno di questi illustra l'incontro avvenuto due giorni dopo la retata nel ghetto, il 18 ottobre '43, tra il Papa e l'inviato straordinario della Gran Bretagna presso la Santa Sede: in quella occasione Pio XII tace sulla retata e il diplomatico gli chiede di interpretare con maggior determinazione il suo ruolo. In quel contesto Pacelli afferma che i tedeschi si sono comportati "correttamente" con il Vaticano.

In quelle ore il treno con gli ebrei romani sta per partire verso Auschwitz. Due mesi dopo la deportazione degli ebrei romani il Papa, il 13 dicembre del '43, conversando con l'ambasciatore tedesco Ernest von Weiszaecker, che aveva cercato di opporsi alla deportazione, aveva illustrato la sua posizione sugli sviluppi della guerra. Il diplomatico aveva riassunto il tutto in un rapporto che è stato rintracciato durante alcune ricerche dagli studiosi Mario J. Cereghino e Giuseppe Casarrubea che le pubblicheranno in un prossimo volume.

"Il Papa si augura - afferma il rapporto fatto avere ai servizi americani da Fritz Kolpe, la più importante 'talpa' che gli Usa avevano all' interno del ministero degli Esteri tedesco - che i nazisti mantengano le posizioni militari sul fronte russo e spera che la pace arrivi il prima possibile. In caso contrario, il comunismo sarà l'unico vincitore in grado di emergere dalla devastazione bellica. Egli sogna l'unione delle antiche Nazioni civilizzate dell'Occidente per isolare il bolscevismo ad Oriente. Così come fece Papa Innocenzo XI, che unificò il continente (l'Europa) contro i musulmani e liberò Budapest e Vienna".

Proveniente dagli archivi inglesi è invece il resoconto dell'incontro del 18 ottobre del '43 tra l'inviato straordinario inglese Sir D'Arcy Osborne e il Papa. Da due giorni gli ebrei romani sono stati prelevati dalle loro case; lo stesso giorno, alle 14, partiranno dalla stazione Tiburtina verso il campo di concentramento. Nulla il Papa dice di quanto è avvenuto in quelle ore. Pio XII parla della difficile situazione alimentare a Roma che potrebbe portare a tumulti e della sua volontà di non abbandonare la città a meno di non essere "rimosso con la forza".

L'ambasciatore è colpito dall'atteggiamento del Papa che gli dice di non avere elementi per lamentarsi del generale Von Stahel, comandante della piazza militare di Roma, e degli uomini della polizia tedesca "che finora hanno rispettato la neutralità" della Santa Sede. "Io ho replicato - scrive il diplomatico nel rapporto indirizzato al ministro degli Esteri Eden - di aver capito che quando il Vaticano parlava di preservare 'Roma citta' apertà, si riferisse alle operazioni militari. A parte il fatto che la denominazione 'Citta' apertà è una farsa, l'Urbe è alla mercé dei tedeschi che sistematicamente la privano di tutti i rifornimenti e della manodopera, che arrestano ufficiali italiani, giovani e carabinieri e che applicano metodi spietati nella persecuzione degli ebrei. (...)".

Il diplomatico cerca di far uscire Pio XII dal suo atteggiamento. "Io ho affermato che Egli dovrebbe fare tutto il possibile per salvaguardare lo Stato della Città del Vaticano e i suoi diritti alla neutralità. Egli ha replicato che in tal senso e fino a questo momento, i tedeschi si sono comportati correttamente", aggiunge nuovamente il diplomatico. Una affermazione fatta mentre la città è ancora sotto choc per la retata arrivata dopo il ricatto dei 50, inutili, kg di oro chiesti agli ebrei per evitare la deportazione. "A mio parere - scrive ancora il rappresentante inglese - molta gente ritiene che Egli sottostimi la Sua autorità morale e il rispetto riluttante di cui Egli è oggetto da parte dei nazisti, dal momento che la popolazione tedesca è cattolica. Ho aggiunto di essere incline a condividere questa opinione e l'ho esortato a tenerlo bene in mente nel corso dei futuri avvenimenti, nel caso emergesse una situazione in cui fosse necessario applicare una linea forte".

