IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO HA GIÀ DATO UN “ASSAGGIO” DI COME INTENDE CONDURRE LA SUA CAMPAGNA ELETTORALE “OCCUPANDO” LETTERALMENTE LA RAI DI TG1 BEN OLTRE L’ORARIO PROVOCANDO LA PROTESTA DEI GIORNALISTI, FIGURIAMOCI COSA FARÀ UNA VOLTA FATTA “ABOLIRE” LA PAR CONDICIO! ARRIVA AD ACCUSARE PERSINO I SUOI ALLEATI DI AVERGLI “IMPEDITO” DI FARE TUTTO QUELLO CHE AVEVA PROMESSO E LA OPPOSIZIONE DI ESSERE “INAFFIDABILE” ED IN PARTICOLARE “DS” DI ESSERE COMPLICE DEI MILIONI DI MORTI DI “STALIN”, RISPOLVERANDO UN ARTICOLO DELL’UNITÀ DEL LONTANO 1953 SULLA MORTE DEL DITTATORE RUSSO. NEMMENO LA SUA PARTICOLARE AMICIZIA CON “PUTIN” (ATTUALE PRESIDENTE RUSSO ED EX KGB) GLI IMPEDISCE DI “PUNTARE” SULL’ANTICOMUNISMO VISCERALE NEL GRETTO TENTATIVO DI RACCATTARE QUALCHE VOTO DEI PIÙ ATTARDATI ELETTORI.
IN ULTIMO NON HA NEMMENO RESISTITO A VOLER RACCONTARE LA SOLITA BARZELLETTA RESPINTA CON DISAPPROVAZIONE DAL SUO PUBBLICO. INSOMMA EGLI, MENTRE RICONOSCE A SE STESSO TUTTI I MERITI, AGLI ALTRI INVECE ATTRIBUISCE TUTTE LE COLPE! UN MODO CLASSICO DI CONDURRE LA CAMPAGNA ELETTORALE, MA TUTTA IN “DIFESA” E CON “GRANDE AFFANNO”.
Raffaele
DAL CORRIERE DELLA SERA
Strategia d’attacco per scuotere gli incerti
Incognita par condicio, omaggio a Fazio e critiche di Casini
24 dicembre 200
Commento di Massimo Franco
Se l’unità di misura fosse la giornata di ieri, si dovrebbe dire che Silvio Berlusconi si prepara ad una strategia dell’onnipresenza. Il TgUno rinviato di un’ora per fare spazio alla conferenza stampa debordante del presidente del Consiglio; la sua partecipazione, subito dopo, ad una trasmissione radiofonica; e una «campagna di verità», come viene definita dal premier, puntellata da scelte mirate sui mass media. E’ un’offensiva d’inverno della quale si cominciano a intuire i contorni. Manca soltanto l’ultima arma: l’abolizione della par condicio sulla propaganda elettorale. Ma Berlusconi annuncia che ne ridiscuterà con gli alleati prima di fine anno…CONTINUA
E’ un linguaggio autodifensivo, rivolto alla massa dell’elettorato indeciso: una percentuale che il centrodestra deve cercare di scuotere per non rischiare un tonfo clamoroso, seppure attutito dal sistema proporzionale. E conferma il nervosismo di un leader ansioso di ripetere che il suo governo ha agito benissimo; ha acquistato statura a livello internazionale; ed è stato danneggiato non dai propri errori, ma da fattori esterni. Insomma, sembra proprio che Berlusconi ritenga di recuperare consensi comunicando un po’ meglio; e occupando ogni spazio possibile, a scapito degli stessi alleati. La litania su FI che «non ha il 51 per cento, e quindi...», è istruttiva.
In realtà, molto appare già sentito. Lo è la sicurezza ostentata sulla vittoria, sconfessata subito da Casini; il rifiuto di prendere in considerazione la sconfitta; gli attacchi all’opposizione; e perfino le lodi all’ex governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, «persona proba e rispettosa delle leggi», secondo Berlusconi. Più sorprendente è stato il sarcasmo contro il presidente diessino Massimo D’Alema per la barca a vela in leasing. Ma il sorriso malizioso del premier è stato oscurato dal brusìo di disapprovazione della platea quando ha provato a raccontare una barzelletta. La noia dell’interlocutore è un dato su cui riflettere, quando si punta all’onnipresenza.
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sabato, dicembre 24, 2005
martedì, dicembre 20, 2005
IL VERO NEMICO DI BUSH
UN EDITORIALE SCRITTO DA ROBERT B. REICH SULLA GUERRA IN IRAQ E SULLE REALI DIFFICOLTÀ IN CUI L’AMMINISTRAZIONE BUSH SI DIBATTE. BUSH SI È CACCIATO IN UN VICOLO CIECO E LA SUA UNICA POSSIBILITÀ È DI USCIRNE AL PIÙ PRESTO PRIMA DI ESSERNE COSTRETTO DALLA GRAVE SITUAZIONE DI INDEBITAMENTO IN CUI VERSA IL BILANCIO FEDERALE. IL SUO VERO NEMICO ADESSO È IL TEMPO!
