mercoledì, aprile 02, 2008

VELTRONI – PAROLE CHIARE CONTRO TUTTE LE MAFIE

SI FA UN GRAN PARLARE SULLA COSIDDETTA UGUAGLIANZA DEI PROGRAMMI FRA I DUE SCHIERAMENTI AVVERSARI MA SU QUESTO PUNTO STRANAMENTE SI REGISTRA UN ASSORDANTE SILENZIO!

ANZI PRORIO SULLA MAFIA SI DOVREBBE “AUSPICARE” QUELLA UGUAGLIANZA DI INTENDIMENTI E DI NETTE POSIZIONI A COMBATTERLA DA PARTE DI TUTTI I PARTITI POLITICI.

NON ERA MAI SUCCESSO NEL NOSTRO PAESE CHE UN LEADER POLITICO DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE PRONUNCIASSE PAROLE COSÌ CHIARE E NETTE CONTRO LA MAFIA, LA ‘NDRANGHETA E LA CAMORRA COME HA FATTO VELTRONI E PER DI PIÙ PROPRIO IN CALABRIA!

NESSUN POLITICO SI ERA MAI ESPRESSO COSÌ FINORA E SEMBRA CHE NESSUN ALTRO LO FARÀ MAI IN QUESTO MODO PERCHÉ È MOLTO IMPEGNATIVO E PERCHÉ RICHIEDE MOLTO CORAGGIO PERCHÉ LA MAFIA UCCIDE!

VELTRONI L’HA FATTO! HA RIFIUTATO PUBBLICAMENTE I VOTI CHE LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA È IN GRADO DI RACCOGLIERE NEI TERRITORI DA ESSA CONTROLLATA. NON SOLO, SE ELETTO HA DETTO, LA COMBATTERÀ PIÙ DURAMENTE DI QUANTO SIA STATO FATTO FINORA!

NON DIMENTICHIAMOCI CHE LE MAFIE IN ITALIA SONO ANCORA MOLTO POTENTI A CAUSA DELLE ENORMI RICCHEZZE CHE HANNO SOTTRATTO ALL’ECONOMIA DEL PAESE E DALLE ANCORA MOLTEPLICI PROTEZIONI CHE ANCORA GODONO IN PARTICOLARE PROPRIO NELLA POLITICA.
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BENE VELTRONI!
ORA È NECESSARIO CHE LO FACCIANO ANCHE GLI ALTRI.
Raffaele B.

NOTIZIE.ALICE
ELEZIONI/ VELTRONI: MAFIA, 'NDRANGHETA E CAMORRA NON VOTINO PD
Mercoledì, 2 Aprile 2008
Rafforzare 41-bis. A Crotone assassini vigliacchi

Reggio Calabria, 28 mar. (Apcom) - "Mi dicono che in questo momento le organizzazioni mafiose stanno discutendo, si stanno muovendo per decidere che fare alle elezioni. La mafia, la 'ndrangheta e la camorra decidano quello che vogliono. Solo una cosa: non votino per il Partito democratico". Nella sua prima tappa calabrese, a Reggio, il candidato leader del Pd, Walter Veltroni, punta il dito contro gli "assassini vigliacchi" responsabili delle nuove stragi mafiose e torna a promettere il pugno duro contro la criminalità organizzata.

"Le associazioni criminali - aggiunge il leader del Pd - devono sapere che se il Partito democratico governerà l'Italia cercherà di distruggere quelle forze che impediscono a queste terre di esprimere tutta la loro energia". In questo contesto, Veltroni ricorda "con orgoglio" la candidatura a capolista per il Senato del 'superprefetto' Luigi De Sena, e ribadisce la volontà di applicare con rigore le norme del 41-bis: "Lo Stato ha inferto un colpo molto forte alla mafia, ma per dei buchi di una legislazione stravagante accade che persone pericolose si ritrovino per strada. Le forze dell'ordine - aggiunge citando il caso del figlio di Totò Riina recentemente scarcerato per decorrenza dei termini di custodia - fanno un lavoro durissimo e non possono vedere il loro operato vanificato. Per questo credo che le regole del 41-bis vadano applicate con grande serietà".

Per Veltroni, "la frontiera della legalità è uno degli elementi identitari del Pd: c'è una cosa - dice - che lega legalità e sviluppo ed è la 'e' che sta in mezzo, solo che bisogna aggiungergli l'accento: legalità è sviluppo". Per il segretario del Pd, infatti, ci sono due 'tappi' che impediscono lo sviluppo della Calabria: uno è quello di una politica che "non riesce a produrre innovazione", l'altro, "un vero e proprio masso seduto sulla capacità di crescere di queste terre", sono i poteri criminali che bisogna combattere con grande determinazione: chi ha ucciso a Crotone e i responsabili delle stragi che stanno insanguinando questa regione sono assassini vigliacchi. Dobbiamo affrontarli di petto perché ogni risorsa che questa piovra succhia per sé è una risorsa sottratta a queste terre".

AGI
VELTRONI: SILENZIO PDL SU VOTO MAFIA? PER ME DOVERE DIRLO
mercoledì 2 aprile 2008 h. 13:55

Ciascuno si comporta secondo la propria coscienza. Io ho sentito il dovere di dirlo". Cosi' il candidato premier del Pd, Walter Veltroni, ai giornalisti che al termine di un comizio a Latina gli chiedono un commento sul fatto che oggi Silvio Berlusconi, in Sicilia per la campagna elettorale, non ha raccolto il suo l'appello, lanciato ieri dalla Calabria, di dire un no determinato ai voti della mafia, della 'ndrangheta e della camorra.

Poco prima, dal palco Veltroni aveva ribadito che in questo momento la politica deve dire una parola chiara, perche' "la camorra, la mafia e la 'ndrangheta sono un problema di tutto il Paese, non solo della Sicilia, della Campania e della Calabria".(AGI) - Latina, 29 mar

TELEREGGIOCALABRIA
Elezioni, Minniti: "Tutti i leader dicano no a mafia"
2008-04-01

"La parole pronunciate da Walter Veltroni sul no ai voti della 'ndrangheta sono molto importanti. Il modo per rispondere alla tracotanza della 'ndrangheta è quello di fare tante cose, colpire i patrimoni, assicurare alla giustizia i latitanti, ma penso che sia molto importante recidere il rapporto con la politica". Lo ha detto nel corso di una intervista a Radio Radicale il vice-ministro dell'interno Marco Minniti.

"La differenza che passa tra 'ndrangheta, mafia e camorra e le altre associazioni a delinquere - sottolinea Minniti - sta nel fatto che è propria delle mafie l'idea di infiltrare le istituzioni, di condizionarle, di costruire un rapporto con la politica e con il potere". "Nel momento in cui si rompe il rapporto con la politica - aggiunge - si toglie l'aria alla 'ndrangheta , gli si dà meno spazio di crescita. Poiché siamo dentro una competizione e sapendo che le mafie fanno votare, dire esplicitamente che noi rifiutiamo quel voto è un doppio atto.

E' un atto di esplicito ripudio del legame tra politica e mafia . Ed è una forma di fiducia nei confronti della Calabria perché giustamente si ritiene che la stragrande maggioranza dei calabresi non sia mafiosa e che si possano vincere le elezioni senza il supporto della mafia". " Penso sia importante - conclude - che questa sia una consapevolezza di tutte le forze politiche. Su questo un pronunciamento generale sarebbe particolarmente importante".

martedì, aprile 01, 2008

ZAPATERO STA CON IL PD DI VELTRONI

CONTRARIAMENTE A QUANTO VIENE FATTO CREDERE DA TUTTE LE FORMAZIONI DI SINISTRA FUORI DAL PD, IL CAPO DEL GOVERNO SPAGNOLO, IL SOCIALISTA ZAPATERO, SI SCHIERA CON IL PARTITO DEMOCRATICO DI VELTRONI COME PRINCIPALE MOVIMENTO DELLA SINISTRA E AUSPICANDONE LA VITTORIA ELETTORALE.

VENGONO COSÌ SMENTITE “CLAMOROSAMENTE” TUTTE LE DICHIARAZIONI FATTE DALLA SINISTRA RADICALE, A PARTIRE DA BERTINOTTI, MUSSI, ANGIUS, ETC.. CHE ATTRIBUIVANO AL PD UNA POSIZIONE DI CENTRO-MODERATO.

COSTORO HANNO SEMPRE PRESO A MODELLO IL SOCIALISMO DI ZAPATERO PER USARLO CONTRO IL PD. UNA FIGURACCIA DI QUESTE DIMENSIONI DOVREBBE FARLI TACERE PER UN BEL PEZZO.

A MENO CHE NON VOGLIANO ACCUSARE LO STESSO ZAPATERO DI ESSERE DIVENTATO IMPROVVISAMENTE DI CENTRO, MA SCADREBBERO NEL RIDICOLO!
Raffaele B.

