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mercoledì, febbraio 04, 2009

SHOAH - PAPA RATZINGER E IL NEGAZIONISMO

Oltre ad Israele che minaccia la rottura dei rapporti con il Vaticano, perfino il primo ministro Angela Merkel dello stesso paese del Papa, cioè la Germania, ha sentito la necessità di chiedere ulteriori chiarimenti a Benedetto XVI per avere riammesso nella chiesa i lefebvriani tra cui il negazionista Richard Williamson (vedere i filmati) oggi sotto inchiesta a Ratisbona, città bavarese perché negare la Shoah in Germania è un reato.

In sostanza la Merkel rimprovera al pontefice mentre afferma più volte che chi "nega la Shoah nega la croce" una stridente ambiguità nel riammettere proprio i negazionisti lefebvriani al suo interno. In pratica il papa afferma a "parole" ciò che smentisce con la sua "azione" di riammissione. Di solito di fronte ad ambiguità quello che conta di più sono le azioni e non le parole. Da qui la richiesta di ulteriori chiarimenti perchè a questo punto, dice la Merkel non si è più sicuri che la chiesa cattolica non sia negazionista.

A questo punto è ovvio che questa ambiguità non potrà essere risolta con altre "parole" che hanno comunque sempre un valore inferiore delle "azioni", ma da altrettante "azioni" in grado di annullare l'ambiguità. Se Benedetto XVI e la chiesa cattolica non imboccano questa strada, la rottura definitiva dei rapporti con i fratelli maggiori ebrei sarà inevitabile e con essa tutto lo sforzo fatto da Giovanni Paolo II per la riconciliazione con gli ebrei andrà perduto irrimediabilmente.
É questo ciò che vuole la nuova chiesa di Papa Ratzinger?
Raffaele B.


(Filmati)
Richard Williamson: Camere a gas? Mai esistite
Si nega l'esistenza delle camere a gas, e l'uccisione di 6 milioni di ebrei. I revisionisti parlano di 200.000 morti nei campi di concentramento.
27 gennaio 2009



Il Vaticano e la Shoah: a chi bisogna credere?
Moni Ovadia parla del caso della riabilitazione dei Lefebvriani, e delle posizioni contrastanti all'interno del mondo cattolico rispetto alla Shoah. http://www.youblob.org
27 gennaio 2009


ILSOLE24ORE
Merkel: più chiarezza sull'Olocausto
Mercoledí 04 Febbraio 2009

FRANCOFORTE - Raramente il tono di un alto dirigente politico europeo è stato così netto e così secco nei confronti di un Papa, almeno nel recente passato. Ieri il Cancelliere Angela Merkel ha rimproverato con insolita durezza Benedetto XVI, un suo compatriota, criticato per non chiarire con sufficiente fermezza che la Chiesa cattolica non è negazionista.

«È necessario che da parte del Papa e del Vaticano sia detto chiaramente che non può esserci negazione dell'Olocausto», ha avvertito la signora Merkel durante una conferenza stampa con il presidente kazako Nursultan Nazarbayev in visita a Berlino, sottolineando che dal suo punto di vista questo chiarimento è ancora "insufficiente".

La reazione è giunta dopo la decisione di Benedetto XVI di revocare la scomunica a quattro vescovi lefebvriani, tra cui Richard Williamson che ha negato l'esistenza delle camere a gas. Nel respingere le critiche subito fioccate, il Papa ha biasimato il prelato attraverso un portavoce – «Chi nega la Shoah non sa nulla né del mistero di Dio né della Croce di Cristo» – ma ha confermato la sua scelta.

«Se l'atteggiamento del Vaticano - ha continuato ieri il Cancelliere - può dare l'impressione che l'Olocausto può essere negato, allora siamo di fronte a questioni fondamentali». Nel contempo, la signora Merkel ha ricordato che «in linea generale» preferisce non commentare le decisioni della Chiesa cattolica romana. In un messaggio email, ieri sera il Vaticano ha risposto che la recente condanna dell'Olocausto da parte di Benedetto XVI non poteva essere «più chiara». La reazione della signora Merkel, figlia di un pastore protestante, è solo l'ultima di una serie.

Nel corso degli ultimi giorni, molte personalità cattoliche tedesche hanno criticato Benedetto XVI più o meno indirettamente. Gebhard Fürst, vescovo di Stoccarda, ha spiegato che la scelta di Benedetto XVI «ha allontanato molti credenti dalla Chiesa, provocato una perdita di fiducia nelle istituzioni cattoliche e peggiorato fortemente il dialogo tra ebrei e cristiani». In un commento intitolato Die Papastrophe, un gioco di parole tra Papa e catastrofe, il Financial Times Deutschland sottolineava ieri che Benedetto XVI può anche essere «un grande teologo», ma è «un pessimo politico».

Dietro alle prese di posizione dell'establishment tedesco si nasconde chiaramente il nervo scoperto dell'Olocausto. Negare la Shoah è in Germania un reato, tanto che lo stesso Williamson è oggi sotto inchiesta a Ratisbona, città bavarese in cui Benedetto XVI ha insegnato per molti anni.

LASTAMPA
IL CASO DEI LEFEBVRIANI
Israele minaccia rottura col Vaticano
1/2/2009 (7:40) di GIACOMO GALEAZZI
Il ministro Cohen: "E' una corporazione in cui stanno negazionisti e antisemiti"

CITTA’ DEL VATICANO
Dopo le relazioni messe in discussione dal Gran Rabbinato di Gerusalemme, la minaccia di rompere i rapporti con il Vaticano arriva anche dal governo israeliano. A tre mesi dalla programmata visita papale in Terra Santa, la riammissione del vescovo negazionista lefebvriano Richard Williamson attira sulla Chiesa ulteriori proteste dallo Stato ebraico. Ieri il ministro israeliano per gli Affari religiosi Yitzhak Cohen ha alzato la posta e ha chiesto all’esecutivo uscente (l’11 febbraio si vota) di porre fine alle relazioni diplomatiche con la Santa Sede. In un’intervista al settimanale tedesco «Der Spiegel», Cohen ha annunciato di aver sollecitato il suo governo «a rompere completamente i rapporti con una corporazione in cui sono presenti membri negazionisti dell’Olocausto e antisemiti».

L’ambasciatore d’Israele presso la Santa Sede Mordechai Lewy si chiama fuori dalla mischia: «Non posso pronunciarmi su frasi di un ministro israeliano, comunque io dipendo dal dicastero degli Esteri». Intanto, con un’altra decisione che ha suscitato polemiche in Austria, Benedetto XVI ha nominato vescovo ausiliare di Linz un prelato ultraconservatore, Gerhard Wagner, passato alle cronache per aver tacciato di «satanismo» i libri di Harry Potter e affermato che l’uragano Katrina è stato una punizione divina per l’immoralità di New Orleans. Ma a preoccupare la Santa Sede è soprattutto la pioggia di reazioni negative dal mondo ebraico per le tesi negazioniste di Williamson e le dichiarazioni di identico tenore di numerosi esponenti della comunità lefebvriana. Il vicepresidente della comunità ebraica tedesca, Salomon Korn, definisce la grazia accordata da Benedetto XVI «un ritorno agli oscuri secoli passati». Korn bolla come «imperdonabile» l’atto del Pontefice perché così «mette in discussione la riconciliazione con gli ebrei, portata avanti dal suo predecessore Karol Wojtyla».

