domenica, ottobre 30, 2005

BERLUSCONI, “CONTRO” GUERRA IN IRAQ

CLAMOROSO! A DISTANZA DI OLTRE 2 ANNI BERLUSCONI E FINI “RIVELANO” CHE ERANO CONTRARI ALLA GUERRA IN IRAQ! CURIOSO, NOI NON CE N’ERAVAMO ACCORTI E CREDO CHE FINORA NON SE N’ERA ACCORTO NESSUNO NEMMENO I LORO SOSTENITORI CHE PROBABILMENTE STANNO APPRENDENDO ADESSO LA GRANDE NOTIZIA.
MA TRALASCIAMO LE INVETTIVE E GLI SCHERNI CONTRO CHI IN ITALIA SI È OPPOSTO VERAMENTE ALLA GUERRA INNALZANDO LE BANDIERE DELLA PACE CHE ESSI INVECE HANNO VOLUTO ABBASSARE, SE BERLUSCONI AND COMPANY FOSSERO STATI “COERENTI” ED AVESSERO DETTO VERAMENTE “NO” A BUSH A TEMPO DEBITO 26 VITE DEI NOSTRI CARABINIERI DI NASSIRIYA, DI CALIPARI ED DI TANTI ALTRI POTEVANO ESSERE RISPARMIATE!
LA SCUSA CHE SI È INTERVENUTI IN IRAQ DOPO L’INVASIONE E CON UNA RISOLUZIONE ONU NON REGGE PERCHÉ QUEST’ULTIMA È ARRIVATA DOPO CHE LE FORZA ITALIANA COSIDDETTA DI “PACE” SI ERA INSEDIATA IN IRAQ E CHE LA RISOLUZIONE REGISTRAVA IL FATTO COMPIUTO SU FORZATURA AMERICANA.
Raffaele

<<La guerra in Iraq non la volevo>>
Clamorosa rivelazione del presidente del Consiglio
29 ottobre 2005

ROMA - L'alleato di ferro di George W. Bush riteneva che la guerra «preventiva» si poteva e si doveva evitare. A quasi due anni dai primi bombardamenti su Bagdad si scopre ora che Silvio Berlusconi ci ha provato in ogni modo a convincere il presidente americano che non sarebbe stato giusto scatenare l'offensiva militare in Iraq. A dirlo è proprio il premier in una intervista esclusiva a La7: «Io non sono mai stato convinto che la guerra fosse il sistema migliore per arrivare a rendere democratico un paese e a farlo uscire da una dittatura anche sanguinosa». Parole di cui si ha notizia nelle ore in cui si allungano ombre sul governo italiano per il caso del Cia-Gate e il giorno prima della visita ufficiale a Washington del presidente del Consiglio.
Nell'intervista che sarà trasmessa integralmente lunedì prossimo Berlusconi entra nei dettagli di quella è una clamorosa e inattesa rivelazione. «Ho tentato di trovare altre vie e altre soluzioni anche attraverso un'attività congiunta con il leader africano Gheddafi. Non ci siamo riusciti e c'è stata l'operazione militare». «Io ritenevo - prosegue Berlusconi - che si sarebbe dovuta evitare un'azione militare»… CONTINUA

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sabato, ottobre 29, 2005

LA NUOVA (VECCHIA) LEGGE ELETTORALE

LA BATTAGLIA SI FA DURA. LA MAGGIORANZA CERCA DI APPROVARE IN TUTTA FRETTA LA NUOVA LEGGE ELETTORALE ORMAI IN PIENA CAMPAGNA E SENZA IL "CONSENSO" DELLE OPPOSIZIONI CHE SONO CONTRARI, PERCHE BEN ALTRO SONO ORA I PROBLEMI DEL PAESE, DICONO. INOLTRE LA NUOVA (VECCHIA) LEGGE PROPORZIONALE PROPOSTA PRODURRA' I SEGUENTI RISULTATI:

  1. SCARDINERA' IL BIPOLARISMO, INDEBOLENDO IL GOVERNO DEL PAESE, RENDENDOLO SUCCUBE DEI PARTITI.
  2. ACCENTUERA' I DIFETTI DELLE «COALIZIONI LITIGIOSE» PORTANDO I PARTITI AD ACCENTUARE «LA RICERCA DI VISIBILITÀ E LA LORO LITIGIOSITÀ
  3. IL NUOVO GOVERNO DIVERRA' PRIGIONIERO DEI PARTITI IN UN MOMENTO DIFFICILE PER L'ITALIA, QUANDO CI VORREBBE INVECE IL MASSIMO DI FORZA DEI GOVERNI.
  4. INFINE E' COMPLICATA CON VARI SBARRAMENTI E MODIFICA DEI COLLEGI ETC..

