CONFRONTANDO LE DUE MEDESIME NOTIZIE DI DIFFERENTI FONTI SALTA SUBITO EVIDENTE CHE LA PRIMA, PUR AFFERMANDO LO STESSO CONCETTO, BRILLA PER L’ASSENZA DI PARTICOLARI CHE RENDONO INCOMPLETA LA INFORMAZIONE. QUESTO LE CONSENTE DI DARE UN SIGNIFICATO DISTORTO QUASI OPPOSTO DELLA NOTIZIA AI LETTORI.
NELL’ARTICOLO DI REPUBBLICA INVECE LA INFORMAZIONE APPARE COMPLETA E LA GRAVITÀ DEL SUO SIGNIFICATO SI EVIDENZIA CHIARAMENTE, CON BUONA PACE DI PAOLO BONAIUTI CHE PLAUDE ALL’ASSOLUZIONE DI TG5.
PASSI PURE LO “SPOTTONE” SU CANALE 5 PER IL FATTO CHE BERLUSCONI AGIREBBE IN USA COME PREMIER E NON COME LEADER POLITICO IN CAMPAGNA ELETTORALE, COSA DIFFICILE DA CREDERE PERSINO PER I PIÙ CREDULONI, MA A FARE LE VARIE REPLICHE SUGLI ALTRI CANALI DI MEDIASET È TROPPO PERSINO PER LE FRAGILI DEMOCRAZIE ASIATICHE.
Raffaele
NOTIZIE.VIRGILIO
Authority: Tg5 non ha violato norme
Tutto in regola per diretta premier in Usa, ma no a repliche
02-03-2006 19:40
(ANSA) - ROMA, 2 MAR - La diretta Tv del Tg5 sul discorso del premier Berlusconi al congresso Usa non ha violato le norme della par condicio. Lo dice l'Authority. La commissione servizi e prodotti dell'autorità' garante per le Tlc sostiene infatti che si e' trattato 'di cronaca di un evento di eccezionale rilevanza istituzionale rispondente a primarie esigenze d'informazione'. No però ad eventuali repliche, 'in quanto verrebbero meno i caratteri di eccezionalità e di stretto legame con l'attualità' della cronaca.
REPUBBLICA
Par condicio, Tg5 assolto bocciate Italia1 e Rete4
"Ma con le repliche verrebbe meno il carattere di eccezionalità"
2 marzo 2006
ROMA - Sulla par condicio Tg5 promosso ma Italia1 e Retequattro vengono bocciate. Lo ha deciso l'Agcom, l'autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
L'Authority ha stabilito che la diretta della rete ammiraglia Mediaset del discorso del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi davanti al congresso statunitense non ha violato la legge "trattandosi di cronaca di un evento di eccezionale rilevanza istituzionale rispondente a primarie esigenze d'informazione". Ma l'Agcom ha poi bocciato eventuali repliche dell'evento "in quanto verrebbero meno quei caratteri di eccezionalità e di stretto legame con l'attualità della cronaca"…CONTINUA
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giovedì, marzo 02, 2006
lunedì, febbraio 27, 2006
PAURA DEL CONFRONTO O RINUNCIA DEI VANTAGGI
RICOSTRUIAMO GLI EVENTI E VEDIAMO CHE IL 1 FEB SCORSO VIENE APPROVATO A MAGGIORANZA IL “REGOLAMENTO” CHE PREVEDE DUE FORZATURE ED UN VANTAGGIO DELLA CONFERENZA FINALE A BERLUSCONI.
IL 2 FEB LO STESSO PRODI DA BRUXELLES BOCCIA QUELLE REGOLE CHE DI FATTO VANNO CONTRO LA “PAR CONDICIO”.
PAOLO BONAIUTI (FI) NE “IL TEMPO” AFFERMA “FURBESCAMENTE” CHE CON QUEL “REGOLAMENTO” SI APPLICA LA LEGGE DELLA “PAR CONDICIO”.
PAOLO GENTILONI PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA DICHIARA CHE LA CONFERENZA FINALE NON È UN DIRITTO DIVINO, NÉ È PREVISTO DALLA LEGGE. BASTEREBBE CHE IL PREMIER VI RINUNCI PERCHÉ SI FACCIA IL CONFRONTO.
SI TRATTA DI PRODI CHE VUOLE EVITARE IL CONFRONTO OPPURE DI BERLUSCONI CHE NON VUOLE RINUNCIARE AI VANTAGGI CHE QUEL “REGOLAMENTO” GLI DA?
Raffaele
ILTEMPO
«Scuse fumose per evitare il confronto tv»
lunedì 27 febbraio 2006
«PRODI e i suoi si stanno arrampicando sugli specchi per evitare i confronti in tv. Lo stridio di tutte queste unghie sui vetri ci induce a precisare alcuni punti». Così esordisce Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e portavoce di Berlusconi, in una dichiarazione di replica alle obiezioni sollevate dal leader dell'Unione Romano Prodi anche ieri alla kermesse di apertura della campagna elettorale. «Per prima cosa la Commissione di vigilanza, ovvero il Parlamento, ha votato democraticamente, a maggioranza, un regolamento che applica la "par condicio", tanto amata e tanto lodata dalla sinistra. Il regolamento fissa, tra l'altro, due incontri tra i capi delle coalizioni sul servizio pubblico, ovvero su Rai1. Ma a Prodi piace la legge e non il regolamento che lo costringe a incontrare due volte Berlusconi...CONTINUA
IMGPRESS
GENTILONI: PREMIER RINUNCI ALLA CONFERENZA TV
(27/02/2006)
-Se il premier rinunciasse alla conferenza stampa finale in tv "sarebbe un'ottima premessa per un'intesa. Quell'appuntamento non è un diritto divino, né è previsto dalla legge. Ha fatto bene Prodi a far circolare il protocollo tv Bush-Kerry".
Paolo Gentiloni, presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai interviene nel dibattito sul confronto televisivo tra Prodi e Berlusconi e in un'intervista al Corriere della Sera replica anche al portavoce del premier Paolo Boaniuti che ieri ha sottolineato come le regole sulle presenze tv dei politici fossero state votate dal Parlamento.
"Quel documento, votato a maggioranza dal centrodestra -puntualizza Gentiloni- che come presidente devo comunque applicare, sul piano politico contiene due evidenti forzature: l'imposizione del modulo a tre punte, con i confronti tra gli altri tre leader, e la conferenza stampa finale di Berlusconi, un sostanziale strappo alla par condicio"...CONTINUA
RAINEWS24
Par condicio. Prodi boccia le regole della commissione di vigilanza Rai.
Bruxelles, 2 febbraio 2006
Da Bruxelles, il leader dell'Unione Romano Prodi da' un giudizio negativo sulle nuove regole approvate dalla commissione di vigilanza in materia di par condicio, ma non si esprime sul fatto se andra' o meno al faccia a faccia con il premier Berlusconi.
"Ancora una volta c'e' stata una imposizione", commenta Prodi, sottolineando "il metodo di approvazione solo con la maggioranza: avremo due 'faccia a faccia' ed un discorso allo specchio, vale a dire con il presidente del consiglio da solo".
Il giudizio di Prodi e' quindi negativo e alla domanda se andra' al faccia a faccia con Berlusconi, non risponde.
RAINEWS24
Par condicio. La Commissione di Vigilanza approva il regolamento.
Roma, 1 febbraio 2006
Saranno due i faccia a faccia tra Silvio Berlusconi e Romano Prodi. Lo ha stabilito oggi la Commissione di Vigilanza che ha approvato il regolamento con 17 voti a favore, 10 contrari e un astenuto. La par condicio entrera' in vigore al momento dello scioglimento delle Camere.
Il regolamento prevede che il ciclo di dibattiti si concluda con una conferenza stampa del presidente del Consiglio.
IL 2 FEB LO STESSO PRODI DA BRUXELLES BOCCIA QUELLE REGOLE CHE DI FATTO VANNO CONTRO LA “PAR CONDICIO”.
PAOLO BONAIUTI (FI) NE “IL TEMPO” AFFERMA “FURBESCAMENTE” CHE CON QUEL “REGOLAMENTO” SI APPLICA LA LEGGE DELLA “PAR CONDICIO”.
PAOLO GENTILONI PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA DICHIARA CHE LA CONFERENZA FINALE NON È UN DIRITTO DIVINO, NÉ È PREVISTO DALLA LEGGE. BASTEREBBE CHE IL PREMIER VI RINUNCI PERCHÉ SI FACCIA IL CONFRONTO.
SI TRATTA DI PRODI CHE VUOLE EVITARE IL CONFRONTO OPPURE DI BERLUSCONI CHE NON VUOLE RINUNCIARE AI VANTAGGI CHE QUEL “REGOLAMENTO” GLI DA?