Raffaele
ROBERT B. REICH - EX SEGRETARIO AL DIPARTIMENTO DEL LAVORO SOTTO L’AMMINISTRAZIONE CLINTON, È DOCENTE DI POLITICA SOCIALE ED ECONOMICA PRESSO LA BRANDEIS UNIVERSITY ED AUTORE DI «REASON: WHY LIBERALS WILL WIN THE BATTLE FOR AMERICA»
VERSIONE TRADOTTA IN ITALIANO
DALL’UNITÀ
La guerra costa troppo, caro Bush
19.12.2005
La guerra in Iraq prima o poi finirà verosimilmente più prima che poi. E non perché un eminente rappresentante al Congresso americano o un qualche esperto militare dichiari autorevolmente che ce ne dobbiamo andare da lì, e nemmeno perché il popolo americano sta perdendo la pazienza. No, si concluderà relativamente presto per il semplice fatto che non possiamo permetterci il costo che comporterebbe reclutare nuove forze in numero sufficiente per continuare a combatterla… CONTINUA
Clicca per leggere l’intero editoriale in italiano su L’UNITÀ
VERSIONE ORIGINALE IN INGLESE
Pubblicato in Novembre 23, 2005 da CommonDreams.org
The End Of The War
by Robert B. Reich
The War in Iraq may end sooner rather than later – not because prominent congressmen or military experts say we should get out, and not because the American public is losing patience. It will end relatively soon because we can’t afford the price tag of recruiting enough soldiers to fight it… CONTINUA
Clicca per leggere l’intero editoriale in inglese su COMMONDREAMS
Raffaele
ROBERT B. REICH - EX SEGRETARIO AL DIPARTIMENTO DEL LAVORO SOTTO L’AMMINISTRAZIONE CLINTON, È DOCENTE DI POLITICA SOCIALE ED ECONOMICA PRESSO LA BRANDEIS UNIVERSITY ED AUTORE DI «REASON: WHY LIBERALS WILL WIN THE BATTLE FOR AMERICA»
VERSIONE TRADOTTA IN ITALIANO
DALL’UNITÀ
La guerra costa troppo, caro Bush
19.12.2005
La guerra in Iraq prima o poi finirà verosimilmente più prima che poi. E non perché un eminente rappresentante al Congresso americano o un qualche esperto militare dichiari autorevolmente che ce ne dobbiamo andare da lì, e nemmeno perché il popolo americano sta perdendo la pazienza. No, si concluderà relativamente presto per il semplice fatto che non possiamo permetterci il costo che comporterebbe reclutare nuove forze in numero sufficiente per continuare a combatterla… CONTINUA
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VERSIONE ORIGINALE IN INGLESE
Pubblicato in Novembre 23, 2005 da CommonDreams.org
The End Of The War
by Robert B. Reich
The War in Iraq may end sooner rather than later – not because prominent congressmen or military experts say we should get out, and not because the American public is losing patience. It will end relatively soon because we can’t afford the price tag of recruiting enough soldiers to fight it… CONTINUA
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lunedì, dicembre 19, 2005
GRAZIA - CASTELLI GENTLEMAN EDUCATO
IL MINISTRO DI GIUSTIZIA CASTELLI EVITA LA BATTAGLIA PERCHÉ SA BENISSIMO DI ANDARE INCONTRO AD UNA SCONFITTA CERTA CONTRO IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. DOPO TANTO TUONARE, E DOPO AVER PORTATO AL PUNTO DI ROTTURA LO SCONTRO ISTITUZIONALE CONTRO CIAMPI, SCIPPANDOGLI IL POTERE DI GRAZIA, IL NOSTRO BALDO MINISTRO, TANTO SICURO DI SE, SE LA SVIGNA, SI RITIRA, RINUNCIANDO A COSTITUIRSI IN GIUDIZIO, DAVANTI ALLA CORTE COSTITUZIONALE.
QUALE “MENZOGNA” È PIÙ VERA DI QUELLA, QUANDO DICE CHE «IL GOVERNO NON HA VOLONTÀ SCONTRO» E CHE «DA PARTE SUA, NON VI SAREBBE LA VOLONTÀ DI DIFENDERE IL POTERE DI VETO DEL GUARDASIGILLI, DANDO UN'INTERPRETAZIONE RESTRITTIVA DELL'ARTICOLO 89 DELLA COSTITUZIONE». MA IL MINISTRO, È SMENTITO DA TUTTE LE NOTIZIE E LE DICHIARAZIONI DA LUI FATTE CON GRANDE VEEMENZA. IN VERITÀ AL MINISTRO QUALCUNO DEVE AVERGLI DETTO CHE NON HA NESSUNA POSSIBILITÀ DI CAVARSELA E ALLORA FA IL “GENTLEMAN” EDUCATO METTENDOSI AL SICURO E RIDUCENDO IL “CONFLITTO” AD UNA SEMPLICE QUESTIONE TECNICA. GLI ITALIANI CHE LO HANNO ASCOLTATO FIN QUI NON HANNO CERTAMENTE LA MEMORIA CORTA COME IL MINISTRO AUSPICA!
Raffaele
Grazia: Castelli, no a scontro
19-12-2005 18:24
Consulta, il ministro non si costituisce in giudizio
(ANSA) - ROMA, 19 DIC - Il ministro della Giustizia Roberto Castelli non si costituisce in giudizio nel conflitto sul potere di concessione della grazia. Il conflitto di attribuzione era stato sollevato davanti alla Corte Costituzionale da Ciampi. 'Ho sempre inteso l'iniziativa del Presidente della Repubblica non come uno scontro tra istituzioni, bensi' legata alla volonta' di chiarire una volta per tutte la questione sul potere di grazia', ha aggiunto il Guardasigilli.
Clicca ANSA
QUALE “MENZOGNA” È PIÙ VERA DI QUELLA, QUANDO DICE CHE «IL GOVERNO NON HA VOLONTÀ SCONTRO» E CHE «DA PARTE SUA, NON VI SAREBBE LA VOLONTÀ DI DIFENDERE IL POTERE DI VETO DEL GUARDASIGILLI, DANDO UN'INTERPRETAZIONE RESTRITTIVA DELL'ARTICOLO 89 DELLA COSTITUZIONE». MA IL MINISTRO, È SMENTITO DA TUTTE LE NOTIZIE E LE DICHIARAZIONI DA LUI FATTE CON GRANDE VEEMENZA. IN VERITÀ AL MINISTRO QUALCUNO DEVE AVERGLI DETTO CHE NON HA NESSUNA POSSIBILITÀ DI CAVARSELA E ALLORA FA IL “GENTLEMAN” EDUCATO METTENDOSI AL SICURO E RIDUCENDO IL “CONFLITTO” AD UNA SEMPLICE QUESTIONE TECNICA. GLI ITALIANI CHE LO HANNO ASCOLTATO FIN QUI NON HANNO CERTAMENTE LA MEMORIA CORTA COME IL MINISTRO AUSPICA!
Raffaele
Grazia: Castelli, no a scontro
19-12-2005 18:24
Consulta, il ministro non si costituisce in giudizio
(ANSA) - ROMA, 19 DIC - Il ministro della Giustizia Roberto Castelli non si costituisce in giudizio nel conflitto sul potere di concessione della grazia. Il conflitto di attribuzione era stato sollevato davanti alla Corte Costituzionale da Ciampi. 'Ho sempre inteso l'iniziativa del Presidente della Repubblica non come uno scontro tra istituzioni, bensi' legata alla volonta' di chiarire una volta per tutte la questione sul potere di grazia', ha aggiunto il Guardasigilli.
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LE DIMISSIONI DI ANTONIO FAZIO
FINALMENTE OGGI ANTONIO FAZIO HA DECISO, IN MODO «ASSOLUTAMENTE AUTONOMO», HA DETTO, DI “DIMETTERSI” DA GOVERNATORE DELLA BANCA D’ITALIA PER «RIDARE SERENITÀ NEL SUPERIORE INTERESSE DEL PAESE E DELLA BANCA D'ITALIA».
