venerdì, settembre 28, 2007

BIRMANIA - INIZIO DELLA FINE DELLA DITTATURA

I CORAGGIOSI MONACI BUDDISTI BIRMANI, CON LA LORO MARCIA PACIFICA A PIEDI NUDI, CONTRO IL POTERE MILITARE, STA RICHIAMANDO SEMPRE PIÙ POPOLO E PIÙ ADESIONI IN TUTTO IL MONDO, IN PARTICOLARE ATTRAVERSO LA RETE. CIÒ STA PROVOCANDO SEMPRE PIÙ ISOLAMENTO PER I GENERALI DITTATORI.

COSTORO SONO ORA IN GRANDE DIFFICOLTÀ E TENTANO DI ARGINARE LA FUGA DELLE NOTIZIE BLOCCANDO INTERNET E AMMAZZANDO I GIORNALISTI.

LA LORO FEROCIA DI FRONTE ALLA RIBELLIONE PACIFICA RIVELA LA LORO INSICUREZZA DI FRONTE AGLI EVENTI. IL LORO ISOLAMENTO LI PORTERÀ INEVITABILMENTE ALLA LORO CADUTA APRENDO COSÌ LA STRADA AL RITORNO DELLA LIBERTÀ E DEMOCRAZIA. LA FINE DELLA DITTATURA È APPENA INIZIATA
Raffaele B.

NOTA: Se volete anche voi inserire la fascetta "Free Burma" sul vostro blog in alto a sinistra come il mio utilizzate il codice dal sito blogosfere.

CORRIERE DELLA SERA
Web oscurato in Birmania, blog in rosso
28 settembre 2007
(a.mu.)

Un responsabile delle telecomunicazioni del regime parla di guasto: «Internet non funziona per un cavo sottomarino danneggiato»

Tantissimi i diari online listati con il colore dei monaci

Mentre in Birmania Internet viene oscurato dal regime, nel resto del mondo siti e blog si tingono di rosso in segno di solidarietà al popolo birmano.

I militari cercano con ogni mezzo di impedire che le notizie su quanto sta accadendo escano dal Paese: all'avvio delle proteste hanno iniziato a negare ai giornalisti stranieri il visto d'ingresso, a interrompere i collegamenti dei cellulari dei maggiori attivisti democratici e a oscurare molti blog dove i cittadini rivelavano al mondo quello che stava succedendo (alcuni hanno anche usato biglietti elettronici di auguri e il sito di socializzazione Facebook per raccontare quanto stava accadendo).

WEB BLOCCATO - Ora però la morsa della censura è diventata ancora più stretta: mentre è in corso la caccia ai giornalisti stranieri, collegarsi a Internet è diventato impossibile anche per quei giovani smanettoni che fino a ieri riuscivano a «bucare» la pesante cortina stesa dai militari attorno al Paese: giovani universitari, per lo più residenti a Rangoon, erano finora riusciti a inserire decine di foto e video sui blog documentando passo passo la silenziosa protesta dei monaci buddisti e il crescente appoggio popolare. Ma il flusso delle immagini di quanto sta succedendo in Birmania si è interrotto. Tutti gli internet cafè sono stati chiusi e nessuno risponde ai telefoni degli uffici del principale provider di internet per spiegare come mai non è possibile aver accesso al Web. Che l'accesso alla Rete sia bloccato è stato ammesso anche da un responsabile delle telecomunicazioni, che però ha attribuito il problema a «un cavo sottomarino danneggiato». «Internet non funziona a causa di un cavo sottomarino danneggiato », ha riferito all'AFP un responsabile dell'impresa di Stato, Myanmar Post and Telecoms. Le notizie riescono a filtrare soltanto attraverso provider aziendali, cellulari e sistemi di comunicazione on-line come Skype.

BLOG IN ROSSO - Intanto nel resto del mondo siti e blog si tingono di rosso, il colore delle veste dei monaci e in particolare del «sanghati» che contraddistingue i buddisti birmani. A cominciare dalla homepage di
http://www.politichecomunitarie.it/index.php del ministro per le Politiche europee Emma Bonino.
Anche Blogosfere, il più grande network italiano di blog professionali d'informazione con oltre 1.800mila lettori ogni mese, è sceso in campo a favore della libertà della Birmania invitando tutti i blogger italiani ad aderire alla campagna «Free Burma» e a manifestare contro gli avvenimenti di questi giorni. E anche contro il fatto che dopo due giorni di repressione da parte dei militari delle manifestazioni di protesta, sia venuto a mancare il principale canale di diffusione di informazioni e foto da parte della dissidenza birmana su quanto sta accadendo nel paese.

lunedì, settembre 24, 2007

POLITICA – RIFONDARE I PARTITI PER SANARLI

PERFINO IL CAPO DELLO STATO, PER LA PRIMA VOLTA IN QUESTO PAESE, DI FRONTE AGLI STUDENTI, INVITA TUTTI I POLITICI A DARE L’ESEMPIO. QUAL’ESEMPIO SE NON QUELLO DI “CITTADINI MODELLO” LA CUI ONESTÀ INNANZITUTTO DEVE ESSERE FUORI DISCUSSIONE.

DAL BLOG DI GRILLO POI ARRIVANO I NUMERI DEI POLITICI CONDANNATI CHE SIEDONO IN PARLAMENTO E COSTORO NON HANNO MOSTRATO FINORA UNA BENCHÉ MINIMA INTENZIONE DI DIMETTERSI, ANZI SI ATTACCANO DI PIÙ ALLA POLTRONA CON IL COMPLICE SILENZIO DEI LORO PARTITI.

QUESTE PERSONE SONO STATE ELETTE CON LISTE CHIUSE DECISE DAI SEGRETARI DEI LORO PARTITI ED I CITTADINI VOTANDO IL PARTITO SE LI SONO RITROVATI VOTATI.

IL RECORD DEI CONDANNATI PARLAMENTARI SPETTA A FORZA ITALIA CHE DA SOLA GLIENE ATTRIBUISCE 10 POI VIENE LA LEGA NORD 3, AN 2 ED INFINE TUTTI GLI ALTRI DEL CENTROSINISTRA DI CUI UNO CIASCUNO.

CHI ACCUSA GRILLO DI PURO QUALUNQUISMO, DI CRITICA FEROCE MA DI TOTALE ASSENZA DI PROPOSTA POLITICA SA BENISSIMO DI MENTIRE. LO FA NEL VANO TENTATIVO DI GLISSARE SULLA SUA PROPOSTA MORALIZZATRICE CHE È LA MADRE DI TUTTE LE RIFORME INDISPENSABILI.

IL PARTITO CHE NON SARÀ IN GRADO DI FARLO SARÀ DESTINATO A PERDERE CONSENSI ED A MORIRE. QUELLI INVECE CHE “DIMOSTRERANNO” DI ESSERE IN GRADO DI “SANARSI”, E PER FARLO DOVRANNO “RIFONDARSI” TOTALMENTE, POTRANNO AVERE UN FUTURO PER LORO STESSI E PER IL PAESE.
Raffaele B.

MOMENTOSERA
Napolitano: «Che i politici siano da esempio»
24-09-2007

Durante un incontro al Quirinale con gli studenti, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lancia un nuovo invito ai politici affinché siano da esempio

Al Quirinale si è tenuta la cerimonia per l’apertura dell’anno scolastico 2007/2008. il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto un folto gruppo di ragazzi in rappresentanza di tutti gli studenti italiani. Erano presenti il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, e dello Sport, Giovanna Melandri.