Raffaele
ILTEMPO
«Scuse fumose per evitare il confronto tv»
lunedì 27 febbraio 2006
«PRODI e i suoi si stanno arrampicando sugli specchi per evitare i confronti in tv. Lo stridio di tutte queste unghie sui vetri ci induce a precisare alcuni punti». Così esordisce Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e portavoce di Berlusconi, in una dichiarazione di replica alle obiezioni sollevate dal leader dell'Unione Romano Prodi anche ieri alla kermesse di apertura della campagna elettorale. «Per prima cosa la Commissione di vigilanza, ovvero il Parlamento, ha votato democraticamente, a maggioranza, un regolamento che applica la "par condicio", tanto amata e tanto lodata dalla sinistra. Il regolamento fissa, tra l'altro, due incontri tra i capi delle coalizioni sul servizio pubblico, ovvero su Rai1. Ma a Prodi piace la legge e non il regolamento che lo costringe a incontrare due volte Berlusconi...CONTINUA
IMGPRESS
GENTILONI: PREMIER RINUNCI ALLA CONFERENZA TV
(27/02/2006)
-Se il premier rinunciasse alla conferenza stampa finale in tv "sarebbe un'ottima premessa per un'intesa. Quell'appuntamento non è un diritto divino, né è previsto dalla legge. Ha fatto bene Prodi a far circolare il protocollo tv Bush-Kerry".
Paolo Gentiloni, presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai interviene nel dibattito sul confronto televisivo tra Prodi e Berlusconi e in un'intervista al Corriere della Sera replica anche al portavoce del premier Paolo Boaniuti che ieri ha sottolineato come le regole sulle presenze tv dei politici fossero state votate dal Parlamento.
"Quel documento, votato a maggioranza dal centrodestra -puntualizza Gentiloni- che come presidente devo comunque applicare, sul piano politico contiene due evidenti forzature: l'imposizione del modulo a tre punte, con i confronti tra gli altri tre leader, e la conferenza stampa finale di Berlusconi, un sostanziale strappo alla par condicio"...CONTINUA
RAINEWS24
Par condicio. Prodi boccia le regole della commissione di vigilanza Rai.
Bruxelles, 2 febbraio 2006
Da Bruxelles, il leader dell'Unione Romano Prodi da' un giudizio negativo sulle nuove regole approvate dalla commissione di vigilanza in materia di par condicio, ma non si esprime sul fatto se andra' o meno al faccia a faccia con il premier Berlusconi.
"Ancora una volta c'e' stata una imposizione", commenta Prodi, sottolineando "il metodo di approvazione solo con la maggioranza: avremo due 'faccia a faccia' ed un discorso allo specchio, vale a dire con il presidente del consiglio da solo".
Il giudizio di Prodi e' quindi negativo e alla domanda se andra' al faccia a faccia con Berlusconi, non risponde.
RAINEWS24
Par condicio. La Commissione di Vigilanza approva il regolamento.
Roma, 1 febbraio 2006
Saranno due i faccia a faccia tra Silvio Berlusconi e Romano Prodi. Lo ha stabilito oggi la Commissione di Vigilanza che ha approvato il regolamento con 17 voti a favore, 10 contrari e un astenuto. La par condicio entrera' in vigore al momento dello scioglimento delle Camere.
Il regolamento prevede che il ciclo di dibattiti si concluda con una conferenza stampa del presidente del Consiglio.
domenica, febbraio 26, 2006
IL FINTO PRESTITO DI DAVID MILLS
UNA NOTIZIA QUESTA PASSATA QUASI INOSSERVATA DALLA TV E DAI MEDIA CON ALCUNE ECCEZIONI. IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE NELLA QUALE BERLUSCONI HA RIPRESO I PANNI DEL “FUSTIGATORE” DEI GIUDICI DOPO LA SUA CORSA IN PROCURA A “DENUNCIARE” LA CENA CONVIVIALE DELLA UNIPOL COSIDDETTA COOP ROSSA E LEADERS DELLA SINISTRA. LA NOTIZIA CHE STA FACENDO BRECCIA IN INGHILTERRA NON PUÒ CERTO DIRSI CHE PROVENGA DA AMBIENTI PREVENUTI VERSO IL CAVALIERE. EVIDENTEMENTE LA CIFRA DI CUI SI PARLA È INQUIETANTEMENTE VICINA ALL’IMPORTO (600K$) DELLA CORRUZIONE PRESUNTA E FA UNA CERTA IMPRESSIONE. PER FAR ENTRARE QUESTI SOLDI SENZA DESTARE DEI SOSPETTI HANNO ADDIRITTURA ESCOGITATO UN FINTO MUTUO (PRESTITO), GENIALI. MA LA STAMPA INTERNAZIONALE IN QUESTO CASO HA DIMOSTRATO GRANDE ATTENZIONE E LO SCHERZETTO NON È RIUSCITO E COSÌ LA NOTIZIA E TRAPELATA LO STESSO. VEDREMO SE CI SARANNO ANCHE DELLE CONSEGUENZE SUCCESSIVE SUL PIANO POLITICO E GIURIDICO.
Raffaele
CORRIERE DELLA SERA
MEDIASET: 10 GIORNI E DAVID MILLS POTREBBE ESSERE RINVIATO A GIUDIZIO
26 feb 09:30
ROMA - David Mills, l'avvocato inglese del premier Silvio Berlusconi, potrebbe essere rinviato a giudizio tra 10 giorni. Lo afferma in un'intervista rilasciata al giornale britannico Sunday Telegraph, il pm Fabio De Pasquale, che dice di non aver ancora ricevuto dagli avvocati della difesa di Mills le risposte alle prove depositate dal magistrato milanese. (Agr.
RAINEWS24
Tessa Jowell, ministro della Cultura britannico, moglie di Mills coinvolta nello scandalo
Londra, 26 febbraio 2006
Il ministro della Cultura Tessa Jowell è stata coinvolta nello scandalo che circonda suo marito, David Mills, dopo che è emerso che aveva permesso che la loro casa fosse usata in un affare finanziario. Una ricerca condotta dal Sunday Times, che oggi riporta la notizia in apertura, ha stabilito che Jowell ha firmato un documento di ipoteca che ha permesso a suo marito di introdurre 350.000 sterline in Gran-Bretagna.
I procuratori italiani sostengono che i soldi sono stati pagati da Silvio Berlusconi, per l'aiuto fornito dal marito della Jowell in due udienze di corruzione contro il politico. Finora Jowell aveva evitato di essere coinvolta nell'affare in cui è invischiato il marito, David Mills, un avvocato corporativo. Senza la sua collaborazione Mills non avrebbe potuto emettere un prestito sulla loro casa che gli ha permesso di portare in Gran Bretagna i soldi italiani. La casa di Londra della coppia e l'ufficio di Mills sono stati perquisiti questo mese dalla polizia su richiesta dei procuratori italiani e sono stati portati via documenti e due computer...CONTINUA
IN INGLESE
NEWS.BBC
Jowell facing conduct questions
Sunday, 26 February 2006, 12:58 GMT
Tessa Jowell is facing questions about the business dealings of her husband, David Mills. She denies any wrongdoing. International lawyer Mr Mills denies taking a £344,000 bribe from Italy's Prime Minister Silvio Berlusconi.
The Sunday Times says it has identified a link between a loan secured on a house jointly-owned by the couple and money which Italian prosecutors allege was a bribe...CONTINUE
Raffaele
CORRIERE DELLA SERA
MEDIASET: 10 GIORNI E DAVID MILLS POTREBBE ESSERE RINVIATO A GIUDIZIO
26 feb 09:30
ROMA - David Mills, l'avvocato inglese del premier Silvio Berlusconi, potrebbe essere rinviato a giudizio tra 10 giorni. Lo afferma in un'intervista rilasciata al giornale britannico Sunday Telegraph, il pm Fabio De Pasquale, che dice di non aver ancora ricevuto dagli avvocati della difesa di Mills le risposte alle prove depositate dal magistrato milanese. (Agr.
RAINEWS24
Tessa Jowell, ministro della Cultura britannico, moglie di Mills coinvolta nello scandalo
Londra, 26 febbraio 2006
Il ministro della Cultura Tessa Jowell è stata coinvolta nello scandalo che circonda suo marito, David Mills, dopo che è emerso che aveva permesso che la loro casa fosse usata in un affare finanziario. Una ricerca condotta dal Sunday Times, che oggi riporta la notizia in apertura, ha stabilito che Jowell ha firmato un documento di ipoteca che ha permesso a suo marito di introdurre 350.000 sterline in Gran-Bretagna.