CENTOMOVIMENTI
Il Governo di Zapatero si schiera con il Partito Democratico
1 APRILE 2008
Il Governo spagnolo di José Luis Rodrìguez Zapatero si schiera in vista delle elezioni politiche italiane. L'Esecutivo socialista ha espresso la sua vicinanza al Partito Democratico di Walter Veltroni, principale movimento della sinistra italiana.
"Caro Walter, hai l'appoggio di Zapatero e degli spagnoli - ha affermato il ministro del Lavoro di Madrid Jesus Caldera - la Spagna guarda con speranza all'Italia e al Partito democratico".

POLITICA FISCALE E RECUPERO EVASIONE

ANCHE QUESTA VOLTA SI REGISTRA L'AUMENTO DEL GETTITO FISCALE NONOSTANTE IL RALLENTAMENTO DELL'ECONOMIA, A RIPROVA CHE ESSO È DOVUTO ESCLUSIVAMENTE AL RECUPERO DELL'EVASIONE ED ELUSIONE FISCALE.

LA LOTTA ALLA EVASIONE PORTATA AVANTI DAL GOVERNO PRODI CON LA MESSA AL BANDO DEI “CONDONI” CONTINUA A DARE IMPORTANTI RISULTATI NON PARAGONABILI A NESSUN ALTRO PERIODO DELLA NOSTRA STORIA.

UNA PRECISAZIONE PERCHÈ LA DESTRA DI BERLUSCONI SPACCIA L'AUMENTO DEL GETTITO FISCALE PER "AUMENTO DELLE TASSE" FATTO DA PRODI.

NIENTE DI PIÙ DISTORGENTE POICHÈ L'AUMENTO DEL GETTITO FISCALE È RIFERITO ALL'INTERO AMMONTARE PAGATO DA TUTTI PER CUI SE SI RECUPERA L'EVASIONE L'IMPORTO GLOBALE CRESCE.

L'AUMENTO DELLE TASSE INVECE SI RIFERISCE ALLE TASSE IN PIÙ CHE PAGA OGNI SINGOLO CITTADINO. A MENO CHE NON SI VOGLIA INTENDERE CHE NON BISOGNA FARE LA LOTTA ALLA EVASIONE FISCALE!

ORA PERSINO IL CAVALIERE SI ACCORGE TARDIVAMENTE CHE I “CONDONI” SONO CONTROPRODUCENTI TANT’È CHE DICHIARA CHE NON LI FARÀ PIÙ. OHIBÒ, NIENTE DI PIÙ INCREDIBILE!
Raffaele B.

TEMPOREALE.LIBERO
Fisco:+10% entrate marzo,a 29,9 mld
2008-03-31 17:23
Finanze, +8, 4% nel primo trimestre a 98, 9 miliardi
(ANSA) - ROMA, 31 MAR - Le entrate fiscali a marzo sono aumentate del 10,1% a 29,9 miliardi. Mentre nel primo trimestre la crescita e' dell'8,4%, a 98,9 miliardi.
Si registrano quindi - spiegano dalle Finanze - 'ancora risultati positivi per le entrate, nonostante il forte rallentamento dell'economia italiana'. In particolare l'ammontare dei versamenti effettuati a marzo dal settore privato con il modello F24 e relativi alle entrate tributarie dello Stato e' cresciuto del 7% rispetto allo stesso mese del 2007.

REPUBBLICA
FISCO: BERLUSCONI, STOP A CONDONI
Roma, 2008-03-31 15:03
"In passato i condoni sono serviti per ampliare l'imponibile, ma questa volta non ci saranno: puntiamo ad un contrasto forte all'evasione e all'elusione fiscale". Lo dice Silvio Berlusconi durante una videochat sul Corriere, ribadendo che e' intenzione del Pdl "portare l'aliquota fiscale al 33%, un traguardo che e' realistico e al quale si puo' tranquillamente arrivare".

lunedì, marzo 31, 2008

ALITALIA DECOLLA CON FIUMICINO

A DIMOSTRAZIONE DI QUANTO GRAVAVA LA MALPENSA SULL'ALITALIA CON GLI ALTISSIMI COSTI DI GESTIONE TRA IL PERSONALE DA TENERE IN LOCO (IN TRASFERTA PERMANENTE) E IL COSTO D'USO DELL'AEROPORTO CHE NON “GIUSTIFICAVA” LO SCARSO TRAFFICO CHE HA GENERATO PER ANNI, È BASTATO TRASFERIRE I VOLI DA MALPENSA A FIUMICINO PER VEDERE “IMPENNARSI” IL TRAFFICO A VISTA D'OCCHIO AL TAL PUNTO CHE HA MESSO A DURA PROVA LA COMPAGNIA DI BANDIERA A FARVI FRONTE E CON SUCCESSO.

BASTEREBBE CONTINUARE COSÌ PER UN CERTO TEMPO PER COSTRINGERE VERAMENTE AIR FRANCE A RIVALUTARE L’ALITALIA ED A CONCLUDERE LA TRATTATIVA CON MAGGIOR FAVORE DI OGGI.

È EVIDENTE CHE LA MALPENSA NON ERA PRONTA PER ASSUMERE IL RUOLO DI HUB AEROPORTUALE PER MANCANZA DELLE NECESSARIE INFRASTRUTTURE E PER IL NUMERO ESUBERANTE DI AREOPORTI PRESENTI AL NORD.

QUELL'ACCORDO TRA ALITALIA E MALPENSA SI RIVELA PER QUELLO CHE ERA E CIOÈ DI TIPO "POLITICO" VOLUTO DALLA LEGA E SOSTENUTO DALL'ALLORA GOVERNO BERLUSCONI AL SOLO VANTAGGIO DI MALPENSA. ESSI HANNO "MUNTO" L'ALITALIA FINO AD UCCIDERLA! A LORO INTERESSA SOLO IL DESTINO DELL'AEROPORTO, DELL'ALITALIA NON GLIENE FREGA NIENTE!

LA SPARATA DELLA "CORDATA ITALIANA" CHE ANCHE SE FOSSE VERA (MOLTO IMPROBABILE VISTO I PRECEDENTI DEL PERSONAGGIO E LE VARIE SMENTITE) POTREBBE ESSERE AL MASSIMO SOLO DI TIPO “FINANZIARIO” E NON INDUSTRIALE (NON VI SONO COMPAGNIE AEREE COINVOLTE) DI CUI INVECE HA ANCHE BISOGNO L'ALITALIA. QUINDI AL MASSIMO SERVIREBBE SOLO A RIPIANARE IL DEBITO PER UN TEMPO LIMITATO E POI SI RITORNEREBBE ALLA SITUAZIONE DI OGGI.
Raffaele B.

ANSA
ALITALIA: FIUMICINO; GLI ADDETTI, COME FOSSERO GIORNI ESODO
31/03/2008 15:57

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA) - ''Qui e' come quando in pista dai un colpo di acceleratore a una Ferrari: da un giorno all'altro i passeggeri sono aumentati anche a vista d'occhio e tutte le strutture sono sotto pressione. Ma ce la facciamo, e chi sa che questo cambiamento non possa essere di buon auspicio anche per la soluzione della vertenza Alitalia''. E' il commento dell'addetta ad uno dei banchi di check-in informazioni di Fiumicino che anche oggi, secondo giorno del nuovo orario estivo con l'arrivo dei voli ex Malpensa, sembra reggere senza problemi di rilievo al sensibile incremento del traffico di aeromobili e viaggiatori. La similitudine della hostess di terra e' confermata anche da altri addetti dello scalo aereo della Capitale. ''Il nostro lavoro si e' improvvisamente impennato - dice Daniela Lo Curto, stagionale della societa' di pulizie Cooperativa Fedra - Ieri non facevamo in tempo a tenere puliti i bagni, sembrava di essere in pieno periodo di esodo estivo. E cosi' il nostro orario e' passato da 6 a 8 ore: guadagnare un po' di piu' ci fa piacere, pero' e' pesante. E comunque ci dispiace per i problemi di chi lavora a Malpensa''. Soddisfazione da parte di bar, ristoranti e negozi. Questa mattina i negozi del satellite internazionale, quello da cui partono i voli intercontinentali, erano affollati: non solo quelli di articoli tecnologici e di telefonia, ma anche le firme chic del made in Italy. Tanti stranieri, soprattutto quelli diretti nel Nord America, Boston, Miami, Chicago , Toronto e col secondo volo su New York. Ai bar, soprattutto nelle ore del mattino, la fila era molto piu' lunga del solito: ''E' come se si fosse creata un'onda d'urto - ha detto un addetto alla cassa - molto positiva per Fiumicino e per Roma. D'altra parte, quelli tornati erano voli gia' di competenza di questo aeroporto prima che fossero trasferiti a suo tempo a Malpensa''.(ANSA). Y17-GB

venerdì, marzo 28, 2008

IL NO DI WALTER A VESPA SENZA IL FACCIA A FACCIA

LA NOTIZIA RIPORTATA DAI MEDIA TELEVISIVI PIÙ DIFFUSI (TG1, TG2, RAINEWS24, MEDIASET) È SINTOMATICA DELLA "MANIPOLAZIONE" INTESA A LASCIAR CREDERE AI TELESPETTATORI DISATTENTI CHE IL "RIFIUTO" DI WALTER VELTRONI DEL PD DI ANDARE DA VESPA A "PORTA A PORTA" CORRISPONDA ALLA "PAURA" DEL "FACCIA A FACCIA" CON BERLUSCONI.