"Mettendo a raffronto i due documenti - commentano gli studiosi - risulta chiaro che Pacelli si sente a suo agio con l'ambasciatore tedesco. Con il rappresentante inglese assume un atteggiamento freddo, facendo leva su un giudizio del tutto formale tanto da suscitare la inusitata reazione del diplomatico". I due studiosi, già autori di un volume sulla guerra al comunismo in Italia tra il '43 e il '46, "Tango connection", sottolineano la difficoltà di raccogliere in Italia elementi documentali sulla questione ebrei-Vaticano: "Tuttavia migliaia di documenti sulla situazione della Santa Sede negli anni della seconda guerra mondiale sono da tempo disponibili negli Archivi di College Park negli Stati Uniti e di Kew Gardens in Gran Bretagna. Sono carte provenienti dai fondi dei servizi segreti angloamericani, del Dipartimento di Stato Usa e del Foreign Office britannico", spiegano. "Il nostro archivio ww.casarrubea.wordpress.com), conserva rapporti dei Servizi Usa sulle pesanti ingerenze esercitate dalla Santa Sede e in particolare da Pio XII e da Montini, il futuro Paolo VI, nella formazione del primo governo De Gasperi".

venerdì, novembre 07, 2008

GAFFE SU OBAMA – IL CAVALIERE OLTRE IL RIDICOLO

Invece di scusarsi, insiste che non era una gaffe bensì un complimento! Afferma che sono “imbecilli” tutti quelli che lo “criticano” (persino il giornalista americano che lo intervista nel filmato) e che sono mossi solo dal desiderio di attaccarlo!

Il Cavaliere va ben al di là del ridicolo! Lo stesso destino si riservano tutti coloro che si prendono la briga di “difenderlo” a tutti i costi pur sapendo che questa volta ha sicuramente superato il limite massimo sopportabile dalla ragione umana persino dai loro stessi elettori.

Berlusconi non chiede scusa, dopo il commento su Obama



Anzi mi verrebbe da dire che ormai il Cavaliere e tutti i suoi “yesman” si sono cacciati in un vicolo cieco politico al punto tale che se l’opposizione ed altri continuano ad attaccarlo e loro dovessero ancora “difendersi” in questo modo si avvierebbero inevitabilmente verso il piano inclinato della perdita di tutto il consenso fin qui goduto!

Si potrebbe dire che al Cavaliere, il potere lo faccia delirare oltre misura e che per questo abbia perso completamente la “ragione” e non controlla più quello che dice, non riesce a frenare la lingua. Ma poi insiste e persevera nell’errore che non riconosce mai.

Intanto il Presidente Americano lo ha chiamato per ultimo dopo numerosi capi di Stato e questo è già un segnale!

Solo una persona sciocca e di scarsa cultura si comporta così in caso contrario si direbbe che sia impazzito! Se così fosse ha bisogno di cure urgenti! In ogni caso da oggi il Paese è in pericolo, le Istituzioni sono in pericolo, il suo stesso partito di Forza Italia è in pericolo.

A mio parere, per fermare l’emorragia di consensi, qualcun altro valido della sua maggioranza dovrebbe sostituirlo pro-tempore prima che per la stessa maggioranza sia troppo tardi. Ma forse è già tardi...


Serra: ''Berlusconi è uno sciocco'', dopo l'ironico commento su Obama


Raffaele B.

ILMESSAGGERO
Il reporter Usa: uno statista non si comporta così
BRUXELLES (7 novembre) - «Ho fatto la domanda perché con la sua affermazione Berlusconi ha offeso tutti gli americani, mi aspettavo che se ne rendesse conto e chiedesse scusa»: il giornalista Steve Scherer, 38 anni, americano dell'Indiana, da 10 anni residente a Roma, spiega cosa lo ha spinto a fare la domanda che ha scatenato la reazione del premier.