Il Presidente ha poi colto l’occasione per lanciare un nuovo invito «scomodo» alla classe politica. Dopo l’intervento del ministro Fioroni, il capo dello Stato ha detto che «l’esempio dovrebbe venire dai vertici della politica e delle istituzioni. E non è retorico concludere ricordando questa responsabilità comune. A tutto ciò, care ragazze e cari ragazzi, cari insegnanti e operatori della scuola, tende qualche appello scomodo del presidente della Repubblica».

Il capo dello Stato ha invitato inoltre gli studenti a lavorare «seriamente ne rispetto di se stessi, della propria dignità e di quella degli altri, praticando l’obbedienza alle leggi dello Stato e mostrando senso del decoro e del limite».

BLOG DI GRILLO
I partiti e i condannati
23 Settembre 2007

24 condannati in via definitiva ci rappresentano. Nessuno di loro, dopo l’otto settembre, ha fatto un passo indietro. Si è dimesso. Chi lo avesse fatto sarebbe diventato un eroe, il precursore di una nuova politica. Che ha radici in parole dimenticate: morale, etica, giustizia. Che si ispira a servitori dello Stato come Ambrosoli, Borsellino, Falcone, Livatino, Chinnici, Dalla Chiesa.

Ci sono state altre stagioni della politica, migliori di questa. Vi immaginate Moro, Berlinguer, De Gasperi eletti in Parlamento condannati per estorsione, banda armata o tangenti?
Ho gridato che bisogna distruggere i partiti. Quelli che rappresentano gruppi di potere e appetiti forti. Lontani dai cittadini, ma vicino alle municipalizzate e alle banche, ad appalti e inceneritori.
Chi ha eletto i magnifici 24? I segretari di partito, non i cittadini a cui è stato negato il voto di preferenza con un piccolo golpe. Una dozzina di persone ha deciso per tutti.Si chiama oligarchia, non democrazia.
Se i condannati sono l’effetto, le cause sono i capi dei partiti e per questo vanno giudicati.
Berlusconi è primo assoluto con 10 condannati netti, il 40% del totale.Seguono distaccati Bossi con 3 condannati e, a pari merito, Casini e Fini con 2 condannati.
Vi è infine un gruppone formato da RNP, PRI, Nuovo Psi, Margherita, DS, Dc-Psi e PRC con 1 condannato.
Il capo azienda di Forza Italia ha detto che i suoi elettori mi considerano la peggiore costola della sinistra. Non mi offendo. Mi hanno dato del fascista, di uno di sinistra che parla con un linguaggio di destra, del neo qualunquista, del delinquente, del terrorista. Mi metta dove gli pare.
Alle prossime elezioni aumenti però i condannati nella sua lista, li porti al 100%. Tra amici e conoscenti dovrebbe farcela.

venerdì, settembre 14, 2007

ETICA – LA CHIESA E LA MEDICINA

NONOSTANTE NON SIAMO PIÙ NEL MEDIOEVO LA RELIGIONE (DA NOI CATTOLICA) PRETENDE ANCORA DI PREVALERE SULLA SCIENZA, IN QUESTO CASO SULLA MEDICINA AFFERMANDO CHE LA “NUTRIZIONE ANCHE PER VIA ARTIFICIALE” È DOVUTA E QUINDI “OBBLIGATORIA”.

LA “SOCIETÀ ITALIANA NUTRIZIONE E IDRATAZIONE ARTIFICIALE" DICE INVECE CHE LA “NUTRIZIONE ARTIFICIALE” È UN TRATTAMENTO MEDICO E RICHIEDE PERTANTO IL CONSENSO DEL PAZIENTE PERCHE NESSUNA CURA PUÒ ESSERE IMPOSTA TANTOMENO DA ISTITUZIONI NON MEDICHE.

LA STORIA, NEL CONDANNARE IL "POTERE TEMPORALE" DEI PAPI, HA INSEGNATO CHE LA RELIGIONE DEVE AGIRE SOLO TRA I PROPRI FEDELI E NEL PROPRIO AMBITO E MAI SPINGERSI FINO A SCONFINARE IN ATTI “POLITICI” PER IMPORRE A TUTTA LA SOCIETÀ CIVILE E QUINDI ANCHE ALLA SCIENZA LA PROPRIA ETICA E I PROPRI VALORI. COSI FACENDO LA CHIESA OSTACOLA LA “RICERCA” E FA “ARRETRARE LA SOCIETÀ”, COM’ERA APPUNTO NEL MEDIOEVO.
Raffaele B.

CORRIERE DELLA SERA
Nutrizione artificiale non è naturale
14 settembre 2007
La reazioni dopo la nuova presa di posizione della Chiesa

La moglie di Welby: “I trattamenti straordinari non possono essere imposti a nessun malato”

MILANO - La nutrizione e l'idratazione artificiali per persone in stato vegetativo permanente non sono trattamenti «naturali», ordinari, ma «trattamenti straordinari, che richiedono un intervento medico, e come tali non possono essere imposti a nessuno». Non nasconde la sua amarezza Mina Welby, moglie di Piergiorgio, morto lo scorso dicembre dopo anni di completa paralisi e di respirazione artificiale, nel commentare
L'ULTIMO INTERVENTO DELLA CONGREGAZIONE DELLA DOTTRINA DELLA FEDE che ribadisce l'obbligatorietà del nutrimento del paziente, qualsiasi siano le sue condizioni.

TRATTAMENTI STRAORDINARI - «Leggendo il documento - sottolinea la signora Welby - mi viene spontanea una domanda: e se il paziente è cosciente, sotto alimentazione artificiale, e non la vuole, come si può costringere? Mio marito ad esempio me lo disse chiaramente: non voglio arrivare all'alimentazione artificiale, non voglio sondini. Non si può costringere una persona a mangiare, né se è cosciente né se è incosciente». Punto centrale del dibattito, la questione se l'alimentazione artificiale sia un intervento «ordinario e proporzionato», come si legge nel documento vaticano, o straordinario. «A gennaio - ha ricordato Mina Welby - la SOCIETÀ ITALIANA NUTRIZIONE E IDRATAZIONE ARTIFICIALE ha preparato un documento, purtroppo mai reso pubblico, in cui c'è scritto chiaramente che si tratta di trattamenti straordinari, non ordinari, e come tali necessitano del consenso del paziente, perché non si può costringere qualcuno a subire cure di qualsiasi tipo».
………….

L'ULTIMO INTERVENTO DELLA CONGREGAZIONE DELLA DOTTRINA DELLA FEDE
Il paziente in coma è persona da rispettare
14 settembre 2007

Santa Sede: l'alimentazione, anche forzata, in questi casi «è obbligatoria»
Il Vaticano: «Sono dovute le cure, che comprendono la somministrazione di acqua e cibo, anche per vie artificiali»

CITTA' DEL VATICANO - Anche se in «stato vegetativo permanente», il paziente «è una persona, con la sua dignità umana fondamentale». Lo afferma la Congregazione della Dottrina della Fede in risposta ad un quesito della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, sottolineando che dunque anche al paziente che si trovi in questa situazione «sono dovute le cure ordinarie e proporzionate, che comprendono, in linea di principio, la somministrazione di acqua e cibo, anche per vie artificiali».

