giovedì, marzo 22, 2007

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE CONDIZIONATA

I GOVERNI CADONO SE NON HANNO PIÙ LA MAGGIORANZA IN UNO DEI DUE RAMI DEL PARLAMENTO, COSÌ RECITA LA COSTITUZIONE. FINO A QUANDO CE L’HANNO, RESTANO IN CARICA.

NON SI ERA MAI VISTO, NELL’INTERA VITA DELLA REPUBBLICA, CHE L’OPPOSIZIONE CHIEDA AL GOVERNO IN CARICA DI “DIMETTERSI” DOPO L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE ELETTORALE COME CONDIZIONE PER RIFARLA “ASSIEME” COME È RAGIONEVOLE CHE SIA.

INVECE QUANDO L’OPPOSIZIONE ERA AL GOVERNO SI ERA BEN GUARDATA DAL FARLA “ASSIEME” MODIFICANDOLA A TAL PUNTO CHE FU DEFINITA “PORCATA” PROPRIO DAL SUO ESTENSORE CALDEROLI DELLA LEGA PER “RENDERE” DIFFICILE LA GOVERNABILITÀ ALLA NUOVA MAGGIORANZA. (VEDI AL SENATO)

È CHIARO CHE NON SI PUÒ CONTINUARE A MODIFICARE LE LEGGI ELETTORALI AD OGNI MAGGIORANZA PER “RENDERE” DIFFICILE IL GOVERNO SUCCESSIVO NEL MOMENTO IN CUI SI “SA” DAI SONDAGGI CHE NON SI VERRÀ RIELETTI.

QUINDI SERVE UNA LEGGE BUONA E CONDIVISA IL PIÙ POSSIBILE E CON UNA RIFORMA COSTITUZIONALE CHE RIDUCA IL NUMERO DEI PARLAMENTARI E SUPERI IL BICAMERALISMO, ASSEGNANDO AL SENATO ALTRE FUNZIONI DIVERSE DALLA CAMERA.

CIÒ RENDERÀ IL SISTEMA PIÙ GOVERNABILE, PIÙ EFFICIENTE E MENO COSTOSO PER CHIUNQUE GOVERNERÀ E PER IL BENE DEL PAESE. NON IMPEGNARSI QUINDI A DARE IL PROPRIO CONTRIBUTO E ANZI A PORRE CONDIZIONI INACCETTABILI VALE A DIRE CHE NON SI VUOLE FARE L’INTERESSE DEL PAESE E DELLE ISTITUZIONI, MA SOLO IL PROPRIO COME PARTE POLITICA MAGARI CONTANTO PROPRIO SUI SOLITI SONDAGGI, VECCHIO VIZIO BERLUSCONIANO.

MA UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE INCONTRA IL FAVORE DELLA OPINIONE PUBBLICA, DI ALTRE FORZE POLITICHE ALTRIMENTI VI SARÀ IL REFERENDUM A FARE DA PUNGOLO.
Raffaele B.

LASTAMPA
Forza Italia non vuole un accordo
«Impossibile fare la legge elettorale se loro chiedono elezioni anticipate»
AMEDEO LA MATTINA 22/03/07
ROMA «Berlusconi vuole far saltare tutto». Dopo l’incontro di ieri con i capigruppo di Forza Italia, il governo è convinto che Forza Italia voglia impedire ogni forma di dialogo con il centrodestra o con una parte di esso (Lega e Udc). Per questo motivo - è la convinzione del ministro Chiti - mette i bastoni tra le ruote al confronto sulle riforme costituzionali ed elettorale e pratica un duro ostruzionismo sulle liberalizzazioni.
A Palazzo Chigi sono convinti che Silvio Berlusconi stia tentando di bruciare i ponti tra maggioranza e opposizione perché teme una fase distensiva: i centristi di Casini e i leghisti di Bossi potrebbero rendere più facile la vita a Prodi proprio per non pregiudicare il confronto sulle riforme. E questo, in piena campagna elettorale per le Amministrative che il Cavaliere intende fortemente politicizzare, non deve avvenire. Ma questo atteggiamento di Fi ha irritato molto Lega e Udc che invece hanno mostrato grande disponibilità al confronto sulle riforme.
A complicare i rapporti con l’Udc ci ha pensato pure Marcello Pera secondo il quale il modello tedesco caldeggiato da Casini ha un unico obiettivo: «Liberarsi di Berlusconi» Per il ministro Vannino Chiti, Fi ha un atteggiamento «inaccettabile», in quanto propone di fare poche modifiche alla legge elettorale e di andare subito al voto.
Ecco la ragione delle scintille che sono volate dopo l’incontro tra Prodi, Chiti, Schifani ed Elio Vito, nelle ore successive. «Se si realizza la riforma della legge elettorale a soli dieci mesi dall’inizio della legislatura - aveva osservato Schifani - vuol dire che questa riforma serve per garantire la governabilità, quindi bisogna tornare al più presto alle urne». A elezioni anticipate, aveva precisato Vito, si potrebbe andare in tempi brevi, dato che basta introdurre il premio di maggioranza su base nazionale anche per il Senato e uno sbarramento al 5%. No invece alle modifiche costituzionali: richiederebbero almeno due anni...CONTINUA

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