«Perché non chiede scusa agli americani?», ha chiesto in conferenza stampa a Bruxelles, facendo riferimento alle dichiarazioni di Berlusconi su Barack Obama «giovane, bello ed abbronzato». Berlusconi ha prima risposto: «Vedo che anche tu ti sei messo nella lista di quelli che ho detto ieri...». E quindi ha aggiunto, alzandosi e lasciando la sala: «Ma per favore, per favore chiedi scusa tu all'Italia...non c'è il senso del ridicolo». Steve Scherer - inviato a Bruxelles per l'agenzia di stampa americana Bloomberg - non si sente offeso per essere stato messo nell'elenco degli «imbecilli» che non hanno capito la «carineria» di Berlusconi.

«Anche in America - dice - i giornalisti ricevono tanti insulti, fa parte del nostro lavoro». Ammette però di essere stato sorpreso dall'ostinazione del premier a non volere chiedere scusa. «Berlusconi non ha capito cosa significa la questione razziale per gli americani. Io sono cresciuto nell'Indiana, dove c'erano tensioni razziali pesantissime - dice Scherer - Espressioni che in Italia possono apparire innocue per persone di una certa età, negli Usa sono altamente offensive, soprattutto dopo l'elezione storica di Barack Obama, che ha chiuso il capitolo più brutto della storia americana, quello della schiavitù».

Pensa che ci possono essere conseguenze nei rapporti tra Italia e Usa?, gli chiedono i colleghi.«Certo, non penso che l'Italia non sarà più considerata un'amica degli Usa, ma si poteva partire meglio. Uno statista non si comporta in questo modo. Credo che Berlusconi, che ha 72 anni, non abbia afferrato il significato di queste storiche elezioni e non abbia realizzato il contenuto offensivo della frase pronunciata».

NOTIZIE.TISCALI
Berlusconi e la gaffe su Obama: "Imbecille chi mi critica"
Silvio Berlusconi non fa marcia indietro: altro che gaffe, "era un complimento". Il premier in partenza da Mosca per Bruxelles per il Consiglio eueropeo, è tornato sulle affermazione sul presidente Usa appena eletto, Barack Obama, che, aveva detto "è giovane, bello e abbronzato". "Ho letto i giornali, certo che sono ancora di buon umore...", ha commentato. Poi il presidente del Consiglio attacca: "Pensavamo che ci fossero tanti imbecilli in circolazione, quello che non immaginavamo è che fossero così imbecilli da autodichiararsi, autocertificarsi pubblicamente. Lo hanno fatto. Li conoscevamo già, ma - ha concluso Berlusconi- non li pensavo così tanto imbecilli"...
CONTINUA

TELEGRAPH
Silvio Berlusconi: 10 memorable gaffes
Italy's prime minister, Silvio Berlusconi, is well known for his gaffes, sexist remarks and inappropriate quips. By Nick Squires in Rome
Last Updated: 3:45PM GMT 07 Nov 2008

CAMORRA – PORTA A PORTA CON L’ARROGANTE MUSSOLINI

ROMA Duro scontro, con reciproco scambio di accuse, tra Alessandra Mussolini (Pdl) e Pina Picierno (Pd), ieri sera nel corso del programma 'Porta a porta' dedicato alla camorra.

Mentre il ministro ombra delle Politiche giovanili cercava di illustrare le proposte per evitare che i ragazzi campani diventino manodopera della criminalità, Alessandra Mussolini e' intervenuta “accusando” la Picierno (giovanissima deputata originaria di Teano, in provincia di Caserta) di leggere dei “foglietti” tenuti sulle ginocchia come fosse proibito!

Lo scambio tra le due è proseguito per alcuni minuti, finché Alessandra Mussolini si è alzata e raggiungendola le ha “sottratto”, sotto gli occhi di Vespa, i fogli con una “prepotenza” mai vista in un talk show. ''Ora - le ha detto - vediamo se sai parlare senza i foglietti''.

I cosiddetti “foglietti” altri non erano che dati documentati a sostegno del suo intervento, come a dire “di parlare senza riferirsi a dati”. Il comportamento “arrogante” e “autoritario” della esponente della PDL ha infastidito perfino Vespa come si vede nel filmato.

