giovedì, marzo 16, 2006

LA PORCATA DI CALDEROLI E NON SOLO

QUESTA INCREDIBILE NOTIZIA POTREBBE AVERE L’EFFETTO DEL COLPO DI GRAZIA PER IL GOVERNO BERLUSCONI ORMAI ALLO SBANDO. IL PERCHÉ È PRESTO DETTO: DI FRONTE ALLE DICHIARAZIONI DI CALDEROLI SULLA LEGGE ELETTORALE APPROVATA IN TUTTA FRETTA DAL CENTRODESTRA, NON SI PUÒ PROVARE CHE VERGOGNA DA PARTE DI CHI LO HA AVALLATO E PROFONDO DISGUSTO PER CHI INVECE LA SUBISCE E CIOÈ TUTTO IL CORPO ELETTORALE.
ORMAI CALDEROLI NON CI SORPRENDE PIÙ PER LE SUE USCITE DA GRAN SPAVALDO PROBABILMENTE IN CERCA DI VENDETTA CONTRO LA SUA CACCIATA DAL GOVERNO. COSTUI NON VIENE SMENTITO DA NESSUNO DEL SUO PARTITO DELLA LEGA NORD A CONFERMA DI QUANTO DICE.
BERLUSCONI, FORZA ITALIA E AN, AD ECCEZIONE DELLA SOLA UDC, PREFERISCONO TACERE. SE NON SONO ALLO SBANDO, DOVE SONO?
Raffaele


RAINEWS24
Politica. Calderoli: la legge elettorale l'ho scritta io ma e' una porcata. Prodi: la cambieremo a larga maggioranza
Roma, 16 marzo 2006

"La legge elettorale? Glielo dico francamente: l'ho scritta io, ma e' una porcata". E’ l’ex ministro delle Riforme Roberto Calderoli, autore della norma, a bocciare senza appello la riforma del sistema di voto.

E' una legge che "va riscritta. Una porcata - ripete nel corso della trasmissione di Canale 5 Matrix – fatta volutamente per mettere in difficoltà una destra e una sinistra che devono fare i conti con il popolo che vota".

Polemico l’ex segretario dell’Ucd, Marco Follini: "Provo imbarazzo per Calderoli, per la sua dichiarazione, per il fatto che è stato ministro della Repubblica per quasi cinque anni e per la scelta sconsiderata della Cdl di affidargli il delicato compito di scrivere la legge elettorale. Non sono affatto imbarazzato per essermi dimesso anche per questo".

In An e Forza Italia, invece, si preferisce tacere.

I Ds si affidano in un comunicato nel quale sottolineano ironicamente: "Calderoli ha detto che la legge elettorale scritta da lui e' una 'porcata': non abbiamo nulla da aggiungere".

Per il leader dell’Unione Romano Prodi la norma è un sistema costruito "scientificamente per danneggiare l'opposizione e il Paese": la cambieremo, ma lo faremo "solo a larga maggioranza e con l'appoggio dell'opposizione, poiché non vogliamo replicare lo spettacolo di divisione e di rissa visto in questi anni. Sarà un esempio del nostro modo di governare".

mercoledì, marzo 15, 2006

FINALMENTE UN CONFRONTO CON LE REGOLE

LA FRASE DI LAMENTO DI BERLUSCONI IN CHIUSURA DEL FACCIA A FACCIA CON PRODI: "COSÌ È IMPOSSIBILE CONFRONTARSI, È MOLTO DIFFICILE AFFRONTARE UN INCONTRO DOVE NON C'È LA POSSIBILITÀ DI UNA INTERLOCUZIONE SULLE FRASI", È UN AMMISSIONE INEQUIVOCABILE DI SCONFITTA. POI IL CAVALIERE GUARDAVA QUASI SEMPRE IN BASSO. CHI LO VUOLE NASCONDERE PARLA DI CONFRONTO “NOIOSO” ALLA CAMOMILLA.

CREDO CHE CHI ABBIA SEGUITO IL CONFRONTO AL DI LA DEI CONTENUTI E DEL PROPRIO SCHIERAMENTO DEBBA AMMETTERE CHE SI SONO AVUTI ALMENO I SEGUENTI RISULTATI:

  1. NON C'È STATA SOVRAPPOSIZIONE DI INTERVENTI
  2. I DUE LEADER HANNO AVUTO GLI STESSI TEMPI PER ESPRIMERE LE LORO OPINIONI
  3. GLI SFIDANTI HANNO DOVUTO FARE APPELLO SOLO ALLA LORO MEMORIA E PREPARAZIONE SUI VARI ARGOMENTI
  4. NESSUNO DEI DUE HA POTUTO AVVALERSI DI APPUNTI, DI SCHEDE E GRAFICI DELLA CUI VERIDICITÀ NESSUNO PUÒ MAI GARANTIRE.
  5. LA REGIA È STATA CORRETTA RIPRENDENDO NEGLI INTERVENTI SOLO ED ESCLUSIVAMENTE COLUI CHE PARLAVA, EVITANDO DI RIPRENDERE L'ALTRO, IL QUALE SE AVESSE AVUTO ATTEGGIAMENTI DISAPPROVATORI, AVREBBE “NUOCIUTO” INGIUSTAMENTE ALL'INTERVENTO IN CORSO.
  6. PUBBLICO ASSENTE PER EVITARE "TIFOSERIE" CONTROPRODUCENTI