Attacca Ratzinger anche Israel Meir Lau, ex rabbino capo di Israele e sopravvissuto al lager di Buchenwald: «Come può un negazionista ottenere la protezione e la riabilitazione dal capo della Chiesa cattolica?». Non meno dure le rimostranze all’interno della Chiesa. E’ molto pesante la critica al Papa anche da parte del presidente del Bundestag, il cristiano-democratico Norbert Lammert. Il leader del Parlamento tedesco imputa a Benedetto XVI di «mettere a rischio il dialogo con le organizzazioni ebraiche, qualificato espressamente come irrinunciabile dalla Santa Sede». Mentre anche l’ex segretario della Cdu, Heiner Geissler, denuncia la visione conservatrice di Benedetto XVI: «Si ha l’impressione che preferisca un vescovo cattolico antisemita e di estrema destra a un vescovo protestante donna». E il presidente della Conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch, protesta che «nella Chiesa cattolica non c’è posto né per l’antisemitismo né per la negazione dell’Olocausto». 200 sacerdoti e teologi hanno espresso in una lettera alla Conferenza episcopale svizzera (dove hanno base i lefebvriani) la loro preoccupazione per la «svolta fortemente regressiva del pontificato».

venerdì, gennaio 16, 2009

ISRAELE - ANNUNZIATA E LA STRAGE DEI BAMBINI A GAZA

Di fronte ai massacri di civili e soprattutto bambini non c'è nessuna politica o strategia militare che tenga per quanto elaborata. Anzi, chi tenta di equiparare la situazione di Gaza "attaccata" dagli israeliani da quella di Israele "attaccata" dai missili di Hamas, "perpetua" il grande inganno che sta alla base del conflitto israelo-palestinese.

L'intervento armato a Gaza con l'aviazione, marina ed esercito ha fatto finora oltre 1000 morti e quasi 4000 feriti, oltre 350 sono bambini e centinaia di donne tutti nel campo palestinese. Israele conta finora una decina di morti di cui 4-5 da fuoco amico.

Questo dato inconfutabile, da solo, ci dice in modo inequivocabile, che quello che sta succedendo non è una guerra tra Israele e palestinesi come tutti i maggiori media tendono di accreditare, ma una spietata "mattanza" camuffata da azione di "guerra giustificata" dagli attacchi di Hamas.

No, non è una guerra perché la guerra si fa tra eserciti contrapposti! Qui solo Israele possiede l'esercito, non solo ma anche l'aviazione e la marina con le armi più moderne e sofisticate, mentre i palestinesi non hanno niente di tutto questo, punto. Quindi rispetto al suo armamento, Israele sta facendo la facile "guerra" a gente "inerme" come di fatto i dati dimostrano.

Questi "massacri" non faranno che aumentare l'odio degli arabi e dei palestinesi contro Israele alimentando sempre più proprio il "terrorismo" che Israele dice di combattere.

Ad AnnoZero Santoro se la prende con coloro che fanno tanta retorica sulla politica e sulle ragioni delle guerre e di chi le fa (Annunziata lascia per questo lo studio in polemica) e con la politica e la comunità internazionale, in particolare il Partito Socialista Europeo, che "non fanno un tubo" - dice- fanno solo chiacchiere, ma nulla di più, mentre a Gaza muoiono tanti bambini e civili nessuno né i potenti della terra fanno nulla per fermare il massacro. Siamo tutti colpevoli di questo!
Raffaele B.

Annunziata vs Santoro
Lucia Annunziata litiga durante la trasmissione "Annozero" con Michele Santoro e lascia lo studio.

REPUBBLICA
La Annunziata lascia Annozero
"Santoro, sei filo-palestinese"
15 gennaio 2009
Scontro fra i due giornalisti durante il programma su RaiDue
"Sei di parte". "Non dire le cose che dicono tutti"

ROMA - La giornalista Lucia Annunziata ha abbandonato la trasmissione Anno Zero, condotta da Michele Santoro su Raidue, accusando il giornalista di aver realizzato una puntata dedicata alla situazione a Gaza, "al 99,9 per cento schierata" a favore dei palestinesi.

Santoro ha polemicamente risposto alla Annunziata invitando la collega ad entrare nel merito e discutere di contenuti, evitando alla trasmissione critiche "che vengono avanzate da anni nei nostri confronti".

Alla conduttrice di "in mezz'ora", in particolare non sono piaciuti i commenti dei ragazzi della comunità palestinese di Milano, intervistati da Corrado Formigli. "Non si possono affidare a due ragazzine" questioni così importanti, aveva detto. Lucia Annunziata si è quindi alzata e ha lasciato la trasmissione.

Nel finale di trasmissione Santoro si è lasciato andare, quasi gridando, a un attacco alla politica, che "su queste tragedie non fa un tubo", e personale a Veltroni: "Andasse a Gaza invece di andare in Africa". Santoro ha criticato anche il PSE, che "da anni non fa niente... perché non convoca una riunione e decide quali azioni politiche intraprendere?". "Non accetto - ha scandito Santoro - che questi bambini muoiano e i potenti della terra non fanno niente per fermare questo massacro".

ASCOLTA L’INTERVISTA A MONI OVADIO
REPUBBLICA.IT/MICROMEGA-ONLINE
Il calvario di Gaza sarà un boomerang per Israele
16 gennaio 2009

"Le giustificazioni di questa guerra sono inaccettabili. Una democrazia non colonizza un altro popolo, trova altri modi per difendere la propria sicurezza. La soluzione militare getta soltanto benzina sul fuoco. Con Hamas bisognerà trattare. E spero che Obama non cominci con i piccoli passi, serve un accordo definitivo".

giovedì, gennaio 08, 2009

ISRAELE - NON SI ARRESTA LA MATTANZA A GAZA

Il rapporto di 700 morti e 3000 feriti “palestinesi” e 10 morti di cui 4 da "fuoco amico" e decine di feriti “israeliani”, rende evidente anche a chi non vuol vedere che non si tratta di una guerra tra "pari" ma di una vera "strage" condotta da Israele con le armi più moderne e sofisticate, anche "proibite" come quelle al “fosforo bianco” cui gli israeliani ora "negano" come fecero pure a Gaza e in Libano e poi però "ammisero" di fronte a prove schiaccianti. Vedi l'articolo dello scorso 12-ott-2006 "NUOVE ARMI - IL VIDEO SHOCK DI RAINEWS24"

L'assedio di Gaza e della Palestina, il muro che li imprigiona, le continue violazioni delle risoluzioni ONU da parte di Israele, i lunghi ed estenuanti negoziati di pace "inconcludenti" hanno "indebolito" i fautori della pace e “rafforzato” invece i fautori della soluzione "militare" da ambe le parti. Queste sono le vere cause del conflitto e non altre.

Ora se la Comunità Internazionale non riesce a "fermarlo" si rischia l'escalation che metterà in serio pericolo la pace non solo in tutta l'area mediorientale ma in tutto il mondo!
Raffaele B.