INSOMMA UN MARCHINGEGNO "IRRESPONSABILE" A DANNO DEGLI ELETTORI.

Raffaele

DALL'UNITA'

Legge elettorale, la truffa continua
L'Unione: «Anticostituzionale»
L'Unione presenta una pregiudiziale di costituzionalità ed una pregiudiziale di merito, oltre ad una questione sospensiva, sulla legge elettorale. O meglio su quello che viene ormai unanimemente definito «un golpe istituzionale»: cambiare le regole con il "truffarellum", magari un po’aggiustato, a pochi mesi dal voto a colpi di maggioranza per avere qualche chance di vincere.
La discussione generale in Parlamento legge che vuole reintrodurre il sistema proporzionale – adesso con tre sbarramenti al 2, 4 e 10 percento – è iniziata stamattina alla Camera. L’Unione, che ieri aveva già annunciato un ostruzionismo senza quartiere su tutto più 500 emendamenti ad hoc, oggi ha annunciato anche la pregiudiziale di incostituzionalità... CONTINUA

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venerdì, ottobre 28, 2005

VITROCISET. FERMATA L’ARROGANZA DELLA PROPRIETÀ

LA DETERMINAZIONE DEI LAVORATORI E DEI LORO SINDACATI HANNO PRODOTTO AL MOMENTO UN IMPORTANTE RISULTATO: LA SOSPENSIONE DEI 150 LICENZIAMENTI CHE LA PROPRIETÀ VOLEVA A TUTTI I COSTI IN MODO ARROGANTE ED UNILATERALE E SENZA CHE VI SIANO RAGIONI GIURIDICHE, ECONOMICHE E INDUSTRIALI PER FARLO. SI È RIUSCITI AD OTTENERE UN TAVOLO IL PROSSIMO 7 NOVEMBRE A TRE CON IL GOVERNO CHE COSÌ DOVRÀ ASSUMERSI LA SUA RESPONSABILITÀ E FARLA ASSUMERE ANCHE ALL’AZIENDA CHE FINORA VI SI È SEMPRE SOTTRATTA IRRESPONSABILMENTE.
L’AZIENDA OPERA NEI SERVIZI TECNICI, IN UN MERCATO TECNOLOGICO STRATEGICO DI GRANDE IMPORTANZA PER IL NOSTRO PAESE (COMUNICAZIONI, TRAFFICO AEREO, SPAZIALE, METEO, AMBIENTE, LOGISTICA INTEGRATA, ETC.) ED É UN SUICIDIO PERMETTERE CHE LA PROPRIETÀ LA SVENDA A PEZZI E DISTRUGGA COSÌ QUESTA IMPORTANTE RISORSA INDUSTRIALE AL SOLO SCOPO DI OTTENERE IL MIGLIOR PREZZO PER SÉ.
Raffaele

VITROCISET/ CREMASCHI(FIOM):GOVERNO SI IMPEGNI PER FUTURO GRUPPO27/10/2005 16:46
Roma, 27 ott. (Apcom) - "La mobilitazione dei lavoratori della Vitrociset, il grande successo dello sciopero di 8 ore, le iniziative senza precedenti di sciopero della fame di alcuni lavoratori e delegati hanno dato il senso della gravità di quanto avviene nel Gruppo e fermato l'arroganza dell'Azienda, ma tutto può ancora accadere." Lo ha detto Giorgio Cremaschi, segretario nazionale Fiom-Cgil, intervenendo oggi a Roma all'assemblea dei lavoratori Vitrociset in sciopero.
"I licenziamenti - ha proseguito Cremaschi - sono e restano privi di qualsiasi motivazione giuridica e produttiva. Essi fanno parte di un disegno della proprietà dell'azienda di mettersi sul mercato e di farne pagare ai lavoratori i costi. Per questo è giunto il momento della chiarezza." "All'Azienda - ha affermato Cremaschi - chiediamo il ritiro definitivo delle procedure di licenziamento e l'apertura di un confronto su tutte le prospettive produttive e occupazionali e sulle relazioni sindacali, da tempo compromesse da continue decisioni unilaterali dell'Azienda che hanno leso molti diritti dei lavoratori. Al Governo chiediamo finalmente l'apertura di un tavolo per discutere del futuro di un'azienda che organizza un servizio pubblico di valore strategico."
"L'incontro del 7 novembre - ha concluso Cremaschi - dovrà vedere quindi l'Azienda e il Governo disponibili a discutere e a impegnarsi sul futuro, togliendo di mezzo l'attacco all'occupazione e ai diritti dei lavoratori. Se non sarà così, la lotta continuerà senza escludere nessuna forma di mobilitazione". CLICCA Economia Virgilio

giovedì, ottobre 27, 2005

IL RECORD DELLE RIFORME


DOPO L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE CIAMPI CHE HA ESORTATO AD OCCUPARSI DEI PROBLEMI REALI DEL PAESE, È IL CAVALIERE A REPLICARE PERCHÉ SI SENTE TOCCATO GIUSTAMENTE!