I procuratori italiani sostengono che i soldi sono stati pagati da Silvio Berlusconi, per l'aiuto fornito dal marito della Jowell in due udienze di corruzione contro il politico. Finora Jowell aveva evitato di essere coinvolta nell'affare in cui è invischiato il marito, David Mills, un avvocato corporativo. Senza la sua collaborazione Mills non avrebbe potuto emettere un prestito sulla loro casa che gli ha permesso di portare in Gran Bretagna i soldi italiani. La casa di Londra della coppia e l'ufficio di Mills sono stati perquisiti questo mese dalla polizia su richiesta dei procuratori italiani e sono stati portati via documenti e due computer...CONTINUA
IN INGLESE
NEWS.BBC
Jowell facing conduct questions
Sunday, 26 February 2006, 12:58 GMT
Tessa Jowell is facing questions about the business dealings of her husband, David Mills. She denies any wrongdoing. International lawyer Mr Mills denies taking a £344,000 bribe from Italy's Prime Minister Silvio Berlusconi.
The Sunday Times says it has identified a link between a loan secured on a house jointly-owned by the couple and money which Italian prosecutors allege was a bribe...CONTINUE
I NUOVI TEOCON ITALIANI
CAPEGGIATI DA MARCELLO PERA, IL PRESIDENTE DEL SENATO DA QUALCHE TEMPO TENTA DI GUIDARE UNA CERTA DESTRA ITALIANA PROPONENDOSI COME ALFIERE DELL’ANTIRELATIVISMO CULTURALE TENTANDO DI “CAVALCARE” A SUO USO E CONSUMO LA DOTTRINA DI BENEDETTO XVI.
CON UN GRUPPO DI PERSONAGGI IN CERCA DI “IDENTITÀ” HA PUBBLICATO SUL SITO "PER L'0CCIDENTE FORZA DI CIVILTÀ" UN MANIFESTO INTITOLATO "LE RAGIONI DEL NOSTRO IMPEGNO".
IL PROGRAMMA DEI NUOVI TEOCON È LA SUMMA DELL’INTEGRALISMO OCCIDENTALISTA, FILO-AMERICANO, PORTATORE DI UNA SOLA E PERICOLOSA IDEA: I NOSTRI VALORI SONO GLI UNICI MERITEVOLI DI RISPETTO, I NOSTRI VALORI SONO ASSOLUTI E INDECLINABILI.
PER COSTORO È NECESSARIO NEGARE LA PARI DIGNITÀ DELLE CULTURE ALTRE DALLA LORO. UN PASSO, APPENA UN PASSO, DALL’AFFERMARE LA SUPERIORITÀ DELLA RAZZA. UN CONFINE CHE IL CAPOMANIPOLO DELL’INCERTO AGGREGATO CHE SI RITROVA DIETRO IL MANIFESTO DI PER L’OCCIDENTE HA GIÀ SUPERATO. COME DIMENTICARE L’APPELLO DEL PRESIDENTE DEL SENATO CONTRO IL “METICCIATO” CHE MINA L’EUROPA?
IN QUESTA MISSIONE SI AFFIANCANO UNA LUNGA TEORIA DI CAMPIONI DEL SUPREMATISMO OCCIDENTALE: OLTRE A DIVERSI PERSONAGGI DI FI, EX-COMUNISTI, AN E UDC, TRA I PORTABANDIERA DELLA CRISTIANITÀ VI È UN MANIPOLO DI MAROCCHINI CHE NON SI CAPISCE BENE COSA C’ENTRINO. UNO, EDDAOUDI TILOUANI, SI QUALIFICA COME COORDINATORE PER L'ITALIA DEL COLLETTIVO NAZIONALE MAROCCHINO PER LA DIFESA E LA PROTEZIONE DEI VALORI SACRI. QUALI?
VORREBBERO FORSE TORNARE AL MEDIOEVO, FARE UNA NUOVA GUERRA DI RELIGIONE, UNA NUOVA CROCIATA? NO, GRAZIE.
Raffaele
SITO PER L'0CCIDENTE FORZA DI CIVILTÀ
Le ragioni del nostro impegno
L'Occidente è in crisi. Attaccato dall'esterno dal fondamentalismo e dal terrorismo islamico, non è capace di rispondere alla sfida. Minato dall'interno da una crisi morale e spirituale, non trova il coraggio per reagire. Ci sentiamo colpevoli del nostro benessere, proviamo vergogna delle nostre tradizioni, consideriamo il terrorismo come una reazione ai nostri errori. Il terrorismo, invece, è un'aggressione diretta alla nostra civiltà e all'umanità intera.
L'Europa è ferma. Continua a perdere natalità, competitività, unità di azione sulla scena internazionale. Nasconde e nega la propria identità e così fallisce nel tentativo di darsi una Costituzione legittimata dai cittadini. Determina una frattura con gli Stati Uniti e fa dell'antiamericanismo una bandiera.
Le nostre tradizioni sono messe in discussione. Il laicismo o il progressismo rinnegano i costumi millenari della nostra storia. Si sviliscono così i valori della vita, della persona, del matrimonio, della famiglia. Si predica l'uguale valore di tutte le culture. Si lascia senza guida e senza regola l'integrazione degli immigrati.
Come ha detto Benedetto XVI, oggi "l'Occidente non ama più se stesso". Per superare questa crisi abbiamo bisogno di più impegno e di più coraggio sui temi della nostra civiltà.
PROMOTORI (alcuni)
Marcello Pera Presidente del Senato
Letizia Moratti Ministro Istruzione
Roberto Formigoni Governatore Regione Lombardia
Renzo Foa Condirettore "Liberal" EX-COMUNISTA
Ferdinando Adornato Parlamentare (Fi) (EX-COMUNISTA)
Sandro Bondi Parlamentare (Fi) (EX-COMUNISTA)
Isabella Bertolini Parlamentare (Fi)
Renato Schifani Parlamentare (Fi)
Elio Vito Parlamentare (Fi)
Rocco Buttiglione Ministro Beni Culturali (Udc)
Francesco D'Onofrio Parlamentare (Udc)
Luca Volonté Parlamentare (Udc)
Gianni Alemanno Ministro Agricoltura (An)
Maurizio Gasparri Parlamentare (An)
Mario Cicala Consigliere della Corte di Cassazione (EX PRESIDENTE ASSOCIAZIONE MAGISTRATI)
Eddaoudi Tilouani Coordinatore per l'Italia del Collettivo nazionale marocchino per la difesa e la protezione dei valori sacri
Rachida Kharraz Presidente dell'Associazione italo-marocchina "Cuore di bimbo"
Yassin Belkassem Vice-presidente della Confederazione delle Associazioni marocchine in Italia
………CONTINUA
CON UN GRUPPO DI PERSONAGGI IN CERCA DI “IDENTITÀ” HA PUBBLICATO SUL SITO "PER L'0CCIDENTE FORZA DI CIVILTÀ" UN MANIFESTO INTITOLATO "LE RAGIONI DEL NOSTRO IMPEGNO".
IL PROGRAMMA DEI NUOVI TEOCON È LA SUMMA DELL’INTEGRALISMO OCCIDENTALISTA, FILO-AMERICANO, PORTATORE DI UNA SOLA E PERICOLOSA IDEA: I NOSTRI VALORI SONO GLI UNICI MERITEVOLI DI RISPETTO, I NOSTRI VALORI SONO ASSOLUTI E INDECLINABILI.
PER COSTORO È NECESSARIO NEGARE LA PARI DIGNITÀ DELLE CULTURE ALTRE DALLA LORO. UN PASSO, APPENA UN PASSO, DALL’AFFERMARE LA SUPERIORITÀ DELLA RAZZA. UN CONFINE CHE IL CAPOMANIPOLO DELL’INCERTO AGGREGATO CHE SI RITROVA DIETRO IL MANIFESTO DI PER L’OCCIDENTE HA GIÀ SUPERATO. COME DIMENTICARE L’APPELLO DEL PRESIDENTE DEL SENATO CONTRO IL “METICCIATO” CHE MINA L’EUROPA?
IN QUESTA MISSIONE SI AFFIANCANO UNA LUNGA TEORIA DI CAMPIONI DEL SUPREMATISMO OCCIDENTALE: OLTRE A DIVERSI PERSONAGGI DI FI, EX-COMUNISTI, AN E UDC, TRA I PORTABANDIERA DELLA CRISTIANITÀ VI È UN MANIPOLO DI MAROCCHINI CHE NON SI CAPISCE BENE COSA C’ENTRINO. UNO, EDDAOUDI TILOUANI, SI QUALIFICA COME COORDINATORE PER L'ITALIA DEL COLLETTIVO NAZIONALE MAROCCHINO PER LA DIFESA E LA PROTEZIONE DEI VALORI SACRI. QUALI?
