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Meglio tardi che mai! Ora persino Fassina del PD parla di
insostenibilità della moneta unica, per la verità in un convegno organizzato
dall'Istituto Leoni e trasmessa da Radio Radicale, direi quindi in sordina, per
lo più sfuggito a molti elettori persino del PD.
Egli sostiene che l'euro diventa ‘insostenibile’ se
l'Europa continua a imporre le sue ricette ai Paesi con i ‘vincoli esterni’
mentre se si facesse più ‘coordinamento’ attraverso la forza della politica,
l'euro recupererebbe funzionalità.
Bontà sua ed alla sua ingenuità. Per fare questo
cosiddetto ‘coordinamento’ ci vogliono 'risorse' ingenti da spostare verso i Paesi
dell'area euro in difficoltà, non alcuni miliardi. ma centinaia di miliardi
alla volta. Una cosa simile è del tutto impossibile!
In ogni caso ha toccato il problema, cosa che lo stesso
PD ancora non fa. Questo lo pone in una posizione un po’ strana e obliqua
rispetto al suo partito che non sembra tenere conto di quello che dice il suo
responsabile del settore economia e lavoro.
Allora a seguito di ciò possiamo dire con certezza che il
PD è 'consapevole' del problema ma non sembra che abbia fino a questo momento
intenzione di affrontare la questione. Continua ad applicare la linea della ‘difesa
dell'euro’ così come tutti i partiti tradizionali ed a subire i vincoli esterni
della Commissione Europea senza battere ciglio. Berlusconi solo recentemente ha
cominciato a minacciare di uscire dall'euro solo per tentare di arrestare l’emorragia
di voti verso Grillo, ma di fatto sostiene l’euro come ha sostenuto il governo
Monti fino a ieri. Lo stesso farà il PD che in caso di vittoria darà a Monti un
probabile incarico di governo, magari proprio l’economia.
Stefano
Fassina al convegno "Liberare l'Italia"
In questo video dello scorso 4-feb-2013, il responsabile
del settore Economia e Lavoro del PD, Stefano Fassina "rivela" il
mercantilismo dell'area euro che 'costringe' tutti i paesi che adottano l'euro
a fare 'svalutazione del lavoro' quale 'ingrediente' della ricetta della
politica economica che viene raccomandata dalla Commissione Europea proprio per
recuperare 'competitività'. Ma questa politica di tipo mercantilista e
generalizzata fondata sulla svalutazione del lavoro non funziona perché deprime
la domanda interna in tutti i Paesi europei e avvita l'area euro in una spirale
recessiva. La nostra costruzione dell'area euro ha problemi sistemici e vanno
affrontati attraverso soluzioni sistemiche. Ma va!
Continuare ad alimentare questa visione per cui funzionerebbe
tutto se i Paesi PIIGS mettessero a posto le loro economie, è sbagliato, non è
così, perché la Germania ha fatto riforme e massicci investimenti ma ha fatto
anche una cosa che non si può fare sistematicamente tutti insieme nella stessa
area monetaria unica, e cioè ha fatto una riduzione delle retribuzioni reali
del 10% dal 1999 al 2008.
Se vogliamo stare nella stessa area monetaria ci vuole 'coordinamento' della politica macro-economica altrimenti l'euro salta. Se l'Europa
continua a non dare risposte verrà percepita come parte del problema e non della soluzione. Nel prossimo Parlamento, dice lui, si prevede che la metà sarà anti-euro!
Quindi più coordinamento con la politica che "vincoli esterni"
altrimenti arriva alla insostenibilità della moneta unica. Poveraccio!
Siamo in piena campagna elettorale nella peggior crisi economica
dal dopoguerra. Una campagna elettorale tra le peggiori se si considera che il
Paese va alla conta in un quadro politico diviso in modo impressionante.
Se a questo ci aggiungiamo la pessima e famigerata legge
elettorale che non si è voluta o potuta cambiare (a questo punto non fa molta differenza), il quadro si complica
ulteriormente con alto rischio di un risultato alla greca. Cioè una situazione
in cui il voto si potrebbe spezzettare al punto da non produrre una maggioranza
decisiva per formare un governo sufficientemente autorevole e all'altezza del
compito che l’attende all'indomani delle elezioni del 24-25 febbraio prossimi.
Il quadro politico che si presenta è quello dei partiti tradizionali
(corrotti) da una parte e il movimento M5S dall’altra, quale unica alternativa
al sistema dei partiti che finora ha governato chi più chi meno questo Paese da
molti lustri. A sua volta gli stessi partiti tradizionali sono divisi e
contrapposti tra loro nella corsa alla conquista del governo e del Parlamento.
Gli stessi partiti (destra, centro e sinistra) che sostengono
il governo Monti, sono concausa dei problemi che stanno affossando il Paese “promettono”
ora soluzioni che non hanno voluto applicare quando erano al governo e quindi risultano
sempre meno credibili agli elettori.
Il governo Monti è proprio quello che ha dato a sta dando
colpi di grazia all'Italia già stremata dalla crisi economica proprio con il
supporto dei partiti e ahimè con il beneplacito del presidente Napolitano anche
se stanno facendo di tutto per farlo dimenticare agli elettori.
