mercoledì, febbraio 20, 2013

FASSINA DEL PD SI ACCORGE DEL PROBLEMA EURO, IL PD TACE


Meglio tardi che mai! Ora persino Fassina del PD parla di insostenibilità della moneta unica, per la verità in un convegno organizzato dall'Istituto Leoni e trasmessa da Radio Radicale, direi quindi in sordina, per lo più sfuggito a molti elettori persino del PD.

Egli sostiene che l'euro diventa ‘insostenibile’ se l'Europa continua a imporre le sue ricette ai Paesi con i ‘vincoli esterni’ mentre se si facesse più ‘coordinamento’ attraverso la forza della politica, l'euro recupererebbe funzionalità.

Bontà sua ed alla sua ingenuità. Per fare questo cosiddetto ‘coordinamento’ ci vogliono 'risorse' ingenti da spostare verso i Paesi dell'area euro in difficoltà, non alcuni miliardi. ma centinaia di miliardi alla volta. Una cosa simile è del tutto impossibile!

In ogni caso ha toccato il problema, cosa che lo stesso PD ancora non fa. Questo lo pone in una posizione un po’ strana e obliqua rispetto al suo partito che non sembra tenere conto di quello che dice il suo responsabile del settore economia e lavoro.

Allora a seguito di ciò possiamo dire con certezza che il PD è 'consapevole' del problema ma non sembra che abbia fino a questo momento intenzione di affrontare la questione. Continua ad applicare la linea della ‘difesa dell'euro’ così come tutti i partiti tradizionali ed a subire i vincoli esterni della Commissione Europea senza battere ciglio. Berlusconi solo recentemente ha cominciato a minacciare di uscire dall'euro solo per tentare di arrestare l’emorragia di voti verso Grillo, ma di fatto sostiene l’euro come ha sostenuto il governo Monti fino a ieri. Lo stesso farà il PD che in caso di vittoria darà a Monti un probabile incarico di governo, magari proprio l’economia.   

Stefano Fassina al convegno "Liberare l'Italia"

In questo video dello scorso 4-feb-2013, il responsabile del settore Economia e Lavoro del PD, Stefano Fassina "rivela" il mercantilismo dell'area euro che 'costringe' tutti i paesi che adottano l'euro a fare 'svalutazione del lavoro' quale 'ingrediente' della ricetta della politica economica che viene raccomandata dalla Commissione Europea proprio per recuperare 'competitività'. Ma questa politica di tipo mercantilista e generalizzata fondata sulla svalutazione del lavoro non funziona perché deprime la domanda interna in tutti i Paesi europei e avvita l'area euro in una spirale recessiva. La nostra costruzione dell'area euro ha problemi sistemici e vanno affrontati attraverso soluzioni sistemiche. Ma va!

Continuare ad alimentare questa visione per cui funzionerebbe tutto se i Paesi PIIGS mettessero a posto le loro economie, è sbagliato, non è così, perché la Germania ha fatto riforme e massicci investimenti ma ha fatto anche una cosa che non si può fare sistematicamente tutti insieme nella stessa area monetaria unica, e cioè ha fatto una riduzione delle retribuzioni reali del 10% dal 1999 al 2008.

Se vogliamo stare nella stessa area monetaria ci vuole 'coordinamento' della politica macro-economica altrimenti l'euro salta. Se l'Europa continua a non dare risposte verrà percepita come parte del problema e non della soluzione. Nel prossimo Parlamento, dice lui, si prevede che la metà sarà anti-euro! Quindi più coordinamento con la politica che "vincoli esterni" altrimenti arriva alla insostenibilità della moneta unica. Poveraccio!

Raffaele B.

domenica, febbraio 10, 2013

LA VECCHIA CLASSE POLITICA E L’EURO


Siamo in piena campagna elettorale nella peggior crisi economica dal dopoguerra. Una campagna elettorale tra le peggiori se si considera che il Paese va alla conta in un quadro politico diviso in modo impressionante.

Se a questo ci aggiungiamo la pessima e famigerata legge elettorale che non si è voluta o potuta cambiare (a questo punto non fa molta  differenza), il quadro si complica ulteriormente con alto rischio di un risultato alla greca. Cioè una situazione in cui il voto si potrebbe spezzettare al punto da non produrre una maggioranza decisiva per formare un governo sufficientemente autorevole e all'altezza del compito che l’attende all'indomani delle elezioni del 24-25 febbraio prossimi.

Il quadro politico che si presenta è quello dei partiti tradizionali (corrotti) da una parte e il movimento M5S dall’altra, quale unica alternativa al sistema dei partiti che finora ha governato chi più chi meno questo Paese da molti lustri. A sua volta gli stessi partiti tradizionali sono divisi e contrapposti tra loro nella corsa alla conquista del governo e del Parlamento.

Gli stessi partiti (destra, centro e sinistra) che sostengono il governo Monti, sono concausa dei problemi che stanno affossando il Paese “promettono” ora soluzioni che non hanno voluto applicare quando erano al governo e quindi risultano sempre meno credibili agli elettori.

Il governo Monti è proprio quello che ha dato a sta dando colpi di grazia all'Italia già stremata dalla crisi economica proprio con il supporto dei partiti e ahimè con il beneplacito del presidente Napolitano anche se stanno facendo di tutto per farlo dimenticare agli elettori.