TUTTO QUESTO SONO UN INSIEME DI “REGOLE” VOLUTO DA PRODI E CHE BERLUSCONI HA DOVUTO ACCETTARE. QUESTE REGOLE HANNO CONSENTITO UN “CONFRONTO” SUI CONTENUTI ED HANNO EVITATO I FENOMENI A CUI MOLTO SPESSO SIAMO ABITUATI IN TV E CIOÈ ALLE CITAZIONI GRATUITE, LE INVETTIVE, LE SOVRAPPOSIZIONI, INSOMMA IN UNA PAROLA LA RISSA VERBALE SEMPRE INCOMPRENSIBILE.

TUTTE COSE CARE A CHI PREFERISCE FARE “SPETTACOLO” PIUTTOSTO CHE DARE INFORMAZIONI POLITICHE COMPRENSIBILI A TUTTI I CITTADINI CHE SARANNO CHIAMATI IL 9 E 10 APRILE PROSSIMO A DECIDERE UNA COSA IMPORTANTE: SCEGLIERE IL GOVERNO DEL PAESE.
Raffaele

ANSA
Prodi: finalmente dibattito decente
Basta con ritornello comunisti. Noia? Non siamo ballerine
(ANSA)- ROMA, 15 MAR- 'Sono soddisfatto. Finalmente abbiamo messo in luce l'incongruenza di questa valanga di cifre':cosi' Prodi commenta la sfida tv di ieri sera. 'Si parte con i contenuti, finalmente comincia un dibattito politico decente'. A freddo,il giorno dopo la sfida con Berlusconi,Prodi conferma il suo giudizio positivo sul confronto. Il Professore invita il leader del centrodestra a proseguire il dialogo e a collaborare, anche dopo le elezioni,nel passaggio di consegne tra vecchio e nuovo governo.


RAINEWS24
Duello tv. Per i sondaggi Prodi convince di piu'. Sedici milioni di italiani davanti allo schermo
Roma, 15 marzo 2006
Nel duello televisivo tra il presidente del consiglio Silvio Berlusconi e il leader dell'Unione, Romano Prodi, secondo i primi sondaggi, il candidato dell'Unione avrebbe convinto di piu'. Per quello commissionato alla Swg dal Corriere della Sera, Prodi risulta dieci punti sopra il rivale. Responso simile da un sondaggio Ipr per La Repubblica che segnala Prodi al 50% contro il 44% di Berlusconi. Vittoria di misura per il Professore anche secondo una rilevazione dell'Istituto Piepoli…CONTINUA

RAINEWS24
Elezioni. Terminato il duello tv. Rispettate le regole all'americana
Cronaca del dibattito e dettaglio sulle regole...CONTINUA

lunedì, marzo 13, 2006

LA LEGGE PECORELLA SULLA INAPPELLABILITÀ

ASSOLTI IN PRIMO GRADO DALL'ACCUSA DI TERRORISMO INTERNAZIONALE, I CINQUE ISLAMICI NON POTREBBERO SUBIRE L'APPELLO SU QUESTO REATO SECONDO LA LEGGE PECORELLA SULLA INAPPELLABILITÀ, LA LEGGE APPROVATA IN TUTTA FRETTA DAL GOVERNO BERLUSCONI CHE VIETA ALL'ACCUSA DI RICORRERE IN APPELLO IN CASO DI ASSOLUZIONE AL PRIMO GRADO. (CON BUONI AVVOCATI NON È IMPOSSIBILE).
OVVIAMENTE L'ACCUSA SOLLEVA L'ECCEZIONE DI COSTITUZIONALITÀ CHE È STATA ACCOLTA DAI GIUDICI DELLA TERZA CORTE D'ASSISE E D'APPELLO DI MILANO ALL'INDOMANI INVECE DI UN RIFIUTO PER UN ALTRO CASO.
IL PROCESSO AGLI ISLAMICI, CHE SAREBBE CONTINUATO PER ALTRI REATI MINORI, VIENE COSÌ SOSPESO IN ATTESA DEL PRONUNCIAMENTO DELLA CORTE COSTITUZIONALE.
L'ECCEZIONE DI COSTITUZIONALITÀ È STATA SOLLEVATA ANCHE A FIRENZE E LE CORTI DI ALTRE CITTÀ SI APPRESTANO A FARE ALTRETTANDO.  
NON C'È CHE DIRE, PUR DI OTTENERE L'IMPUNITÀ PER SE E PER I SUOI UOMINI SI DISTRUGGE L'INTERO SISTEMA PENALE IMPEDENDO ALLA GIUSTIZIA NEI SUOI TRE GRADI DI ACCERTARE LA VERITÀ E DI IMPEDIRE COSÌ AI CRIMINALI DI GIRARE LIBERI E INDISTURBATI.
QUESTA È LA "RIFORMA" DELLA GIUSTIZIA DI CUI TANTO SI VANTA IL CAVALIERE.
Raffaele