Essi fanno finta di non stare al governo oppure di
provenire dal pianeta marte. Stanno ‘smentendo’ ogni giorno che passa se stessi
e la loro “politica” applicata da Monti, arrivando perfino a proporre la ‘cancellazione’
di leggi che essi stessi hanno approvato. Sono arrivati anche a liberarsi dei
cosiddetti ‘impresentabili’, un fatto mai accaduto prima della scesa in campo
del grillismo del M5S.
Già questo è una prima vittoria culturale di Grillo. Non
solo il suo movimento sta ‘vincendo’ nelle piazze sempre colme a differenza dei
partiti che invece vanno nei ‘talk shows’, ma sta ‘convincendo’ anche molti
militanti di quasi tutti i partiti, tant’è che stanno ‘copiando’ il suo
programma che fino a ieri era da loro ritenuto ‘populista’. Questo significa
che Grillo è diventato il riferimento culturale e politico cui tutti i partiti
sono costretti a ‘seguire’ per non continuare a perdere consenso e potere.
Se questo è il dato Il M5S rappresenta allora la vera ‘rivoluzione’
al sistema dei partiti (corrotti) fin qui conosciuto ma ancora nel quadro della
“democrazia” perché esso chiede soltanto di cambiare il ‘personale politico’, carrierista
ed obsoleto, nelle Istituzioni, non le Istituzioni che invece restano,
difendendo la Costituzione, anzi chiedendone la effettiva applicazione! Si vuole
una rinascita di uno Stato vero che faccia il suo mestiere per il bene dei
cittadini e non più delle caste e delle lobby. Tutto ciò non può essere ‘populismo’.
Infine, al di là delle divisioni fra tutti i partiti, il
dato che viene fuori in modo evidente è sulla questione economica, ovvero su
come uscire dalla crisi avviando le cosiddette politiche di crescita. La linea
politica di fondo che accomuna tutti i partiti tradizionali, a differenza del
M5S, è che nessuno di essi mette in discussione l’euro, la moneta comune dell’eurozona.
Essi sono tutti insieme il partito unico dell’euro!
Essi pensano che la soluzione sia ‘più Europa’, ma per
fare questo ci deve essere la disponibilità degli Stati del nord, come la Germania
per esempio, a grandi trasferimenti di risorse finanziarie a favore degli Stati
del sud meno sviluppati, dell’ordine di diverse centinaia di miliardi di euro.
Se non si fa questo le economie del nord e del sud non possono continuare ad
operare con l’unica moneta senza ‘depredare’ ulteriormente quest’ultime. Il
massimo che l’Europa concede è qualche miliardo, assolutamente insufficiente!
È evidente che ciò non si può ottenere: i politici tedeschi
della Baviera (regione ricca del sud della Germania) considerano
controproducente elettoralmente ‘tassare’ i propri cittadini per ‘finanziare’ un’altra
regione tedesca della Sassonia (stato meno ricco del nord della Germania).
Figuriamoci ‘finanziare’ l’Italia, la Grecia, la Spagna etc. Impossibile!
Quando economie diverse non possono stare insieme, la
cosa più logica da fare è ‘separarsi’. Lo dice la scienza dell’economia stessa.
La separazione avviene con l’uso di una diversa moneta di cui lo Stato deve
tornare ad esserne proprietario. Se vogliamo fermare il ‘dissanguamento’ finanziario
dell’Italia e riavviare la cosiddetta ‘crescita’, questo deve essere il primo
atto da fare al più presto possibile, anzi si sarebbe dovuto fare da ieri l’altro.
Attenzione, uscire dall’euro non vuol dire uscire dall’Unione
Europea. Possiamo continuare a restare nell’Unione Europea come ci sta per
esempio l’Inghilterra con la sua moneta sovrana, la sterlina senza alcun
problema.
La Gran Bretagna (destra e sinistra) si è sempre opposta
all’ingresso nell’euro e continuerà ad opporsi fino a quando le economie
restano differenziate. I nostri politici (senza il nostro consenso) e quelli
degli altri Paesi sono entrati nonostante ciò, ‘pensando’ che la moneta unica ‘realizzasse’
in automatico l’armonizzazione delle nostre economie con quelle del nord.
Dopo 10 lunghi anni i dati ci dicono che si sono ‘sbagliati’
alla grande! Ci siamo ‘dissanguati’ finanziariamente a favore degli Stati del
nord! Se i politici lo dovessero ‘ammettere’ si dimostrerebbero finalmente ‘onesti’
ma firmerebbero la loro ‘condanna a morte’ con la perdita di tutti i consensi
elettorali. Per questo non lo ammetteranno fino a quando il mercato stesso non
lo renderà evidente a tutti!
Il M5S ci sta pensando al problema e chiederà comunque un
referendum sulla permanenza o meno nell’euro in ogni caso, che vinca o meno. L’Italia,
a differenza di altri paesi non ha mai votato un referendum sull’euro.