EGLI, CON DISAPPUNTO DICE CHE NON FA ALTRO DA 4 ANNI E NATURALMENTE BENE E PER IL PAESE. RINCARA LA DOSE VANTANDOSI PURE DI AVER FATTO PIÙ RIFORME LUI DI TUTTI I GOVERNI PRECEDENTI MESSI INSIEME. INSOMMA UN VERO RECORD! NATURALMENTE PER LUI CONTA PIÙ LA QUANTITÀ CHE LA QUALITÀ. DELLE RIFORME, TIPICO METRO DI VALUTAZIONE DI CUI DETIENE IL BREVETTO.

TRA TUTTE LE SUE NUMEROSE “RIFORME” ANNOVERIAMO, TANTO PER DARE UN ESEMPIO:

  • LA MEMORABILE SOPPRESSIONE DELL’IMPOSTA DI SUCCESSIONE PER I GRANDI PATRIMONI (CON LA GIOIA DEGLI STRA-RICCHI)

  • LA VERGOGNOSA DEPENALIZZAZIONE DEL FALSO IN BILANCIO (CON LA GIOIA DI DISONESTI AMMINISTRATORI DEL DENARO ALTRUI).

VI RISPARMIO IL RESTO CHE CON TUTTE LE LEGGI AD-PERSONAM AD OCCHIO E CROCE COPRONO UNA BUONA METÀ DELLE “RIFORME” DA LUI FATTE. L’ALTRA METÀ RESTA O DISATTESA O NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI ANCORA DA REALIZZARE, E QUI, SOSTIENE FURBESCAMENTE IL CAVALIERE CI VORREBBE UN ALTRO MANDATO PER COMPLETARLE, NO? IL SOLITO VIZIO ELETTORALE DURO A MORIRE!

UNA SOLA RIFORMA “SBAGLIATA” SAREBBE SUFFICIENTE A FARE PRECIPITARE IL PAESE, FIGURIAMOCI TANTE DI TAGLIO SIMILARE, TIPO LA DEVOLUTION, TANTO PER CITARE UN ALTRO ESEMPIO.

MEGLIO SAREBBE STATO FARE MENO RIFORME E SOLO QUELLE VERAMENTE UTILI AL PAESE. FORSE IL PRESIDENTE CIAMPI INTENDEVA QUESTO.
Raffaele


DAL CORRIERE DELLA SERA
«Più riforme noi che tutti gli altri governi»
Berlusconi replica all'invito di Ciampi a pensare alle priorità del Paese.
«E' quello che facciamo molto bene da quattro anni»
27 ottobre 2005

ROMA - Ciampi chiede che nell'agenda delle istituzioni ci siano in particolare le priorità del Paese. E il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è pronto a replicare: «E cosa facciamo noi? Noi pensiamo a governare e a dare una risposta alle esigenze del Paese, ed è esattamente quello che facciamo molto bene da quattro anni e mezzo a questa parte». Berlusconi ha risposto così ai giornalisti lasciando una riunione elettorale di Forza Italia a Roma. «Se qualcuno non se n'è accorto - ha precisato il premier - abbiamo fatto più riforme noi di tutti i governi della Repubblica messi insieme»….CONTINUA

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mercoledì, ottobre 26, 2005

FINANZIARIA MEDIATICA

RIPORTO DI SEGUITO DUE ARTICOLI PER EVIDENZIARE QUANTO SEGUE:
  1. CON IL PRIMO ARTICOLO, UN GRAVE PROBLEMA DI CUI SOFFRONO I COMUNI SULLA SPESA SOCIALE E QUINDI LE “FAMIGLIE”.

  2. CON IL SECONDO ARTICOLO, LA PUZZA DI EFFETTO MEDIATICO PROPRIO SULLE FAMIGLIE DA PARTE DELL’UDC.
CON IL PRIMO, L’ASSOCIAZIONE DEI COMUNI D’ITALIA (APPARTENENTI A TUTTI I PARTITI DESTRA E SINISTRA) DENUNCIA LA MANCATA EROGAZIONE DELLA SECONDA TRANCHE PER LE POLITICHE SOCIALI DA PARTE DEL GOVERNO, CIÒ INSIEME ALLA CONFERMA DEI TAGLI ALLA FINANZIARIA PRODURRANNO EFFETTI DEVASTANTI CON RIFLESSI  PESANTI SULLE FAMIGLIE, FATTO REALE DAL VALORE DI ALCUNI MILIARDI DI EURO!
CON IL SECONDO, LA UDC MINACCIA DI USCIRE DAL GOVERNO PER UN TAGLIO DI 140 MILIONI DI EURO CHE I LORO ALLEATI DI GOVERNO AVREBBERO VOLUTO STORNARE DAL FONDO DELLE FAMIGLIE. NATURALMENTE POI RIENTRATO DOPO CHE ARTICOLI DELLA UDC A “DIFESA DELLE FAMIGLIE” SONO APPARSI SU QUASI TUTTI I GIORNALI. UN CLASSICO MEDIATICO! SIAMO IN CAMPAGNA ELETTORALE!
Raffaele      