CORRIERE
Stop a processo islamici
13 marzo 2006

MILANO- Si ferma il processo d'appello denominato «Bazar» in corso davanti ai giudici della terza Corte d'Assise di Milano nei confronti di cinque islamici accusati di terrorismo internazionale, assolti da questo reato in primo grado e condannati per contestazioni minori e finiti al processo d'appello dopo il ricorso della Procura.
Oggi il presidente della Corte d'Assise ha accolto una eccezione di costituzionalità sulla inappellabilità delle sentenze di proscioglimento, così come prevede la legge Pecorella, e ha inviato la questione alla Corte costituzionale. I giudici della terza Corte d'assise d'appello di Milano hanno infatti accolto l'eccezione di costituzionalità, sollevata dal pg Isabella Pugliese, della legge sulla inappellabilità (legge Pecorella) nell'ambito del processo a carico dei cinque islamici assolti in primo grado dall'accusa di terrorismo internazionale...CONTINUA

domenica, marzo 12, 2006

BERLUSCONI PERDE LA CAUSA CON TRAVAGLIO

ECCO UNA NOTIZIA PASSATA QUASI DEL TUTTO IN SILENZIO. BERLUSCONI PERDE LA CAUSA CONTRO VELTRI E TRAVAGLIO AUTORE INSIEME A GOMEZ DEL LIBRO (CHE STO LEGGENDO) "L'ODORE DEI SOLDI" CON IL QUALE SI RACCONTA CON GRANDE DOVIZIA DI DATI DOCUMENTATI COME IL NOSTRO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SIA DIVENTATO RICCO ANZICHÈ ESSERSI "FATTO DA SOLO", COME AMA DIRE SPESSO.
TUTTAVIA TRAVAGLIO, ANCHE SE PUÒ TIRARE UN SOSPIRO DI SOLLIEVO: PER IL MOMENTO NON DOVRÀ PAGARE 10 MILIONI DI EURO DI RISARCIMENTO ALL'UOMO PIÙ RICCO D'ITALIA CHE A SUA VOLTA È STATO CONDANNATO A PAGARE LE SPESE DI GIUDIZIO: MISERE 15MILA EURO (PER LUI), DOVRÀ ASPETTARSI UN'ALTRO PROCESSO PRESSO LA CORTE D'APPELLO PERCHÈ IL CAVALIERE HA DECISO DI RICORRERVI SPERANDOVI DI RIFARSI IN QUELLA SEDE. IN QUESTO CASO NON SI APPLICA LA LEGGE DELLA INAPPELLABILITÀ PREVISTA INVECE SOLO PER LE CAUSE PENALI.
Raffaele
 
CORRIERE
Berlusconi perde la causa con Travaglio
07 marzo 2006
Respinta dal giudice di Roma la richiesta di risarcimento avanzata dal premier che si era ritenuto diffamato dal libro del giornalista
  ROMA - Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha perso la causa per diffamazione intentata contro il giornalista Marco Travaglio, l'ex deputato Elio Veltri e gli Editori Riuniti per i contenuti del libro «L' odore dei soldi», ritenuti lesivi della sua reputazione. Il giudice della prima sezione civile del tribunale di Roma, Luciana Sangiovanni, ha respinto la richiesta di risarcimento di 10 milioni di euro avanzata dal premier e lo ha condannato a 15 mila euro di spese di giudizio.
 
DIRITTO DI CRITICA E DI CRONACA - Il giudice, nelle motivazioni alla sua decisione, ha sostanzialmente riconosciuto che non sussiste diffamazione perchè Travaglio ha esercitato il diritto di critica e di cronaca. Per Veltri è stata riconosciuta l' immunità prevista dall' articolo 68 della Costituzione sull'insindacabilità delle opinioni espresse dai parlamentari... CONTINUA

IL CAVALIERE CONTRO L’INTERVISTA SCOMODA

BERLUSCONI DIMOSTRA SEMPRE PIÙ LA PROPRIA TENDENZA AD ABBANDONARSI AL “COMIZIO” ANCHE QUANDO ACCETTA INTERVISTE E DI NON ESSERE DISPOSTO A “SUBIRE” LE “DOMANDE” DEI GIORNALISTI CHE NON SIANO ALMENO DI PROPRIO GRADIMENTO. ORMAI L’EPOCA DELLE INTERVISTE GENUFLESSE ED OSSEQUIANTI È FINITO E L’ITALIA SI AVVIA INESORABILMENTE A DIVENTARE SIMILE AGLI ALTRI PAESI DEMOCRATICI AVANZATI (SU QUESTO TERRENO DEVE RECUPERARE MOLTA STRADA).
L’INTERVISTA DIVENTA DIRETTA, SPIETATA E PRETENDE RISPOSTE PRECISE CUI TUTTI I POLITICI DEVONO. L’INTERVISTA NON DEVE E NON PUÒ PERMETTERE IL “COMIZIO” CHE DIVENTA LA “SCAPPATOIA” PER EVITARE DI DARE RISPOSTE CONCRETE. A QUESTO ORDINE DI REGOLE COMINCIANO A PROGREDIRE ANCHE LE MENTI DEGLI ITALIANI DEMOCRATICI DI QUALUNQUE ORIENTAMENTO POLITICO.
SOLTANTO IL CAVALIERE SEMBRA NON SE NE SIA ACCORTO, OPPURE FA DI TUTTO PER COMBATTERLE QUESTE “REGOLE” E SE NON CI RIESCE ABBANDONA IL CAMPO NEL BEL MEZZO DELL’INTERVISTA, COME HA FATTO.
COMPORTAMENTI DI QUESTO TIPO SI RISOLVONO SEMPRE A DANNO DEI POLITICI CHIUNQUE SIANO PER LA NOTA LEGGE DI DAVIDE E GOLIA.
Raffaele