A sostegno di quando detto vi propongo di vedere il seguente video:
"E'
perfettamente noto a tutti che l’Euro sarebbe stato un esperimento fallimentare
proprio perché mancava alla sua base una unità politica e in particolare una
unità nel campo della politica fiscale, questo voglio ricordarvelo è una cosa
di dominio pubblico, i fondatori dell’Europa sapevano benissimo che imporre una
moneta unica a paesi diversi e con un sistema fiscale profondamente scollegato,
avrebbe condotto a una crisi. Quindi i problemi che fossero noti, lo dobbiamo
dare per scontato." Alberto Bagnai
Intervento di Alberto
Bagnai, professore di politica economica all’università Gabriele D’Annunzio di
Pescara
INTERVISTA A LUIGI ZINGALES: LA CRISI DELL’UE ERA
PREMEDITATA
19 dicembre 2012
UN DISEGNO CRIMINALE
Professor Zingales, Mario Seminerio dice che la crisi dell’euro è colpa
della Germania. Essa ha creato un deficit tra importazioni ed esportazioni, e
secondo Seminerio, senza trasferimenti interni all’UE non si esce dalla crisi:
vero o falso? Leggi http://tagli.me/2012/12/19/1932/
‘Come e perché la fine della moneta unica salverebbe
democrazia e benessere in Europa’
L’economista Alberto
Bagnai ha scritto questo libro che sta attualmente spopolando, ha delle
particolarità: quando espone la sua tesi, nelle varie conferenze e tavoli di
confronto e persino nel libro, lo fa molte volte con punte di autoironia,
ironia e comicità (intellettuale) per il livello di disarmante semplicità di
alcuni concetti fondamentali ed importanti di economia che i politici
disattendono o ignorano a seconda della loro onestà oppure ignoranza. E’
proprio un piacere ascoltarlo, fa anche ridere!
Il suo lavoro è convincente perché supportato da una
logica disarmante, ricco di dati empirici e grafici disponibili in rete emessi da
istituzioni nazionali e internazionali e da fatti storici tutti verificabili.
Ho letto la sua pubblicazione de “Il Tramonto
dell’Euro” versione ebook scritto in modo chiaro, impeccabile ed
assolutamente credibile. La riassumo in questi 14 punti (non difficili da
capire):
1). la
sua tesi non ha niente di nuovo e di trascendentale. Non si è inventato nulla.
Si basa esclusivamente sull'economia ortodossa esistente e di assiomi enunciati
(teorie) da altri autori del passato in tempi non sospetti e da dati storici
inconfutabili (pratica) che suffragano ampiamente la sua chiave di lettura
della crisi dell’euro. Essa è dovuta al “debito privato” e non come invece si vuol far credere al
“debito pubblico” che invece è solo conseguente all'impoverimento dei
privati.
2). Secondo
il primo enunciato, la finanza è una promessa di pagamento e la crisi
finanziaria succede quando “una promessa di pagamento non viene mantenuta”.
3). Inevitabilmente
si va in crisi ogni volta che si “violano” i principi economici e queste
“violazioni” sono di natura politica ed imposte dai partners forti a partners
deboli in scambi commerciali squilibrati a vantaggio dei primi (crediti
= esportazioni più dei debiti = importazioni).
4). Economie
diverse che operano con un cambio fisso sulla moneta di quella più
forte, producono sempre squilibri a vantaggio di quest’ultima. Invece se ogni
economia adotta la sua moneta questa automaticamente fa da regolatore e si svaluta
o si rivaluta riportando in equilibrio gli scambi (crediti = debiti).
5). Con
l’adozione della moneta unica, in caso di deficit di scambio, la legge
fisica dell’economia richiede una “svalutazione”, pena l’accumulo
dell’indebitamento verso l’esterno. Non essendoci più la moneta locale che automaticamente
si svaluta e allora bisogna operare una svalutazione interna e cioè ridurre
il costo del lavoro.
6). La
diminuzione dei salari, riflettendosi sui prodotti in esportazione ne fa
recuperare competitività tendendo alla compensazione, comunque mai
sufficiente se lo squilibrio persiste. Quindi oltre alla diminuzione dei
salari si ha deficit commerciale che cresce e si accumula di anno
in anno.
7). La
disoccupazione cronica è il risultato classico perché costringe i
sindacati e lavoratori ad accettare bassi salari e precariato
(ciò già avviene effettivamente dall’inizio dell’euro).
8). Sono
state violate le leggi dell’economia classica e si è voluto applicare
una moneta unica tra economie diverse che inevitabilmente dopo
dieci anni ha prodotto uno squilibrio enorme difficile da assorbire.
Questo squilibrio continua purtroppo a crescere fino al punto inevitabiledi rottura e fuori-uscita dall’euro. Lo Stato perde sempre più
sovranità e a farne le spese in prima istanza è la DEMOCRAZIA.