Essi fanno finta di non stare al governo oppure di provenire dal pianeta marte. Stanno ‘smentendo’ ogni giorno che passa se stessi e la loro “politica” applicata da Monti, arrivando perfino a proporre la ‘cancellazione’ di leggi che essi stessi hanno approvato. Sono arrivati anche a liberarsi dei cosiddetti ‘impresentabili’, un fatto mai accaduto prima della scesa in campo del grillismo del M5S.

Già questo è una prima vittoria culturale di Grillo. Non solo il suo movimento sta ‘vincendo’ nelle piazze sempre colme a differenza dei partiti che invece vanno nei ‘talk shows’, ma sta ‘convincendo’ anche molti militanti di quasi tutti i partiti, tant’è che stanno ‘copiando’ il suo programma che fino a ieri era da loro ritenuto ‘populista’. Questo significa che Grillo è diventato il riferimento culturale e politico cui tutti i partiti sono costretti a ‘seguire’ per non continuare a perdere consenso e potere.

Se questo è il dato Il M5S rappresenta allora la vera ‘rivoluzione’ al sistema dei partiti (corrotti) fin qui conosciuto ma ancora nel quadro della “democrazia” perché esso chiede soltanto di cambiare il ‘personale politico’, carrierista ed obsoleto, nelle Istituzioni, non le Istituzioni che invece restano, difendendo la Costituzione, anzi chiedendone la effettiva applicazione! Si vuole una rinascita di uno Stato vero che faccia il suo mestiere per il bene dei cittadini e non più delle caste e delle lobby. Tutto ciò non può essere ‘populismo’.

Infine, al di là delle divisioni fra tutti i partiti, il dato che viene fuori in modo evidente è sulla questione economica, ovvero su come uscire dalla crisi avviando le cosiddette politiche di crescita. La linea politica di fondo che accomuna tutti i partiti tradizionali, a differenza del M5S, è che nessuno di essi mette in discussione l’euro, la moneta comune dell’eurozona. Essi sono tutti insieme il partito unico dell’euro!

Essi pensano che la soluzione sia ‘più Europa’, ma per fare questo ci deve essere la disponibilità degli Stati del nord, come la Germania per esempio, a grandi trasferimenti di risorse finanziarie a favore degli Stati del sud meno sviluppati, dell’ordine di diverse centinaia di miliardi di euro. Se non si fa questo le economie del nord e del sud non possono continuare ad operare con l’unica moneta senza ‘depredare’ ulteriormente quest’ultime. Il massimo che l’Europa concede è qualche miliardo, assolutamente insufficiente!

È evidente che ciò non si può ottenere: i politici tedeschi della Baviera (regione ricca del sud della Germania) considerano controproducente elettoralmente ‘tassare’ i propri cittadini per ‘finanziare’ un’altra regione tedesca della Sassonia (stato meno ricco del nord della Germania). Figuriamoci ‘finanziare’ l’Italia, la Grecia, la Spagna etc. Impossibile!

Quando economie diverse non possono stare insieme, la cosa più logica da fare è ‘separarsi’. Lo dice la scienza dell’economia stessa. La separazione avviene con l’uso di una diversa moneta di cui lo Stato deve tornare ad esserne proprietario. Se vogliamo fermare il ‘dissanguamento’ finanziario dell’Italia e riavviare la cosiddetta ‘crescita’, questo deve essere il primo atto da fare al più presto possibile, anzi si sarebbe dovuto fare da ieri l’altro.

Attenzione, uscire dall’euro non vuol dire uscire dall’Unione Europea. Possiamo continuare a restare nell’Unione Europea come ci sta per esempio l’Inghilterra con la sua moneta sovrana, la sterlina senza alcun problema.

La Gran Bretagna (destra e sinistra) si è sempre opposta all’ingresso nell’euro e continuerà ad opporsi fino a quando le economie restano differenziate. I nostri politici (senza il nostro consenso) e quelli degli altri Paesi sono entrati nonostante ciò, ‘pensando’ che la moneta unica ‘realizzasse’ in automatico l’armonizzazione delle nostre economie con quelle del nord.

Dopo 10 lunghi anni i dati ci dicono che si sono ‘sbagliati’ alla grande! Ci siamo ‘dissanguati’ finanziariamente a favore degli Stati del nord! Se i politici lo dovessero ‘ammettere’ si dimostrerebbero finalmente ‘onesti’ ma firmerebbero la loro ‘condanna a morte’ con la perdita di tutti i consensi elettorali. Per questo non lo ammetteranno fino a quando il mercato stesso non lo renderà evidente a tutti!

Il M5S ci sta pensando al problema e chiederà comunque un referendum sulla permanenza o meno nell’euro in ogni caso, che vinca o meno. L’Italia, a differenza di altri paesi non ha mai votato un referendum sull’euro.