Gaza, sale il bilancio delle vittime
il corrispondente Filippo Landi
Fonte: RaiNews24 08 gennaio 2009


Trascrizione del parlato:
A 12 giorni dall'inizio dell'attacco a Gaza è giusto chiedersi: qual'è l'obiettivo dei governanti israeliani?
Molte intenzioni sono state da loro manifestate:
1. fermare i lanci di razzi qassam, anzi di più
2. rovesciare il governo di hamas a Gaza, qualcosa di meno...
3. infliggere una dura lezione ad hamas
Adesso "scioccare" i razzi qassam ed insieme il contrabbando di armi verso Gaza. Intenzioni come si vede tra di loro contrastanti.
Adesso il cessate il fuoco proposto da Sarkozy e Mubarak offre agli israeliani la chiusura dei tunnel che collegano Gaza all'Egitto. Ma dai quei tunnel tutti lo sanno, in primo luogo gli egiziani che li hanno tollerati, sono passate armi ma anche cibo per la popolazione di Gaza chiusa in "prigione" dagli israeliani. La chiusura dei tunnel, c'è ora da chiedersi,vorrà dire anche la riapertura del valico di Rafah con l'Egitto e forse degli altri valichi con Israele? Il "si" di Abu Mazen alla tregua e anche il "si" alla riapertura di Rafah chiuso per colpire hamas? C'é voluta forse un'altra guerra quasi 700 morti e 3000 feriti tra i palestinesi, 10 morti e decine di feriti tra gli israeliani per capire che l'assedio di Gaza non poteva durare all'infinito. Ma forse in Israele e in Europa non tutti lo hanno ancora compreso. Quell'assedio a Gaza volutamente ignorato dalla Comunità Internazionale anche quando i razzi non esplodevano tra i civili israeliani di Sderot o di Ashken.
Se questo conflitto però troverà una tregua lo dovremo anche all'impatto delle immagini delle 43 vittime innocenti della scuola di Gaza. Ed è per questo che un grazie va oggi agli oscuri cameramen che ci obbligano a vedere.


RAINEWS24
Gaza. 700 morti in 12 giorni. Dal Libano razzi su Israele
Geruselemme, 8 gennaio 2009

L'esercito israeliano ha risposto agli attacchi di stamattina con razzi Katyusha contro il nord di Israele, aprendo il fuoco in direzione del Libano. Cinque razzi da 120 millimetri sparati dal Libano hanno colpito il nord di Israele, sono stati lanciati dalla citta' di Dhayra. Lo riferisce l'emittente tv di hezbollah al Manara. Smentito, invece, il lancio di altri razzi a metà mattinata, dal Libano verso il nord di Israele. La Finul, Forza delle Nazioni Unite in Libano, è stata posta in "stato di allerta rafforzato", secondo fonti militari francesi.

Almeno cinque persone sono rimaste ferite dai razzi Katyusha sparati stamattina dal Libano del sud contro il nord di Israele. Fonti militari israeliane hanno riferito che almeno quattro Katyusha sono caduti nel settore ovest della Galilea, nei pressi della città di Nahariya e del kibbutz Kabri. Dopo gli attacchi, le autorità di Nahariya hanno invitato i residenti della regione a restare nei rifugi anti-missile.

Si tratta del primo attacco del genere dall'estate 2006, quando si combatté la guerra di 34 giorni tra le forze israeliane e le milizie sciite libanesi di Hezbollah. Il movimento sciita libanese, peraltro, nega ogni responsabilità nel lancio di razzi di oggi. Sembrerebbero dunque essersi avverati i timori dell'apertura nello Stato ebraico di un fronte settentrionale, mentre per il tredicesimo giorno consecutivo al sud è in corso l'offensiva nella Striscia di Gaza.

Nel sud di Israele, razzi sparati da Gaza sono caduti stamane nelle citta' di Ashqelon e Ashdod e nelle aree limitrofe. Non si ha notizia di vittime.

Un ufficiale dell'esercito israeliano è morto oggi nel corso di violenti scontri con i miliziani di Hamas nel nord della Striscia di Gaza. Lo riporta il sito web del quotidiano israeliano Haaretz. Feriti anche altri soldati. Il militare ucciso si trovava a bordo di un carro armato nell'area dell'ex insediamento di Netzarim, colpito da missili anti-carro. Si tratta della settimo soldato israeliano ucciso dall'inizio dell'operazione di terra nella Striscia, lo scorso sabato.

domenica, gennaio 04, 2009

ISRAELE - QUALCUNO FERMI LA GUERRA A GAZA

Guardiamo questo filmato STOP WAR AT GAZA
del 04 gennaio 2009
Oltre 500 uccisi e più di 2000 feriti.
Quando finirà? L'assassinio di queste anime innocenti?
Fermate questa guerra sproporzionata. Fermate questa ingiustizia
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Dal TG24 un reportage su Gaza. Il presidente francese Sarkozy critica l'offensiva Israeliana e il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni "nega" con incredibile cinismo che l'offensiva sia sproporzionata.

Crisi Gaza, Ue divisa: due delegazioni in Medioriente del 4/12/2009
Tra 24 ore la partenza del presidente francese Sarkozy, che da subito ha criticato duramente l'offensiva israeliana. Gaza, 500 morti dall'inizio dell'offensiva aggressiva sciolto, 87 sono bambini. Inascoltato l'appello del Papa per la pace in Medioriente. Le forze israeliane avanzano nella zona centrale della Striscia.
Un carro armato israeliano ha colpito un'auto vicino Gaza City, uccidendo 5 persone di un nucleo familiare. Intanto l'esercito di Tel Aviv ha confermato la morte di un soldato israeliano. Il presidente Peres ha dichiarato che l'operazione di terra era necessaria e non si fermerà perché occorre dare un segnale chiaro agli estremisti di Hamas, che hanno violato la tregua. "L'offensiva non è sproporzionata", ha dichiarato il ministro degli esteri Tzipi Livni.

Un reportage di TG2 sulle manifestazioni nel mondo contro la guerra a Gaza.
Tensione altissima in tutti i paesi del mondo per l'escalation della guerra a gaza del 4/12/2009

Intanto l’odio cresce alimentando tutti gli estremismi ed i terrorismi riducendo sempre più i consensi per una pace negoziata e valida per entrambe le parti. L’imposizione della forza non avvicina la pace ma aumenta invece l’odio e le vendette e quindi il terrorismo che si alimenta di nuovi e massici consensi. Il “terrorismo” di Hamas non è altri che la risposta “sbagliata” alla sovrastante forza militare di Israele che mantiene la Palestina sotto assedio da più di 60 anni.
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Se la comunità internazionale non trova il modo di fermare il “massacro” (per ogni israeliano morto ci sono centinaia di palestinesi morti oltre a donne e bambini e distruzioni) metterà a dura prova l’intero mondo arabo che potrebbe “destabilizzarsi” e quindi alla fine “costretto” ad “intervenire” in qualche modo. Se lo farà allora l’occidente si muoverà a sua volta e ciò costringerà anche la Russia ad intervenire e così via fino ad arrivare alla terza guerra mondiale?

Infine un articolo sull'
UNITÀ sulla "paura che uccide" i bambini a Gaza insieme ai bombardamenti. Da Padre Manuel Musallam, parroco di Gaza e direttore della scuola cristiana Holy Family.