9). L’uscita dall'euro sarà inevitabile se
si vorrà evitare di essere “colonizzati” e/o “comprati a prezzi
stracciati” dai partners che vantano i crediti dovuti allo squilibrio
commerciale (Germania is n.1). I partiti che sostengono l’euro e l’unione
europea così come sono, si vedono costretti a negare questa ovvia ‘verità’
fino all'ultimo istante possibile (quando diventerà ormai visibile a tutti) per
non perdere tutti i consensi adesso! Sono di fatto prigionieri dell’euro.
Sperano in una ripresa che non potrà mai venire a meno che i paesi creditori
del nord rinuncinoai loro crediti! Impossibile! Nella
lontanissima ipotesi che lo facessero, sarebbero quei governi e quei partiti a
perdere tutto il consenso!
10). Uscire dall'euro si può e non
significa uscire dalla unione europea, vedi l’Inghilterra che è in Europa
con la sua moneta. L’uscita avverrà senza drammi al cambio iniziale 1:1 (1 euro
= 1 nuova lira) per meglio gestire la transizione. Tutti i debiti e
crediti saranno con il nuovo conio, anche i mutui. Il deprezzamento della nuova
lira rispetto all’euro (supposto che rimarrà in piedi nel resto dell'Europa) si
prevede non andrà oltre il 10-15% in un anno con il vantaggio che si riattiverà
il lavoro, la produzione e si ridurrà considerevolmente il debito complessivo.
(Previsione da crisi precedenti come quello dello SME nel 1992, Argentina
con il dollaro, Bretton Woods con il dollaro, gruppo di paesi
Asiatici con il dollaro...etc). Insomma è un evento già avvenuto e
non è affatto drammatico come vogliono farci credere! In ultima analisi conviene
anche ai paesi creditori perché in questo modo potranno riavere i loro
crediti anche se svalutato, ma meglio questo che ridurre a zero un
partner che poi non potrà più acquistare i loro prodotti! La somma delle
importazioni dei PIIGS sono la somma delle esportazioni della Germania in
massima parte e altri paesi creditori del nord.
11). Lo SME era un sistema pre-euro di cambi a fluttuazione
limitata (3-5%) entro la quale le monete potevano aggiustarsi, eppure l’Italia
non ce la fece e dovette uscire effettuando una svalutazione tra il
20-25% che produsse solo una inflazione interna del 5% in un anno ma recuperò
l’intero deficit commerciale in un paio d’anni per poter tornare all’euro.
L’euro invece è uno SME a cambio fisso 1:1 senza possibilità di fluttuazione,
quindi più rigido e molto peggio!!!
12). Non ci potrà essere più Europa
per risolvere la crisi perché non ci sono le volontà dei paesi creditori a
volerla effettivamente. Negli accordi dell’unione vi sono articoli che
stabiliscono che si possono attivare le camere di compensazione ma non sono mai
state fatte. La Germania fece la riunificazione ottenendo però una
compensazione che essa nega ai paesi del PIIGS. Quindi l’unione va rifondata
su nuove basi altrimenti con più Europa di questa specie si produrrà l’esplosione
dell’unione stessa aggravando i rapporti fra gli Stati.
13). In
futuro, con l’armonizzazione dei mercati con le proprie monete, si potrà
proporre una unione europea da fondarsi su principi giusti ed economicamente
corretti. Il nuovo sistema dovrà essere basato sulla cooperazione e solidarietà
fra Stati anziché sulla competizione e imposizione dei più forti ai
più deboli. Dovranno essere stabilite in modo preciso i meccanismi di compensazione
automatici così come avviene in USA più di quanto stabilite negli accordi
di Maastricht e Schengen.
14). Solo
seguendo questo percorso sarà possibile costruire una vera Unione Europea,
d'altronde era quanto dicevano molti critici economisti al momento
dell’applicazione dell’euro, ma non furono ascoltati. 12 anni dopo
invece di essere avanti con una unione europea avanzata siamo alle prese con
una crisi feroce e con una unione più divisa di prima.
Noi elettori e militanti abbiamo sempre creduto “ingenuamente” e purtroppo ancora tanti continuano a crederci, che
la Unione Europea fosse quella giusta della cooperazione e della solidarietà e non
quella che viene ora allo scoperto di una feroce
competizione fra Stati forti e deboli che tanto ci nuoce! Naturalmente
tutto questo cambia il quadro di riferimento e le nostre convinzioni. Grazie Alberto!
Propongo questo sito Centro Nuovo Modello di Sviluppo (già
inserito nei Collegamenti a Siti Speciali al lato) nel quale vi sono molti documenti
autorevoli su Economia e Finanza anche in pdf e scaricabili. La
materia del Debito Pubblico è
trattata ampiamente in modo semplice e con ricche illustrazioni in un file pdf
scaricabile Kit
in formato PDF. Infine vi è un
invito a leggere l'Appello per il
congelamento del debito e a firmarlo se condiviso. Io l'ho appena fatto,
subito dopo averlo letto! Voi potete fare lo stesso! Non solo, ma potete anche divulgarlo
alle persone a voi vicine.