LE SUE DICHIARAZIONI SONO UN ESEMPIO LAMPANTE DI COME CERTI “PERSONAGGI” PERSEVERANO CON LA “MENZOGNA” NONOSTANTE SIA ORMAI CHIARO A TUTTI CHE COSTUI È STATO COSTRETTO A DIMETTERSI A SEGUITO DELL’ARRESTO DI FIORANI CHE IN CARCERE STA “PARLANDO” E LA VERITÀ COMINCIA AD EMERGERE CON TUTTA LA SUA GRAVITÀ. FAVORITISMI E CORRUZIONE ERANO IL “MODUS OPERANDI” DI QUEST’UOMO, MENTRE PER LA POSIZIONE CHE OCCUPA AVREBBE DOVUTO IMPEDIRE TUTTO QUESTO, AVREBBE DOVUTO AL CONTRARIO “CONTROLLARE” LA CORRETTEZZA DELLE ATTIVITÀ BANCARIE E FINANZIARIE NEL NOSTRO PAESE PER PROTEGGERE ALLO STESSO TEMPO SIA IL NOSTRO SISTEMA BANCARIO CHE I MILIONI DI RISPARMIATORI CHE CI METTONO I LORO “SOLDI” CON TANTA FIDUCIA.
ORA DIVIENE PIÙ CHE EVIDENTE CHE NON BASTA CAMBIARE IL GOVERNATORE. SONO NECESSARIE INVECE NUOVE REGOLE:
Raffaele
DA REPUBBLICA
Fazio, cinque mesi nella bufera dal sì all'Opa sull'Antoveneta
19 dicembre 2005
Ma le dimissioni arrivano solo dopo le confessioni del banchiere di Lodi: "Eravamo d'accordo". E l'accusa del Gip: "E' rimasto inerte"
ROMA - Il 12 luglio la firma sull'autorizzazione alle offerte della Bpi su Antonveneta, il 13 dicembre l'arresto del pupillo Fiorani, oggi le dimissioni. Passando il 29 settembre per la notizia dell'iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Roma e il 15 dicembre per le indiscrezioni su quello firmato dalla Procura di Milano. In cinque mesi si consuma lo scandalo che mette fine alla stagione di Antonio Fazio al timone della Banca d'Italia...CONTINUA
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LE SUE DICHIARAZIONI SONO UN ESEMPIO LAMPANTE DI COME CERTI “PERSONAGGI” PERSEVERANO CON LA “MENZOGNA” NONOSTANTE SIA ORMAI CHIARO A TUTTI CHE COSTUI È STATO COSTRETTO A DIMETTERSI A SEGUITO DELL’ARRESTO DI FIORANI CHE IN CARCERE STA “PARLANDO” E LA VERITÀ COMINCIA AD EMERGERE CON TUTTA LA SUA GRAVITÀ. FAVORITISMI E CORRUZIONE ERANO IL “MODUS OPERANDI” DI QUEST’UOMO, MENTRE PER LA POSIZIONE CHE OCCUPA AVREBBE DOVUTO IMPEDIRE TUTTO QUESTO, AVREBBE DOVUTO AL CONTRARIO “CONTROLLARE” LA CORRETTEZZA DELLE ATTIVITÀ BANCARIE E FINANZIARIE NEL NOSTRO PAESE PER PROTEGGERE ALLO STESSO TEMPO SIA IL NOSTRO SISTEMA BANCARIO CHE I MILIONI DI RISPARMIATORI CHE CI METTONO I LORO “SOLDI” CON TANTA FIDUCIA.
ORA DIVIENE PIÙ CHE EVIDENTE CHE NON BASTA CAMBIARE IL GOVERNATORE. SONO NECESSARIE INVECE NUOVE REGOLE:
- CHE RAFFORZINO LE GARANZIE PER I RISPARMIATORI E PER QUESTO LA FAMIGERATA LEGGE CHE HA DEPENALIZZATO IL FALSO IN BILANCIO VA CANCELLATA POICHÉ COZZA CONTRO QUESTO PRINCIPIO.
- CHE DIANO MANDATO A TERMINE AL GOVERNATORE. NON PIU' A VITA!
- CHE IL POTERE DI CONTROLLO DELLA CONCORRENZA TRA LE BANCHE VENGA DATA ALL’ANTITRUST. (FAZIO SI OPPONEVA ALL’INGRESSO IN ITALIA DELLE BANCHE STRANIERE EUROPEE IMPEDENDO PROPRIO LA CONCORRENZA) E PER QUESTO BRUXELLES HA AVVIATO LA PROCEDURA D’INFRAZIONE AL GOVERNO ITALIANO GIUDICANDO TROPPO ARBITRARIE LE NOSTRE REGOLE BANCARIE.
Raffaele
DA REPUBBLICA
Fazio, cinque mesi nella bufera dal sì all'Opa sull'Antoveneta
19 dicembre 2005
Ma le dimissioni arrivano solo dopo le confessioni del banchiere di Lodi: "Eravamo d'accordo". E l'accusa del Gip: "E' rimasto inerte"
ROMA - Il 12 luglio la firma sull'autorizzazione alle offerte della Bpi su Antonveneta, il 13 dicembre l'arresto del pupillo Fiorani, oggi le dimissioni. Passando il 29 settembre per la notizia dell'iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Roma e il 15 dicembre per le indiscrezioni su quello firmato dalla Procura di Milano. In cinque mesi si consuma lo scandalo che mette fine alla stagione di Antonio Fazio al timone della Banca d'Italia...CONTINUA
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mercoledì, dicembre 14, 2005
GRAZIA – CASTELLI CONTRO CIAMPI
IL MINISTRO CASTELLI TORNA ALLA “CARICA” CONTRO IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA RINNOVANDO IL SUO NO ALLA GRAZIA A SOFRI. SI ATTRIBUISCE IL POTERE DI GRAZIA “SCIPPANDOLO” AL CAPO DELLO STATO.
MA CIAMPI POCHE ORE DOPO L’ANNUNCIO DEL MINISTRO HA FATTO SAPERE DI AVER NOTIFICATO IL SUO RICORSO ALLA CASSAZIONE PER IL CONFLITTO DI ATTRIBUZIONI CHE LO OPPONE A CASTELLI.
LA NOTIFICA È AVVENUTA IL 29 NOVEMBRE. IL PRESIDENTE COSÌ CONFERMA DI NON RINUNCIARE AD UN CHIARIMENTO CHE SUL TERRENO ISTITUZIONALE È UNA CONTRAPPOSIZIONE DRAMMATICA.