CORRIERE
Scontro Berlusconi-Annunziata in tv
12 marzo 2006
ROMA - Scontro tra Silvio Berlusconi e Lucia Annunziata durante la registrazione della trasmissione «In mezz'ora», condotta dalla giornalista e in onda la domenica alle 14.30 su RaiTre. Il premier ha chiuso la registrazione dicendo alla giornalista: «Lei ha dei pregiudizi nei miei confronti, per questo vado via. Dovrebbe provare un po' di vergogna... E poi dicono che la Rai è controllata da me».
Nel corso della trasmissione l'Annunziata chiede conto a Berlusconi delle critiche di Confindustria all’azione di governo chiedendo al premier se non le considerasse un segnale del fallimento della sua esperienza di governo. Berlusconi la prende alla lontana, e comincia a marcare le differenze tra il suo governo e quello precedente. La Annunziata vuole una risposta più precisa alla sua domanda e prova a interrompere il premier che non ci sta: «Lei ora mi fa la cortesia di farmi rispondere, altrimenti mi alzo e me ne vado»...CONTINUA


REPUBBLICA
Berlusconi-Annunziata, l'ironia di Prodi "Basta che non se ne va martedì sera"
12 marzo 2006
ROMA - "Sono stupito...comunque l'importante che non se ne vada martedì sera". Commenta così il portavoce di Romano Prodi, Silvio Sircana, la scelta di Silvio Berlusconi di alzarsi e lasciare per protesta lo studio di Rai Tre dove si stava svolgendo la trasmissione "Mezz'ora" con Lucia Annunziata. Il riferimento di Sircana è ovviamente al confronto televisivo con tra il premier e il Professore, in programma appunto martedì sera.
Attaccano il clamoroso gesto di Berlusconi il diessino Giuseppe Giulietti e Renzo Lusetti della Margherita. "Il presidente del Consiglio non è più abituato a ricevere domande ed è evidentemente turbato dai sondaggi dai quali emerge con chiarezza che cresce il numero degli italiani sempre più stufi della sua prepotenza", ha sottolineato il capogruppo della Quercia nella Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai. "Ci auguriamo - ha aggiunto Giulietti - che voglia, provare almeno un pizzico di vergogna per l'atteggiamento villano e maleducato che ha tenuto nei confronti di Lucia Annunziata e nei confronti dei tanti italiani"...CONTINUA

BERLUSCONI DIVERSO DA STORACE

LA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO DI BERLUSCONI E DI DAVID MILLS, ANCHE SE CADE IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE, È AMPIAMENTE SUFFRAGATA DA PROVE DOCUMENTALI E DALLE ULTIME VICENDE ACCADUTE PROPRIO A DAVID MILLS, SUO AVVOCATO E PRESUNTO FALSO TESTIMONE. NELLA TORBIDA STORIA SI INSERISCE ANCHE LA RICHIESTA DI SEPARAZIONE DELLA MOGLIE TESSA JOWELLS' MINISTRO DELLA CULTURA DI BLAIR DENUNCIANDO DI NON ESSERE MAI STATA INFORMATA DAL MARITO DEL “REGALO”.
ULTIMAMENTE DAVID MILLS HA FATTO PUBBLICARE DAL SUO AVVOCATO UNA LETTERA CHE “SMENTISCE SE STESSO” DI ESSERE STATO CORROTTO DA BERLUSCONI, CONTRARIAMENTE DA QUANTO AFFERMATO INVECE CON UNA LETTERA PUBBLICATA SEMPRE DA NEWSBBC 5 GIORNI PRIMA E SCRITTA DI SUO PUGNO ACQUISITA POI DAI MAGISTRATI INQUIRENTI.
COME SI VEDE NEMMENO IL CAVALIERE, COME STORACE, SI PRODIGA A DICHIARAZIONI PUBBLICHE CHE NON SIANO “I SOLITI ATTACCHI DELLE TOGHE ROSSE” E NIENTE DI PIÙ ATTE ALMENO A INTRODURRE RAGIONEVOLI DUBBI A FRONTE DI TANTE PROVE E TESTIMONIANZE RACCOLTE.
INOLTRE LO STORACE DIMISSIONARIO È ACCLAMATO DAL CAVALIERE COME GRANDE ESEMPIO DI ONORABILITÀ, NON CERTO PER SE STESSO PERÒ. NO, SE NE GUARDA BENE!
LEGGI COMMENTO PRECEDENTE IL FINTO PRESTITO DI DAVID MILLS
Raffaele


ANSA
Assieme a Mills, l'accusa e' corruzione in atti giudiziari
11/03/2006
(ANSA)-MILANO, 10 MAR-La Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio del premier Berlusconi e dell'avvocato Mills con l'accusa di corruzione in atti giudiziari. L'inchiesta e' incentrata su un presunto versamento di 600 mila dollari. Secondo l'accusa, l'avvocato inglese, marito del ministro per gli Spettacoli del governo Blair, avrebbe ricevuto la somma per rendere false dichiarazioni in due datati processi milanesi: quello per le tangenti alla Gdf e quello per la vicenda All Iberian..