VORREBBERO FORSE TORNARE AL MEDIOEVO, FARE UNA NUOVA GUERRA DI RELIGIONE, UNA NUOVA CROCIATA? NO, GRAZIE.
Raffaele
SITO PER L'0CCIDENTE FORZA DI CIVILTÀ
Le ragioni del nostro impegno
L'Occidente è in crisi. Attaccato dall'esterno dal fondamentalismo e dal terrorismo islamico, non è capace di rispondere alla sfida. Minato dall'interno da una crisi morale e spirituale, non trova il coraggio per reagire. Ci sentiamo colpevoli del nostro benessere, proviamo vergogna delle nostre tradizioni, consideriamo il terrorismo come una reazione ai nostri errori. Il terrorismo, invece, è un'aggressione diretta alla nostra civiltà e all'umanità intera.
L'Europa è ferma. Continua a perdere natalità, competitività, unità di azione sulla scena internazionale. Nasconde e nega la propria identità e così fallisce nel tentativo di darsi una Costituzione legittimata dai cittadini. Determina una frattura con gli Stati Uniti e fa dell'antiamericanismo una bandiera.
Le nostre tradizioni sono messe in discussione. Il laicismo o il progressismo rinnegano i costumi millenari della nostra storia. Si sviliscono così i valori della vita, della persona, del matrimonio, della famiglia. Si predica l'uguale valore di tutte le culture. Si lascia senza guida e senza regola l'integrazione degli immigrati.
Come ha detto Benedetto XVI, oggi "l'Occidente non ama più se stesso". Per superare questa crisi abbiamo bisogno di più impegno e di più coraggio sui temi della nostra civiltà.
PROMOTORI (alcuni)
Marcello Pera Presidente del Senato
Letizia Moratti Ministro Istruzione
Roberto Formigoni Governatore Regione Lombardia
Renzo Foa Condirettore "Liberal" EX-COMUNISTA
Ferdinando Adornato Parlamentare (Fi) (EX-COMUNISTA)
Sandro Bondi Parlamentare (Fi) (EX-COMUNISTA)
Isabella Bertolini Parlamentare (Fi)
Renato Schifani Parlamentare (Fi)
Elio Vito Parlamentare (Fi)
Rocco Buttiglione Ministro Beni Culturali (Udc)
Francesco D'Onofrio Parlamentare (Udc)
Luca Volonté Parlamentare (Udc)
Gianni Alemanno Ministro Agricoltura (An)
Maurizio Gasparri Parlamentare (An)
Mario Cicala Consigliere della Corte di Cassazione (EX PRESIDENTE ASSOCIAZIONE MAGISTRATI)
Eddaoudi Tilouani Coordinatore per l'Italia del Collettivo nazionale marocchino per la difesa e la protezione dei valori sacri
Rachida Kharraz Presidente dell'Associazione italo-marocchina "Cuore di bimbo"
Yassin Belkassem Vice-presidente della Confederazione delle Associazioni marocchine in Italia
………CONTINUA
giovedì, febbraio 23, 2006
LA PAURA STA NEL NON RISPONDERE ALLA SFIDA
ALLA PROPOSTA DI PRODI DI VOLERE SFIDARE BERLUSCONI E LE ALTRE DUE PUNTE NIENTEMENO CHE SULLE RETI MEDIASET E CON ARBITRO EMILIO FEDE, BERLUSCONI, I VARI LEADERS DI FORZA ITALIA E DELLA UDC VEDONO NELLE CONDIZIONI POSTE UN ALIBI CHE NASCONDEREBBE LA PAURA DI PRODI AL CONFRONTO. LE CONDIZIONI SONO:
A) REGOLE MODELLO USA;
B) RINUNCIA CONFERENZA STAMPA FINALE DEL PREMIER COME PREVISTO DA COMMISSIONE VIGILANZA RAI.
ESSI VEDONO IN QUESTO UN TENTATIVO DI PRODI A NON ATTENERSI ALLE “REGOLE” PREVISTE, CIOÈ A QUELLE STABILITE DALLA COMMISSIONE DI VIGILANZA APPUNTO.
MA LE “REGOLE” DEL GIOCO VANNO CONDIVISE FRA LE PARTI A CONFRONTO E QUELLE STABILITE DALLA COMMISSIONE DI VIGILANZA SONO STATE UNA VERA “FORZATURA” PERCHÉ VARATE CON LA SOLA MAGGIORANZA CHE DA UN “IMPARI” VANTAGGIO AL PREMIER. ESSI LO SANNO BENE.
PRODI HA SEMPLICEMENTE PROPOSTO AL PREMIER DI “RINUNCIARE” A QUEL PRIVILEGIO E DI PERMETTERE CHE IL CONFRONTO AVVENGA CON “REGOLE” COME QUELLE AVVENUTE PER ESEMPIO FRA BUSH E KERRY.
ORA LA DECISIONE È NELLE MANI DEGLI “SFIDATI”. SE ESSI “ACCETTANO” IL CONFRONTO SI FARÀ, ALTRIMENTI NON SI FARÀ. SEMPLICE.
VIENE DA SE CHE LA “PAURA” NON PUÒ ESSERE DELLO “SFIDANTE” MA SE MAI DEGLI “SFIDATI”. IN EFFETTI QUESTI “RISPONDONO” IN MODO PROVOCATORIO CON UN “RIFIUTO DI RISPONDERE ALLA SFIDA”. PIÙ PAURA DI COSI SI MUORE!
Raffaele
NOTIZIE.VIRGILIO
ELEZIONI/ BERTOLINI A RUTELLI: PRODI NON VUOLE INCONTRARE PREMIER
"Ha il terrore del faccia faccia. Punto e basta"
23-02-2006 14:45
Roma, 23 feb. (Apcom) - "Rutelli prova a nascondere le macerie. La verità è che Prodi non sa più a cosa attaccarsi per schivare il confronto diretto con il premier Berlusconi". Lo sostiene Isabella Bertolini, vice presidente dei deputati di Forza Italia, che attacca così il leader dell'Unione Romano Prodi definendolo: "Il signore di Reggio Emilia è ridicolo…CONTINUA
REPUBBLICA
Casini: "Prodi ha paura del confronto tv"
Berlusconi: "E' veramente patetico"
23 febbraio 2006
ROMA - Dopo la replica del suo portavoce, anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi oggi replica alle condizioni poste dal leader dell'Unione per un eventuale dibattito televisivo prima delle elezioni ad aprile. "Prodi scappa le cerca tutte è veramente patetico. Non si presenterà, vuol dire che i due incontri saranno due monologhi", ha detto Berlusconi, ribadendo che sarà pronto a presentarsi in tv avendo di fronte la sedia vuota del Professore. Estremamente critico anche il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini: "Ci sono delle regole, non capisco perché Prodi abbia paura e sfugga il confronto. Ma se ha paura lo dica chiaramente, senza arrampicarsi sugli specchi". "Dire che il confronto - ha aggiunto Casini - deve essere fatto con i tre leader della Cdl da Fede è come dire di non volerlo fare"...CONTINUA
CORRIERE DELLA SERA
Sì alla sfida tv, ma con Fede arbitro»
Proposta choc di Prodi: «Confronto con le tre punte sulle reti Mediaset. Non chiedo la luna, mi diano una risposta».
23 febbraio 2006
ROMA - Sì alla sfida televisiva con Silvio Berlusconi e le altre due punte della Cdl. Ma sulle reti Mediaset e con Emilio Fede arbitro. Con regole sul modello di quelle concordate per il duello Bush-Kerry negli Stati Uniti e a patto che «la controparte» rinunci alla conferenza stampa finale del presidente del Consiglio che la commissione di Vigilanza ha previsto sulle reti Rai.
È la proposta che Romano Prodi, dal suo sito, La nostra campagna elettorale, la televisione, i confronti lancia al leader della Cdl. «Non mi sembra, francamente, di chiedere la luna - scrive Prodi concludendo un lungo articolo - Anzi, credo con questa proposta di avere concesso ai miei avversari il massimo di quanto potessi loro concedere anche ad evitare in via definitiva che si continui a dissertare sui motivi della mia assenza dal teleschermo. Attendo di conoscere il loro punto di vista»…CONTINUA
A) REGOLE MODELLO USA;
B) RINUNCIA CONFERENZA STAMPA FINALE DEL PREMIER COME PREVISTO DA COMMISSIONE VIGILANZA RAI.
ESSI VEDONO IN QUESTO UN TENTATIVO DI PRODI A NON ATTENERSI ALLE “REGOLE” PREVISTE, CIOÈ A QUELLE STABILITE DALLA COMMISSIONE DI VIGILANZA APPUNTO.