UNITA
Il parroco di Gaza: «I bambini muoiono anche di paura»
04 gennaio 2009

«Qui non si muore solo per i bombardamenti ma anche per la paura e i bambini sono le prime vittime». Lo ha detto Padre Manuel Musallam, parroco di Gaza e direttore della scuola cristiana Holy Family, intervistato al telefono da un giornalista dell'Agenzia Italia. Domenica mattina, ha raccontato il prete palestinese, una bambina di 12 anni della famiglia Abu Ras è morta di infarto nella sua abitazione: «Non l'hanno potuta nemmeno portare in ospedale perchè è troppo lontano», ha spiegato. Lo scorso venerdì un'altra studentessa della scuola cristiana Holy Family , Christine Ouadiah Turk è morta per la paura, in seguito a un bombardamento.

«I bambini stanno letteralmente impazzendo a causa dei bombardamenti - ha spiegato padre Musallam - Piangono e gridano continuamente. Sono in una condizione di stress costante», ha spiegato il prete palestinese che è anche preside dell'unica scuola cristiana di Gaza. La notte precedente una bomba è caduta a circa 50 metri dalla chiesa e a 30 metri dalla casa delle suore. Secondo il religioso palestinese a Gaza è in corso una crisi umanitaria senza precedenti: «La gente usa la farina destinata agli animali per cucinare. L'altro giorno un panettiere si vergognava a darmi il pane perchè diceva che era troppo impuro per un prete».

In città la corrente elettrica manca per parecchie ore ma nella parrocchia di padre Musallam c'è un generatore elettrico a gasolio: «Molta gente viene qui per cucinare o per ricaricare il telefonino». In nove giorni di assedio oltre a obiettivi militari sono state colpite diverse case, strade, caserme della polizia, uffici governativi e sette moschee. «È vero, ci sono i miliziani qua ma la maggior parte degli abitanti di Gaza sono povere persone, innocenti. Anche i poliziotti uccisi i primi giorni. Loro lavoravano per Hamas ma non appartenevano a quel movimento. Anch'io sono sotto il governo di Hamas. Questo significa che sono un terrorista?».

Sono parole amare quelle di Padre Musallam nei confronti delle autorità israeliane . «Diventa sempre più difficile parlare di perdono sia ai cristiani che ai musulmani» commenta il prete palestinese secondo il quale gli attacchi israeliani degli ultimi giorni contribuiscono ad aumentare il consenso della popolazione nei confronti del partito guidato da Ismail Haniye: «Se volevano distruggere Hamas, sono riusciti invece a rafforzarlo. Oggi la gente è più estremista e fondamentalista di un tempo». Il religioso
sostiene che la situazione di Gaza sta danneggiando gli stessi israeliani: «Se dai fuoco alla casa del vicino , prenderà fuoco anche la tua. Questa guerra porta solo vittime. La pace è possibile - conclude - ma come si può raggiungere in una tale condizione di sofferenza e umiliazione per i palestinesi?»

domenica, dicembre 28, 2008

ISRAELE - LA SUA SUPREMAZIA MILITARE OSTACOLA LA PACE

Il clima di campagna elettorale in Israele “spinge” il Governo a duri atti “dimostrativi” per arginare la forte diminuzione dei consensi della popolazione che chiede il “pugno duro” a causa dei lanci di Missili Qassam da parte di Hamas.

Israele è una superpotenza ed ha la supremazia militare nell’area! Hamas, una fazione radicale dei palestinesi, non rappresenta nessun problema serio, ma la sua diversa linea ostile e gli attacchi con i missili rudimentali e imprecisi sono un’ ottima “scusa” all’intervento “armato” per Israele e allo stesso tempo un tentativo di Hamas di arginare anch’esso la perdita dei consensi nel territorio di Gaza che invece va all’ANP di Abu Mazen.

Paradossalmente la superiorità militare e tecnologica di Israele non facilita purtroppo il raggiungimento dell’accordo di PACE con i Palestinesi (forza militare irrisoria) a meno che non venga “costretta” dalla Comunità Internazionale. I nemici della pace sono coloro che pensano di affidarsi alla sola forza della armi: da un lato quegli israeliani che mal sopportano le “costrizioni” degli accordi perché “militarmente” possono ottenere molto di più; dall’altra Hamas con la sua azione vuole spingere Israele alla “risposta” militare e “spera” che ciò infiammi il mondo arabo al punto che possa muovere guerra ad Israele.
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La sproporzione è notevole! I missili Qassam sono “frecce” in confronto ai “bombardamenti” dell’aviazione israeliana che miete vittime a centinaia anche innocenti oltre alle notevoli distruzioni di case di un popolo ormai ridotto alla miseria!

La via militare è “impraticabile” e non realizzerà mai la PACE in quei territori, invece essa perpetuerà all’infinito lo stato di guerra e di insicurezza per tutti. Solo la Comunità Internazionale quali l’ONU, l’Europa, USA, RUSSIA, CINA e INDIA possono “costringere” le parti alla “cessazione” delle ostilità e negoziare seriamente la PACE.

Questa pressione internazionale ultimamente è venuta a mancare e questa, quando manca o è insufficiente, “incentiva” fortemente la “soluzione militare” ed è pertanto causa prima dei ritorni di guerra.

La comunità internazionale risponde ora con comunicati ufficiali di condanna, persino il Papa interviene, ma ci vuole di più e più forza per intervenire in modo efficace una volta per tutte, altrimenti la PACE non arriverà mai, i palestinesi non avranno mai un loro Stato e questo li spingerà sempre più verso soluzioni “terroristiche” di cui Hamas è portatore e così l’aberrante ciclo continua. Leggi La guerra infinita di Vittorio Zucconi.
Raffaele B.


ATTACCO AEREO SENZA PRECEDENTI A STRISCIA DI GAZA - 27-12-2008
ATTACCO SENZA PRECEDENTI A STRISCIA DI GAZA - ALMENO 140 MORTI - BOMBARDATA SEDE DI POLIZIA DI FATAH - UCCISO IL CAPO T. JABBER - 27-12-2008

ALICE NOTIZIE
Gaza/ Continua l'offensiva israeliana, oltre 280 morti - punto
Centinaia di palestinesi in fuga sfondano il confine con l'Egitto

Roma, 28 dic. (Apcom) - Come annunciato dal governo israeliano continua l'operazione "Piombo fuso" contro Hamas, scattata ieri mattina nella Striscia di Gaza con massicci bombardamenti sulle installazioni del gruppo integralista che controlla il territorio palestinese dal giugno 2007. Il bilancio delle vittime è di oltre 280 palestinesi morti, in gran parte poliziotti di Hamas. I feriti sono oltre 600.

Oggi sono proseguiti i raid dell'aviazione israeliana. Nel pomeriggio sono stati bombardati 40 tunnel scavati lungo il confine tra la Striscia e l'Egitto, usati dai gruppi armati per trasportare armi ed esplosivi all'interno del loro territorio. Poco dopo i raid, centinaia di palestinesi hanno aperto almeno cinque varchi lungo la frontiera con l'Egitto e hanno passato il confine. I responsabili egiziani hanno detto che permetteranno a queste persone di rifornirsi di generi di prima necessità ma poi li rimanderanno indietro nella Striscia.

Nei raid di oggi è stata colpita anche la "Saraya", un complesso che ospita il principale carcere di Gaza e un quartier generale della sicurezza di Hamas, facendo quattro morti. Colpito anche l'edificio del governo di Hamas. In gran parte della Striscia scuole e negozi sono rimasti chiusi, e in migliaia hanno partecipato ai funerali delle vittime, che si sono svolti senza sosta tra le grida "morte a Israele, morte all'America".

