sabato, dicembre 23, 2006

LA DESTRA E LA LEGA CONTRO I ROM

È INAUDITO CHE GRUPPI RAZZISTI QUALI LA LEGA ED ESPONENTI DELLA DESTRA ABBIANO “INCITATO” 400 CITTADINI A “DEVASTARE” UN CAMPO NOMADI CHE IL COMUNE AVEVA APPRONTATO PER 67 ROM DI CUI 34 BAMBINI BRUCIANDO 7 TENDE ED ALTRE 7 DIVELTE. SULLA LORO RESPONSABILITÀ NON VI SONO DUBBI PERCHÉ HANNO PORTATO PEZZI DI TENDE BRUCIATE COME TROFEO DAVANTI AL MUNICIPIO E DA RITROVAMENTI DI TANICHE DI BENZINA FATTE SUL LUOGO DAI CARABINIERI.

I NOMADI SONO TRA GLI “ULTIMI” DELLA TERRA E SENZA L’AIUTO DELLE COMUNITÀ IN TUTTO IL MONDO NON POTREBBERO "SOPRAVVIVERE", COME GLI EBREI, I NEGRI E GLI OMOSESSUALI SONO STATI PER SECOLI “DISCRIMINATI” FINO ALLO STERMINIO DI MILIONI DI LORO PRATICATO SU LARGA SCALA DAI NAZISTI E FASCISTI FINO ALLA FINE DELL’ULTIMA GUERRA.

SOLO CHI VUOLE CONTINUARE L’OPERA DEI NAZIFASCISTI DI ALLORA E CHI NON CONOSCE O RIFIUTA LA STORIA PIÙ RECENTE “RITIENE” QUESTA “DISCRIMINAZIONE” GIUSTA CHE “RISOLVE” IL PROBLEMA DELLA “SICUREZZA” E DELLA “PULIZIA” DEL QUARTIERE CON BUONA PACE DEI “VALORI” CRISTIANI DELLA “FRATELLANZA” E DELLA “FAMIGLIA” CUI PURE L’ESTREMA DESTRA E LA LEGA SI “RICHIAMANO” OVVIAMENTE SOLO PER LA PROPRIA “RAZZA”.
Raffaele B.

ILGIORNALE
Opera, 400 persone in piazza Fuoco e fiamme contro i rom
di Paola Fucilieri
sabato 23 dicembre 2006
Un vero e proprio blitz. Conclusosi con 6 tende della Protezione civile bruciate e altre 7 divelte nel campo che il comune di Milano sta allestendo a Opera - all’angolo tra via Borsellino e via Marcora - per i nomadi sgomberati in zona Ripamonti due settimane fa. Quasi contemporaneamente un’incursione di circa 400 persone hanno impedito al consiglio comunale di Opera di proseguire mentre altri portavano come un trofeo, davanti al municipio, parte di quelle tende bruciate.

A Opera i nomadi non li vogliono, è chiaro. Il sindaco Alessandro Ramazzotti (Ds), tra le 20 e le 21 di giovedì, ha tentato di illustrare al consiglio comunale e ai cittadini imbufaliti che affollavano l’aula il protocollo d’intesa appena raggiunto con le istituzioni milanesi per sistemare i 67 rom (di cui 34 bambini) che hanno dovuto lasciare l’accampamento abusivo di via Macconago giovedì 14 dicembre perché sgomberati dalla polizia. Il primo cittadino, però, si è dovuto interrompere perché il vociare di proteste gli impediva di parlare. E a nulla sono valsi i 15 minuti di pausa: Ramazzotti è stato costretto a sospendere il consiglio comunale mentre l’orda di gente, dietro incitazione dei rappresentanti della Lega, si riversava sulla strada e, bloccando il traffico davanti alla rotonda, agitava una specie di vessillo: il lembo di una delle tende che alcuni di loro avevano bruciato (probabilmente durante il consiglio comunale).

In via Borsellino l’altra sera, subito dopo il rogo, sono giunti i carabinieri della compagnia di Corsico, quelli del nucleo radiomobile di Milano e, ieri mattina, la Digos che, insieme ai militari, ha presidiato la zona, non recintata e decisamente poco vigilabile. Sul posto sono state trovate delle taniche di benzina. E, oltre ai leghisti, c’è chi giura che tra i piromani ci fossero anche esponenti dell’estrema destra…
CONTINUA

CASO WELBY E IL SILENZIO DELLA CHIESA

È ORMAI CHIARO A TUTTI CHE LA MORTE DI WELBY DERIVA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE DALL’INTERRUZIONE DI UNA INUTILE E CONTROPRODUCENTE TERAPIA CHE LO TENEVA ARTIFICIALMENTE IN VITA DA OLTRE 10 ANNI CON LA INTRODUZIONE DI ARIA NEI POLMONI ATTRAVERSO LA TRACHEA.

IL DOTTORE SI È LIMITATO A FARE QUANTO RICHIESTO DALLO STESSO WELBY, E CIOÈ A SEDARLO PERCHÉ NON SOFFRISSE PER IL DISTACCO DELLA MACCHINA RESPIRATRICE.

NEL FRATTEMPO, NÉ LA POLITICA, NE LA GIUSTIZIA E NÉ LA CHIESA AVEVANO DATO UNA RISPOSTA ALL’UOMO SOFFERENTE. QUESTE "ISTITUZIONI" SI SONO DIMOSTRATE "IMPOTENTI" E NON "RISOLUTE". ESSE SI SONO “IMPANTANATE” IN DIATRIBE “INFINITE” SU QUESTIONI DI “PRINCIPIO” BASATE SOLO SULLA RELIGIONE CATTOLICA. IN TAL MODO LO STATO, CHE DEVE GARANTIRE I DIRITTI A TUTTI I CITTADINI INDIPENDENTEMENTE DALLE LORO RELIGIONI, NON HA POTUTO ESERCITARE LA SUA FUNZIONE IN MODO DIRETTO.

IL DOTTORE HA POTUTO AGIRE COSÌ SOLO GRAZIE AL SUO "CORAGGIO" E AGLI ARTICOLI 12 E 32 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA E PER QUESTO SI METTE A DISPOSIZIONE DELLA MAGISTRATURA PER RISPONDERNE. ALTRI NON SE LA SENTIVANO, OVVIAMENTE!

ANCHE SE NON ESISTE NEL NOSTRO ORDINAMENTO UNA "DEFINIZIONE" CONDIVISA DELL’EUTANASIA, DAL CENTRODESTRA LO SI GRIDA CON UNA CERTA IMPRUDENZA E SI CHIEDE CON INSISTENZA DI PROCEDERE "PENALMENTE" CONTRO IL DOTTORE.

NEL FRATTEMPO, MENTRE IL VICARIATO “RIFIUTA” IL FUNERALE A WELBY, LA CHIESA SI DIMOSTRA PIÙ “PRUDENTE” SU QUESTA QUESTIONE FACENDO CALARE IL “SILENZIO”, TANTÈ CHE IL PAPA PREFERISCE ADESSO “PRONUNCIARSI” SULLE COPPIE DI FATTO!
CHIARO, NO?
Raffaele B.