La signora si conferma come al solito, in particolare quando “finge” di difendere i “deboli”, di essere la degna nipote di suo nonno a cui non solo non ha rinnegato ma inneggia sempre come modello di riferimento.
Raffaele B.

Scontro tra la la Mussolini (Pdl) e la Picerno (Pd)

giovedì, novembre 06, 2008

LE PRIME ‘GAFFE’ DEL GOVERNO ITALIANO SU OBAMA

Il Presidente del Consiglio Berlusconi dalla Russia fa seguito all’on. Gasparri capogruppo PDL al senato con “gaffe” quanto mai “gravi” e “inopportune” sul nuovo Presidente degli Stati Uniti Barak Obama.

1. Berlusconi:
Obama è bello e abbronzato!
2. Gasparri:
Al Qaeda sarà contenta!

Altro che “minimizzare” come si affrettano a fare i loro colleghi di partito! Sono errori grossolani che violano tutte le regole della diplomazia perché fatti dal Capo del Governo Italiano e dal capogruppo del suo partito oltre che suo senatore, ai danni di un Capo di un altro Stato.

Naturalmente quelle dichiarazioni stanno facendo il giro del mondo (vedi CNN) e fanno parlare tutti i media. È un fatto inqualificabile che “rivela” il basso livello di “civiltà” di questi governanti che i cittadini italiani hanno eletto. Non è la prima volta che succede! Sono ormai numerose le volte! Berlusconi ed alcuni suoi uomini proprio non riescono a tenere a freno la lingua e il “razzismo strisciante” di cui sono pervasi.

Questa volta però coinvolgono la nazione Italia con i loro comportamenti in quanto figure istituzionali che la rappresentano. Ci auguriamo che vengano presentate tutte le scuse necessarie e si eviti ancora una volta a minimizzare e/o a dare la solita colpa agli altri.
Raffaele B.


REPUBBLICA
Berlusconi, prima gaffe su Obama
"E' giovane, bello e abbronzato"
6 novembre 2008

MOSCA - Ieri aveva annunciato di "volergli dare consigli". E oggi fa la sua prima, clamorosa e inquietante gaffe. Silvio Berlusconi da Mosca torna a parlare di Barack Obama e davanti al premier russo Medveded lo definisce giovane, bello e "abbronzato".

E' l'ennesima battuta del Cavaliere, che però stavolta non gigioneggia con le prassi istituzionali, né con gli odiati comunisti. Ma al contrario, sfiora pericolosamente i confini del razzismo. Dimenticando che storicamente il razzismo si nutre non solo di violenza e discriminazione, ma anche e sopratuttto di battute a doppio senso.

Berlusconi: "Obama abbronzato"


ILTEMPO
Gasparri
«Ha vinto lui? Ora Al Qaeda sarà contenta»
06/11/2008

È lo scivolone diplomatico di Maurizio Gasparri, capogruppo dei senatori Pdl, a spiccare tra i commenti del centrodestra italiano sulla elezione del primo presidente afroamericano degli Stati Uniti. «Su Obama pesano gravi interrogativi.

Con Obama alla Casa Bianca Al Qaeda forse è più contenta», dice Gasparri al GR3 con questo intendendo che il nuovo presidente americano va testato sul piano della lotta al terrorismo internazionale fondamentalista. «Parole gravi e inaccettabili», affonda per il centrosinistra il presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro, vedendo minati i rapporti tra Italia e Usa.
La miccia della polemica si accende immediatamente varcando in poco tempo l'aula di Palazzo Madama. «Sarebbe istituzionalmente corretto che il senatore Maurizio Gasparri, dato il suo delicato ruolo parlamentare, si affrettasse a chiedere ufficialmente scusa agli Usa tramite il suo ambasciatore a Roma» spiega Vincenco Cerami, ministro della Cultura del governo ombra del Pd. A sostegno del presidente dei senatori Pdl il segretario della Dca-Pdl, Gianfranco Rotondi minimizza: «Gasparri è un po' come me: per una battuta fa saltare il banco. Non c'è da creare un caso». E Roberto Maroni ci tiene a dichiarare: «Non sono d'accordo con chi sostiene che la vittoria di Obama renderà felice Al Qaeda».