I miliziani palestinesi hanno a loro volta sparato oggi una ventina di razzi contro il sud di Israele, senza fare vittime. Due razzi Katyusha da 122 millimetri sono caduti per la prima vota nei pressi della città portuale di Ashdod, che si trova a 38 chilometri da Gaza.

Intanto, dopo gli attacchi dal cielo, l'esercito israeliano si prepara a lanciare un'offensiva di terra, e stamattina sono stati dispiegati al confine con la Striscia mezzi blindati e reparti di fanteria. Il governo israeliano ha dato anche il via libera al richiamo in servizio di 6.500 riservisti, nel caso di una escalation delle operazioni. In una intervista a Sky New, il ministro della Difesa Ehud Barak ha detto che le truppe di terra entreranno a Gaza solo se il governo di Gerusalemme lo riterrà necessario.

Mentre a Gaza si spara si moltiplicano gli appelli dal mondo per una cessazione delle ostilità. Durante l'Angelus in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha invocato la fine del "tragico susseguirsi di attacchi e di rappresaglie" e il ripristino della tregua. Anche il ministro degli russo Sergei Lavrov ha chiesto alla sua omologa israeliana Tzipi Livni uno stop "urgente" delle operazioni militari nella Striscia, mentre il ministro degli Esteri britannico, David Miliband, ha chiesto "una cessazione immediata di tutte le violenze".

ISRAELE - Entità delle forze militari
L'esercito d'Israele conta su 15 divisioni suddivise in 76 brigate, 3.930 carri armati, 8.000 mezzi blindati per trasporto truppe e 1.348 pezzi d'artiglieria per un totale di 186.500 effettivi + 445.000 riservisti.
L'aviazione è forte di 798 aerei da combattimento, 79 aerei da trasporto e 302 elicotteri (compresi quelli d'assalto Apache), mentre la difesa antiaerea vanta un centinaio di batterie missilistiche (a lunga e media gittata).
La marina israeliana è composta da 5 sottomarini, 17 navi da combattimento e 33 pattugliatori.
Nel 1986 Mordechai Vanunu rivelò l'esistenza di un arsenale atomico e di un programma nucleare israeliano.
Quelle israeliane sono considerate tra le forze armate di più elevato livello qualitativo, addestrativo, operativo del mondo.
Tecnologia militare israeliana
Le forze armate israeliane posseggono armi e sistemi informatici tra i più avanzati, alcuni sono di produzione americana, altri di sola acquisizione e soggetti a modifiche (come il fucile d’assalto M4, gli aerei F16 Falcon, F15 Eagle e l'elicottero Apache). Israele ha anche sviluppato le sue industrie d’armi indipendenti.

Esercito di Liberazione della Palestina (ELP)
fu originariamente composto da tre Brigate:
- Ayn Jālūt. Basata a Gaza, allora sotto controllo militare egiziano.
- Qādisiyya. Originariamente stanziata in Iraq, ma trasferita in Giordania nel 1967.
- Hattīn. Basata in Siria.
Al suo acme, l'ELP contò su 8 Brigate, per un totale di 12.000 soldati, con divise e armamento uniforme. Le armi di cui era dotato erano mortai, armamento missilistico brandeggiabile, veicoli blindati per trasporto truppe e antiquati carri armati
sovietici del tipo T-34. L'ELP non fu peraltro mai dispiegato in battaglia sotto forma di unità combattente dell'OLP, ma fu invece impiegato come forza ausiliaria, accanto a unità regolari dei Paesi arabi da cui di fatto dipendeva.
L'ELP oggi
I militari dell'ELP sono diventati il cuore della Guardia nazionale dell'Autorità Nazionale Palestinese, dopo la firma degli Accordi di Oslo del 1993, quando fu loro consentito di entrare nei Territori Palestinesi affidati all'ANP.

Missile Qassam
Il razzo Qassam (anche detto impropriamente missile Qassam o Kassam) è un razzo di costruzione artigianale in acciaio, riempito di esplosivo, sviluppato dalla organizzazione palestinese Hamas.

Il razzo Qassam prende il nome dal braccio armato di Hamas, le brigate Izz ad-Din al-Qassam. Il loro sviluppo è iniziato intorno all'inizio del 2000 a opera di Nidal Rabah e Adnan Ghoul, deceduti in attacchi mirati.

I razzi nascono con l'intento, sponsorizzato da Siria e Iran, di mettere in difficoltà lo stato ebraico: essendo scarsamente intercettabili, arrecano danni assai limitati e comunque non paragonabili a quelli delle armi convenzionali di cui dispone Tsahal (l'esercito israeliano), ma hanno forte impatto sulla popolazione israeliana che vive nelle zone limitrofe che ha risentito di numerose perdite.
La loro economicità e la relativa facilità di costruzione rende poi la minaccia cronica, non limitata a un arco di tempo come possono essere le tradizionali intifade e gli attentati kamikaze complicati e lunghi da attuare.

Il ritiro di Tsahal da Gaza ha dato poi l'opportunità alle milizie armate di estendere il loro controllo sul territorio, permettendo una maggiore frequenza di lanci. Il numero totale di Qassam lanciati dal 2002 si aggirerebbe sulle 1000 unità, con più di trenta vittime civili. Città piu colpite Ashkelon e Sderot, le più vicine a Gaza.

lunedì, novembre 13, 2006

ISRAELE - STACCARE LA MICCIA DELLA GUERRA

IL PREMIER ISRAELIANO È ARRIVATO LADDOVE NEMMENO GLI AMERICANI OSANO E CIOÈ ALLA POSSIBILITÀ REALE DI ATTACCARE L'IRAN PER BLOCCARE IL SUO PROGRAMMA NUCLEARE.
ISRAELE INVECE AVREBBE DOVUTO TACERE SU QUESTA "SCOTTANTE" QUESTIONE PROPRIO PERCHÈ È UN PESSIMO ESEMPIO. A DIFFERENZA DELL'IRAN È L'UNICO PAESE DELL'AREA A POSSEDERE GIÀ LA BOMBA NUCLEARE DA ANNI.
L'IRAN INTENDE PROBABILMENTE DOTARSI DELLA STESSA TECNOLOGIA PER EQUIPARARSI A ISRAELE E PER METTERSI AL RIPARO DA CHIUNQUE LO VOGLIA ATTACCARE MILITARMENTE. LA DICHIARAZIONE DI OLMERT QUINDI GETTA BENZINA SUL FUOCO AUMENTANDO LA "PAURA" DELL'IRAN (NON NUCLEARE) DI ESSERE “ATTACCATA” PROPRIO DA ISRAELE (GIÀ NUCLEARE).
QUESTA “IRRESPONSABILE DICHIARAZIONE” ISRAELIANA "AVVICINA" PERICOLOSAMENTE ALLA “GUERRA” CON CONSEGUENZE “IMPREVEDIBILI” ED “INIMMAGINABILI”.
L'IRAN NON È L'IRAQ, È UN PAESE IMMENSO DI OLTRE 60 MILIONI DI ABITANTI E ANCHE SE NON HA ANCORA LA BOMBA NUCLEARE HA UN APPARATO MILITARE DI TUTTO RISPETTO E POTENTE CHE POTREBBE METTERE IN DIFFICOLTÀ ISRAELE CHE CHIEDEREBBE OVVIAMENTE L'AIUTO DEGLI AMERICANI CHE A LORO VOLTA CHIEDEREBBE AIUTO A L'EUROPA A DARE MAN FORTE. NEL FRATTEMPO L'IRAN CHIEDEREBBE AIUTO A TUTTI I PAESI ARABI ED ALTRI ANTAGONISTI DELL'OCCIDENTE ETC... SCATENANDO COSÌ LA “3^ GUERRA MONDIALE” IL CUI ESITO LASCIO ALL’IMMAGINAZIONE DEL LETTORE.
INVECE IL SOLO MODO PER STACCARE LA MICCIA A QUESTA SITUAZIONE È QUELLA DI OPERARE CON LE ARMI DELLA POLITICA E DELLA DIPLOMAZIA DELL'ONU, CHE RIDIMENSIONI INNANZITUTTO LO “STRAPOTERE” DI ISRAELE E LA SUA “IMPUNITÀ”, CHE DENUCLEARIZZI L'INTERA AREA (COMPRESO ISRAELE) E CHE SI RISOLVA FINALMENTE LA QUESTIONE PALESTINESE CON DUE POPOLI E DUE STATI CONFINANTI E PACIFICI. LA “SOLUZIONE MILITARE” INVECE PORTA DRITTO AL DISASTRO MONDIALE!
Raffaele B.