MA LE “REGOLE” DEL GIOCO VANNO CONDIVISE FRA LE PARTI A CONFRONTO E QUELLE STABILITE DALLA COMMISSIONE DI VIGILANZA SONO STATE UNA VERA “FORZATURA” PERCHÉ VARATE CON LA SOLA MAGGIORANZA CHE DA UN “IMPARI” VANTAGGIO AL PREMIER. ESSI LO SANNO BENE.
PRODI HA SEMPLICEMENTE PROPOSTO AL PREMIER DI “RINUNCIARE” A QUEL PRIVILEGIO E DI PERMETTERE CHE IL CONFRONTO AVVENGA CON “REGOLE” COME QUELLE AVVENUTE PER ESEMPIO FRA BUSH E KERRY.
ORA LA DECISIONE È NELLE MANI DEGLI “SFIDATI”. SE ESSI “ACCETTANO” IL CONFRONTO SI FARÀ, ALTRIMENTI NON SI FARÀ. SEMPLICE.
VIENE DA SE CHE LA “PAURA” NON PUÒ ESSERE DELLO “SFIDANTE” MA SE MAI DEGLI “SFIDATI”. IN EFFETTI QUESTI “RISPONDONO” IN MODO PROVOCATORIO CON UN “RIFIUTO DI RISPONDERE ALLA SFIDA”. PIÙ PAURA DI COSI SI MUORE!
Raffaele
NOTIZIE.VIRGILIO
ELEZIONI/ BERTOLINI A RUTELLI: PRODI NON VUOLE INCONTRARE PREMIER
"Ha il terrore del faccia faccia. Punto e basta"
23-02-2006 14:45
Roma, 23 feb. (Apcom) - "Rutelli prova a nascondere le macerie. La verità è che Prodi non sa più a cosa attaccarsi per schivare il confronto diretto con il premier Berlusconi". Lo sostiene Isabella Bertolini, vice presidente dei deputati di Forza Italia, che attacca così il leader dell'Unione Romano Prodi definendolo: "Il signore di Reggio Emilia è ridicolo…CONTINUA
REPUBBLICA
Casini: "Prodi ha paura del confronto tv"
Berlusconi: "E' veramente patetico"
23 febbraio 2006
ROMA - Dopo la replica del suo portavoce, anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi oggi replica alle condizioni poste dal leader dell'Unione per un eventuale dibattito televisivo prima delle elezioni ad aprile. "Prodi scappa le cerca tutte è veramente patetico. Non si presenterà, vuol dire che i due incontri saranno due monologhi", ha detto Berlusconi, ribadendo che sarà pronto a presentarsi in tv avendo di fronte la sedia vuota del Professore. Estremamente critico anche il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini: "Ci sono delle regole, non capisco perché Prodi abbia paura e sfugga il confronto. Ma se ha paura lo dica chiaramente, senza arrampicarsi sugli specchi". "Dire che il confronto - ha aggiunto Casini - deve essere fatto con i tre leader della Cdl da Fede è come dire di non volerlo fare"...CONTINUA
CORRIERE DELLA SERA
Sì alla sfida tv, ma con Fede arbitro»
Proposta choc di Prodi: «Confronto con le tre punte sulle reti Mediaset. Non chiedo la luna, mi diano una risposta».
23 febbraio 2006
ROMA - Sì alla sfida televisiva con Silvio Berlusconi e le altre due punte della Cdl. Ma sulle reti Mediaset e con Emilio Fede arbitro. Con regole sul modello di quelle concordate per il duello Bush-Kerry negli Stati Uniti e a patto che «la controparte» rinunci alla conferenza stampa finale del presidente del Consiglio che la commissione di Vigilanza ha previsto sulle reti Rai.
È la proposta che Romano Prodi, dal suo sito, La nostra campagna elettorale, la televisione, i confronti lancia al leader della Cdl. «Non mi sembra, francamente, di chiedere la luna - scrive Prodi concludendo un lungo articolo - Anzi, credo con questa proposta di avere concesso ai miei avversari il massimo di quanto potessi loro concedere anche ad evitare in via definitiva che si continui a dissertare sui motivi della mia assenza dal teleschermo. Attendo di conoscere il loro punto di vista»…CONTINUA
mercoledì, febbraio 22, 2006
ABU GHRAIB – TORTURATORI ITALIANI
QUESTA NOTIZIA HA DEL CLAMOROSO. NON RESTA CHE VEDERCI L’INTERVISTA CHE ANDRÀ IN ONDA SU RAINEWS24 GIOVEDÌ 23 ALLE 7:40, ANCHE SU RAITRE ALLE 17:45 ED ATTENDERE SUCCESSIVI SVILUPPI. PER IL MOMENTO SOLO QUESTE TRE FONTI RIPORTANO QUESTA GRAVE DENUNCIA.
Raffaele
TGCOM
Abu Ghraib: interrogati da italiani
Dichiarazioni dell'uomo incappucciato
22/2/2006
Il prigioniero incappucciato, con le braccia legate ai fili della corrente, tra le foto-simbolo delle violenze da parte dei carcerieri americani nel famigerato penitenziario di Abu Ghraib, alle porte di Baghdad, si chiama Ali Shalal el Kaissi e ha 42 anni. L'uomo, un'autorità amministrativa e religiosa, ha dichiarato di aver saputo che a condurre gli interrogatori c'erano anche contractors italiani ingaggiati da ditte americane…CONTINUA
L’UNITA
Abu Ghraib, tra i torturatori anche mercenari italiani
22 Febbraio 2006
Anche i mercenari italiani hanno torturato i prigionieri in Iraq. Gente pagata tanti dollari per sparare, uccidere e fare la guerra sotto la bandiera Usa ha condotto interrogatori e seviziato i prigionieri nel carcere di Abu Ghraib. A rivelarlo è “l'incappucciato di Abu Ghraib”, l’uomo ritratto nella fotografia che ha fatto il giro del mondo ed è divenuta il simbolo di quegli eventi.
Ali Shalal al Kaisi, in un'intervista esclusiva a Rainews24, racconta per la prima volta le terribili torture a cui è stato sottoposto nel carcere iracheno…CONTINUA
RAINEWS24
Iraq. Parla a Rainews24 Ali Shalal el Kaissi, il prigioniero incappucciato di Abu Ghraib
Roma, 22 febbraio 2006
Il prigioniero incappucciato, con le braccia aperte legate ai fili della corrente, una delle foto-simbolo delle violenze di Abu Ghraib, ha un nome e un volto. Si chiama Ali Shalal el Kaissi, ha 42 anni, ed è stato arrestato nell’ ottobre 2003 a Bagdhad con l'accusa di far parte della guerriglia. Dopo essere stato rilasciato aveva denunciato le torture subite alle autorità irachene, ma nessuno gli aveva creduto perchè le foto dell’ orrore dovevano essere ancora pubblicate. Doveva venire nel nostro paese a raccontare la sua storia ma il consolato italiano gli ha negato il visto.
Sigfrido Ranucci, inviato di Rainews24, l'ha intervistato ad Amman, in Giordania dove Ali Shalal stava seguendo un corso per ‘Non violent action for Iraqi’, tenuto da alcune Ong europee e dove ha fondato l’ Associazione delle vittime delle prigioni americane.
Tutte le carceri in Irak sono sotto il controllo degli americani. Due compagnie private La Caci international e la Titan Corp avevano contratti con mercenari di diverse nazionalità. Tra le testimonianze raccolte da Ali Shalal el Kaissi c'è anche quella di un ex diplomatico iracheno, Haitham Abu Ghaith, secondo il quale a condurre gli interrogatori dei prigionieri c' erano anche contractors italiani, ingaggiati da ditte americane, colpevoli, di aver commesso le stesse torture. Ma Ali Shalal el Kaissi non perdona ai nostri connazionali di aver trafugato soldi e reperti archeologici.
"Noi amiamo il popolo italiano, conosciamo la differenza tra la popolazione civile e chi compie questi gesti, ma questo non ci impedisce di denunciare cosa facevano gli italiani...CONTINUA
Raffaele
TGCOM
Abu Ghraib: interrogati da italiani
Dichiarazioni dell'uomo incappucciato
22/2/2006
Il prigioniero incappucciato, con le braccia legate ai fili della corrente, tra le foto-simbolo delle violenze da parte dei carcerieri americani nel famigerato penitenziario di Abu Ghraib, alle porte di Baghdad, si chiama Ali Shalal el Kaissi e ha 42 anni. L'uomo, un'autorità amministrativa e religiosa, ha dichiarato di aver saputo che a condurre gli interrogatori c'erano anche contractors italiani ingaggiati da ditte americane…CONTINUA
L’UNITA
Abu Ghraib, tra i torturatori anche mercenari italiani
22 Febbraio 2006
Anche i mercenari italiani hanno torturato i prigionieri in Iraq. Gente pagata tanti dollari per sparare, uccidere e fare la guerra sotto la bandiera Usa ha condotto interrogatori e seviziato i prigionieri nel carcere di Abu Ghraib. A rivelarlo è “l'incappucciato di Abu Ghraib”, l’uomo ritratto nella fotografia che ha fatto il giro del mondo ed è divenuta il simbolo di quegli eventi.