A sostegno di quando detto vi propongo di vedere il seguente video:
"E' perfettamente noto a tutti che l’Euro sarebbe stato un esperimento fallimentare proprio perché mancava alla sua base una unità politica e in particolare una unità nel campo della politica fiscale, questo voglio ricordarvelo è una cosa di dominio pubblico, i fondatori dell’Europa sapevano benissimo che imporre una moneta unica a paesi diversi e con un sistema fiscale profondamente scollegato, avrebbe condotto a una crisi. Quindi i problemi che fossero noti, lo dobbiamo dare per scontato." Alberto Bagnai
Intervento di Alberto Bagnai, professore di politica economica all’università Gabriele D’Annunzio di Pescara


INTERVISTA A LUIGI ZINGALES: LA CRISI DELL’UE ERA PREMEDITATA
19 dicembre 2012

UN DISEGNO CRIMINALE
Professor Zingales, Mario Seminerio dice che la crisi dell’euro è colpa della Germania. Essa ha creato un deficit tra importazioni ed esportazioni, e secondo Seminerio, senza trasferimenti interni all’UE non si esce dalla crisi: vero o falso? Leggi http://tagli.me/2012/12/19/1932/

Raffaele B.

domenica, gennaio 06, 2013

IL TRAMONTO DELL’EURO


‘Come e perché la fine della moneta unica salverebbe democrazia e benessere in Europa’

L’economista Alberto Bagnai ha scritto questo libro che sta attualmente spopolando, ha delle particolarità: quando espone la sua tesi, nelle varie conferenze e tavoli di confronto e persino nel libro, lo fa molte volte con punte di autoironia, ironia e comicità (intellettuale) per il livello di disarmante semplicità di alcuni concetti fondamentali ed importanti di economia che i politici disattendono o ignorano a seconda della loro onestà oppure ignoranza. E’ proprio un piacere ascoltarlo, fa anche ridere!


Il suo lavoro è convincente perché supportato da una logica disarmante, ricco di dati empirici e grafici disponibili in rete emessi da istituzioni nazionali e internazionali e da fatti storici tutti verificabili.

Ho letto la sua pubblicazione de “Il Tramonto dell’Euro” versione ebook scritto in modo chiaro, impeccabile ed assolutamente credibile. La riassumo in questi 14 punti (non difficili da capire):

1). la sua tesi non ha niente di nuovo e di trascendentale. Non si è inventato nulla. Si basa esclusivamente sull'economia ortodossa esistente e di assiomi enunciati (teorie) da altri autori del passato in tempi non sospetti e da dati storici inconfutabili (pratica) che suffragano ampiamente la sua chiave di lettura della crisi dell’euro. Essa è dovuta al “debito privato” e non come invece si vuol far credere al “debito pubblico” che invece è solo conseguente all'impoverimento dei privati.

2). Secondo il primo enunciato, la finanza è una promessa di pagamento e la crisi finanziaria succede quando “una promessa di pagamento non viene mantenuta”.

3). Inevitabilmente si va in crisi ogni volta che si “violano” i principi economici e queste “violazioni” sono di natura politica ed imposte dai partners forti a partners deboli in scambi commerciali squilibrati a vantaggio dei primi (crediti = esportazioni più dei debiti = importazioni).

4). Economie diverse che operano con un cambio fisso sulla moneta di quella più forte, producono sempre squilibri a vantaggio di quest’ultima. Invece se ogni economia adotta la sua moneta questa automaticamente fa da regolatore e si svaluta o si rivaluta riportando in equilibrio gli scambi (crediti = debiti).

5). Con l’adozione della moneta unica, in caso di deficit di scambio, la legge fisica dell’economia richiede una “svalutazione”, pena l’accumulo dell’indebitamento verso l’esterno. Non essendoci più la moneta locale che automaticamente si svaluta e allora bisogna operare una svalutazione interna e cioè ridurre il costo del lavoro.

6). La diminuzione dei salari, riflettendosi sui prodotti in esportazione ne fa recuperare competitività tendendo alla compensazione, comunque mai sufficiente se lo squilibrio persiste. Quindi oltre alla diminuzione dei salari si ha deficit commerciale che cresce e si accumula di anno in anno.

7). La disoccupazione cronica è il risultato classico perché costringe i sindacati e lavoratori ad accettare bassi salari e precariato (ciò già avviene effettivamente dall’inizio dell’euro).

8). Sono state violate le leggi dell’economia classica e si è voluto applicare una moneta unica tra economie diverse che inevitabilmente dopo dieci anni ha prodotto uno squilibrio enorme difficile da assorbire. Questo squilibrio continua purtroppo a crescere fino al punto inevitabile di rottura e fuori-uscita dall’euro. Lo Stato perde sempre più sovranità e a farne le spese in prima istanza è la DEMOCRAZIA.

9). L’uscita dall'euro sarà inevitabile se si vorrà evitare di essere “colonizzati” e/o “comprati a prezzi stracciati” dai partners che vantano i crediti dovuti allo squilibrio commerciale (Germania is n.1). I partiti che sostengono l’euro e l’unione europea così come sono, si vedono costretti a negare questa ovvia ‘verità’ fino all'ultimo istante possibile (quando diventerà ormai visibile a tutti) per non perdere tutti i consensi adesso! Sono di fatto prigionieri dell’euro. Sperano in una ripresa che non potrà mai venire a meno che i paesi creditori del nord rinuncino ai loro crediti! Impossibile! Nella lontanissima ipotesi che lo facessero, sarebbero quei governi e quei partiti a perdere tutto il consenso!

