domenica, settembre 27, 2009

IL GOVERNO E LA SUA FINTA LOTTA ALLA MAFIA

Il presidente del senato Schifani, uomo di Berlusconi afferma trionfante che si è a buon punto per debellare il cancro della mafia, parole sue. Anche il ministro degli interni Maroni ci va duro ‘contro’ la mafia rincarando la dose ‘appropriandosi’ dei meriti della Magistratura, tanto osteggiata dal Governo, che sta assestando colpi alla mafia con molti arresti per esempio a Fondi che da luglio ‘aspetta’ il decreto di scioglimento del consiglio comunale infiltrato dalla mafia che ‘rimanda continuamente. Vedi filmato.
ilcantieresociale06 luglio 2009
17 arresti per mafia a Fondi
In carcere, oltre ai due Tripodo, sono finiti sono l'ex assessore ai lavori pubblici del comune di Fondi Riccardo Izzi (Forza Italia), Franco e Pasquale Peppe, teste di legno dei Tripodo, Aldo Trani, Giuseppe Bracciale, Alessio Ferri, Antonio Schiappa, Igor Catalano, Vincenzo Bhianco e Antonio D'Errigo. Arresti domiciliari per il comandante della polizia municipale Dario Leone, il suo vice Pietro Munno, il dirigente del settore bilancio e finanze del comune Tommasina Biondino e quello dei Lavori pubblici
Gianfranco Mariorenzi, nonche' l'immobiliarista Massimo Di Fazio.

Se a questo aggiungiamo quanto sta emergendo dalla causa d’appello al senatore Marcello dell'Utri (pure uomo fedelissimo del Cavaliere), già condannato dal tribunale per concorso esterno in associazione ‘mafiosa’ , senza citare innumerevoli altri episodi inquietanti di cui poco si parla in un sistema TV di cui Berlusconi ‘controlla’ il quadro si completa in modo chiaro cui è superfluo ‘spiegare’. Si tratta della solita politica degli ‘annunci’ e di ‘furto’ di meriti conseguiti da altri, insomma di una ‘finta’ lotta alla mafia. Per il resto nulla di nuovo sotto il sole.
Raffaele B.

ANSA
MAFIA: SCHIFANI, A BUON PUNTO PER DEBELLARLA
(ANSA) - PALERMO, 25 SET - ''Siamo a buon punto per debellare il cancro della mafia'', ha detto oggi il presidente del Senato, Renato Schifani. A margine della cerimonia di commemorazione del giudice Cesare Terranova, assassinato 30 anni fa con il poliziotto Lenin Mancuso, ha aggiunto: ''rimane tanto nella nostra memoria, come per tutti i caduti di mafia. Si e' fatto molto per combatterla con leggi sempre piu' vigorose, così come si e' fatto tanto per catturare latitanti sempre più pericolosi''.

ADNKRONOS
FONDI: ASS. FUNZIONARI POLIZIA, SCIOGLIERE COMUNE 'SENZA SE E SENZA MA'
Roma, 23 set. - (Adnkronos) - Sciogliere il Consiglio comunale di Fondi (Latina) "senza se e senza ma". E' quanto chiede l'Associazione Nazionale Funzionari di Polizia. ''Siamo certi -dice il segretario nazionale dell'Anfp, Enzo Marco Letizia- che il Ministro dell'Interno, preso atto delle oggettive criticità messe in luce dalla commissione prefettizia e valutate dal Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica nella sua collegialita', vorrà considerare l'insostenibilità' della posizione, riportata dalla stampa locale, del Presidente della provincia di Latina, Armando Cusano, che per motivi incomprensibili ritiene possa ancora tollerarsi a Fondi un'amministrazione per la quale sono state denunciate pesanti infiltrazioni di tipo mafioso''

ANSA
MAFIA: PG, MANGANO IN CASA BERLUSCONI PER INTERESSI DEI BOSS
2009-09-25 19:15
PALERMO - "Vittorio Mangano fu assunto nella tenuta di Arcore di Silvio Berlusconi per coltivare interessi diversi da quelli per i quali fu ufficialmente chiamato da Palermo fino in Brianza". Così il procuratore generale Antonino Gatto entra subito nel vivo della requisitoria del processo al senatore Marcello dell'Utri (Pdl) per concorso esterno in associazione mafiosa. Il parlamentare è stato condannato in primo grado a nove anni di carcere. Stamani davanti alla seconda sezione della Corte di appello di Palermo, Gatto ha affrontato subito il tema dello "stalliere di Arcore".
"Ma davvero - si è chiesto il Pg - non fu possibile trovare in Brianza persone capaci di sovrintendere alla tenuta di Arcore? Davvero dall'estremo nord ci si dovette spostare a Palermo per trovare una persona che non conosceva la zona e le coltivazioni brianzole? In realtà - ha proseguito Gatto - non solo Mangano di cavalli e di coltivazioni non sapeva nulla: ma se guardiamo i suoi numerosissimi precedenti penali, gli interessi che coltivava erano di tutt'altra natura rispetto a quelli agricoli". Dell'Utri non è presente in aula. Ad ascoltare l'atto d'accusa del pg ci sono i difensori dell'imputato, gli avvocati Nino Mormino, Giuseppe Di Peri e Pietro Federico.
Per il sostituto procuratore generale, Nino Gatto, Vittorio Mangano era ad Arcore per "proteggere" Berlusconi. "Mangano era il simbolo vivente - ha detto il pg - della tutela da parte di Cosa nostra a Silvio Berlusconi". Il sostituto procuratore generale ha puntato la prima parte della requisitoria sui rapporti tra Gaetano Cinà e Marcello Dell'Utri, confermati, secondo il pg, dalle testimonianze di diversi collaboratori di giustizia e dalle intercettazioni telefoniche. I rapporti tra Dell'Utri e Cinà risalgono ai tempi della Bacigalupo, la squadra di calcio di Dell'Utri, in cui giocava il figlio del mafioso. "Attraverso Cinà - ha spiegato Gatto - Dell'Utri conobbe Mangano e lo presentò a Berlusconi".
Il pg ha collocato nella primavera del 1975 l'incontro a Milano tra Stefano Bontade, reggente della famiglia di Santa Maria di Gesù, gli uomini d'onore Mimmo Teresi e Nino Grado, Dell'Utri e Berlusconi. Dell'incontro ha parlato il pentito Francesco Di Carlo, la cui attendibilità è stata più volte ribadita da Gatto. Di un altro incontro, quello avvenuto nel ristorante "Le colline pistoiesi", ha parlato invece un altro collaboratore: Antonino Calderone. "In quell'occasione Calderone era con Grado - ha ricordato Gatto - Poi entrarono Mangano e Dell'Utri, che Grado saluto ossequiosamente. Poi cenarono assieme e Mangano parlò di Dell'Utri come il suo capo". Il pg ha anche ricordato il matrimonio del boss Jimmy Fauci, a cui Dell'Utri avrebbe partecipato sedendo al tavolo con Di Carlo e Teresi".
"Per tutti questi episodi - ha spiegato Gatto - le giustificazioni date da Dell'Utri ai giudici sono assurde, come ha già ribadito la sentenza del tribunale". Inoltre, per Gatto, "il comportamento di Dell'Utri è conforme a quello mafioso. Dentro le aule, infatti, smentisce la sua vicinanza alle cosche e la sua estraneità ai fatti, fuori, come è riportato in diverse interviste, difende Mangano". Gatto ha concluso la prima parte dell'atto d'accusa, che continuerà il 9 ottobre, parlando del "pizzo delle antenne". "Il versamento di somme della Fininvest a Cosa Nostra nel 1986 per la 'messa a posto’ per i ripetitori nel palermitano sarebbe avvenuto, come già ribadito in primo grado, grazie all'intermediazioni di Dell'Utri - ha concluso Gatto - Intervenuto anche nel caso dell'attentato in una delle proprietà di Berlusconi nell'86".

lunedì, settembre 21, 2009

ALLE SALME DEI PARÀ – LA NON NOTIZIA DEL CAVALIERE ASSENTE

La notizia di per sé è ‘grave’ perché ci riporta alla realtà delle cose di una situazione che si è ‘incancrenita’ e non lascia intravedere alcuna soluzione unicamente “militare” che non sia sostenuta principalmente dalla ‘politica’ che gli Stati impegnati devono fare seriamente per poter uscirne a testa alta. Continuando così è chiaro che ci saranno altri morti da dover commemorare.

Ma per il nostro Paese la notizia nella notizia è una CLAMOROSA NOTIZIA! A parte i bloggers, tutti i quotidiani di larga diffusione e telegiornali, nel riportare la notizia dell’arrivo delle salme a Ciampino, hanno ‘TACIUTO’ sull’assenza del Capo del Governo Silvio Berlusconi, nemmeno una giustificazione. Un silenzio ‘assordante’ perché in tutti i ‘servizi’ vengono citate tutte le autorità presenti e ripresi dai filmati nei quali si vede l’assenza di Berlusconi. Vedi il servizio del TG1sotto riportato e le maggiori testate. All’inizio L’Unità l’aveva riportato in prima pagina ma poi l’ha tolto uniformandosi anch’esso!

Cosa vuol dire questo? Credo sia una nuova forma nel dare ‘notizia’. Essa è tesa a far vedere e far riflettere i cittadini del ‘fatto’ semplicemente evidenziandone l’assenza citando e/o riprendendo in video tutte le autorità presenti. Visto che il servizio non dice nulla a riguardo, allora saranno gli stessi lettori e telespettatori a porsi la domanda. Così il Cavaliere non potrà dire che la stampa e la tv ce l’hanno con lui come fa sempre!

Ad ogni modo il SALVAGENTE al titolo "Sobrio saluto a Ciampino per le salme dei 6 parà di Kabul, ad accoglierle Napolitano, Libero lo attacca perché Berlusconi è 'geloso' si sbilancia e ne parla adducendo che il motivo dell’assenza sia la ‘gelosia’ del Cavaliere per Napolitano.
Anche il
CITY ne parla ma dichiara che è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta a fare le veci dell’assente Berlusconi. Ma non spiega perché è assente!