I REPORTAGE DEI VARI GIORNALISTI CHE SI SONO SUCCEDUTI NEI VARI SERVIZI NON LO HANNO MAI SPIEGATO CHIARAMENTE. HANNO INVECE MOSTRATO SOLO L'ASPETTO IN BASE ALLE REGOLE SULLA "PAR CONDICIO" CHE IMPEDIREBBE A QUESTO PUNTO AL CAVALIERE DI ANDARCI LUI E CHE PER QUESTO NE DENUNCIAVA L'INGIUSTIZIA!

INSOMMA NON È STATA COMUNICATA LA NOTIZIA, MA RACCONTATA LA VERSIONE DEL CAVALIERE DI UNA SORTA DI "VIOLENZA" PERPETRATA DA VELTRONI AI SUOI DANNI ALLA QUALE IL DIRETTORE CAPPON SI È SENTITO IN DOVERE DI FARGLI UNA SMENTITA DI FRONTE ALL'ACCUSA CHE LA RAI SIA IN MANO ALLA SINISTRA! UN VERO E PROPRIO DEPISTAGGIO MEDIATICO MESSO IN ATTO DA GENTE SUBDOLAMENTE ESPERTA IN QUESTO CAMPO.

LA VERA NOTIZIA INVECE È CHE VELTRONI HA "RIFIUTATO" DI ANDARE DA VESPA PERCHÉ SENZA IL FACCIA A FACCIA E SOLO CON LE INTERVISTE DEI SOLITI GIORNALISTI, COME GIÀ AVVENUTO!

STRANAMENTE INVECE IL CAVALIERE "STRILLA" NON PERCHÈ NON CI SIA IL FACCIA A FACCIA, CHE A SUO DIRE NON TEME AFFATTO, MA CHE NON POSSA ANDARCI LUI A FARSI INTERVISTARE COME SUO SOLITO SENZA CONTRADDITTORIO! L'ARTICOLO SUL TEMPO LO RIPORTA IN MODO CHIARO!

UNA "MACCHIETTA" DEGNA DEI PEGGIORI SALTIBANCHI CON LA QUALE SI TENTA GOFFAMENTE DI "NASCONDERE" LA PROPRIA "PAURA" A CONFRONTARSI IN TV AD ARMI PARI DI FRONTE AGLI ELETTORI COME SI CONVIENE AD UN PAESE DEMOCRATICO.
Raffaele B.

RAINEWS24
Berlusconi: Rai dominata dalla sinistra
Roma 27 marzo 2008

La decisione di Walter Veltroni di non andare a Porta a Porta, impedendo cosi' al leader dell'opposizione di andare in televisione, "è una violenza inaccettabile e gli italiani devono sapere che la Rai è ancora in mano alla sinistra che la domina come e quando vuole". Lo ha detto Silvio Berlusconi, leader del Pdl, poco prima di parlare davanti all'assemblea di Confartigianato.

"La par condicio - ha aggiunto Berlusconi - non c'entra niente, c'entra un atto violento da parte di Veltroni che ha detto: 'Non voglio andare a rispondere ai giornalisti' ". Il leader del Pd, ha proseguito, Berlusconi, "è stanco e lo capisco ma il fatto che lui non voglia andare non significa che il leader dell'opposizione non possa andare in televisione. Si tratta di una violenza inaccettabile e gli italiani devono sapere che la Rai è ancora in mano alla sinistra che la domina come e quando vuole".

Cappon: dalla Rai nessun intervento politico
"Noi - commenta Cappon a margine della presentazione della XVI Giornata di primavera organizzata dal Fai - non entriamo nelle questioni politiche. C'e' una competizione in ncorso e ognuno usa le proprie argomentazioni". Quello che la Rai deve fare, ricorda Cappon, "e' garantire un terreno neutrale. Ci sono delle regole. Noi siamo stati anche richiamati dalla Authority al rispetto di queste regole. E abbiamo ritenuto che, soprattutto per gli esponenti di magior rilievo, dovesse eserci una rappresentazione paritaria delle posizioni". Da parte della Rai, conclude, "nessun intervento, semplicemente la volonta' di predisporre un terreno equilibrato per tutti".


ILTEMPO
Walter fa saltare Porta a Porta
Maurizio Gallo
27/03/2008

Mostrano i muscoli. Scalciano come torelli nell'arena. Lanciano guanti di sfida per un duello senza esclusione di colpi.

Ma è un combattimento destinato a restare sulla carta, perché l'«arbitro» chiamato par condicio non permetterà che salgano sul ring televisivo. I giorni passano e la possibilità di un faccia a faccia fra Veltroni e Berlusconi appare sempre più remota. Ieri perfino una partecipazione «supplementare», e singola, dei due principali candidati premier a «Porta a Porta», è sfumata a causa del rifiuto di Walter e della conseguente applicazione della legge sulle condizioni di parità nella campagna elettorale. Se il confronto diretto non si può fare, ha fatto sapere il segretario del Pd, allora non vengo. E, in base alle regole, il niet di Walter ha determinato la cancellazione anche della puntata con il Cavaliere in programma per oggi.

La redazione diretta da Bruno Vespa ha spiegato come sono andate le cose. Lo staff di Veltroni avrebbe chiesto di poter partecipare a una puntata della trasmissione nell'ultima settimana prima del voto, per poi ritirare la disponibilità del leader del Pd. «Nei giorni precedenti la settimana Santa, il portavoce del Pd Piero Martino - dicono alla Rai - ha contattato la nostra Antonella Martinelli per manifestare la disponibilità di Veltroni a una trasmissione che precedesse quella già fissata per l'ultima settimana prima delle elezioni. Il diverso peso di partiti e coalizioni prevedeva un confronto con altro interlocutore per Bertinotti e Casini e una presenza singola di Berlusconi e Veltroni». Poi, ottenuta la disponibilità di tre candidati, Veltroni ha fatto sapere «che i suoi impegni non gli avrebbero consentito di partecipare in nessuna data possibile, né in questa, né nella prossima settimana. A un rinnovato invito di questo pomeriggio a Veltroni - continua la nota - il portavoce del Pd ha risposto che la settimana prossima il segretario avrebbe annullato i suoi impegni in Sardegna soltanto per un faccia a faccia con Berlusconi. Com'è ovvio, siamo pronti ad ospitarlo fin dall'inizio della campagna elettorale, ma ovviamente non possiamo imporlo a chi si richiama alle decisioni della Vigilanza».

Diversa la versione del Pd: «Abbiamo dato la disponibilità di Veltroni per la trasmissione del 9 aprile - precisa Piero Martino - Abbiamo poi valutato insieme alla redazione la possibilità di offrire un'ulteriore disponibilità di Veltroni compatibilmente agli impegni già fissati per il tour nelle 11 province italiane. Abbiamo comunicato tempestivamente, in quei giorni - riferisce ancora il capoufficio stampa del Pd - che il nostro segretario non sarebbe potuto essere presente per gli impegni citati se non alla puntata già concordata del 9 aprile alla quale seguirà il 10 una puntata con Berlusconi. In quegli stessi giorni però la redazione ci ha comunicato che avrebbero in ogni caso invitato a un'altra puntata il leader del Pdl, per il 27 marzo».