FINANZIARIA/ ANCI: TAGLI A FONDO SOCIALE GRAVI PER FAMIGLIE
"Chiediamo a governo di rispettare gli impegni presi nel 2005"
26-10-2005 12:09 -

Roma, 26 ott. (Apcom) - La mancata erogazione della seconda tranche del fondo nazionale per le politiche sociali per il 2005 e la conferma dei tagli in Finanziaria per il 2006 "è un fatto gravissimo che si ripercuote fortemente sulle famiglie italiane". E' l'allarme del vicepresidente dell'Anci, Graziano Del Rio, lanciato nel corso di una manifestazione di protesta di regioni, province e comuni, contro i mancati impegni del governo.

Del Rio chiede infatti all'esecutivo "il rispetto degli impegni presi nel 2005. Oggi - afferma - mancano il 50 per cento dei fondi, e vogliamo che il governo ci dia le risorse e soprattutto che le ripristini per il 2006".
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Finanziaria, ridotto di 140 milioni il fondo per le famiglie
I centristi lanciano un ultimatum al governo
Manovra: "Senza aiuti alle famiglie L'Udc pronto ad aprire la crisi"
Alemanno: "I finanziamenti non si toccano, il miliardo c'è"
26 ottobre 2005

ROMA - Giù le mani dai soldi per le famiglie. L'Udc alza la voce e torna a scuotere l'alleanza di governo. A provocare l'ira dei centristi sono le manovre intorno al fondo che la Finanziaria ha previsto per la famiglia, ridotto da 1,140 miliardi a un miliardo. Un taglio che provoca l'ultimatum dei centristi: "Solo pensare che il miliardo di euro per le famiglie possa essere spezzettato in tanti rivoli per altri scopi, mi atterrisce. Chiunque pensi a questa disastrosa soluzione vuole la crisi di governo e della maggioranza. I nostri voti non ci sarebbero nemmeno con la fiducia" dice il capogruppo centrista alla Camera, Luca Volontè…CONTINUA
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IRAQ, ADDIO VERITÀ

L’ARTICOLO IN CALCE È UNA ULTERIORE CONFERMA, (COME SE C’È NE FOSSE ANCORA BISOGNO) CHE IN IRAQ NON VI SONO “REPORTERS INDIPENDENTI” IN GRADO DI RACCONTARE I “FATTI REALI” CHE AVVENGONO IN QUEL PAESE. QUEI POCHI CHE LO FANNO RISCHIANO DOPPIAMENTE LA VITA SIA PER COLPA DEI “RIBELLI” E TERRORISTI CHE LI SCAMBIANO PER GIORNALISTI AL SERVIZIO DELI AMERICANI (EMBEDDED),  CHE DAGLI AMERICANI CHE INVECE SANNO CHI SONO MA NON FANNO MISTERO CHE NON LI VOGLIONO SUL CAMPO SENZA IL LORO PERMESSO E TANTOMENO CHE FACCIANO SERVIZI SENZA LA LORO “CENSURA”.  MOLTI REPORTES INDIPENDENTI SONO STATI UCCISI DAL “FUOCO AMICO”. D’ALTRA PARTE NESSUNO PIÙ LO NEGA QUINDI E’ UFFICIALE: DALL’IRAQ NON GIUNGE PIÙ NESSUNA VERITÀ DA MOLTO TEMPO. L’UNICA “CAMPANA” E’ QUELLA DEGLI AMERICANI.
Raffaele