ILGIORNALE
Marino: «Ognuno può dire basta a cure intollerabili»
di Redazione da Roma
sabato 23 dicembre 2006
«Ognuno di noi ha diritto di chiedere l’interruzione di un percorso terapeutico quando lo ritenga non soltanto inappropriato ma anche intollerabile per se stesso». Il presidente della Commissione Sanità del Senato, il professor Ignazio Marino della Margherita, ha incontrato Piergiorgio Welby pochi giorni fa e si dice certo della sua determinazione a seguire la strada della «rinuncia a una tecnologia che riteneva inappropriata».

Non si tratta di eutanasia?
«L’eutanasia è un intervento attivo, di solito un’iniezione di cloruro di potassio che in pochi secondi fa cessare il battito cardiaco. In quel caso si uccide. In questo invece al contrario si sospende una terapia che si ritiene non appropriata e si configura come accanimento terapeutico».

Il Consiglio superiore di sanità aveva detto che nel caso Welby non c’era accanimento terapeutico.
«Non voglio polemizzare ma certe decisioni le può prendere soltanto il medico insieme al paziente: le istituzioni non possono inserirsi in questo rapporto perché soltanto il medico curante può far capire al paziente l’efficacia reale di una terapia».

La Cdl parla di omicidio.
«Chiedo ai responsabili politici dell’opposizione di non gridare e invece di aprire una riflessione senza piantare bandiere ideologiche. Nel Catechismo della Chiesa cattolica è scritto che “l’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o da coloro che ne hanno legalmente il diritto sempre rispettando la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente”».

ILGIORNALE
La Chiesa non fa il funerale a Welby
di Redazione
sabato 23 dicembre 2006
Niente funerale per Piergiorgio Welby: per il Vicariato la sua richiesta di morire «è in contrasto con la dottrina cattolica». Il caso ha aperto una spaccatura nell’Unione, mentre sui temi etici è intervenuto direttamente il Papa: «Non posso più tacere la mia preoccupazione per le leggi sulle coppie di fatto».

mercoledì, dicembre 20, 2006

CASO WELBY E ACCANIMENTO TERAPEUTICO

SE SI VOLEVA “COMPLICARE” UN CASO, CHE A QUANTO PARE, È GIA STATO RISOLTO DA PIÙ DI MEZZO SECOLO, CI SI È RIUSCITI SENZ’ALTRO. LA NOSTRA COSTITUZIONE LO PREVEDE AGLI ARTICOLI 13 E 32 IN MODO INEQUIVOCABILE, (VEDERE SOTTO). VERAMENTE NON SI RIESCE A CAPIRE PERCHÉ NON LO SI VOGLIA RICONOSCERE.

SI È AFFERMATO DA PIÙ PARTI ANCHE DALLA CHIESA “NO ALLA EUTANASIA” E “NO ALL’ACCANIMENTO TERAPEUTICO”. GIUSTO, MA POI LA QUESTIONE NASCE NEL MOMENTO IN CUI SI CERCA DI STABILIRE IL “CONFINE” FRA LORO.

QUI SI È APERTA UNA BATTAGLIA “IDEOLOGICA” AL CUI CENTRO PERÒ NON C’È PIÙ IL CITTADINO-MALATO CON LA SUA VOLONTÀ E SOFFERENZA.
NO, C’È L’IDEA O MEGLIO LA “CONVINZIONE” DI ALCUNI CHE SEMBRA “PREVALERE” SUGLI ALTRI E CHE PER QUESTO LO SI VUOLE “IMPORRE” A TUTTI ANCHE A COSTO DI NON RICONOSCERE QUELLA PARTE DELLA COSTITUZIONE E DI CONSEGUENZA NEMMENO LA VOLONTÀ E LA SOFFERENZA INDICIBILE (E NON SOLO FISICA) DEL CITTADINO-MALATO WELBY.

RISULTA EVIDENTE A TUTTI ORMAI CHE WELBY È MANTENUTO IN VITA ARTIFICIALMENTE DA PIÙ DI DIECI ANNI DA UNA MACCHINA SENZA ALCUNA SPERANZA DI GUARIGIONE E DA TUTTI CONFERMATO.

EGLI HA ESPRESSO IN PIÙ MODI LA VOLONTÀ DI NON ESSERE PIÙ “CURATO” DA 88 GIORNI ORMAI E DI ESSERE “ACCOMPAGNATO” VERSO LA SUA “MORTE NATURALE” (CHE AVVERREBBE CERTAMENTE SE NON FOSSE PIÙ SOSTENUTO DA UNA MACCHINA) OVVIAMENTE SENZA SOFFERENZA, QUINDI CON SEDAZIONE. EPPURE ANCORA NON SI PUÒ FARE SENZA ESSERE INCOLPATO DI “OMICIDIO” O DI “EUTANASIA” PUNITO CON ALMENO 15 ANNI DI CARCERE.

MA L’EUTANASIA È QUANDO SI INTERVIENE “ATTIVAMENTE” SUL MALATO TERMINALE (CHE È PERFETTAMENTE IN GRADO DI VIVERE AUTONOMAMENTE SENZA MACCHINE) PER CAUSARNE O ACCELERARNE LA MORTE.
MA CIÒ È DIVERSO DALL’ACCANIMENTO TERAPEUTICO DI CUI SI PARLA. È COSÌ DIFFICILE CAPIRLO?
Raffaele B.

CORRIERE DELLA SERA
Welby, i pm impugnano l'ordinanza
20 dicembre 2006
«Ha il diritto di non curarsi». Ma secondo la bozza di parere del Consiglio superiore di Sanità non è «accanimento terapeutico»

ROMA - La Costituzione riconosce la libertà del paziente di rifiutare le cure e quindi il medico ha la facoltà, ma non il diritto, di curare. Lo sostiene la procura di Roma impugnando l'ordinanza che ha
dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Piergiorgio Welby per chiedere l'interruzione delle cure. Di avviso contrario il Consiglio Superiore di Sanità: secondo una prima bozza del parere sul caso, le cure applicate all'uomo non sarebbero accanimento terapeutico. Il ministro Livia Turco vuole nel frattempo andare a trovare Welby «per capire se le cure che riceve sono adeguate».
RECLAMO PROCURA - Nel reclamo la procura chiede che il tribunale civile affermi l'esistenza del diritto del malato ad interrompere il trattamento terapeutico non voluto. I pm parlano di «palese contraddizione» nell'ordinanza del giudice del tribunale civile di Roma, Angela Salvio. Gli articoli 32 e 13 della Costituzione, sottolineano, indicano «l'esistenza di un vero e proprio 'diritto a non curarsi', ossia di un'assoluta libertà del paziente di rifiutare le cure mediche, lasciando che la malattia faccia il suo corso. Il medico, dunque, ha la potestà o la facoltà di curare e non il diritto di curare». Non si tratta, aggiungono, «di agevolare un 'diritto a morire', bensì di una scelta cosciente tesa ad evitare ulteriori ed inutili sofferenze al paziente irrimediabilmente malato». Ad esaminare il reclamo sarà ancora il tribunale civile, ma non più in sede monocratica, come avvenuto per il procedimento definito dal giudice Salvio, bensì in composizione collegiale…CONTINUA

QUIRINALE
LA COSTITUZIONE ITALIANA

DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI
TITOLO I
RAPPORTI CIVILI

Art. 13.
La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.

In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.