Insomma, alla luce di quanto accaduto il confronto appare improbabile. Eppure, a parole, ambedue i leader dei maggiori schieramenti in campo sembrano disposti a darsele, metaforicamente, di santa ragione. «Io sono in grado di stracciare qualunque avversario, perchè io nella mia vita ho fatto tutto ciò che gli altri non hanno fatto. Io sono un uomo di fatti gli altri sono uomini di parole. I fatti vincono sulle parole», sottolinea il Cavaliere. «Vorrei fare il dibattito tv come succede in tutte le democrazie occidentali. Sono pronto a farlo dove, quando e come vuole lui. Vuole farlo sulle sue reti? - attacca l'ex sindaco di Roma - Vado lì, ma non scappi, perchè il confronto è il sale della democrazia e i cittadini devono poter decidere». L'impressione, però, è che il primo, sulla carta già in vantaggio, non abbia alcun interesse a un duello tv con l'avversario. E quest'ultimo, sapiente giocoliere mediatico, pur di oscurare Berlusca è disposto anche a rinunciare a una seduta nella «terza Camera» di Vespa.

mercoledì, marzo 26, 2008

PAR CONDICIO - LA GROSSA SCUSA DEL CAVALIERE

NONOSTANTE BERLUSCONI ABBIA ESPRESSO LA SUA DISPONIBILITÀ AL “FACCIA A FACCIA” CON VELTRONI, QUESTA VOLTA È IL PDL A TRINCERARSI DIETRO LA PAR CONDICIO! SECONDO LORO IL “FACCIA A FACCIA” NON SI PUÒ FARE PERCHÉ, QUELLA FAMIGERATA LEGGE VOLUTA DA PRODI, LO PROIBISCE.

STRANO PERCHÈ ALLE ULTIME ELEZIONI SI È AVUTO UN MEMORABILE “FACCIA A FACCIA” TRA I DUE LEADERS IN TV. RICORDATE? IN QUELLA OCCASIONE BERLUSCONI FECE IL FAMOSO SCOOP SULL'ABOLIZIONE DELL'ICI PROPRIO ALLA FINE DELL'INCONTRO SENZA POSSIBILITÀ DI REPLICA!

ALLORA C'ERA LA STESSA LEGGE E NESSUNO AVEVA DETTO CHE PROIBIVA I “FACCIA A FACCIA” TRA I LEADERS MAGGIORI. ANZI IN UNA PRIMA FASE FU LO STESSO CAVALIERE A "SFIDARE" PRODI IN TV E MINACCIÒ DI FARE COMUNQUE IL CONFRONTO CON UNA “SEDIA VUOTA” SE NON FOSSE VENUTO! CHI L'HA DIMENTICATO?

INSOMMA, DATI I PRECEDENTI SI PUÒ TRANQUILLAMENTE AFFERMARE CHE LA “PAR CONDICIO” NON IMPEDISCE AFFATTO I “FACCIA A FACCIA”, ANCHE PERCHÈ SI FA FRA I VARI LEADERS TUTTI I GIORNI IN TV. PERCHÈ QUELLI DEI MAGGIORI PARTITI NON SI POTREBBERO FARE? STRANO! OPPURE È EVIDENTE CHE SIAMO DI FRONTE AD UNA “SCUSA” GROSSA COME UNA CASA.

È CHIARO CHE NON PUÒ ESSERE LA PAR CONDICIO L'IMPEDIMENTO, ANCHE PERCHÈ NÈ IL CAVALIERE CON LE SUE TV, NÈ TUTTO IL CENTRODESTRA LO HANNO MAI RISPETTATO (MEDIASET VIENE CONTINUAMENTE CONDANNATO PER QUESTO).

LA VERITÀ È UN'ALTRA INVECE. MENTRE DA UN LATO IL CAVALIERE VORREBBE TOGLIERE DI MEZZO QUELLA LEGGE CHE GLI PROCURA TANTE MULTE, DALL'ALTRA NON PENSA MINIMAMENTE AD "AFFRONTARE" VELTRONI IN TV PER ALMENO DUE RAGIONI IMPORTANTI:
1. RISCHIO "INUTILE" POICHÈ I SONDAGGI SAREBBERO GIÀ FAVOREVOLI A LUI.
2. ALTRO RISCHIO "INUTILE" POICHÈ SI NOTEREBBE LA DIFFERENZA DI ETÀ CHE DANNEGGIA LA SUA IMMAGINE IN TV!


IN ALTRE PAROLE, A DIFFERENZA DI QUANDO AVVENNE CON PRODI, ALLORA I SONDAGGI GLI ERANO SFAVOREVOLI (RISCHIO UTILE), ORA AL CAVALIERE NON CONVIENE IL CONFRONTO IN TV CON VELTRONI (RISCHIO INUTILE). SI RICORDI CHE BERLUSCONI È SEMPRE GUIDATO DAI SONDAGGI E DALLA IMMAGINE.

MA NON PUÒ DIRE APERTAMENTE DI “RIFIUTARLO” E ALLORA LASCIA CHE I SUOI USINO LA STORIELLA DELLA MICIDIALE LEGGE DELLA PAR CONDICIO DA ABOLIRE PRIMA. FURBESCO NO?

MA CHI L'HA DETTO POI CHE I SONDAGGI SIANO INFALLIBILI? IL NUMERO DEGLI ELETTORI INDECISI È ALTO OLTRE IL 25% SUFFICIENTE A CAPOVOLGERE TUTTI I PRONOSTICI!
Raffaele B.

ILTEMPO
ELEZIONI: GENTILONI, SE BERLUSCONI NON SE LA SENTE DICA NO A DUELLO TV

Roma, 25 mar. - (Adnkronos) - "Quello del faccia a faccia e' un diritto degli italiani e penso che per i leader delle due maggiori forze politiche sia anche un dovere realizzarli. Se poi Berlusconi non se la sente, abbia l'onesta' di dirlo, senza cercare alibi nelle regole in vigore che, invece, consentono i faccia a faccia, come sono stati fatti in passato e come si continuano a fare ogni sera tra diversi candidati premier.
Alla fine il faccia a faccia tra Veltroni e Berlusconi si fara'". Lo afferma in una nota Paolo Gentiloni del Pd.

ILTEMPO
Si fa rovente la polemica sul confronto televisvo tra ...
25/03/2008

Si fa rovente la polemica sul confronto televisvo tra Veltroni e Berlusconi. Nei giorni scorsi il portavoce del Cavaliere, Paolo Bonaiuti, aveva frenato sulla possibilità di combinare il faccia a faccia prima dell'abolizione della par condicio. Il leader del Pdl, invece, si era detto favorevole almeno in linea di principio.

E facendo perno su questa divergenza gli avversari di Silvio partono all'attacco.
«Sul confronto televisivo tra Veltroni e Berlusconi è giunto il momento di sciogliere il nodo: o i consiglieri del leader della Pdl sono disponibili all'incontro televisivo, oppure è bene che dicano il perché ostentano questo gran rifiuto - sostiene il vicepresidente della Commissione di Vigilanza Giorgio Merlo, del Pd – È inutile girare attorno all'ostacolo, accampando di volta in volta la par condicio, il regolamento della Commissione di Vigilanza o le interpretazioni, ovviamente interessate, del Presidente Landolfi.

Come tutti sanno sono un insieme di giustificazioni, anche un pò patetiche, che vengono accampate pur di non accedere al confronto televisivo». Per Marco Beltrandi, deputato radicale e membro della Vigilanza, anche con la par condicio la Rai potrebbe «realizzare confronti tra candidati premier, quattro o cinque alla volta, come prescritto anche dal regolamento approvato in Vigilanza». Rincara la dose il coordinatore del Pd: «Berlusconi dice di volere il faccia a faccia televisivo con Veltroni. I suoi collaboratori dicono l'esatto contrario.

A chi dobbiamo credere? Il Cavaliere è imbrigliato dai suoi? Oppure è tutto un gioco delle parti che segnala una vera preoccupazione davanti al confronto? - si chiede Goffredo Bettini - Crediamo che gli italiani abbiano il diritto di pretendere un confronto chiaro sui programmi dei due schieramenti, un faccia a faccia che permetta di valutare le qualità e le personalità dei leader. Sottrarsi a questo confronto è un errore e un danno. Chi
sceglie questa strada dovrà renderne conto agli elettori». Gli risponde Francesco Giro, deputato di FI: «Il panico nel quale è caduto Bettini non è un buon motivo per convincerci della necessità di un confronto tv fra Berlusconi e Veltroni. Bettini non è un giudice neutrale. È il guru di Veltroni, il suo primo consigliere politico e teorico del nuovo partito democratico», afferma. Per il responsabile comunicazione dei Democratrici «si sta creando una situazione ridicola e paradossale. Berlusconi finge disponibilità ad un confronto televisivo con Veltroni per poi dare mandato ai suoi collaboratori di affermare che il confronto è impossibile - osserva Ermete Realacci - Si chiede ogni giorno l'abolizione della par condicio, mentre questa viene sistematicamente violata dai tg Mediaset che hanno dedicato a Berlusconi e al Pdl un tempo quasi doppio di quello dato a Walter Veltroni.

Capisco l'imbarazzo di un Berlusconi ormai all'ennesima replica – conclude Realacci - ad accettare il confronto, ma i cittadini italiani hanno il diritto di verificare le effettive proposte e qualità di chi si candida a governali. È una questione di elementare democrazia».