10). Uscire dall'euro si può e non significa uscire dalla unione europea, vedi l’Inghilterra che è in Europa con la sua moneta. L’uscita avverrà senza drammi al cambio iniziale 1:1 (1 euro = 1 nuova lira) per meglio gestire la transizione. Tutti i debiti e crediti saranno con il nuovo conio, anche i mutui. Il deprezzamento della nuova lira rispetto all’euro (supposto che rimarrà in piedi nel resto dell'Europa) si prevede non andrà oltre il 10-15% in un anno con il vantaggio che si riattiverà il lavoro, la produzione e si ridurrà considerevolmente il debito complessivo. (Previsione da crisi precedenti come quello dello SME nel 1992, Argentina con il dollaro, Bretton Woods con il dollaro, gruppo di paesi Asiatici con il dollaro...etc). Insomma è un evento già avvenuto e non è affatto drammatico come vogliono farci credere! In ultima analisi conviene anche ai paesi creditori perché in questo modo potranno riavere i loro crediti anche se svalutato, ma meglio questo che ridurre a zero un partner che poi non potrà più acquistare i loro prodotti! La somma delle importazioni dei PIIGS sono la somma delle esportazioni della Germania in massima parte e altri paesi creditori del nord.

11). Lo SME era un sistema pre-euro di cambi a fluttuazione limitata (3-5%) entro la quale le monete potevano aggiustarsi, eppure l’Italia non ce la fece e dovette uscire effettuando una svalutazione tra il 20-25% che produsse solo una inflazione interna del 5% in un anno ma recuperò l’intero deficit commerciale in un paio d’anni per poter tornare all’euro. L’euro invece è uno SME a cambio fisso 1:1 senza possibilità di fluttuazione, quindi più rigido e molto peggio!!!

12). Non ci potrà essere più Europa per risolvere la crisi perché non ci sono le volontà dei paesi creditori a volerla effettivamente. Negli accordi dell’unione vi sono articoli che stabiliscono che si possono attivare le camere di compensazione ma non sono mai state fatte. La Germania fece la riunificazione ottenendo però una compensazione che essa nega ai paesi del PIIGS. Quindi l’unione va rifondata su nuove basi altrimenti con più Europa di questa specie si produrrà l’esplosione dell’unione stessa aggravando i rapporti fra gli Stati.

13). In futuro, con l’armonizzazione dei mercati con le proprie monete, si potrà proporre una unione europea da fondarsi su principi giusti ed economicamente corretti. Il nuovo sistema dovrà essere basato sulla cooperazione e solidarietà fra Stati anziché sulla competizione e imposizione dei più forti ai più deboli. Dovranno essere stabilite in modo preciso i meccanismi di compensazione automatici così come avviene in USA più di quanto stabilite negli accordi di Maastricht e Schengen.

14). Solo seguendo questo percorso sarà possibile costruire una vera Unione Europea, d'altronde era quanto dicevano molti critici economisti al momento dell’applicazione dell’euro, ma non furono ascoltati. 12 anni dopo invece di essere avanti con una unione europea avanzata siamo alle prese con una crisi feroce e con una unione più divisa di prima.

Noi elettori e militanti abbiamo sempre creduto “ingenuamente” e purtroppo ancora tanti continuano a crederci, che la Unione Europea fosse quella giusta della cooperazione e della solidarietà e non quella che viene ora allo scoperto di una feroce competizione fra Stati forti e deboli che tanto ci nuoce! Naturalmente tutto questo cambia il quadro di riferimento e le nostre convinzioni. Grazie Alberto!

Consiglio
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Per la versione Libro al prezzo di €14,,45.

Referenze

Prodotti della Ricerca di Alberto Bagnai

martedì, ottobre 30, 2012

CENTRO NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

Propongo questo sito Centro Nuovo Modello di Sviluppo (già inserito nei Collegamenti a Siti Speciali al  lato) nel quale vi sono molti documenti autorevoli su Economia e Finanza anche in pdf e scaricabili. La materia del Debito Pubblico è trattata ampiamente in modo semplice e con ricche illustrazioni in un file pdf scaricabile Kit in formato PDF.  Infine vi è un invito a leggere l'Appello per il congelamento del debito e a firmarlo se condiviso. Io l'ho appena fatto, subito dopo averlo letto! Voi potete fare lo stesso! Non solo, ma potete anche divulgarlo alle persone a voi vicine.

Il documento, redatto con dati ISTAT, denuncia il ruolo nefasto degli interessi speculativi sul debito pubblico che drena risorse dalla Nazione a vantaggio della Oligarchia Finanziaria. Ogni aumento dell'1% procura una maggior spesa annua per interessi di 16 miliardi a favore di quest'ultima. Il documento pone, fra le varie soluzioni, quella di definire quale parte del debito è da attribuirsi al popolo a tassi d'interessi accettabili e quale parte invece alla speculazione, alle frodi, ruberie, corruzione, sprechi, opere inutili e dannose, arricchimenti e regalie indebite a caste, banche e imprese. Quest'ultima parte viene considerata ILLEGITTIMA e quindi da CONGELARE. Buona lettura.
   
Raffaele B.