Art. 32.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

INTERNET E L'ASSURDA BOLLETTA CONDONATA

LA BOLLETTA DA 50.000 EURO DELLA VODAFONE "CADUTA" SU UN MALCAPAPITATO DI BERGAMO È UNA NOTIZIA “SCONCERTANTE”, DI QUELLE DIFFICILI DA CREDERE MA CHE NEL NOSTRO PAESE NON SONO POI COSÌ SPORADICHE.

SE CONSIDERIAMO LA PUBBLICITÀ INGANNEVOLE, I CODICINI SCRITTI IN PICCOLO SUI CONTRATTI ED AD ESSI AGGIUNGIAMO L’IGNORANZA “TECNICA” DEI CITTADINI, IL GIOCO È FATTO. NONOSTANTE L'AUTORITY E LE VARIE LEGGI A FAVORE DEL CONSUMATORE, PURE BASATE SUL PRINCIPIO DELLA PROPORZIONE TRA PRODOTTO/SERVIZIO E PREZZO, ANCORA NON CI SIAMO ED I GROSSI FORNITORI DI SERVIZI CONTINUANO A FARE COME VOGLIONO, CIOÈ A “TRUFFARE” I CITTADINI. AD ESSI AL MASSIMO VENGONO “COMMINATE” DALL’AUTORITY MULTE RIDICOLE E LA “CLASS ACTION” VIGENTE IN ALTRI PAESI, DA NOI DEVE ANCORA DECOLLARE.

QUESTO MALCAPITATO HA SCARICATO 3 FILM DA INTERNET UTILIZZANDO UNA SIM DI VODAFONE PER LA NAVIGAZIONE A BANDA LARGA CON IL SUO PC, PERCHÈ LA SUA ZONA NON È SERVITA DA ADSL SULLA RETE FISSA COME IN MOLTE ZONE, PURTROPPO.

COSTUI, PENSANDO DI PAGARE IL FISSO MENSILE FLAT DI 35 EURO NON HA TENUTO IN CONSIDERAZIONE DEL "TRUCCO" RIFERITO AL LIMITE DI 600MB DI DATI OLTRE IL QUALE SI PAGA APPARENTEMENTE UNA CIFRA IRRISORIA DI 0,2 CENT PER OGNI KBITE. MA PER ARRIVARE AL 50.000 EURO CI VOGLIONO SOLO 25GBITE CHE CON 3 FILM, UNA CONNESSIONE VELOCE E UNA SOLA NOTTE SI RIESCE A FARE FACILMENTE!

QUESTE LE CONSIDERAZIONI:
1. QUANTI SONO I CITTADINI CHE CONOSCONO QUESTI ASPETTI TECNICI?
2. È INACCETTABILE CHIEDERE IL PAGAMENTO DI 50 MILA EURO PER AVER SCARICATO 3 FILM PERCHÈ NON ESISTE QUI NESSUN RAPPORTO DI PROPORZIONE TRA IL PRODOTTO E IL PREZZO, IN QUESTO CASO SI SUPERA ADDIRITTURA IL VALORE DI UN AUTO DI LUSSO!
3. IN QUESTO MODO SI “ALLONTANA” I CITTADINI DA INTERNET CONTRIBUENDO A MANTENERE QUESTO PAESE AI MARGINI DELLO SVILUPPO DIGITALE
4. È OVVIO CHE QUI C'È QUALCOSA CHE NON FUNZIONA.

DOPO IL CLAMORE DELLA NOTIZIA LA VODAFONE HA PENSATO BENE DI "ANNULLARE" L'ASSURDA BOLLETTA "GIUSTIFICANDOLO" GUARDA CASO CON LA "BUONA FEDE" DELLA PERSONA (E COS'ALTRO POTEVA ESSERE?).

CREDO INVECE CHE LA VERITÀ SIA UN'ALTRA: CHE QUESTA "NOTIZIA" STAVA FACENDO "TROPPO RUMORE" TALE DA "RIVELARE" ANCHE AI PIÙ “SPROVVEDUTI” GLI “IMBROGLI” DI ALTRI E DELLA LORO PUBBLICITÀ INGANNEVOLE!
Raffaele B.

CORRIERE DELLA SERA
Naviga col cellulare: bolletta da 50 mila euro
Paolo Ottolina 20 dicembre 2006
Il contratto prevedeva un forfait fino a 600 Mega a bimestre.
A Ciserano (Bg): pensava di avere una flat 24 ore su 24
Ma oltre gli venivano fatturati 0,2 centesimi di euro a kilobyte

BERGAMO - I film più cari della storia: 50 mila euro. Una bolletta astronomica arrivata a un 30enne di Ciserano (Bergamo) per aver scaricato tre film da Internet, utilizzando "un po' troppo" la connessione attraverso il cellulare acquistata solo due mesi fa per connettersi alla rete senza la linea telefonica.

I PERCHE' - Come si può raggiungere una tale, astronomica bolletta? Non è difficile, considerato il tipo di contratti che le compagnie attivano per chi sceglie di navigare via "mobile": le offerte "flat", tutto compreso, sbandierate nella pubblicità, possono in verità prevedere dei limiti mensili o bimestrali. E questi limiti possono essere fissati non in ore o minuti di connessione, ma in Megabyte scaricati. E la tariffazione successiva "a consumo" che scatta una volta superata la soglia del sedicente "tutto compreso", funziona a Kilobyte che viaggiano verso il pc.

«PENSAVO FOSSE TUTTO COMPRESO» - Ignorando, come riporta l'Eco di Bergamo che ha segnalato la storia, le condizioni del suo contratto "Connect 600" di Vodafone, il 30enne ha continuato a scaricare dati dal web senza sapere che ogni Kbyte che arrivava sul suo Pc gli sarebbe costato 0,2 centesimi. Una cifra solo apparentemente irrisoria. Considerate che, per fare un esempio, la homepage di Corriere.it pesa circa 300 Kb: con una tariffa del genere caricarla costerebbe 0,60 Euro. «Lasciavo il pc connesso anche tutta la notte - ha raccontato all'Eco il 30enne, artigiano di professione - credendo che fosse tutto già pagato». Come in un "normale" contratto Adsl domestico in versione flat.

LAMENTELE- L'artigiano, che lamenta anche le scarse notizie avute dal commerciante che gli ha proposto e poi attivato il contratto, protesta per il tardivo avviso avuto dall'azienda, che ha provveduto a bloccare l'abbonamento (lievitato di 49.015 euro in soli 19 giorni, dal 23 ottobre alll'11 novembre), ma non certa tempestivamente: «Non potevamo avvisarmi prima?», si è chiesto prima di inviare una lettera all'ufficio reclami e mettersi nelle mani di un'associazione consumatori per salvare il salvabile. Poi è arrivata la buona notizia. Il cliente è stato infatti contattato in serata dall'ufficio stampa di Vodafone che, dopo aver letto la notizia su Corriere.it, ha verificato la sua posizione e, valutata la sua buona fede, ha deciso di cancellare la bolletta.