Il documento, redatto con dati ISTAT,
denuncia il ruolo nefasto degli interessi speculativi sul debito pubblico che drena risorse dalla
Nazione a vantaggio della Oligarchia Finanziaria. Ogni aumento dell'1% procura una maggior spesa annua per
interessi di 16 miliardi a favore di
quest'ultima. Il documento pone, fra le varie soluzioni, quella di definire quale parte del debito è da attribuirsi
al popolo a tassi d'interessi accettabili e quale parte invece alla speculazione,
alle frodi, ruberie, corruzione, sprechi, opereinutili e dannose, arricchimenti e regalie
indebite a caste, banche e imprese. Quest'ultima parte viene considerata ILLEGITTIMA e quindi da CONGELARE.
Buona lettura.
Campagna di sensibilizzazione per una gestione sovrana del debito
Si narra che per colpa del debito pubblico ciascuno di noi, neonati compresi, porti un debito di 33.000 euro. Non si sa a che titolo, né verso chi. Ma tutti ci dicono che dobbiamo pagare. Anche a costo di perdere scuola, pensioni e sanità. Sarà!... Ma a noi non pare accettabile pagare alla cieca. Prima dobbiamo capire a chi e perché. Solo dopo possiamo decidere se e quanto pagare, perché non è detto che tutto ci torni.
Attraverso la messa a punto di schede informative e la promozione di gruppi locali di sensibilizzazione, la campagna Debito pubblico: se non capisco non pago si pone l'obiettivo di mettere tutti in condizione di capire il problema e dire la propria sulle vie per uscirne. Il documento chiave è rappresentato dal Kit informativo sul debito che può essere usato come dispensa ad uso personale, come mostra pubblica o come materiale da proiettare.
All'interno del kit sono riportati maggiori suggerimenti rispetto al suo uso. L'importante è che ognuno accetti di attivarsi per diffondere la consapevolezza sul tema. Chi vuole documentarsi ulteriormente, può rovistare fra i documenti contenuti nell'archivio sul debito. Può anche visitare i siti di altre campagne: Smonta il debito, Re-Common, Rivolta il Debito, No Debito. In ogni caso invitiamo a leggere l'Appello per il congelamento del debito e a firmarlo se condiviso.
Per scaricare ilKit in formato PDFbasta cliccare una delle immagini qui sotto (dimensione ca. 16MB).
Ora che la legge anti-corruzione ha incassato la fiducia al Senato, c’è da chiedersi se il provvedimento sia soltanto inutile o addirittura dannoso, come ha spiegato il Consiglio Superiore della Magistratura. Analizziamo la legge sotto tre punti: quello che c’è, quello che manca e quello che verrà. Alla presenza di una concussione per induzione, definitiva “gentile”, un regalo che inciderà su processi noti, non sono stati invece proposti il reinserimento del reato di falso in bilancio e l’auto-riciclaggio. Mentre il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha promesso che si occuperà dell'incandidabilità dei condannati con pena definitiva superiore ai 2 anni di reclusione. Per ora dei 21 condannati che siedono in Parlamento, quelli che non sarebbero ricandidabili sono soltanto 3...CONTINUA
Invece sul quotidiano dell'Unità (PD) di oggi 19/10(2012, sull'argomento vi è solo un link in prima pagina, sotto l'articolo di "Berlusconi: Mai sesso con Ruby; con il titolo roboante: Passa Anticorruzione: tutte le novità.
19/10/2012
L'articolo è un canto al sostegno di questa legge con alcune non verità come quella dei "Niente più condannati in Parlamento" perché l'incadidabilità dei condannati con pene superiori a 2 anni (sic) non è nella legge ma un impegno del Ministro di Giustizia Paola Severino, (un altro sic). Di seguito però è scritto; Ma a far parlare sono state anche le norme che nel maxi-emendamento alla fine non sono entrate: voto di scambio; falso in bilancio; auto-riciclaggio Il ministro alla Giustizia Paola Severino, che con il collega alla Pubblica amministrazione ha seguito passo passo l'iter a Palazzo Madama, si è detta comunque disponibile a riparlare di voto di scambio in un provvedimento ad hoc se avrà una sollecitazione in tal senso dal parlamento;
Insomma non un giudizio negativo proprio del quotidiano ma degli altri perché non sono state introdotti quei reati importanti.
Questa legge, senza quei reati, è come ovvio inefficace e l'incadidabilità dei condannati oltre 2 anni rimane fuori al buon cuore del Ministro di Giustizia. Anche se questa venisse approvata, solo 3 sarebbero non più ricandidabili su 21 che siedono in Parlamento. Ma non è finita: un non meno importante reato che si chiama <concussione per induzione> è stato addirittura addolcito e ridotto nella pena e prescrizione, diversamente richiesto dalla UE. Un regalo che inciderà nei processi in corso su Berlusconi, Penati, Lusi, Fiorito etc.. Questo ultimo rende l'intera legge una beffa inaccettabile per il Paese nel momento in cui si aspetta di colpire la corruzione, di fatto l'assolve! Una vera presa in giro per la quale persino il Partito Democratico se ne rende complice. Basta leggere alcuni commenti in fondo all'articolo per rendersene conto.