E, fuori dalla mischia dei due «big», il leader socialista Boselli invita a fare i confronti «tra tutti i candidati e non solo tra Berlusconi e Veltroni, perchè fino a prova del contrario, le elezioni si devono ancora svolgere e non ci sono solo i loro due partiti in campo».

domenica, marzo 23, 2008

IL CAVALIERE E LA FURBATA ELETTORALE SULL'ALITALIA

NON SI SONO ANCORA SPENTE LE POLEMICHE SULLE SUE PRECEDENTI "USCITE", IL CAVALIERE NE FA UN'ALTRA, QUESTA VOLTA PIÙ GROSSA E AZZARDATA CHE MAI.

CON GIÀ DIMOSTRATA FURBIZIA DECIDE DI TRASCINARE NELLA CAMPAGNA ELETTORALE LA QUESTIONE ALITALIA CON I SUOI 11.000 DIPENDENTI, NEL TENTATIVO DI ACCREDITARSI COME L'UOMO DELLA PROVVIDENZA CHE, CONTRARIAMENTE QUANTO FATTO DAL GOVERNO PRODI, POTRÀ RISOLVERE IL PROBLEMA CON LA SODDISFAZIONE DEI DIPENDENTI SALVAGUARDANDO PERSINO L'ITALIANITÀ DELLA COMPAGNIA.

NATURALMENTE LA CORDATA CHE ANNUNCIA NON POTRÀ FARE UNA PROPOSTA CHE DOPO DI 3-4 SETTIMANE CIOÈ A ELEZIONI GIÀ FATTE. È UNA FURBATA DEGNA DEL PERSONAGGIO, FATTA SENZA SCRUPOLO AI DANNI DELLE "VITTIME" CUI PROMETTE DI "SALVARE" A PATTO, OVVIAMENTE CHE VINCA LE ELEZIONI.

DI TEMPO NE HANNO AVUTO ECCOME (15 MESI) ANCHE PER STUDIARSI TUTTA LA CONTABILITÀ E QUESTA AZIONE TARDIVA DIMOSTRA TUTTA LA SUA STRUMENTALITÀ ELETTORALE. SI VEDE AD OCCHIO NUDO!

UN CLASSICO NELLA STORIA ELETTORALE DEL NOSTRO PAESE. AI TEMPI DI LAURO, SINDACO MONARCHICO DI NAPOLI (ANNI 50), AGLI ELETTORI POVERI FACEVA "REGALARE" UNA SCARPA CIASCUNO E SOLO DOPO LA SUA VITTORIA CONSEGNAVA L'ALTRA. COME SI VEDE LA TECNICA SI È EVOLUTA! QUESTA VOLTA È FATTA SULLA PELLE E SULLE SPERANZE DI MIGLIAIA DI PERSONE E SUL DESTINO DELLA COMPAGNIA.

L'AZZARDO STA NEL FATTO CHE IN CASO DI VITTORIA, BERLUSCONI SI RITROVI NELLA IMPOSSIBILITÀ DI RISOLVERE IL PROBLEMA DELL'ALITALIA NELL'AMBITO DEL LIBERO MERCATO E "TENTI" DI REALIZZARE UN “FINANZIAMENTO STATALE” (A CARICO DEI CONTRIBUENTI) PUR DI TENERE LONTANO I FRANCESI E SALVARE COSÌ LA FACCIA DI FRONTE AL PAESE.

TALE "ATTO" PERÒ VERRÀ PRONTAMENTE BOCCIATO DALL'EUROPA CHE NON TOLLERA "AIUTI DI STATO" RIPORTANDO L'INTERA VICENDA AL PUNTO DI PARTENZA "SENZA" L'UNICA OFFERTA ESISTENTE. CON LE CASSE ORMAI COMPLETAMENTE VUOTE L'ALITALIA CHIUDERÀ I BATTENTI CON BUONA PACE DI TUTTI.

IL CAVALIERE E I SUOI ALLEATI TENTERANNO DI “COPRIRE” IL FALLIMENTO CON UN'ENNESIMA MENZOGNA! CANDIDAMENTE “DIRANNO” CHE AVRANNO FATTO DI TUTTO PER “SALVARE” L'ALITALIA LASCIATA IN PESANTE EREDITÀ DALLE SINISTRE, MA DOVRANNO FARE AFFIDAMENTO SOLO ALLA SCARSA MEMORIA DI QUEI POCHI ELETTORI CHE NON RICORDERANNO CHE LA SUA GESTIONE E QUELLA DI MALPENSA ERANO E SONO TUTT'ORA AFFIDATE A UOMINI DEL CENTRO-DESTRA E LEGA!
Raffaele B.

ZAFURMENT.BLOG.LASTAMPA
La cordata
20/03/08

La vicenda che in questi giorni sta coinvolgendo Alitalia è a dir poco surreale: temi come l'orgoglio italico e la sopravvivenza di Malpensa, messi in campo a sproposito, danno ancora l'impressione di una classe politica che, ben lungi dall'avere una visione realistica del presente, spera ancora e sempre di risolvere le questioni secondo vecchie logiche di spartizione e sotto il cappello dell'unità nazionale, alla faccia della globalizzazione per parlare della quale organizzano magari dei dibattiti. Però, di fronte alla possibilità che 11000 persone restino a casa quello che ci si aspetta come minimo è che la classe politica del paese metta da parte le polemiche maggioranza-opposizione e cerchi la soluzione meno indolore. Viceversa (e come poteva essere diversamente?) il tema è diventato un cavallo di battaglia elettorale dell'onorevole Berlusconi, il quale ha parlato di dilettantismo del governo nella gestione della situazione ed ha messo in campo una fantomatica cordata capeggiata da AirOne, con Banca Intesa alle spalle (la quale banca ha subito smentito) e, udite udite, addirittura i figli del Cavaliere. Il quale probabilmente ha considerato che se l'ultima volta ha perso le elezioni per circa duemila voti, questa volta le potrebbe vincere grazie all'appoggio dei dipendenti Alitalia, che sono in numero ben maggiore.

Vogliamo fare una previsione su come potrebbero andare le cose? Airfrance, dopo aver fatto la sua proposta, sentendo che le reazioni dei sindacati e di parte del mondo politico italiano sono ostili, attende l'esito delle elezioni per avere il via libera (e garanzie sufficienti) da parte del nuovo governo. Passano un paio di mesi durante i quali la situazione finanziaria di Alitalia, ormai senza guida, peggiora ulteriormente. Il centro-destra vince (di misura) le elezioni, Berlusconi nuovo premier pensa di mettere le mani sul vettore, unendo l'utile (personale) al dilettevole (passare per salvatore della patria). I francesi capiscono che il gioco si fa sporco e mollano la presa. La cordata vacilla, Berlusconi cerca di inventarsi qualche finanziamento statale per far tornare i conti che viene prontamente bocciato dall'Unione Europea. Dopo anni di accanimento terapeutico Alitalia esala finalmente l'ultimo respiro.
Berlusconi e i sindacati, come un chirurgo che abbia appena lasciato il proprio bisturi nel cuore di un cardiopatico, si trovano concordi nel sostenere che non c'era più nulla da fare, loro hanno fatto il possibile. Il primo aggiunge che è l'eredità lasciata dalle sinistre. Amen.

UNITA
Piersilvio Airways
Marco Travaglio
21.03.08


...Un tizio, uno a caso, mettiamo Berlusconi, diventa presidente del Consiglio nel 2001 e si incarica di mandare definitivamente a picco un’azienda pubblica già cagionevole di salute. Per essere sicuro che non ne resterà più traccia, la affida nelle mani sicure della Lega e di An, che ci giochicchiano per l’intera legislatura con i loro leggendari supermanager. Si comincia con l’ex deputato leghista Giuseppe Bonomi, promosso presidente di Alitalia e rimasto celebre per aver sponsorizzato i mondiali di equitazione indoor salto a ostacoli, ad Assago (Milano), dove lui stesso si esibì in sella al suo cavallo baio.
Poi Bonomi viene spedito alla Sea (Linate e Malpensa) e ad Alitalia arriva un fedelissimo di Fini: Marco Zanichelli. Ma subito Tremonti litiga con Fini: «Giù le mani da Alitalia, non c’è più una lira». Zanichelli, preso fra le risse di potere del Cdl, se ne va dopo appena 70 giorni, rimpiazzato dall’ottimo Giancarlo Cimoli, che aveva già fatto così bene alle Ferrovie. Il tempo di scortare la compagnia verso il burrone, poi anche lui leva il disturbo, con una modica liquidazione di 5 milioni di euro.