Ali Shalal al Kaisi, in un'intervista esclusiva a Rainews24, racconta per la prima volta le terribili torture a cui è stato sottoposto nel carcere iracheno…CONTINUA
RAINEWS24
Iraq. Parla a Rainews24 Ali Shalal el Kaissi, il prigioniero incappucciato di Abu Ghraib
Roma, 22 febbraio 2006
Il prigioniero incappucciato, con le braccia aperte legate ai fili della corrente, una delle foto-simbolo delle violenze di Abu Ghraib, ha un nome e un volto. Si chiama Ali Shalal el Kaissi, ha 42 anni, ed è stato arrestato nell’ ottobre 2003 a Bagdhad con l'accusa di far parte della guerriglia. Dopo essere stato rilasciato aveva denunciato le torture subite alle autorità irachene, ma nessuno gli aveva creduto perchè le foto dell’ orrore dovevano essere ancora pubblicate. Doveva venire nel nostro paese a raccontare la sua storia ma il consolato italiano gli ha negato il visto.
Sigfrido Ranucci, inviato di Rainews24, l'ha intervistato ad Amman, in Giordania dove Ali Shalal stava seguendo un corso per ‘Non violent action for Iraqi’, tenuto da alcune Ong europee e dove ha fondato l’ Associazione delle vittime delle prigioni americane.
Tutte le carceri in Irak sono sotto il controllo degli americani. Due compagnie private La Caci international e la Titan Corp avevano contratti con mercenari di diverse nazionalità. Tra le testimonianze raccolte da Ali Shalal el Kaissi c'è anche quella di un ex diplomatico iracheno, Haitham Abu Ghaith, secondo il quale a condurre gli interrogatori dei prigionieri c' erano anche contractors italiani, ingaggiati da ditte americane, colpevoli, di aver commesso le stesse torture. Ma Ali Shalal el Kaissi non perdona ai nostri connazionali di aver trafugato soldi e reperti archeologici.
"Noi amiamo il popolo italiano, conosciamo la differenza tra la popolazione civile e chi compie questi gesti, ma questo non ci impedisce di denunciare cosa facevano gli italiani...CONTINUA
LA BENZINA SUL FUOCO DELL’ISLAM
LA STILETTATA DI FINI A CALDEROLI SUO ALLEATO DI GOVERNO NON SI È FATTA ATTENDERE. DOPO RIPETUTI TENTATIVI DI FAR CREDERE CHE L'ATTO DI MOSTRARE LA MAGLIETTA NON FOSSE LA VERA CAUSA DELL'ATTACCO A BENGASI AL NOSTRO CONSOLATO MA CHE FOSSE INVECE STATA UNA CINICA STRUMENTALIZZAZIONE DEGLI AVVERSARI POLITICI NOSTRANI A SUO DANNO.
ECCO CHE PROPRIO FINI, QUALE MINISTRO DEGLI ESTERI INSIEME A PISANU MINISTRO DEGLI INTERNI DEL MEDESIMO GOVERNO, CONFERMANO, COME SE CE NE FOSSE STATO BISOGNO, LA DIRETTA CONSEGUENZA DI QUEL GESTO A CONDURRE I FONDAMENTALISTI VERSO OBBIETTIVI ITALIANI.
ANCORA UNA VOLTA L'EX-MINISTRO È SERVITO, MA CON LUI TUTTA LA LEGA PORTATRICE DI VALORI XENOFOBI, RAZZISTI. PRIMA CONTRO I "TERRONI" POI CONTRO "ROMA LADRONA" ED ORA “ANTI-ISLAM” E SI SCOPRONO PROFONDAMENTE "CRISTIANI". TANTO CHE VORREBBERO RIAFFERMARE CON FORZA QUESTA "IDENTITA" AL SOLO SCOPO DI CONTRAPPORLA ALL'ISLAM INTERO.
COSTORO STANNO CERCANDO CON QUESTA FORMULA DI CONVINCERE I CATTOLICI MODERATI A CREARE ARTIFICIOSE E PERICOLOSE CONTRAPPOSIZIONI TRA LE DUE RELIGIONI CHE PORTANO DRITTO ALLO SCONTRO DI CIVILTÀ.
STIAMO ATTENTI A NON BUTTARE LA BENZINA SUL FUOCO E QUINDI A NON CADERE IN QUESTA PROVOCAZIONE PERCHÈ SAREBBE PROPRIO QUELLO CHE VOGLIONO INFINE I FONDAMENTALISTI ISLAMICI E AL-QAEDA: CONQUISTARE TUTTO IL CONSENSO NEL MONDO ARABO.
Raffaele
CORRIERE DELLA SERA
Senza Calderoli Italia esclusa da tensioni
22 febbraio 2006
ROMA - I disordini in Libia «difficilmente avrebbero preso di mira obiettivi italiani» senza i comportamenti del ministro per le Riforme costituzionali Roberto Calderoli. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Gianfranco Fini alle commissioni Esteri e Affari costituzionali del Senato. Il vice premier ritiene che le dimissioni di Calderoli erano «un atto dovuto» e gli va riconosciuta «la sensibilità istituzionale e politica, di averle presentate»...CONTINUA
ECCO CHE PROPRIO FINI, QUALE MINISTRO DEGLI ESTERI INSIEME A PISANU MINISTRO DEGLI INTERNI DEL MEDESIMO GOVERNO, CONFERMANO, COME SE CE NE FOSSE STATO BISOGNO, LA DIRETTA CONSEGUENZA DI QUEL GESTO A CONDURRE I FONDAMENTALISTI VERSO OBBIETTIVI ITALIANI.
ANCORA UNA VOLTA L'EX-MINISTRO È SERVITO, MA CON LUI TUTTA LA LEGA PORTATRICE DI VALORI XENOFOBI, RAZZISTI. PRIMA CONTRO I "TERRONI" POI CONTRO "ROMA LADRONA" ED ORA “ANTI-ISLAM” E SI SCOPRONO PROFONDAMENTE "CRISTIANI". TANTO CHE VORREBBERO RIAFFERMARE CON FORZA QUESTA "IDENTITA" AL SOLO SCOPO DI CONTRAPPORLA ALL'ISLAM INTERO.
COSTORO STANNO CERCANDO CON QUESTA FORMULA DI CONVINCERE I CATTOLICI MODERATI A CREARE ARTIFICIOSE E PERICOLOSE CONTRAPPOSIZIONI TRA LE DUE RELIGIONI CHE PORTANO DRITTO ALLO SCONTRO DI CIVILTÀ.
STIAMO ATTENTI A NON BUTTARE LA BENZINA SUL FUOCO E QUINDI A NON CADERE IN QUESTA PROVOCAZIONE PERCHÈ SAREBBE PROPRIO QUELLO CHE VOGLIONO INFINE I FONDAMENTALISTI ISLAMICI E AL-QAEDA: CONQUISTARE TUTTO IL CONSENSO NEL MONDO ARABO.
Raffaele
CORRIERE DELLA SERA
Senza Calderoli Italia esclusa da tensioni
22 febbraio 2006
ROMA - I disordini in Libia «difficilmente avrebbero preso di mira obiettivi italiani» senza i comportamenti del ministro per le Riforme costituzionali Roberto Calderoli. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Gianfranco Fini alle commissioni Esteri e Affari costituzionali del Senato. Il vice premier ritiene che le dimissioni di Calderoli erano «un atto dovuto» e gli va riconosciuta «la sensibilità istituzionale e politica, di averle presentate»...CONTINUA
domenica, febbraio 19, 2006
ADDIO CALDEROLI
LE PAROLE E LE AZIONI DELL’EX-MINSTRO CALDEROLI SONO ELOQUENTI E SONO DI TIPICO STAMPO RAZZISTA E XENOFOBO DI UN IRRESPONSABILE, COME IN EFFETTI LO È DI TUTTA LA LEGA CHE È PORTATRICE DI QUESTI VALORI.