Dobbiamo solo sperare, con scarsa probabilità purtroppo, che la Camera la modifichi e la raddrizzi introducendo tutti gli altri reati così da renderla efficace. Improbabile perché se il governo Monti avesse voluto una vera legge anti-corruzione avrebbe messo la fiducia sin dall'inizio dell'iter (come per molti provvedimenti sulle pensioni e salari, etc.) e non alla fine a danno già fatto, avrebbe così 'costretto' i partiti a votarla senza modifiche pena la fine della legislatura e nuove elezioni subito cui i partiti medesimi temono fortemente! Non avendolo fatto ma scegliendo invece di trattare con i partiti nelle cui fila si annida la corruzione, ha scelto il compromesso al ribasso per rimanere tutti a galla ancora un po'. Così facendo però si uccide il futuro, la democrazia e le istituzioni. Altro che l'anti-politica.
Leggi questa 'patetica' scusa di Monti che è poi la stessa degli altri partiti.
Il premier: "Nessun governo ha fatto provvedimenti più esemplari di questo". Il vicepresidente del CSM Michele Vietti, fa alcune puntualizzazioni sul parere che Palazzo dei Marescialli darà la prossima settimana in merito al disegno di legge, in particolare sulla prescrizione breve. Dalla norma mancherebbero anche un ritorno all'antico per ilfalso in bilancio e il reato di auto-riciclaggio... CONTINUA
Ecco il parere che l'organismo di autogoverno della magistratura voterà lunedì: "Pene troppo lievi, così il sistema gira a vuoto". Perplessità sulla scelta di punire anche chi subisce la concussione per induzione
"Arretramento particolarmente significativo", detto della concussione per induzione a causa della sua pena troppo bassa. "Segnale simbolico incoerente", detto sempre dello stesso reato. "Rischio di far lavorare a vuoto il sistema", detto della riforma delle pene per la corruzione. Questo, ma anche molto altro. Di fatto una stroncatura. Stavolta a fare il "grillo parlante" - fastidioso animale polemicamente citato al Senato dal Guardasigilli Severino appena un giorno fa contro i suoi detrattori - è il Csm. Che finalmente, quando rischia di essere troppo tardi, piglia in mano il disegno di legge anti-corruzione e dice la sua. Un parere di sole otto pagine, perché ormai a palazzo dei Marescialli non vanno più di moda i rapporti monstre. Ma l'effetto, a ben vedere, è ancor più tranchant. Lunedì il testo sarà definitivamente votato nella commissione per le Riforme... CONTINUA
Bersani, in questo articolo dal quotidiano la
Repubblica, ha dichiarato : «MONTI DARÀ ANCORA CONTRIBUTO
ALL'ITALIA..a quale contributo si riferisce? A quello di
massacrare i pensionati e lavoratori? A quello di non
toccare le pensioni d’oro e il privilegio in generale? La
macelleria sociale messa in atto da Monti,
ancora non soddisfa il segretario PD?
Se il PDL e l’UDC vincono
rifaranno il MONTI BIS, cioè un governo come quello già in
carica, lo hanno dichiarato e continuano a farlo. Mentre la probabile vittoria
elettorale del PD NON allontanerà Monti dal nuovo Governo o da
qualche ruolo IMPORTANTE, questo è certo da questa dichiarazione e da altre più
esplicite a sostegno del MONTI BIS dai
‘montiani’ del PD quali Veltroni, Fioroni, Ceccanti, Tonini,
Morando, Gentiloni, Follini, Ichino etc..E’ evidente che Il PD non può
liberarsi di Monti senza spaccarsi dai ‘montiani’
quasi tutti centristi. Quindi Bersani fa il doppio
giochino per accontentare sia la sinistra che NON vuole Monti che i
centristi che invece lo vogliono! Poi si vedrà il pasticcio che sarà!!!
Veltroniannuncia a “Che tempo fa” di Fazio
che non si ricandiderà alle prossime elezioni e che lascerà il Parlamento.
Continuerà a fare ‘politica’ nel territorio e nel partito come cittadino
normale, militante, non come ‘professionista politico’, cioè retribuito!
Perbacco dopo 6 (dicasi sei) legislature sarebbe ora!
Nelle democrazie più
avanzate dopo solo due legislature i politici si ritirano dando spazio ai nuovi,
salvo casi eccezionali. Da noi è ancora la norma rimanere oltre 5 o più
legislature. Comunque è un atto eccezionale da noi tanto che è riportato nelle
prime pagine dei giornali. E’ un segnale per D’Alema, Bindi e tanti altri
dinosauri, sicuramente. Chissà se rinuncerà anche al vitalizio
di 9.014euromensili. VEDREMO.
C’è da dire però che quando era sindaco di Roma, Veltroni
giurò allora che dopo il suo mandato si sarebbe ritirato dalla politica per
andare in Africa. Non mantenne la parola. Forse questa è la volta buona.
VEDREMO ANCHE QUESTA.