A quel punto, affondata la flotta, il Cainano se ne va in ferie per un paio d’anni. E al suo posto arriva gente seria, come Prodi e Padoa Schioppa che tentarono di riparare ai guasti suoi. Quando ce la stanno per fare, trovando Airfrance interessata a rilevare un bidone che brucia 1 milione e ha perso 15 miliardi in 15 anni, riecco l’Attila di Arcore che, travestito da Buon Samaritano, tenta di sabotare la trattativa con l’aiuto consapevole di Bobo Formigoni, Bobo Maroni e Morticia Moratti e l’aiuto inconsapevole dei soliti sindacati miopi. Dice che compra tutto lui, anzi «i miei figli», più il celebre Toto, naturalmente coi soldi degli altri: o delle banche, o dello Stato. ...
CONTINUA

domenica, marzo 16, 2008

BERLUSCONI E PDL SPROFONDANO IN CONFUSIONE?

ALL'INDOMANI DELLA POLEMICA SULLA PRECARIA, ABBIAMO L'USCITA DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA MARTINO, DEL PRECEDENTE GOVERNO BERLUSCONI, CHE PROPONE ADDIRITTURA DI ABBANDONARE IL LIBANO DOVE I NOSTRI SOLDATI FANNO "IMPIEGO DI PACE" POICHÈ SI FRAPPONGONO IN QUELLA ZONA FRA GLI HERZOBOLLAH E GLI ISRAELIANI AL FINE DI IMPEDIRE POSSIBILI SCONTRI CHE MINANO I NEGOZIATI DI PACE IN CORSO, PER POTERLI INVECE IMPIEGARE IN AFGHANISTAN ED UDITE UDITE, IN IRAQ. E QUESTA VOLTA IN "IMPIEGO DI GUERRA" CON DOTAZIONI ADEGUATE AL COMBATTIMENTO DIRETTO CONTRO I TALEBANI E TERRORISTI.

IN UNA FASE IN CUI SI VA AD UN RIPENSAMENTO SULLA STRATEGIA DA PARTE DI TUTTE LE FORZE IN CAMPO, IN IRAQ, PERSINO GLI AMERICANI PENSANO DI ANDARSENE, L'EX MINISTRO RIMARREBBE SOLO.

RESOSI CONTO DELLA “SPARATA” IL CAVALIERE CORRE SUBITO AI RIPARI PER “SMENTIRE” LA DICHIARAZIONE, MA LASCIA CHE SI VADA COMUNQUE AD UNA MODIFICA DEL PROTOCOLLO D'INGAGGIO DEI NOSTRI SOLDATI CHE OPERANO IN LIBANO CON IL TENTATIVO DI TRASFORMARLI IN IMPIEGO DI "GUERRA" COME GIÀ FATTO IN IRAQ QUANDO ERA AL GOVERNO. NATURALMENTE NON RIPORTA LA CALMA DEL TUTTO E LE POLEMICHE CONTINUANO!

DI QUESTI GIORNI UN'ALTRA “SMENTITA” DI UNA SUA DICHIARAZIONE QUESTA VOLTA SULLE PENSIONI. IL CAVALIERE AVEVA DICHIARATO CHE RITORNERÀ ALLA RIFORMA MARONI DEL “GROSSO SCALONE” PAVENTANDO UN ULTERIORE AGGRAVAMENTO PER FARE FRONTE ALLA CRISI FINANZIARIA INTERNAZIONALE IN ARRIVO! INSOMMA IL CAVALIERE, SE ELETTO, PAGHEREBBE LA CRISI FINANZIARIA CON LE MISEREVOLI PENSIONI DEI CITTADINI CHE DOVREBBERO VOTARLO!

NATURALMENTE, ANCHE QUESTA VOLTA, RESOSI CONTO DELLA “SPARATA” CORRE AI RIPARI E “NEGA” COME SUO STILE DI AVER FATTO QUELLA DICHIARAZIONE A CERNOBBIO DI FRONTE AI RAPPRESENTANTI DEI PICCOLI IMPRENDITORI DELLA CONFCOMMERCIO.

IL DANNO D'IMMAGINE E L'ALLARME SUSCITATO SONO ORMAI SCATTATI.
QUESTI ULTIMI ARGOMENTI “SCOTTANO” E “TOCCANO” DAL VIVO DIRETTAMENTE UN VASTO ELETTORATO DI CUI GRAN PARTE “VOTA” BERLUSCONI!

COSA SUCCEDE AL CAVALIERE? COSA SUCCEDE AL PDL? UNA SEQUELA DI GAFFE E DI ERRORI POLITICI DI QUESTE GRAVITÀ NON FA CERTO BENE ALLA LORO IMMAGINE E CREDIBILITÀ DI FRONTE AL LORO STESSO ELETTORATO IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE! PERCHÈ LO FANNO ALLORA?

UN IPOTESI PUÒ ESSERE QUESTA: O BERLUSCONI HA DECISO DI PERDERE E CONSEGNARE LA VITTORIA AL PD DI VELTRONI OPPURE IL PDL STA "SPROFONDANDO" IN UNA TREMENDA "CONFUSIONE" INTERNA CUI NEMMENO LO STESSO CAVALIERE RIESCE PIÙ A CONTROLLARE!

PER ME È DIFFICILE CHE POSSA ESSERE LA PRIMA IPOTESI! CHE NE DITE?
Raffaele B.

REPUBBLICA
E' scontro sulle pensioni
Poi Berlusconi ci ripensa
(16 marzo 2008)
Dura replica anche dal ministro Damiano: "Parole devastanti e pericolose"
Sindacati in allarme dopo l'annuncio del Cavaliere di voler tornare alla legge Maroni
poi il Cavaliere fa dietro front: "Sono strumentalizzazioni non l'ho mai detto"

CERNOBBIO (Como) - Silvio Berlusconi ci ripensa. Ieri ha
annunciato di voler cambiare le pensioni e di tornare alla riforma Maroni, "e forse neanche basta" aveva aggiunto il Cavaliere nella sua nuova versione poco ottimista. Poi, dopo l'altolà dei sindacati, ci ripensa e spara: "Non l'ho mai detto è la solita strumentalizzazione frutto del tradizionale vizio stalinista".

L'annuncio dell'ex premier come era prevedibile avava scatenato le prevedibili reazioni. "Mi pare sbagliato ricominciare a rompere ciò che si è fatto", aveva detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. "Spero - aveva aggiunto il sindacalista - si apra una legislatura costituente e che nella nuova legislatura le forze maggiori collaborino: mi pare sbagliato ricominciare a rompere ciò che si è fatto. Ognuno - ha concluso - rispetti il lavoro del governo precedente".

Ancora più duro il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, quella del candidato premier del Pdl sulla necessità di modificare l'attuale assetto pensionistico è "una delle peggiori idee che abbia ascoltato negli ultimi tempi". "Ritornare a parlare di pensioni - ha aggiunto - è assolutamente sbagliato".

Nel mondo politico è il candidato di Sinistra Arcobaleno a commentare con un secco "è una proposta sciagurata" l'uscita di Berlusconi mentre il ministro del Lavoro Cesare Damiano, che ha definito la sortita del Cavaliere "molto pericolosa". "L'ho sentito ieri affermare che se vincesse le elezioni un primo provvedimento sarebbe il ritorno alla legge Maroni se non oltre e con una nuova riforma - ha osservato l'esponente del Pd - e trovo che sia una cosa molto pericolosa per il paese perché spingono i lavoratori nuovamente ad andare in pensione anziché allungare la loro vita lavorativa". "Questi annunci – ha
concluso il ministro - sono devastanti. Tornare allo scalone è assurdo dopo le modifiche fatte dal governo Prodi".

Tutto inutile, perché poi nel pomeriggio il cavaliere spiega: "Come al solito, la sinistra si esercita nell'alterazione di mie dichiarazioni sulle pensioni a Cernobbio". "Ho detto - aggiunge - che il problema principale delle pensioni è quello di mantenere intatto il potere d'acquisto dei pensionati valutando la concreta possibilità in termini di spesa globale di un loro adeguamento al costo della vita. So bene che i sistemi pensionistici non si cambiano da un anno all'altro, tanto meno senza una consultazione sociale. Il resto è il tradizionale vizio stalinista di attribuire agli avversari ciò che non hanno mai detto".

TGCOM.MEDIASET
Berlusconi:"No a ritiro dal Libano"
15/3/2008
"Polemica chiusa, non si torna in Iraq"
.
"Non abbiamo nessuna intenzione di ritirare gli uomini in Libano e di riaprire il caso Iraq. Le regole di ingaggio saranno da cambiare con il buonsenso, l'attenzione e l'umiltà che abbiamo avuto in questi cinque anni di governo". A sostenerlo è il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, facendo il suo arrivo a Cernobbio per il forum della Confcommercio. Su ww.tgcom.it potete seguire la diretta dell'intervento.