I CONSIGLI - L'uscita da una situazione del genere non è facile. Il consiglio delle assoconsumatori è chiaro: leggere le clausole di questo tipo di contratti attentamente prima di firmare i contratti. E valutare bene se è opportuno rinunciare alla linea fissa, facendo a meno del canone, per buttarsi sul mondo del "senza fili".

lunedì, dicembre 18, 2006

IL CIRCOLO VIZIOSO DELL'EVASIONE FISCALE

NEL NOSTRO PAESE SU QUESTO FENOMENO SI È CREATO UN PERVERSO CIRCOLO “VIZIOSO” PER CUI LE CAUSE E GLI EFFETTI SI CONFONDONO:

“L'ALTA EVASIONE NEL NOSTRO PAESE È PERCEPITA COME FENOMENO SOCIALE, DIVENTA PERCIÒ CAUSA DEL COMPORTAMENTO EVASIVO INDIVIDUALE PER CUI LE TASSE NON SI PAGANO PERCHÉ SI SA CHE NON TUTTI LE PAGANO! NON SI PAGANO ANCHE PERCHÈ TROPPO ALTE PROPRIO A CAUSA DELL'EVASIONE MEDESIMA”.

SOLO UNA LOTTA EFFICACE ALLA EVASIONE E REALIZZATA CON PIÙ MISURE POTRÀ RIMETTERE LE COSE A POSTO ALMENO COME NEGLI ALTRI PAESI EUROPEI.
LA RIAPPROPRIAZIONE DI QUESTA “INGENTE RISORSA” DA PARTE DELLO STATO PERMETTERÀ DI SODDISFARE TUTTE LE ESIGENZE DI UN PAESE MODERNO E COMPETITIVO, DI RIDURRE GRADUALMENTE L'ENORME “DEBITO PUBBLICO” CHE “BRUCIA” OGNI ANNO UN INTERESSE PASSIVO DI MILIARDI DI EURO ED INFINE DI RIDURRE LE TASSE MEDESIME.

TUTTO QUESTO VIENE DA UN INTERVISTA DEL VICEMINISTRO DELL'ECONOMIA VISCO SU
AFFARIITALIANI E DAL SOLE24ORE.

È LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DEL NOSTRO PAESE CHE UN MINISTRO DEL GOVERNO SI ESPRIME IN QUESTI TERMINI E CHE SU QUESTA MATERIA HA GIÀ COMINCIATO AD OPERARE.

L'IMPORTANTE È CHE SI VADA AVANTI FINO IN FONDO SU QUESTO TERRENO SENZA TENTENNAMENTI DOPO DI CHE L'IMMAGINE DEL PAESE “DISASTRATO” DIVENTERÀ UN LONTANO RICORDO.
Raffaele B.

ALCUNI NUMERI SUL FENOMENO DELLA EVASIONE TRATTO DALL’INTERVISTA:
L’evasione in Italia, è un fenomeno ampiamente diffuso: il valore aggiunto dell’economia sommersa è compreso fra il 16,6% e il 17,7% dell’intero prodotto interno lordo, tanto che solo che nel 2004 il valore aggiunto non dichiarato ammontava a circa 230-250 miliardi di euro
L’aspettativa di un “condono” aumenta l’inclinazione dei contribuenti a evadere il Fisco, tanto che secondo il viceministro la caduta del gettito degli anni passati è legata proprio ai “condoni”. Per combattere l’evasione si punta, dunque a:
1) chiudere la stagione dei condoni,
2) migliorare la legislazione fiscale per evitare margini di manovra agli evasori,
3) migliorare la raccolta e l’informazione,
4) aumentare la probabilità di sottoporre a controllo gli evasori.
«Il primo segnale forte che abbiamo dato ai contribuenti - sottolinea Visco - è che non ci saranno più condoni». E i primi effetti del messaggio, secondo il viceministro, sono già evidenti nell’andamento del gettito erariale. (AUMENTO DEL GETTITO FISCALE)
Da uno studio del 1998 della Commissione europea emerge che l’Italia ha un sommerso pari al doppio di Paesi come Francia, Germania e Regno Unito e fino a quattro volte superiore rispetto a Olanda, Austria e Irlanda. Studi più recenti (2004) confermano il significativo divario del sommerso in Italia rispetto ad altri Paesi europei come Francia, Germania e Regno Unito e, più in generale, rispetto alla media dei Paesi dell’Ocse (qui il sommerso italiano è del 60% più elevato).
Qualche dato settoriale:
a) in agricoltura si evade circa il 21% del valore aggiunto,
b) nel terziario circa il
22%
c) nell’industria l’11%.

AFFARITALIANI
Tasse/ Visco: "Tasse giù dopo lotta all'evasione"
Lunedí 18.12.2006 14:15

Non ancora archiviata del tutto la Finanziaria, il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco, torna a battere il tasto dell'evasione fiscale. Innanzi tutto, dice, tre italiani su quattro ritengono che l'evasione fiscale sia "un problema grave o gravissimo" e coinvolge non solo l'economia ma anche la società. "Circa il 70% della popolazione - ha detto Visco - pensa che più del 20% del gettito d'imposta dovuta sia evaso. Ancor più grave è la spiegazione del fenomeno che gli italiani ritengono più convincente, e cioè che le tasse non si pagano perché si sa che non tutti le pagano. A questo si aggiunge che un altro 40% degli italiani pensa che le imposte si evadono perché lo Stato spende male i fondi ricevuti. In pratica - ha proseguito - si è creato una specie di circolo vizioso per cui l'alta evasione, percepita come fenomeno sociale, diventa causa del comportamento evasivo individuale, contribuendo così ad alimentare quella stessa percezione e perciò a favorire la tendenza all'evasione"…
CONTINUA

ILSOLE24ORE
Visco: «Il Governo spezzerà il circolo vizioso dell'evasione»
di Nicoletta Cottone 18 dicembre 2006

Il Governo spezzerà il circolo vizioso dell’evasione fiscale, parola del viceministro dell’Economia Vincenzo Visco. All'inaugurazione dell'anno di studi della scuola di Polizia tributaria della Guardia di finanza Visco ha sottolineato che il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale è una delle priorità dell’azione di Governo. «Occorre ripristinare - dice Visco - i circoli virtuosi sia a livello economico sia a livello sociale, in maniera che i contribuenti onesti, gli italiani che pagano le imposte, non si sentano discriminati per essere tali e siano invece rassicurati sul fatto che tutti equamente pagano quanto dovuto». Solo così, spiega Visco, sarà possibile giungere a una riduzione sostanziale del prelievo fiscale…
CONTINUA

domenica, dicembre 17, 2006

CDL - I SENATORI A VITA SONO DI SERIE B

DAI BANCHI DEL CENTRODESTRA ORA SI GRIDA CONTRO I SENATORI A VITA “REI” DI AVERE “IMPEDITO” LA CADUTA DEL GOVERNO PRODI SULLA FINANZIARIA SOSTENENDOLO CON IL LORO VOTO NON PROPRIAMENTE “DEMOCRATICO” PERCHÉ NON ELETTI DAI CITTADINI.
APPARENTEMENTE LA DENUNCIA SEMBRA RAGIONEVOLE MA SE SI CONSIDERANO I SEGUENTI FATTI LA QUESTIONE CAMBIA PROFONDAMENTE:

1) IL PRIMO GOVERNO BERLUSCONI, NEL 1994, OTTENNE LA FIDUCIA GRAZIE ALL´APPORTO DETERMINANTE DEI SENATORI A VITA E NESSUNO PROTESTÒ.
2) POCHI MESI FA LO STESSO SENATORE A VITA ANDREOTTI FU PROPOSTO COME PRESIDENTE DEL SENATO DAL CENTRODESTRA.
3) I SENATORI A VITA SONO SENATORI A TUTTI GLI EFFETTI COME PREVEDE QUELLA PARTE DELLA COSTITUZIONE CHE NESSUNO HA ANCORA MODIFICATO.
4) LO SCANDALO È UN ALTRO: È DE GREGORIO CHE HA PRESO I VOTI DEL CENTROSINISTRA NELL’IDV ED È PASSATO DALL´ALTRA PARTE.
5) INOLTRE COME GIUSTAMENTE OSSERVA L’ON. MASTELLA I PRESIDENTI DELLE DUE CAMERE CHE NON VOTANO DOVREBBERO INVECE VOTARE PERCHÉ DA PIÙ DI UNA DECADE SONO ESPRESSIONE DELLA MAGGIORANZA. SAREBBERO ALTRI DUE VOTI.

