venerdì, maggio 16, 2008

BERLUSCONI E VELTRONI - INIZIA IL DIALOGO

IN ALCUNI AMBIENTI DELLA SINISTRA SI PARLA IN MODO "CARICATURALE" DI “GOVERNO VELTRUSCONI” DEL "DIALOGO" TRA IL CAPO DEL GOVERNO BERLUSCONI E VELTRONI “DIMOSTRANDO” DI ESSERE ANCORA "LEGATI" ALLA "VECCHIA POLITICA" DEL MURO CONTRO MURO CHE NON HA PORTATO DA NESSUNA PARTE.

LA NECESSITÀ DEL DIALOGO È DI AMBEDUE LE PARTI, LORO MALGRADO!
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BERLUSCONI, CON LA SUA AMPIA MAGGIORANZA NON HA PIÙ "SCUSE" E SA DI "GIOCARSI" TUTTO IN CASO DI INSUCCESSO E PERCHÈ IL PAESE ATTRAVERSA UNA SITUAZIONE PARTICOLARMENTE DIFFICILE.

VELTRONI SA CHE LE RIFORME ISTITUZIONALI IMPORTANTI PER IL PAESE NON SI POSSONO CERTAMENTE FARE CON IL MURO CONTRO MURO MA CON UNA NUOVA POLITICA DI "DIALOGO" E DI "RISPETTO" DELL'AVVERSARIO POLITICO SENZA CHE CIÒ IMPLICHI ALCUN "INCIUCIO".

NATURALMENTE CIÒ È MOLTO PIÙ DIFFICILE E IMPEGNATIVO DEL SEMPLICE "RIFIUTO" CHE NON PORTA DA NESSUNA PARTE E AGGRAVEREBBE INVECE I PROBLEMI DEL PAESE.

E' UNA "VERA" SFIDA CON LA QUALE IL CAVALIERE "TENTA" DI "SCARICARE" ALCUNE RESPONSABILITÀ, E VELTRONI "TENTA" DI OTTENERE "RIFORME" ALTRIMENTI IMPOSSIBILI.

DALL'OPPOSIZIONE QUINDI SI GIOCA UGUALMENTE LA "PARTITA" MA PER IL BENE DEL PAESE E NON ALTRO.
Raffaele B.

ILSOLE24ORE
Berlusconi e Veltroni: «Subito le riforme»
di Nicoletta Cottone
16 maggio 2008


È durato 35 minuti il faccia a faccia a Palazzo Chigi tra il premier Silvio Berlusconi e il leader del Pd Walter Veltroni. Al centro dell'incontro le riforme istituzionali. «Io e Berlusconi - spiega il leader del Pd nel corso della conferenza stampa - ci siamo trovati d'accordo sulla necessità di ripartire dal pacchetto di riforme licenziato dalla commissione Affari costituzionali nella scorsa legislatura e portarlo avanti». Sulle riforme che sono «urgenze del Paese e vanno fatte insieme», si riparte dal pacchetto che prevede la «riduzione del numero dei parlamentari, una sola camera che fa le leggi, il governo ha tempi certi per l'approvazione dei decreti legge».

Dal Governo, ha detto Veltroni, mi aspetto che presenti delle proposte per far fronte alla vera emergenza, che è la condizione sociale ed economica delle famiglie italiane. «Ho ribadito a Berlusconi - sottolinea il leader del Pd - che in Italia c'è un'emergenza e si chiama condizione di vita degli italiani, dei precari, delle famiglie e dei pensionati». A chi gli chiede se in aula appoggerà il taglio del Pd risponde che sarà valutata la norma e la sua copertura, ma «se ci sono risorse, le si devono destinare per aumentare i salari, gli stipendi, le pensioni e far uscire tanti giovani dal precariato».

Nell'incontro anche un accenno alla riforma della legge elettorale per le europee. Il leader del Pd spiega di considerare giusta «l'introduzione di una soglia di sbarramento. Ma non sono d'accordo che questa soglia, come ho sentito da esponenti del centrodestra, sia del 5 per cento». Sulla vicenda Alitalia Veltroni ribadisce di considerare «un grave errore aver fatto fuggire Air France», sulla Rai, tema solo sfiorato, chiede che il nuovo Cda sia nominato con una nuova normativa, auspicando la fuoriuscita dei partiti. Il premier Silvio Berlusconi è rientrato a Palazzo Grazioli senza rilasciare dichiarazioni.

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