LASTAMPA
Olmert accenna ad azione militare contro Iran
13/11/2006
Lo ha dichiarato il premier israeliano conversando con i giornalisti che ieri sera lo hanno accompagnato sull'aereo diretto per Washington
WASHINGTON. Il Premier israeliano, Ehud Olmert, ha accennato per la prima volta a una possibile azione militare di Tsahal contro l'Iran al fine di bloccare il programma nucleare di Teheran. «L'Iran accetterà una soluzione di compromesso sulla questione nucleare solo se avrà motivo di aver paura», ha dichiarato il premier israeliano rifiutandosi di elaborare, conversando con i giornalisti che ieri sera lo hanno accompagnato sull'aereo diretto per Washington, dove questa sera incontrerà il Presidente americano, George W. Bush, alla Casa Bianca.
Il dossier Iran, insieme all'attuazione del cessate il fuoco in Libano e alla situazione nei territori palestinesi, è uno dei temi principali dell'agenda dei colloqui fra Olmert e Bush.
In un'intervista rilasciata al Washington Post e a Newsweek prima di lasciare Gerusalemme, Olmert aveva paragonato Mahmoud Ahmadinejad ad Adolf Hitler e dichiarato che il Presidente iraniano «deve essere fermato».
«La mia posizione è chiara. Se è possibile arrivare a una soluzione di compromesso che fermi l'Iran prima che abbia varcato la soglia tecnologica che porterà il Paese ad avere capacità nucleari, io sono in favore di una tale soluzione», aveva spiegato.
«Ma non credo che l'Iran accetterà un tale compromesso se non ha una ragione molto valida per temere le conseguenze di un rifiuto. In altre parole, l'Iran deve cominciare ad avere paura», aveva aggiunto Olmert, precisando che esistono «numerose misure differenti» che possono essere adottate in questo senso, al fine cioè di far comprendere alla leadership iraniana che «se non accetta le richieste della comunità internazionale, la pagherà a caro prezzo».

sabato, novembre 11, 2006

ISRAELE – ENNESIMO VETO USA

PUNTUALE COME AVEVAMO GIÀ DETTO NEL COMMENTO PRECEDENTE, IL VETO AMERICANO È ARRIVATO A SALVARE DA UNA RISOLUZIONE DI CONDANNA PROMOSSA DAL QATAR A NOME DEI PAESI ARABI, CONTRO ISRAELE PER LA STRAGE DI BEIT HANOUN.
NON È STATO DIFFICILE PREVEDERLO VISTO I NUMEROSI PRECEDENTI. LE MOTIVAZIONI SONO SEMPRE LE STESSE: “PREVENUTA E MOTIVATA POLITICAMENTE”. NONOSTANTE FOSSE UN TESTO RIVISTO E MITIGATO INSOMMA NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE DA MOLTI LUSTRI.
NATURALMENTE L’ERRORE TECNICO DENUNCIATO È SOLO UN ESERCIZIO DI BIECO CINISMO PERCHÉ ALTRI CIVILI TRA DONNE E BAMBINI FURONO MASSACRATI NEI GIORNI PRECEDENTI, QUINDI È UN ERRORE CHE DURA DA TEMPO E CHE SI RIPETE OGNI VOLTA.
SI CONFERMA DI FATTO “L’IMPUNITÀ” ALLO STATO EBRAICO CHE GLI CONSENTE DI AGIRE, COME DA ANNI ORMAI, IN ASSOLUTA “IRRESPONSABILITÀ” TANTO CHE È DIVENTATO ESSO STESSO IL “PROBLEMA” PIÙ GRAVE NELLA CRITICA AREA MEDIORIENTALE.
Raffaele B.


ANSA
Onu: veto Usa a condanna Israele
Per attacco 8/11 a Gaza in cui sono morti 18 palestinesi
2006-11-11 19:09
(ANSA) - NEW YORK, 11 NOV - Gli Stati Uniti hanno messo il veto per bloccare una bozza di risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu di condanna a Israele.La bozza, contro l'attacco israeliano dell'8 novembre a Gaza (18 civili palestinesi morti), era stata ammorbidita dagli stati arabi, ma prevedeva una condanna di Israele e una richiesta di ritiro da Gaza, inaccettabile per gli Usa. La risoluzione era 'prevenuta contro Israele e motivata politicamente', ha detto l'ambasciatore degli Usa all'Onu Bolton.

CORRIERE DELLA SERA
Usa: no a risoluzione di condanna per Israele
11 novembre 2006
L'attacco a Gaza provocò la morte di 18 palestinesi.
Usa: no a risoluzione di condanna per Israele La decisione degli Stati Uniti impedisce al Consiglio di Sicurezza dell'Onu di approvare il testo sulla strage di Beit Hanun
WASHINGTON - Gli Stati Uniti si oppongono a una risoluzione di condanna nei confronti di Israele per la strage di Beit Hanun, avvenuta mercoledì scorso. E hanno imposto il veto nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu, impedendo così l'approvazione del testo che spingeva per un rapido ritiro delle forze israeliane dalla zona. La strage di Gaza ha provocato la morte di 18 persone, tra le quali molti bambini. Il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha spiegato che si è trattato di un «errore tecnico», assicurando che le forze israeliane avrebbero fatto «tutto il possibile» per evitare il ripetersi di un incidente simile. Ma per i leader palestinesi quelllo di Beit Hanun è stato un «massacro».
MOTIVAZIONI - La bozza di risoluzione prevedeva una condanna di Israele e una richiesta di ritiro delle truppe israeliane dalla striscia di Gaza che gli Usa hanno ritenuto inaccettabile. La risoluzione, promossa dal Qatar a nome dei paesi arabi, era «prevenuta contro Israele e motivata politicamente», ha detto l'ambasciatore degli Usa all'Onu, John Bolton. «Questa risoluzione - ha aggiunto - non mostra una descrizione imparziale degli eventi recenti a Gaza, né fa compiere passi avanti alla causa della pace israelo-palestinese, alla quale aspiriamo e per la quale lavoriamo intensamente».
IL TESTO BOCCIATO - Gli Stati arabi avevano chiesto inizialmente al Consiglio di adottare una risoluzione con la richiesta di cessate il fuoco immediato e l'invio di osservatori Onu sul modello dell'Unifil rafforzata nel Libano meridionale. Una nuova bozza circolata venerdì ha cancellato il riferimento al cessate il fuoco e alla forza delle Nazioni Unite. Il testo rivisto e ora bocciato chiedeva invece all'autorità palestinese di prendere misure immediate per por fine alla violenza, tra cu il lancio di razzi su territori di Israele. Tra le richieste c'era anche quella alla comunità internazionale di fare passi per stabilizzare la situazione, riavviare il processo di pace in Medio Oriente e considerare «la possibile istituzione di un meccanismo internazionale» per la protezione dei civili.