(Intervista audio)
Gasparri: Con Obama Al Qaeda è più contenta


THE AFRO-AMERICAN ELECTED PRESIDENT OF US

All media report Barak Obama’s victory to the US presidency with different emphasis. A landslide victory beyond any best expectation. A huge majority both of grand elector's and population's.

Barack Obama is the first Afro-American to conquer the White House. The Illinois black senator has obtained about 52% of votes conquering at least 349 electoral votes, when 270 were enough to win. Obama, Fox says, obtained 61,56 million votes, John McCain 54,81 million votes and 163 electoral votes that is 47% about of the total.

Now the first dream has become true. “Yes, we can” is realized. The “hope” that the young president has been able to instill the citizen of this huge Country becomes possible. In particular to those of the middle and poor classes who are in serious economical situations with the future at stake.

These citizens want of course the “change” for they chose it. The others, that are in much better conditions and or did not believe in his “change” promise, have not chosen so.

Now, many prospectives and possibilities are open for changing at 180 degrees round of the entire US policy both domestic and international. Of such, even the rest of the world can benefit, Europe in the first place and then Italy.

Already now Obama’s victory is teaching the rest of the world for it shows that in this Country the colour of the skin did not count. A reprimand against all “racisms” in the world and that in Italy as well, ironically just from the nation that had suffered racial discrimination with still bleeding scars. If this alone is not a “change”, what is it then?
Raffaele B.
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Barack Obama Victory Speech: Change has come

mercoledì, novembre 05, 2008

L'AFRO-AMERICANO ELETTO PRESIDENTE DEGLI USA

Tutti i media riportano la vittoria di Barak Obama alla presidenza degli Stati Uniti con variegata enfasi. Una vittoria oltre ogni più rosea aspettativa. Una maggioranza schiacciante sia fra i grandi elettori che fra la popolazione.
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Barack Obama è il primo afro-americano a conquistare la Casa Bianca. Il senatore nero dell'Illinois ha ottenuto circa il 52% dei suffragi conquistando almeno 349 voti elettorali, quando ne erano necessari 270 per vincere. In termini assoluti ad Obama, secondo la Fox, sono andati 61,56 milioni di suffragi, a John McCain 54,81 milioni di voti e 163 voti elettorali pari al 47% circa del totale.
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Ora il primo sogno si è avverato. "Yes, we can" si è realizzato. Si apre la "speranza" che il giovane presidente ha saputo infondere ai cittadini di questo sterminato paese. In particolare a tutti quei cittadini della classe media e povera che versano in una situazione economica grave e con un futuro difficile.
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Questi cittadini vogliono senz'altro il "cambio" detto "Change" e lo hanno quindi scelto. Gli altri che versano in condizioni migliori oppure che non gli hanno creduto, hanno optato per il "non cambio".
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Adesso si aprono molte prospettive e possibilità di un cambio a 180 gradi dell'intera politica USA sia nazionale che internazionale. Di questo persino il resto del mondo potrà beneficiarne, l'Europa in primo luogo e quindi l'Italia.
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La vittoria di Obama è già un insegnamento al resto del mondo perchè dimostra che in questo paese questa volta non ha contato il colore della pelle. Un monito a tutti i "razzismi" nel mondo e "nostrani" proprio dal paese che ha sofferto la discriminazione razziale e ne porta tutt'ora le sofferenze. Se non è questo già un "cambio" che cos'è allora?
Raffaele B.
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Barack Obama Victory Speech: Change has come

martedì, novembre 04, 2008

RIFORMA SCUOLA - IL VIDEO MANCANTE DELLE VIOLENZE

Su Youtube troviamo il video di TG1 che commenta i fatti di violenza a piazza Navona mandati in onda la sera prima da RAI3 nel programma di Federica Sciarelli "Chi l'ha visto?".
Questo video è l'antefatto degli scontri a piazza Navona fra studenti ed è il video mancante che "denuncia" con estrema evidenza che a "causare" gli scontri avvenuti poco dopo con i collettivi di sinistra furono proprio loro, i teppisti di destra del "Blocco studentesco" che colpiscono con inaudita violenza i giovani studenti dei licei mentre la polizia se ne sta in disparte! Questa è in sintesi l'azione provocatoria che aveva come scopo di "attirare" il collettivo di sinistra agli scontri per ritorsione ed i fascisti si erano preparati a questo facendosi passare per vittime e allo stesso tempo rovinare l'immagine della manifestazione!
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NEOFASCISTI ALL' ATTACCO DEL PROGRAMMA " CHI L'HA VISTO?"