INFINE, IL CENTRODESTRA, NON PAGO DELLA RESPONSABILITÀ DI AVER FATTO UNA LEGGE ELETTORALE “ANOMALA” CHE HA PENALIZZATO PRODI AL SENATO, CERCA INVANO DI “SPINGERE” PROPRIO IN QUELLA SEDE PER FARLO “CADERE”, PER “REGALARE” COSÌ AL PAESE UN ALTRO BEL PERIODO DI CAMPAGNA ELETTORALE DI CUI NON HA ASSOLUTAMENTE BISOGNO.
Raffaele B.

CORRIERE DELLA SERA
Fini all'Assemblea generale del partito "Non democratico reggersi su senatori a vita"
17 dicembre 2006
Il leader di An: «Gravissimo che il governo non abbia la fiducia se non con il voto determinate dei senatori a vita»

«Non contestiamo il diritto dei senatori a vita di votare, ma il fatto che senza quel voto il governo non avrebbe la maggioranza e quel voto non è espressione del mandato popolare. Siamo quindi al di fuori della logica democratica se si sta al governo senza rappresentare la maggioranza di coloro che sono stati eletti». Lo ha detto il leader di An, Gianfranco Fini all'Assemblea nazionale del partito.
«È gravissimo - ha proseguito Fini - che il governo non abbia la fiducia se non con il voto determinate dei senatori a vita». «È un problema - ha concluso Fini - di opportunità politica e per chi rimane in carica con quel voto è un problema di delegittimazione politica».

ILTEMPO
Cdl furiosa per il voto a palazzo Madama Matteoli: «Solo così riescono a salvarsi»
domenica 17 dicembre 2006

IL GIORNO dopo il via libera del Senato alla Finanziaria non si placano le polemiche sul ruolo dei senatori a vita che hanno consentito al governo di incassare la fiducia al maxiemendamento. Il centrodestra va all'attacco, mentre l'Unione li difende compatta. Taglia corto il presidente del Consiglio: «I senatori a vita sono senatori. Punto».

Berlusconi ha preferito il «no comment» e la Cdl ha puntato tutte le sue polemiche sul pareggio evitato ieri a Palazzo Madama solo grazie al voto di cinque dei sette dei senatori a vita. È la dimostrazione che la maggioranza politica e dunque la sua autosufficienza «non c'è piu», dice il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi, mentre Giulio Tremonti ribalta le critiche che per anni sono piovute sul centrodestra: «È una cosa unica nelle democrazie europee». Un voto, quello dei senatori a vita, che ha consentito a Prodi — ha sottolineato il capogruppo di An al Senato Altero Matteoli — «di non andare a casa».

È ora, rivendica Francesco Storace, che il presidente della Repubblica nomini «senatori a vita che non stanno necessariamente con la sinistra». Si appella «al buonsenso», ma anche «alla nuova legge elettorale», l'ex ministro delle Riforme Roberto Calderoli, convinto che la partecipazione al voto dei senatori a vita «è censurabile e condannabile». Dure le parole dell'Udc Francesco Pionati: da padri nobili della patria «sono diventati dei peones del centrosinistra».

Una valanga di critiche che però per l'Unione sono solo strumentalizzazioni. È così per il segretario Ds Piero Fassino, che sul ruolo chiave svolto dai senatori a vita mette i puntini sulle «i»: «Lo sono stati anche in altre legislature, anche in quelle in cui ha governato il centrodestra». Per uscire dall'impasse in cui si trova la maggioranza, l'Udeur invece lancia una proposta: «Secondo me — dice il Guardasigilli Clemente Mastella — ora devono iniziare a votare anche i presidenti delle Assemblee», perché dal 1994 ormai «sono espressione della maggioranza»…
CONTINUA

ADNKRONOS
Prodi: ''Finanziaria di svolta. Ci guadagnano gli italiani''
17 Dicembre 2006 ore 22:07
Il premier dopo il via libera della Manovra al Senato: ''Non è vero che ci sono tasse e oppressioni''. E sui senatori a vita sottolinea: ''Sono senatori. Punto''

Reggio Emilia, 16 dic. (Adnkronos/Ign) -Con la manovra Finanziaria ''ci guadagnano tutti gli italiani''. Lo assicura il presidente del Consiglio, Romano Prodi, a margine della inangurazione oggi a Reggio Emilia del Museo Diocesano. ''Abbiamo fatto una Finanziaria molto particolare: 15 mld per il risanamento e 20 mld per lo sviluppo. Allora è chiaro - insiste Il premier - che è la Finanziaria della svolta''.

''Non è vero, e fortunatamente giorno per giorno si scopre che non è vero, che ci sono tasse e oppressioni''. Piuttosto, sottolinea il Professore, ''si stanno mettendo a posto tante tessere che prima andavano ognuna per conto suo''. ''Ci vorrà ancora qualche tempo per capire gli effetti. Ma la Finanziaria - conclude - è uscita senza essere distorta dal lavoro del Parlamento''.

Prodi torna quindi sulle polemiche che che hanno coinvolto i senatori a vita, il cui voto è stato determinante ieri a Palazzo Madama per l'approvazione della Finanziaria del governo di centrosinistra, riuscita ad ottenere la fiducia proprio grazie ai loro voti. ''I senatori a vita sono senatori. Punto'', taglia corto il presidente del Consiglio…
CONTINUA

sabato, dicembre 16, 2006

LA CASSAZIONE GIUSTIFICA LA VIOLENZA PER LA RELIGIONE

CON LA SENTENZA PENALE N. 40789 LA CASSAZIONE GIUDICA NON PERSEGUIBILE PER LEGGE UN MARITO CHE "PICCHIA" LA PROPRIA MOGLIE PER MOTIVI LEGATI ALLA RELIGIONE. DI PIÙ, IL MARITO IN QUESTIONE (POVERINO) SAREBBE "CARICATO" DA UN ALTRO MOTIVO E CIOÈ DA UNA SUA "RELAZIONE ADULTERINA". LA "VITTIMA" IN QUESTO CASO SUBISCE “DUE VOLTE” ED È PUR SEMPRE UN SOGGETTO DEBOLE: LA DONNA.

INFATTI NON SI VERIFICA QUASI MAI CHE SIANO LE MOGLI A PICCHIARE IL MARITI. DI TUTTO QUESTO, DICONO I GIUDICI, LA MOGLIE (VITTIMA) È “CONSAPEVOLE” E “DISPOSTA” A "SUBIRE" PER L FATTO CHE NON RICHIEDE LA SEPARAZIONE. INSOMMA È LEI CHE LO VUOLE, QUINDI È NORMALE E NON È REATO!