Tale risposta del dicastero vaticano è stata approvata da Benedetto XVI, nel corso di un'udienza concessa al prefetto, card. William Joseph Levada. E il Papa, precisa il testo, «ne ha ordinato la pubblicazione».
CONTINUA

mercoledì, settembre 12, 2007

POLITICA - LA PROPOSTA DI BEPPE GRILLO

LA MANIFESTAZIONE DI PIAZZA MAGGIORE A BOLOGNA DEL 8 SETTEMBRE E' STATA IMPONENTE CON UNA LARGHISSIMA PARTECIPAZIONE DI GIOVANI E DI DONNE COME NON SI VEDEVA PIU' DAGLI ANNI 70 (DALLE PAROLE DI MILENA GABANELLI). UNA TALE PARTECIPAZIONE COSI QUALIFICATA HA FATTO CERTAMENTE ARROSSIRE I POLITICI TUTTI, DESTRA E SINISTRA. LA INIZIATIVA SULLA QUALE CONVERGE TANTO CONSENSO PUNTA ESCLUSIVAMENTE SULLA MORALIZZAZIONE DELLA POLITICA E SU UN EFFICACE FUNZIONAMENTO DELLE ISTITUZIONI PER IL BENE DEL PAESE, COMPITO A CUI I PARTITI MEDESIMI HANNO RINUNCIATO OPPURE INCAPACI DI ASSOLVERE.

IN UNA SOLA MATTINA HANNO GIA FIRMATO 300.000 PERSONE PER LA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE PER RIDARE DIGNITÀ AL PARLAMENTO, IN TRE PUNTI;

1) NO AI CONDANNATI IN PARLAMENTO
2) NO AI POLITICI DI PROFESSIONE, DUE LEGISLATURE E POI TORNINO AL LORO LAVORO
3) SI ALLA PREFERENZA DIRETTA.

GRILLO: “La gente ha fatto la fila per ore contenta per poter firmare. Porterò questa proposta di legge in Parlamento, la leggerò e vedremo tutti in faccia chi si opporrà...”

NON SI PUÒ CERTO TACCIARE GRILLO DI "QUALUNQUISMO" SE NON ALTRO PERCHÈ AL CONTRARIO LA SUA AZIONE È TESA A RIDARE DIGNITÀ AL PARLAMENTO E RICONDURRE LA POLITICA SUL PIANO DELLA LEGALITÀ COME DOVREBBE ESSERE IN UN PAESE NORMALE.

CREDO CHE NESSUN PARTITO DEBBA SOTTOVALUTARE IL FENOMENO IN PARTICOLARE QUELLI DI SINISTRA CUI DA ANNI DENUNCIANO LA DISAFFEZIONE DEI CITTADINI ALLA POLITICA, CHIASSOSA E INCONCLUDENTE, TESA SOLO A SALVAGUARDARE GLI INTERESSI DI CASTA ANZICHÈ QUELLI DEL PAESE.

NONOSTANTE LE DENUNCE PERÒ NON SI È MAI FATTO NIENTE DI CONCRETO ED ORA ARRIVA QUESTA INIZIATIVA DI GRILLO CHE PIACCIA O NO COSTRINGERÀ I TUTTI I POLITICI A MISURARSI CON ESSA.

L'INIZIATIVA È GIÀ VALIDISSIMA PER LA SOLA PRIMA PROPOSTA. PER LA ALTRE DUE SI DOVRÀ APRIRE UNA GRANDE DISCUSSIONE CHE PORTERÀ A MIO AVVISO AD UNA MOLTO MIGLIORE LEGGE ELETTORALE.

CHI VUOLE VERAMENTE SANARE QUESTO PAESE NON POTRÀ CHE COGLIERE QUESTA GRANDE OPPORTUNITÀ. NON SPRECHIAMOLA!
Raffaele B.

IL BLOG DI BEPPE GRILLO
V-generation

La V-generation è nata in Rete. Una mail alla volta, un commento, un link, un trackback, un post, un forum, una chat. Migliaia di persone hanno potuto conoscersi, riconoscersi, incontrarsi. Discutere di politica vera, legata al lavoro, alla scuola, alla sanità, alla sicurezza, alla famiglia, all’acqua, all’energia. La Rete è il nuovo luogo della politica.
Sabato la V-generation è scesa in piazza per firmare una legge di iniziativa popolare. Si è materializzata, ma solo per chi la ignorava. Un momento di democrazia: una proposta di legge popolare. Cittadini hanno fatto la fila volontariamente, per ore.
Sono state raccolte SOLO 300.000 firme perchè sono finiti i moduli. Nelle piazze c’era almeno un milione di persone…
CONTINUA

ILSOLE24ORE
Pasquino: «Grillo vada fino in fondo e i politici si diano da fare senza ipocrisie»
di Sara Bianchi
12 settembre 2007
Gianfranco Pasquino, editorialista e politologo, insegna Scienza Politica all'Università di Bologna e alla Johns Hopkins University. È stato Senatore della Repubblica per la Sinistra indipendente tra il 1983 e 1992 e per il Pds dal 1994 al 1996.

Cosa pensa dell'iniziativa di Grillo?
Dal punto di vista dell'esito è stato uno straordinario successo: tre/quattro giorni sulle pagine dei giornali, televisioni che hanno riportato ciò che ha detto. Resta da vedere se ci sarà un esito dal punto di vista della traduzione della sua protesta vigorosissima, spesso anche condivisibile, in proposte che possano cambiare non solo il funzionamento, ma il tipo stesso di casta politica che ci troviamo ormai da qualche decennio.
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Il richiamo alla Casta di Stella e Rizzo è stato un riflesso ricorrente all'iniziativa del V-Day. Grillo ha fatto anche tre proposte: nessun condannato in Parlamento, tetto massimo di due legislature per gli eletti, reintroduzione delle preferenze
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La prima proposta credo sia assolutamente sacrosanta. È sconvolgente che il Parlamento italiano si comporti non come una casta ma come una cosca che protegge tutti i parlamentari: quelli di destra non votano per cacciare quelli di sinistra e quelli di sinistra non votano per cacciare quelli di destra. È una situazione unica nei parlamenti occidentali…
CONTINUA

venerdì, giugno 22, 2007

FISCO - BINOMIO ALTE TASSE ALTA EVASIONE

IL FENOMENO DELLA ELEVATA EVASIONE IN ITALIA HA RADICI ETICHE, CIVILI E STORICHE. NON CONOSCE DIFFERENZIAZIONI NÈ PER TERRITORIO NÈ PER REDDITO E POI LA PRATICA DEI CONDONI HA GENERATO LA CERTEZZA DELL'IMPUNITÀ PER GLI EVASORI E/O ELUSORI.

QUESTE CATEGORIE POSSONO DICHIARARE QUELLO CHE VOGLIONO O ADDIRITTURA REDDITO NEGATIVO!

A PAGARE TUTTE LE TASSE INVECE RESTANO COME SEMPRE SOLO I DIPENDENTI PUBBLICI E PRIVATI CHE NON POSSONO EVADERE PERCHÈ LE IMPOSTE SONO DETRATTE LORO DIRETTAMENTE DALLA BUSTA PAGA.

VIENE DETTO DA PARTE IMPRENDITORIALE CHE L'ALTA TASSAZIONE CAUSA L'EVASIONE E CHE BISOGNEREBBE ABBASSARE LE TASSE PERCHÈ SI POSSA SCONFIGGERE L'EVASIONE E L'ELUSIONE.