CON QUESTO PARTITO IL GOVERNO DI BERLUSCONI HA GOVERNATO PER 5 ANNI. DURANTE QUESTI ANNI CALDEROLI SI È SEMPRE DISTINTO IN QUESTO SENSO INSIEME A BORGHEZIO, ALTRO PALADINO DELLA LEGA, SUO FEDELISSIMO. COSTORO PERÒ HANNO POTUTO FARE QUESTO PERCHÉ È STATO LORO CONSENTITO, TANTO CHE IL GOVERNO HA FATTO LA "LORO DEVOLUTION" MODIFICANDO LA COSTITUZIONE IN SENSO AUTORITARIO.
DOPO GLI EVENTI DI BENGASI, DI CUI FUI FACILE PROFETA, IL GOVERNO SI È AFFRETTATO A FARLO DIMETTERE DOPO PERO PENOSE TRATTATIVE MA CHE HANNO SOLO “CHIUSO LA STALLA DOPO CHE I BUOI SONO SCAPPATI”. IL GOVERNO INTERO AVREBBE DOVUTO DIMETTERSI SE AVESSE AVUTO A CUORE LA SICUREZZA DEL PAESE E DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO.
Raffaele
ILTEMPO
UN MINISTRO CHE VA DIMENTICATO
di GAETANO PEDULLÀ
sabato 18 febbraio 2006
In Italia c’è un ministro che non ha capito niente del mondo arabo, dell’Islam e delle inquietudini che stanno infiammando mezzo pianeta. Un ministro, Roberto Calderoli, che a furia di provocazioni si è garantito uno spazio fisso nelle cronachette della politica nazionale. E che - uno scherzo dietro l’altro - ha perso di vista il senso della misura, tanto da arrivare a sfidare platealmente i fedeli di Maometto, indossando una maglietta con le vignette che hanno scatenato la ribellione dell’emisfero islamico. Una mossa tragica, che ieri ha fatto scoppiare un tumulto a Bengasi, con diversi morti e feriti. Di questo, oltre che con la sua coscienza, il signor ministro dovrà rispondere anche a tutti noi italiani...CONTINUA
ILGIORNALE
Mi dimetto se l’Islam dà un segnale di pace
di Adalberto Signore
n. 41 del 18-02-2006 pagina 2
Una vita vissuta pericolosamente. Politicamente, s'intende. Ma ieri notte la prima retromarcia, il primo accenno di compromesso. Travolto dalla bufera politica, dopo una lunga serie di no comment, Roberto Calderoli ha detto: «Se per arrivare al dialogo tra il mondo occidentale e il mondo islamico e per mettere da parte le armi, le bombe e il terrorismo, è necessario che io mi dimetta, che chieda scusa e perfino che mi umili, io mi dimetto. Lo farò un secondo dopo aver avuto dal mondo islamico un segnale che questo mio atto possa essere utile»...CONTINUA
MEGACHIP
Calderoli:" Maglietta anti Islam? Sono pronto a rifarlo"
Venerdì, 17 febbraio 2006
"Oggi l'ho tolta. Sono in pausa perché il consiglio di Stato ci ha dato ragione sui crocefissi nelle scuole. Ma sono pronto a rimetterla" avverte il ministro per le Riforme, Roberto Calderoli, intervistato dal CORRIERE DELLA SERA, parlando della maglietta con le vignette contro l'Islam che indossa...CONTINUA
CON QUESTO PARTITO IL GOVERNO DI BERLUSCONI HA GOVERNATO PER 5 ANNI. DURANTE QUESTI ANNI CALDEROLI SI È SEMPRE DISTINTO IN QUESTO SENSO INSIEME A BORGHEZIO, ALTRO PALADINO DELLA LEGA, SUO FEDELISSIMO. COSTORO PERÒ HANNO POTUTO FARE QUESTO PERCHÉ È STATO LORO CONSENTITO, TANTO CHE IL GOVERNO HA FATTO LA "LORO DEVOLUTION" MODIFICANDO LA COSTITUZIONE IN SENSO AUTORITARIO.
DOPO GLI EVENTI DI BENGASI, DI CUI FUI FACILE PROFETA, IL GOVERNO SI È AFFRETTATO A FARLO DIMETTERE DOPO PERO PENOSE TRATTATIVE MA CHE HANNO SOLO “CHIUSO LA STALLA DOPO CHE I BUOI SONO SCAPPATI”. IL GOVERNO INTERO AVREBBE DOVUTO DIMETTERSI SE AVESSE AVUTO A CUORE LA SICUREZZA DEL PAESE E DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO.
Raffaele
ILTEMPO
UN MINISTRO CHE VA DIMENTICATO
di GAETANO PEDULLÀ
sabato 18 febbraio 2006
In Italia c’è un ministro che non ha capito niente del mondo arabo, dell’Islam e delle inquietudini che stanno infiammando mezzo pianeta. Un ministro, Roberto Calderoli, che a furia di provocazioni si è garantito uno spazio fisso nelle cronachette della politica nazionale. E che - uno scherzo dietro l’altro - ha perso di vista il senso della misura, tanto da arrivare a sfidare platealmente i fedeli di Maometto, indossando una maglietta con le vignette che hanno scatenato la ribellione dell’emisfero islamico. Una mossa tragica, che ieri ha fatto scoppiare un tumulto a Bengasi, con diversi morti e feriti. Di questo, oltre che con la sua coscienza, il signor ministro dovrà rispondere anche a tutti noi italiani...CONTINUA
ILGIORNALE
Mi dimetto se l’Islam dà un segnale di pace
di Adalberto Signore
n. 41 del 18-02-2006 pagina 2
Una vita vissuta pericolosamente. Politicamente, s'intende. Ma ieri notte la prima retromarcia, il primo accenno di compromesso. Travolto dalla bufera politica, dopo una lunga serie di no comment, Roberto Calderoli ha detto: «Se per arrivare al dialogo tra il mondo occidentale e il mondo islamico e per mettere da parte le armi, le bombe e il terrorismo, è necessario che io mi dimetta, che chieda scusa e perfino che mi umili, io mi dimetto. Lo farò un secondo dopo aver avuto dal mondo islamico un segnale che questo mio atto possa essere utile»...CONTINUA
MEGACHIP
Calderoli:" Maglietta anti Islam? Sono pronto a rifarlo"
Venerdì, 17 febbraio 2006
"Oggi l'ho tolta. Sono in pausa perché il consiglio di Stato ci ha dato ragione sui crocefissi nelle scuole. Ma sono pronto a rimetterla" avverte il ministro per le Riforme, Roberto Calderoli, intervistato dal CORRIERE DELLA SERA, parlando della maglietta con le vignette contro l'Islam che indossa...CONTINUA
SCONTI DI PENA PER STUPRATORI DI MINORENNI ESPERTE
VOGLIAMO SPERARE CHE LA SUPREMA CORTE CORREGGA AL PIÙ PRESTO QUESTA ASSURDA SENTENZA CHE VIOLA I PRINCIPI DI UGUAGLIANZA DI TUTTE LE PERSONE ED IN PARTICOLARE I PIÙ DEBOLI E INDIFESI. LA NORMA È ANCHE TECNICAMENTE SBAGLIATA OLTRE CHE INDEGNA DI UN PAESE CIVILE. PERMETTE ALLO STUPRATORE DI OTTENERE “SCONTI” DI PENA SE LA “VITTIMA” MINORENNE HA GIÀ AVUTO “RAPPORTI SESSUALI”, VALE A DIRE SUBITO GIÀ ALTRI STUPRI (SENZA DENUNCIA), MAGARI DAL MEDESIMO VIOLENTATORE. IL MASSIMO DELL’INGIUSTIZIA. GLI STUPRATORI ORA RISCHIANO DI MENO.
Raffaele
RAINEWS24
Giustizia. Cassazione: la sentenza sullo stupro e' da seppellire. Ippolito: la Corte puo' sbagliare
Roma, 18 febbraio 2006
"Questa sentenza, come avvenne per quella dello stupro e i jeans, sarà 'seppellita con ignominia dalla stessa Corte di Cassazione: ossia non troverà mai spazio nel 'Massimario' e, anzi, verrà citata come esempio negativo di come una sentenza non dovrebbe mai essere scritta nè motivata". Questa l'assicurazione che viene direttamente dai 'piani alti' della Suprema Corte che non condividono assolutamente il verdetto - emesso dalla Terza sezione penale della Cassazione - favorevole a considerare come caso di "minor gravità" quello della violenza sessuale ai danni di una minorenne che ha gia avuto rapporti.