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Debito pubblico: se non capisco non pago

Campagna di sensibilizzazione per una gestione sovrana del debito

Si narra che per colpa del debito pubblico ciascuno di noi, neonati compresi, porti un debito di 33.000 euro. Non si sa a che titolo, né verso chi. Ma tutti ci dicono che dobbiamo pagare. Anche a costo di perdere scuola, pensioni e sanità. Sarà!... Ma a noi non pare accettabile pagare alla cieca. Prima dobbiamo capire a chi e perché. Solo dopo possiamo decidere se e quanto pagare, perché non è detto che tutto ci torni.
Attraverso la messa a punto di schede informative e la promozione di gruppi locali di sensibilizzazione, la campagna Debito pubblico: se non capisco non pago si pone l'obiettivo di mettere tutti in condizione di capire il problema e dire la propria sulle vie per uscirne. Il documento chiave è rappresentato dal Kit informativo sul debito che può essere usato come dispensa ad uso personale, come mostra pubblica o come materiale da proiettare.
All'interno del kit sono riportati maggiori suggerimenti rispetto al suo uso. L'importante è che ognuno accetti di attivarsi per diffondere la consapevolezza sul tema. Chi vuole documentarsi ulteriormente, può rovistare fra i documenti contenuti nell'archivio sul debito. Può anche visitare i siti di altre campagne: Smonta il debitoRe-CommonRivolta il DebitoNo Debito. In ogni caso invitiamo a leggere l'Appello per il congelamento del debito e a firmarlo se condiviso.
Per scaricare il Kit in formato PDF basta cliccare una delle immagini qui sotto (dimensione ca. 16MB).
Anteprima Kit Debito PubblicoAnteprima Kit Debito PubblicoAnteprima Kit Debito PubblicoAnteprima Kit Debito Pubblico


venerdì, ottobre 19, 2012

LA BEFFA DELLA LEGGE ANTICORRUZIONE

Anticorruzione, fatta per non funzionare. 
Beatrice Borromeo a ‘Presa di posizione’
19 ottobre 2012
Ora che la legge anti-corruzione ha incassato la fiducia al Senato, c’è da chiedersi se il provvedimento sia soltanto inutile o addirittura dannoso, come ha spiegato il Consiglio Superiore della Magistratura. Analizziamo la legge sotto tre punti: quello che c’è, quello che manca e quello che verrà. Alla presenza di una concussione per induzione, definitiva “gentile”, un regalo che inciderà su processi noti, non sono stati invece proposti il reinserimento del reato di falso in bilancio e l’auto-riciclaggio. Mentre il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha promesso che si occuperà dell'incandidabilità dei condannati con pena definitiva superiore ai 2 anni di reclusione. Per ora dei 21 condannati che siedono in Parlamento, quelli che non sarebbero ricandidabili sono soltanto 3...CONTINUA



Invece sul quotidiano dell'Unità (PD) di oggi 19/10(2012, sull'argomento vi è solo un link in prima pagina, sotto l'articolo di "Berlusconi: Mai sesso con Ruby; con il titolo roboante
Passa Anticorruzione: tutte le novità.
19/10/2012
L'articolo è un canto al sostegno di questa legge con alcune non verità come quella dei "Niente più condannati in Parlamento" perché l'incadidabilità dei condannati con pene superiori a 2 anni (sic) non è nella legge ma un impegno del Ministro di Giustizia Paola Severino, (un altro sic). Di seguito però è scritto;
Ma a far parlare sono state anche le norme che nel maxi-emendamento alla fine non sono entratevoto di scambiofalso in bilancioauto-riciclaggio  Il ministro alla Giustizia Paola Severino, che con il collega alla Pubblica amministrazione ha seguito passo passo l'iter a Palazzo Madama, si è detta comunque disponibile a riparlare di voto di scambio in un provvedimento ad hoc se avrà una sollecitazione in tal senso dal parlamento;
Insomma non un giudizio negativo proprio del quotidiano ma degli altri perché non sono state introdotti quei reati importanti. 

Questa legge, senza quei reati, è come ovvio inefficace e l'incadidabilità dei condannati oltre 2 anni rimane fuori al buon cuore del Ministro di Giustizia. Anche se questa venisse approvata, solo 3 sarebbero non più ricandidabili su 21 che siedono in Parlamento. Ma non è finita: un non meno importante reato che si chiama <concussione per induzione> è stato addirittura addolcito e ridotto nella pena e prescrizione, diversamente richiesto dalla UE. Un regalo che inciderà nei processi in corso su Berlusconi, Penati, Lusi, Fiorito etc.. Questo ultimo rende l'intera legge una beffa inaccettabile per il Paese nel momento in cui si aspetta di colpire la corruzione, di fatto l'assolve! Una vera presa in giro per la quale persino il Partito Democratico se ne rende complice. Basta leggere alcuni commenti in fondo all'articolo per rendersene conto.

Dobbiamo solo sperare, con scarsa probabilità purtroppo, che la Camera la modifichi e la raddrizzi introducendo tutti gli altri reati così da renderla efficace. Improbabile perché se il governo Monti avesse voluto una vera legge anti-corruzione avrebbe messo la fiducia sin dall'inizio dell'iter (come per molti provvedimenti sulle pensioni e salari, etc.) e non alla fine a danno già fatto, avrebbe così 'costretto' i partiti a votarla senza modifiche pena la fine della legislatura e nuove elezioni subito cui i partiti medesimi temono fortemente! Non avendolo fatto ma scegliendo invece di trattare con i partiti nelle cui fila si annida la corruzione, ha scelto il compromesso al ribasso per rimanere tutti a galla ancora un po'. Così facendo però si uccide il futuro, la democrazia e le istituzioni. Altro che l'anti-politica.