mercoledì, novembre 08, 2006

ISRAELE E IL MASSACRO DEI CIVILI

L’ENNESIMO BOMBARDAMENTO CONDOTTO DA ISRAELE A BEIT HANOUN NELLA STRISCIA DI GAZA, PROVOCANDO LA MORTE DI 18 CIVILI TRA CUI DONNE E BAMBINI, DOVEVA ESSERE LA “RISPOSTA” AGLI ATTACCHI DI RAZZI LANCIATI DA QUELLA CITTÀ.
ISRAELE SI “RAMMARICA” PER LE MORTI INNOCENTI E OFFERTO “AIUTI”. IL MINISTRO PEREZ HA ADDIRITTURA APERTO UN’INCHIESTA E ORDINATO ALL’ESERCITO DI INTERROMPERE IL BOMBARDAMENTO.
IL SOLITO CLICHÈ DI SEMPRE, TANTE “SCUSE” PER I COSIDETTI DANNI COLLATERALI E TUTTO “RICOMINCIA” COME IN PASSATO IN “DISPREZZO” ASSOLUTO DELLE REGOLE E ACCORDI INTERNAZIONALI.
ISRAELE HA IL PRIMATO DELLE VIOLAZIONI DELLE RISOLUZIONI DELL’ONU GRAZIE AI “VETI” AMERICANI.
DI CONSEGUENZA È L’UNICO TRA I PAESI “PICCOLI” AD ESSERE “IMMUNE” SOTTO IL PROFILO DI UN POSSIBILE INTERVENTO ONU.
L’IMPUNITÀ DI CUI GODE DA QUASI 60 ANNI GLI CONSENTE DI CONDURRE UNA “IMPARI GUERRA” (CARRI ARMATI, NAVI, AEREI E SOLDI...) CONTRO I “PALESTINESI” (PIETRE, FUCILI, RAZZI E POVERTÀ…) A CUI HANNO “SOTTRATTO” LA TERRA, SENZA CURARSI DEI “DANNI COLLATERALI” E/O “INCIDENTI” SEMPRE POSSIBILI.
IL PRIMO MINISTRO PALESTINESE ISMAIL HANIYEH HA CHIESTO L'IMMEDIATA CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELLE NAZIONI UNITE E PROCLAMATO TRE GIORNI DI LUTTO NAZIONALE
LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE DEVE INTERVENIRE IN QUESTO PERICOLOSO TEATRO DI GUERRA CON “FORTE SQUILIBRIO” MILITARE.
DA TROPPO TEMPO NON LO FA SERIAMENTE E, SE SI CONTINUA COSÌ, ASSISTEREMO PRESTO AD UN’ALTRA TERRIBILE “INTIFADA” FATTA DI “BOMBE” SUICIDE E TERRORISTICHE CHE PORTANO LA MORTE AD ALTRI CIVILI INNOCENTI IN ISRAELE COME GIÀ AVVENUTO IN PASSATO.
SOLO IL MINISTRO ITALIANO DEGLI ESTERI D’ALEMA SI È PRONUNCIATO DEFINENDO QUESTE “RITORSIONI” “INACCETTABILI” E CHIESTO UN’INIZIATIVA INTERNAZIONALE PER “SBLOCCARE” LA SITUAZIONE PALESTINESE. GLI ALTRI IN EUROPA COSA INTENDONO FARE?
Raffaele B.

REUTERS
Gaza, Israele uccide 18 civili in un attacco
mercoledì, 8 novembre 2006 12.11
BEIT HANOUN, Gaza (Reuters) - bombardamenti israeliani hanno ucciso oggi 18 civili, fra i quali donne e bambini, nella città di Beit Hanoun nella Striscia di Gaza, secondo quanto hanno riferito le autorità palestinesi e i testimoni, in uno dei più sanguinosi attacchi nel territorio costiero degli ultimi quattro anni.
"E' la scena più triste che io abbia mai visto. Abbiamo visto gambe, teste, mani sparse nelle strade", ha detto Attaf Hamad, 22 anni, a Beit Hanoun, una città nella zona settentrionale della Striscia di Gaza, base frequente dei militanti palestinesi per il lancio di missili contro Israele.
Israele dice che l'operazione è stata decisa per fermare il lancio di razzi contro lo stato di Israele da parte dei militanti.
Alcune persone sono morte nei loro letti, mentre altre sono scappate di casa invano in cerca di salvezza. Tredici membri di una famiglia sono stati uccisi. Fra le persone uccise nel bombardamento israeliano ci sono sette bambini e quattro donne, ha detto il portavoce del Ministero della Sanità palestinese, Khaled Rabi.
Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha descritto gli omicidi come un "orribile e orrendo massacro". Un dirigente di Hamas ha esortato i palestinesi a vendicarsi lanciando attacchi in Israele e il gruppo islamico Jihad ha promesso che condurrà attacchi kamikaze contro lo stato ebraico.
Il braccio armato di Hamas, nel condannare "il sostegno politico e finanziario" a Israele da parte di Washington, in un comunicato ha lanciato quello che sembra un appello ai palestinesi perché attacchino obiettivi statunitensi, chiedendo loro di "dare una dura lezione al nemico americano".
L'ufficio del primo ministro Ehud Olmert ha detto che lui e il ministro della Difesa Amir Peretz "esprimono rammarico per le morti di persone innocenti ... e offrono aiuti umanitari alle autorità palestinesi e cure mediche per i feriti".
Peretz ha aperto un'inchiesta sull'episodio e ha ordinato all'esercito di interrompere i bombardamenti a Gaza fino a quando l'inchiesta non sarà completata, secondo quanto riferito dal suo dicastero.
Una portavoce dell'esercito ha detto che le forze israeliane hanno bombardato la zona settentrionale di Gaza in risposta ai missili lanciati contro Israele.
I media israeliani hanno riferito che una batteria d'artiglieria ha mancato il suo obiettivo, un luogo dove venivano lanciati missili a circa un chilometro dalla città. La portavoce non ha potuto immediatamente confermare la veridicità della notizia.
L'esercito israeliano si è ritirato ieri dalla città settentrionale della Striscia dopo avere compiuto la più vasta offensiva a Gaza nell'ultimo anno.