CIAMPI VUOLE PER SÉ (COME SCRITTO NELLA COSTITUZIONE) IL POTERE DI GRAZIA CHE CASTELLI INTRALCIA RIVENDICANDO ALLA SUA CONTROFIRMA UN POTERE MAGGIORE DI QUELLO DEL CAPO DELLO STATO.
PER RIENTRARE IN POSSESSO DI QUESTA SUA PREROGATIVA CIAMPI È PRONTO AD AFFRONTARE IL GIUDIZIO DELLA MAGISTRATURA COSTITUZIONALE. È PREVISTA A GENNAIO LA SENTENZA. ORA CASTELLI HA TEMPO FINO AL 19 DICEMBRE PER DECIDERE SE «ACCETTA» LA SFIDA.
VEDIAMO COSA FARÀ.
Raffaele
DA REPUBBLICA
Sofri, il Quirinale in campo
13 dicembre 2005
ROMA - Prima il no di Castelli alla grazie per Adriano Sofri. Poi la notizia che filtra dal Quirinale. Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha notificato lo scorso 29 novembre al ministro della Giustizia, Roberto Castelli, il conflitto di attribuzione sollevato di fronte alla Corte Costituzionale sul potere di grazia.
Il conflitto, nato dal rifiuto del guardasigilli a concedere un atto di clemenza a Ovidio Bompressi (l'ex di Lotta continua condannato con Adriano Sofri a ventidue anni di carcere per l'omicidio del commissario Calabresi), era stato giudicato ammissibile dalla consulta il 28 settembre scorso. Il ministro Castelli ora ha tempo fino al prossimo 19 dicembre per comunicare alla Cancelleria della Corte Costituzionale la sua costituzione in giudizio.
Il Guardasigilli dovrà in ogni caso rivolgersi a un avvocato del libero foro, visto che a difendere le ragioni del presidente Ciampi dinanzi alla Consulta è l'Avvocatura generale dello Stato. Il Quirinale - si è inoltre appreso - ha depositato lo scorso primo dicembre, presso la cancelleria della Corte, l'avvenuta notifica del ricorso al ministro Castelli. Con un po' di anticipo, quindi, rispetto ai complessivi 110 giorni che la stessa consulta aveva concesso al Capo dello Stato a partire dal 28 settembre scorso (90 per informare il ministro e altri 20 per la notifica degli atti)…CONTINUA
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MA CIAMPI POCHE ORE DOPO L’ANNUNCIO DEL MINISTRO HA FATTO SAPERE DI AVER NOTIFICATO IL SUO RICORSO ALLA CASSAZIONE PER IL CONFLITTO DI ATTRIBUZIONI CHE LO OPPONE A CASTELLI.
LA NOTIFICA È AVVENUTA IL 29 NOVEMBRE. IL PRESIDENTE COSÌ CONFERMA DI NON RINUNCIARE AD UN CHIARIMENTO CHE SUL TERRENO ISTITUZIONALE È UNA CONTRAPPOSIZIONE DRAMMATICA.
CIAMPI VUOLE PER SÉ (COME SCRITTO NELLA COSTITUZIONE) IL POTERE DI GRAZIA CHE CASTELLI INTRALCIA RIVENDICANDO ALLA SUA CONTROFIRMA UN POTERE MAGGIORE DI QUELLO DEL CAPO DELLO STATO.
PER RIENTRARE IN POSSESSO DI QUESTA SUA PREROGATIVA CIAMPI È PRONTO AD AFFRONTARE IL GIUDIZIO DELLA MAGISTRATURA COSTITUZIONALE. È PREVISTA A GENNAIO LA SENTENZA. ORA CASTELLI HA TEMPO FINO AL 19 DICEMBRE PER DECIDERE SE «ACCETTA» LA SFIDA.
VEDIAMO COSA FARÀ.
Raffaele
DA REPUBBLICA
Sofri, il Quirinale in campo
13 dicembre 2005
ROMA - Prima il no di Castelli alla grazie per Adriano Sofri. Poi la notizia che filtra dal Quirinale. Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha notificato lo scorso 29 novembre al ministro della Giustizia, Roberto Castelli, il conflitto di attribuzione sollevato di fronte alla Corte Costituzionale sul potere di grazia.
Il conflitto, nato dal rifiuto del guardasigilli a concedere un atto di clemenza a Ovidio Bompressi (l'ex di Lotta continua condannato con Adriano Sofri a ventidue anni di carcere per l'omicidio del commissario Calabresi), era stato giudicato ammissibile dalla consulta il 28 settembre scorso. Il ministro Castelli ora ha tempo fino al prossimo 19 dicembre per comunicare alla Cancelleria della Corte Costituzionale la sua costituzione in giudizio.
Il Guardasigilli dovrà in ogni caso rivolgersi a un avvocato del libero foro, visto che a difendere le ragioni del presidente Ciampi dinanzi alla Consulta è l'Avvocatura generale dello Stato. Il Quirinale - si è inoltre appreso - ha depositato lo scorso primo dicembre, presso la cancelleria della Corte, l'avvenuta notifica del ricorso al ministro Castelli. Con un po' di anticipo, quindi, rispetto ai complessivi 110 giorni che la stessa consulta aveva concesso al Capo dello Stato a partire dal 28 settembre scorso (90 per informare il ministro e altri 20 per la notifica degli atti)…CONTINUA
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martedì, dicembre 13, 2005
NASSIRIYA – LA FALSA MISSIONE DI PACE
A DISTANZA DI OLTRE UN ANNO ARRIVA UN VIDEO DELLA FAMOSA BATTAGLIA DEI PONTI A NASSIRIYA GIRATO DAGLI STESSI MILITARI. ALL’EPOCA, DI QUELLA BATTAGLIA, LE AUTORITÀ MILITARI TACQUERO, CI FU IL SILENZIO, I REPORTERS FURONO MANDATI VIA E IL GOVERNO FU LATITANTE DI FRONTE ALLE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI A SEGUITO DI “INDISCREZIONI” CHE PURE VI FURONO E CHE VENNERO PERÒ POI TACCIATE DI “PROPAGANDA” ANTI-GOVERNATIVA E/O PRO-TERRORISTA.
LA DENUNCIA CHE SI FA È CHE LA MISSIONE NON È DI PACE MA DI GUERRA QUINDI BELLIGERANTE. CHE IL NOSTRO GOVERNO HA FATTO UN PASTICCIO DI CUI POI GLI STESSI MILITARI NE HANNO FATTO LE SPESE. OSTINANDOSI A CHIAMARLA MISSIONE DI PACE I NOSTRI SOLDATI NON POSSONO OPERARE CON REGOLE D’INGAGGIO, CON I MEZZI ED ARMI ADEGUATE IN QUEL TEATRO DI GUERRA COME INVECE OPERANO GLI AMERICANI E INGLESI. IL GOVERNO, COME AL SOLITO, NEI RARI CASI, QUANDO DECIDE, LO FA IN MODO AMBIGUO TENENDO LO STESSO PIEDE IN DUE STAFFE.