Insomma un evento ‘mediatico’ abbastanza nuovo, mai accaduto prima di una NON NOTIZIA che diventa NOTIZIA a danno di Berlusconi (padrone dei media). Aspettiamo di vedere cosa succederà domani ed ai funerali!
Raffaele B.

felixos890
20 settembre 2009
onore ai caduti in Afghanistan parte 3 (dal TG1)
Le salme dei sei parà uccisi nell'attentato di giovedì a Kabul sono rientrate in Italia. Il C-130 dell'Aeronautica con a bordo i feretri è atterrato all'aeroporto militare di Ciampino. Ad accogliere le bare i parenti, un picchetto dei paracadutisti della Folgore, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, le più alte cariche dello Stato e i vertici dell'Esercito. I funerali si terranno lunedì 21 alle 11 nella Basilica di San Paolo fuori le mura.


REPUBBLICA
In Italia le salme dei paracadutisti caduti
Migliaia a Roma per l'ultimo saluto
20 Settembre 2009
...Ad attenderlo le famiglie delle vittime, il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, numerose autorità, tra le quali i presidenti di Camera e Senato Fini e Schifani, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, una rappresentanza di tutte le forze armate...

L’UNITÀ
Napolitano a Ciampino accoglie le salme dei parà
20 Settembre 2009
...Dietro le autorità, con in testa il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e le massime cariche dello Stato. Presenti a Ciampino, naturalmente, anche i vertici della difesa e delle forze armate: dal ministro Ignazio La Russa al capo di stato maggiore della difesa Vincenzo Camporini, al nuovo capo dell'esercito, Giuseppe Valotto, insediatosi proprio il giorno della strage. Tra le autorità presenti alla breve cerimonia che si è di fatto conclusa a Ciampino, oltre al sindaco di Roma Gianni Alemanno, con la fascia tricolore, anche alcuni parlamentari particolarmente vicini alle forze armate come il generale Mauro Del Vecchio, senatore del Pd ed ex comandante della missione Nato in Afghanistan, e l'ex parà Gianfranco Paglia, deputato del Pdl, costretto su un sedia a rotelle dopo essere rimasto ferito durante l'operazione in Somalia....

ilsole24ore
Le salme dei 6 parà in Italia.
In migliaia alla camera ardente

20 Settembre 2009
...Foltissima la schiera delle autorità sulla pista: con il capo dello Stato, anche il presidente del Senato Renato Schifani, il presidente della Camera Gianfranco Fini, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro per la Semplificazione legislativa Roberto Calderoli, il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, il governatore del Lazio Piero Marrazzo e il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Presenti anche il generale Mauro Del Vecchio, senatore del Pd ed ex comandante della missione Nato in Afghanistan, e l'ex parà Gianfranco Paglia, deputato del Pdl, costretto su un sedia a rotelle dopo essere rimasto ferito durante l'operazione in Somalia. Questa mattina, affacciato dalla finestra del Palazzo apostolico di Castel Gandolfo, anche il Papa Benedetto XVI ha espresso «riprovazione» per l'attentato...

LASTAMPA
In Italia le salme dei sei parà uccisi
Domenica 20/9/9
...Ad attendere le bare avvolte nel tricolore le massime autorità istituzionali e i familiari delle vittime, oltre a quelli degli altri soldati rimasti feriti che non vogliono far mancare la loro vicinanza a chi è stato più sfortunato.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha accolto le sei bare avvolte dal tricolore. Oltre al capo dello Stato c’era il presidente del Senato Renato Schifani, quello della Camera Gianfranco Fini, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, quello dell’Applicazione del programma di governo Roberto Calderoli, il leader dell’Udc Pierferdinando Casini, il sindaco di Roma Gianni Alemmano, i vertici militari. Un picchetto d’onore interforce ha reso omaggio alle bare...

ILMESSAGGERO
Al Celio in 10mila per omaggio a vittime
Torna pista bomba comandata a distanza
20 settembre 2009
…Dietro le autorità, con in testa il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e le massime cariche dello Stato. Presenti a Ciampino, naturalmente, anche i vertici della difesa e delle forze armate: dal ministro Ignazio La Russa al capo di stato maggiore della difesa Vincenzo Camporini, al nuovo capo dell'esercito, Giuseppe Valotto, insediatosi proprio il giorno della strage. Tra le autorità presenti alla breve cerimonia che si è di fatto conclusa a Ciampino, oltre al sindaco di Roma Gianni Alemanno, con la fascia tricolore, anche alcuni parlamentari particolarmente vicini alle forze armate come il generale Mauro Del Vecchio, senatore del Pd ed ex comandante della missione Nato in Afghanistan, e l'ex parà Gianfranco Paglia, deputato del Pdl, costretto su un sedia a rotelle dopo essere rimasto ferito durante l'operazione in Somalia…

CORRIERE DELLA SERA
Napolitano accoglie le salme dei parà
Al Celio il saluto dei compagni feriti
20 settembre 2009
…Il presidente Napolitano ha accolto le salme dei militari uccisi e con lui le più alte cariche dello Stato. Il capo dello Stato si è inchinato davanti ad ogni bara, in silenzio, con la mano destra appoggiata sul feretro. Dopo l'omaggio di Napolitano, è stato intonato il Silenzio e il picchetto schierato a Ciampino ha reso onore ai caduti. A Roma sono da sabato le famiglie dei 6 militari uccisi: il capitano Antonio Fortunato, il sergente maggiore Roberto Valente, il caporal maggiore capo Massimiliano Randino e i caporal maggiori scelti Davide Ricchiuto, Giandomenico Pistonani e Matteo Mureddu…

ANSA
2009-09-20 21:07
ONORI MILITARI AI SEI PARA' UCCISI IN ATTENTATO A KABUL
…Dietro le autorità, con in testa il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e le massime cariche dello Stato. Presenti a Ciampino, naturalmente, anche i vertici della difesa e delle forze armate: dal ministro Ignazio La Russa al capo di stato maggiore della difesa Vincenzo Camporini, al nuovo capo dell'esercito, Giuseppe Valotto, insediatosi proprio il giorno della strage.
Tra le autorità presenti alla breve cerimonia che si è di fatto conclusa a Ciampino, oltre al sindaco di Roma Gianni Alemanno, con la fascia tricolore, anche alcuni parlamentari particolarmente vicini alle forze armate come il generale Mauro Del Vecchio, senatore del Pd ed ex comandante della missione Nato in Afghanistan, e l'ex parà Gianfranco Paglia, deputato del Pdl, costretto su un sedia a rotelle dopo essere rimasto ferito durante l'operazione in Somalia…

martedì, settembre 15, 2009

L'AQUILA - LO SHOW DEL CAVALIERE AD ONNA

Per poter consegnare ufficialmente le 94 case di legno prefabbricate, costruite dalla provincia autonoma di Trento e finanziate dalla Croce rossa (con il cappello della Protezione Civile, sic…) Berlusconi si vuole questa volta ‘servire’ della vetrina mediatica di Porta a Porta di stasera e, per fare in modo da ottenere il massimo dell’audience fa ‘spostare’ d’autorità gli altri due servizi di Ballarò di RAI3 e Matrix TV5, provocando violente polemiche.

Berlusconi tenterà di ‘vendere’ come ‘miracolo’ del Governo e della sua Protezione civile un ‘lavoro’ fatto interamente da altri, come già detto prima e confermato dallo stesso Bertolaso nell’articolo sotto
riportato anche se qui egli s’inventa pateticamente il concetto di ‘Sistema Italia’ per ‘attribuire’ anche alla Protezione civile un ‘successo’ in questa consegna fatta in un tempo record di 162 giorni dal sisma mai realizzato prima in Italia, dice Bertolaso.

Secondo questo articolo di
Repubblica ‘Terremoto, all'epoca dell'Irpinia, le case furono consegnate prima’ e per l’esattezza il 26 marzo 1981 a 122 giorni trascorsi dal sisma, 150 casette in legno tipo chalet (Rubner costruzioni) consegnate a Laviano, Salerno. 450 persone ricoverate. All’epoca non esisteva nemmeno la Protezione civile con strade interrotte e ponti crollati. Solo a Laviano i morti erano 300 su 1.500 abitanti e complessivamente 3.000 morti e 300.000 senzatetto e un'Italia divisa in due. Malgrado tutto il sistema di prefabbricazione pesante fu realizzato in trecento comuni e in tempi che, il tanto decantato Bertolaso lo avrebbe definito ‘incredibili’ come minimo.

La Protezione civile avrebbe dovuto consegnare il suo primo lotto di case il 4 settembre scorso, invece la data di consegna è slittata a fine mese. Qui per l’occasione non faranno altro che reiterare le promesse, altro che successo!

Inoltre per nascondere il malumore, le tendopoli più vistose sono state evacuate, gli sfollati sistemati negli alberghi, anche questo verrà detto oggi: ma di 171 campi ne sono stati chiusi 59 e ci sono ancora 16mila persone nelle tende», e 30mila aquilani sulla costa.

Il Cavaliere ha un ‘disperato’ bisogno di recuperare ‘consensi’ e grazie al potere che possiede ancora, si avvale dei mezzi della ‘propaganda’ per ‘presenziare’ in modo ‘invadente’ ad una cerimonia a cui non c’entra per niente per trasformarla in uno show mediatico. Dovrebbe essere invece il presidente della provincia di Trento Lorenzo Dellai ad inaugurarla. Ne avrebbe il diritto.

Ecco perché Porta a Porta deve essere il solo ‘servizio’ ad operare ‘indisturbato’ questa sera. In quella sede, senza alcun contraddittorio, si sentiranno in modo autoreferenziale solo la sua voce e quella del servile ‘Vespa’.
Raffaele B.