Il “giornalismo del topo” è l’unico modo in cui possiamo raccontare l’Iraq
di Matthew Lewin
Press Gazette, 13 ottobre 2005
Robert Fisk, il notoriamente intrepido corrispondente dell’Independent dal Medio Oriente, ha rivelato che la situazione in Iraq adesso è così pericolosa che non sa se potrà continuare a fare servizi dal paese.
Fisk, che in precedenza aveva accusato i colleghi di praticare un "giornalismo da hotel" in Iraq, ha detto che un "giornalismo da topo" è ora il meglio che lui riesca a fare nel paese.
Fisk, la cui nuova storia del Medio Oriente, The Great War for Civilisation, è stata appena pubblicata, ha definito giornalismo da topo la pratica di comparire all’improvviso sul luogo dove è accaduto qualcosa e restare giusto il tempo di sapere cosa è successo, prima che arrivino gli uomini armati.
Parlando in una libreria di Golders Green [un quartiere della zona nord di Londra NdT], ha detto: "Non potete immaginare quanto vadano male le cose in Iraq.
"Poche settimane fa, ero andato a trovare un uomo il cui figlio era stato ucciso dagli americani, ed ero a casa sua da cinque minuti quando fuori in strada sono comparsi alcuni uomini armati.
"E’ dovuto andare a ragionare con loro perché non mi portassero via. E questo era un qualunque sobborgo di Baghdad, non il triangolo sunnita o Falluja.
"Siamo arrivati al punto in cui, ad esempio, quando sono andato a dare un’occhiata sul luogo di una enorme bomba, in una stazione di autobus, sono balzato fuori dalla macchina e ho scattato due foto prima di essere circondato da una folla di iracheni inferociti.
"Sono saltato di nuovo in macchina e sono scappato. Io questo lo chiamo “giornalismo del topo” – ed è tutto quello che possiamo fare adesso.
"Se vado a trovare qualcuno in un posto particolare, mi do 12 minuti, perché è quanto secondo i miei calcoli ci vuole a un uomo con un telefono cellulare per chiamare sul posto degli uomini armati con una macchina.
"Quindi, dopo 10 minuti me ne vado. Non essere avidi. Ecco com’è il giornalismo in Iraq."
"Adesso questo paese è un inferno – un disastro.
"Il Ministero della sanità, che è gestito in parte dagli americani, non diffonde alcuna cifra sulle vittime civili; il personale semplicemente non è autorizzato a darci queste cifre.
"Una delle gioie delle potenze occupanti è che i giornalisti non possono muoversi. Quando vado fuori Baghdad in macchina, mi ci vogliono due settimane a pianificarlo, perché le strade sono infestate di ribelli, checkpoint, uomini incappucciati e tagliagole. Ecco com’è.
"E’ quasi impossibile avere accesso a informazioni indipendenti al di fuori di Baghdad o Bassora. La maggior parte dei giornalisti che riescono a spostarsi lo fanno come membri di convogli militari con unità destinate alla loro protezione.
"L’ultima volta che sono andato a Najaf, la strada era disseminata di veicoli americani bruciati, veicoli della polizia distrutti, checkpoint abbandonati e uomini armati. Questo è oggi l’Iraq – è in uno stato di anarchia, e molte zone di Baghdad sono di fatto adesso nelle mani dei ribelli"…

(Traduzione di Ornella Sangiovanni)

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Versione originale in inglese sul PRESSE GAZETTE
 

lunedì, ottobre 24, 2005

DELITTO FORTUGNO, INFORMAZIONE PARZIALE

SI RIMANE SCONCERTATI APPRENDERE DAI MEDIA CHE LA VITTIMA AVREBBE AVUTO CONTATTI CON LA ‘NDRANGHETA, COME RISULTEREBBE DAI TABULATI IN POSSESSO DELLA MAGISTRATURA CHE STA ANCORA INDAGANDO SULLA NATURA DI QUEGLI STESSI CONTATTI E NEL CONTEMPO VENGONO TACIUTI I COLLEGAMENTI AVUTI CON IL VIMINALE, PURE PRESENTI NEI TABULATI!
COSÌ SI FA CATTIVA INFORMAZIONE PERCHÉ SI TENDE A FAR CREDERE CHE LA VITTIMA SIA IN QUALCHE MODO CORRESPONSABILE!
SPERIAMO CHE L’INFORMAZIONE PARZIALE VENGA COMPLETATA NEI PROSSIMI GIORNI. SU REPUBBICA INVECE TROVIAMO UN ARTICOLO SULL’ARGOMENTO GIÀ COMPLETO E RICCO DI DATI.
Raffaele

Delitto Fortugno, i contatti tra il medico boss coinvolto nel caso e un'utenza in uso al ministero dell'Interno.

'Ndrangheta, telefonate al Vicinale spuntano chiamate a numeri segreti
Si scava nei tabulati sul traffico telefonico tra il 1997 e il 2003
dai nostri inviati ATTILIO BOLZONI e CARLO BONINI

REGGIO CALABRIA - Nell'inchiesta sull'omicidio di Francesco Fortugno ci sono cinque proiettili calibro 9 x 21 marca Luger e una consulenza tecnica che ha rovesciato tanta polvere sul morto. Ci sono tanti, troppi contatti, diretti e indiretti, che in questa storia portano al Viminale. È il giallo delle telefonate, quelle che apparentemente sono al centro della scena investigativa, quelle che erano state intercettate tra il vice presidente del parlamento calabrese ucciso domenica al seggio e il medico Giuseppe Pansera, al tempo solo il genero incensurato del boss Giuseppe Morabito detto "Tiradritto" e poi schedato come boss.