UNA SENTENZA ASSURDA COME QUESTA È PIÙ UNICA CHE RARA PERCHÉ "VIOLA" LA COSTITUZIONE, IL BUON SENSO LAICO E LA STORIA DEI DIRITTI CIVILI.

SOLO UNA LOGICA FONDAMENTALISTA RELIGIOSA RITERREBBE QUESTA SENTENZA NORMALE, COME IN PASSATO SI CONSIDERAVA REATO PENALE SOLO LA DONNA CHE COMMETTEVA "ADULTERIO" E NON L'UOMO.

MA QUEL SISTEMA DI LEGGI "DISEGUALI" E “DISCRIMINATORIE" È FINITO DA PIÙ DI 40 ANNI. QUESTA SENTENZA INVECE PUNTA A FARCI RITORNARE A QUEL PASSATO!

AUGURIAMOCI CHE LA CASSAZIONE LA CANCELLI COME “CLAMOROSO ERRORE” AL PIÙ PRESTO.
Raffaele B.

RAINEWS24
Giustizia. Picchiare la moglie per motivi religiosi per la Cassazione non e' reato
Roma, 14 dicembre 2006

Picchiare la moglie per motivi legati alla religione non e' perseguibile per legge, lo ha deciso la Cassazione (sesta sezione penale, sentenza n.40789).
Episodi sporadici di maltrattamenti tra coniugi, causati anche da "continui dissidi" per "l'educazione religiosa dei figli" possono non essere condannabili.
La Cassazione lo ha deciso, confermando l'assoluzione di un uomo "perchè il fatto non costituisce reato", accusato di aver maltrattato la moglie con ripetute offese, minacce e aggressioni alla sua integrità fisica nel corso di dissidi causati dal diverso credo religioso dei due: la donna, in particolare, era testimone di Geova e impartiva la propria fede ai figli in contrasto con il marito.
Una sentenza che penalizza due volte il più debole, un uomo che picchia una donna e' piu' probabile del contrario quante mogli, infatti, hanno la forza per picchiare i mariti?
Per la Corte d'appello di Catanzaro, "i provati episodi di percosse da parte dell'imputato nei confronti della moglie", verificatisi in occasione delle frequenti liti tra i due dovute anche a una relazione extraconiugale che l'uomo aveva allacciato, "non erano riconducibili a un'unica intenzione criminosa di ledere sistematicamente l'integrità' fisica e morale della congiunta al fine di avvilirla e di sopraffarla, ma erano espressioni reattive a una situazione di reciproche malversazioni e di disagio familiare, il che escludeva la sussistenza del dolo di maltrattamenti".
Ma La cassazione non e' stata d’accordo e ha ritenuto inammissibile il ricorso del procuratore generale di Catanzaro: nelle sentenze di primo e di secondo grado, osservano gli "ermellini", "si e' pervenuti a una decisione assolutoria sulla base dell'apprezzamento di condotte violente e offensive dell'imputato nei confronti della moglie non riconducibili a un carattere di abitualità ne' collegabili a un dolo unitario di vessazione".
Si e' dunque ritenuto, aggiungono i giudici di Cassazione, che "siffatte condotte fossero espressione di una reattività estemporanea che affondava le sue radici nel clima di dissidio tra i coniugi", derivante sia dalla "diversa religione" praticata dalla donna, sia dalla "relazione adulterina" intrattenuta dall'imputato, "che tuttavia la congiunta era disposta a subire, non sollecitando la separazione del marito".

giovedì, dicembre 14, 2006

L'INDULTO E LA GIUSTIZIA DA RIFORMARE

I MEDIA E STAMPA COLLEGATI A BERLUSCONI CONTINUANO A "SOFFIARE" SULL'INDULTO, TRA QUESTI PANORAMA HA UN FORUM SUL TEMA CON IL QUALE AFFERMA “CANDIDAMENTE” TRA PARENTESI "LO SCONTO DI PENA APPROVATO DALLA MAGGIORANZA IN PARLAMENTO...MENTRE DOVREBBE SAPERE DI CERTO CHE L'INDULTO FU APPROVATO NON SOLO DALLA MAGGIORANZA MA ANCHE DA BERLUSCONI, DA ALCUNI DI AN E UDC. QUINDI È STATO UN PROVVEDIMENTO BIPARTISAN LA CUI RESPONSABILITÀ NON È SOLO DEL GOVERNO.
LA COSTITUZIONE PREVEDE UNA MAGGIORANZA QUALIFICATA DI 2/3 PER APPROVARLA. TANT'È CHE PER OTTENERE ANCHE I VOTI DI FI SI È DOVUTO ESTENDERE IL PROVVEDIMENTO ANCHE AI “REATI FINANZIARI”. CHIARO PERCHÈ?

MA PERCHÈ L'INDULTO? IL SOVRAFFOLLAMENTO DELLE CARCERI (STRAGRANDE MAGGIORANZA DI POVERACCI TRA DROGATI, IMMIGRATI E LADRI DI GALLINE E PERCHÈ I VERI LADRONI E CRIMINALI SONO QUASI SEMPRE FUORI O AGLI ARRESTI DOMICILIARI) ERA A TAL PUNTO DI "DISUMANITÀ" CHE SULL'ITALIA PENDEVA IL GIUDIZIO DELLA CORTE EUROPEA, L'AZIONE DI AMNESTY INTERNATIONAL. PERFINO IL PAPA WOYTILA PRIMA E RATZINGER DOPO AVEVANO TANTO INSISTITO! L'INDULTO QUINDI ERA UN PASSO OBBLIGATO. NON SI POTEVA CONTINUARE A TENERE NÈ I CARCERATI E DI CONSEGUENZA NEMMENO LE GUARDIE IN QUELLE “TERRIBILI” CONDIZIONI.

INOLTRE SE SI GUARDANO AI
NUMERI DELL'INDULTO VIENE SFATATA LA TEORIA CHE ESSA SIA LA CAUSA DELLA NUOVA CRIMINALITÀ. ULTIMO CASO DEL TUNISINO AZOUZ MARZOUK USCITO DAL CARCERE PER INDULTO, ERA IN TUNISIA AL MOMENTO DEL MASSACRO. LO HANNO SCAGIONATO IL FRATELLO E IL SUOCERO ANSA.

QUESTO MODO DI CONDURRE "CONSAPEVOLMENTE" UNA BATTAGLIA POLITICA FACENDO “PERNO” ESCLUSIVAMENTE SULLA “FALSA INFORMAZIONE” E SULLA “IGNORANZA DEI FATTI” DI MOLTI CITTADINI, DIMOSTRA SOLO MALAFEDE E DISONESTÀ INTELLETTUALE. COSTORO PENSANO DI "SFRUTTARE" POLITICAMENTE LA "GIUSTA RABBIA" DEI CITTADINI VERSO UNA "GIUSTIZIA LENTA E INEFFICIENTE” CON L'INDULTO, ADDEBITANDOLO SOLO AL GOVERNO PRODI, ANZICHÈ PROPORRE UNA “VERA RIFORMA” E AL “POTENZIAMENTO” DELLA GIUSTIZIA PER RENDERE FINALMENTE QUESTO PAESE NORMALE.
Raffaele B.