IL SOLE24ORE
Proteste alla cerimonia di consegna delle casette di Onna
di Nicoletta Cottone
15 set 09

Pezzopane: il progetto non è merito del Governo. «La consegna delle prime case per gli sfollati è un fatto importante – ha commentato il presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane - e va sottolineato, ma va rigettato un certo tono di enfasi e di autoreferenzialità. Queste case non erano previste e sono state individuate dopo una mobilitazione dei cittadini di Onna, che non volevano spostarsi. Non sono le case del progetto, non è merito del governo». Stefania Pezzopane ha chiesto a Berlusconi sobrietà, rigore e interventi concreti «perché se in alcuni momenti siamo stato assecondati, in altri siamo stati usati e strumentalizzati, gente che soffre portata in vetrina per esibire potere e forza di un governo che in molti momenti ha mostrato debolezza. Dalle tende gli sfollati non vanno in case, vanno negli alberghi, le aspettative delle persone sono state disattese. Cerchiamo di lavorare assieme per raggiungere gli obiettivi, ma è sotto gli occhi di tutti che le prime case consegnate sono fatte dalla Croce rossa su intervento della provincia di Trento. Siamo lontano dalle promesse fatte dal governo, ma ci auguriamo che entro novembre, come dice Bertolaso, le case ci saranno per tutti».

aieiesbrazorf
13 settembre 2009
Tg3 13-09-09 Rai, Marano fa slittare Ballarò Floris: un atto immotivato


AGI
RIVOLUZIONATI PALINSESTI TV: DOPO BALLARO' SALTA ANCHE MATRIX
Roma, 15 set. - Stasera palinsesti rivoluzionati in Rai e Mediaset: cancellati i due appuntamenti d'informazione previsti. Dopo Ballarò, cancellato ufficialmente per dare spazio a "Porta a porta" di Bruno Vespa, la puntata in cui sarà ospite il premier, ieri sera e' stato annunciato anche lo slittamento di una settimana di "Matrix" su Canale 5.

"Per ragioni tecniche legate all'allestimento del nuovo studio e alla realizzazione della nuova scenografia del programma - si legge nel comunicato dell'azienda di Berlusconi - le puntate di Matrix previste per martedì 15 e venerdì 18 settembre non andranno in onda".

Sergio Zavoli, presidente della Vigilanza Rai ieri e' intervenuto sul caso- Ballarò: "La decisione, all'ultimo momento, di bloccare sia pure una tantum, la puntata di Ballarò su Rai 3 - ha detto - perché coincidente con Porta a Porta su Rai 1, edizione speciale dedicata alla consegna delle case ricostruite in Abruzzo dopo il terremoto, di fatto contraddice il criterio di un palinsesto differenziato, volto a stabilire con il pubblico appuntamenti programmabili.

Le due trasmissioni hanno sempre convissuto all'interno dei palinsesti delle rispettive reti, e la deroga, specie se perentoria, costituirebbe un problema da dover prontamente risolvere".

CORRIERE DELLA SERA
IL TERREMOTO IN ABRUZZO, PARLA IL CAPO DELLA PROTEZIONE CIVILE
«A Onna case definitive»
Bertolaso: «Per la rimozione delle macerie ci vorrà tempo». Nel pomeriggio l'arrivo di Berlusconi
15 settembre 2009
MILANO - Quelle realizzate ad Onna sono case «assolutamente definitive» perché solo così è possibile dare una «certezza del futuro» a chi ha perso nel terremoto non solo la propria abitazione. Lo ha detto il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, intervenuto a «Mattino cinque» su Canale 5 e, successivamente, a «Radio Anch'io», ribadendo che entro la fine del mese saranno smontate tutte le tendopoli in Abruzzo, dove attualmente ci sono ancora 11mila persone. Le case di Onna, novantaquattro villette di legno prefabbricate, realizzate dalla Protezione civile e dalla Provincia autonoma di Trento con il contributo economico delle donazioni che ha ricevuto la Croce Rossa italiana, ha spiegato Bertolaso, «vengono utilizzate come chalet o seconde case nelle zone di montagna e sull'Appennino» e, dunque, si tratta di abitazioni «assolutamente definitive, realizzate per dare certezza del futuro agli abitanti di Onna ma anche delle altre frazioni dell'Aquila e dei paesi» del cratere del sisma. Il capo della Protezione Civile ha poi espresso «amarezza» per i «distinguo» sollevati sulla realizzazione delle case ad Onna.

SISTEMA ITALIA - «Qui abbiamo un successo del Sistema Italia, di cui dovremmo tutti essere orgogliosi - ha detto - e invece si sollevano dei distinguo fra chi li ha costruiti e chi li ha finanziati. Sono anni che cerco di spiegare che la Protezione Civile è un organismo complesso, una squadra. Ad Onna avremmo potuto fare tutto da soli ma proprio perché Onna, completamente rasa al suolo, è un simbolo di questo terremoto, abbiamo voluto coinvolgere più organismi. Abbiamo chiesto alla protezione civile del Trentino di realizzare le case e alla Croce Rossa di pagarle». «Quando sento la speaker della Camera Usa Nancy Pelosi dire "non saremmo mai stati capaci di fare quello che avete fatto qui" - ha aggiunto - penso che dovremmo essere orgogliosi e farla finita con i distinguo». Quanto alla rimozione delle macerie dal centro dell'Aquila, Bertolaso ha spiegato che ci vorrà ancora «molto tempo». «È un lavoro che non può esser fatto con superficialità, andando lì con le ruspe e portare tutto in discarica, perché lì in mezzo c'è molto amianto e anche un mattone può avere un suo valore perché messo nel 1.400». Si tratta quindi di un lavoro «complicato, reso ancora più difficile dalla mancanza di discariche», alla cui risoluzione devono dare la loro collaborazione tutte le altre amministrazioni.

BERLUSCONI - Il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, sarà questo pomeriggio ad Onna, proprio per la cerimonia di inaugurazione del villaggio temporaneo e dell’asilo "Giulia Carnevale". Insieme a Berlusconi, per benedire le costruzioni, ci sarà monsignor Giuseppe Molinari, arcivescovo dell’Aquila. Il premier arriverà nel primo pomeriggio ad Onna accolto dal vescovo e da Bertolaso. Berlusconi inaugurerà il locale asilo intitolato a Giulia Carnevale, studentessa di architettura deceduta sotto le macerie del sisma di aprile, e visiterà alcuni cantieri dei dintorni dell’Aquila.

D'ALEMA- E per Massimo D'Alema nello speciale in onda questa sera per la consegna delle prime case agli abitanti de L'Aquila si dovrebbe festeggiare «il dono dei prefabbricati costruiti dalla provincia di Trento, cui siamo grati». Dovrebbe essere protagonista il presidente della provincia di Trento, Lorenzo Dellai, e non, è il riferimento implicito, il presidente del Consiglio. Perché «le villette che erano state promesse da Berlusconi e che non sono ancora pronte».

CROCE ROSSA- Per il commissario straordinario della Croce Rossa, Francesco Rocca «grazie a questa iniziativa gli abitanti di Onna hanno da oggi, cinque mesi dopo il terremoto, la possibilità di entrare in case vere. La Croce rossa conferma il suo impegno nei luoghi colpiti dal terremoto, fino a quando la situazione non sarà tornata alla totale normalità». Secondo Rocca questo è il primo «tangibile segno della solidarietà che gli italiani hanno dimostrato alla popolazione d'Abruzzo attraverso la Croce rossa italiana».

REPUBBLICA
Terremoto, all'epoca dell'Irpinia
le case furono consegnate prima

15 settembre 2009

"Non credo che siano possibili paragoni al mondo". Così Guido Bertolaso ieri al Tg1 delle otto. Tempi da record, meraviglia mondiale per le casette di Onna, i prefabbricati in legno costruiti dalla Provincia di Trento.

15 settembre 2009. 162 giorni trascorsi dal sisma 47 casette in legno tipo chalet consegnate. Circa 200 persone ricoverate.
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26 marzo 1981. 122 giorni trascorsi dal sisma, 150 casette in legno tipo chalet (Rubner costruzioni) consegnate a Laviano, Salerno. 450 persone ricoverate. Un paragone, almeno uno è dunque possibile. E trent'anni fa non esisteva nemmeno la Protezione civile, non esistevano strade decenti, erano crollati i ponti. Per raggiungere l'Irpinia si impiegarono giorni. Il coordinamento dei soccorsi fu affidato, diciamo cosi, al radiogiornale della Rai. Chi poteva telefonava e dava le indicazioni, urlava il luogo del disastro.
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Si ascoltava la radio per capire dove ci fosse bisogno. "A Balvano, a Balvano! La chiesa è crollata, 80 fedeli sepolti, urlò il conduttore". L'autocolonna prese la direzione di Balvano, ma si scordò di Baragiano, di Ricigliano. Da lì (altri trenta seppelliti) nessuno aveva chiamato...
Solo i morti di Laviano (300 su 1500 abitanti) sono stati pari a quelli sofferti in tutto il territorio abruzzese. E, per dire del tempo e dell'organizzazione, a Laviano riuscirono a consegnare dopo quasi una settimana tutte le bare occorrenti, e le ultime furono ammassate ai lati di due tornanti di montagna. A dirigere le operazioni di soccorso da Roma fu incaricato Giuseppe Zamberletti. Da solo, quasi a mani nude.
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"Eppure al mio paese le prime case in legno arrivarono già a febbraio, una ventina di alloggi con tutti i servizi - ricorda il sindaco Rocco Falivena - A marzo la metà della popolazione era al caldo, negli stessi chalet che sono sorti ad Onna. Per dire: alcuni di questi ora, anno 2009, li abbiamo trasformati in albergo.
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A maggio dell'81 tutti gli sfollati, nessuno escluso, riuscirono ad avere il salottino, la camera da letto riscaldata, il piccolo patio con giardino. In tutta franchezza quella di Onna mi sembra una zingarata". Per capirci. Trent'anni fa ci furono quasi tremila morti, trecentomila senzatetto e un'Italia divisa in due.
Alcuni villaggi furono raggiunti e assistiti dai militari ai primi di dicembre dell'80 (il sisma ci fu il 23 novembre), gli ultimi morti furono seppelliti dopo 21 giorni.
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Malgrado tutto, il sistema di prefabbricazione pesante fu realizzato in trecento comuni e in tempi che, l'avesse saputo, Bertolaso avrebbe definito incredibili, stratosferici, supercosmici.

domenica, settembre 13, 2009

LO SBARCO SULLA LUNA E IL FALSO DELLA PIETRA

Questa notizia, arrivata il 31 agosto scorso, è passata nel totale silenzio dei media e dei giornali e solo alcuni la riportano in modo alquanto minimale. Si tratta di una notizia che rivela un ‘falso’ accertato di una ‘pietra lunare’ donata dalla Nasa ed esposta nel museo nazionale in Olanda.