LETTERA DI SMENTITA DELLA CORRUZIONE SCRITTA DAL LEGALE
NEWSBBC
In Full: David Mills' statement
Saturday, 4 March 2006
Here is the full statement made by solicitor David Kirk in which it was announced that his client David Mills and Culture Secretary Tessa Jowell were to separate after 27 years of marriage...my client wishes to state categorically that he has never been bribed by Mr Berlusconi or by anyone on his behalf... CONTINUE

LETTERA COMPLETA DI AUTOACCUSA DI CORRUZIONE SCRITTA DI SUO PUGNO
NEWSBBC
Full text: David Mills' letter
Monday, 27 February

Italian officials say Culture Secretary Tessa Jowells' husband David Mills, 61, was paid to give false evidence in court for Italian premier Silvio Berlusconi. Mr Mills denies that. He admits writing a letter to his accountants where he appears to be describing a payment, but claims he was inventing a scenario to get tax advice. Here is the full text of that letter...CONTINUE


venerdì, marzo 10, 2006

LE DIMISSIONI DI STORACE

IL MINISTRO DELLA SALUTE FRANCESCO STORACE (AN) SI DIMETTE A SEGUITO DI UNA BRUTTA FACCENDA DI SPIONAGGIO AI DANNI DEGLI ESPONENTI POLITICI E SUOI DIRETTI CONCORRENTI ALLA CARICA DI GOVERNATORE DEL LAZIO NEL 2005 (POI PERSA) MARRAZZO E MUSSOLINI.
LE ENNESIME DIMISSIONI DI UN ALTRO MINISTRO DEL GOVERNO BERLUSCONI DOPO CALDEROLI, PONE UN SERIO PROBLEMA AL CENTRODESTRA NEL BEL MEZZO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE. RECENTEMENTE PURE ALEMANNO GIANNI (AN) È INDAGATO DAL TRIBUNALE DEI MINISTRI PER FINANZIAMENTI ILLECITI DA CALISTO TANZI ALLA SUA RIVISTA AREA, RINUNCIANDO ALLA IMMUNITÀ MA SENZA DIMETTERSI PERÒ.
BENE DUNQUE L’ATTO DI STORACE MA È COMUNQUE UN ATTO DOVUTO OLTRE IL QUALE PERÒ DOVREBBE FARE UNA DICHIARAZIONE PUBBLICA IN CUI SPIEGARE - CON MOTIVAZIONI PLAUSIBILI E PROVATE - COSA SIA REALMENTE ACCADUTO. FINORA NON L’HA FATTO. LE INTERCETTAZIONI CI SONO, I TESTIMONI ANCHE E GLI ATTI GIÀ DEPOSITATI.
L'UNICA DICHIARAZIONE IN PROPRIA DIFESA È STATA QUELLA DI DIRE : "QUESTI SONO SOLO SCHIZZI DI FANGO, UN LINCIAGGIO, NON MI LASCIO INTIMIDIRE. NON TEMO NULLA", QUALCHE SOSPETTO VIENE. INSOMMA, UN PÒ POCO PER FUGARE OGNI DUBBIO, O NO?  FORSE PER QUESTO E SENTENDOSI SCOPERTO DALLA SUA STESSA PARTE POLITICA HA DATO LE DIMISSIONI.
ATTENDIAMO GLI SVILUPPI.
Raffaele


ANSA
Storace, mi dimetto da ministro
ANSA) - ROMA, 10 MAR - Il ministro Storace ha annunciato a Fini la sua intenzione di dimettersi per 'evitare strumentalizzazioni sulla vicenda intercettazioni'. 'Il semplice sospetto che io possa aver architettato una manovra politica contro i miei avversari politici mi addolora e mi indigna', afferma Storace in un comunicato. 'Ho il diritto di difendermi e avverto il dovere di sottrarre la mia comunita' politica e il governo dalle strumentalizzazioni della sinistra'.
http://www.ansa.it/main/notizie/awnplus/topnews/news/2006-03-10_1074967.html

giovedì, marzo 09, 2006

DIRITTO O VANTAGGIO NEL FACCIA A FACCIA

SECONDO “IL GIORNALE” BERLUSCONI RINUNCIANDO AL SUO “DIRITTO” IMPEDIREBBE A PRODI DI CONTINUARE A “SCAPPARE”.
SECONDO ALTRE FONTI INVECE, PRODI AVREBBE OTTENUTO IL “CEDIMENTO” DI BERLUSCONI A RINUNCIARE AL SUO “VANTAGGIO” PERMETTENDO COSÌ IL CONFRONTO CON REGOLE PARI.
CREDO CHE NON CI VUOLE MOLTO A CAPIRE QUALE SIA LA VERSIONE PIÙ LOGICA E ATTENDIBILE.
INSOMMA IL CAVALIERE CEDE ALLE “REGOLE” OPPURE RINUNCIA A UN “DIRITTO”?
Raffaele