NEI BALCANI, IL GOVERNO D’ALEMA INTERVENNE IN MODO DECISIVO INSIEME CON LA NATO CON UNA AZIONE ARMATA, E NON UNA MISSIONE DI PACE. L’INTERVENTO VENNE ESPLETATO CON TUTTI I MEZZI MILITARI ED ERA SERVITO A BLOCCARE LA “PULIZIA ETNICA” CHE I SERBI FACEVANO CONTRO I CIVILI ALBANESI INDIFESI, PROPRIO COME FACEVANO I NAZISTI.
LA VERITÀ CHE VIENE FUORI È CHE L’INVASIONE DELL’IRAQ È STATO UN CLAMOROSO ERRORE.
ORA LO HANNO CAPITO ANCHE LORO, I BELLIGERANTI E PERSINO BUSH, MA NON LO VOGLIONO AMMETTERE E ALLORA SI AGGRAPPANO SUI VETRI ANNUNCIANDO VITTORIE IMPROBABILI E RITIRI ORMAI CERTI.
LA INVASIONE DELL’IRAQ È INIZIATA CON L’INGANNO ED È PERPETUATA CON ESSA IN NOME DELLA PACE E DELLA DEMOCRAZIA. POI È CONTINUATA CON I SILENZI E LE MENZOGNE E POI CON LE TORTURE E LE UCCISIONI INDISCRIMINATE CON L’USO DI ARMI PROIBITE.
PROBABILMENTE SADDAM HUSSEIN FACEVA LE STESSE COSE, MA SICURAMENTE CON UNA TECNOLOGIA INFERIORE. ULTIMO MA NON MENO IMPORTANTE EGLI LO FACEVA CERTAMENTE IN NOME NÉ DELLA PACE NÉ DELLA DEMOCRAZIA.
Raffaele
Mediaset ferma il film di Nassiriya
08 dicembre 2005
Doveva essere trasmesso da Le Iene. Comunicato dell'azienda
ROMA - Un filmato girato da un soldato italiano durante la battaglia dei ponti a Nassiriya nell'agosto del 2004, e trasmesso da RaiNews 24, non è stato invece mandato in onda nella puntata de Le Iene. «Si tratta - è scritto in un comunicato dell'azienda - di immagini molto confuse dei nostri soldati sotto attacco, commentate da un rappresentante di un'organizzazione denominata osservatorio militare difesa in modo non conforme agli standard giornalistici dell'azienda, che danno una rappresentazione della presenza in Iraq dei militari italiani lontana dalla realtà di ogni giorno».
Il filmato intero dura quasi dodici minuti, con il sottofondo di voci e urla, di inviti a «annichilire un nemico forse ferito e a stare attenti a non coinvolgere altri italiani».
Il «sonoro» in presa diretta dei militari è un susseguirsi di indicazioni: «Non sprecate munizioni», «Cosa c'ha in mano?», «Guarda come si muove, il bastardo». E ci sono anche incitamenti, quando qualcuno sollecita a neutralizzare un miliziano che apparentemente è a terra ferito. «Annichiliscilo, Luca», è il grido che si sente e non si capisce a quale dei militari che imbracciano un fucile di precisione sia rivolto. Poi, più tardi, quando la radio fa rimbalzare la notizia che il cecchino è stato «annichilito» i commenti sono di soddisfazione e tutti rivolti a Luca, che, all' inizio del filmato, viene «accreditato» di «averne appena fatto fuori due».
Clicca per l’intero articolo sul CORRIERE DELLA SERA
Clicca per scaricare Il film di RaiNews 24 sulla «Battaglia dei Ponti» a Nassiriya
LA DENUNCIA CHE SI FA È CHE LA MISSIONE NON È DI PACE MA DI GUERRA QUINDI BELLIGERANTE. CHE IL NOSTRO GOVERNO HA FATTO UN PASTICCIO DI CUI POI GLI STESSI MILITARI NE HANNO FATTO LE SPESE. OSTINANDOSI A CHIAMARLA MISSIONE DI PACE I NOSTRI SOLDATI NON POSSONO OPERARE CON REGOLE D’INGAGGIO, CON I MEZZI ED ARMI ADEGUATE IN QUEL TEATRO DI GUERRA COME INVECE OPERANO GLI AMERICANI E INGLESI. IL GOVERNO, COME AL SOLITO, NEI RARI CASI, QUANDO DECIDE, LO FA IN MODO AMBIGUO TENENDO LO STESSO PIEDE IN DUE STAFFE.
NEI BALCANI, IL GOVERNO D’ALEMA INTERVENNE IN MODO DECISIVO INSIEME CON LA NATO CON UNA AZIONE ARMATA, E NON UNA MISSIONE DI PACE. L’INTERVENTO VENNE ESPLETATO CON TUTTI I MEZZI MILITARI ED ERA SERVITO A BLOCCARE LA “PULIZIA ETNICA” CHE I SERBI FACEVANO CONTRO I CIVILI ALBANESI INDIFESI, PROPRIO COME FACEVANO I NAZISTI.
LA VERITÀ CHE VIENE FUORI È CHE L’INVASIONE DELL’IRAQ È STATO UN CLAMOROSO ERRORE.
ORA LO HANNO CAPITO ANCHE LORO, I BELLIGERANTI E PERSINO BUSH, MA NON LO VOGLIONO AMMETTERE E ALLORA SI AGGRAPPANO SUI VETRI ANNUNCIANDO VITTORIE IMPROBABILI E RITIRI ORMAI CERTI.
LA INVASIONE DELL’IRAQ È INIZIATA CON L’INGANNO ED È PERPETUATA CON ESSA IN NOME DELLA PACE E DELLA DEMOCRAZIA. POI È CONTINUATA CON I SILENZI E LE MENZOGNE E POI CON LE TORTURE E LE UCCISIONI INDISCRIMINATE CON L’USO DI ARMI PROIBITE.
PROBABILMENTE SADDAM HUSSEIN FACEVA LE STESSE COSE, MA SICURAMENTE CON UNA TECNOLOGIA INFERIORE. ULTIMO MA NON MENO IMPORTANTE EGLI LO FACEVA CERTAMENTE IN NOME NÉ DELLA PACE NÉ DELLA DEMOCRAZIA.