QUESTA POSIZIONE DA NOI È SMENTITA DAI FATTI PERCHÈ VI ERA ALTA EVASIONE ANCHE QUANDO LA TASSAZIONE NON ERA ALTA E CHE PERALTRO NESSUNO PAGA LE TASSE ANCHE SE BASSE SENZA "COSTRIZIONI" SANZIONATORIE. INOLTRE IL GOVERNO DI CENTRODESTRA PUR RIDUCENDO LA TASSAZIONE PER I REDDITI PIÙ ALTI NON VENNE RECUPERATA ALCUNA EVASIONE OTTENENDO COSI SOLO UNA RIDUZIONE DEL GETTITO. SI FECE MISERA CASSA SOLO CON I CONDONI CHE SONO PERÒ UNA TANTUM E POI BASTA.

LA POSIZIONE DEL GOVERNO INVECE È CHE MAN MANO CHE SI RECUPERA L'EVASIONE ATTRAVERSO UNA SERIA POLITICA DI LOTTA ALLA EVASIONE ED ELUSIONE CON MAGGIORI CONTROLLI E STUDI DI SETTORE È POSSIBILE RIDURRE E SEMPLIFICARE LE TASSE A VANTAGGIO DI TUTTI IN PARTICOLARE PER COLORO (GLI ONESTI) CHE LE PAGANO.

L'EVASIONE DI 100 MILIARDI DI EURO ANNUE INSIEME A QUELLA DELL'ECONOMIA SOMMERSA RAGGIUNGE CIFRE ASTRONOMICHE GIUDICATE COME UNA VERA MALATTIA CHE DISTINGUE IN NEGATIVO IL NOSTRO PAESE DAL RESTO DEI PAESI INDUSTRIALIZZATI.

SE A TUTTO QUESTO AGGIUNGIAMO GLI INTERESSI PASSIVI CHE LO STATO DEVE PAGARE A CAUSA DEL TREMENDO DEBITO PUBBLICO, SI HA UN QUADRO DRAMMATICO DELLA SITUAZIONE ECONOMICA DELL'ITALIA.

DI FRONTE A QUESTE CONDIZIONI "PERSISTE" LA MANCANZA DI ETICA E DI CIVILTÀ DI MOLTI ITALIANI (NON MOLTO PATRIOTTICI) CHE ANZICHÈ "PAGARE" LE TASSE LE "EVADONO" E CHE PER LORO LA RIDUZIONE DELLE TASSE "PRECEDE" LA LOTTA ALLA EVASIONE.
Raffaele B.

TGFIN.MEDIASET
"L'evasione ci fa perdere 100 mld"
Padoa-Schioppa: è una vera pandemia
21/6/2007

L'evasione fiscale sottrae alle casse dello Stato oltre 100 miliardi l'anno, cioè il 15-20% delle entrate fiscali complessive raccolte, pari a 7 punti di Pil. Lo ha detto il ministro del Tesoro Tommaso Padoa-Schioppa durante il suo intervento al 233esimo anniversario della Fondazione della Guardia di Finanza. E ha aggiunto: "In Italia l'evasione fiscale non è la malattia di alcuni ma è una vera e propria pandemia".

L'evasione rappresenta dunque sette punti di Pil secondo i dati del Tesoro ed è "a livelli ben superiori rispetto agli altri Paesi dell'Europa e ai Paesi ad economia avanzata", ha aggiunto Padoa-Schioppa. Quasi doppia rispetto a Francia, Germania e Regno Unito, è quasi il quadruplo se confrontata con Austria, Olanda e Irlanda. Si aggiunge anche, non meno grave, il fenomeno del lavoro sommerso, che nel nostro Paese secondo il ministro "è il 60% in più" rispetto alla media dell'Ocse.

EVASIONE, UNA PIAGA DI TUTTA L'ITALIA
Si tratta comunque di un fenomeno che non ha rilevanze geografiche particolarmente marcate. L'evasione fiscale, ha detto Padoa-Schioppa, è "diffusa su tutto il territorio nazionale, con differenze infinitesimali fra Nord e Sud". Stesso discorso per il sommerso: "Dati simili ci sono per la Campania come per la Lombardia, per la Puglia come per il Veneto, per Napoli come per Torino".

Fra Nord e Sud" ha detto ancora il ministro "l'evasione fiscale supera la base imponibile dichiarata e dove il reddito è più alto maggiore è l'evasione". Si tratta di un fenomeno le cui cause, ha spiegato il ministro, "sono economiche, organizzative e soprattutto etiche e civili: si evade perchè è conveniente e la pratica di condoni ha trasformato l'eccezione in una quasi certezza" di impunità. In Italia "ciò che è pubblico è come se non appartenesse a nessuno e l'evasione innesca effetti imitativi. Le imposte non si pagano perchè molti non le pagano e il pubblico gestisce male i fondi. Atteggiamenti verso i quali non si può essere indulgenti".

Ritornando al sommerso e ricordando i dati Istat, Padoa-Schioppa ha sottolineato come rappresenti il 16,6-17,7% del Pil, "cioè circa 230-245 miliardi di valore aggiunto non dichiarato".

"MA VINCERE LA GUERRA CONTRO L'EVASIONE SI PUO'"
Ma, nonostante la situazione allarmante, il ministro è convinto che sconfiggere l'evasione non sia un sogno. "Un'Italia a evasione zero è possibile, è a portata di mano", ha detto il ministro. E se l'obiettivo sarà raggiunto, aggiunge Padoa-Schioppa, "sarà possibile la riduzione dei prelievi", ma per ottenere questo risultato "serve un atto di fiducia, direi un patto di riconciliazione, oltre che tolleranza zero verso l'evasione".

QUESTIONE DI CULTURA
Secondo il ministro infatti è necessario che "il cittadino capisca che l'evasione è un male evitabile" e che anche se le tasse "non si pagano volentieri, servono per procurarci dei beni: strade, giustizia, cure mediche, istruzione". Un quadro, quello di un'Italia senza evasione fiscale, in cui, ha continuato il ministro, "l'economia crescerebbe di più, creando nuovi posti di lavoro", in cui sarebbero possibili "alleggerimenti dei carichi fiscali a tutti i contribuenti, soprattutto a chi non evade".

Del resto, ha ribadito Padoa-Schioppa ancora una volta, in Italia l'evasione fiscale "non è una malattia di alcuni, ma spesso una vera e propria pandemia".

giovedì, giugno 21, 2007

CDL - ENNESIMA NORMA INCOSTITUZIONALE

UN’ALTRA NORMA INSERITA NELLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA FATTA DAL EX MINISTRO CASTELLI È STATA DICHIARATA "INCOSTITUZIONALE" DALLA CORTE PERCHÈ IN APERTA "VIOLAZIONE" DELLA NORMATIVA DEI LIMITI DI ETÀ PER I MAGISTRATI.

PUR DI ESCLUDERE IL PROCURATORE GENERALE GIANCARLO CASELLI DAL CONCORSO PER LA NOMINA DI PROCURATORE ANTIMAFIA, FU INSERITA “ILLECITAMENTE” NELLA RIFORMA IL LIMITE DI ETÀ DI 66 ANNI.

CON QUESTA ALTRA “BOCCIATURA” LA CDL SI GUADAGNA IL "DEMERITO" DEL RECORD DELLE LEGGI "INCOSTITUZIONALI" FATTE DURANTE I SUOI 5 ANNI DI INCONTRASTATO GOVERNO INSIEME A QUELLE FATTE PER USO "AD PERSONAM" E DI DEPENALIZZAZIONI DI VARI REATI FINANZIARI PER LE QUALI ANCORA NON SI RIESCE A PORRE RIMEDIO PER RISTABILIRE UNA LEGALITÀ NORMALE.