Ovviamente questa ‘rivelazione’ infittisce ed alimenta ancora di più la teoria di chi non crede che lo sbarco ci sia stato veramente e che tutto sia e resta una colossale presa in giro mondiale.

Molti musei hanno pietre analoghe ‘donate’ all’epoca a vari Paesi e la cosa strana è che a differenza degli olandesi che hanno verificato sebbene a distanza di 40 anni, gli altri non sembrano affatto intenzionati a fare analoghe verifiche come se il ‘problema’ nonostante ciò, non esista restando orgogliosi di ‘mostrare’ la loro ‘preziosissima’ ‘pietra lunare’ come quella esposta al museo della scienza a Milano leggi ‘
quel pezzettino di luna milanese’ articolo alquanto ‘ridicolo’ dopo quanto accaduto!
Raffaele B.


Falsi d'autore da Blogosfere
31 AGOSTO 2009
Questa notizia non ha avuto l'eco che meritava sulla stampa, né in Italia né al'estero.
La notizia è che a distanza di quarant’anni si è scoperto che la pietra lunare donata, nel tour europeo all'indomani del ritorno sulla terra, dagli astronauti dell'Apollo 11 al'allora primo Ministro olandese Willem Drees è un falso.

Un falso d'autore, visto che viene dalla Nasa, ma in realtà una volgare patacca che già in passato aveva suscitato i dubbi di chi la guardava con gli occhi esperti di un minerologo.
CONTINUA

REPUBBLICA
Olanda, la pietra lunare è un falso
FOTO

CORRIERE DELLA SERA
Olanda: è falso il pezzo di Luna esposto
al Museo Nazionale. È legno fossile

IMBARAZZO AL RIJKSMUSEUM: «ORA LO TERREMO COME UNA "CURIOSITÀ"»
Era stato donato nel 1969 al primo ministro olandese Drees dall'ambasciatore americano.

Paolo Virtuani 27 agosto 2009

AMSTERDAM - Il sasso di provenienza lunare da vent'anni nelle collezioni del Museo Nazionale olandese di Amsterdam è falso. Cioè non proviene dalla Luna: un'analisi geologica approfondita ha dimostrato senza ombra di dubbio che si tratta di legno fossile. E a meno di ipotizzare che sul nostro satellite naturale ci siano foreste pietrificate - cosa che neanche il più folle scrittore di fantascienza si sognerebbe mai - l'oggetto in questione non è stato raccolto dagli astronauti dell'Apollo 11, come finora si era pensato. «Non vale più di 50 euro», ha commentato il geologo Frank Beunk. Ma se è falso, come è arrivato in uno dei musei europei più prestigiosi?

INTRIGO POLITICO - Il finto reperto ha padri più che nobili e probabilmente del tutto ignari della «bufala», che a questo punto si può ipotizzare messa in atto dalla Nasa o dal dipartimento di Stato americano. Il sasso arrivò al Rijksmuseum nel 1988, dopo la scomparsa dell'ex primo ministro olandese Willem Drees.
Il reperto faceva parte della collezione personale del premier e gli venne donato il
9 ottobre 1969 dall'allora ambasciatore americano in Olanda, J. Williams Middendorf, in occasione della visita promozionale nei Paesi Bassi dei tre astronauti dell'Apollo 11.
I nomi dei cinque protagonisti «dell'intrigo internazionale» sono infatti riportati nel cartellino che accompagna la roccia.
Dopo la missione di Apollo 11, gli Stati Uniti mandarono in giro per il mondo (24 nazioni in 45 giorni) i tre astronauti in un tour promozionale, portando in dono vari reperti raccolti sulla Luna.
Uno di questi - raccolto però dall'Apollo 17 - è conservato anche al Museo di scienze naturali di Milano, anche se non gli viene dato troppa evidenza.

DUBBI - Alcuni dubbi sull'autenticità del campione olandese sorsero nel
2006, in occasione della prima esposizione al pubblico del reperto. Un esperto di voli spaziali fece notare che la maggior parte dei reperti regalati dagli americani a un centinaio di nazioni (tra le quali appunto l'Italia) non proviene dall'Apollo 11, ma da missioni successive. Ed è inoltre molto strano che la Nasa avesse regalato una preziosissima roccia lunare a soli due mesi e mezzo dal ritorno sulla Terra di Armstrong, Aldrin e Collins, prima ancora di aver avuto il tempo di analizzarla. Arrivando però dalla collezione di un ex primo ministro, nessuno aveva avuto dubbi, anche se ricercatori della Free University di Amsterdam avevano detto che «a vista» si capiva che quel pezzo non poteva venire dalla Luna. L'ex ambasciatore Middendorf, ora in pensione in Rhode Island, contattato da organi di informazione olandesi, ha detto di non ricordare più a distanza di 40 anni tutti i dettagli ma di essere sicuro che la roccia gli venne consegnata dal dipartimento di Stato Usa.

RISATA - Che fine farà ora il reperto? «La terremo da parte come una curiosità», ha detto Xandra van Gelder, portavoce del museo. «È una bella storia, con molte domande che non hanno ancora una risposta. Comunque possiamo farci una risata». Anche perché questo fatto non farà che rinfocolare le teorie di chi crede che l'
uomo non sia mai stato sulla Luna e tutto sia stata una grande presa in giro.

mercoledì, settembre 09, 2009

MAFIA – BERLUSCONI CONTRO PROCURE

Con questo ennesimo ‘attacco’ alle procure di Palermo e Milano ‘rei’ di occuparsi dei fatti del ’92 e del ’93 peraltro ancora ‘oscure’ e per i quali le ‘verità’ devono essere ancora ‘trovate’, il Presidente del Consiglio ‘tocca’ il fondo in modo ‘preoccupante’ come se l’indagato fosse Lui e non la MAFIA a meno che non gli sia sfuggito un lapsus freudiano. Quei fatti riguardano appunto la MAFIA e le sue stragi in particolare quelle di Falcone e Borsellino.

cioccolatoevaniglia
09 settembre 2009
Berlusconi attacca le Procure

Un Governo ed un Presidente del Consiglio che tanto ‘promettono’ di voler utilizzare tutti i mezzi e le risorse del Paese per sconfiggere la MAFIA non potrebbero mai ‘ostacolare’ qualsiasi inchiesta delle Procure tesa a combatterla. Invece Berlusconi anche qui tenta la carta della ‘delegittimazione’ dei magistrati impegnati in quel fronte con assurde e generiche accuse di ‘cospirazione’ contro di lui rincarando la dose che si spende così maggiori risorse finanziarie.

La Magistratura ‘agisce’ indipendentemente dagli altri poteri dello Stato per l’accertamento della verità e la punizione dei reati commessi da chiunque. Se dipendesse da uno dei ‘poteri’ non potrebbe svolgere questa ‘funzione’ ma sembra essere proprio questa la ‘soluzione’ che vorrebbe il nostro Capo del Governo con quelle assurde accuse. Perché? Di che ha paura il Cavaliere? Solo chi ha paura della ‘verità’ può volere lo stop alle indagini e/o il controllo delle procure!

La
risposta della ANM (Associazione Nazionale Magistrati) non si fatta attendere.
Raffaele B.

REUTERS
Anm a Berlusconi: inaccettabili accuse a pm di Palermo e Milano
mercoledì 9 settembre 2009 14:58

MILANO (Reuters) - L'Associazione nazionale dei magistrati definisce "inaccettabili" le accuse lanciate dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ieri ha denunciato "fermenti" di alcune procure che, nella lotta contro la mafia, "cospirano" contro il governo.
"È del tutto inaccettabile che il capo del governo affermi che i magistrati impegnati in indagini difficilissime su fatti tra i più gravi della storia del nostro paese, quali le stragi mafiose dei primi anni '90, sprecano i soldi dei contribuenti. Come se non fosse interesse di tutti fare piena luce, e con ogni mezzo, su vicende gravissime che presentano aspetti ancora oscuri", ha replicato oggi l'Anm in una nota.
Ieri alla fiera di Milano, Berlusconi aveva parlato di "fermenti in procure a Palermo e Milano che ricominciano a guardare a fatti del '93, del '94, del '92. Follia pura. Quello che mi fa male che gente così, con i soldi di tutti noi, faccia cose cospirando contro di noi che lavoriamo per il bene del Paese".
Nella nota di oggi inoltre, l'Anm ha espresso "indignazione" per le dichiarazioni di Berlusconi aggiungendo che ancora una volta il premier "definisce folli i magistrati che hanno come unica responsabilità quella di esercitare le loro funzioni al servizio del Paese, senza condizionamenti".
La lotta alla mafia -- conclude l'Anm --, che il Governo in carica dichiara spesso di voler perseguire con ogni mezzo, richiede un impegno corale di tutte le istituzioni e non può tollerare infondate operazioni di delegittimazione dei magistrati e delle forze dell'ordine, esposti in prima linea nell'azione di contrasto alla criminalità mafiosa. "A loro va il pieno sostegno e la convinta solidarietà della magistratura italiana", ha aggiunto.
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ADNKRONOS
GOVERNO: BERLUSCONI, PERSONE PAGATE DAL PUBBLICO COSPIRANO CONTRO DI NOI

Milano, 8 set. - (Adnkronos) - "E' una follia che certe Procure da Palermo a Milano si occupino di fatti del '92 e del '93. Mi fa male pensare che persone pagate dal pubblico facciano cose per cospirare contro di noi che lavoriamo per il bene del Paese". A dirlo e' il capo del governo Silvio Berlusconi nel suo intervento all'inaugurazione della fiera 'Milano unica'.

giovedì, settembre 03, 2009

BERLUSCONI ‘SUPERMAN’ CONTRO LA UE E LA CHIESA

Questa volta il Cavaliere supera se stesso definendosi ‘Superman’ anzi di più. Con il video qui sotto il TG1 lo tratta addirittura da ‘supereroe’ regalandogli un ‘servilissimo’ servizio a tutto campo senza contraddittorio come nelle peggiori tradizioni populiste in cui le voci critiche e/o di opposizione sono o ridotte al lumicino o assente del tutto come in questo caso.

luxorl02 settembre 2009
Berlusconi è Superman. Il Tg1 lo tratta da Supereroe
http://www.byteliberi.com/ - Silvio Berlusconi si dice più potente di Superman... e infatti il TG1 lo tratta da 'supereroe'.