Naturalmente a costoro non è piaciuta la denuncia in video di RAI3 e così come è tipico del loro costume hanno fatto una IRRUZIONE ALLA RAI nella notte di lunedì 3, intorno alle 0:40, circa trenta giovani, alcuni dei quali a volto coperto, hanno fatto irruzione negli studi Rai di via Teulada a Roma. Cercavano la redazione, gli autori e la conduttrice del programma. Pretesto, le immagini inedite sugli scontri in piazza Navona alle 11 della mattina del 29 ottobre scorso, trasmesse dal programma poco prima. Nella mattinata di martedì una serie di telefonate anonime di minacce hanno raggiunto la redazione. Il testo è stato trasmesso alle autorità inquirenti.

Irruzione di un gruppo di Destra nelle sedi Rai

Raffaele B.

domenica, novembre 02, 2008

CASO COSSIGA E LA SUA INQUIETANTE AMMISSIONE

A seguito delle ultime ed inquietanti dichiarazioni del emerito Presidente della Repubblica, è stata fatta una interrogazione alla Commissione Europea per “istigazione alla violenza” e proposto una commissione d’inchiesta parlamentare sull’uccisione della diciottenne radicale Giorgiana Masi (nella foto) avvenuta il 12 Maggio 1977 quando Cossiga era Ministro degli Interni.

Allora il Ministro negò in modo categorico che il proiettile che uccise la donna, militante radicale, potesse essere sparato dalla polizia nonostante alcuni riscontri oggettivi abbiano poi portato all'identificazione di un poliziotto che in borghese si era “infiltrato” nella manifestazione dei radicali per “fomentare” i disordini.

Alla luce delle sue recenti e spavalde
dichiarazioni che “ammettono” a distanza di più di trent’anni ciò che egli “negò” su quei tragici eventi davanti al Parlamento e al Paese, si pone un problema di una gravità inaudita che non potrà essere “ignorato”.

Forse il senatore a vita
Francesco Cossiga si sente sicuro della possibile prescrizione del reato, ma è comunque necessario fare luce su quel fatto e su tanti altri avvenuti durante il suo incarico. Per questo si dovrà istituire la Commissione d’inchiesta parlamentare altrimenti rimarrà un’ombra “pericolosa” che peserà gravemente sulle nostre istituzioni democratiche.

Per quanto riguarda la Commissione Europea essa dovrà decidere sull’accusa di “Istigazione alla violenza” per impedire il libero esercizio di manifestare pacificamente come consentito nei paesi democratici quindi “lesive” per la democrazia e dei diritti umani cui la UE è chiamata a presiedere.
Raffaele B.

MICROMEGA
“Istigazione alla violenza”. Ricorso all’Ue contro Cossiga
"Connessione strettissima con Piazza Navona"
31 ottobre 2008

Intervista a Giusto Catania, l'europarlamentare del Prc che ha presentato un'interrogazione alla Commissione europea sulle
dichiarazioni "gravemente lesive della democrazia" fatte qualche giorno fa dall'ex ministro: "Le sue inquietanti parole sono un'evidente istigazione alla violenza dello stato nei confronti dei cittadini. Mi auguro che la Commissione europea prenda iniziative, perché c'è un rapporto simmetrico tra le parole di Cossiga e la violenza di Piazza Navona. Uno scenario inquietante, in cui sono a repentaglio la tutela della libertà d'espressione, i diritti fondamentali e i diritti umani dei cittadini italiani che stanno manifestando, in particolare degli studenti".