NON C’È CHE DIRE L’EX GOVERNO È STATO MOLTO “PRODUTTIVO” ED EFFICIENTE IN QUELLA DIREZIONE.
Raffaele B.

CORRIERE DELLA SERA
Consulta: dichiarata incostituzionale norma "anti Caselli"
20/06/2007 18:57

ROMA - La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la norma inserita nella riforma Castelli sull'ordinamento giudiziario voluta dalla Cdl nella passata legislatura, a causa della quale il procuratore generale di Torino Giancarlo Caselli fu escluso dal concorso per la nomina di procuratore nazionale antimafia, poiche' aveva gia' compiuto i 66 anni di eta'. Il nodo della norma, dichiarato incostituzionale, sta nella questione dell'eta' per quanto concerne di conferimento degli incarichi direttivi a magistrati ordinari. La norma ribattezzata 'anti-Caselli', escludeva dagli incarichi direttivi i magistrati che abbiano compiuto 66 anni. Per i giudici della Consulta quella disposizione e' incostituzionale, perche' non tiene conto della normativa che consente ai magistrati di rimanere in servizio fino a 75 anni. (Agr)

G8 GENOVA - INDAGATO IL CAPO DELLA POLIZIA

COSI COME FECE PER IL GEN. SPECIALE, LA CDL FA QUADRATO A DIFESA DEL CAPO DELLA POLIZIA GIANNI DE GENNARO "CONTRO" IL PRESUNTO COMPORTAMENTO DEL GOVERNO PRODI CHE HA ANNUNCIATO ALLA CAMERA LA SUA “SOSTITUZIONE” ALLA SCADENZA DEL MANDATO DI 7 ANNI (DI FATTO GIÀ SCADUTO LO SCORSO 26 MAGGIO).

A SEGUITO DELLA SUA ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DA PARTE DELLA PROCURA DI GENOVA PER UN IPOTESI DI REATO DI “ISTIGAZIONE ALLA FALSA TESTIMONIANZA”, VI È UN CERTO IMBARAZZO SIA DA PARTE DELLA CDL PER LA SUA DIFESA CHE DAL GOVERNO PRODI.

IL CAPO DELLA POLIZIA AVREBBE “ISTIGATO ALLA FALSA TESTIMONIANZA” PER "DEPISTARE" L'ACCERTAMENTO DELLA VERITÀ ALLE INDAGINI SVOLTE ALLORA E SOPRATUTTO PER COPRIRE ALTRE RESPONSABILITÀ.

DOPO LA STRENUA DIFESA LA CDL ORA OSSERVA SUL CASO UN SILENZIO ASSORDANTE.

IL GOVERNO PRODI INVECE SI "DIMOSTRA" FIN TROPPO "INDULGENTE" NEL NON AVERLO GIÀ RIMOSSO IN FRETTA PER IL MANDATO GIÀ SCADUTO E PER ESSERE ORA INDAGATO PER I GRAVI FATTI DI GENOVA.

INOLTRE NESSUN CAPO DELLA POLIZIA RESTA IN CARICA PIÙ DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (7 ANNI).

LA QUESTIONE CHE STA VENENDO FUORI È CHE IL "COMPORTAMENTO" DELLA POLIZIA E DEI CARABINIERI NON È STATO AFFATTO "LIMPIDO" PER STESSA AMMISSONE DEL CAPO DELLA POLIZIA.

SI È QUINDI DI FRONTE AD UNA SITUAZIONE DI QUESTO TIPO:
O DE GENNARO HA UNA RESPONSABILITÀ DIRETTA SU QUEL "COMPORTAMENTO" OPPURE NON È STATO CAPACE DI "CONTROLLARLO".

NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI È STATO "INCAPACE" ED ANCHE “RETICENTE” PERCHÈ ALLORA NON DENUNCIÒ NESSUNA "INTERFERENZA" CON IL SUO UFFICIO.

È AUSPICABILE L'ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE DI INCHIESTA AL PIÙ PRESTO PER ACCERTARE TUTTA LA VERITÀ E TUTTE LE RESPONSABILITÀ ANCHE “POLITICHE” DI QUEGLI AVVENIMENTI.
Raffaele B.

ILMESSAGGERO
Il capo della Polizia indagato per il G8 di Genova:
"istigazione alla falsa testimonianza"
Prodi: «De Gennaro lascia a fine mandato, il successore scelto consultando l'opposizione»

ROMA (20 giugno) - Il capo della Polizia, Gianni De Gennaro, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Genova nell'ambito dell'inchiesta sul G8. Secondo fonti ufficiose ma autorevoli, l'iscrizione, alcuni giorni fa, sarebbe stata fatta con l'ipotesi di reato di istigazione alla falsa testimonianza. La situazione intorno ai fatti di Genova si era accesa una settimana fa dopo la deposizione in aula, del vicequestore Michelangelo Fournier intorno ai fatti accaduti all'interno della scuola Diaz, proprio in occasione del G8 tenutosi nel 2000 a Genova. L'iscrizione del prefetto De Gennaro nel registro degli indagati sarebbe di poco precedente o immediatamente successiva alla deposizione di Fournier.

Nel pomeriggio, durante il question time alla Camera, Romano Prodi ha reso noto che Gianni De Gennaro, sarà sostituito al termine del suo settimo anno di mandato. Prodi ha parlato di atto "concordemente convenuto". Gianni De Gennaro è stato nominato capo della polizia il 26 maggio del 2000 dal presidente del consiglio Giuliano Amato, come successore del prefetto Fernando Masone. Prodi, che ha ribadito all'attuale capo della Polizia completa e totale fiducia, ha anche aggiunto che il successore di De Gennaro sarà scelto dopo ampia consultazione con l'opposizione.

Queste le parole testuali di Prodi: «Quanto alla durata del suo mandato lo stesso dottor De Gennaro lo aveva messo a disposizione contemporaneamente alla nascita del mio governo e quando fece questo, in risposta alla conferma della nostra fiducia, il dottor De Gennaro aveva convenuto che alla scadenza del settimo anno di incarico sarebbe maturato il momento del suo avvicendamento. Così sarà senza polemiche, in completo accordo fra il governo e il capo della Polizia, nel solo interesse del Paese».

Pier Ferdinando Casini si dice «sconcertato» e ricorda «la campagna di discredito subita dalla Polizia di Stato ad opera di chi in quest'Aula propone continuamente una commissione d'inchiesta sui fatti del G8 di Genova, da chi è avaro di solidarietà verso chi opera ogni giorno a tutela della sicurezza dei cittadini, da chi destabilizza alcune istituzioni del nostro Paese con continui ricatti, dicendo ai quattro venti che esse vanno rimosse». Casini afferma che, durante la risposta di Prodi, stava per esprimere «solidarietà» al presidente del Consiglio che confermava «piena fiducia a De Gennaro. Improvvisamente scopriamo che lei ci è venuto a dire che sarà sostituito il capo della Polizia. E' un ulteriore atto di arroganza che deve essere stigmatizzato da tutti i deputati».

Controreplicando a Casini, Romano Prodi ha ricordato che «i sette anni di De Gennaro sono già scaduti, ma noi non abbiamo proceduto alla sostituzione. Nel cambiamento che ci sarà ci sarà un'ampia consultazione con l'opposizione».