ALICE.IT/NOTIZIE
ELEZIONI/ COCER: NO A RITIRO DAL LIBANO COME VUOLE MARTINO
Domenica, 16 Marzo 2008
Paquale Fico: "Sciagurate parole dell'ex ministro della difesa"

Roma, 15 mar. (Apcom) - Non bisogna abbandonare la missione Unifil in Libano così come ipotizza l'esponente del Pdl Antonio Martino "soprattutto perché una tale immotivata riorganizzazione dei teatri operativi, proferite da un impopolare ex Ministro 'reo' di aver assistito passivamente alla distruttiva Finanziaria 2006 che quasi azzerò l'esercizio delle Forze Armate, mostrano con quanta superficialità e strumentalizzazione si usano le donne gli uomini e valori delle Forze armate in propaganda elettorale".

Il Cocer dell'esercito in due diffuse tramite la rete di GrNet ed a firma dei delegati Luca Tartaglione e Pasquale Fico, attaccano l'onorevole Martino dopo l'intervista rilasciata al Quotidiano nazionale. E se da una parte si vuole abbandonare il Libano - si spiega - di contro Martino "vorrebbe rinforzare le truppe Italiane in Afghanistan e lanciarle in azioni (suicide?) di combattimento contro i Talebani".

"L' onorevole MARTINO hà dimenticato i tanti morti avuti sotto la sua guida al ministero della Difesa? Ha dimenticato con quale leggerezza sono morti i miei colleghi militari a Nassiriya? Ha dimenticato la morte del Maresciallo COLA nel 2005, e perché è morto? Lo ricordo io - continua Fico - trafitto da un proiettile di un lurido fucile mentre era in volo su un elicottero AB-412 da trasporto truppa mandato allo sbaraglio in aiuto di una pattuglia portoghese sotto attacco dai miliziani irakeni".

Martino "si ricorda che gli elicotteri A-129C Mangusta li ha inviati solo dopo che il sottoscritto aveva denunciato pubblicamente attraverso i media di informazione quella sua grave negligenza? E che Lui e l'ex Capo di Stato Maggiore fecero quella scelta sciagurata di lasciare a Rimini i Mangusta, per non ammettere che noi militari Italiani eravamo in zona di guerra?".

sabato, marzo 15, 2008

CANDIDATA LA PRECARIA DOPO LA GAFFE DEL CAVALIERE

IL PDL SI SPINGE PERFINO A CANDIDARE AL COMUNE DI ROMA, NELLA SQUADRA DI ALEMANNO, LA SIG.RA PERLA PAVONCELLO, LA PRECARIA A CUI BERLUSCONI AVEVA “CONSIGLIATO” DI SPOSARE SUO FIGLIO O UN RICCO PER RISOLVERE LA SUA CONDIZIONE DI PRECARIA.

PUR DI DIMOSTRARE CHE SI TRATTAVA DI UNA INNOCUA “BATTUTA”, LA FARANNO ENTRARE, DICONO, NELLE SUE LISTE E CHISSÀ MAGARI VERRÀ ELETTA CONSIGLIERA E POTRÀ AMBIRE ANCHE AD UN ASSESSORATO SE IL PDL VINCERÀ. COSÌ AVRÀ "RISOLTO" AL MOMENTO IL SUO "PROBLEMA" MA CERTAMENTE NON QUELLO DI ALTRI MILIONI DI PRECARI UOMINI E DONNE!

QUESTE ULTIME AVRANNO UN BEL DA FARE A TROVARE UN COSIDDETTO "BUON PARTITO" VISTO CHE PURTROPPO PER LORO I RICCHI SONO TROPPO POCHI. ERA COME CONSIGLIARE LORO DI GIOCARE AL LOTTO E SPERARE NELLA VINCITA, OVVIAMENTE LE POSSIBILITÀ AUMENTANO SE SONO "CARINE" E CON UN BEL "SORRISO". NESSUNA SPERANZA PER LE POVERE “BRUTTE”!

PER L'UOMO PIÙ RICCO D'ITALIA CHE ASPIRA A TORNARE AL GOVERNO DEL PAESE, QUELLA BATTUTA SUL "PRECARIATO" AD UNA PRECARIA SUONA COME UNA "BEFFA" OLTRE CHE "DISPREZZO" PER LA GENTE CHE FA FATICA AD ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE! NON HA NIENTE A CHE FARE CON LO HUMOR.

È COME PARLARE DI CORDA IN CASA DELL'IMPICCATO! UNA VERA “GAFFE” IMPERDONABILE DI UN PERSONAGGIO NON NUOVO A SIMILI COSE E CHE CREDE POSSA "PERMETTERSI" TUTTO E FINORA IL PAESE GLIELO HA CONSENTITO.

QUESTA VOLTA PERÒ LA SITUAZIONE SEMBRA CAMBIATA E GLI ELETTORI ED IN PARTICOLARE LE DONNE NON SONO PIÙ TANTO DISPONIBILI, TANT'È CHE DOPO LE “POLEMICHE” SI SONO ACCORTI DI AVERLA FATTA GROSSA E SONO CORSI AI RIPARI.

D'ORA IN POI BERLUSCONI DOVRÀ STARE PIÙ ATTENTO A QUELLO CHE DICE E DI TENERE A FRENO LA LINGUA DA PATETICO MASCHILISTA QUALE DIMOSTRA DI ESSERE, ALTRIMENTI IL SUO PARTITO AVRÀ SERIE DIFFICOLTÀ A "RISOLVERE" ALTRE “GAFFE” CON ALTRE CANDIDATURE RIPARATRICI.

IL CONSIGLIO CHE CI SENTIAMO DI DARE NOI AL CAVALIERE È QUELLO DI “CONTINUARE” SU QUESTA LINEA DI CONDOTTA LA CAMPAGNA ELETTORALE, IN MODO DA GARANTIRSI UNA SICURA "SCONFITTA".
Raffaele B.

L’UNITÀ
Piersilvio, io precaria chiedo la tua mano
14 marzo 2008
«Lei mi dice dei problemi delle giovani coppie di precari. Io, da padre - ha dichiarato Berlusconi sorridendo - le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere».

Dopo questa sparata, in Rete è partita la vendetta di tutte quelle che si sentono prese in giro. E che hanno pensato bene di mandare davvero a Piersilvio la loro richiesta di matrimonio.

Se anche tu vuoi contribuire a rispondergli per le rime,
scarica qui la lettera da inviare a casa Berlusconi.

RAINEWS24
Alemanno: la precaria Pavoncello e' candidata del Pdl al Comune di Roma
Roma 14 marzo 2008
"Candideremo Perla Pavoncello nelle liste del Comune di Roma per il Pdl perché vogliamo dimostrare tutta questa montatura infondata fatta su una battuta di Berlusconi". Lo ha annunciato il candidato del Pdl a sindaco di Roma Gianni Alemanno.

"La ragazza ha capito che si trattava di una battuta e noi saremo ben felici di avere nelle nostre liste una giovane precaria. Domani la Pavoncello sarà presente a Corviale per la presentazione del programma".

LASTAMPA
Precari, scontro Berlusconi-Veltroni
13/3/2008 (18:28) - IL CASO
Il Cavaliere: «Chi non ha un posto fisso sposi un ricco».
Il leader del Pd:«Non capisce le ansie di tanti ragazzi».
La replica: «E' ridicolo, io scherzavo»


ROMA - Il Cavaliere scatena un vespaio di polemiche per la ricetta data ad una giovane precaria che gli chiedeva un consiglio. «Contro la precarietà? Sposare mio figlio o un milionario», ha detto Silvio Berlusconi che ha aggiunto: «Io da padre le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere, e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere...».

Battuta in tv, ma è polemica
Nel corso del programma "Punto di vista" del TG2 una studentessa ha chiesto al candidato premier del Pdl come fosse possibile per le coppie giovani mettere su famiglia senza la sicurezza di un posto e di un reddito. All’obiezione del conduttore sulla "ricetta" («Figli di Berlusconi in giro ce ne sono pochi»), il Cavaliere, sempre sorridendo, ha aggiunto «se dovessi dire quale è il consiglio più valido, penso sia quello che le ho dato all’inizio». Ma la battuta ha scatenato un’ondata di reazioni indignate da parte del Pd e della Sinistra Arcobaleno...
CONTINUA

mercoledì, marzo 12, 2008

PDL E IL CASO CIARRAPICO DETTO ‘IL CIARRA’

CON LA CANDIDATURA DELL’EDITORE CIOCIARO CIARRAPICO, NOTO FASCISTA CONCLAMATO, SI HA UN NUOVO CASUS BELLI.
ANCHE SE ORA TENTA DI SMENTIRE AFFERMANDO CHE LO ERA IN GIOVENTÙ, MA LA FOTO RECENTE QUI A FIANCO RIPORTATA DA REPUBBLICA, LO RITRAE CON I CAPELLI BIANCHI MENTRE FA IL SALUTO FASCISTA.

LO SCANDALO PERÒ NON STA SOLO IN QUESTO POICHÉ VI SONO ALTRI NOTI NOSTALGICI NELLE LISTE DEL PDL MA CON LA DIFFERENZA CHE NON LO “DICHIARANO” APERTAMENTE.