PANORAMA
FORUM - Indulto: alimenta nuova criminalità?
L’emergenza criminalità a Napoli riaccende la polemica sugli effetti dell’indulto (lo sconto di pena approvato dalla maggioranza in Parlamento, a luglio, per risolvere il problema del sovraffollamento nelle carceri). Il provvedimento di clemenza è stato applicato in qualche caso a chi si è macchiato di reati come l'omicidio, la rapina, il furto, ma anche la corruzione e i reati finanziari. E ha provocato la scarcerazione di parecchie persone nelle province di Napoli e Caserta, alcune delle quali coinvolte in vari crimini. Mentre il presidente del Consiglio, Romano Prodi, e il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, dichiarano che, statistiche alla mano, la criminalità in Italia non è aumentata con l’indulto, l’ex magistrato e ora ministro Antonio Di Pietro sostiene invece che l'indulto è responsabile di aver alimentato il senso di impunità nella malavita. Concordano la Lega e Alleanza Nazionale. Voi cosa ne pensate?

CORRIERE DELLA SERA
Indulto: Mastella, "Legge bipartisan che non e' un mostro"
13 dic 16:23
ROMA - Intervenendo al question time alla Camera, il ministro della Giustizia Clemente Mastella, difende l'indulto e non imputa ai provvedimenti di scarcerazione un aumento degli episodi di violenza, con particolare riferimento alla strage avvenuta ad Erba. L'indulto, afferma, "non e' un mostro" e ha avuto un consenso bipartisan. "A quanto mi risulta - dice Mastella - il provvedimento e' stato votato anche da Berlusconi, da esponenti di An, da qualcuno dell'Udc". (Agr)

CITTADINOLEX
Il testo dell'indulto in gazzetta
mercoledì 13 dicembre 2006 - 19:51
Il provvedimento che concede l’indulto è stato promulgato. Non solo. In poche ore la legge di concessione dell’indulto, la numero 241, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale ed è già entrata in vigore, da oggi, primo agosto 2006. La firma del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, seguita immediatamente da quella del Guardasigilli Mastella, risale infatti solo alla giornata di ieri, quando la decurtazione della pena fino a tre anni concessa ai detenuti delle carceri italiane è divenuta realtà. La promulgazione di questa legge pone fine a due settimane di scontri profondi e accesi, non solo tra i parlamentari, che hanno coinvolto l’intero paese ponendo in risalto il problema urgente del sovraffollamento e del degrado delle nostre carceri...
TESTO DELLA LEGGE 31 luglio 2006, n.241 Concessione di indulto. (GU n. 176 del 31-7-2006)…
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VITA
Indulto: ecco i numeri
di Redazione (redazione@vita.it)
21/11/2006

'Ad oggi il numero complessivo e' di 17.455 ma nel corso del tempo tutti i condannati dovranno uscire con 3 anni di anticipo. Ma non quelli condannati per pedofilia ed altri 21 tipi di reato. Non ha senso quindi, continuare a sommarli nel corso del tempo''…
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Con questa legge del Parlamento perdono il loro effetto di condanna le osservazioni del Consiglio d'Europa e di Amnesty International restituendo all'Italia una ulteriore credibilita' sul piano internazionale.

lunedì, dicembre 11, 2006

MORTO L'EX DITTATORE CILENO PINOCHET

I MEDIA E TUTTA LA STAMPA NAZIONALE ED ESTERA ANNUNCIA LA MORTE DI AUGUSTO PINOCHET ALLA BELLA ETÀ DI 91 ANNI. IL GENERALE PINOCHET DIVENNE DITTATORE DEL CILE DOPO AVER GUIDATO UN COLPO DI STATO "CRUENTO" NEL LONTANO (PENSATE) 11 SETTEMBRE 1973 CHE ABBATTÈ IL PRESIDENTE “SOCIALISTA” ALLENDE LIBERAMENTE ELETTO E PER 17 ANNI GOVERNÒ CON IL PUGNO DI FERRO FACENDO “ASSASSINARE” E “TORTURARE” MOLTI DISSIDENTI E OPPOSITORI POLITICI.

SI MACCHIÒ DI GRAVI REATI DI "GENOCIDIO" E FU "INUTILMENTE" INSEGUITO DALLA LENTA "GIUSTIZIA INTERNAZIONALE". TUTTAVIA IL GIUDICE SPAGNOLO GARZON CHIEDE CHE NON TUTTI I PROCESSI CONTRO DI LUI DEBBANO CHIUDERSI CON LA SUA MORTE, PERCHÈ VI SONO ALTRI “COMPLICI RESPONSABILI” DI QUEL PERIODO BUIO DA ASSICURARE ALLA GIUSTIZIA.

PINOCHET ABBANDONA IL POTERE NEL 1990 MA MANTENNE "L'IMPUNITÀ" FINO AI NOSTRI GIORNI. IL "CARNEFICE" ORA MUORE NEL MOMENTO IN CUI NEL CILE, TORNATO CON FATICA DA ANNI ORMAI ALLA DEMOCRAZIA, È PRESIDENTE (PENSATE) LA “SOCIALISTA” SIGNORA MICHELE BACHELET, LEI STESSA IN PASSATO VITTIMA DELLE TORTURE DEL REGIME E IL PADRE FU “UCCISO”. GLI CONCEDONO I FUNERALI MILITARI MA NEGATI OVVIAMENTE QUELLI DI STATO.

DA IERI, PINOCHET È SOLO UN ORRENDO RICORDO. PARTIRÀ PER L'ULTIMO VIAGGIO, OSANNATO E PIANTO DAI SUOI SEGUACI, PER TORNARE NELL’INFERNO DAL QUALE ERA VENUTO. (Frase tratta da
ALTRENOTIZIE)
Raffaele B.

RAINEWS24
Cile. E' morto l'ex dittatore Augusto Pinochet
Santiago del Cile, 10 dicembre 2006
E' morto l'ex dittatore Augusto Pinochet. Aveva 91 anni.

Dall'età di 83 anni ha vissuto nella sua villa di Santiago, afflitto da problemi di salute ed inseguito dalla giustizia cilena per le atrocità commesse durante gli anni in cui governò il Paese. Pur essendo finito per ben quattro volte agli arresti domiciliari (l'ultima delle quali il 30 ottobre 2006 per i crimini avvenuti nel centro di detenzione clandestino Villa Grimaldi) è riuscito ad evitare finora un processo vero e proprio.

Il 2 dicembre 2006, all'età di 91 anni, è stato ricoverato in un ospedale militare di Santiago per un arresto cardiaco e un edema polmonare, ed ha subito un intervento di by-pass. Il giorno seguente ha ricevuto il sacramento dell'estrema unzione.

In occasione del novantunesimo compleanno, Pinochet si assunse "la responsabilita' politica" della sua dittatura. Il suo desiderio, disse, e' stato sempre fare la grandezza del Cile e "impedire la sua disintegrazione".

Anche da morto Pinochet continua a dividere i cileni. Ora si pone il tema delle sue esequie. Da quando le sue condizioni si erano aggravate si era cominciato a parlare dell'opportunita' o meno di riservargli funerali di Stato, con l'evidente imbarazzo della presidente Michele Bachelet, lei stessa in passato vittima delle torture del regime e il padre fu ucciso. Un sondaggio pubblicato oggi da 'La Tercera', giornale di Santiago, ha rilevato che il 72 per cento dei cileni non vuole il lutto nazionale.