OSSERVATORIO SULLA LEGALITÀ
Dichiarazioni Cossiga : presentato pdl per Commissione inchiesta Masi
di Mauro W. Giannini
25 ottobre 2008

Dopo l'intervista al Quotidiano Nazionale in cui il presidente emerito Francesco Cossiga consigliava al Ministro degli Interni di gestire le manifestazioni e le occupazioni delle scuole infiltrando agenti provocatori che suscitino la violenza necessaria a
giustificare l'uso contro di loro della forza pubblica, alcuni parlamentari dell'opposizione hanno depositato un pdl per l'istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sull'uccisione, il 12 maggio 1977, della diciottenne Giorgiana Masi.

La ragazza, militante radicale, fu uccisa da un colpo di pistola vagante, mentre altre persone furono ferite in modo grave, partecipava ad una manifestazione non violenta in occasione dell'anniversario della vittoria del referendum sul divorzio.

Francesco Cossiga, allora ministro degli Interni, negò recisamente che il proiettile vagante potesse essere stato sparato dalla Polizia, nonostante alcuni riscontri oggettivi abbiano poi portato all'identificazione di un poliziotto che in borghese si era infiltrato nella manifestazione per fomentare i disordini.

Nella recente intervista, Cossiga ha ammesso genericamente di aver usato tali metodi mentre era ministro.

Il ddl per l'istituzione della commissione d'inchiesta e' stato proposto alla Camera da Maurizio Turco (PD-radicali) ed al Senato da Donatella Poretti e Marco Perduca (PD-radicali), Felice Casson e Gianrico Carofiglio (PD).

sabato, novembre 01, 2008

RIFORMA SCUOLA – VERITÀ VOLUTAMENTE MONCA DEL GOVERNO

Questi due articoli “denunciano” con molte foto in cui si vedono chiaramente gli elementi “fascisti” all’opera, armati di cinghia, prima di essere a loro volta “attaccati” dai gruppi della sinistra studentesca dei centri sociali “accorsi” per “cacciarli”.

Durante questi pestaggi, poco prima degli scontri finali, la polizia, stranamente non intervenne per difendere gli studenti e così alcuni di loro chiesero “aiuto” per telefono e poco dopo arrivò il gruppo antagonista per cacciare i fascisti. Leggi la lettera di uno studente del liceo Tasso che il 29/10/08 si trovava a manifestare a piazza Navona con il titolo:
Perché lo Stato non mi ha difeso?

Il rapporto del governo è volutamente “monco” perché manca della parte precedente di cui però non sembra ci siano i filmati, anche se ci sono
foto e numerose testimonianze.

Addirittura in quest’altro filmato si sente chiaramente uno dei poliziotti che chiama per nome uno dei fascisti
Scontri a piazza Navona-Altre immagini. Un fatto questo “inquietante” che rafforza il sospetto di effettive “infiltrazioni” della polizia nel gruppo armato, checché se ne dica!

Insomma è ormai evidente che c’è stata una “regia” degli eventi di una strategia classica della “provocazione” per “spingere” la parte più “radicale” del movimento a “rispondere” agli attacchi dei fascisti per addossargli tutta la “responsabilità” degli scontri ed allo stesso tempo avvalorare l’idea del governo che la protesta degli studenti è violenta, minoritaria e quindi ingiusta!

Per questo è indispensabile che ci sia una inchiesta della magistratura per ristabilire la completa verità su questi fatti anche per salvaguardare la democrazia e quindi la libertà di tutti. Allo stesso tempo è necessario che il movimento degli studenti “bandisca” ogni forma di “violenza” per evitare in futuro queste “provocazioni” il cui solo scopo è quello di far defluire la protesta per sconfiggerla!
Raffaele B.