La Costituzione garantisce la pari dignità di tutti i cittadini e questo significa valorizzazione delle persone più deboli, come una quattordicenne che vive una situazione difficile"…CONTINUA
ADNKRONOS
Cassazione, già 'esperta' a 13 anni meno grave l'abuso
La Suprema Corte ha accolto la richiesta di attenuanti di un 40enne di Cagliari accusato di aver avuto un rapporto 'dietro consenso' con la figlia della convivente
Roma, 17 feb. (Adnkronos) - A 13 anni ha già avuto ''numerosi rapporti sessuali'', pertanto l'abuso avvenuto ''dietro il suo consenso'' è meno grave. Dal momento che la personalità ''dal punto di vista sessuale'' è già ''sviluppata''. E' la considerazione con la quale la Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di attenuanti come fatto di minore gravità di un 40enne di Cagliari, Marco T., allevatore, condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione per violenza sessuale nei confronti della figlia minorenne della convivente, Valentina, di 13 anni, con la quale aveva avuto un rapporto orale. Per la suprema Corte, nonostante la condotta dell'uomo sia ''riprovevole'', il rapporto, scelto dalla ragazzina che aveva rifiutato un rapporto completo con il patrigno in forma cautelativa a causa dei precedenti da tossicodipendente dell'uomo, è meno grave in quanto ''la ragazza già a partire dall'età di 13 anni aveva avuto numerosi rapporti sessuali con uomini di ogni età'', così che ''è lecito ritenere che già al momento dell'incontro con l'imputato la sua personalità dal punto di vista sessuale fosse molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente aspettare da una ragazza della sua età''...CONTINUA
Raffaele
RAINEWS24
Giustizia. Cassazione: la sentenza sullo stupro e' da seppellire. Ippolito: la Corte puo' sbagliare
Roma, 18 febbraio 2006
"Questa sentenza, come avvenne per quella dello stupro e i jeans, sarà 'seppellita con ignominia dalla stessa Corte di Cassazione: ossia non troverà mai spazio nel 'Massimario' e, anzi, verrà citata come esempio negativo di come una sentenza non dovrebbe mai essere scritta nè motivata". Questa l'assicurazione che viene direttamente dai 'piani alti' della Suprema Corte che non condividono assolutamente il verdetto - emesso dalla Terza sezione penale della Cassazione - favorevole a considerare come caso di "minor gravità" quello della violenza sessuale ai danni di una minorenne che ha gia avuto rapporti.
La Costituzione garantisce la pari dignità di tutti i cittadini e questo significa valorizzazione delle persone più deboli, come una quattordicenne che vive una situazione difficile"…CONTINUA
ADNKRONOS
Cassazione, già 'esperta' a 13 anni meno grave l'abuso
La Suprema Corte ha accolto la richiesta di attenuanti di un 40enne di Cagliari accusato di aver avuto un rapporto 'dietro consenso' con la figlia della convivente
Roma, 17 feb. (Adnkronos) - A 13 anni ha già avuto ''numerosi rapporti sessuali'', pertanto l'abuso avvenuto ''dietro il suo consenso'' è meno grave. Dal momento che la personalità ''dal punto di vista sessuale'' è già ''sviluppata''. E' la considerazione con la quale la Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di attenuanti come fatto di minore gravità di un 40enne di Cagliari, Marco T., allevatore, condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione per violenza sessuale nei confronti della figlia minorenne della convivente, Valentina, di 13 anni, con la quale aveva avuto un rapporto orale. Per la suprema Corte, nonostante la condotta dell'uomo sia ''riprovevole'', il rapporto, scelto dalla ragazzina che aveva rifiutato un rapporto completo con il patrigno in forma cautelativa a causa dei precedenti da tossicodipendente dell'uomo, è meno grave in quanto ''la ragazza già a partire dall'età di 13 anni aveva avuto numerosi rapporti sessuali con uomini di ogni età'', così che ''è lecito ritenere che già al momento dell'incontro con l'imputato la sua personalità dal punto di vista sessuale fosse molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente aspettare da una ragazza della sua età''...CONTINUA
venerdì, febbraio 17, 2006
CALDEROLI E LA VIGNETTA ANTI-ISLAMICA
LA IRRESPONSABILITÀ NON È UNA CARATTERISTICA SPECIFICA SOLO DEL NOSTRO MINISTRO DELLA LEGA CALDEROLI CHE SI PERMETTE DI FARSI RITRARRE CON LA VIGNETTA DI MAOMETTO SULLA MAGLIETTA.
GLI ITALIANI CHE LAVORANO IN PAESI ISLAMICI SONO TANTI ED ORA A SEGUITO DI QUESTO COMPORTAMENTO RISCHIANO MOLTO DI PIÙ DI ESSERE “ATTACCATI” PER “VENDETTA” E PERTANTO NON POSSONO STARE PIÙ TRANQUILLI A SVOLGERE IL LORO LAVORO.
IL GOVERNO E GLI ALTRI MINISTRI SI LIMITANO BONTÀ LORO A “RICHIAMARLO” PERCHÉ SI ATTENGA A “COMPORTAMENTI SERI”. TUTTA QUI STA LA DISTANZA DELLA MAGGIORANZA DI CENTRODESTRA DA CALDEROLI, NULLA DI PIÙ.
PER IL RESTO CONTINUANO AD ESSERE PIÙ AMICI DI PRIMA NELLA SPERANZA DI ESSERE RIELETTI ALLA GUIDA DEL PAESE.
Raffaele
RAINEWS24
Vignette islamiche. Fini contro Calderoli: si attenga a comportamenti seri
Roma, 16 febbraio 2006
Il vice premier Gianfranco Fini prende le distanze dal leghista Roberto Calderoli e stigmatizza il comportamento di quest'ultimo che, in questi giorni, ha deciso di indossare una maglietta con stampata una vignetta anti-islamica.
"In un momento così difficile e delicato nei rapporti tra Europa e mondo islamico tutti, a maggior ragione un ministro della Repubblica, devono attenersi a comportamenti seri e responsabili". Lo ha detto il vice-premier Gianfranco Fini commentando l'iniziativa del ministro leghista per le Riforme, Roberto Calderoli. "Qualsivoglia atteggiamento o provocazione che possa suonare come offensiva nei confronti di qualsiasi sensibilità religiosa deve essere stigmatizzata", ha detto ancora Fini.
Ieri sera il ministro Calderoli nel corso della trasmissione televisiva "Dopo Tg1" ha dichiarato al conduttore Clemente Mimun che il premier Berlusconi gli ha chiesto "addirittura" di dimettersi, ma lui, irremovibile, ha definito la sua t-shirt "una battaglia di libertà". E ha aggiunto: "Gli islamici riconoscano i nostri diritti e poi toglierò la maglietta".
GLI ITALIANI CHE LAVORANO IN PAESI ISLAMICI SONO TANTI ED ORA A SEGUITO DI QUESTO COMPORTAMENTO RISCHIANO MOLTO DI PIÙ DI ESSERE “ATTACCATI” PER “VENDETTA” E PERTANTO NON POSSONO STARE PIÙ TRANQUILLI A SVOLGERE IL LORO LAVORO.
IL GOVERNO E GLI ALTRI MINISTRI SI LIMITANO BONTÀ LORO A “RICHIAMARLO” PERCHÉ SI ATTENGA A “COMPORTAMENTI SERI”. TUTTA QUI STA LA DISTANZA DELLA MAGGIORANZA DI CENTRODESTRA DA CALDEROLI, NULLA DI PIÙ.
PER IL RESTO CONTINUANO AD ESSERE PIÙ AMICI DI PRIMA NELLA SPERANZA DI ESSERE RIELETTI ALLA GUIDA DEL PAESE.
Raffaele
RAINEWS24
Vignette islamiche. Fini contro Calderoli: si attenga a comportamenti seri
Roma, 16 febbraio 2006
Il vice premier Gianfranco Fini prende le distanze dal leghista Roberto Calderoli e stigmatizza il comportamento di quest'ultimo che, in questi giorni, ha deciso di indossare una maglietta con stampata una vignetta anti-islamica.
"In un momento così difficile e delicato nei rapporti tra Europa e mondo islamico tutti, a maggior ragione un ministro della Repubblica, devono attenersi a comportamenti seri e responsabili". Lo ha detto il vice-premier Gianfranco Fini commentando l'iniziativa del ministro leghista per le Riforme, Roberto Calderoli. "Qualsivoglia atteggiamento o provocazione che possa suonare come offensiva nei confronti di qualsiasi sensibilità religiosa deve essere stigmatizzata", ha detto ancora Fini.
Ieri sera il ministro Calderoli nel corso della trasmissione televisiva "Dopo Tg1" ha dichiarato al conduttore Clemente Mimun che il premier Berlusconi gli ha chiesto "addirittura" di dimettersi, ma lui, irremovibile, ha definito la sua t-shirt "una battaglia di libertà". E ha aggiunto: "Gli islamici riconoscano i nostri diritti e poi toglierò la maglietta".
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