Leggi questa 'patetica' scusa di Monti che è poi la stessa degli altri partiti.
19/10/2012
Il premier: "Nessun governo ha fatto provvedimenti più esemplari di questo". Il vicepresidente del CSM Michele Vietti, fa alcune puntualizzazioni sul parere che Palazzo dei Marescialli darà la prossima settimana in merito al disegno di legge, in particolare sulla prescrizione breve. Dalla norma mancherebbero anche un ritorno all'antico per il falso in bilancio e il reato di auto-riciclaggio... CONTINUA

ECCO IL PARERE DEL CSM
19/10/2012
Ecco il parere che l'organismo di autogoverno della magistratura voterà lunedì: "Pene troppo lievi, così il sistema gira a vuoto". Perplessità sulla scelta di punire anche chi subisce la concussione per induzione

"Arretramento particolarmente significativo", detto della concussione per induzione a causa della sua pena troppo bassa. "Segnale simbolico incoerente", detto sempre dello stesso reato.  "Rischio di far lavorare a vuoto il sistema", detto della riforma delle pene per la corruzione. Questo, ma anche molto altro. Di fatto una stroncatura. Stavolta a fare il "grillo parlante" - fastidioso animale polemicamente citato al Senato dal Guardasigilli Severino appena un giorno fa contro i suoi detrattori - è il Csm. Che finalmente, quando rischia di essere troppo tardi, piglia in mano il disegno di legge anti-corruzione e dice la sua. Un parere di sole otto pagine, perché ormai a palazzo dei Marescialli non vanno più di moda i rapporti monstre. Ma l'effetto, a ben vedere, è ancor più tranchant. Lunedì il testo sarà definitivamente votato nella commissione per le Riforme... CONTINUA

Raffaele B.




martedì, ottobre 16, 2012

IL DOPPIO GIOCHINO DI BERSANI


Bersani, in questo articolo dal quotidiano la Repubblica, ha dichiarato : «MONTI DARÀ  ANCORA CONTRIBUTO ALL'ITALIA..a quale contributo si riferisce? A quello di massacrare i pensionati e lavoratori? A quello di non toccare le pensioni d’oro e il privilegio in generale? La macelleria sociale messa in atto da Monti, ancora non soddisfa il segretario PD?
Se il PDL e l’UDC vincono rifaranno il MONTI BIS, cioè un governo come quello già in carica, lo hanno dichiarato e continuano a farlo. Mentre la probabile vittoria elettorale del PD NON allontanerà Monti dal nuovo Governo o da qualche ruolo IMPORTANTE, questo è certo da questa dichiarazione e da altre più esplicite a sostegno del MONTI BIS dai ‘montiani’ del PD quali Veltroni, Fioroni, Ceccanti, Tonini, Morando, Gentiloni, Follini, Ichino etc..E’ evidente che Il PD non può liberarsi di Monti senza spaccarsi dai ‘montiani’ quasi tutti centristi. Quindi Bersani fa il doppio giochino per accontentare sia la sinistra che NON vuole Monti che i centristi che invece lo vogliono! Poi si vedrà il pasticcio che sarà!!!

Veltroni annuncia a “Che tempo fa” di Fazio che non si ricandiderà alle prossime elezioni e che lascerà il Parlamento. Continuerà a fare ‘politica’ nel territorio e nel partito come cittadino normale, militante, non come ‘professionista politico’, cioè retribuito! Perbacco dopo 6 (dicasi sei) legislature sarebbe ora! 
Nelle democrazie più avanzate dopo solo due legislature i politici si ritirano dando spazio ai nuovi, salvo casi eccezionali. Da noi è ancora la norma rimanere oltre 5 o più legislature. Comunque è un atto eccezionale da noi tanto che è riportato nelle prime pagine dei giornali. E’ un segnale per D’Alema, Bindi e tanti altri dinosauri, sicuramente. Chissà se rinuncerà anche al vitalizio di 9.014 euro mensili. VEDREMO.


C’è da dire però che quando era sindaco di Roma, Veltroni giurò allora che dopo il suo mandato si sarebbe ritirato dalla politica per andare in Africa. Non mantenne la parola. Forse questa è la volta buona. VEDREMO ANCHE QUESTA.



ARTICOLI DI RIFERIMENTO
Bersani parte dal distributore
"Monti continui a dare contributo"
Inizia dal paese natale, Bettola - in provincia di Piacenza - il tour elettorale del segretario Pd per le primarie. Renzi: "Premier ha spento l'incendio. Ora il pompiere non serve più". E poi attacca il segretario del Pd sulle regole: "Pier Luigi non è stato di parola"
14/10/2012