ILGIORNALE
Il premier «cattura» Prodi, si farà il duello in tv
Francesca Angeli
n. 57 del 09-03-2006 pagina 5
La sfida televisiva tra Silvio Berlusconi e Romano Prodi si farà. Probabilmente proprio lunedì prossimo, come già stabilito. A sbloccare la situazione è stato il premier che ha deciso di rinunciare a un suo diritto, facendo un passo verso il suo avversario: non terrà la conferenza stampa finale, come Prodi chiedeva insistentemente da settimane. E dunque a questo punto per il Professore è diventato impossibile trovare altre scappatoie e non gli è rimasto che dare il suo assenso al confronto...CONTINUA


QUOTIDIANO NAZIONALE
OK AL FACCIA A FACCIA
di Elena G. Polidori
9 marzo 2006
ROMA — «Lunedì vado in tv, con metà tempo», dice Berlusconi. E sembra una dichiarazione di guerra. Poi, però, spiazza tutti. «Rinuncio alla conferenza stampa finale da presidente del Consiglio; voglio vedere se Prodi così continua a scappare». Non succederà. Perché Prodi aveva già detto che, in caso di rinuncia del premier a «dire l’ultima parola» lui sarebbe stato immediatamente disponibile al confronto. E, infatti, poco dopo la dichiarazione del premier è arrivato il suo assenso alla sfida tv...CONTINUA

RAINEWS
Berlusconi-Prodi, verso il confronto tv
9 marzo 2006
Immediata la replica di Romano Prodi: "Era ora, il premier finalmente accetta le regole. Era talmente palese che la cosa non aveva una consistenza, ora abbiamo ricondotto le cose nella giusta misura. Adesso ci metteremo d'accordo sulle regole, penso non sarà una cosa difficile. Berlusconi, ha capito finalmente che in questo Paese esistono le regole"...CONTINUA


martedì, marzo 07, 2006

LA PARTITA TRUCCATA DEL FACCIA-FACCIA

IL CAVALIERE, NON AVENDO MAI RISPOSTO ALLA RICHIESTA DI PRODI PER L’ACCETTAZIONE DI REGOLE CONDIVISE PER IL CONFRONTO TV ALLA “PARI”, NE CONSEGUE CHE PER MANCANZA TOTALE DELLE GARANZIE DI PARITÀ, OLTRE ALL’INAUDITO VANTAGGIO DELLA CONFERENZA FINALE DEL PREMIER, L’AVVERSARIO PRODI SI VEDE COSTRETTO A RINUNCIARE AL FACCIA-FACCIA.
IL CAVALIERE NON RINUNCIA AI SUOI “PRIVILEGI” CHE, PREVISTA DALLA NORMA APPROVATA A “MAGGIORANZA” DALLA COMMISSIONE DI VIGILANZA, RESTANO PUR SEMPRE “PRIVILEGI” ANCHE SE SI FA FINTA DI NON VEDERE.
SE FOSSE UNA FINALISSIMA DI UNA PARTITA DI CALCIO NON SAREBBE VALIDA. IN UN FINALISSIMO CONFRONTO COSÌ SBILANCIATO BERLUSCONI AVREBBE TUTTO DA GUADAGNARE PER RIMONTARE LA PERDITA DI CONSENSI E PRODI TUTTO DA PERDERE PER LA RAGIONE OPPOSTA.
SI SAREBBE POTUTO FARE SE BERLUSCONI VI AVESSE RINUNCIATO E AVESSE RISPOSTO AL SUO AVVERSARIO DI ACCETTARE LA PARTITA CON REGOLE CONDIVISE E ALLA PARI  COME FAREBBE QUALUNQUE PERSONA CORRETTA E LEALE.  LA CONTROPROVA POTREBBE ESSERE CHE A PARTI INVERTITE IL CONFRONTO SI SAREBBE SICURAMENTE FATTO!  
IL CAVALIERE E I SUOI UOMINI AL CONTRARIO LO ACCUSANO DI DEFILARSI PER PAURA DEL FACCIA-FACCIA.  SI, SE IL FACCIA-FACCIA È UNA PARTITA TRUCCATA.
Raffaele


ROMAONE
Sfide tv: Prodi dà forfait al premier
Roma, 7 marzo 2006
La sfida televisiva Prodi-Berlusconi non ci sarà. Lo comunica il presidente Rai Claudio Petruccioli. Il motivo è molto semplice: mentre il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, avrebbe ribadito la sua disponibilità a partecipare al confronto, il "professore" si è rifiutato di esserci. Il presidente del Consiglio ha così commentato il "forfait" datogli dal suo sfidante: "E' un atteggiamento illegittimo e irresponsabile"…CONTINUA


RAINEWS24
Elezioni. Confronto tv Berluconi Prodi e' scontro sulle modalita'
Roma, 7 marzo 2006
Romano Prodi chiarisce che è disponibile a fare il confronto Tv con Silvio Berlusconi se gli verrà concesso di fare una conferenza stampa come leader dell'Ulivo ma a patto che non sia data l'ultima parola a Silvio Berlusconi.      
"Se c'e' una conferenza stampa di Silvio Berlusconi come leader di Forza Italia e una mia come leader dell'Ulivo, può andare. Ma perché ci sia parità", spiega il leader dell'Unione a "Porta a Porta". ..CONTINUA