IL CIARRA INVECE NON SOLO LO HA SEMPRE DICHIARATO, LO HA ANCHE MANIFESTATO IN DIVERSE OCCASIONI PUBBLICHE COMMETTENDO IL REATO DI “APOLOGIA DI FASCISMO” PREVISTO DALLE NOSTRE LEGGI SIN DAL 1952.

MA NON È FINITA QUI, IL PERSONAGGIO È ANCORA PIÙ NERO NELLA FEDINA. EGLI VANTA QUATTRO CONDANNE DEFINITIVE ED UN “CURRICULUM PENALE” CHE NON TEME RIVALI DEL QUALE RIPORTO PER TITOLI IN FONDO. SOLO PER QUESTO LA SUA CANDIDATURA “SMENTISCE” IN MODO CLAMOROSO IL CAVALIERE DI NON CANDIDARE I CONDANNATI.

INOLTRE INCLUDERE UN SIFFATTO PERSONAGGIO NELLE LISTE CARATTERIZZA SEMPRE PIÙ IL PDL IN UN PARTITO DI “DESTRA” ORA IN MODO PIÙ MARCATO. SE A QUESTO AGGIUNGIAMO CHE NELLE LISTE MEDESIME È STATO INSERITO IL LEADER DEI TASSISTI ROMANI, IL PARTITO PERDE ANCHE L’ULTIMA TRACCIA DI LIBERALISMO, QUINDI VA CONTRO LA CONCORRENZA DI MERCATO.

INFINE NÉ LA LEGA NÉ FINI VOGLIONO CIARRAPICO, MA LO SUBISCONO. PER FINI IN PARTICOLARE, GLI INTRALCIA I SUOI PIANI FUTURI PERCHÉ TEME CHE QUESTO FACCIA USCIRE IL PDL DAL PARTITO POPOLARE EUROPEO.

NONOSTANTE SI STIA MINIMIZZANDO, IL CASO CIARRAPICO SEMBRA ESSERE DIVENTATO UN VERO PROBLEMA PER IL PDL IN QUESTE ELEZIONI PERCHÉ IL VANTAGGIO ELETTORALE CHE POTREBBE PORTARE CON I SUOI GIORNALI LOCALI POTREBBE ESSERE SUPERATO DALLO SVANTAGGIO RAPPRESENTATO DALLA FUGA DI MOLTI VOTI DI CENTRO.
Raffaele B.
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CURRICULUM PENALE PER TITOLI:
Ciccare la fonte per i dettagli:
Ciarrapico: camicia nera, fedina pure. Ma nel Pdl fa tendenza di Marco Travaglio
1.) Nel 1973, la Corte di Appello di Roma conferma la sentenza del Tribunale di Cassino e lo condanna per truffa aggravata e continuata a Inps, Inail e Inam. La Cassazione poi conferma la truffa, ne dichiara prescritta una parte e incarica la Corte d’appello di rideterminare la pena per l’altra.
2.) Nel 1974 altra condanna: il pretore di Cassino lo multa di 623.500 lire per aver violato per quattro volte la legge che tutela «il lavoro dei fanciulli e degli adolescenti», sentenza confermata in Cassazione.
3.) Nel marzo ’93 viene arrestato dal gip Augusta Iannini per lo scandalo Italsanità dal quale verrà poi assolto (condannato però il figlio).
4.) Aprile ’93: Di Pietro lo fa di nuovo arrestare per una stecca di 250 milioni al segretario del Psdi
5.) A giugno, condanna in primo grado a 6 mesi per diffamazione: aveva affisso a Fiuggi un manifesto in cui dava a un consigliere comunale del «mentitore diffamatore mestatore».
6.) Nel 1997 la Procura di Roma lo rinvia a giudizio per peculato, abuso e falso nella sua attività di re delle acque minerali.
7.) Nel 1995 è condannato con rito abbreviato per falso in bilancio delle Terme Bognanco.
8.) Nel 1998, la condanna in Cassazione a 4 anni e 6 mesi per bancarotta fraudolenta del Banco Ambrosiano.
9.) Nel 1999, l'altra condanna definitiva a 3 anni per il crac da 70 miliardi della società che controllava la Casina Valadier, il palazzetto liberty romano trasformato in ristorante.
10.) Nel ’99, condannato in appello per emissione di assegni, è assolto in Cassazione perché il reato è stato appena depenalizzato.
11.) Nel 2000 cade in prescrizione la condanna in primo grado per violazione della legge sulle assunzioni obbligatorie di invalidi.
12.) Nel 2001, condanna in primo grado a Perugia per abuso d’ufficio con il giudice fallimentare di Frosinone che nel ’93 regalò l’amministrazione controllata alla sua capogruppo Italfin 80, evitandogli il crac: reato poi estinto per prescrizione.
13.) Nel 2002 il Tribunale di Roma lo condanna a 1 anno e 8 mesi per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni.
14.) Nel 2005 è rinviato a giudizio per ricettazione nella vecchia vicenda delle tangenti al ministero delle Poste.
15.) Nov 2007 è indagato a Roma per truffa ai danni di Palazzo Chigi.

CORRIERE DELLA SERA
Veltroni: «L'hanno inserito nel Pdl perché è proprietario di giornali? Motivazione peggiore della candidatura»
11 marzo 2008
PADOVA - Prima aveva criticato il Pdl per aver offerto un posto in lista a Giuseppe Ciarrapico, «un personaggio che non ha mai nascosto la sua passione per il fascismo». E adesso punta il dito contro le «motivazioni» del leader del Pdl Silvio Berlusconi, affermando che sono «quasi peggio della candidatura dello stesso Ciarrapico». Walter Veltroni, da Padova, giudica «inaccettabile» la scelta del Popolo della libertà. «La candidatura di Ciarrapico è imbarazzante. Non sarebbe successo in nessun altro Paese europeo. Chi me l'avrebbe detto - afferma il segretario del Pd - che avrei dovuto parlare nel 2008 della candidatura del dottor Ciarrapico. Prima il suddetto ha affermato che resta fascista ma va con il Pdl. Le due cose dovrebbero essere in contraddizione, ed infatti Bossi e Fini erano contrariati, ma lui non si è mosso e nessuno ha avuto il buongusto intellettuale di dirgli 'non si può fare'». Poi, incalza il candidato premier del Pd, «ho visto adesso che dal leader dello schieramento avversario è stata fornita una motivazione quasi peggiore: 'Va bene perché è proprietario di giornali'»...
CONTINUA

LA7
ELEZIONI; FINI: NON VOLEVO CIARRAPICO,RESPONSABILITA' BERLUSCONI
Roma, 11 mar. (Apcom) - "Fosse dipeso solo da me non l'avrei candidato. Diciamo che non godo della stima di Ciarrapico, mi ha definito un 'islamico-sionista'. Berlusconi, onori ed onori, è il leader della coalizione si è assunto la responsabilità di inserirlo ugualmente in lista. Io ho saputo della sua candidatura da La Russa sabato, quando Berlusconi dice che lo sapevamo, dice il vero. Ma è improprio dire che ero d'accordo". Lo ha detto il leader di An Gianfranco Fini, parlando a Ballarò, commentando il 'caso Ciarrapico'. Ciarrapico fascista? "A momenti alterni: prima dice di sì, tre ore dopo ha smentito e meno male che l'ha fatto. Su questo non si può scherzare: se non avesse detto che le leggi razziali erano il male assoluto, aveva davvero il dovere morale di fare un passo indietro".

REPUBBLICA
La bufera non spaventa il Ciarra "Me ne frego, Fini è uno sguattero"
di CARMELO LOPAPA
12 marzo 2008
L'editore si sfoga: "Non capisco tanto rumore, avevo quattro anni
quando il fascismo varò le leggi razziali. Ma io me ne fotto"

ROMA - La sveglia suona poco dopo l'alba, come sempre, nell'appartamentone di Via Aldrovandi, quartiere Parioli. I giornali sono stati già portati e per il "Ciarra" è il risveglio sognato da una vita, quello del guerriero dopo la battaglia. Vinta, per quanto lo riguarda: candidatura ormai al sicuro, massimo della visibilità, un putiferio che ha messo in seria difficoltà soprattutto quel Gianfranco Fini che lui non ha mai amato (ricevendone la medesima disistima).
"Pdl, bufera su Ciarrapico", "Ciarrapico nel Pdl, è bufera", "Ciarrapico spacca il Pdl", "Scontro nel Pdl su Ciarrapico" titolano i principali quotidiani italiani. C'è chi spara in prima pagina la foto che lo ritrae in giacca e cravatta in un nostalgico saluto romano scattato ai funerali di Edda Mussolini Ciano, figlia del Duce, datata 1995...
CONTINUA