REPUBBLICA
Scontri di Piazza Navona
la verità monca del governo

31 ottobre 2008
Una serie di immagini dimostrano che prima i giovani di estrema destra
picchiano a sprangate alcuni studenti medi senza che nessuno intervenga
di ANDREA DI NICOLA
ROMA - Uno scontro, anzi un assalto dei centri sociali contro i ragazzi pacifici di Blocco studentesco. La verità costruita dalla polizia e confezionata dal governo è bell'e pronta per andare in onda su Tg e televisioni. Tutto vero: gli universitari sono entrati in piazza Navona ed hanno affrontato i neofascisti di Blocco studentesco. Tutto vero, ma solo una parte della verità. Una parte perché non dice cosa è successo in quella piazza romana prima dello scontro. Non dice insomma, come ricostruito da
un ragazzo che ha scritto a Repubblica e come testimoniato da decine di foto che, prima dell'azione degli universitari, un camioncino pieno di mazzieri aveva aggredito a cinghiate e a sprangate gruppi di quindicenni che fino a quel momento avevano giocosamente, accompagnati dai loro professori, contestato il decreto Gelmini.
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Dal famigerato pulmino bianco sono scesi studenti, molti evidentemente fuoricorso, che a botte e calci si sono posizionati nel cuore dell'assembramento di ragazzini delle medie superiori spargendo violenza e terrore allo scopo di connotare a destra la protesta studentesca. Solo a questo punto intervengono gli universitari chiamati dai più giovani per cercare una difesa che la polizia non ha saputo offrire. Dal corteo della Sapienza arriva un gruppone, a mani nude tanto che per attaccare usano i tavolini e le sedie dei bar che trovano in piazza e inizia il confronto con i neofascisti.

Per motivi oscuri le forze dell'ordine si accorgono solo di questa seconda fase della prima, dell'attacco ai liceali da parte di Blocco studentesco non si accorgono. I funzionari di polizia, che pure non erano distanti da dove avveniva il macello dei diritti, dicono di non essersene accorti e non ne fanno cenno nelle loro ricostruzioni. Tanto meno ne fa cenno in Parlamento il sottosegretario Nitto Palma vendendo al Parlamento e al Paese una verità monca che però le tecnologie smontano nel giro di poche ore. Le foto parlano chiaro e, a meno che questo non sia un Paese di maestri di Photoshop, ci dicono che quella del governo e della questura è una verità monca. Quasi una menzogna.

LA7
Scuola:le cinghiate del Blocco prima della rissa, foto su Flickr
Roma, 31 ott
. (Apcom) - Una quindicina di giovani di destra in Piazza Navona mercoledì scorso, prima che il decreto Gelmini diventasse legge e prima della rissa con i ragazzi di sinistra: tra di loro si riconoscono alcuni elementi del Blocco studentesco, in seguito fermati dalla polizia per gli scontri. Occhi torvi, denti che digrignano, in mano delle cinte di cuoio. Alla fine della sequenza per terra c'è un ragazzo, in stato di semi-incoscienza, soccorso da altri. Dopo le polemiche seguite all'intervento di Nitto Palma di questa mattina alla Camera, dove il sottosegretario all'Interno ha spiegato che gli scontri più duri avvenuti due giorni fa a Roma sono stati avviati dai collettivi universitari e della sinistra antagonista, una serie di fotografie pubblicate on-line sul
sito di condivisione Flickr riaccende la disputa su come siano andate davvero le cose.

Le fotografie - postate da drugo008, certo non vicino alla destra visto il suo blog pieno di bandiere rosse - vorrebbero testimoniare che i primi ad aggredire sarebbero stati i ragazzi del Blocco: "I 'Bloccati' - scrive - non sono 'in linea' (o in posa?) con le spranghe in mano (hanno solo le cinghie, prego notare il ragazzo in primo piano con il cappuccio nero), non sono sul lato della piazza in cui sono stati fotografati da tutte le agenzie di stampa", si legge nelle didascalie, "al centro, sotto i piedi e le cinghie dei 'Bloccati' c'è un ragazzo: 20 contro 1".

Quella mattina diversi studenti avevano effettivamente denunciato di aver visto studenti di destra picchiare altri giovani in piazza. Gli eventi precedono la rissa che si è poi scatenata: in una foto si intravede in fondo alla piazza l'arredo esterno del bar, ancora intatto, che poi sarà distrutto dalla furia dei giovani.
Fonte: Apcom