CORRIERE
Faccia a faccia in tv: il no definitivo di Prodi
07 marzo 2006
Berlusconi ha dato la disponibilità alla Rai. Ma il Professore non ci sta: aveva chiesto che fosse eliminata la conferenza stampa finale  

ROMA - I faccia a faccia in tv tra Berlusconi e Prodi non si faranno. Il leader dell'Unione ha fatto pervenire con una lettera del portavoce, Silvio Sircana, indirizzata al presidente della Rai, Petruccioli, il suo no definitivo ai due confronti (il primo era in programma per il prossimo lunedì) fra i leader delle due coalizioni. Prodi aveva reclamato regole diverse e più paritarie per i confronti (in pratica: l'abolizione della conferenza stampa finale del premier). La decisione non è indolore per il presidente del Consiglio, che invece desiderava avere a disposizione i due confronti previsti dalla Commissione di Vigilanza e che aveva già fatto pervenire il suo sì tramite il portavoce Boniauti…CONTINUA

lunedì, marzo 06, 2006

CANDIDATI A PROVA DI LEGGE

MI SONO LIMITATO A RIORDINARE I DATI FORNITI DAL QUOTIDIANO L’UNITÀ CHE SEMBRA ESSERE L’UNICO A PUBBLICARLI. ANCHE SE SCHIERATO, QUESTO GIORNALE FORNISCE DATI INCONFUTABILI SULLE FEDINE PENALI DI ALCUNI E PIÙ ECLATANTI CASI DI CANDIDATURE. APPRENDIAMO AL MOMENTO DI SCRIVERE CHE TAORMINA (POSTO IN FONDO ALLA LISTA) È STATO ESCLUSO.
Raffaele


UNITA
Inquisiti o condannati, la squadra del premier
di Giuseppe Vittori
06.03.2006
L’elenco completo dei candidati della Casa delle Libertà inquisiti, o condannati in via provvisoria, o addirittura pregiudicati in via definitiva, occuperebbe diverse pagine di giornale. Ci limitiamo ai casi più eclatanti, in rigoroso ordine alfabetico. All'inizio della sua avventura politica, il 27 marzo 1994, Silvio Berlusconi escluse anche gli aspiranti parlamentari raggiunti da un avviso di garanzia. Ora, dodici anni dopo, inchieste e processi a carico fanno curriculum.


L I S T A

Alemanno Gianni (An)
  1. Indagato dal Tribunale dei ministri per finanziamenti illeciti da Calisto Tanzi alla sua rivista «Area».

Berlusconi Silvio (FI)
È uscito indenne da una dozzina di processi, ma quasi mai per innocenza. Nell'ordine:
  1. un'amnistia (falsa testimonianza sulla P2),

  2. sei prescrizioni (due per corruzione giudiziaria nei casi Mondadori e Squillante;

  3. quattro per falso in bilancio, tutte propiziate dalla sua «riforma» dei reati societari),

  4. un reato depenalizzato dal suo stesso governo (falso in bilancio All Iberian),

  5. un processo abolito dalla legge Pecorella (l'appello Sme-Ariosto).

  6. Assolto per insufficienza di prove in Cassazione nel processo per le tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza (comunque accertate: vedi condanne del manager Sciascia e dei militari corrotti),

  7. Un processo in corso: quello per i diritti Mediaset con le accuse di falso in bilancio, frode fiscale e appropriazione indebita (udienza preliminare);

  8. Un processo in corso: per corruzione e concorso nella falsa testimonianza di David Mills (indagine appena chiusa).

  9. Ma è imputato anche in Spagna, per falso in bilancio e violazione dell'antitrust nell'affare Telecinco.

Berruti Massimo Maria (FI)
  1. Condannato a 8 mesi definitivi per favoreggiamento nel processo Fininvest-Guardia di Finanza.

Biondi Alfredo (FI)
  1. Ha patteggiato 2 mesi per evasione fiscale su 1 miliardo di lire a Genova (reato poi depenalizzato).

Bossi Umberto (Lega)
  1. Condannato a 8 mesi definitivi per finanziamento illecito (maxitangente Enimont).
Brancher Aldo (FI)
  1. Arrestato nel '93 per le mazzette Fininvest a Craxi,

  2. condannato in primo e secondo grado a 2 anni e 8 mesi per falso in bilancio e finanziamento illecito, s'è salvato in Cassazione (falso in bilancio abolito dal suo governo, finanziamento prescritto).

  3. Ora è sospettato di aver ricevuto soldi da Gianpiero Fiorani.

Calderoli Roberto (Lega)
  1. Condannato in appello a 4 mesi per resistenza a pubblico ufficiale durante la perquisizione della polizia nella sede leghista di via Bellerio a Milano, sentenza poi annullata dalla Cassazione che ordina un nuovo appello.

  2. sospettato anche di aver ricevuto denaro da Fiorani

Cantoni Giampiero (FI)
Ex presidente della Bnl in quota Psi,
  1. inquisito e arrestato per corruzione, bancarotta fraudolenta e altri reati, ha patteggiato 2 anni e risarcito 800 milioni di lire.