Raffaele
Mediaset ferma il film di Nassiriya
08 dicembre 2005
Doveva essere trasmesso da Le Iene. Comunicato dell'azienda
ROMA - Un filmato girato da un soldato italiano durante la battaglia dei ponti a Nassiriya nell'agosto del 2004, e trasmesso da RaiNews 24, non è stato invece mandato in onda nella puntata de Le Iene. «Si tratta - è scritto in un comunicato dell'azienda - di immagini molto confuse dei nostri soldati sotto attacco, commentate da un rappresentante di un'organizzazione denominata osservatorio militare difesa in modo non conforme agli standard giornalistici dell'azienda, che danno una rappresentazione della presenza in Iraq dei militari italiani lontana dalla realtà di ogni giorno».
Il filmato intero dura quasi dodici minuti, con il sottofondo di voci e urla, di inviti a «annichilire un nemico forse ferito e a stare attenti a non coinvolgere altri italiani».
Il «sonoro» in presa diretta dei militari è un susseguirsi di indicazioni: «Non sprecate munizioni», «Cosa c'ha in mano?», «Guarda come si muove, il bastardo». E ci sono anche incitamenti, quando qualcuno sollecita a neutralizzare un miliziano che apparentemente è a terra ferito. «Annichiliscilo, Luca», è il grido che si sente e non si capisce a quale dei militari che imbracciano un fucile di precisione sia rivolto. Poi, più tardi, quando la radio fa rimbalzare la notizia che il cecchino è stato «annichilito» i commenti sono di soddisfazione e tutti rivolti a Luca, che, all' inizio del filmato, viene «accreditato» di «averne appena fatto fuori due».
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lunedì, dicembre 12, 2005
LADY DIANA – INCIDENTE O OMICIDIO?
UNA INQUIETANTE NOTIZIA QUESTA DEL LUNGO INTERROGATORIO DEL PRINCIPE CARLO SULLA MORTE DELLA SUA EX-MOGLIE DIANA. IN INGHILTERRA RESTA VIVA LA MEMORIA DI LADY D NEI CUORI DI UNA VASTA PLATEA DI SUDDITI DI SUA MAESTÀ E CHE PER QUESTO ERA RIUSCITA AD OSCURARE PERSINO LA FIGURA DEL PRINCIPE CARLO EREDE AL TRONO. LE INCHIESTE FATTE SULLA MORTE DELLA PRINCIPESSA NON SONO MAI STATE CONVINCENTI ED ESISTE UNA VASTA CONVINZIONE POPOLARE CHE LADY D SIA STATA “SACRIFICATA” PER SALVARE LA CORONA A TORTO O A RAGIONE. LA RIAPERTURA DELL’INCHIESTA A SEGUITO DI UNA LETTERA SCRITTA DA DIANA 10 MESI PRIMA DELL’INCIDENTE POTREBBE, SE ACCERTATA AUTENTICA, CREARE SERI PROBLEMI AL PRINCIPE, ALLA MONARCHIA DI RIFLESSO ED ANCHE A TUTTI I RESPONSABILI DELLE INCHIESTE FATTE IN PRECEDENZA CHE HANNO “PROVATO” SOLO UN TRAGICO INCIDENTE. VEDIAMO QUALE SEGUITO CI SARÀ ADESSO!
Raffaele
CARLO INTERROGATO SU MORTE LADY D
Una lettera della principessa conferma ipotesi del complotto
(ANSA)-LONDRA,11 DIC- Il principe Carlo e' stato interrogato a lungo dagli inquirenti di Scotland Yard nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Lady Diana. Secondo il 'Sunday Times', al vaglio degli inquirenti ora sarebbe una lettera che Lady D scrisse 10 mesi prima di morire nella quale affermava: "mio marito sta pianificando un incidente alla mia auto, una manomissione dei freni e ferite gravi alla testa, per spianare la strada al suo matrimonio".
Clicca su L’ANSA
Raffaele
CARLO INTERROGATO SU MORTE LADY D
Una lettera della principessa conferma ipotesi del complotto
(ANSA)-LONDRA,11 DIC- Il principe Carlo e' stato interrogato a lungo dagli inquirenti di Scotland Yard nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Lady Diana. Secondo il 'Sunday Times', al vaglio degli inquirenti ora sarebbe una lettera che Lady D scrisse 10 mesi prima di morire nella quale affermava: "mio marito sta pianificando un incidente alla mia auto, una manomissione dei freni e ferite gravi alla testa, per spianare la strada al suo matrimonio".
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MOHAMMED DAKI - ESPULSO ANCHE SE ASSOLTO
IL MINISTRO PISANU CONSIDERA LE SENTENZE DEI TRIBUNALI MENO VALIDE DELLE SUE “CONVINZIONI PERSONALI” PER LE QUALI UNA PERSONA, ANCHE SE ASSOLTA PER I REATI A SUO CARICO, VIENE COMUNQUE ESPULSA DALL’ITALIA.
MOHAMMED DAKI È ORA RINCHIUSO IN UNA PRIGIONE IN MAROCCO. NONOSTANTE DUE ASSOLUZIONI DA PARTE DI DUE DIVERSI TRIBUNALI, È STATO ARRESTATO AL SUO ARRIVO ALL'AEROPORTO INTERNAZIONALE DI CASABLANCA. NESSUNO SA ESATTAMENTE DOVE SI TROVI ORA: SECONDO I PARENTI SAREBBE DETENUTO DA UNA UNITÀ SPECIALE ANTITERRORISMO. SI SONO DUNQUE GIÀ AVVERATE LE FACILI PREVISIONI DI CHI TEMEVA CHE DAKI SAREBBE STATO INGHIOTTITO IN UN SISTEMA POCO RISPETTOSO DEI DIRITTI CIVILI E A GRAVE RISCHIO TORTURA!
Raffaele
DAL CORRIERE DELLA SERA
Daki espulso dall'Italia, è polemica
11 dicembre 2005
Il suo avvocato protesta: «E' una rivalsa. Lo si vuole punire per le sue frasi sugli interrogatori illegali». Pisanu: via perché colpevole
MILANO - «Questo provvedimento sa molto di rivalsa. Daki è stato espulso da chi non vuole la verità su fatti gravissimi che il mio assistito aveva denunciato, interrogatori senza difensore alla presenza di agenti dell'Fbi e con minacce di mandarlo a Guantanamo per 20 anni nel caso non avesse collaborato».