Tutto questo per non voler rispondere alle famose 10 domande ‘scomode’ di Repubblica. In paesi ‘democratici’ i governanti ‘rispondono’ sempre alla stampa, a qualunque stampa. Da noi invece non solo non rispondono ma addirittura ‘denunciano’ il giornale e i giornalisti per le domande! I governanti, in paesi democratici, mai denunciano né la stampa né giornalisti e né tantomeno comuni cittadini.

Ora però non pago di ciò il Cavaliere se la prende anche con i Commissari UE, rei di fargli domande sui respingimenti degli immigrati. Berlusconi ‘conferma’ in questo modo la sua indole a non rispondere a domande ‘scomode’ a chiunque glie le faccia e per questo ‘pretende’ di farli “zittire” come suo stile, 'minacciando' altrimenti di bloccare i lavori in seno all’Unione Europea, come riportato dal
MESSAGGERO e mostrato in questo video:
aieiesbrazorf01 settembre 2009
Immigrazione, Berlusconi contro la Ue "Stop ai portavoce o bloccheremo lavori"
IL NUOVO EDITTO POLACCO DI BERLUSCONI . QUESTA VOLTA CONTRO L'UNIONE EUROPEA.

Ma la secca risposta del presidente della Commissione José Manuel Barroso non si fa attendere ed egli rivendica il diritto-dovere dei portavoce di parlare e si dice "intransigente difensore" della Ue, vedi articolo dell’Ansa sotto riportato.
È un salto di qualità questo di Berlusconi perché dopo la Stampa Internazionale ora per la prima volta ‘attacca’ direttamente anche organi dell’istituzione UE ma ottiene una secca ‘risposta’ da parte di Barroso (che è pure di centrodestra) e quindi non ha alibi politici come spesso fa in Italia.
Dopo i recenti ‘incidenti’ con la Chiesa cattolica a seguito dei quali vi sono le dimissioni irrevocabili del direttore dell'Avvenire Dino Boffo. «Boffo è l'ultima vittima di Berlusconi» riportato dal Corriere della Sera proprio un ora fa, si apre una fase veramente ‘difficile’ e di ‘accerchiamento’ per il Governo e il Cavaliere comincia a ‘mostrare’ segni preoccupanti di ‘nervosismo’ al punto che comincia a diventare ‘ingombrante’ per la sua stessa maggioranza.
Raffaele B.

ANSA
UE, BARROSO: FIERO DI PORTAVOCE, HANNO MIA FIDUCIA
2009-09-03 19:55
BRUXELLES - Nuovo botta e risposta tra Europa e Italia dopo le polemiche scaturite dalle critiche di Berlusconi sui portavoce europei. Sulla questione interviene nuovamente Barroso, dicendosi "molto fiero" del servizio dei portavoce dell'esecutivo europeo e sottolineando che questo gode di "tutta la sua fiducia e il suo appoggio". "La Commissione europea è un'istituzione molto originale e proprio per questo ci sono talvolta persone che non la capiscono", aggiunge.
Il ministro Frattini però insiste: "Se la Commissione Europea é un organo politico è giusto che parlino i politici, non i portavoce. Barroso - prosegue il titolare della Farnesina - ha detto cose ovvie, che é fiero ed ha fiducia nei propri portavoce, ci mancherebbe altro".
SCHULZ A FRATTINI, MI ASPETTAVO DIFESA ISTITUZIONI EUROPA - Il capogruppo dei socialisti e democratici all'Europarlamento, Martin Schulz, ha scritto una lettera aperta al ministro degli Esteri Franco Frattini, nella quale afferma che si sarebbe aspettato la difesa delle istituzioni europee davanti alla ''gravita' delle parole del presidente Berlusconi'' a proposito dei portavoce della Commissione Ue. ''Mi sarei atteso che, cogliendo la gravità delle parole del presidente Berlusconi, avesse preso le difese delle istituzioni europee e nello stesso tempo compreso la mia reazione'', scrive Schulz ricordando di avere definito la presa di posizione di Berlusconi come un ''attacco inaudito'' alle istituzioni Ue.
''Non l'ha fatto, dimenticando i suoi anni passati nell'esecutivo e dimenticando anche il sostegno che il nostro gruppo le ha assicurato in Parlamento sugli importanti e delicati dossier portati avanti dal suo ufficio, prosegue Schulz. ''Mi chiedo, signor ministro, se lo fa perché obbligato dalla sua nuova posizione di subalternità o se, nel passato, ha operato positivamente in Europa celando una differente visione. Avendo avuto la felice opportunità di conoscerla e di cooperare in maniera fattiva le confesso di essere tentato di preferire la prima ipotesi'', conclude la lettera.
FRANCESCHINI, BARROSO HA RAGIONE, BERLUSCONI SI CALMI - ''Barroso ha detto una cosa assolutamente giusta e il presidente della commissione Ue non mi sembra un pericoloso estremista. E' un esponente dei Popolari europei, ma quando scatta un problema di dignità delle istituzioni negli altri paesi e nell'Unione europea sanno quando c'e' il dovere di reagire''. Lo ha detto il segretario del Pd Dario Franceschini, commentando le dichiarazioni del presidente della Commissione europea, dopo l'attacco ai portavoce dell'Ue da parte del premier Silvio Berlusconi.
Franceschini ha poi rivolto un invito al presidente del Consiglio italiano: ''Si dia una calmata perché di mezzo c'e' la credibilità e l'autorevolezza del nostro paese non solo la sua''. ''Il presidente Berlusconi - ha aggiunto Franceschini - mostra che gli da' fastidio un po' tutto: l'opposizione, la stampa libera, le organizzazioni internazionali, l'Onu e le organizzazioni dei rifugiati quando criticano le politiche dell'immigrazione e addirittura i portavoce dell'Unione europea. Si dia una calmata''.

ILMESSAGGERO
Stampa estera: Berlusconi vuole imbavagliare i commissari Ue
ROMA (2 settembre) - Anche oggi la stampa estera si occupa dell'attacco del quotidiano "Il Giornale" al direttore dell'Avvenire, Dino Boffo, e dei suoi strascichi nel rapporto tra Palazzo Chigi e Vaticano. Occhi puntati anche sulle dichiarazioni di ieri del premier Silvio Berlusconi sulle esternazioni dei portavoce europei dopo le polemiche sul dossier immigrazione. «Si allarga la crepa tra Berlusconi e il Vaticano» è il titolo del britannico
The Times, secondo cui «mentre Il Giornale, quotidiano della famiglia di Berlusconi, continua a presentare Dino Boffo come un omosessuale schedato dalla polizia, le più alte figure della Chiesa si sono unite nella difesa dell'editore cattolico». E il quotidiano riporta le parole del cardinale Stanislao Dziwisz, ex segretario di papa Giovanni Paolo II e attuale arcivescovo di Cracovia: «Sono molto preoccupato per la decadenza morale in cui sta scivolando l' Italia a causa del comportamento di certi importanti leader politici».
The Guardian si sofferma invece sulle dichiarazioni rilasciate ieri dal premier: «Berlusconi chiede che i commissari europei siano imbavagliati» è il titolo dell'articolo. Il quotidiano londinese riporta quindi le «stupefacenti» parole del premier che «ha minacciato di bloccare i lavori della Ue a meno che i commissari e i suoi portavoce non siano impediti di pronunciarsi su qualsiasi questione».
Anche
El Pais, partendo dalla festa a Tripoli per i 40 anni della Rivoluzione verde e dagli ultimi 73 immigrati respinti in Libia dalle autorità italiane, riporta le dichiarazioni del premier, che «ieri, contrattaccando alla richiesta di spiegazioni, espressa dall'Ue, sull'ennesimo respingimento di immigrati, ha minacciato di bloccare l'Unione europea se i portavoce non la smetteranno di parlare».
Sempre in Spagna,
El Mundo, attenendosi alla mera cronaca, titola «Berlusconi minaccia di bloccare l'Unione europea, irritato con i portavoce».
Il catalano
La Vanguardia si sofferma invece su un altro passo delle dichiarazioni fatte dal premier a Danzica: «Non solo non sono malato, ma sono Superman», è il titolo dell'articolo. Lo stesso quotidiano, in un altro articolo, torna sulle polemiche tra Il Giornale e la Chiesa, e scrive: «Il direttore dell'Avvenire Dino Boffo accusa il principale quotidiano dello schieramento berlusconiano di aver montato tutto».
In Francia,
Liberation in un articolo intitolato «La torbida risposta di Berlusconi», scrive che il premier, mentre la Chiesa «si scaglia contro il suo quotidiano, Il Giornale, moltiplica i colpi bassi, rifiutandosi ostinatamente di rispondere alle domande sulla sua vita privata».

mercoledì, luglio 29, 2009

LA LEGA E IL RAZZISMO SENZA LIMITI

Quando si concede al “razzismo” della Lega “spazio” di governo, si sprofonda in un luogo in cui non esiste limite. Prima via gli albanesi, poi i rumeni, poi i rom, i neri, gli arabi e così via dicendo. Ma quando si arriva in fondo alla lista cosa rimane? I terroni! Cioè gli italiani del centro-sud oppure quelli che non sono del nord.

La lega separatista e razzista non si smentisce mai. Rimanendo fedele a se stessa, ora propone per i professori un test di dialetto sulla storia e tradizione della regione dove andranno ad insegnare. Comunque la si vuole giustificare è chiaramente un progetto di divisione del Paese che “rimanda” a casa quelli che non sono della regione e per loro il nord, così come si fa con tutti gli immigrati!

Non solo è contro il principio dell’unità del Paese e contro l’eguaglianza di tutti gli italiani su tutto il territorio come stabilito dalla Costituzione, ma è anche una proposta “demenziale” e trasforma la politica di governo in “avanspettacolo”. Guardate qui sotto lo spezzone del filmato “Tre uomini e una gamba” di Aldo,Giovanni & Giacomo in cui chiedevano ad Aldo, che si proclamava settentrionale, di dire cos'era una "cadrega"?

È anche contro il principio di “meritocrazia” tanto sbandierato, anzi è l’esatto opposto, perché si preferirà assumere un professore “lumbard” anche se “asino” invece di un premio nobel napoletano!