Cesa Lorenzo (Udc)
  1. Arrestato nel '93 dopo un periodo di latitanza,

  2. Viene annulla la condanna per un vizio tecnico: il pm aveva svolto funzione di gup Così scatta la prescrizione.

Cuffaro Salvatore (Udc)
  1. Imputato per favoreggiamento a Cosa Nostra, è accusato di aver informato il boss Guttadauro e l'imprenditore colluso Aiello delle indagini a loro carico.

Dell'Utri Marcello (FI)
  1. Condannato definitivamente a 2 anni per le false fatture e le frodi fiscali di Publitalia,

  2. ha patteggiato altri 6 mesi per false fatture e falso in bilancio,

  3. si è preso 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa dal Tribunale di Palermo e 2 anni per tentata estorsione dal Tribunale di Milano.

  4. E' imputato a Palermo per calunnia e a Madrid per Telecinco

De Michelis Gianni (Psi)
  1. Ha patteggiato a Venezia 1 anno e 6 mesi per corruzione (mazzette autostradali del Veneto)

  2. Milano 6 mesi per finanziamento illecito (tangente Enimont

Del Pennino Antonio (Pri)
  1. Ha patteggiato 2 mesi e 20 giorni per finanziamento illecito (Enimont)

  2. un anno e 8 mesi per i finanziamenti illegali della metro milanese
.
Drago Giuseppe (Udc)
  1. Condannato dal Tribunale di Palermo a 3 anni e 3 mesi per peculato e abuso per aver svuotato nel '98, quand'era presidente della Regione Sicilia, la cassa dei fondi riservati, portando via i 230 milioni di lire ivi contenuti.

Frigerio Gianstefano (FI)
  1. Condannato definitivamente a oltre 6 anni a Milano per le tangenti sulle discariche (3 anni e 9 mesi, corruzione) e

  2. per altri due scandali di Tangentopoli (2 anni e 11 mesi per concussione, corruzione, ricettazione e finanziamento illecito),

  3. è interdetto dal diritto di voto attivo e passivo fino al 2009, ma alla Camera -dove scontava la pena in affidamento ai servizi sociali- ha votato regolarmente le leggi.


Galvagno Giorgio (FI)
Ex sindaco Psi di Asti, nel '96
  1. ha patteggiato 6 mesi e 26 giorni di carcere per inquinamento delle falde acquifere, abuso e omissione di atti d'ufficio, falso, delitti colposi contro la salute pubblica e omessa denuncia dei protagonisti dello scandalo della discarica di Vallemanina (smaltimento fuorilegge di rifiuti tossici in cambio di tangenti).

La Loggia Enrico (FI
  1. Indagato al Tribunale dei ministri per finanziamenti da Parmalat in cambio di presunte «consulenze».

La Malfa Giorgio (Pri)
  1. Condannato definitivamente a 6 mesi e 20 giorni per finanziamento illecito (maxitangente Enimont).

Mannino Calogero (Udc)
  1. Condannato in appello a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa. Poi la Cassazione ha annullato la sentenza per difetto di motivazione e ha disposto un nuovo appello. Mannino però ha invocato la legge Pecorella, che abolisce l'appello in caso di proscioglimento.

Martinat Ugo (An)
Viceministro delle Infrastrutture,
  1. indagato a Torino per turbativa d'asta e abuso in appalto per le Olimpiadi di Torino e

  2. in un altro per il Tav in Valsusa.

Maroni Roberto (Lega)
  1. Condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale durante la perquisizione della polizia in via Bellerio.

Matteoli Altero (An)
Il ministro dell'Ambiente
  1. è indagato a Genova per rivelazione di segreto e favoreggiamento nei confronti dell'ex prefetto di Livorno: lo avrebbe avvertito delle indagini a suo carico sugli abusi edilizi all'isola d'Elba.

Previti Cesare (FI)
  1. Condannato due volte in appello, a 5 anni per corruzione del giudice Squillante e a 7 anni per corruzione del giudice Metta nel caso Imi-Sir, è in attesa della Cassazione.

Romano Saverio (Udc)
Il sottosegretario al Lavoro
  1. indagato e poi prosciolto nel caso Guttadauro-Cuffaro per mafia e corruzione,

  2. di nuovo sotto inchiesta per concorso esterno dopo le accuse del pentito Francesco Campanella.

Sodano Calogero (Udc)
Ex sindaco di Agrigento e ora senatore,
  1. ha totalizzato 6 anni di reclusione: 1 anno e 8 mesi definitivi per l'abusivismo edilizio nella Valle dei Templi (abuso d'ufficio);

  2. Tre anni e 4 mesi in Tribunale per vari appalti truccati (turbativa d'asta, abuso,falso ideologico e truffa);

  3. Un anno in Tribunale per i veleni dell'acquedotto municipale (abuso).

  4. È imputato per la sua villa abusiva e per l'appalto dei rifiuti

Taormina Carlo (FI)
  1. Indagato a Torino per calunnia e frode processuale nell'inchiesta sulle impronte false di Cogne.

Vito Alfredo (FI)
  1. Ha confessato di aver incassato 22 tangenti, patteggiato 2 anni di reclusione a Napoli e restituito 5 miliardi di lire con l'impegno di abbandonare la politica. Poi è rientrato in Parlamento. E si appresta a tornarci