BETTOLA - Nel nome del padre. Parte dal paese natale il tour elettorale di Pier Luigi Bersani per le primarie. Da Bettola, in provincia di Piacenza, dove è nato nel 1951. Dalla piazzola del distributore di benzina in cui lavorava il padre Pino e che ora è gestito dal cugino. Lo slogan è 'Il coraggio dell'Italia'. E tutto è studiato, nei dettagli, per contrapporsi al format americano di Matteo Renzi che nel frattempo fa tappa a Salerno (e torna sulla necessità di conquistare delusi del centrodestra: "Per vincere le elezioni servono i voti degli elettori di Berlusconi"). Ma entrambi i candidati non possono fare a meno di chiarire la loro posizione sull'attuale esecutivo. Il segretario del Pd, ribadisce che il prossimo governo dovrà "mandare avanti il meglio dell'esperienza" di Monti e che lo stesso attuale premier "certamente dovrà continuare a dare un contributo a questo Paese"...CONTINUA

Veltroni lascia il Parlamento
non si candiderà alle politiche
L'ex segretario del Pd annuncia che non parteciperà alle prossime elezioni. La notizia, anticipata a Repubblica, è stata ufficializzata nella trasmissione di Fazio. "Non è un cedimento alla rottamazione - dice - perché la buona politica non dipende dall'anagrafe". E spiega che comunque farà campagna "a testa bassa" per il Pd.
14/10/2012

ROMA - Walter Veltroni non ci sarà nel prossimo Parlamento. L'ex sindaco di Roma e segretario del Pd ha deciso di non candidarsi alle prossime elezioni. La notizia, anticipata in un colloquio con Repubblica, è stata ufficializzata nel programma di Fabio Fazio "Che tempo che fa". Quello di Veltroni però non sarà un addio all'attività politica, perché il leader democratico intende restare impegnato in altre forme. E cita Romano Prodi e Giuliano Amato come esempi di come questo sia possibile anche fuori dalle Camere...CONTINUA

Raffaele B.

sabato, agosto 20, 2011

NO TAV – ASSURDA MEGA-OPERA IN VALLE SUSA

A differenza del governo che li vuole entrambi, perché il PD ritiene che il Ponte sullo stretto di Messina sia una INUTILE e COSTOSA mega-opera il cui costo in euro è tra i 6,3 a 8,5 miliardi di cui 4,5 a carico dello Stato ed enti locali mentre continua a ritenere che la TAV in Valle Susa sia invece MERITEVOLE e NECESSARIA il cui costo si aggira intorno ai 22 miliardi di euro?

Attenzione, questa mega-opera “raddoppia” una linea ferroviaria già esistente che ha visto il proprio traffico scendere drasticamente negli ultimi 15 anni. Essa ora è intorno al 30%. Pertanto non trasferirebbe alcun traffico merci dalla strada sulla rotaia di quanto avviene attualmente. Insomma un opera inutile quanto il ponte siciliano e per di più anche più costosa. In un momento grave in cui si chiedono tanti “sacrifici” al Paese queste spese risultano ancora più assurde, perché?


Infine lo vogliono fare o meglio imporle "contro" il consenso degli abitanti del territorio interessato i quali non vengono effettivamente coinvolti alle decisioni. Un tale comportamento è abbastanza "normale" per governi "conservatori" poco inclini a coinvolgere i cittadini alle decisioni che li riguardano direttamente, ma "inspiegabili" a forze politiche progressiste tra cui il PD. 


Ma qualcosa sta succedendo in questo partito! Dalla sua base elettorale cominciano le reazioni critiche piuttosto forti nei numerosi blogs e nel sito medesimo del PD contro tutti quei dirigenti che "sostengono" il TAV e "reclamano" l’applicazione della legge e la “punizione” dei manifestanti. Persino il quotidiano dell’Unità vicino al PD riporta il video del Presidio NO TAV a Torino senza alcuna censura!
Presidio d'agosto NO TAV a Torino
17 agosto 2011

A titolo d’informazione suggerisco a coloro che non conoscono l’argomento di  andare sul sito di http://www.notav.eu/ e al seguente sito http://www.pro-natura.it/torino/index.php?c=tav su cui si possono acquisire quelle fondamentali riportate anche qui sotto.
Raffaele B.



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Pro Natura Piemonte sostiene la pacifica resistenza della Valle Susa
È ora di dare informazioni obiettive e corrette sulle caratteristiche del progetto della nuova linea Torino-Lione e di far cadere il muro di censura che non permette ai cittadini di avere opinioni documentate.
- Una ferrovia in Valle di Susa esiste, oggi è sottoutilizzata, in un anno trasporta metà delle merci che
potrebbe trasportare e deve essere migliorata.

Che fine hanno fatto i 600 / 700 miliardi di lire stanziati alcuni anni fa per le migliorie e, a quanto risulta, utilizzati solo in parte?

- L’uranio si trova nel massiccio dell’Ambin (dove passerà la galleria di 53 chilometri) e l’amianto è presente da Mompantero a Caselette: non è il caso di fare altri sondaggi, i dati esistono già in conseguenza di lavori di vario genere eseguiti nelle zone.

Pro Natura invita tutti a riflettere sulle implicazioni negative del progetto di nuova linea e allega alcuni documenti redatti da Mario Cavargna, Presidente di Pro Natura Valsusa e Vicepresidente di Pro Natura Piemonte:

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 L'ASSURDO COMUNICATO STAMPA DEL PD
TAV, Fiano ed Esposito: ripristinare subito legalità
di Stefano Esposito,  Emanuele Fiano,  , 
pubblicato il 26 luglio 2011
La notizia appena diffusa che questa mattina un centinaio di No Tav abbiano fatto irruzione all’interno dell’Italcoge, azienda appaltatrice dei lavori della Tav, impedendo ai lavoratori di uscire per andare nel cantiere di Chiomonte, è l’ennesimo, gravissimo episodio di violenza contro la realizzazione di un’opera necessaria e regolarmente autorizzata nelle sedi democratiche preposte.