Perfino il PDL ora se la prende con la Lega per questa “demenziale” proposta tanto che si riporta per l’occasione la notizia proprio da
ILGIORNALE, il quotidiano del fratello di Berlusconi.

Insomma sarà una proposta “indecente” perfino per i berluscones ma non dimentichiamoci che la Lega è una forza di governo necessaria per questa maggioranza e questo loro lo sanno bene! Dopo la boutade sul ritiro dall’Afghanistan di Bossi, sono curioso di vedere come faranno a ripianare anche quest’altra.
Raffaele B.

Aldo, Giovanni e Giacomo in: Tre uomini e una gamba - Il Conte Dracula alias "Brambilla Fumagalli"
FraTosten29 giugno 2009
Spezzone tratto dal film "Tre uomini e una gamba" del trio comico composto da Aldo, Giovanni e Giacomo.Il Conte Dracula si ritrova in un'osteria leghista della Transilvania i cui padroni, Michele e Gino, parlano in dialetto lombardo. Essendo lui un terrone (meridionale) cerca di nascondere la sua identità provando a parlare anche lui in dialetto lombardo e presentandosi col nome di Brambilla Fumagalli, ma i due osti scoprono l'inganno col trucco della "cadrega" e costringono il malcapitato alla fuga.


ILGIORNALE
Ma la Lega provoca: «Test di dialetto ai prof che lavorano al Nord»
mercoledì 29 luglio 2009, 07:00

Roma. È la scuola il nuovo terreno di scontro fra la Lega ed il Popolo della libertà. E la riforma del reclutamento dei docenti rischia di impantanarsi per una questione di vernacolo che va ad aggiungersi agli altri attriti del confronto politico Nord-Sud. In commissione Cultura della Camera si sta esaminando la legge per regolamentare oltre all’autogoverno delle istituzioni scolastiche, la libertà di scelta educativa delle famiglie e lo stato giuridico dei docenti. Tra i vari aspetti presi in esame per quanto riguarda il reclutamento dei docenti è piombata la proposta “indecente” della Lega.

Il Carroccio infatti chiede che gli aspiranti professori, per guadagnarsi il diritto a salire in cattedra, superino un «test dal quale emerga la loro conoscenza della storia, delle tradizioni e del dialetto della regione in cui intendono insegnare». La Aprea, presidente della Commissione, propone di rimandare la discussione di quel particolare punto in aula. La Lega però vorrebbe vederla inserita nel testo unificato e non gradisce il rifiuto, quindi la discussione in commissione si ferma.

È la leghista Paola Goisis a spiegare perché questo test è considerato irrinunciabile dal partito di Umberto Bossi. «Noi avevamo presentato una proposta di legge di riforma della scuola. Ma questa non è stata condivisa da tutta la maggioranza. Così abbiamo chiesto che ne venisse recepita almeno una parte nel testo unificato che ora era all’esame della Commissione Cultura - spiega la Goisis -. Abbiamo rinunciato a tutto, tranne che ad un punto sul quale insisteremo fino alla fine: ci dovrà essere un albo regionale al quale potranno iscriversi tutti i professori che vogliono. Ma prima dovrà essere fatta una pre-selezione che attesti la tutela e la valorizzazione del territorio da parte dell’insegnante».
Qual è lo scopo di una simile iniziativa? Il Carroccio, prosegue la Goisis «punta ad ottenere una sostanziale uguaglianza tra i professori del Nord e quelli del Sud. Non è possibile, infatti, che la maggior parte dei professori che insegna al Nord sia meridionale». In sostanza la Lega darà il suo sì alla riforma ed in particolare all’istituzione degli albi regionali soltanto se fra i requisiti per diventare professore verrà inserito anche il superamento del test sul dialetto e la cultura della regione nella quale si dovrà insegnare. Altrimenti la Lega è pronta a bocciare la riforma. Non è la prima volta che il Carroccio tenta di porre dei paletti all’«immigrazione» dei docenti di origine meridionale verso le cattedre del Nord.

Visto l’atteggiamento irremovibile della Lega, alla Aprea non è rimasto che sconvocare il comitato ristretto, che stava discutendo la legge in attesa di decisioni che dovrebbe prendere la conferenza dei capigruppo. Il contrasto tra Lega e Pdl poi scavalca i confini della commissione Cultura e rimbalza in aula. Alla deputata del Pd, Emilia De Biasi, che pone la questione del test in aula risponde il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che si affida alla Costituzione: «Durante l’esame della riforma la prima commissione e l’aula valutino il pieno e totale rispetto dei principi fondamentali della nostra carta costituzionale».
Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl, assicura che «non esistono ragioni di divisioni sulla scuola fra Lega e Pdl» dato che sono «prioritari i progetti di riforma portati avanti dal ministro Gelmini sulla riforma dell’università e quella sui licei». E quelle importanti riforme sono già state portate a casa e da tempo sono legge con il pieno appoggio della Lega.

venerdì, luglio 17, 2009

LA NASA E IL SUO SBARCO SULLA LUNA

Con la notizia di oggi riportata da REUTERS ad alcuni giorni dall’anniversario del famoso e controverso sbarco lunare del 20 luglio 1969 ed oggi dall’ANSA, la Nasa continua a “stupire” “ammettendo” che sono state “cancellate le registrazioni originali dello sbarco” diversi anni fa denunciate come “smarrite”. Certo ciò non contribuisce a fermare le polemiche e le controversie sulla colossale truffa che imperversano a migliaia nei siti web riassunto da wikipedia ne’ La teoria del complotto lunare. Vedere anche 40 anni dallo sbarco sulla Luna: feste, dubbi, ricordi. Ho provato effettivamente a cercare su Google “apollo moon hoax” (hoax = bufala) e sono comparse solo 142.000 risultati (0,12 s), mentre si ottiene invece 1.820.000.000 risultati per “apollo moon landing hoax”. (0,17 s). Sono sempre tantissimi!

In ricorrenza si è avuto replica del controverso e timido servizio de "
La Storia siamo Noi" di Giovanni Minoli, trasmesso in Rai nel 2006 e replicato almeno nel 2007, che affronta il tema dello sbarco sulla Luna, analizzando le teorie degli scettici e mettendole a confronto con quelle ufficiali, mostrando come ancora oggi le teorie della NASA siano ampissimamente contestate da un gruppo di autorevoli scienziati.

Certo poi nel corso del servizio si procede ad un progressivo adeguamento alla posizione ufficiale dando credito a chi tenta di “spiegare” le “incongruenze” rilevate che rendono l’intero evento una finzione e concludendo nell’ultimo filmato come se lo sbarco fosse effettivamente avvenuto!

Ma intanto ha aperto una falla nel sistema dell’informazione di massa perché ha evidenziato nel servizio quelle “incongruenze” che a mio avviso restano “inspiegabili” nonostante lo sforzo fatto da chi faceva la difesa d’ufficio della Nasa.

Come si può “perdere” o “cancellare” i video originali effettuati dai medesimi astronauti sbarcati sulla Luna? Quelle cassette “smarrite” documentavano nei dettagli L’AUTENTICITÀ di tutto il programma dello sbarco lunare senza le quali l’intera impresa non può essere NÉ AUTENTICATA NÉ CONFERMATA. Sarebbe come se la Chiesa perdesse i propri LIBRI SACRI ORIGINALI che stanno alla base del suo fondamento!

Impossibile quindi che siano andati “perduti”! È molto più probabile invece che i DOCUMENTI ORIGINALI NON SIANO IN GRADO DI SUPERARE I TEST DI AUTENTICITÀ DELLO SBARCO con le nuove e moderne tecniche disponibili oggi e pertanto con la loro “eliminazione” la Nasa intende SOTTRARSI ALLA VERIFICA per l’accertamento della VERITÀ preferendo così una ulteriore PERDITA D’IMMAGINE ad un molto più grave “SBUGIARDAMENTO” certo.


Il video de’ I Griffin tenta di riassumere in modo umoristico e semplice la dinamica dell’evento.

Raffaele B.

I Griffin - Lo sbarco sulla luna è un falso!
luigi870
05 marzo 2009

ANSA (AGGIORNAMENTO)
Sparito nastro originale allunaggio
20/07/2009
di Nicoletta Nencioli
WASHINGTON - Venivano dalla Luna e sono sparite dalla faccia della Terra. Volatilizzate dagli archivi della Nasa, introvabili in qualsiasi magazzino spaziale: le cassette con le immagini originali del primo passo di Neil Armstrong sulla luna trasmesse a Houston nel Luglio 1969 dalla telecamera installata sull'Apollo 11, non esistono più. Tre anni di ricerca frenetica in ogni angolo possibile dei Centri dei programmi spaziali Usa, da quando nel 2006 gli esperti si resero conto che i nastri tornati a terra con la storica missione lunare non si trovavano più, sono giunti ad una sconcertante conclusione: la Nasa li ha cancellati. Per distrazione e per errore, naturalmente. Anzi, per risparmiare, con tutta probabilità durante gli anni Ottanta quando di queste cassette magnetiche un po demodé ma ancora efficienti c'era un gran bisogno: in quegli anni i sempre più numerosi satelliti catapultati nello spazio iniziavano difatti a inviare dati e immagini di continuo a Terra e i nastri su cui registrarle scarseggiavano. Secondo la ricostruzione dei due specialisti televisivi del Goddard Space Flight Central della Nasa in Maryland - Stan Lebar e Dick Nafzger, Che hanno guidato la caccia ai nastri scomparsi, la Nasa intorno al 1980 avviò un massiccio programma di riciclaggio di vecchie cassette. Decine di migliaia di scatoloni con nastri già usati vennero prelevati dagli scaffali polverosi, aperti e riutilizzati.

E la 'prima diretta dalla luna' con Armstrong a Buzz Aldrin che piantavano la bandiera americana sulla superficie sabbiosa del 'Mare della Tranquillita'' è stata così eliminata. "Nessuno lo ha fatto di proposito, è stata una terribile distrazione - ha osservato Nafzger - ma dopo tante ricerche sono ora convinto che queste cassette non esistano più, tante prove ed indizi ci hanno portato a questa conclusione per quanto difficile da accettare". D'altronde Lebar e Nafzger hanno setacciato per anni ogni possibile archivio e vecchio documento non risparmiando nemmeno incursioni a casa di ex impiegati Nasa. Ma per la memoria storica del globo, le sequenze dell'allunaggio sono state salvate, seppure non più dall'originale, dalle riprese televisive trasmesse dai network di mezzo mondo. Riprocessate e migliorate dagli specialisti di Hollywood della 'Lowry digital' - nota per aver ripristinato digitalmente vecchi film come 'Guerre stellari', tornano così le immagini della prima passeggiata lunare dell'Apollo 11.

