domenica, giugno 01, 2008

BRUNETTA E LA LOTTA AI FANNULLONI NELLA PA

IL MESSAGGERO PUBBLICA OGGI UNA LETTERA APERTA AL MINISTRO DA PARTE DI UN FUNZIONARIO CON TANTO DI NOME E COGNOME ED INCARICO. SI TRATTA DI UN CERTO SIG. UMBERTO FORTUNATI, FUNZIONARIO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, PROPRIO NELLA FOSSA DEL LEONE.

BISOGNA RICONOSCERE AL FUNZIONARIO UN NOTEVOLE CORAGGIO NELL'ESPORSI IN QUESTO MODO COSÌ ECLATANTE E PUNGENTE NELLA SUA "DENUNCIA" ALLA COSIDDETTA EFFIMERA LOTTA AI “FANNULLONI” CHE IL SUO MINISTRO TENTA "SEMPLICISTICAMENTE" DI PORTARE AVANTI NELLA ASSOLUTA "IGNORANZA", NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI, OPPURE "COMPLICITÀ", NELLA PEGGIORE, DELLE “CAUSE” CHE STANNO EFFETTIVAMENTE ALLA BASE DI TALE FENOMENO.

I FANNULLONI SONO IL PRODOTTO DI UNA “CATTIVA” ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO LA CUI RESPONSABILITÀ RICADE PRINCIPALMENTE SUL SUO VERTICE DIRINGENZIALE A SCENDERE POI NELLA GERARCHIA.

LA ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO DEVE PREVEDERE DEGLI OBIETTIVI PER TUTTI E SISTEMI DI CONTROLLO. A MONTE DEVE PURE CAMBIARE LA "CULTURA" E CIOÈ DEVE FINIRE IL SISTEMA DELLE "RACCOMANDAZIONI" SPECIALMENTE QUELLE "POLITICHE" E DEVE VALERE LA "COMPETENZA" E NON PIÙ IL "SERVILISMO" A CUI SIAMO ABITUATI ORMAI DA MOLTI LUSTRI.

INFINE CI VOGLIONO LEGGI E REGOLAMENTI SEMPLICI ED EFFICACI E NON IL MARASMA CHE ABBIAMO. SOPRATTUTTO CI VUOLE IL BUON ESEMPIO DAI POLITICI CHE HANNO INCARICHI ISTITUZIONALI.

ALTRO CHE FACILE, È UN COMPITO DIFFICILISSIMO. AUGURI AL MINISTRO PROFESSOR BRUNETTA.
Raffaele B.

ILMESSAGGERO
Lettera aperta al ministro Brunetta
31 maggio 2008

Grazie a Lei Professor Brunetta. Grazie perché, assieme alla immigrazione clandestina, alla emergenza rifiuti e alla riduzione in schiavitù delle prostitute albanesi, quella della pubblica amministrazione pare essere diventata una delle principali emergenze del Paese. Grazie, Signor Ministro, per avermi equiparato - nelle discussioni che ormai fanno i mass media - ad un traghettatore di poveri cristi, ad uno sfruttatore senza scrupoli, ad un crumiro al servizio della mafia o della camorra.

Eppure, dopo quasi trenta anni trascorsi, come molti, nella pubblica amministrazione, qualcosa ho imparato anche io e, tra l’altro, mi sono ormai convinto, come si suol dire, che la puzza (e l’esempio negativo) vengono quasi sempre dalla testa del pesce. Non ho mai seguito questi cattivi esempi e sono consapevole del fatto che molti sono come me, ed anche assai migliori. Vorrei sottolineare, Signor Ministro, che nulla si muove, nella pubblica amministrazione, se non in favore di chi appartenga a gruppi di potere, logge, loggette e consorterie varie, fino a ridurre coloro che assai spesso sono proprio i migliori ed i più meritevoli, a delle barche senza approdo e senza prospettiva.

Si parte, in questo, dalle cose più piccole e cioè dalla attribuzione di modeste posizioni di coordinamento, per procedere con la distribuzione dei permessi per parcheggiare veicoli e motoveicoli, per finire con l’ordine in cui sono indicati, negli uffici, i funzionari che occupano una determinata stanza: qui, in nome della ragion di Stato, l’amico del potente precederà, senza colpo ferire, il collega più anziano, più elevato in grado e con maggiore esperienza, in totale disprezzo di elementari principi. Consideriamo, poi, il caso in cui si tratti di andare in missione da qualche parte: l’amico del potente, anche se semplice archivista, alloggerà in alberghi di prim’ordine, mentre il funzionario, seppur apicale ma senza sponsor, si troverà a doversi accontentare di una misera topaia di quart’ordine.

Per non parlare poi del demansionamento, in virtù del quale il povero suddetto funzionario, apicale ma senza sponsor, potrà trovarsi a fare prevalentemente fotocopie, mentre l’amico del potente, circondato dall’apprezzamento e dal plauso generale, sarà libero di grattarsi la pancia teorizzando sui massimi sistemi. Ma il colmo dei colmi, Signor Ministro, è frutto di una personale esperienza: erano quasi le sette di sera ed ero ormai a casa, dopo otto ore di questo simpatico tran tran che molti si ostinano ancora a chiamare “lavoro” (in questo, forse, sono d’accordo con Lei).

Squillò il telefono e, non senza sorpresa, sentii dall’altro capo del filo la voce della mia dirigente dell’epoca. Pensai che fosse accaduto qualcosa di veramente grave! Fu grande la mia sorpresa quando la mia dirigente, con la voce più pacata e cordiale del mondo, mi chiese di ricordarmi, all’indomani, di assumere informazioni circa lo stato in cui si trovava la pratica riguardante il rinnovo del permesso di soggiorno della sua colf. Ebbene si… dopo trenta anni di servizio, giunto ormai al vertice della mia carriera, ero chiamato, in nome sempre della ragion di Stato, a pormi a disposizione di una badante. Con questo, Signor Ministro, La saluto cordialmente e Lei vorrà perdonarmi se, a seguito di questo ed altri episodi, mi sono ammalato di depressione e forse (sentendomi anche ormai bollato come un fannullone) non sarò in grado di soddisfare quegli obiettivi che Lei pone a sostegno della azione di rinnovamento di una pubblica amministrazione sempre più moderna ed al servizio del Paese. A meno che… qualcuno intenda…

Umberto Fortunati
funzionario della Presidenza del Consiglio dei Ministri

2 commenti:

Tiziano Tescaro ha detto...

Interessante il vostro blog, passerò ancora a leggere i post
buona giornata da Tiziano

sara ha detto...

MALGOVERNO NELLA P:A:in quel di Castelraimondo serve maggiore vigilanza e controllo sul territorio.Dal febbraio 2002 l’amministrazione comunale tiene,illegittimamente demansionato,estromesso,eliminato dall’ufficio il comandante dei vv.uu;(uno dei quattro dipendenti comunali laureati,di ottima condotta morale e civile,incensurato,senza alcun procedimento penale o giudiziario a carico),sostanzialmente senza fare quasi niente,a spese del contribuente.(Vedere sentenza immediatamente esecutiva,in internet,alla voce DEMANSIONAMENTO CAMERINO)