Siamo andati a vederla quella perizia, abbiamo sfogliato centinaia di pagine di tabulati, abbiamo trovato un groviglio di numeri che raccontano alcuni fatti.
  1. Il primo fatto: in tre anni, dal 1997 al 2000, Francesco Fortugno e Giuseppe Pansera si sono parlati al telefono solo 12 volte e sempre per una manciata di secondi.

  2. Il secondo fatto: su 464 utenze portate all'attenzione della magistratura dal consulente tecnico, quelle 12 tracce telefoniche non sono state né trascritte né presentate al pubblico ministero di Milano perché "assolutamente ininfluenti per le indagini".

  3. Il terzo fatto: tra centinaia di cellulari sospetti il consulente ne ha individuato due intestati al "Ministero degli Interni Dipartimento di Pubblica Sicurezza" e poi ne ha scoperti almeno altri 18 senza codici, cellulari "blindati", senza numero e senza identificativo.

  4. Il quarto e ultimo fatto: Giuseppe Pansera, quando era già latitante per un traffico di stupefacenti, telefonava a un personaggio che a sua volta era in contatto con un'utenza del ministero degli Interni.
Cosa si potevano mai dire un ricercato della 'ndrangheta e uomini collegati al Viminale?
Bisogna precisare subito che il nome di Francesco Fortugno neanche compare in quel documento che si chiama "Elaborazione analitico-relazionale dei dati di traffico di utenze radiomobili e di telefonia di base", la perizia che il consulente Gioacchino Genchi ha consegnato al sostituto procuratore della repubblica di Milano Laura Barbaini, la titolare di un'inchiesta su mafia e coca nella Locride con agganci in Lombardia.
E analizzando - anche qui uno dopo l'altro - quelle 464 utenze intercettate nei contatti dalla perizia, si trovano tracce che gli investigatori avevano ritenuti "spunti interessanti". Soprattutto due: quei numeri di telefono intestati al Ministero degli Interni Dipartimento di Pubblica sicurezza. I numeri si trovano nel quarto foglio delle 464 utenze "attenzionate".
  1. Il primo è un 33559879.. che è stato monitorato dal 6 febbraio del 1999 al 3 gennaio del 2002.

  2. Il secondo è un 33559878.. monitorato dal 25 febbraio 1999 al 31 dicembre 2001.
La sorpresa è al primo numero. Viene chiamato due volte - la prima dalla Puglia e la seconda dalla Campania - da un uomo che è in stretto contatto con Giuseppe Pansera quando il medico è già latitante. Due conversazioni. Una alle 21,50,52 dell'8 dicembre del 2000, l'altra alle 12,13,45 del primo gennaio 2001.
In quei giorni Pansera era ricercato. Qualche mese prima era sfuggito alla cattura della polizia mentre viaggiava sulla costa jonica, scortato da cinque auto cariche di picciotti. Qualche mese dopo sarà catturato dai carabinieri. A chi appartenevano quei numeri che il consulente tecnico ha individuato come intestati al Viminale?
Ma c’è dell’altro…molto ancora…CONTINUA

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(23 ottobre 2005)

"PAR CONDICIO", NORMA SENZA SANZIONE

MENTRE SI LANCIANO AVVERTIMENTI ALLA MAGGIORANZA A NON TOCCARE LA PAR CONDICIO, QUESTA È STATA IN EFFETTI GIÀ RIDOTTA A SOLA NORMA PERCHÉ LA SANZIONE È STATA AZZERATA DALLA FINANZIARIA APPROVATA ALLA CAMERA ED ORA AL VAGLIO DEL SENATO.
A CAUSA DELLA NOTEVOLE RIDUZIONE DEI FONDI “INDIPENDENTI” PER IL SUO FUNZIONAMENTO, L’AUTORITY PREPOSTA AL CONTROLLO, È STATA RIDOTTA ALLA “DIPENDENZA ECONOMICA”  DAGLI  ORGANI CHE DEVE CONTROLLARE E QUINDI AL SILENZIO ED INOPERATIVITÀ ANCHE PER LE ALTRE ATTIVITÀ DEL SUO UFFICIO. IN PRATICA LA “PAR CONDICIO”, UNA VOLTA CONFERMATA LA FINANZIARIA AL SENATO, DIVENTA UNA NORMA SENZA SANZIONE!  MA A QUESTO LA MAGGIORANZA TENTA DI RIMEDIARE SUBITO: CANCELLANDO ANCHE LA NORMA!
Raffaele  

DA L’UNITÀ
Par condicio già fuori controllo
di Wanda Marra  23.10.2005

Nonostante l'impegno della CdL,sembra proprio che Berlusconi in realtà non abbia bisogno di una legge per cancellare la par condicio: questa di fatto risulta già abolita dai tagli previsti all’Authority per le garanzie nelle comunicazioni nella nuova Finanziaria.