REUTERS
Sbarco Luna, Nasa ammette: cancellate registrazioni originali
giovedì 16 luglio 2009 21:04
di Maggie Fox

WASHINGTON, 16 luglio (Reuters) - Le registrazioni originali dell'allunaggio di 40 anni fa sono state cancellate e le cassette sono state riutilizzate, ma nelle copie restaurate di recente le immagini sono ancora più chiare. Lo hanno riferito oggi funzionari della Nasa.

L'agenzia ha diffuso le prime immagini riversate su supporto digitale dell'atterraggio sulla Luna, che mostrano più chiaramente la passeggiata di Neil Armstrong e Buzz Aldrin sulla superficie lunare.

L'intera registrazione, a cui sta lavorando la californiana Lowry Digital, verrà diffusa a settembre. Il preview è disponibile all'indirizzohttp://www.nasa.gov/.

La Nasa aveva ammesso nel 2006 che nessuno era in grado di trovare le registrazioni video originali dello sbarco, avvenuto il 20 luglio 1969.

Da allora Richard Nafzger, un ingegnere del Goddard Space Flight Center della Nasa in Maryland, che si occupò delle registrazioni televisive durante la missione dell'Apollo 11, le ha cercate.

La buona notizia è che ha scoperto dov'erano finite. La cattiva, è che facevano parte di un gruppo di 200.000 cassette cancellate e poi riutilizzate per risparmiare denaro.

La Lowry, nota per avere restaurato alcuni vecchi film di Hollywood, ha lavorato su buone copie che erano negli archivi della Cbs (CBS.N:Quotazione) e su alcune registrazioni trovate al Johnson Space Center, che ha digitalizzato assieme ad alcuni altri pezzi.

In una conferenza stampa Nafzger ha detto di non essere preoccupato del fatto che il ricorso a una ditta di Hollywood possa alimentare le teorie secondo cui l'intero programma di sbarchi sulla Luna - sei tra il 1969 e il 1972 - sarebbe stato una finzione della Nasa, e gli atterraggi sarebbero stati messi in scena su set cinematografici o in basi militari segrete.

"Questa società sta restaurando un video storico. Non m'interessa di dove sia la società", ha spiegato Nafzger.

"I sostenitori della teoria della cospirazione crederanno quello che vogliono credere", ha aggiunto il responsabile della Lowry, Mike Inchalik.
© Thomson Reuters 2009 Tutti i diritti assegna a Reuters.

mercoledì, giugno 17, 2009

LA PROTESTA DEGLI AQUILANI E IL SILENZIO DEL TG1

Come si temeva puntualmente sta accadendo! Le promesse del Cavaliere sugli aiuti per ricostruire L’Aquila mostra la corda di un decreto privo di finanziamenti certi e che esautora gli abruzzesi medesimi a partecipare alla ricostruzione delle loro città. Un decreto che il governo vuole fare approvare senza nessuna modifica.

Gli abruzzesi e gli aquilani cominciano a temere seriamente che la ricostruzione della città sia a rischio grave e che saranno costretti a rimanere nelle 15mila casette (peraltro ancora da costruire) per un tempo indeterminato con la conseguente fine di una popolazione e di una città millenaria quale L’Aquila è.

Il fatto poi che questa manifestazione sia stata del tutto “ignorata” dal TG1 la dice lunga e non depone a favore sulle reali intenzioni del Governo che tende quindi a “nasconderla” ai media per evitare che i cittadini tutti vengano a “sapere”.

È evidente che “non ci sono i soldi” e il governo Berlusconi tenta di bluffare i cittadini e i terremotati con promesse e decreti vuoti solo per accrescere il suo consenso. I soldi non ci sono perché il governo “non vuole mettere una tassa” di scopo per la ricostruzione come invece avvenne in altri casi con ben altri governi.

Il governo non vuole tassare i ricchi (sua potente base elettorale) e quello che fa è di utilizzare parte dei fondi FAS europei per le zone di sottosviluppo che pure sono urgenti e necessari per il sud, tra l’altro comunque sempre insufficienti per la ricostruzione dell’Abruzzo.

S’inventa allora una lotteria dei quali proventi non c’è nessuna certezza e per di più sono comunque soldi dei “poveri” perché solo loro sono disposti a pagare la tassa della speranza per diventare ricchi. Una cosa ignobile e vergognosa.

Ma gli abruzzesi e gli aquilani ci riproveranno ancora con la protesta e questa volta andranno fino in fondo decisi a sfruttare l’occasione fornita dal G8 tra i grandi della Terra per rivelare al mondo intero tutta la verità sull’inganno di Berlusconi e il suo governo. Vedremo allora cosa succederà!
Raffaele B.

Corteo Terremotati:Gli aquilani arrivano a Roma
liveunict
16 giugno 2009
1.500 terremotati in corteo verso Montecitorio per protestare contro il decreto-terremoto. Da Republbica.it

Protesta dei terremotati aquilani davanti montecitorio
Il tg1 li ignora - 16 giugno 2009
sauroborsi
16 giugno 2009
Protesta dei terremotati aquilani davanti montecitorio - Il tg1 li ignora - 16 giugno 2009 REPUBBLICA.IT

RAINEWS24
Gli aquilani protestano a Roma
Roma, 16-06-2009

Un migliaio, forse più, con tanto di tende piantate davanti Montecitorio, stanchi di aspettare e assolutamente contrari al decreto Abruzzo, sono arrivati con pullman dall'Aquila e dalle coste abruzzesi: hanno manifestato davanti alla Camera e poi hanno sfilato per le vie del centro, gli sfollati dell'Aquila e del cratere colpito dal sisma.

Hanno contestato il decreto sull'Abruzzo in discussione alla Camera, e gridato slogan contro il governo Berlusconi. Uno striscione condensa il loro stato d'animo:"Forti e gentili sì, fessi no". Chiedono al governo più trasparenza e chiarezza negli appalti per la ricostruzione, "che - sottolineano - deve essere totale".

Sono arrivati verso mezzogiorno per un sit-in davanti Montecitorio, guidati dal sindaco dell'Aquila Massimo Cialente e dal presidente della provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane.

In questo momento, ha sottolineato Cialente, "ci sentiamo umiliati e traditi dal governo". Dure le parole del primo cittadino sul decreto per la ricostruzione in discussione a Montecitorio. In particolare, sull'emendamento "simbolo" del dl, quello sulle seconde case: e' la prima volta che viene fatta una distinzione tra case di residenti e di non residenti in un caso di calamità naturale, ha spiegato la Pezzopane,aggiungendo che il 29 maggio scorso proprio il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, aveva dato "tutt'altre rassicurazioni".
"Se il governo non cambia strategia - ha proseguito - la ricostruzione della città non ci sarà, ma rimarranno solo le 15 mila casette. E questo significa la morte dell'Aquila, che sarebbe una sconfitta per il paese".

Due tende auto montanti di tipo igloo sono state aperte di fronte alla Camera: "Queste tende - hanno urlato i manifestanti - sono per te, Berlusconi: vieni a vivere con noi".

Una loro delegazione e' stata poi ricevuta dal presidente della camera, Gianfranco Fini. Un incontro "molto importante a livello istituzionale - lo ha definito Pezzopane - soprattutto perché il presidente della Camera ci ha ricordato come egli si sia adoperato affinché la discussione in aula sul decreto Abruzzo si tenesse senza ricorrere al voto di fiducia, ribadendo in questo modo il suo ruolo super partes".

Dopo l'incontro con il presidente della camera, una parte dei manifestanti ha cercato di andare in corteo verso il Quirinale,urlando "vi aspettiamo al G8", ma sono statibloccati dalle forze dell' ordine in via del Corso. Quindi sono stati accompagnati verso Piazza Venezia, dove li attendevano i pullman per tornare in Abruzzo. Mentre il traffico nel centro di Roma andava per qualche tempo in tilt, i manifestanti improvvisavano un sit-in a Piazza Venezia, per poi tornare pacificamente verso casa.

venerdì, giugno 12, 2009

INTERCETTAZIONI – FINE DELLA SICUREZZA

Passa alla Camera anche la legge sulle intercettazioni e perfino con il contributo di 21 deputati delle opposizioni! È una legge che secondo le intenzioni dei loro autori avrebbe il compito di “migliorarla” salvaguardando la “privacy” dei cittadini messa a rischio da “intercettazioni” eccessive ed abusate.

In realtà invece si “depotenzia” solamente lo strumento investigativo della magistratura rendendolo “inutile e inefficace” consentendo sin dal primo giorno della sua applicazione via libera per
tutte le criminalità anche quelle più pericolose!

Ddl intercettazioni regalo alla criminalità Giuseppe Cascini
ItalianSpot
11 giugno 2009
Passa alla Camera il ddl Alfano sulle intercettazioni: "è la fine del contrasto alla criminalità, un regalo alla Mafia!"

L’attuale legge sulle intercettazione telefoniche e la nuova legge approvata ora alla camera Intercettazioni, ecco cosa dice il testo riportata al momento solo dal quotidiano l’Unità.

Quale privacy si vuole proteggere? Altro che protezione della “privacy” dei cittadini, con questa legge, se passerà definitivamente, si proteggerà solamente la “privacy” di tutti i “criminali” a danno questo si, della sicurezza di tutti i cittadini onesti. Non solo, ma con questa stessa legge i medesimi cittadini non potranno nemmeno essere informati su quanto avviene nei tribunali a carico di chi commette reati. Insomma una vera legge “censoria” del tipo che credevamo ci fossero solo in certi paesi asiatici o in repubbliche delle banane!

Il presidente della Repubblica ha detto che si riserverà di esaminarlo attentamente ed eserciterà i poteri che gli competono! Speriamo che ne rileverà la ovvia e manifesta incostituzionalità.