Inizia dal paese natale, Bettola - in provincia di
Piacenza - il tour elettorale del segretario Pd per le primarie. Renzi: "Premier
ha spento l'incendio. Ora il pompiere non serve più". E poi attacca il
segretario del Pd sulle regole: "Pier Luigi non è stato di parola"
14/10/2012
BETTOLA - Nel nome del padre. Parte dal
paese natale il tour elettorale di Pier Luigi Bersani per le primarie. Da
Bettola, in provincia di Piacenza, dove è nato nel 1951. Dalla piazzola del
distributore di benzina in cui lavorava il padre Pino e che ora è gestito dal
cugino. Lo slogan è 'Il coraggio dell'Italia'. E tutto è studiato, nei dettagli,
per contrapporsi al format americano di Matteo Renzi che nel frattempo fa tappa
a Salerno (e torna sulla necessità di conquistare delusi del centrodestra: "Per
vincere le elezioni servono i voti degli elettori di Berlusconi"). Ma entrambi
i candidati non possono fare a meno di chiarire la loro posizione sull'attuale
esecutivo. Il segretario del Pd, ribadisce che il prossimo
governo dovrà "mandare avanti il meglio dell'esperienza" di
Monti e che lo stesso attuale premier "certamente
dovrà continuare a dare un contributo a questo Paese"...CONTINUA
L'ex segretario del Pd annuncia che non parteciperà alle
prossime elezioni. La notizia, anticipata a Repubblica, è stata ufficializzata
nella trasmissione di Fazio. "Non è un cedimento alla rottamazione - dice -
perché la buona politica non dipende dall'anagrafe". E spiega che comunque farà
campagna "a testa bassa" per il Pd.
14/10/2012
ROMA - Walter Veltroni non ci sarà nel
prossimo Parlamento. L'ex sindaco di Roma e segretario del Pd ha deciso di non
candidarsi alle prossime elezioni. La notizia, anticipata in un colloquio con
Repubblica, è stata ufficializzata nel programma di Fabio Fazio "Che tempo che
fa". Quello di Veltroni però non sarà un addio all'attività politica, perché il
leader democratico intende restare impegnato in altre forme. E cita Romano Prodi
e Giuliano Amato come esempi di come questo sia possibile anche fuori dalle
Camere...CONTINUA
A differenza del governo che li vuole entrambi, perché il PD ritiene che il Ponte sullo stretto di Messina sia una INUTILE e COSTOSA mega-opera il cui costo in euro è tra i 6,3 a 8,5 miliardi di cui 4,5 a carico dello Stato ed enti locali mentre continua a ritenere che la TAV in Valle Susa sia invece MERITEVOLE e NECESSARIA il cui costo si aggira intorno ai 22 miliardi di euro?
Attenzione, questa mega-opera “raddoppia” una linea ferroviaria già esistente che ha visto il proprio traffico scendere drasticamente negli ultimi 15 anni. Essa ora è intorno al 30%. Pertanto non trasferirebbe alcun traffico merci dalla strada sulla rotaia di quanto avviene attualmente. Insomma un opera inutile quanto il ponte siciliano e per di più anche più costosa. In un momento grave in cui si chiedono tanti “sacrifici” al Paese queste spese risultano ancora più assurde, perché?
Infine lo vogliono fare o meglio imporle "contro" il consenso degli abitanti del territorio interessato i quali non vengono effettivamente coinvolti alle decisioni. Un tale comportamento è abbastanza "normale" per governi "conservatori" poco inclini a coinvolgere i cittadini alle decisioni che li riguardano direttamente, ma "inspiegabili" a forze politiche progressiste tra cui il PD.
Ma qualcosa sta succedendo in questo partito! Dalla sua base elettorale cominciano le reazioni critiche piuttosto forti nei numerosi blogs e nel sito medesimo del PD contro tutti quei dirigenti che "sostengono" il TAV e "reclamano" l’applicazione della legge e la “punizione” dei manifestanti. Persino il quotidiano dell’Unità vicino al PD riporta il video del Presidio NO TAV a Torino senza alcuna censura!
È ora di dare informazioni obiettive e corrette sulle caratteristiche del progetto della nuova linea Torino-Lione e di far cadere il muro di censura che non permette ai cittadini di avere opinioni documentate.
- Una ferrovia in Valle di Susa esiste, oggi è sottoutilizzata, in un anno trasporta metà delle merci che
potrebbe trasportare e deve essere migliorata.
Che fine hanno fatto i 600 / 700 miliardi di lire stanziati alcuni anni fa per le migliorie e, a quanto risulta, utilizzati solo in parte?
- L’uranio si trova nel massiccio dell’Ambin (dove passerà la galleria di 53 chilometri) e l’amianto è presente da Mompantero a Caselette: non è il caso di fare altri sondaggi, i dati esistono già in conseguenza di lavori di vario genere eseguiti nelle zone.
Pro Natura invita tutti a riflettere sulle implicazioni negative del progetto di nuova linea e allega alcuni documenti redatti da Mario Cavargna, Presidente di Pro Natura Valsusa e Vicepresidente di Pro Natura Piemonte:
La notizia appena diffusa che questa mattina un centinaio di No Tav abbiano fatto irruzione all’interno dell’Italcoge, azienda appaltatrice dei lavori della Tav, impedendo ai lavoratori di uscire per andare nel cantiere di Chiomonte, è l’ennesimo, gravissimo episodio di violenza contro la realizzazione di un’opera necessaria e regolarmente autorizzata nelle sedi democratiche preposte.