E in serata non sono mancati i commenti di Berlusconi. «Dopo la Guardia di Finanza, con la rimozione di Speciale, ora occupano anche la polizia. Quello che succede è gravissimo». «È l'ennesimo ricatto fatto dalla sinistra estrema e subito da questo governo», ha sottolineato il leader di Forza Italia, secondo quanto riferito da chi ha avuto modo di parlargli in queste ore. Quella stessa sinistra, ha aggiunto, «che si vendica per il G8 di Genova»

mercoledì, giugno 20, 2007

STUDI DI SETTORE E LOTTA ALLA EVASIONE FISCALE

È ABBASTANZA OVVIO CHE LA CATEGORIA RAPPRESENTATE DALLA CONFCOMMERCIO E DALLA CONFESERCENTI (GLI AUTONOMI) “DISAPPROVINO” L’OPERATO DEL GOVERNO SUGLI STUDI DI SETTORE “FISCHIANDOLO” VEDI CONFESERCENTI: FISCHI PER PRODI.

DAGLI STUDI DI SETTORE FATTI PERALTRO NON DAL GOVERNO MA DA ISTITUZIONI COMPETENTI E NEUTRALI QUALI LA BANCA D’ITALIA, L’ISTAT, LA GUARDIA DI FINANZA ETC… “PROVANO” AL DI LA DI OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO CHE IN QUESTA CATEGORIA SI “NASCONDE” UNA GRANDE “EVASIONE” SIA PER NUMERO DI OPERATORI CHE PER AMMONTARE TOTALE.

INOLTRE NON ESISTE NEMMENO L’OBBLIGO PER I COMMERCIANTI DI APPLICARLI, PERCHÉ SE SONO AL DI SOTTO DI QUEI VALORI LO POSSONO SEMPRE DICHIARARE ED ESSERE PERÒ SOTTOPOSTI A “VERIFICA”. PERTANTO CHI SI ATTIENE AGLI STUDI DI SETTORE “EVITA” IL CONTROLLO FISCALE.

È ANCHE OVVIO CHE SI PUÒ MIGLIORARE LO STUDIO APPORTANDO MAGGIORI DATI ANCHE REGIONALI E SU QUESTO IL GOVERNO HA DIMOSTRATO LA SUA DISPONIBILITÀ MA “RESPINGERE” IL CRITERIO O ACCANIRSI “CONTRO” VALE COME UNA TENACE RESISTENZA “CORPORATIVA” A FAR RIMANERE LE COSE COME STANNO PER CONTINUARE AD “EVADERE” CON BUONA PACE DI TUTTI I LAVORATORI DIPENDENTI CHE “PAGANO” TUTTE LE TASSE DOVUTE “DETRATTE” DIRETTAMENTE DALLA BUSTA PAGA DAI LORO STESSI DATORI DI LAVORO.
Raffaele B.

REPUBBLICA
Studi settore: 10 mila euro l'anno per il 54%
19 giugno 2007

I dati diffusi dal ministero dell'Economia sulla base delle dichiarazioni del 2005
Autonomi e imprese che dichiarano una cifra non "in linea" sono 1,4 milioni

Visco: "C'è una robustissima evasione"
Martedì all'esame in Senato le mozioni dell'opposizione e della maggioranza


ROMA - Sono un milione e 407 mila i lavoratori autonomi e le piccole imprese che al momento di fare la dichiarazione dei redditi finiscono per indicare una cifra che pare troppo bassa. Soprattutto se si guarda ai livelli dei ricavi che loro stessi dichiarano. Tanto che pure se si trovano a fatturare in media quasi 200 mila euro l'anno, i loro redditi d'impresa, al netto dei costi, si riducono a una misera sommetta che supera solo di poco i 10 mila euro l'anno.

Sono loro, ovvero il 53,8 per cento dei quasi tre milioni di operatori interessati dagli Studi di settore, i contribuenti "incongruenti", imprenditori e lavoratori autonomi che, stando alle loro stesse dichiarazioni, riescono a mettere su a fine anno un reddito d'impresa medio che vale solo il 5,4 per cento dei loro ricavi annuali. E' questo il dato principale che emerge dalle prime analisi commissionate dal vice-ministro dell'Economia Vincenzo Visco relative ai redditi del 2005 e a cui sono stati applicati i criteri di "congruità" e "normalità" così come definiti nell'ultima finanziaria.

Visco: "Robustissima evasione". Il vice-ministro, illustrando i dati, ha parlato dell'evidenza di un'evasione corposa. Allo stesso tempo ha assicurato che gli studi di settore non saranno applicati utilizzando degli automatismi e che verranno utilizzate "tutte le garanzie. E' evidente però che c'è una robustissima evasione anche se la non congruità potrà essere spiegata nei casi specifici". E quanto ai controlli nei loro confronti ha detto che il fisco "mostrerà maggior zelo" e che "almeno 500 mila controlli possiamo farli". A questi circa 1,4 milioni di contribuenti Visco dice che chiede loro "solo di versare 100-200 euro in più di tasse evase".

I contribuenti "in linea". Ma non ci sono solo contribuenti "incongruenti". Quelli che dichiarano una cifra che pare in linea con i loro ricavi, le loro attività e i beni strumentali, sono 1 milione e 30 mila (il 39,4 per cento del totale). Contribuenti che dichiarano un reddito medio di 45.800 euro l'anno. A fronte di un fatturato che è pari a 362,5 mila euro. Loro, i "congruenti" a fine anno possono vantare un reddito che vale il 12,6 per cento del "giro di affari" della loro attività.

Quelli che dichiarano troppo poco. Mediamente quindi gli "incongruenti" dicono di ritrovarsi con 35,3 mila euro l'anno di reddito d'impresa in meno dei loro colleghi "congruenti". Una cifra non da poco. Tra le categorie che si distinguono di più in questa specie di "contrapposizione fiscale", ci sono i proprietari di discoteche e night club. Nella loro categoria mentre i "congrui" dichiarano un reddito pari a 24 mila euro l'anno, i loro dirimpettai "incongrui" dichiarano una perdita di 18,7 mila euro l'anno. Li seguono i gestori dei centri benessere, che si ritrovano con una differenza di oltre 46,5 mila euro l'anno, i noleggiatori di autovetture e altri mezzi di trasporto con una differenza di 40 mila euro e i proprietari di sale gioco (58,1 mila euro di reddito per i congrui e una perdita di 2 mila euro per gli "incongrui").

Tassisti senza taxi. Dall'analisi escono fuori risultati che restituiscono un'immagine quasi paradossale dell'attività di questi contribuenti. Almeno 100 mila sono infatti quelli che hanno dichiarato di svolgere l'attività pur senza possedere i beni strumentali caratteristici. Così si trovano, per il periodo di imposta del 2005, a non essere in possesso di beni strumentali 137 tassisti, 360 laboratori di analisi cliniche e 480 farmacie. Ma anche 555 lavanderie, 3.329 ristoranti e 5.139 installatori di impianti elettrici ed idraulici.

Gli studi di settore, che interessano circa 3 milioni di contribuenti, vengono utilizzati, d'accordo con le categorie interessate, per cercare di risalire ai ricavi dei singoli contribuenti. Sono realizzati attraverso una complessa raccolta di informazioni statistiche e tengono conto non solo dei dati contabili ma anche di quelli strumentali. Nell'ultima finanziaria, per cercare di ridurre il fenomeno della sovrastima dei costi da parte dei contribuenti, sono stati introdotti altri indicatori per riuscire a individuare voci di costo di bilancio non logiche rispetto all'attività.