Augusto José Ramón Pinochet Ugarte (nato a Valparaíso il 25 novembre 1915), generale cileno che governò come dittatore dall’11 settembre 1973 all’11 marzo 1990. Arrivò al potere con un colpo di stato militare che rovesciò il governo del Presidente socialista Salvador Allende. Il Cile ritornò alla democrazia nel 1990, dopo che Pinochet perse un plebiscito nel 1988.

L'11 settembre 1973, tradendo la la fiducia del Presidente Allende, lo destituì con un cruento colpo di stato militare. I leader del golpe usarono aerei da combattimento Hawker Hunter per bombardare il Palazzo Presidenziale che ospitava Allende, che rifiutò di arrendersi e morì (si sarebbe suicidato). Pinochet fu nominato a capo del concilio di governo della giunta vittoriosa, e si mosse per frantumare l'opposizione liberale del Cile, arrestando approssimativamente 130.000 individui in un periodo di tre anni.

La violenza e il bagno di sangue del colpo di stato continuarono durante l'amministrazione di Pinochet. Una volta al potere, Pinochet governò con il pugno di ferro. I dissidenti che erano stati assassinati per aver pubblicamente parlato contro la politica di Pinochet venivano definiti "scomparsi". Non si sa esattamente quanta gente sia stata uccisa dalle forze del governo e dei militari durante i 17 anni che rimase al potere, ma la Commissione Rettig elencò 2.095 morti e 1.102 "scomparsi". I dissidenti invece diedero stime molto più alte, fino a 80.000 morti. Tra le vittime, ucciso nello stadio di Santiago insieme a molti altri, anche il regista e cantante Victor Jara. Anche la tortura era usata comunemente contro i dissidenti. Migliaia di cileni lasciarono il paese per sfuggire al regime.

Mentre viaggiava all'estero, Pinochet fu arrestato, nell'ottobre del 1998 a Londra. Il mandato di arresto era stato inviato dal giudice spagnolo Baltasar Garzón, e Pinochet fu posto agli arresti domiciliari nella clinica nella quale era appena stato sottoposto ad un intervento chirurgico alla schiena. Le accuse includevano 94 casi di tortura e un caso di cospirazione per commettere tortura. La Gran Bretagna aveva solo di recente firmato la convenzione internazionale contro la tortura, e tutte le accuse erano per fatti avvenuti negli ultimi 14 mesi del suo regime.

CORRIERE DELLA SERA
Morte Pinochet: Garzon, "I processi devono continuare"
11 dic 00:45
MADRID - Dopo la morte di Pinochet, la causa contro di lui all'Audiencia Nacional di Madrid viene archiviata ma non deve accadere altrettanto per quelle contro altre 38 persone, militari e civili. E' l'appello lanciato dal giudice spagnolo Baltasar Garzon, che apri' l'inchiesta contro Pinochet dieci anni fa e nel 1998 lo processo' per genocidio. ''Sia il processo in corso in Spagna sia quelli in Cile devono continuare. Non solo Pinochet ma anche altre persone hanno avuto responsabilita' nei crimini che hanno provocato tante vittime'', ha affermato Garzon. (Agr)

ALTRENOTIZIE
PINOCHET, LA FINE DI UN BOIA
Lunedì, 11 Dicembre 2006 - 00:05 -
di Fabrizio Casari

Fino all’11 settembre del 1973, Augusto Pinochet Ugarte, non era niente di speciale. Un qualunque militare di carriera innamorato di sé e del denaro. Reazionario, certo, ma né più né meno di tanti altri gerarchi militari, sudamericani e non solo. Fascistoide lo era sempre stato, sin da quando, a diciotto anni, decise di entrare nell’Accademia militare. Solo 18 giorni prima della morte della democrazia, il 23 agosto 1973, aveva giurato come Capo di Stato Maggiore dell’Esercito cileno...CONTINUA

domenica, dicembre 10, 2006

PACS - LA LEGGE SULLE COPPIE DI FATTO

PIÙ DI QUALSIASI DISCORSO PIÙ O MENO COMPLICATO MI SEMBRA MOLTO SEMPLICE ED ESPLICATIVO QUELLI ESPRESSI NEI DUE PEZZI DI NOTIZIA PRESI OGGI DALL'ANSA.

LA PRIMA PARTE DI FASSINO (DS) È TESA A "FUGARE" QUALSIASI PERICOLO VERSO LA "FAMIGLIA TRADIZIONALE" CON IL “RICONOSCIMENTO” DI ALTRI DIRITTI DI COPPIA CHE NELLA REALTÀ “ESISTONO” E LO STATO NE DEVE TENERE CONTO.

L'ALTRO PEZZO DI NOTIZIA CE LA DA NIENTEMENO CHE L'ON. ROTONDI (NUOVA DEMOCRAZIA CRISTIANA).
DA CATTOLICO EGLI DICHIARA CON SEMPLICITÀ DISARMANTE CHE NÈ I NOSTRI VALORI NÈ LE NOSTRE FAMIGLIE POSSANO ESSERE “DANNEGGIATE” DALLE “CONVIVENZE” SE REGOLATE PER “LEGGE” ANZICHÈ DAL “CASO”. AGGIUNGE ANCHE CHE SE DUE PERSONE DELLO STESSO SESSO SI METTONO INSIEME È EVIDENTE CHE NON FORMANO UNA “FAMIGLIA TRADIZIONALE”…ETC
INSOMMA UNA BELLA SORPRESA DAL “CATTOLICISSIMO” ROTONDI. CHI SE LO SAREBBE MAI ASPETTATO?
Raffaele B.

ANSA
COPPIE DI FATTO: FASSINO, INFONDATO ALLARME DELL'OSS. ROMANO
2006-12-10 16:17

ROMA - L'allarme dell'Osservatore romano sulle coppie di fatto "è infondato": lo afferma il segretario Ds Piero Fassino intervento 'In mezz'ora' su Rai3. Fassino esclude che l'Unione intenda "sradicare la famiglia". Tuttavia, spiega, "in Italia ci sono centinaia di migliaia di persone che vivono ogni giorno una condizione di convivenza di fatto e credo che sia di buon senso e corrisponda a regole di civltà stabilire alcuni diritti, a tutela di un più solido rapporto tra due conviventi"...
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ROTONDI, OK PACS PROPOSTI DA POLLASTRINI
"Proprio non comprendo l'indignazione dei cattolici dei due Poli sui Pacs nella versione proposta dalla Pollastrini". Così Gianfranco Rotondi. "Per noi cattolici il matrimonio è indissolubile, ma accettiamo una legge che disciplini i diritti di chi non lo ritiene tale; per noi osservanti è vietato mangiare carne di venerdì Santo, ma nessun cattolico si indigna se il vicino di casa in quel giorno la consuma. Insomma, se due persone, anche dello stesso sesso, decidono di vivere insieme, si capisce che non formano una famiglia tradizionale. La mia domanda- conclude- é: quale danno ricevono i nostri valori e le nostre famiglie se la convivenza di queste persone è disciplinata dalla legge invece che dal caso?"...
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