I fatti. L’articolo 14 della legge Finanziaria prevede per il 2006 uno stanziamento per l’Authority di 6 milioni di euro. Ovvero, ben 16 in meno dei 22 milioni del 2005. Non basta. La previsione per il 2007 è che il contributo statale venga del tutto cancellato, a favore dei finanziamenti privati da parte delle imprese del settore. È intuitivo come questo significhi praticamente disarmare completamente l’Autorità, che si troverebbe non solo con fondi insufficienti per svolgere i suoi compiti, ma anche dipendente da quelle stesse imprese sul lavoro delle quali è chiamata a svolgere un ruolo di garanzia.
Senza contare che si aprono anche dei dubbi di legalità, visto che la Legge Istitutiva (249/97), proprio a salvaguardia dell’indipendenza dell’Ente, ne prevede una modalità di finanziamento mista pubblico-privato. E infatti, nonostante i tagli già ingenti al contributo statale all’Autorità nel 2005, questo rappresenta circa il 60% del totale, mentre il contributo dei privati è il 40% (versato in misura del 0,65 per mille del fatturato delle imprese, mentre il massimo previsto dalla legge è l’1 per mille).

Una mancanza di indipendenza, peraltro, in contrasto con le normative europee (direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 marzo 2002).
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Su Repubblica
Par condicio: Rutelli, non si tocca
Su legge elettorale ci rimettiamo a valutazione Ciampi
(ANSA) - ROMA, 21 OTT - Il tema di una riforma della legge sulla par condicio 'non puo' neanche essere messo sul tavolo', afferma Francesco Rutelli. Per il leader di Dl un'eventuale modifica 'sarebbe palesemente anticostituzionale'. Sulla legge elettorale, invece, Rutelli si rimette a Ciampi: 'abbiamo votato una pregiudiziale di costituzionalita', ci rimettiamo alla valutazione di chi dovra' assumerla in base alla Costituzione, per cio' che riguarda la promulgazione, una volta che fosse approvata'.
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sabato, ottobre 22, 2005

LA BASSA CUCINA DELLA “PAR CONDICIO”

VISTE LE DIFFICOLTÀ A CANCELLARE TOUT-COURT LA “PAR CONDICIO” SI PENSA INVECE DI “RIFORMARLA” ADDOLCENDOLA IN MODO DA SUPERARE GLI OSTACOLI INTERNI ALLA STESSA MAGGIORANZA VEDI CASINI E ALCUNI SETTORI DEL CENTROSINISTRA. STANNO IN ALTRE PAROLE PREPARANDO UN “BUON SUGO” PER RENDERE APPETIBILE LA “CARNE GUASTA”.
LA SOSTANZA NON CAMBIA PERÒ E IN PIÙ VOGLIONO CANCELLARE ANCHE IL DIVIETO DI AFFISSIONE DEI MANIFESTI A UN MESE DALLE ELEZIONI.
OLTRE AI DUBBI DI COSTITUZIONALITÀ, VE LO IMMAGINATE A CHE LIVELLO SCADRÀ LA COMPETIZIONE ELETTORALE SE PASSASSE ANCHE QUESTA LEGGE?
Raffaele

Berlusconi rilancia sugli spot. Pronta la nuova par condicio
Ma Rutelli avverte: "Ricordatevi il monito di Ciampi sul pluralismo"
di FRANCESCO BEI

22 ottobre 2005
ROMA - Il progetto non è ancora distillato in articoli e commi ma c'è. Nero su bianco. E' la riforma (meglio, la cancellazione) della legge del 2000 sulla par condicio che, nelle intenzioni di Silvio Berlusconi, dovrebbe "americanizzare" la campagna elettorale del 2006. Ci stanno lavorando da tempo Lucio Malan e Antonio Palmieri, gli uomini che in Forza Italia si occupano di comunicazione e propaganda. Un'ipotesi più raffinata rispetto alla semplice liberalizzazione "selvaggia" degli spot che teme il centrosinistra, studiata apposta per risultare meno indigesta sia agli alleati del Cavaliere sia all'opposizione. La novità consiste nell'individuare una quota protetta di messaggi promozionali da dividere equamente tra tutte le liste in gara alle elezioni. E applicare sul resto il principio di suddivisione proporzionale, sulla base del risultato elettorale conseguito alle ultime elezioni. Nel caso specifico, le politiche del 2001. Il copyright dell'idea appartiene all'aennino Alessio Butti, che diversi mesi fa fece circolare tra gli alleati una bozza di riforma, ora ripresa in mano con interesse e integrata dagli uomini di Berlusconi.
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Le News di Articolo 21
22/10/2005, ore 18:26
CANCELLARE LA PAR CONDICIO E' UN ULTERIORE PASSO VERSO LA SVOLTA AUTORITARIA

di Vincenzo VITA
Clicca http://www.articolo21.info/news.php?id=10378

venerdì, ottobre 21, 2005

ROCKPOLITIK DI LIBERTA'