La richieste e la protesta di Confcommercio. Le categorie di settore chiedono però che si rivedano alcune parti normative. "In questo momento gli studi di settore - ha detto il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli - come sono adesso non rispettano i principi di equità e di soggettività e sono stati fatti in fretta e furia. Siamo determinati a ottenere un cambiamento". E le Confcommercio regionali del Veneto, Friuli e Trentino si sono alleate per la raccolta di firme contro le regole attuali.

Le mozioni domani a Palazzo Madama. Martedì l'Aula del Senato discuterà e voterà la mozione presentata ad Forza Italia che chiede di modificare il quadro normativo attuale. La maggioranza si è detta comunque pronta ad apportare alcune modifiche. "Vi sono stati certamente degli errori che possono essere superati - ha detto Giovanni Russo Spena, presidente dei senatori di Rifondazione comunista -. Anche l'Unione presenterà delle mozioni con cui correggeremo gli errori fatti, coinvolgendo come è giusto che sia anche le categorie, ma eviteremo che sia una copertura all'evasione".

venerdì, giugno 15, 2007

ELEZIONI - IL CHIODO FISSO DEL CAVALIERE

NON C'È NIENTE DA FARE, AL CAVALIERE NON PIACE PROPRIO STARE ALL'OPPOSIZIONE! VUOLE TORNARE AL GOVERNO ATTRAVERSO NUOVE ELEZIONI IN QUESTO MOMENTO A LUI FAVOREVOLE. SECONDO LUI E GRAN PARTE DELLA CDL QUESTE ELEZIONI LO RICHIEDONO I “CITTADINI” IN TUTTE LE PIAZZE.

LA CDL (SALVO L'UDC) HA DECISO QUINDI DI ANDARE DAL PRESIDENTE NAPOLITANO, INIZIALMENTE PER CHIEDERE NUOVE ELEZIONI, ORA VISTO CHE NON SI PUÒ FARE PERCHÈ UNA TALE RICHIESTA È TOTALMENTE ESTRANEA AD OGNI REGOLA DEMOCRATICA E ISTITUZIONALE, CI ANDRANNO PER PRESENTARE LE LORO “PREOCCUPAZIONI” PER LA SITUAZIONE POLITICA GRAVE IN CUI VERSA IL PAESE E CHIEDERANNO PERTANTO UN INTERVENTO DEL PRESIDENTE NAPOLITANO “NON” MEGLIO SPECIFICATO.

È OVVIO CHE UN TALE MODO DI PROCEDERE NON STA NÈ IN CIELO NÈ IN TERRA E NON HA NÈ CAPO NÈ CODA PERCHÈ FINTANTO CHE UN GOVERNO HA LA FIDUCIA DEL PARLAMENTO RESTA IN CARICA SECONDO LA COSTITUZIONE E IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NON POTRÀ CHE RIBADIRLO QUALE TUTORE DELLA COSTITUZIONE MEDESIMA FACENDO CADERE NEL VUOTO E NEL RIDICOLO LA RICHIESTA DELLA CDL.

COSA SUCCEDEREBBE SE TUTTE LE FUTURE OPPOSIZIONI AGISSERO IN QUESTO MODO OGNI VOLTA PER OTTENERE NUOVE ELEZIONI? SI AVREBBERO ELEZIONI DOPO ALMENO OGNI ANNO DI GOVERNO "PROFITTANDO" DELLA DISAFFEZIONE DELLA PIAZZA MAGARI DOPO DURE MISURE NECESSARIE PER RISANARE IL BILANCIO DELLO STATO.

NESSUN GOVERNO REALIZZA ALCUNCHÈ IN UN TEMPO COSÌ BREVE. UN GOVERNO INVECE CHE NON FA RISANAMENTI PER NON PERDERE I CONSENSI MA CHE ACCUMULA SOLO DEBITI, MAGARI DOPO UN ANNO NON SARÀ TANTO ODIATO MA DOPO 5 ANNI LASCIA L'AMARA SOPRPRESA AL NUOVO GOVERNO DELL'ONERE DI RIMEDIARE, SALVO POI RICONSEGNARE IL CONSENSO E IL POTERE AL PRECEDENTE.

QUESTO MI SEMBRA SIA IL SISTEMA CHE BERLUSCONI E LA CDL (SALVO L'UDC) STIANO PROPONENDO NEI FATTI. UN SISTEMA NON PIÙ DEMOCRATICO MA DI TIPO POPULISTICO IL CUI POTERE SI BASA SULLA PIAZZA E A CHI GRIDA DI PIÙ, CIOÈ CHI HA PIÙ GIORNALI E TV, VALE A DIRE LO STESSO BERLUSCONI.
UN BEL GIRO LARGO CHE CI RIPORTA INEVITABILMENTE A LUI.

IN AGGIUNTA A TUTTO QUESTO SI INSERISCE ANCHE LA INDEGNA GAZARRA DELLA LEGA NORD CHE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI SONO SALITI SUI BANCHI DEL GOVERNO SVENTOLANDO LA PRIMA PAGINA DEL GIORNALE "LA PADANIA" CON IL TITOLO "FUORI DALLE BALLE" E LANCIANDO POI SEDIE AI PARLAMENTARI DELLA MAGGIORANZA CHE CHIEDEVANO LA RIPRESA DEI LAVORI. LA STESSA PRESIDENTE DI TURNO GIORGIA MELONI DI AN HA DOVUTO SOSPENDERE LA SEDUTA.

INSOMMA UN MODO ABBASTANZA ORIGINALE PER CHIEDERE NUOVE ELEZIONI. NON RESTA CHE UNA NUOVA “
MARCIA SU ROMA” COME FECE MUSSOLINI NEL 1922 PER OTTENERE DAL RE L'INCARICO DI FORMARE IL NUOVO GOVERNO CHE PORTÒ POI ALLA FINE DELLA DEMOCRAZIA E AL FASCISMO FINO ALLA FINE DELLA 2^ GUERRA MONDIALE.

MA PER FORTUNA LA STORIA NON È PASSATA INVANO: AL POSTO DEL RE C'È IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E AL POSTO DELLO STATUTO ALBERTINO C'È LA COSTITUZIONE REPUBBLICANA.
Raffaele B.

QUOTIDIANO.NET
BERLUSCONI TORNA ALL'ATTACCO
"La soluzione? Elezioni subito Governo e Unione arroganti. Napolitano deve intervenire"
All'assemblea di Confartigianato il leader della Cdl torna a chiedere un intervento del capo dello Stato. E lancia frecciate al veleno a Prodi: "Non è qui perché ha paura"


Roma, 14 giugno 2007 - "La soluzione noi l'abbiamo già proposta ed è quella che ci chiedono i cittadini, che avete sentito anche voi, quando dicono in coro: 'elezioni, elezioni, elezioni'", scandisce Silvio Berlusconi arrivando all'assemblea di Confartigianato.
"Ribadiremo questa posizione - aggiunge - consapevoli che il presidente della Repubblica non può sciogliere le Camere se esiste una maggioranza o una parvenza di maggioranza come questa".

"Io mi aspetto che il presidente della repubblica Napolitano decida quali interventi fare, interventi che sono nella sua possibilità anche per reagire a quanto successo dopo che al suo appello al dialogo questa maggioranza ha risposto con prepotenza e arroganza come nei casi Rai e Speciale", insiste il deader dell'opposizione.
"E' doveroso da parte nostra rappresentare al presidente della Repubblica la situazione italiana come noi la intendiamo, come la percepiscono tutti quegli italiani che chiedono elezioni".