Ma non possiamo farci illusioni. La legge per bloccare di fatto le intercettazioni serve esclusivamente al Cavaliere per “zittire” la stampa e la Tv su tutto ciò che lo può danneggiare agli occhi degli elettori. La sua sopravvivenza al potere dipende da questo e quindi non vorrà rinunciare a questa legge liberticida che per salvare lui condanna tutto il Paese.

Per questo invito tutti voi a firmare
l’appello di Repubblica come ho fatto anch’io (vedere a pagina 84 al numero 41646 raffaele bonaffini – guidonia)
Raffaele B.

REPUBBLICA
Intercettazioni, oltre 70 mila firmeper l'appello di Repubblica
11/06/2009
L'autore di "Gomorra": "Si cancella un importante strumento per la ricerca della verità"
ROMA - Oltre 70mila adesioni in poche ore. Settantamila cittadini che ci mettono la faccia con nome, cognome, città e professione per affermare che il disegno di legge sulle intercettazioni approvato oggi alla Camera "è incostituzionale, limita fortemente le indagini, vanifica il lavoro di polizia e magistrati, riduce la libertà di stampa e la possibilità di informare i cittadini". Cittadini qualsiasi e, insieme, intellettuali, magistrati, politici, uomini e donne di spettacolo. A cominciare da Roberto Saviano. L'autore di "Gomorra" ha detto: "Sulle intercettazioni ci vuole più rigore: da parte di tutti, procure e giornalisti. Questo è certo. Ma quello che sta avvendendo con questa legge è rischiosissimo: così si cancella un importante strumento per la ricerca della verità".
FIRMA L'APPELLO DI REPUBBLICA.IT
CONTINUA

REPUBBLICA
Ieri la fiducia, oggi l'approvazione a Montecitorio. Sì al voto segreto. L'Idv espone cartelli listati a lutto.
Intercettazioni, via libera al ddl
Napolitano si riserva di esaminarlo
Il ministro Alfano: "21 deputati dell'opposizione con noi"
11/06/2009
ROMA - Via libera della Camera, tra bagarre e contestazioni, al ddl sulle intercettazioni. Si è votato con il voto segreto e i sì sono stati 318, i no 224 (un solo astenuto): numeri parlamentari alla mano, vuol dire che 21 deputati dell'opposizione - come non manca di sottolineare il ministro della Giustizia, Angelino Alfano - hanno agito da franchi tiratori, votando a favore del provvedimento. Adesso il testo passa al Senato. E nel clima di scontro sul provvedimento in serata il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano annuncia: "Mi riservo di esaminare il testo approvato e di seguire l'iter che avrà in Parlamento, per prendere poi le decisioni che mi competono. Certo, ci sono molte cose da difendere e molte cose da rinnovare". Parole che giungono poche ore dopo il voto e all'indomani dell'iniziativa dell'opposizione che ha scritto al capo dello Stato per esprimere il "profondo disagio" per un testo definito "politicamente eversivo"…
CONTINUA

CORRIERE DELLA SERA
IL MAGISTRATO MARIA CORDOVA
«Abbiamo arrestato ottanta pedofili. Ora sarà impossibile»
di Lavinia Di Gianvito
12/06/2009
ROMA — Duecento bambini violentati, scambiati, costretti a partecipare a festini a luci rosse. Ottanta arresti e altrettante condanne, fino a vent’anni di carcere. L’inchiesta «Fiori nel fango» è quella che Maria Cordova ricorda per prima quando si tocca il tema delle microspie. Perché di una cosa l’ex procuratore aggiunto è certa: «Senza le intercettazioni, quei risultati non li avremmo mai ottenuti».
Quanto tempo sono durati gli «ascolti»? «Almeno sei mesi. A poco a poco è emersa una catena, con pedofili che venivano a Roma anche da altre regioni».
I 60 giorni previsti adesso non sarebbero bastati?«Assolutamente no, perché le conversazioni telefoniche non sono mai chiare. Ci possono essere quattro, cinque intercettazioni che non sono univoche. Poi, a un certo punto, arriva quella che dà un senso anche alle precedenti».
Com’è cominciata l’inchiesta «Fiori nel fango»?«Con dei controlli nei campi nomadi: la polizia aveva notato dei bambini che venivano portati via in macchina di sera. Poi si è scoperto che maneggiavano un po’ di soldi e che dai loro cellulari risultavano parecchie telefonate ad adulti. Erano tutti maschi sui dieci anni».
Non c’è mai stato il rischio di violare la privacy?«No, abbiamo controllato solo le persone che apparivano collegate alle nostre ipotesi di reato, pedofilia e induzione alla prostituzione minorile» .
Questo è successo in quell’inchiesta. E in generale?«È sempre così».
Pensa che ora si dovrà tornare a metodi investigativi più «tradizionali»? «E quali? Sono in magistratura dal ’67 e le intercettazioni ci sono sempre state. Per di più allora venivano disposte dal pm, senza l’autorizzazione di un giudice».
Oggi però sembra che siano cresciute a dismisura. «Vent’anni fa c’era la pedofilia? Era così diffusa la corruzione? Molti reati esistevano, ma erano sommersi.Cosa si contesta ai magistrati, di essere troppo efficienti?».

REPUBBLICA
Intercettazioni, ecco come la riforma toglie spazio ai pm e limita la stampaDa Lady Asl agli immobiliaristi: l'obbligo di indizi "evidenti" impedirebbe molti controlli
Tangenti, "furbetti" e Calciopoli
le verità che non avremmo saputo

12/06/2009
ROMA - Gli orrori della clinica Santa Rita di Milano? Sarebbero rimasti ben segreti. Le partite truccate di Calciopoli? Avrebbero continuato a essere giocate. L'odioso stupro della Caffarella? Gli autori sarebbero ancora liberi. Il sequestro dell'imam Abu Omar? I pm di Milano non l'avrebbero mai scoperto. E gli agenti del Sismi che collaborarono con la Cia non avrebbero mai lasciata impressa sul nastro la fatidica frase "quell'operazione è stata illegale".
Lady Asl e la truffa della sanità nel Lazio? La cupola degli amministratori regionali avrebbe continuato ad operare indisturbata. I furbetti del quartierino? Per le scalate Antonveneta e Bnl forse non ci sarebbero stati gli "evidenti indizi di colpevolezza" per mettere i telefoni sotto controllo. A rischio le inchieste potentine di Henry John Woodcock, Vallettopoli, Savoiopoli, affaire Total, tangenti Inail, dove i nastri hanno continuato a girare per otto-nove mesi prima di produrre prove, e quelle calabresi (Poseidone, Toghe lucane, Why not) dell'ormai deputato europeo Luigi De Magistris.
Una moria impressionante, in cui cadono processi famosi e meno famosi, in cui le indagini sulla mafia sono messe a rischio perché non si potrà più mettere sotto controllo telefoni per truffa ed estorsione. Si salva Parmalat dove, come assicurano i pm di Milano e di Parma, le intercettazioni non furono determinanti né per arrestare Calisto Tanzi in quel dicembre 2003, né per accertare ragioni e colpevoli del crack. Ha detto e continua a dire l'Anm con una frase ad effetto, "è la morte della giustizia penale in Italia".
Nelle stesse ore in cui alla Camera, con il concorso dell'opposizione nonostante l'appello del giorno prima a Napolitano di Pd, Idv, Udc, si approva la legge sugli ascolti, nelle procure italiane, tra lo sconcerto e l'irritazione delle toghe, si fanno i conti delle intercettazioni che non si potranno più fare in futuro e di quelle che, in un passato recente, non sarebbero mai state possibili. E, anche se fossero state fatte, non si sarebbero mai potute pubblicare, né nella versione integrale, né tantomeno per riassunto. Le indagini cadono su due punti chiave della legge: "evidenti indizi di colpevolezza" per ottenere un nastro, solo 60 giorni per registrare. Così schiatta l'indagine sulla clinica Santa Rita che parte con una truffa ai danni dello Stato per via dei rimborsi gonfiati e finisce per rivelare che si operava anche quando non era necessario. Non solo sarebbero mancati gli "evidenti indizi" (se ci fossero stati i pm Pradella e Siciliano avrebbero proceduto con gli arresti), ma non si sarebbe andati avanti per undici mesi, dal 4 luglio 2007 al 24 giugno 2008. Giusto a metà, era settembre, ecco le prime allusioni a un reparto dove accadevano "fatti gravi". Niente ascolti, niente testi sui giornali, niente versione integrale letta al processo, niente clinica costretta a cambiare nome per la vergogna.
Cambia corso il caso Abu Omar, nato come un sequestro di persona semplice contro ignoti. Solo due mesi di tape. Ma la telefonata chiave, quando l'imam libero per una settimana racconta alla moglie la dinamica del sequestro, giunge solo allo scadere dei 12 mesi d'ascolto. In più la signora, in quanto vittima, non avrebbe mai dato l'ok a sentire il suo telefono, come stabilisce la nuova legge.
Per un traffico organizzato di rifiuti a Milano, dove arrivava abusivamente anche la monnezza della Campania, hanno fatto 1.500 intercettazioni per sei mesi. Solo dopo i primi due s'è scoperto cosa arrivava dal Sud. In futuro impossibile. Come gli accertamenti che fanno scoprire i mafiosi. A Palermo hanno intercettato l'imprenditore Benedetto Valenza per quattro mesi: dalla truffa e dalla frode nelle pubbliche forniture sono arrivati a scoprire che riciclava i soldi del clan Vitale e forniva cemento depotenziato pure agli aeroporti di Birgi e Punta Raisi. Idem per l'inchiesta contro gli amministratori di Canicattì e Comitini che inizia per abuso d'ufficio e corruzione e approda a un maxi processo contro le cosche di Agrigento. Telefoni sotto controllo per sei mesi, ormai niente da fare.
"La gente sarà meno sicura" dicono i magistrati. E citano lo stupro della Caffarella d'inizio anno. Due arresti sbagliati (i rumeni Ractz e Loyos), il vanto di aver fatto tutto "senza intercettazioni", poi il ricorso all'ascolto sul telefono rubato alla vittima. Domani impossibile perché in un delitto contro ignoti si può intercettare solo il numero "nella disponibilità della persona offesa". Assurdo? Contraddittorio? Sì, ma ormai è legge.