D'ALEMA CHIEDE INIZIATIVA INTERNAZIONALE
Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema D'Alema intanto ha chiesto un'iniziativa internazionale per sbloccare la situazione palestinese, definendo inaccettabile la scalata di violenze di oggi....CONTINUA

ANSA
D'ALEMA: SCALATA VIOLENZE INACCETTABILE
2006-11-08 11:18
ROMA - Siamo "al culmine di una scalata di violenze che io credo non sia accettabile". Questo il commento del ministro degli Esteri Massimo D'Alema al massacro questa mattina all' alba di 18 persone, tra cui donne e bambini, a Beit Hanun, nella Striscia di Gaza, da parte dei carri armati israeliani. "Spero - è stato l'auspicio di D'Alema - che queste operazioni militari cessino di fronte alla tragedia accaduta e si possa riprendere la via del rapporto negoziale tra le parti".
Il ministro degli Esteri ritiene che ''in questo momento e' fondamentale un'iniziativa internazionale per sbloccare la situazione palestinese''.''In queste ore - ha detto D'Alema - si parla di un nuovo governo palestinese per fermare la spirale della violenza. Speriamo che il governo israeliano voglia agire in questo senso. In queste ore abbiamo visto dichiarazioni contraddittorie: il ministro della Difesa Amir Peretz aveva annunciato la cessazione delle operazioni a Gaza dopo il massacro di stamani; il ministro degli Esteri Tzipi Livni ha espresso il suo rammarico, altre fonti governative israeliane hanno annunciato che invece le operazioni continuano''.

giovedì, ottobre 12, 2006

NUOVE ARMI - IL VIDEO SHOCK DI RAINEWS24

È STATO TRASMESSO IERI 11 OTTOBRE ALLE ORE 1.43 SU RAINEWS24 E ANCHE IN CHIARO SU RAI3 GIOVEDÌ 12 ALLE 7.36. L’INCHIESTA SARÀ TRASMESSA IN REPLICA SU RAINEWS24 NEI GIORNI DI VENERDÌ, SABATO E DOMENICA POI LUNEDÌ 16 OTT. ALLE 5.43; 17.43.
INVITO TUTTI A NON PERDERSI QUESTI SERVIZI CHE SONO RIVELATORI DELLA REALE VOLONTÀ DI CHI SI NASCONDE DIETRO LA FACCIATA DI PAESE RISPETTABILE E DEMOCRATICO QUALE ISRAELE DOVREBBE ESSERE. PURTROPPO LA VERITÀ È ANCHE SCOMODA E NON PER QUESTO DOBBIAMO GIRARCI DALL’ALTRA PARTE.
RAINEW24 CI HA ABITUATI CON LE SUE INCHIESTE “VERITÀ” CHE HANNO CONTRIBUITO A FARE LUCE SU MOLTE “VIOLAZIONI” SUI “DIRITTI UMANI” E SULLE PRATICHE DI “TORTURE” E “GENOCIDIO” CHE MAL SI ADATTANO A PAESI COSIDDETTI CIVILI E DEMOCRATICI. IN QUESTO MODO SI CONTRIBUISCE AD AUMENTARE IL FANATISMO ED IL TERRORISMO E NON A RIDURLO!
SE NON CAPIAMO QUESTA LOGICA ELEMENTARE ADESSO, LO CAPIREMO DOPO QUANDO PROBABILMENTE SARÀ TROPPO TARDI PER TUTTI.
Raffaele B.

RAINEWS24
GAZA. FERITE INSPIEGABILI E NUOVE ARMI
di Flaviano Masella e Maurizio Torrealta
11 ottobre 2006

L’inchiesta è nata dall’allarme lanciato a metà luglio da alcuni medici degli ospedali di Gaza che hanno trattato per la prima volta ferite inspiegabili che hanno portato all’amputazione di un arto inferiore in almeno 62 casi. I medici hanno chiesto più volte aiuto alla comunità internazionale per comprendere le cause di queste strane ferite che presentavano piccoli frammenti, spesso invisibili ai raggi x e inspiegabili recisioni provocate dal calore negli arti inferiori.

Diversi articoli sono apparsi nella stampa internazionale e nazionale.

Dopo una lunga ricerca il nucleo inchieste di Rai News 24 ha individuato la possibile causa di questi effetti: si tratterebbe di una arma nuova che viene sganciata da aerei droni, senza pilota, e viene teleguidata con precisione sull’obbiettivo fissato.

L’arma, secondo la rivista militare “Defence Tech”, viene chiamata DIME che significa “Dense Inert Metal Esplosive” si tratta di un involucro di carbonio che al momento dell’esplosione si frantuma in piccole schegge e nello stesso momento fa esplodere una carica che spara una lama di polvere di tungsteno caricata di energia che brucia e distrugge con un’angolatura molto precisa quello che incontra nell’arco di quattro metri.

Questa tecnologia si inserisce nella nuova classe di armi “a bassa letalità” che minimizzano i danni collaterali e circoscrivono in uno spazio ristretto gli effetti letali.

mercoledì, settembre 13, 2006

ISRAELE E LE BOMBE A GRAPPOLO

LA SUPERIORITÀ MILITARE DI ISRAELE RISPETTO AI LIBANESI E PALESTINESI SI RIVELA CATTIVA CONSIGLIERA TANTO DA SPINGERE ALL’USO DELLE CLUSTER BOMBS, LE COSIDDETTE BOMBE A GRAPPOLO MESSE AL BANDO DALL’ONU CONTRO I CIVILI.
CHI NE FA USO COMMETTE CRIMINE DI GUERRA CONTRO L’UMANITÀ. DA ISRAELE QUESTO NON CE LO SAREMMO MAI ASPETTATO, UNA VERA SORPRESA CHOCK.
IL GOVERNO ISRAELIANO HA "SMENTITO" LE ACCUSE DEL SEGRETARIO DELL’ONU LO SCORSO 01/09/2006. MA ORA TALE "SMENTITA" PERDE DI CREDIBILITÀ A SEGUITO DELLA DENUNCIA DELL’UFFICIALE ISRAELIANO RIPORTATA IERI SUL SITO SVIZZERO TICINONLINE E RIFERITA ANCHE DA DIVERSI MEDIA.
Raffaele B.

TICINONLINE
Libano: ufficiale Israele denuncia ampio uso bombe a grappolo
12/09/2006 - 16:00

TEL AVIV - "Abbiamo coperto villaggi interi in Libano sparando bombe a grappolo. Quello che abbiamo fatto è stato pazzesco, mostruoso": con queste parole un ufficiale israeliano della riserva ha descritto al quotidiano Haaretz le proprie attività nella unità per il lancio multiplo di razzi Mlrs durante il recente conflitto con gli Hezbollah libanesi. Il giornale tuttavia non fornisce la sua identità, né precisa quali località siano state colpite dal fuoco della unità dell'ufficiale.
CONTINUA

CENTOMOVIMENTI
Bombe a grappolo: Israele respinge le accuse
01/09/2006

"In Libano abbiamo agito nel rispetto del diritto internazionale e abbiamo utilizzato armi conformi alle norme internazionali".
Lo ha assicurato il Governo dello stato ebraico, che ha così respinto le accuse lanciate dal segretario generale dell'Onu Kofi Annan. Il numero uno del Palazzo di Vetro aveva parlato ieri di un ingente utilizzo, durante la "guerra di agosto", di bombe a grappolo, anche su zone abitate da civili.
"Tutte le armi e tutte le munizioni usate dall'esercito sono legali dal punto di vista del diritto internazionale - ha tagliato corto un portavoce dell'esercito - il loro uso è conforme agli standard internazionali".