Dopo l’attentato incendiario ai camion dell’Italcoge di ieri notte gli estremisti cercano con la violenza di impedire il regolare svolgimento dei lavori. Chiediamo alle autorità competenti che venga ripristinata la legalità immediatamente. Confermiamo la nostra linea che la democrazia debba dare tutto lo spazio legittimo al dissenso ma debba contemporaneamente bloccare sul nascere qualsiasi azione che voglia impedire la regolare applicazione delle scelte democratiche.
07 Luglio 2011. Incredibile: la Corte dei Conti dice NO TAV.
1) l'opera è caratterizzata da CARENZE metodologiche del PROCESSO DECISIONALE che ha condotto all'adozione della complessa operazione: NESSUNO studio di fattibilità attendibile aveva quantificato la VANTAGGIOSITA' di tale operazione rispetto al sistema creditizio tradizionale per realizzare gli investimenti
2) emergono elementi di forte rischio dai rapporti negoziali attivi e soprattutto passivi ereditati dallo Stato:
complesse clausole finanziarie PENALIZZANO spesso la parte PUBBLICA
3) è IMPOSSIBILE acquisire... alcun riferimento utile a calcolare nel tempo la distribuzione dei costi e dei benefici tra le generazioni di utenti e contribuenti interessati
4) l'opera PREGIUDICA L'EQUITA' INTERGENERAZIONALE, caricando in modo sproporzionato su generazioni future (si arriva in alcuni casi al 2060) ipotetici vantaggi goduti da quelle attuali.
5) i contratti attuativi si basavano su stime di flussi e di ritorni economici dell'opera non solo ALEATORI, ma anche IRREALISTICI e sostanzialmente INESISTENTI..."segnalazione di manuela bellandi
Alba- Le vicende valsusine legate al cantiere della ferrovia ad alta velocità, comunemente chiamata Tav, campeggiano da mesi su tutti i telegiornali e sulle principali testate nazionali. Molte immagini passano sugli schermi, molti titoli si guadagnano le prime pagine con toni allarmati e sensazionalistici. Un’attenzione che si è amplificata soprattutto in seguito al clima teso delle manifestazioni di dissenso promosse da chi è contrario alla costruzione del Tav in Val Susa. Una roboante visibilità mediatica che però spesso confonde chi non è già pienamente addentro alla questione e non ne conosce i tanti risvolti: le notizie appaiono frammentarie, l’analisi delle vicende non esaustiva, i fatti del presente non vengono collegati agli eventi pregressi: insomma, nel calderone di informazioni che abbiamo a disposizione risulta difficile trovare un bandolo. Pochi sanno, per esempio, che il Movimento NoTav è attivo da oltre vent’anni e ha portato avanti una battaglia civile e nonviolenta cercando di informare e sensibilizzare sulle ragioni del No al Tav, proponendo studi documentati e alternative a questo controverso progetto.
Docenti universitari, ingegneri, economisti ed esperti hanno espresso le loro critiche e perplessità in tanti anni, ma il fronte dell’opposizione non sembra essere considerato dai media mainstream. In questo senso, una rete di associazioni ambientaliste e di cittadinanza attiva di Langhe e Roero (Comitato Roero Consapevole, Italia Nostra sezione di Bra, Comitato referendario Alba Bra Langhe e Roero, Associazioni Cinema Vekkio e Tazebao, Wwf) si sta muovendo per dare voce ai cittadini valsusini: per capire cosa sta realmente succedendo in Val Susa e per indagare le ragioni per cui il progetto del Tav interessa tutti noi, dai massicci fondi pubblici che andrebbero dirottati verso la costruzione dell’opera all’invasivo intervento sul territorio in quella che sembra una cantierizzazione imposta dall’alto e non condivisa con le comunità locali.
L’occasione sarà quindi una serata informativa organizzata per venerdì2 settembre alle ore 21 in Piazza Pertinace (San Giovanni) ad Alba, a cui prenderanno parte come relatori numerose personalità che hanno animato in questi mesi le cronache valsusine: dai semplici cittadini ad alcune rappresentanti delle donne NoTav, dal presidente di Pro Natura Piemonte Mario Cavargna al presidente dell’Arci Valle Susa Gabriele Moroni, da alcuni vignaioli di Chiomonte su cui ha gravemente pesato la militarizzazione dell’area agli esponenti dei Comitati NoTav dei Comuni limitrofi a Chiomonte. Parteciperà alla serata anche il portavoce ufficiale del Movimento NO TAV, Alberto Perino.
La serata, che in caso di maltempo si terrà in Sala Beppe Fenoglio, sarà moderata da Piero Reggio, che presenterà i tanti ospiti, le letture e i video proposti al pubblico, che potrà poi intervenire con tutte le domande e le richieste che riterrà opportune.