Verso le 6 Daki è stato «prelevato» dalla Digos e portato all'aeroporto di Malpensa e imbarcato su un volo diretto a Casablanca, dove sarebbe giunto nel primo pomeriggio. All’arrivo alle 17 sarebbe stato trasferito in una caserma della polizia locale. Quindi arrestato!«Spero che chi abbia preso la decisione di espellere Daki - ha concluso il difensore - abbia valutato tutto quello che in Marocco può succedere. E spero che abbia tenuto conto che l'Italia non può consegnare persone a Stati nei quali non è garantito il rispetto dei diritti umani. C'è di che allarmarsi».
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MOHAMMED DAKI È ORA RINCHIUSO IN UNA PRIGIONE IN MAROCCO. NONOSTANTE DUE ASSOLUZIONI DA PARTE DI DUE DIVERSI TRIBUNALI, È STATO ARRESTATO AL SUO ARRIVO ALL'AEROPORTO INTERNAZIONALE DI CASABLANCA. NESSUNO SA ESATTAMENTE DOVE SI TROVI ORA: SECONDO I PARENTI SAREBBE DETENUTO DA UNA UNITÀ SPECIALE ANTITERRORISMO. SI SONO DUNQUE GIÀ AVVERATE LE FACILI PREVISIONI DI CHI TEMEVA CHE DAKI SAREBBE STATO INGHIOTTITO IN UN SISTEMA POCO RISPETTOSO DEI DIRITTI CIVILI E A GRAVE RISCHIO TORTURA!
Raffaele
DAL CORRIERE DELLA SERA
Daki espulso dall'Italia, è polemica
11 dicembre 2005
Il suo avvocato protesta: «E' una rivalsa. Lo si vuole punire per le sue frasi sugli interrogatori illegali». Pisanu: via perché colpevole
MILANO - «Questo provvedimento sa molto di rivalsa. Daki è stato espulso da chi non vuole la verità su fatti gravissimi che il mio assistito aveva denunciato, interrogatori senza difensore alla presenza di agenti dell'Fbi e con minacce di mandarlo a Guantanamo per 20 anni nel caso non avesse collaborato».
Verso le 6 Daki è stato «prelevato» dalla Digos e portato all'aeroporto di Malpensa e imbarcato su un volo diretto a Casablanca, dove sarebbe giunto nel primo pomeriggio. All’arrivo alle 17 sarebbe stato trasferito in una caserma della polizia locale. Quindi arrestato!«Spero che chi abbia preso la decisione di espellere Daki - ha concluso il difensore - abbia valutato tutto quello che in Marocco può succedere. E spero che abbia tenuto conto che l'Italia non può consegnare persone a Stati nei quali non è garantito il rispetto dei diritti umani. C'è di che allarmarsi».
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giovedì, dicembre 08, 2005
EX.CIRIELLI – MAGGIORE INGIUSTIZIA
PUNTUALE ARRIVA IL GIUDIZIO DEL PRESIDENTE DELLA CASSAZIONE SULLA EX-CIRIELLI, GIÀ EX-SALVA PREVITI. LA LEGGE È IL PRODOTTO DI SCAMBI POLITICI ALL’INTERNO DELLA MAGGIORANZA E FRUTTO DI ASSENZA TOTALE DI DIALOGO CON GLI OPERATORI DEL DIRITTO, CIOÈ GLI ESPERTI DELLA MATERIA. LA CONSEGUENZA SARÀ COME SI PAVENTA, ALTRO CHE MAGGIORE GIUSTIZIA, SI DIREBBE PIUTTOSTO MAGGIORE INGIUSTIZIA!
Raffaele
DAL CORRIERE DELLA SERA
«L'ex Cirielli? Un obbrobrio devastante»
07 dicembre 2005
Dura critica del primo presidente della Cassazione, Nicola Marvulli: cancellerà il 50% dei processi e perciò porterà alla bancarotta.
ROMA - «Un obbrobrio» che avrà «effetti devastanti», cancellando il 50 per cento dei processi e che perciò porterà alla «bancarotta». È il duro atto d'accusa che il primo presidente della Cassazione, Nicola Marvulli, lancia alla ex Cirielli. Lo fa parlando ad un dibattito sulla legge organizzato insieme dall'Unione delle Camere Penali e dall' Associazione Nazionale Magistrati, alla presenza di parlamentari della maggioranza e dell'opposizione.
Marvulli lamenta il fatto che le toghe non siano state ascoltate dai politici, siano state cioè «emarginate dal dialogo». Auspica una riflessione non solo sulla ex Cirielli ma anche sulla legge sulla legittima difesa che definisce «un'aberrazione» e sulla proposta Pecorella sulle impugnazioni «che stravolge il giudizio in Cassazione». E poi sempre a proposito della Cirielli dice: «La Cassazione potrà prendere iniziative sui limiti di applicazione di questa normativa, cioè se la esclusione dell'applicabilità ai processi in Cassazione sia compatibile con l'articolo 3 della Costituzione».
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Raffaele
DAL CORRIERE DELLA SERA
«L'ex Cirielli? Un obbrobrio devastante»
07 dicembre 2005
Dura critica del primo presidente della Cassazione, Nicola Marvulli: cancellerà il 50% dei processi e perciò porterà alla bancarotta.
ROMA - «Un obbrobrio» che avrà «effetti devastanti», cancellando il 50 per cento dei processi e che perciò porterà alla «bancarotta». È il duro atto d'accusa che il primo presidente della Cassazione, Nicola Marvulli, lancia alla ex Cirielli. Lo fa parlando ad un dibattito sulla legge organizzato insieme dall'Unione delle Camere Penali e dall' Associazione Nazionale Magistrati, alla presenza di parlamentari della maggioranza e dell'opposizione.
Marvulli lamenta il fatto che le toghe non siano state ascoltate dai politici, siano state cioè «emarginate dal dialogo». Auspica una riflessione non solo sulla ex Cirielli ma anche sulla legge sulla legittima difesa che definisce «un'aberrazione» e sulla proposta Pecorella sulle impugnazioni «che stravolge il giudizio in Cassazione». E poi sempre a proposito della Cirielli dice: «La Cassazione potrà prendere iniziative sui limiti di applicazione di questa normativa, cioè se la esclusione dell'applicabilità ai processi in Cassazione sia compatibile con l'articolo 3 della Costituzione».
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mercoledì, dicembre 07, 2005
SINDROME DELL’ACCERCHIAMENTO
LA VICEPRESIDENTE DEI DEPUTATI DI “FORZA ITALIA” ISABELLA BERTOLINI “DENUNCIA” LA DOPPIEZZA DI PRODI E LA MANOVRA PROPAGANDISTICA CONTRO IL GOVERNO BERLUSCONI NELLE MANIFESTAZIONI DI PROTESTA E DI IMPEDIMENTO ALLA COSTRUZIONE DELLA GALLERIA DELLA TAV DA PARTE DEI MANIFESTANTI DELLA VAL DI SUSA.