IERI E’ SUCCESSO UN FATTO NUOVO: ALLA RAI UNO ALLO SPETTACOLO DI CELENTANO E’ RITORNATA LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE E DI CRITICA CHE A TORTO O A RAGIONE HA POTUTO EPRIMERSI. BENE QUESTO E’ NORMALE! SPERIAMO CHE NON RIMANGA ISOLATO ALLO SPETTACOLO DI CELENTANO. NON DIMENTICHIAMO CHE IL GRUPPO DIRIGENTE RAI E’ IN PARTE CAMBIATO E CHE IL NUOVO PRESIDENTE E’ PETRUCCIOLI (DS) E IL DIRETTORE GENERALE E MEOCCI (EX-AUTORITÀ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI ED EX-CCD) CUI VORREBBERO GIÀ CACCIARE VIA!
ALCUNI CRITICI HANNO DETTO CHE NON C’ERA NESSUNA NOVITA’ E CHE LO SPETTACOLO DI CELENTANO E’ SEMPRE BANALE ED UGUALE A SE STESSO! COSTORO NON SI SONO ACCORTI OPPURE FANNO FINTA CHE IN RAI NON C’ERA LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE ED E’ STATA INFRANTA PROPRIO QUESTA PROIBIZIONE! ALTRI DICONO CHE CIÒ È POTUTO ACCADERE PROPRIO PERCHÉ INVECE ESISTE QUESTA LIBERTÀ, MA SI GUARDANO BENE DAL DIRE “SOLO IERI DOPO ANNI”. VEDREMO SE CONTINUERA’.
Raffaele


CELENTANO DENUNCIA CON TRE SEDIE VUOTE I LIMITI ALLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE IN RAI
21/10/2005, ore 13:07:40

La trasmissione di Adriano Celentano di ieri sera, premiata con il 47 per cento di ascolto, ha avuto il suo momento centrale nella presenza straordinaria di Michele Santoro e nelle tre sedie vuote di Biagi, Grillo e Luttazzi.
Noi, insieme, penso, a tutto il pubblico, abbiamo provato una intensa emozione quando abbiamo sentito Michele, visibilmente commosso, che chiedeva a Celentano di riavere il “suo microfono”.
Altro momento fortissimo è stato rappresentato da quelle immagini di Berlusconi che dalla Bulgaria pronunciava il famoso “editto di censura”. Immagini che stanno facendo ancora una volta il giro del mondo e che non dimenticheremo facilmente.
Quelle immagini sono contenute anche nel Video prodotto da Articolo 21 sulla “Rai di questi anni” che abbiamo presentato in anteprima a Roma nei giorni scorsi.
Il trailer di quel video può essere scaricato attraverso il sito di Articolo21 o collegandosi al sito http://www.robertozaccaria.it/.
Nelle prossime settimane programmeremo visioni anche in altre città italiane, come un omaggio a chi ha saputo mantenere la schiena dritta e come un semplice esercizio della memoria: per non dimenticare!
Dopo la devastazione della nostra Costituzione, portata avanti con il voto sulla “Devolution” è bene ricordare con forza anche le aggressioni subite dall’art.21.
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TV: BONDI, DA SINISTRA PROSEGUE OPERA MISTIFICAZIONE PREMIER
ITALIA E' PAESE LIBERO GRAZIE A CDL E TRASMISSIONE CELENTANO NE E' PROVA

Roma, 21 ott. (Adnkronos) - ''Dispiacera' a Romano Prodi, ma l'Italia e' un paese libero. Strano, magari, ma libero anche grazie a questa maggioranza, e la trasmissione di ieri ne e' una ruvida ed eclatante dimostrazione''. Cosi' il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, commenta la prima puntata di 'Rockpolitik', la trasmissione di Adriano Celentano, andata in onda ieri su Raiuno.
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An e Udc divise sulle dimissioni di Meocci Bonatesta (An): «Serve puntata riparatrice, il direttore generale se ne vada. Il centrista Volonté: resti dov'è, ha fatto il suo dovere
21 ottobre 2005
ROMA - La maggioranza è divisa nelle reazioni allo show di Celentano, con An che chiede le dimissioni del direttore generale Meocci e Udc che replica: «Richiesta ridicola e inquietante». In ordine sparso, invece Forza Italia…
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