Dopo l’attentato incendiario ai camion dell’Italcoge di ieri notte gli estremisti cercano con la violenza di impedire il regolare svolgimento dei lavori. Chiediamo alle autorità competenti che venga ripristinata la legalità immediatamente. Confermiamo la nostra linea che la democrazia debba dare tutto lo spazio legittimo al dissenso ma debba contemporaneamente bloccare sul nascere qualsiasi azione che voglia impedire la regolare applicazione delle scelte democratiche.


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Dal sito di Beppe Grillo
La Corte dei Conti contro la Tav
07 Luglio 2011. 
Incredibile: la Corte dei Conti dice NO TAV.

1) l'opera è caratterizzata da CARENZE metodologiche del PROCESSO DECISIONALE che ha condotto all'adozione della complessa operazione: NESSUNO studio di fattibilità attendibile aveva quantificato la VANTAGGIOSITA' di tale operazione rispetto al sistema creditizio tradizionale per realizzare gli investimenti
2) emergono elementi di forte rischio dai rapporti negoziali attivi e soprattutto passivi ereditati dallo Stato:
 complesse clausole finanziarie PENALIZZANO spesso la parte PUBBLICA
3) è IMPOSSIBILE acquisire... alcun riferimento utile a calcolare nel tempo la distribuzione dei costi e dei benefici tra le generazioni di utenti e contribuenti interessati
4) l'opera PREGIUDICA L'EQUITA' INTERGENERAZIONALE, caricando in modo sproporzionato su generazioni future (si arriva in alcuni casi al 2060) ipotetici vantaggi goduti da quelle attuali.
5) i contratti attuativi si basavano su stime di flussi e di ritorni economici dell'opera non solo ALEATORI, ma anche IRREALISTICI e sostanzialmente INESISTENTI..." segnalazione di manuela bellandi


Scarica, leggi e diffondi il documento della Corte dei Conti sulla Tav

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Cosa succede in Val Susa?
16 agosto 2011
Alba - Le vicende valsusine legate al cantiere della ferrovia ad alta velocità, comunemente chiamata Tav, campeggiano da mesi su tutti i telegiornali e sulle principali testate nazionali. Molte immagini passano sugli schermi, molti titoli si guadagnano le prime pagine con toni allarmati e sensazionalistici. Un’attenzione che si è amplificata soprattutto in seguito al clima teso delle manifestazioni di dissenso promosse da chi è contrario alla costruzione del Tav in Val Susa. Una roboante visibilità mediatica che però spesso confonde chi non è già pienamente addentro alla questione e non ne conosce i tanti risvolti: le notizie appaiono frammentarie, l’analisi delle vicende non esaustiva, i fatti del presente non vengono collegati agli eventi pregressi: insomma, nel calderone di informazioni che abbiamo a disposizione risulta difficile trovare un bandolo. Pochi sanno, per esempio, che il Movimento NoTav è attivo da oltre vent’anni e ha portato avanti una battaglia civile e nonviolenta cercando di informare e sensibilizzare sulle ragioni del No al Tav, proponendo studi documentati e alternative a questo controverso progetto.

Docenti universitari, ingegneri, economisti ed esperti hanno espresso le loro critiche e perplessità in tanti anni, ma il fronte dell’opposizione non sembra essere considerato dai media mainstream. In questo senso, una rete di associazioni ambientaliste e di cittadinanza attiva di Langhe e Roero (Comitato Roero Consapevole, Italia Nostra sezione di Bra, Comitato referendario Alba Bra Langhe e Roero, Associazioni Cinema Vekkio e Tazebao, Wwf) si sta muovendo per dare voce ai cittadini valsusini: per capire cosa sta realmente succedendo in Val Susa e per indagare le ragioni per cui il progetto del Tav interessa tutti noi, dai massicci fondi pubblici che andrebbero dirottati verso la costruzione dell’opera all’invasivo intervento sul territorio in quella che sembra una cantierizzazione imposta dall’alto e non condivisa con le comunità locali.

L’occasione sarà quindi una serata informativa organizzata per venerdì 2 settembre alle ore 21 in Piazza Pertinace (San Giovanni) ad Alba, a cui prenderanno parte come relatori numerose personalità che hanno animato in questi mesi le cronache valsusine: dai semplici cittadini ad alcune rappresentanti delle donne NoTav, dal presidente di Pro Natura Piemonte Mario Cavargna al presidente dell’Arci Valle Susa Gabriele Moroni, da alcuni vignaioli di Chiomonte su cui ha gravemente pesato la militarizzazione dell’area agli esponenti dei Comitati NoTav dei Comuni limitrofi a Chiomonte. Parteciperà alla serata anche il portavoce ufficiale del Movimento NO TAV, Alberto Perino.

La serata, che in caso di maltempo si terrà in Sala Beppe Fenoglio, sarà moderata da Piero Reggio, che presenterà i tanti ospiti, le letture e i video proposti al pubblico, che potrà poi intervenire con tutte le domande e le richieste che riterrà opportune.