LA SIGNORA HA “INVOLONTARIAMENTE” RAGIONE QUANDO DICE CHE SE CI FOSSE STATO IL CENTROSINISTRA AL GOVERNO NON CI SAREBBE STATA LA PROTESTA, MA SOLAMENTE PERCHÉ PRODI AVREBBE AGITO IN MODO DIVERSO NEL RISPETTO DELLE POPOLAZIONI DEL LUOGO. COSA CHE IL GOVERNO BERLUSCONI NON HA FATTO E NON FA, ANZI HA MANDATO I PLOTONI CON I MANGANELLI. L’OSSERVATORIO ISTITUITO ERA TARDIVO E INSUFFICIENTE. UNA PRESA IN GIRO PER QUELLA GENTE!
INOLTRE COSA NON SECONDARIA, LA SIGNORA DOVREBBE SAPERE CHE I MANIFESTANTI NON SONO TUTTI DI SINISTRA. IL GRADO DI PARTECIPAZIONE È ALTISSIMO E COINVOLGE TUTTA LA POPOLAZIONE DELL’AREA IN MODO CHIARAMENTE TRASVERSALE. QUINDI NON PUÒ ESSERE UNA MANOVRA ORCHESTRATA DALLA SINISTRA.
IN REALTÀ CHI DIMOSTRA DI NON SAPER GOVERNARE QUI È PROPRIO IL SUO GOVERNO! ED È PROPRIO IL SUO “VITTIMISMO” NELLA SINDROME DELL’ACCERCHIAMENTO CHE QUI LO DIMOSTRA IN MODO ECLATANTE!
Raffaele
TAV/ BERTOLINI: PRODI BIFRONTE, GIOCA NEL TORBIDO
"Ipocrisia e squallore politico, l'Unione mistifica"
07-12-2005 12:36
Roma, 7 dic. (Apcom) - "Il professore bifronte, dopo aver approvato la Tav, appoggia di fatto chi fa le barricate. Gioca nel torbido". Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia, non ha dubbi: sulla Tav c'è "un' operazione di mistificazione dell'Unione, firmata Prodi e compagni".
"La verità - dichiara Bertolini - è che se al governo ci fosse stato il centro sinistra non ci sarebbe stata nessuna protesta. Si tratta dell'ennesima manovra propagandistica contro il Governo Berlusconi. I polveroni sollevati dalla sinistra ieri sono inqualificabili ed incivili. Come gli attacchi al ministro dell'Interno che solo ha tutelato la legalità. Prodi e company hanno messo in luce la loro doppiezza, ipocrisia e squallore politico".
"Prima i governi ulivisti - prosegue l'esponente azzurra - hanno firmato i protocolli d'intesa per la realizzazione della Torino-Lione, ed ora il professore bifronte, dopo aver approvato la Tav, appoggia di fatto chi fa le barricate. Gioca nel torbido. Per essere poi smentito clamorosamente dalla presidente della Regione Piemonte, che ha giudicato inevitabile il doveroso intervento delle Forze dell'Ordine. E' difficile dialogare con chi non vuole ascoltare. In sintesi: l'Unione - conclude Bertolini - finisce ancora una volta in frantumi. La verità è che anche sulla Tav la sinistra dimostra la propria totale incapacità a governare".
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LA SIGNORA HA “INVOLONTARIAMENTE” RAGIONE QUANDO DICE CHE SE CI FOSSE STATO IL CENTROSINISTRA AL GOVERNO NON CI SAREBBE STATA LA PROTESTA, MA SOLAMENTE PERCHÉ PRODI AVREBBE AGITO IN MODO DIVERSO NEL RISPETTO DELLE POPOLAZIONI DEL LUOGO. COSA CHE IL GOVERNO BERLUSCONI NON HA FATTO E NON FA, ANZI HA MANDATO I PLOTONI CON I MANGANELLI. L’OSSERVATORIO ISTITUITO ERA TARDIVO E INSUFFICIENTE. UNA PRESA IN GIRO PER QUELLA GENTE!
INOLTRE COSA NON SECONDARIA, LA SIGNORA DOVREBBE SAPERE CHE I MANIFESTANTI NON SONO TUTTI DI SINISTRA. IL GRADO DI PARTECIPAZIONE È ALTISSIMO E COINVOLGE TUTTA LA POPOLAZIONE DELL’AREA IN MODO CHIARAMENTE TRASVERSALE. QUINDI NON PUÒ ESSERE UNA MANOVRA ORCHESTRATA DALLA SINISTRA.
IN REALTÀ CHI DIMOSTRA DI NON SAPER GOVERNARE QUI È PROPRIO IL SUO GOVERNO! ED È PROPRIO IL SUO “VITTIMISMO” NELLA SINDROME DELL’ACCERCHIAMENTO CHE QUI LO DIMOSTRA IN MODO ECLATANTE!
Raffaele
TAV/ BERTOLINI: PRODI BIFRONTE, GIOCA NEL TORBIDO
"Ipocrisia e squallore politico, l'Unione mistifica"
07-12-2005 12:36
Roma, 7 dic. (Apcom) - "Il professore bifronte, dopo aver approvato la Tav, appoggia di fatto chi fa le barricate. Gioca nel torbido". Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia, non ha dubbi: sulla Tav c'è "un' operazione di mistificazione dell'Unione, firmata Prodi e compagni".
"La verità - dichiara Bertolini - è che se al governo ci fosse stato il centro sinistra non ci sarebbe stata nessuna protesta. Si tratta dell'ennesima manovra propagandistica contro il Governo Berlusconi. I polveroni sollevati dalla sinistra ieri sono inqualificabili ed incivili. Come gli attacchi al ministro dell'Interno che solo ha tutelato la legalità. Prodi e company hanno messo in luce la loro doppiezza, ipocrisia e squallore politico".
"Prima i governi ulivisti - prosegue l'esponente azzurra - hanno firmato i protocolli d'intesa per la realizzazione della Torino-Lione, ed ora il professore bifronte, dopo aver approvato la Tav, appoggia di fatto chi fa le barricate. Gioca nel torbido. Per essere poi smentito clamorosamente dalla presidente della Regione Piemonte, che ha giudicato inevitabile il doveroso intervento delle Forze dell'Ordine. E' difficile dialogare con chi non vuole ascoltare. In sintesi: l'Unione - conclude Bertolini - finisce ancora una volta in frantumi. La verità è che anche sulla Tav la sinistra dimostra la propria totale incapacità a governare".
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