PRODI HA PAURA
"Temo che il presidente del Consiglio, Romano Prodi, non sia venuto qui per non incontrare una nuova contestazione", ha detto poi l'ex premier a margine dell'assemblea di Confartigianato. "Qui - ha aggiunto - c'è l'Italia che lavora, contro la quale la maggioranza si sta scagliando in mille modi".
Il Governo Prodi secondo Berlusconi, "considera gli artigiani come degli imprenditori, come della borghesia da colpire e li attacca alla stregua di nemici politici".
Contro di loro, dice il presidente di Forza Italia, "usano la teoria che risponde a precisi dettami ideologici, di usare la leva fiscale perentoriamente e obbligatoriamente nei confronti dei nemici politici".

L’OCCIDENTALE.IT
Lega a Montecitorio: “Governo fuori dalle balle”
14 Giugno 2007

I deputati del Carroccio hanno circondato i banchi del Governo sventolando la prima pagina della “Padania” con il titolo “Fuori dalle balle”. Poi lancio di sedie contro i parlamentari del centrosinistra La seduta viene sospesa dalla presidente di turno, Giorgia Meloni, esponente di An.

''Ho visto una scena incredibile - ha raccontato Massimo Donadi, capogruppo alla Camera dell'Idv -, sono saliti sui banchi del governo con le sedie in mano le hanno lanciate contro i parlamentari del centrosinistra che chiedevano la ripresa dei lavori. E' un atto di violenza squadrista e fascista, vergognoso e indegno per il Paese''.

Anche per il capogruppo dell'Ulivo Dario Franceschini occupare i banchi del Governo equivale ad un ''atto di squadrismo' e ''non ad una legittima protesta'' contro Governo e maggioranza, come ha rivendicato il Carroccio. In un intervento, alla ripresa della seduta, Franceschini ha invitato a ''evitare l'assuefazione alle stupidaggini'' perché ''a forza di abituarsi alle stupidaggini, non si valuta più la gravità di quanto accade''. ''Oggi - ha scandito - è stato compiuto in quest'Aula un gesto molto grave, uno sfregio alla dignità dell'Aula e delle istituzioni. Un atto vile e stupido, non contro il governo, ma contro tutto il Parlamento''.

mercoledì, giugno 13, 2007

G8 A GENOVA – ORA COMMISSIONE D’INCHIESTA

IL VICE QUESTORE AGGIUNTO FOURNIER “AMMETTE” ORA A DISTANZA DI SEI ANNI IL “FATTO” SEMPRE DENUNCIATO DALLE “VITTIME” DEI PESTAGGI E SEMPRE “NEGATO” DALLA POLIZIA E DA TUTTA LA CDL CHE FINORA HA SEMPRE RIFIUTATO DI ISTITUIRE LA COMMISSIONE D’INCHIESTA SU QUEGLI AVVENIMENTI.

ALLA LUCE DI QUESTA ULTIMA E TARDIVA "TESTIMONIANZA CHOC" DI UN VICE QUESTORE SI RENDE ORA “IRRINUNCIABILE” L’ISTITUZIONE DELLA COMMISSIONE PERCHÉ SI ACCERTINO TUTTI I FATTI E LE RESPONSABILITÀ ANCHE POLITICHE A COMINCIARE DALLA DINAMICA DELLA UCCISIONE DI GIULIANI MAI CHIARITA DEL TUTTO.

SONO PASSATI SEI ANNI, UN TEMPO INCREDIBILMENTE LUNGO DURANTE IL QUALE SONO STATE RACCONTATE MOLTE “BUGIE”, “VERITÀ INCOMPLETE” E FORNITE “PROVE FALSE” POI FATTE SPARIRE. ATTARDARSI ANCORA NUOCEREBBE ALLA GIUSTIZIA.

LE “VITTIME” ED ALTRI TESTIMONI OCULARI PRESENTI NELLA PIAZZA COMPRESI I GIORNALISTI STRANIERI SONO STATI FINORA “IGNORATI” ANCHE DAI MEDIA E STAMPA NAZIONALI.

LA VERITÀ COMINCIA AD EMERGERE GRAZIE AL PROCESSO ISTITUITO DALLE DENUNCE DELLE VITTIME E DALLA FAMIGLIA DI GIULIANI.
Raffaele B.

CORRIERE DELLA SERA
G8 a Genova, «la polizia ha infierito»
13 giugno 2007
«Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave: la scuola Diaz come una macelleria»

GENOVA - Sugli incidenti accaduti a Genova in occasione del G8 è arrivata un'ammissione importante: «Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza». È questa la testimonianza resa da Michelangelo Fournier, all'epoca del G8 a Genova vice questore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma e oggi uno dei 28 poliziotti imputati per la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz. In aula, Fournier ha fornito infatti una nuova versione su quello che aveva visto nella scuola al momento della sua irruzione: non manifestanti già feriti a terra, ma veri e propri pestaggi ancora in atto.

«I POLIZIOTTI HANNO INFIERITO» - «Arrivato al primo piano dell'istituto - ha detto Fournier - ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana». Nelle dichiarazioni invece rese precedentemente dal poliziotto ai pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini il poliziotto aveva raccontato di aver trovato a terra persone già ferite e non pestaggi ancora in atto. «Sono rimasto terrorizzato e basito - ha spiegato - quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: "basta basta" e cacciai via i poliziotti che picchiavano».

«HO DETTO DI CHIAMARE LE AMBULANZE» - Fournier, sollecitato dalle domande del Pm Francesco Cardona Albini ha aggiunto: «Intorno alla ragazza per terra c'erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia cerebrale. Ho ordinato per radio ai miei uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze». Fournier ha poi raccontato di aver assistito la ragazza ferita fino all'arrivo dei militi con l'aiuto di un'altra manifestante che aveva con sè una cassetta di pronto soccorso. «Ho invitato però la giovane - ha raccontato - a non muovere la ragazza ferita perché per me la ragazza stava morendo».

«HA SBAGLIATO A TACERE» - «Il dottor Michelangelo Forrnier - scrive in un comunicato il Comitato Verità e Giustizia per Genova - ha sbagliato a tacere per sei anni su quello che ha visto dentro la scuola Diaz. Proprio lo "spirito di appartenenza" avrebbe dovuto spingerlo a raccontare tutto e subito. Solo così avrebbe servito nel migliore dei modi, con lealtà e responsabilità, lo stato di cui è funzionario. Ad ogni modo, sia pure in ritardo, ha raccontato ciò che ha visto, confermando le testimonianze di decine di persone. Il dottor Fournier ha parlato di "macelleria messicana". L'attuale ministro degli Esteri, nel 2001, parlò di "notte cilena". Si ricorre all'esotismo, ma siamo di fronte a una "perquisizione all'italiana" che ha macchiato la credibilità della polizia e dello stato. A questo punto chiediamo: il capo della polizia non ha niente da dire? Il ministro degli Interni farà finta di nulla anche stavolta? Il parlamento continuerà a tenere in un cassetto la legge sulla commissione d'inchiesta?

COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA - «La testimonianza resa da Michelangelo Fournier è l'ennesima conferma della necessità di istituire quella commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti del G8 di Genova, prevista nel programma di governo dell'Unione e che il centrodestra, nella precedente legislatura, ha sempre negato». Lo afferma il vice presidente della Camera e parlamentare della Sd, Carlo Leoni, commentando la deposizione di oggi presso il tribunale penale di Genova.